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Fidasc, Buglione “Valorizzare binomio uomo-cane attraverso sport”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo un momento molto esaltante per la cinofilia, ormai due famiglie su tre hanno un cane. Ma noi abbiamo uno scopo sportivo, finalizzato al benessere del binomio uomo-cane e riteniamo, opinione ormai comune, che il benessere dell’animale sia anche benessere per l’uomo”. Lo ha detto, in un’intervista a Italpress, Felice Buglione, presidente della Federazione Italiana Discipline Armi Sportive, Cinofilia e Tiro. “Vogliamo che questo binomio, attraverso l’attività sportiva, altro elemento che produce benessere, possa essere la nuova frontiera di un approccio sociale che impegni sia le persone che il cane, però con delle regole. E quando si parla di regole si parla di sport”, ha precisato ancora Buglione, ricordando poi l’evoluzione che la Fidasc ha avuto negli ultimi anni. “In passato ci dedicavamo ai cani da caccia e ai cani da guardia, ci siamo allargati a un ambito sportivo, con circa 25 specialità, tra cui la ricerca, l’agility dog, discdog, sheepdog, passeggiate con il cane, solo per citarne alcune. Tutte attività per favorire il movimento della persona con il cane”, ha ricordato Buglione. Il bilancio finale del 2023, dunque, “è molto positivo, con successi ai Mondiali di agility dog, arrivato alla partecipazione di ben 40 Paesi dei cinque continenti. Abbiamo avuto successo anche alla Coppa del Mediterraneo, e in alcune specialità è davvero naturale vincere grazie alla nostra storia e alla nostra tradizione, che abbiamo l’obbligo di portare avanti. Penso anche ai cani da ricerca e al supporto alla Protezione Civile, che in Italia è una delle più organizzate al mondo. Questi cani vanno tenuti in allenamento, e lo facciamo in campi e strutture organizzate dove si fanno anche competizioni, per stimolare maggiormente cani e conduttori”.
– foto Italpress –
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Sogin, al via smantellamento del vessel della centrale del Garigliano

ROMA (ITALPRESS) – Nella centrale del Garigliano (comune di Sessa Aurunca, Caserta), il 20 dicembre è stata aperta la parte superiore del vessel, denominata “testa”, il contenitore d’acciaio nel quale durante l’esercizio dell’impianto avveniva la reazione nucleare.
Con questa operazione per la prima volta in Italia Sogin insieme alla controllata Nucleco iniziano l'”attacco al vessel”, l’attività di smantellamento più complessa dal punto di vista ingegneristico e operativo nella dismissione di una centrale nucleare.
“Si tratta di un risultato significativo che è motivo di orgoglio per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo e delle ditte appaltatrici che consente di entrare nella fase conclusiva del decommissioning nucleare del sito campano – spiega Sogin in una nota -. In particolare, l’apertura del vessel consentirà la fuoriuscita dell’acqua che riempirà il canale reattore, fino a sommergere completamente lo stesso vessel posizionato al suo interno. Ciò permetterà di svolgere le successive operazioni di smantellamento sotto battente d’acqua, che è un elemento naturale che scherma le radiazioni e consente ai tecnici di procedere in sicurezza”.
Prima di “attaccare il vessel”, è stato necessario svolgere una serie di attività propedeutiche, fra cui il ripristino di tutti i sistemi ausiliari dell’edificio reattore (impianto elettrico, di ventilazione, di automazione e controllo) e del circuito di allagamento del canale reattore.
L’intervento di ieri, per la sua rilevanza e complessità è stato svolto sotto la supervisione dell’Isin, Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.
La prima fase del programma di smantellamento prevede la rimozione delle attrezzature presenti nella parte superiore del vessel entro il primo trimestre 2024. A seguire Sogin avvierà i lavori di smantellamento del vessel e dei sistemi e componenti dell’edificio reattore, denominati internals.

– Foto ufficio stampa Sogin –

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Pentathlon, Bittner “Nel 2023 bottino pieno, speriamo di ripeterci”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 2023 è stato un anno, io dico irripetibile, ma speriamo di ripeterlo. Abbiamo la due volte campionessa del mondo Elena Micheli che ha vinto a Bath il titolo iridato davanti ad Alice Sotero. La stessa Sotero campionessa europea, come Giorgio Malan, il titolo a squadre ai Mondiali con Sotero, Micheli e Alessandra Frezza. Insomma, abbiamo fatto bottino pieno che speriamo porti bene verso il 2024”. Questo il bilancio dell’anno che sta per concludersi di Fabrizio Bittner, Presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno. “L’Oscar del 2023 voglio dividerlo tra Elena Micheli e Alice Sotero. Elena vincendo il secondo titolo mondiale consecutivo ha fatto qualcosa di straordinario, un risultato di altissimo livello. Il secondo posto di Alice ai Mondiali, con il titolo europeo a un anno dalla gravidanza vale ugualmente molto: credo che vada reso omaggio a una ragazza che, a un anno dal parto, si esprime a tali livelli”, ha precisato all’Italpress il numero uno della Fipm. Risultati che fanno ben sperare in vista dell’anno olimpico alle porte. “Sappiamo di essere accreditati in pole position nelle possibilità di medaglia nel quadro generale del Coni. Abbiamo tre atleti qualificati di alto livello, e senza nasconderci andremo a Parigi con l’idea di fare risultati importanti… Ma non diciamo altro”, ha aggiunto Bittner.
Guardando già al dopo Parigi, poi, il pentathlon moderno affronterà una grande novità. “Dopo il 2024 l’equitazione sarà sostituita dalla nuova disciplina a ostacoli. – ha ricordato Bittner – E’ tutto un mondo da scoprire. Contiamo che a livello giovanile questo sport possa contribuire a far crescere i nostri numeri. A livello assoluto è chiaro che molti atleti che arrivano al risultato oggi faranno più fatica in futuro, però i cambiamenti fanno parte della vita e affronteremo questa cosa. Siamo contenti che il pentathlon moderno sarà alle Olimpiadi di Los Angeles 2028”. L’augurio del Presidente Bittner al mondo dello sport italiano per il 2024 è di “imparare a diventare più sistema. Credo che sia opportuno che tutti ci guardiamo in faccia contribuendo a far funzionare la macchina in maniera migliore, abbandonando i personalismi e le situazioni che non contribuiscono a far funzionare un’azione politica che deve essere di sistema”.
– foto Italpress –
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Pioli “Bennacer titolare a Salerno, Ibra molto motivato”

MILANO (ITALPRESS) – Alla vigilia della trasferta a Salerno, a pochi giorni dal Natale, Stefano Pioli si gode il ritorno di Bennacer e, soprattutto, l’arrivo in società, avvenuto ieri, di Ibrahimovic. “Zlatan si sta approcciando a un ruolo nuovo, diverso. Io l’ho visto felice, motivato e determinato. E’ una risorsa in più per me, per la squadra e per il club: non può che essere d’aiuto con la sua presenza, la sua esperienza e la sua voglia di vincere le sfide. Domani sarà con noi a Salerno”, ha detto il tecnico rossonero, in conferenza stampa. “In merito a Bennacer spero che abbia un buon minutaggio. Sta bene. Contro la Salernitana sarà del match dall’inizio e rimarrà in campo fino a quando riuscirà a giocare”, ha puntualizzato Pioli. “Domani ci attende una partita importante e difficile. Conosciamo le loro caratteristiche e i nostri punti di forza. Stiamo cercando di trovare la giusta continuità. Non faccio il bollettino medico ma siamo ancora in emergenza. Gli ultimi infortuni sono stati strani e particolari. Stiamo lavorando per tornare alla normalità, perchè abbiamo tante partite da giocare”, ha detto ancora l’allenatore del Milan, che a ruota ha parlato del mercato, di Leao, di Pippo Inzaghi e della Superlega. “Il club sa quali sono le nostre esigenze ed è disponibile a intervenire sul mercato a gennaio. I gol e le giocate di Leao sono importanti per noi e per lui stesso. E’ tornato dopo un periodo di stop, l’ho visto bene in questi giorni. Mi auguro che domani sia al top. Pippo Inzaghi al Milan ha dato tanto ed è sempre nel cuore dei nostri tifosi. Fa l’allenatore da un pò, capitano a tutti dei momenti difficili. Gli faccio il mio ‘in bocca al lupò, anche se domani saremo rivali”, ha precisato Pioli. “Sulla sentenza della Corte di Giustizia della UE, invece, non ho ancora potuto approfondire e quindi non esprimo giudizi”, ha concluso il tecnico rossonero.
– foto LivePhotoSport –
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Sofferenze bancarie, nel 2022 chiuse posizioni per 22 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2022 sono state chiuse (eliminate dai bilanci) posizioni per circa 22 miliardi. Il dato, pari a circa 4 volte il valore dei nuovi ingressi, è superiore al 2021 in termini sia assoluti (17 miliardi), sia di incidenza percentuale sulle sofferenze in essere alla fine dell’anno precedente (64% contro il 42%). Lo comunica la Banca d’Italia nella Nota di stabilità finanziaria e vigilanza dal titolo “I tassi di recupero delle sofferenze nel 2022”.
L’incremento rispetto al 2021 è ascrivibile principalmente alle cessioni (passate da 14 a 18 miliardi), mentre l’ammontare delle posizioni chiuse in via ordinaria è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (circa 4 miliardi).
Prosegue il miglioramento nei tempi di smaltimento in atto dal 2015, che beneficia sia della riduzione delle consistenze e dei bassi tassi di ingresso in sofferenza, sia dei progressi conseguiti dagli intermediari nella gestione di questi crediti.
La quota delle posizioni chiuse entro un anno dalla classificazione a sofferenza è progressivamente aumentata (dal 38% per le posizioni entrate nel 2015 al 65% per quelle del 2021). I dati aggiornati mostrano inoltre che l’85% delle posizioni viene chiuso entro tre anni dall’ingresso a sofferenza.
Rispetto agli anni precedenti, il ricorso alle cartolarizzazioni in rapporto al totale delle cessioni è stato inferiore, anche in considerazione del fatto che dal 14 giugno del 2022 le GACS non sono più disponibili. Le GACS hanno assistito quasi tutte le principali operazioni di cartolarizzazione di sofferenze (5,4 miliardi, l’82% delle sofferenze cartolarizzate).
Le inadempienze probabili cedute sono aumentate a 7 miliardi (5,7 miliardi nel 2021).
Rispetto al 2021 il tasso di recupero medio è aumentato sia sulle posizioni cedute (dal 29% al 32%), sia sulle posizioni chiuse in via ordinaria (dal 45% al 47%).
Il tasso medio di recupero delle sofferenze assistite da garanzie reali è stato pari al 40%, in aumento rispetto al 2021 (38%) per effetto delle cessioni, il cui tasso di recupero è passato dal 34% al 38%. Per le posizioni non assistite da garanzie reali il tasso medio di recupero è stato del 27%, in aumento rispetto all’anno precedente (25%) sia sulle sofferenze cedute (dal 22% al 24%), sia su quelle oggetto di procedure di recupero ordinarie (dal 35% al 42%).
Il prezzo delle sofferenze cedute nel 2022, ricavato sulla base della rilevazione annuale condotta a partire dal 2016 su un campione molto ampio di operazioni, è stato pari al 21% dell’esposizione lorda di bilancio al momento della cessione, in lieve aumento rispetto al 20% del 2021. L’incremento, come già evidenziato per il corrispondente tasso di recupero, è riconducibile sia alle sofferenze assististe da garanzia reale, per le quali il prezzo è salito al 32% (29% nel 2021), sia a quelle non assistite da garanzie reale, il cui prezzo è aumentato al 12% (11% nel 2021).
Il prezzo di cessione dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze è stato pari al 34%, in riduzione di 6 punti percentuali rispetto al valore osservato nel 2021, riflettendo il minor peso della componente garantita.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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A Fiumicino Ita apre la lounge Fantasia per bambini non accompagnati

ROMA (ITALPRESS) – Occasioni di gioco educative e di sperimentazione prendono vita all’interno della lounge Fantasia. Una nuova sala, dedicata ai minori non accompagnati, è stata inaugurata da ITA Airways, all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.
Un’area di 120mq, progettata dall’agenzia di branding FutureBrand e situata nell’area Check-in del Terminal 1, prima dei controlli di sicurezza. Lo spazio è dedicato ai passeggeri minorenni in partenza o in transito dall’hub di Fiumicino su voli operati da ITA Airways.
Un progetto con circa due anni di vita ma che sta raggiungendo ottimi risultati. “Oggi inauguriamo la quinta sala lounge, forse quella più magica e speciale perchè dedicata ai bambini”. Queste le parole di Andrea Benassi, Direttore Generale della Compagnia. “Per noi è un grande sforzo come compagnia, per garantire la massima soddisfazione ai nostri clienti ed una qualità di servizio molto elevata – ha proseguito il direttore -. Il servizio dei minori accompagnati è stato utilizzato da 13.000 famiglie nel 2023, motivo per cui l’apertura di questa sala era fondamentale per garantire un’adeguata prestazione ed alti livelli di sicurezza a chi sceglie ITA Airways”.
All’interno della sala i piccoli viaggiatori possono rilassarsi e divertirsi, immersi in un’atmosfera che li invita ad esplorare e sognare grazie a giochi dedicati a ogni fascia di età. Ogni dettaglio è curato con attenzione per garantire un’esperienza unica, in cui il viaggio diventa un’avventura italiana indimenticabile ancora prima di salire in alta quota. “Per noi non si tratta di “minori non accompagnati”, ma di bambini accompagnati da ITA Airways e che da oggi hanno quella che vogliamo definire una piccola casa – ha sottolineato lo Chief Marketing Officer, Giovanni Perosino, per poi lanciare una divertente iniziativa -. Ogni bambino avrà a disposizione un libretto di volo, dove potrà segnare le sue esperienze vissute in aria con ITA Airways. Una volta compilato tutto, ognuno riceverà il brevetto di Junior Pilot firmato direttamente dal nostro capo dei comandanti”.
Ieri ITA Airways ha inaugurato all’Aeroporto Fontanarossa di Catania la nuova lounge “Piazza Vincenzo Bellini”. Benassi, in quell’occasione, ha parlato di “uno dei fiori all’occhiello del nostro servizio rivolto alla clientela, ideata e realizzata per i passeggeri dell’aeroporto di Fontanarossa”, ringraziando “Sac che ci ha permesso di aprirla. Nella nostra strategia di sviluppo la Sicilia rappresenta sicuramente un territorio molto importante su cui abbiamo puntato fin dalla nostra nascita e che vogliamo contribuire a connettere con l’Italia e con le destinazioni internazionali ed intercontinentali del nostro network attraverso gli aeroporti di riferimento di Roma Fiumicino e Milano Linate”.
-foto spf –
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Enpaia-La Sapienza, al via 2^ edizione corso in Diritto agroalimentare

ROMA (ITALPRESS) – Considerato il risultato positivo della precedente edizione, è stato indetto un nuovo avviso di selezione per l’ammissione al Corso in Diritto Agroalimentare per l’anno accademico 2023-2024, sempre nell’ambito della convenzione stipulata nel 2021 tra la Fondazione ENPAIA e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza.
Anche quest’anno l’obiettivo è quello di realizzare un percorso formativo per l’approfondimento teorico e pratico dei principali ambiti del settore agroalimentare, offrendo gli strumenti adeguati per una solida preparazione.
Le lezioni dureranno circa tre mesi (marzo-maggio 2024) e si terranno il venerdì dalle ore 15 alle ore 19 con possibilità di fruizione anche da remoto.
La Fondazione, al fine di favorire ed incentivare l’adesione al corso, mette a disposizione degli iscritti e dei rispettivi familiari 20 borse di studio, così distribuite: 5 ai Dirigenti;
5 ai Quadri; 10 agli Impiegati.
Per l’assegnazione di tale sussidio, i criteri sono la regolarità contributiva del datore di lavoro e il valore ISEE del nucleo familiare.
Le adesioni possono essere inviate all’indirizzo mail corso_enpaia/[email protected] entro il 19/01/2024.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Dai rifiuti energia per 2,6 milioni di famiglie

ROMA (ITALPRESS) – Sono 188 gli impianti tra inceneritori e digestione anaerobica della frazione organica e dei fanghi di depurazione presenti sul territorio italiano nel 2022, che hanno prodotto circa 7 milioni di MWh di energia, un quantitativo in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 2,6 milioni di famiglie. E’ la fotografia scattata dal “Rapporto sul Recupero Energetico da rifiuti in Italia” realizzato da Utilitalia e Ispra, presentato a Roma insieme all’annuale Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra.
Dallo studio emerge come il recupero di energia da rifiuti sia essenziale per il conseguimento degli obiettivi fissati dalle direttive europee sull’economia circolare. In Italia, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, si registra una carenza impiantistica e se non si inverte questa tendenza, il nostro Paese continuerà a ricorrere in maniera eccessiva allo smaltimento in discarica: attualmente ci attestiamo al 18%, mentre le direttive Ue impongono di scendere sotto al 10% entro il 2035. Aumentare la capacità di trattamento degli impianti è quindi fondamentale per chiudere il ciclo dei rifiuti, perchè la raccolta differenziata produce scarti che vanno smaltiti nella maniera ambientalmente più corretta e perchè il recupero energetico – con conseguente produzione di energia, in prevalenza rinnovabile – evita lo smaltimento in discarica.
Nel 2022 erano operativi nel nostro Paese 73 impianti di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani – 53 al Nord, 9 al Centro e 11 al Sud – che hanno trattato 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti. Nei prossimi anni saranno operativi altri 22 impianti. L’organico, con oltre 7,2 milioni di tonnellate raccolte, rappresenta il 38,3% dei rifiuti urbani che entrano nel circuito della raccolta differenziata. Per quanto riguarda invece la digestione anaerobica dei fanghi di depurazione, il rapporto ha analizzato i dati di 79 impianti operativi nel 2022: 39 al Nord, 3 al Centro e 37 al Sud.
Nel 2022 erano invece operativi 36 impianti di incenerimento così dislocati: 25 al Nord, 5 al Centro e 6 al Sud, oltre a un impianto al Sud classificato formalmente come impianto di produzione di energia, ma alimentato esclusivamente con rifiuti di origine urbana che, se incluso, ne porterebbe il numero a 37. Al loro interno sono state trattate 5,3 milioni di tonnellate di rifiuti, tra rifiuti urbani indifferenziati e rifiuti speciali derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani negli impianti di Trattamento Meccanico – Biologico. Tali impianti sono ormai saturi e non si prevedono nuove aperture nei prossimi anni (se non l’impianto a servizio di Roma Capitale per una capacità complessiva di circa 600.000 tonnellate annue). Ben oltre l’80% delle scorie prodotte sono state avviate a recupero di materia, e con la revisione delle direttive europee previste nell’ambito del Pacchetto per l’economia circolare anche i metalli recuperati dalle scorie di incenerimento concorrono inoltre al raggiungimento dei target di riciclo. Per quanto riguarda invece il controllo delle emissioni in atmosfera, per diversi inceneritori i limiti applicati risultano notevolmente più stringenti rispetto a quelli determinati dalla normativa vigente, soprattutto per quanto riguarda le polveri, gli ossidi di zolfo ed il monossido di carbonio. Le emissioni degli impianti di termovalorizzazione sono peraltro poco rilevanti rispetto al totale delle emissioni in atmosfera legate al complesso delle attività civili e industriali.
Gli impianti, complessivamente, hanno prodotto circa 7 milioni di MWh, tra elettrica e termica: questa energia è in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 2,6 milioni di famiglie. Il 100% dell’energia prodotta dagli impianti di digestione anaerobica ed il 51% di quella prodotta dagli inceneritori, inoltre, è energia rinnovabile: contribuisce pertanto, sostituendo l’utilizzo di combustibili fossili, alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti ed alla lotta ai cambiamenti climatici. Si tratta inoltre di energia prodotta localmente che contribuisce a ridurre la dipendenza dall’estero.
Come emerge dal Rapporto, l’Italia ha urgentemente bisogno di nuovi impianti soprattutto di incenerimento con recupero di energia delle frazioni non riciclabili, in mancanza dei quali sarà impossibile mantenere lo smaltimento in discarica al di sotto del 10%; anche perchè nei prossimi anni il costante aumento delle percentuali di raccolta differenziata porterà anche a un inevitabile incremento degli scarti di lavorazione e dei rifiuti organici da trattare.
“Questo rapporto – spiega Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia – evidenzia come la gestione dei rifiuti sia da un lato un tema di economia circolare e, dall’altro lato, un elemento importante della transizione energetica. Quello relativo agli impianti non è solo un problema quantitativo ma soprattutto di distribuzione geografica: senza impianti non si chiude il ciclo dei rifiuti e non si potranno raggiungere i target Ue. Nei giorni scorsi, oltretutto, nelle conclusioni della Cop 28 è stata ribadita la necessità di limitare entro il 2030 le emissioni di metano e quindi lo smaltimento in discarica, che, come è noto, contribuisce in modo significativo a tali emissioni”.
“I dati del Rapporto Rifiuti dell’Ispra – sottolinea il presidente Ispra e Snpa, Stefano Laporta – evidenziano una percentuale di riciclaggio degli urbani pari al 49,2% e un riciclaggio totale dei rifiuti di imballaggio del 71,5%. Lo smaltimento in discarica è però ancora al 18%, quindi dovranno essere fatti ulteriori sforzi per garantire l’adeguata chiusura del ciclo di gestione. Il miglioramento della gestione dei rifiuti è individuato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza come uno strumento fondamentale per l’attuazione dell’economia circolare, attraverso un rafforzamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata e l’ammodernamento del sistema impiantistico di gestione”.

– Foto xl3/Italpress –

(ITALPRESS).

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