ROMA (ITALPRESS) – L’Inter supera 4-2 in rimonta la Roma e allunga a +7 sulla Juventus: apre Acerbi, i giallorossi la ribaltano con Mancini ed El Shaarawy, ma nella ripresa arriva il pari di Thuram e il controsorpasso con l’autogol di Angelino prima del definitivo poker siglato da Bastoni.
La squadra giallorossa è protagonista di una buona partenza, rendendosi subito pericolosa prima con El Shaarawy e poi con Pellegrini. Al 15′ Barella ci prova dalla distanza, ma il suo tiro viene deviato in corner. Due minuti più tardi i nerazzurri passano in vantaggio grazie ad Acerbi che, sugli sviluppi di corner, sfrutta la spizzata di Lukaku per infilare alle spalle di Rui Patricio. Il Var richiama Guida per la posizione di Thuram, in fuorigioco, ma per l’arbitro non disturba il portiere portoghese. I ragazzi di De Rossi reagiscono immediatamente e al 28′ agguantano il pareggio con un colpo di testa di Mancini, bravo a trovare la deviazione vincente sulla punizione di Pellegrini. Negli ultimi minuti del primo tempo la Roma riesce a completare la rimonta: ancora Pellegrini imbuca per El Shaarawy, che in contropiede fulmina Sommer con il mancino. Si va all’intervallo sul punteggio di 2-1 in favore dei capitolini. In apertura di ripresa l’Inter ristabilisce subito la parità con la rete di Thuram che, su assist di Darmian, deposita in fondo al sacco anticipando Mancini. Neanche il tempo di riorganizzare le idee per i giallorossi, che la compagine nerazzurra torna avanti al 56′ con un autogol di Angelino che, nel tentativo di anticipare lo scatenato Thuram, mette la palla nella propria porta. La squadra di De Rossi non demorde e va alla ricerca del pareggio, costruendo due grandi occasioni con Lukaku, che però si fa ipnotizzare da Sommer. Nel finale i capitolini tentano il tutto per tutto, ma i nerazzurri chiudono i giochi nel recupero con Bastoni, che in contropiede fissa il punteggio sul definitivo 4-2. Inter sempre più prima, rallenta la rincorsa giallorossa a un posto in Champions.
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L’Inter non si ferma, ribalta la Roma e vince 4-2
La Lazio vince a Cagliari e si rilancia nella corsa Champions
CAGLIARI (ITALPRESS) – La Lazio cercava la vittoria per non vedere allontanarsi troppo l’obiettivo Champions e la trova in casa del Cagliari, battuto 3-1 dopo una partita spettacolare. I biancocelesti trionfano nel segno di Immobile, che festeggia i 200 gol in Serie A in una gara tenuta viva fino all’ultimo dagli uomini di Ranieri.
La sconfitta non rispecchia l’atteggiamento dei sardi, che avevano accusato il colpo del vantaggio laziale quasi alla mezzora. Al 26′ sugli sviluppi di una punizione, il cross in mezzo di Isaksen viene lisciato da Azzi e poi sfortunatamente spedito in rete da Deiola. Sotto a causa di un autogol, il Cagliari cerca di reagire nel finale di primo tempo con Lapadula e torna agguerrito in campo nella ripresa. Eppure la Lazio colpisce al primo affondo utile e celebra un nuovo record di Immobile, che al 49′ sigla lo 0-2 e torna al gol su azione. L’attacante non fa in tempo a festeggiare il 200° in Serie A, perchè due minuti dopo i sardi ricordano che in casa hanno sette vite. Al 51′ la meraviglia dalla distanza di Gaetano riapre il match alla Domus Arena. La partita si fa scoppiettante, Luis Alberto chiama e Gaetano risponde, in un turbinio di occasioni. Quella decisiva capita sui piedi di Felipe Anderson al 65′ per mettere il punto esclamativo sul successo biancoceleste. La Lazio, infatti, è cinica e colpisce l’avversario nel suo momento migliore. L’1-3 porta la firma dell’esterno brasiliano, che ringrazia la deviazione sfortunata stavolta di Zappa. Il Cagliari, comunque, non si dà per vinto e gioca all’attacco fino alla fine: nonostante la sconfitta casalinga, conferma che venderà cara la pelle nella lotta per la salvezza. Gli uomini di Sarri, invece, scacciano le polemiche e la contestazione delle ultime settimane, ritrovando una vittoria che li rilancia in chiave Champions.
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Panetta “Sui tassi si avvicina l’inversione di rotta”
GENOVA (ITALPRESS) – “L’esame delle condizioni macroeconomiche indica che la disinflazione è in una fase avanzata e che il cammino verso l’obiettivo del 2% prosegue con speditezza. Si sta rapidamente avvicinando il momento di un’inversione di rotta nell’orientamento della politica monetaria”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel suo intervento al 30esimo congresso Assiom Forex a Genova.
“L’esercizio di previsione che la Bce effettuerà in marzo offrirà utili elementi per valutare le prossime azioni di politica monetaria. Sarà opportuno vagliare non solo la prima mossa, ma anche le diverse opzioni per l’intero sentiero di normalizzazione monetaria – ha proseguito -. Andranno soppesati benefici e controindicazioni di un taglio dei tassi tempestivo e graduale rispetto a un allentamento tardivo e aggressivo, che potrebbe accrescere la volatilità dei mercati finanziari e dell’attività economica”.
“Oggi la probabilità che un ipotetico rafforzamento della dinamica salariale dia il via a una tardiva rincorsa salari-prezzi è esigua – ha spiegato il governatore -. Per di più con pressioni inflazionistiche che volgono al ribasso e profitti delle imprese elevati, un qualche recupero del potere d’acquisto dei salari, dopo le perdite subite, è fisiologico e potrà sostenere i consumi e la ripresa dell’economia”. “Il lavoro – ha osservato ancora Panetta – è solo uno dei fattori di produzione e la sua incidenza sui costi totali delle imprese è ben inferiore a quella dei beni intermedi e dell’energia. La crescita attuale dei salari, pur superiore a quella del biennio 2021-22, è compensata dalla riduzione degli altri costi in atto da mesi. L’aumento dei costi complessivi delle imprese, che rappresenta la determinante primaria dell’inflazione, si è pertanto via via affievolito fino ad annullarsi, attenuando le pressioni inflazionistiche. Le aspettative delle imprese non prefigurano un’accelerazione dei costi totali nei prossimi mesi”.
“Le condizioni” per l’avvio della normalizzazione monetaria “sono tre: la prima è che il processo di disinflazione sia in fase avanzata”, “la seconda è che il calo dell’inflazione stia continuando”, “la terza è che il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione non sia compromesso da un eventuale taglio dei tassi”, ha detto ancora Panetta.
“I dati recenti – ha spiegato nel dettaglio – indicano che i progressi verso la stabilità dei prezzi sono superiori a quanto molti si aspettavano solo pochi mesi fa”. Per quanto riguarda il calo dell’inflazione, “gli indicatori congiunturali e la dinamica di fondi dei prezzi al consumo segnalano con chiarezza la prosecuzione della disinflazione”. Sotto il profilo dei tassi, “gli effetti della restrizione si stanno rivelando più forti rispetto sia all’esperienza storica sia a quanto stimato in passato dalla Bce”.
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Foibe, Meloni “Dalle istituzioni decenni di colpevole silenzio”
BASOVIZZA (TRIESTE) (ITALPRESS) – “Basovizza è un luogo del cuore. Sono venuta molte volte qui da ragazza, quando farlo voleva dire essere additati, accusati, isolati. Sono tornata da adulta a celebrare finalmente quel Giorno del Ricordo che spazzava via una volta per tutte la congiura del silenzio che per imperdonabili decenni aveva avvolto la tragedia delle foibe e il dramma dell’esodo nell’oblio dell’indifferenza. Torno oggi con qualche ruga in più e con responsabilità sulle spalle che da ragazza non avrei mai immaginato che un giorno avrei avuto”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al Monumento nazionale di Basovizza per il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe.
“Torno per assumermi un impegno, per assumermi un impegno solenne, e cioè fare la mia parte, perchè venga trasmesso ai nostri figli quel testimone del ricordo che voi, con la vostra tenacia, con il vostro coraggio, con il vostro orgoglio avete consentito che ci venisse consegnato, perchè i nostri figli a loro volta lo trasmettano ai nostri nipoti, affinchè la memoria di ciò che è accaduto, in barba a chi avrebbe voluto nasconderlo per sempre, non svanisca invece mai”, ha aggiunto.
“Siamo qui per anche per chiedere ancora perdono a nome delle istituzioni di questa Repubblica, per il colpevole silenzio che per decenni ha avvolto le vicende del nostro confine orientale, oltre che per rendere omaggio a tutti gli istriani e i giuliano-dalmati che per rimanere italiani decisero di lasciare tutto, per restare con l’unica cosa che i comunisti titini non potevano togliere loro: l’identità”.
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Pioli “Per il Milan essere al top significa vincere”
MILANO (ITALPRESS) – “Bennacer sta bene, ha affrontato bene il minutaggio che ha fatto a Frosinone. E’ disponibile per giocare dal primo minuto, ha fatto una bella settimana”. Lo ha detto il tecnico del Milan, Stefano Pioli, alla vigilia della sfida casalinga contro i campioni d’Italia del Napoli. “Se cambia molto tra Spalletti e Mazzarri? Le caratteristiche e le qualità no, numeri di conclusioni e occasioni create sono comunque importanti – ha sottolineato il mister dei rossoneri in conferenza stampa, parlando del momento degli azzurri – Dobbiamo cercare di essere compatti in mezzo al campo, provando a sporcare le loro giocate”.
“Per il Milan essere al top significa vincere qualcosa, sappiamo che dobbiamo puntare a quello – ha proseguito Pioli – La concorrenza è molto alta, non dobbiamo pensare troppo oltre. Le stagioni si costruiscono mattone su mattone”. Sulla stagione non eccezionale del Napoli scudettato: “E’ difficile per tutti ripetersi, lo è stato anche per noi. Il campionato è ancora molto lungo e il Napoli non è lontano dal quarto posto. Ha grandissima qualità e grandissimi giocatori offensivi: ci sarà da mettere tanta attenzione”. In vista della prima delle due sfide con il Rennes, Pioli assicura di non fare calcoli sulla formazione: “Pensiamo solo a domani, c’è il tempo necessario per preparare il Rennes. Ora è troppo importante insistere in campionato”. Ammesso di non avere visto Ibrahimovic a Sanremo (“Ma lui può avere successo in qualunque cosa faccia, anche da dirigente”), Pioli si sofferma anche sulle critiche ricevute da Maignan: “A noi come gruppo non ci interessano le critiche, nel senso che siamo così tanto autocritici e severi con noi stessi che pensiamo a dare il meglio. I campioni come Maignan non perdono mai, o vincono o imparano. E lui uscirà da questo periodo migliore di prima”. Sull’ipotesi del cartellino blu: “Mi piace il ritmo durante la partita, non le interruzioni e credo che questa sarebbe un altro motivo per le perdite di tempo. Non sono favorevole”. De Ketelaere come punta sta facendo benissimo all’Atalanta mentre nel Milan era impiegato come trequartista: “Per le sue caratteristiche e soprattutto per quello che serviva alla squadra, è stata la posizione giusta per farlo giocare. Sta facendo un gran campionato, in un ruolo diverso con una squadra diversa. E’ cresciuto dopo un anno di esperienza”, ha concluso Pioli.
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Irfis, in 3 giorni richieste per 15 mln contro il caro mutui in Sicilia
PALERMO (ITALPRESS) – In tre giorni i siciliani hanno richiesto contributi per 15 milioni, per combattere l’aumento dei tassi di interesse per i mutui per l’acquisto della prima casa relativi agli anni 2022 e 2023. Sono infatti 9.002 le istanze giunte sulla piattaforma allestita dall’Irfis mentre in bozza si trovano 4.540 domande per un totale di 13.542 istanze in totale.
“Fondi che andranno alle famiglie e serviranno ad aiutarle ad affrontare la maggiore spesa dovuta al pagamento delle rate dei mutui”, spiega la presidente dell’Irfis, Iolanda Riolo.
La piattaforma on line nella quale è possibile presentare la domanda di contributo sarà aperta fino al 29 febbraio. Gli uffici dell’Irfis reputano possa essere necessario un mese per l’esame delle domande per poi procedere entro fine aprile o primi giorni di maggio al pagamento dei contributi che saranno a fondo perduto. “Un grande sforzo dell’istituto – sottolina Riolo – che con le sue 60 unità di personale è pienamente impegnato in questa missione che ci è stata affidata dal governo regionale”.
La misura, infatti, è stata voluta dall’esecutivo guidato da Renato Schifani usando fondi dell’assessorato all’Economia che ha deciso di puntare 50 milioni sull’operazione mutui. La Sicilia è la prima regione che interviene in questo modo a favore delle famiglie che sono state gravate dall’aumento dei tassi di interesse. “L’ottimo risultato raggiunto finora conferma la bontà dell’iniziativa messa in campo dal mio governo a favore delle famiglie siciliane”, dice il presidente della Regione Siciliana, Schifani, aggiungendo che “la procedura messa in campo dall’Irfis, la nostra finanziaria, per la presentazione delle domande prevede inoltre un iter veloce che ci consentirà di arrivare in tempi rapidi anche alla liquidazione delle somme”.
Per l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, “le istituzioni hanno il dovere di stare accanto ai cittadini specie quando la congiuntura economica si fa difficile. La Regione sta facendo la sua parte anche attraverso gli aiuti contro il caro mutui, come confermano gli oltre 15mila siciliani che in 72 ore hanno consegnato le loro istanze alla piattaforma Irfis. Stiamo dando prova di capacità di ascolto e di efficienza amministrativa, mettendo in campo una misura che ci porta in prima linea, fra le Regioni italiane, nella battaglia al caro vita”.
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Meloni alle associazioni agricole “Esenzione Irpef per redditi bassi”
ROMA (ITALPRESS) – “L’esenzione IRPEF negli anni passati è stata una misura iniqua e ha favorito soprattutto i grandi imprenditori e le imprese con volumi di affari elevati. La proposta del Governo è quella aiutare gli agricoltori che ne hanno bisogno limitando l’esenzione IRPEF ai redditi agrari e domenicali che non eccedono l’importo di diecimila euro. In altre parole, l’esenzione dell’Irpef deve essere un intervento per i più deboli che risulti un sostegno concreto a chi produce e non un privilegio”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con le associazioni agricole.
Per il Governo erano presenti anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Matteo Piantedosi, Raffaele Fitto, Luca Ciriani, Marina Elvira Calderone. Presenti rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza Coperative.
“Non è la prima volta che ci incontriamo, ci siamo visti più volte in passato, ma io ritenevo importante rivedervi oggi per continuare a confrontarci ancora sulle politiche nazionali ed europee che interessano l’agricoltura e l’agroalimentare – ha sottolineato Meloni -. Parliamo di un settore strategico per la nostra economia e che abbiamo messo al centro della nostra azione. Non vi tedierò ovviamente con l’elenco delle tante misure che abbiamo approvato in questi ultimi mesi, ma ci tenevo a dirvi quale fosse la visione che ha mosso il nostro impegno e che punta a raggiungere alcuni obiettivi di fondo – ha aggiunto -: la valorizzazione delle filiere nazionali; l’incentivo alla produzione nazionale; la difesa del nostro modello agroalimentare, della nostra biodiversità e dei nostri cibi di qualità dall’omologazione e dall’impoverimento. Sono queste le tre grandi direttrici che hanno orientato il nostro lavoro e che si sono tramutate, in questi mesi, in misure estremamente concrete”.
“In Europa il Governo ha difeso gli agricoltori e contestato fin dall’inizio le scelte sbagliate imposte dalla Commissione europea. Noi siamo sempre stati favorevoli alla difesa dell’ambiente e alla transizione ecologica, ma sempre nettamente e fermamente contrari a quella che è diventata una transizione ideologica, fatta da diktat e da regole frutto di posizioni ideologiche e per le quali si sacrifica la produzione, mettendo a rischio quel concetto di sovranità alimentare che resta un nostro indirizzo irrinunciabile. Il nostro Governo ha cambiato passo in Europa”, ha proseguito.
“Vogliamo affrontare il tema, molto importante, dei costi di produzione. Vogliamo impedire la vendita sotto i costi di produzione e riconoscere il giusto prezzo agli agricoltori – ha assicurato il premier -. Per rendere efficace la misura prevista nel decreto legislativo contro le pratiche sleali il Governo rafforzerà i controlli dell’Autorità di contrasto (ICQRF) e potenzierà le strutture di ISMEA per l’elaborazione e la pubblicazione con frequenza mensile dei prezzi dei prodotti agricoli e dei costi medi di produzione delle principali filiere”.
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Agricoltori, Lollobrigida “Su esenzione Irpef decisione in Cdm”
ROMA (ITALPRESS) – “Temo molto la sfiducia del popolo, raramente la sfiducia di persone già sfiduciate”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, alla domanda se teme la mozione di sfiducia di Renzi. Quindi non si dimette entro martedì, come chiedono gli agricoltori per bocca di Danilo Calvani? “L’unica persona che non intendo incontrare è un signore che non so che mestiere faccia. Non ha alcun senso parlare con quei pochi che su questo movimento hanno tentato di mettere il cappello, sfruttando gli agricoltori senza rappresentarli. Mentre ho visto e vedrò tutti gli altri, in buona fede e cercando di capire i loro problemi”, sottolinea.
Poi, spiega: “In legge di Bilancio abbiamo scelto di dare priorità a interventi che permettessero di sostenere le imprese agricole in difficoltà. I pochi soldi disponibili ci hanno imposto un ordine di priorità, a cominciare dal fondo emergenze di 300 milioni per le aziende colpite da criticità ambientali o fitopatie”. A Salvini, per il quale è un errore non esentare tutti, dice: “L’esenzione per tutti dell’Irpef non è equa perchè avvantaggia chi fattura milioni. Giorgetti ha deciso di garantire gli agricoltori più in difficoltà, che secondo lui sono circa il 90% delle imprese. Lo stop all’esenzione è stato votato in Cdm su proposta di Giorgetti da tutto il governo e io ero d’accordo. E adesso, con grande fatica, abbiamo trovato ulteriori risorse e scelto di garantire una esenzione più equa, senza privilegi a chi non ne ha bisogno. Le associazioni e i trattoristi non hanno posto l’esenzione Irpef come priorità”. Inoltre “la proposta della rimodulazione l’ha fatta Giorgetti e al tavolo non ho sentito Salvini dire davanti ai ministri che non bastava. Perchè dovrei commentarlo? Ho piena fiducia in Giorgetti e ritengo saggia la sua proposta”, conclude Lollobrigida.
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