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Medio Oriente, nuovo tour di Blinken nella regione

ROMA (ITALPRESS) – Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Anthony Blinken, inizierà questa sera un nuovo tour in Medio Oriente che includerà anche Israele. Lo rivelano fonti del Dipartimento di Stato Usa. Ciò avviene in un momento in cui aumentano i timori per l’espansione della guerra che va avanti da tre mesi tra lo Stato ebraico e il movimento Hamas. Non si hanno altri dettagli sull’orario specifico di questo viaggio e sulle sue tappe. Questa sarà la quinta visita ufficiale di Blinken in Israele e la sua quarta nella regione da quando è scoppiata la guerra tra lo Stato ebraico e Hamas il 7 ottobre.

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La Juve batte la Salernitana 6-1 e va ai quarti di Coppa Italia

TORINO (ITALPRESS) – Sarà la Juventus di Massimiliano Allegri ad affrontare il Frosinone nei quarti di finale di Coppa Italia in programma giovedì 11 gennaio. I bianconeri hanno sconfitto con estrema facilità la Salernitana per 6-1 nell’ottavo andato in scena all’Allianz Stadium di Torino. Eppure la serata di Danilo e compagni non era iniziata nel migliore dei modi visto che dopo meno di 60 secondi dal fischio d’inizio era stata la formazione ospite guidata dall’ex Pippo Inzaghi a passare in vantaggio con un diagonale di Ikwuemesi su disimpegno sbagliato di Gatti che invano aveva chiesto all’arbitro il fallo di un avversario. La Juventus ha immediatamente alzato la pressione e al 12′ ha trovato il pari con Miretti: un indemoniato Chiesa è andato via sulla sinistra crossando verso il secondo palo dove Cambiaso è stato intelligente a fare da torre per l’accorrente Miretti che con il mancino ha battuto Fiorillo. Cinque minuti dopo l’arbitro Ghersini ha fischio un rigore a favore della Juventus per fallo di Sambia su Gatti ma l’intervento del Var ha sancito che il contatto era avvenuto fuori area. A dieci minuti dal riposo, la Juventus ha effettuato il sorpasso: stavolta a fare da torre sul corner di Chiesa è stato Danilo e a finalizzare l’azione è arrivato Cambiaso che con il mancino ha messo la sfera sul palo più lontano. E’ partita ancora dai piedi di Chiesa l’azione del terzo gol juventino: cross dalla sinistra per il colpo di testa a botta sicura di Milik, respinta di piede di Fiorillo e tap-in a pochi passi di Rugani. A un quarto d’ora dal termine il poker bianconero è arrivato con un’autorete al termine di una bella azione corale in cui Milik ha liberato alla conclusione Yildiz la cui respinta di Fiorillo è rimpallata sui piedi di Bronn ed è poi terminata in rete. Il quinto gol è arrivato con un gol-capolavoro ancora di Yildiz che, a due minuti dal termine, si è infilato tra le maglie della Salernitana da sinistra, ha saltato quattro avversari e ha trafitto Fiorillo il quale in pieno recupero, al 46′, ha dovuto raccogliere in fondo alla sua rete anche il definitivo 6-1 messo nel sette da Weah con un gran tiro dalla trequarti.
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Zelensky “Grato a Italia e Meloni per rafforzamento scudo aereo”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho parlato con Giorgia Meloni per congratularmi con l’Italia per aver assunto la presidenza del G7 e ringraziarla per il suo costante sostegno nel G7 e nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue. Ho informato il primo ministro dei recenti attacchi di massa della Russia. Sono grato all’Italia e personalmente a Giorgia per la disponibilità a continuare a rafforzare lo scudo aereo dell’Ucraina. Un’ulteriore difesa aerea salva vite umane e sostiene la vita normale nelle nostre città”. Così su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Abbiamo anche discusso della produzione congiunta di difesa e del contributo che l’Ucraina e l’Italia possono dare nel rafforzare non solo le nostre due nazioni, ma l’intera Europa e la sicurezza globale. Abbiamo prestato particolare attenzione all’imminente incontro dei consiglieri per la Formula di Pace e al nostro lavoro congiunto sulle garanzie di sicurezza bilaterali per l’Ucraina”, ha concluso Zelensky.
Da parte sua, il premier Gorgia Meloni nel corso del colloquio telefonico esprimendo solidarietà per le vittime dei recenti bombardamenti russi su tutto il territorio ucraino, ha assicurato che il tema dell’aggressione russa all’Ucraina sarà al centro della Presidenza italiana del G7 e ha confermato il continuo sostegno in ogni ambito del Governo italiano alle Autorità ucraine con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura.
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Corte dei Conti, sul post di Degni inviati atti a Procuratore Generale

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Presidenza della Corte dei conti, nell’adunanza straordinaria del 4 gennaio 2024, “ha preso atto di quanto emerso da plurime notizie di stampa in merito a talune dichiarazioni postate su un social media dal consigliere Marcello Degni e ha disposto l’invio immediato degli atti al Procuratore generale della Corte dei conti cui esclusivamente sono rimesse le funzioni inerenti alla promozione dell’azione disciplinare”. E’ quanto si legge in una nota della Corte dei Conti.

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Tajani “La Bce abbassi i tassi altrimenti andiamo in recessione”

ROMA (ITALPRESS) – “L’inflazione fortunatamente sta calando, adesso ci stiamo battendo anche per i tassi di interesse”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ospite a “Dritto e Rovescio” in onda stasera su Rete4. “Sono mesi che dico che la Banca centrale europea sbagliava ad aumentare il costo del denaro, perchè la nostra inflazione era provocata da una guerra e non da una crisi di crescita come in America. Ora – ha aggiunto -, la Bce, che comunque non dipende dalla politica, ha deciso di fermare i tassi e speriamo che decida anche di abbassare il costo del denaro per rilanciare l’economia, altrimenti andiamo in recessione. Noi, come Forza Italia, stiamo facendo di tutto abbassando le tasse o difendendo la casa e abbiamo ottenuto dei risultati importanti, andando poi ad aumentare gli stipendi per le forze dell’ordine e per la sanità: era una cosa giusta da fare”. Sul passaggio al mercato libero per l’energia, per il ministro “farà costare meno il 10% della bolletta, non la bolletta in generale. Diminuiranno così i prezzi del gas”.
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Governo, Renzi “La realtà presenterà il conto a Meloni”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho visto la conferenza stampa di Giorgia Meloni. Mai sentite così tante bugie tutte insieme”. Così, su X, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. “La premier dice che lei non ha aumentato le tasse: evidentemente le accise sulla benzina e l’Iva sugli assorbenti si sono aumentate da sole. La premier dice che bisogna conciliare la maternità con il lavoro però nel frattempo aumenta l’Iva sui pannolini e sui prodotti per i bambini. La premier – aggiunge – dice che non ha mai chiesto le dimissioni degli avversari quando era al Governo eppure a me chiedeva le dimissioni una volta al mese: per le banche, Unicef, Tempa Rossa. La premier dice che poteva mettere sua sorella in una partecipata come fanno gli altri: gli altri chi? Forse il leader Nord Coreano fa così con la sorella. Forse”.
“La premier dice che lei non ha problemi con la sua classe dirigente: il cognato ferma i Frecciarossa e spende milioni di euro per la sua segreteria, il pistolero spara e invoca l’immunità parlamentare, il sottosegretario alla giustizia organizza i veglioni con la polizia penitenziaria come fosse una propria falange privata. La premier dice che sull’immigrazione il clima è cambiato e infatti gli sbarchi sono aumentati del 50% alla faccia di chi come lei diceva ‘chiuderemo i portì. Per ora – osserva Renzi – stanno chiudendo solo gli occhi davanti alla realtà. Ora la Meloni entrerà in modalità campagna elettorale, radicalizzando su Elly Schlein e cannibalizzando Tajani e Salvini. Ma poi la realtà le presenterà il conto, cominciando dai 30 miliardi che deve trovare da qui alla fine dell’anno. I bugiardi hanno questo di bello: pensano che la gente creda per sempre a quello che dicono. All’inizio è così. Poi all’improvviso la realtà emerge, tutta insieme. Buon 2024, cara presidente Meloni. Per il prossimo anno anche meno, per favore: meno post, meno bugie e soprattutto meno tasse. Facci questo regalo: almeno togli le tasse che hai messo tu”, conclude il leader di Iv.

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Patto di Stabilità, Conte “Da Meloni Signorsì agli altri Paesi”

ROMA (ITALPRESS) – “Qual è il colmo per chi si definisce “patriota”? Fare la fine di Giorgia Meloni. Come ormai sapete la Presidente del Consiglio si è piegata a Germania e Francia per un accordo sul Patto di stabilità con cui all’Italia saranno imposti tagli e tasse per oltre 12 miliardi l’anno. Oggi finalmente in conferenza stampa non è potuta scappare dalle domande e la risposta è stata la seguente: “Sono soddisfatta – a condizioni date – dell’accordo che abbiamo fatto sul Patto di stabilità, chiaramente non è il Patto che avrei voluto io”. E allora perchè ha detto sì? Abbiamo un grosso problema a Chigi se la premier è “soddisfatta” per 12 miliardi di tagli che rischiano di colpire come al solito i diritti, i servizi, la sanità e così via”. Lo scrive su Facebook il presidente del M5S Giuseppe Conte.
“Per il futuro dei nostri giovani abbiamo mandato a trattare in Europa una premier che dice “signor sì” a quello che decidono altri Paesi per noi. Una Presidente che china la testa di fronte ai partner europei con la stessa solerzia con cui non fa pagare 2 miliardi di tassa sugli extraprofitti alle banche. Se c’è una “cintura nera” di prese in giro ai cittadini quella spetta di diritto a Giorgia Meloni – aggiunge -. Tre anni fa tornavamo dall’Europa con 209 miliardi per l’Italia ora ci torniamo con un’ipoteca di miliardi di tagli ogni anno. Da “patrioti” che erano “pronti” a tutto a nemici degli interessi dell’Italia basta poco: appena un anno di Governo”.

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Meloni “Pnrr e riforme priorità, le Europee non mi preoccupano”

ROMA (ITALPRESS) – Dal caso Pozzolo a quello delle commesse Anas, dalle priorità del prossimo anno (il Pnrr e la riforma della giustizia) alle elezioni europee, fino al tema dell’immigrazione: nelle oltre tre ore della tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Associazione Stampa Parlamentare – che si è svolta a 2024 già iniziato, dopo due rinvii per motivi di salute – la premier Giorgia Meloni tocca tutti gli argomenti caldi del momento. Quello che si apre è un anno che ‘sarà molto complesso per tuttì, visto che ‘ci sono molte scadenze importanti, come le elezioni europeè e la ‘presidenza italiana del G7’ che tra le ‘questioni prioritariè affronterà ‘il tema dell’intelligenza artificialè per il cui impatto ‘sul mercato del lavoro sono particolarmente preoccupatà. La riforma della burocrazia e della giustizia sono ‘due delle mia priorità per il prossimo annò, insieme alla ‘messa a terra del nuovo Pnrr che dovrebbe arrivare nelle prossime settimanè e a ‘un piano di borse di studio per gli studenti meritevolì, oltre che al premierato, con cui, sottolinea, ‘manteniamo i poteri del Presidente della Repubblica, perchè è giusto così’, e ‘si rafforza la stabilità dei governi: non vedo come questo potrebbe ledere le prerogative del capo dello Statò, si chiede. ‘Oggettivamente in Italia abbiamo avuto un problema di stabilità dei governi, abbiamo anche avuto un problema di governi che non rispondevano a nessuno perchè venivano smontati e rimontati all’interno del palazzo, senza mai chiedere agli italiani che cosa ne pensasserò. Si tratta di ‘una riforma di cui vado fierà e ‘spero che si possa avere una maggioranza parlamentare: non sono molto ottimista su questo, sarò franca. Se non ci dovesse essere, chiederemo agli italianì.
Il referendum ‘non è su di me, perchè io sono il presente di questa nazione, ma sarà sul futuro di questa nazionè, ribadisce.
La domanda sul destino di Emanuele Pozzolo, il parlamentare di Fratelli d’Italia dalla cui pistola è partito un colpo che ha ferito un uomo, la notte di Capodanno, arriva a metà conferenza. ‘Chiunque detenga un’arma ha il dovere legale e morale di custodirla con responsabilità e serietà’ e il caso Pozzolo dimostra che ‘qualcuno non è stato responsabile: questo per me non va bene per un italiano, figuriamoci per un parlamentare di Fratelli d’Italia. Per questo ho deferito Pozzolo alla commissione di garanzia dei probiviri di Fratelli d’Italia e ho chiesto che nelle more del giudizio venga sospeso da Fdi, che è quello che posso fare sul piano statutariò, spiega Meloni. Sull’altra vicenda che ha travolto il governo negli ultimi giorni, quella delle commesse Anas e di Tommaso Verdini, ‘non ho gli elementi per commentare il fatto in sè, penso che sulla questione bisogna attendere il lavoro della magistraturà, ma le intercettazioni ‘fanno riferimento al precedente governo, Salvini non viene chiamato in causa e quindi non ritengo che Salvini debba riferire in Aulà. Al governo comunque, ‘non credo che ci sia una questione moralè e ‘non ritengo che abbiamo allentato i poteri di controllo. Penso che ogni caso vada valutato singolarmentè: se dovessi avere la certezzà che è stato commesso qualcosa, ‘interverrò’ e ‘prenderò le mie decisionì.
Tra i temi caldi c’è ancora la bocciatura del Mes da parte del Parlamento e le conseguenze in Europa, anche dopo l’accordo raggiunto sul patto di stabilità. ‘La mancata ratifica del Mes non va letta in relazione ai risultati del patto di stabilità: sono soddisfatta delle condizioni date dall’accordò, ma ‘chiaramente non è il patto di stabilità che avrei voluto iò, sottolinea. Sul Mes ‘quello che potevo fare – e che ho fatto – è rimettermi all’Aulà che lo ha bocciato ‘perchè non c’è mai stata una maggioranza in Parlamento per ratificare la modifica del Trattato. L’ex governo Conte ha sottoscritto la modifica di un trattato quando sapeva che non c’era una maggioranza in Parlamento per approvarlo e questo ha messo in Italia da una posizione di difficoltà. Forse però la mancata ratifica della modifica del trattato da parte dell’Italia può diventare un’occasione per trasformare questo strumento obsoleto in qualcosa di più efficace di quello che è oggi: questa è la strada sulla quale il governo deve lavorarè.
Sul capitolo immigrazione, Meloni dice di aver sostenuto il nuovo Patto UE Migrazione e asilo perchè stabilisce delle regole ‘migliori delle precedenti, ma non troveremo mai una soluzione che metta tutti i Paesi d’accordo. L’unico modo per risolvere il problema è lavorare a monte, ma non è un lavoro che l’Italia può fare da sola: l’Europa deve tornare a concentrare la sua attenzione sull’Africà, costruendo ‘rapporti di cooperazione seri, strategici, da pari a pari e non predatorì. In ogni caso, per ora la premier non ritiene ‘soddisfacentì i risultati finora raggiunti sul tema immigrazione ‘per la mole di lavoro che ho dedicato a questa materia. Sono leggermente soddisfatta dei dati in calo nell’ultima parte dell’annò ma ‘so che ci si aspettava di più e sono pronta ad assumermi le responsabilità’.
Si tratta di ‘una sfida epocale. Sto cercando di risolvere il problema strutturalmente, è quello su cui continueremo a lavorarè.
Tornando alla stretta attualità, Meloni ha letto ‘con grande attenzione la lettera del presidente Mattarella sul tema del rinnovo delle concessioni degli ambulantì e ‘ovviamente l’appello del Presidente non rimarrà inascoltato. Credo che su questo occorrerà valutare nei prossimi giorni, con gli altri partiti di maggioranza e i ministri interessati l’opportunità di ulteriori interventi chiarificatori sulla materià. Sui balneari ‘l’obiettivo del governo chiaramente è una norma di riordino che ci consenta intanto di mettere ordine alla giungla di interventi e pronunciamenti che si sono susseguiti, che necessita ovviamente di un confronto con la Commissione Europea per arrivare all’obiettivo da una parte di scongiurare la procedura di infrazione e dall’altra dare certezza agli operatori che è sempre stata una delle nostre priorità’. Sollecitata dalle domande dei giornalisti, la premier risponde anche sulla cosiddetta ‘legge bavagliò che, chiarisce, ‘non è un’iniziativa del governò ma comunque ‘è una norma di equilibriò. Per quanto riguarda invece la riforma dell’ordine dei giornalisti, ‘sarebbe più bello se un’iniziativa di questo tipo arrivasse dal Parlamentò.
‘Sulla candidatura alle Europee è una decisione che non ho ancora preso, ma penso che la mia eventuale candidatura potrebbe forse portare altri leader a fare la stessa scelta, penso ai leader dell’opposizione: sarebbe anche un test’, dice Meloni, che si impegna comunque ‘volentieri in un confronto tv con Elly Schlein. Credo sia giusto che il presidente del Consiglio si confronti con il leader dell’opposizione prima delle elezioni europeè. Con gli alleati di governo, ‘ho un ottimo rapporto: abbiamo dibattiti interni e posizioni diversè ma ‘quando abbiamo un problema, ne parliamo finchè non abbiamo risolto. La compattezza di una maggioranza di vede soprattutto dalla velocità con la quale opera e con questo governo si è vistò. Per le Europee ‘non sono preoccupata, credo che le differenze tra i partiti siano un valore aggiunto e che dobbiamo privilegiarle senza che diventi una competizione interna. Possiamo crescere tuttì e ‘non penso che da parte di qualcuno ci sia la volontà di sottometterè l’altro.
Il momento più brutto al governo? ‘Sicuramente il naufragio di Cutro. Tutte quelle persone che muoiono e l’accusa che è colpa tua – anche se non ritengo che sia colpa mia – ovviamente pesà, ammette. Ma ci sono stati anche momenti ‘belli ed entusiasmanti, tutti quelli in cui riesco a stare veramente in mezzo alla gentè. Uno dei lavori che ‘ci sta dando già qualche soddisfazionè è invece quello su Caivano. ‘E’ prestò per valutare ma ‘stiamo procedendo secondo i tempi: abbiamo restituito diritti ‘banalì che i cittadini non avevano. Con Caivano si può dimostrare che voltarsi dall’altra parte non era la scelta giusta e si possono produrre le norme che servono a tutte le altre zonè che si trovano ‘nella stessa situazione: possiamo fare una rivoluzione straordinaria sulle periferie di questa nazionè.
Giorgia Meloni poi ribadisce la sua autonomia nelle scelte. ‘Penso che qualcuno in questa nazione abbia pensato di poter dare le carte in alcuni casi. Penso che in uno Stato normale non debbano esserci questi condizionamenti – spiega -. L’ho visto accadere, vedo degli attacchi, ma non sono una persona che
si spaventa facilmente, credo che lo stiano capendo in parecchi.
Preferisco cento volte andare a casa. Hanno a che fare con la persona sbagliata, ci sono quelli che pensano che possono indirizzare le scelte, ma con me non si possono indirizzare le scelte. Se io sono il presidente del Consiglio le scelte le faccio iò.

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