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Ciriani “Settimane di fuoco, ma la manovra sarà approvata in tempo”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono settimane di fuoco”, ma “ce la faremo sicuramente. La manovra sarà approvata nei tempi dovuti e senza stravolgimenti”. Lo assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in un’intervista al “Corriere della Sera”. “Questa manovra nasceva blindata per garantire ai mercati e ai cittadini che avremmo agito con responsabilità e serietà. Le risposte delle borse, dello spread e delle agenzie di rating dimostrano che la strada è quella giusta”, sottolinea Ciriani, che alle accuse delle opposizioni di “calpestare le prerogative del Parlamento”, replica così: “Non abbiamo calpestato proprio nulla. Vogliamo fare un dibattito ordinato, senza muro contro muro. Ho acconsentito alla richiesta delle opposizioni di poterne discutere ancora e così faremo. Il tempo ci sarà, la disponibilità al confronto c’è sempre stata, prova ne siano le audizioni e il lavoro in Commissione”. Sulle pensioni “abbiamo già depositato un emendamento, l’articolo 33 è stato riscritto e non toccheremo le pensioni di anzianità. E’ uno dei quattro argomenti su cui interveniamo, assieme a enti locali, sicurezza e infrastrutture”.
Per Ciriani “non è affatto vero che stiamo stravolgendo la manovra. Sono correttivi importanti su cui anche le opposizioni ci hanno chiesto di intervenire, ma non tocchiamo i saldi”. Schlein? “Per lei sbagliamo tutto, ma è una opposizione ideologica. Non ne imbrocca una. Sto ancora aspettando di capire la contromanovra del Pd e con quali soldi pensa di farla. Lo stesso vale per Conte. Come avrebbe pagato reddito e Superbonus? L’opposizione non è unita su nulla”. Il Ponte di Messina “rimane centrale, non c’è discussione. E l’emendamento arriva. Il tema – conclude Ciriani – è come rimodulare il contributo di Sicilia e Calabria”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Impresa del Cagliari, Sassuolo battuto in rimonta 2-1

CAGLIARI (ITALPRESS) – Il Cagliari compie l’impresa e batte per 2-1 in rimonta in casa il Sassuolo trovando i due gol della vittoria in pieno recupero. Sono Lapadula e Pavoletti a regalare i tre punti alla squadra di Ranieri, in svantaggio per quasi tutto il match. Dopo cinque minuti, Scuffet è decisivo nel neutralizzare un colpo di testa ravvicinato di Henrique. Il portiere ex Udinese deve però capitolare al 7′, quando Erlic insacca di testa sfruttando al meglio un corner calciato da Laurientè dalla sinistra e firmando così l’1-0 per i suoi. I sardi sfiorano il pari al 20′, quando Prati colpisce di testa da angolo trovando però Castillejo reattivo al salvataggio quasi sulla linea di porta. I rossoblù chiudono il primo tempo in crescendo, ma senza creare ulteriori grattacapi al portiere avversario. Si va al riposo sull’1-0. Dopo un avvio di ripresa senza particolari emozioni, i neroverdi rimangono in 10 quando Tressoldi, al 18′, colpisce ingenuamente Lapadula con un calcio all’altezza del volto. Dionisi è costretto a rivoluzionare la squadra e a rinforzare la difesa. Dall’altra parte, Ranieri mette dentro Pavoletti, Luvumbo e Shomurodov per organizzare l’assalto alla porta difesa da Consigli. Il forcing offensivo della neopromossa non sortisce però gli effetti sperati. L’unica vera occasione per i padroni di casa arriva al 43′, quando Pavoletti salta più in alto di tutto su un angolo dalla sinistra di Viola e va alla conclusione di testa ma Henrique salva di petto a pochi passi dalla porta. Gli emiliani si difendono bene e al 90′ trovano il raddoppio in contropiede con Bajrami, annullato però per fuorigioco. Quando tutto sembra perduto per i locali, arriva però il pareggio al quarto di recupero. Luvumbo crossa dalla destra e trova Lapadula, che stoppa e batte Consigli con un gran destro in girata. La partita non è finita e al 9′ di recupero si completa la clamorosa rimonta. Luvumbo mette in mezzo, Shomurodov fa da sponda di testa e Pavoletti infila Consigli con una splendida rovesciata. E’ il 2-1 che fa impazzire i tifosi di casa e che regala i tre punti a un Cagliari che sale a quota 13 uscendo dalla zona retrocessione, a -2 dallo stesso Sassuolo che deve ora iniziare a guardarsi alle spalle.
– foto LivePhotoSport –
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Empoli e Lecce si dividono la posta, 1-1 al Castellani

EMPOLI (ITALPRESS) – Empoli e Lecce non si fanno male: finisce 1-1 il primo posticipo della 15^ giornata, a decidere il match il gol di Banda e l’autogol di Rafia. I toscani rimangono a un punto di distanza dalla zona retrocessione, terzo pareggio consecutivo per i giallorossi impegnati nel prossimo turno contro il Frosinone. Gli azzurri, invece, sfideranno il Torino. Tanta intensità ma poche emozioni nel primo tempo di un match sostanzialmente equilibrato. Se l’Empoli ha faticato a costruire a gioco a centrocampo, il Lecce non è riuscito a sfruttare il tridente offensivo composto da Sansone, Piccoli e Banda. I padroni di casa ci hanno provato con Cambiaghi, ma l’attaccante azzurro ha trovato davanti a sè Falcone: a pochi minuti dal termine del primo tempo Andreazzoli ha perso Caputo, forzato il cambio con Shpendi. Nella ripresa i toscani hanno cercato di sbloccare il punteggio con la soluzione dalla distanza: lo stesso Falcone è stato reattivo sulle due conclusioni da parte di Grassi, entrambe dai 25 metri. Al 19′ della ripresa è arrivato invece il gol del vantaggio dei salentini, Banda ha calciato da lontanissimo trovando l’errore di Berisha, sorpreso dalla traiettoria ad effetto da parte dell’attaccante zambiano. Il pareggio dei toscani è stato immediato con l’ennesima iniziativa offensiva da parte di Cambiaghi, decisiva la sfortunata deviazione da parte di Rafia nella propria porta. L’occasione più ghiotta per strappare l’intera posta in palio è capitata a Luperto, ma il tiro al volo è stato neutralizzato ancora una volta da Falcone, il migliore in campo del match. Nei cinque minuti di recupero entrambe le squadre hanno cercato il colpo del ko, è mancata soltanto la precisione: un pareggio che sta bene ad entrambe, ma la squadra di Andreazzoli deve tornare a vincere per poter invertire la rotta.
– foto LivePhotoSport –
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Riunito Consiglio Supremo di Difesa su Israele, Ucraina, Balcani, Africa

ROMA (ITALPRESS) – Si è riunito oggi, al Palazzo del Quirinale, il Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della difesa, Guido Crosetto; il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Capo di Stato maggiore della difesa, Giuseppe Cavo Dragone.
Erano altresì presenti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.
Il Consiglio ha esaminato la situazione della guerra in Ucraina e ha ribadito la ferma condanna dell’aggressione operata dalla Federazione Russa e il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina nella sua difesa contro l’invasore.
Il Consiglio ha convenuto sulla ricerca, in stretto accordo tra i partner europei e atlantici, di prospettive che permettano di giungere a una pace che sia giusta e duratura, in conformità al diritto internazionale, e per l’avvio di un piano di ricostruzione dell’Ucraina.
Il Consiglio ha condannato senza riserve le brutalità commesse da Hamas in Israele lo scorso 7 ottobre, con atti di terrorismo che hanno causato più di mille morti deliberatamente tra i civili – tra questi tre italiani – e portato al rapimento di più di duecento persone tra i quali donne, bambini e anziani. Ha anche espresso preoccupazione per gli atti di antisemitismo perpetrati in molte parti del mondo e in Italia.
In relazione al conflitto in atto, si legge in una nota, “è indispensabile il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas. Fermo il diritto di Israele all’autodifesa nel rispetto del diritto internazionale, va assolutamente assicurata l’incolumità della popolazione civile, tenendo conto dell’aggravamento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove vivono oltre due milioni di Palestinesi.
Va scongiurato l’allargamento del conflitto nella regione. Anche per questo va rigorosamente fermato l’acuirsi degli scontri in Cisgiordania. Per l’Italia resta inoltre fondamentale la protezione dei connazionali presenti in Israele e nella Striscia di Gaza.
Le pause delle attività militari, assicurate da Israele per ragioni umanitarie, hanno rappresentato un passo avanti importante che ha consentito l’accesso agli interventi di soccorso delle Nazioni Unite e di altri attori e il rilascio di ostaggi. Questa resta la prospettiva da perseguire con determinazione riproponendo sollecitamente pause umanitarie.
L’Italia è impegnata nell’invio di aiuti umanitari e ha, tra l’altro, prontamente messo a diposizione, presso il porto di Al Arish in Egitto, una unità navale appositamente attrezzata con un ospedale imbarcato che ha già avviata l’assistenza sanitaria, mentre è in corso anche l’attività istruttoria per 3 assicurare la dislocazione di una struttura sanitaria da campo da collocare nella Striscia di Gaza”.
Il Consiglio ha giudicato “imprescindibile avviare quanto prima una riflessione della comunità internazionale sulla gestione della Striscia di Gaza, superata questa drammatica fase, e favorire la ripresa di un dialogo politico con l’Autorità Nazionale Palestinese, al fine di individuare una soluzione sostenibile e duratura del conflitto israelo-palestinese basata sul principio “due popoli, due Stati”.
Particolare attenzione è stata posta alla situazione lungo la Linea Blu che separa il Libano da Israele, a presidio della quale, nel Sud del Libano, sono dispiegati i soldati della missione UNIFIL delle Nazioni Unite, tra i quali oltre mille militari italiani.
Il Consiglio ha passato in rassegna le situazioni di tensione nei Balcani Occidentali e le altre aree di crisi, particolarmente quelle del Mediterraneo allargato e del Sahel.
Appare necessario affrontare le cause della instabilità in Africa tenendo conto delle legittime esigenze locali e garantendo un approccio globale, come si propone il Piano Mattei.
Il Consiglio ha infine svolto un approfondimento sui cambiamenti che le nuove tecnologie stanno introducendo nella competizione internazionale e quindi sui loro effetti nell’evoluzione dei moderni scenari strategici. Si ritiene indispensabile oggi sviluppare consapevolezza e capacità d’azione anche nei nuovi ambiti dell’interazione umana: i domini cibernetico, spaziale e 4 subacqueo e la dimensione cognitiva. Una più efficace architettura di sicurezza e di governance nazionale è condizione per contrastare le nuove minacce nonchè i rischi di uso offensivo delle tecnologie emergenti quali l’intelligenza artificiale. Considerata la trasversalità delle minacce ibride, è indispensabile uno sforzo congiunto del sistema Paese”.
-foto ufficio stampa Quirinale-
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Banche, Panetta “Semplificare e armonizzare le norme europee”

ROMA (ITALPRESS) – “L’attualità e il ruolo del Testo unico bancario dipenderanno dalla velocità del processo d’integrazione europea, anche in settori finora non completamente armonizzati e che tutt’oggi trovano in esso la principale fonte normativa. Ci si può chiedere se in prospettiva il nostro Testo unico possa rappresentare un modello per la costruzione di un testo unico bancario europeo. Si tratta di una questione non semplice, in quanto in Europa le fonti della legislazione bancaria risultano assai complesse”. Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento alla conferenza sui 30 anni del Testo unico bancario. “La semplificazione richiede di ridurre le divergenze nazionali e di definire in che misura la disciplina bancaria contenuta in direttive possa essere trasformata in regolamenti dell’Unione”, ha aggiunto. “I vantaggi sarebbero significativi e riguarderebbero sia la Bce, che potrebbe applicare le stesse regole alle banche sottoposte alla propria vigilanza, sia le autorità nazionali, che talora devono applicare norme e linee guida europee incoerenti con il quadro normativo nazionale”, ha spiegato il governatore. “L’unione bancaria ha tuttavia fatto emergere temi con cui le legislazioni nazionali si devono confrontare. La vitalità del Testo unico dipenderà dal processo di armonizzazione europeo: quanto più si procederà nella direzione dell’armonizzazione massima delle regole e della vigilanza, tanto più esso sarà destinato a perdere centralità”, ha concluso Panetta.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Malattie rare, in un position paper sfide e prospettive future della GPP

ROMA (ITALPRESS) – “Vorrei che ognuno riuscisse a ottenere una diagnosi precoce e, soprattutto, che la medicina si rinnovasse in modo tale da sconfiggere la malattia”. Questi gli auspici di Floriana, una donna che ha impiegato moltissimi anni per sapere con esattezza il nome della sua patologia: la Psoriasi Pustolosa Generalizzata (GPP). Si tratta di una malattia rara, che è ben distinta dalla più comune psoriasi a placche, e potenzialmente fatale.
La prevalenza della GPP in Italia è 1-3 casi per milione di abitanti, dunque circa 150 pazienti stimati sul territorio nazionale con un’incidenza di circa 50 nuovi casi l’anno: persone, soprattutto donne, che però in larga parte non sono correttamente identificate, forse per mancanza di una diagnosi appropriata a causa di sintomi spesso confondibili con altre forme di psoriasi. Una malattia che ha un esordio improvviso e acuto, detto “flare”, un termine che – in maniera appropriata – richiama una fiammata, un’infiammazione rapida e generalizzata, accompagnata da forte prurito e dolore, e che trasmette bene anche la paura del paziente e l’urgenza di trovare aiuto.
Le recenti scoperte dei meccanismi patogenetici sottostanti hanno permesso una maggiore diffusione in termini di conoscenze e anche lo sviluppo di un farmaco specifico e indicato per la fase di flare della GPP, spesolimab. Questi passi, in termini di conoscenza e sviluppo terapeutico, pongono ancora di più l’attenzione su molti aspetti tra cui: la necessità di ricevere una diagnosi corretta e tempestiva, l’importanza di un approccio multidisciplinare e del ruolo cardine del dermatologo, il riconoscimento da parte delle singole Regioni di centri ospedalieri di riferimento.
“L’auspicio di Floriana piano piano comincia ad avverarsi, ma le sfide da affrontare, soprattutto sul piano dell’organizzazione di percorsi efficaci e uniformi sul territorio, sono ancora molte: manca il riconoscimento ufficiale di malattia rara, manca un registro, non tutte le regioni hanno identificato i centri di comprovata expertise e si attendono anche dei PDTA che includano il supporto psicologico”, ha affermato il direttore di Osservatorio Malattie Rare, Ilaria Ciancaleoni Bartoli, presentando oggi, in un convegno dedicato a questa rara malattia, non solo il cortometraggio con protagonista Floriana, ma anche un position paper realizzato a seguito di un board costituito da esperti e associazioni di pazienti intitolato proprio “GPP: sfide organizzative e prospettive future”.
Il position paper, che nel corso del convegno ha rappresentato un’opportunità di dialogo con le istituzioni nazionali e regionali e uno strumento di informazione dell’opinione pubblica, è stato realizzato, così come l’intero progetto, con il patrocinio di SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, ADIPSO – Associazione per la Difesa degli Psoriasici, ADOI – Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica e APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza, e con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim.
“L’adeguata informazione e la maggiore consapevolezza sono la punta dell’iceberg da cui partire per iniziare a fornire ai pazienti con malattie rare e alle loro famiglie le risposte di cui hanno bisogno – ha detto Chiara Paglino, Medical Director di Boehringer Ingelheim Italia -. Per questo credo che il convegno di oggi, promosso da OMaR, costituisca un pragmatico esempio di come si debba lavorare insieme per individuare azioni specifiche di breve e medio termine che possano migliorare l’esperienza assistenziale e terapeutica del paziente con GPP. In questo scenario, la collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute rappresenta un fattore chiave per affrontare le principali sfide di questa patologia rara e fornire soluzioni ai pazienti e alle loro famigliè.
Il dibattito della giornata, tralasciando le tematiche strettamente scientifiche, si è dunque concentrato soprattutto sui modelli organizzativi e sulle “sfide di sistema” da vincere per poter venire incontro ai bisogni dei pazienti e dei clinici che vorrebbero offrir loro la migliore presa in carico ad oggi possibile.
“La GPP è senza dubbio una malattia rara, tanto da avere un Codice Orpha (247353), ma attualmente in Italia non è considerata come tale ed è invece inserita tra le malattie croniche – ha spiegato la professoressa Maria Concetta Fargnoli, vicepresidente SIDeMaST – Società Italiana di Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse – Non si tratta di un dettaglio: mancando questo riconoscimento fino ad oggi è mancato un Registro epidemiologico, le Regioni non hanno designato i centri di riferimento, non sono stati fatti i PDTA, come spesso avviene per le malattie rare, e tutto ciò sarebbe estremamente utile. Nell’attesa che prima o poi vi sia questo formale riconoscimento occorre che ci diamo ugualmente da fare. Come SIDeMaST ci stiamo attivando proprio in tal senso: abbiamo organizzato una Unit di Ricerca Clinica affinchè vengano creati Registri di patologia, uno dei quali sulla psoriasi con una sottocategoria dedicata alla GPP, così da raccogliere informazioni epidemiologiche e volgere un’adeguata attività di valutazione, sorveglianza, prevenzione e programmazione sanitaria e assistenzialè. E’ altresì necessario stabilire quale debba essere il corretto percorso del paziente, che spesso nel momento della prima manifestazione si reca semplicemente nel più vicino Pronto Soccorso e che qui deve essere subito indirizzato al dermatologo e di conseguenza a un centro esperto – ha aggiunto -. Per questo stiamo scrivendo una review della letteratura sulla GPP ed una expert opinion che sottometteremo a breve per la pubblicazionè.
‘Nell’immediato – ha proseguito Antonio Costanzo, Professore Ordinario di Dermatologia, Humanitas University di Milano e Direttore U.O. Dermatologia, IRCCS Humanitas Research Hospital di Milano – occorre che le Regioni chiariscano se hanno, e quali sono, i centri di maggiore expertise, così da poter costruire una ‘rete della GPP’ che sia un punto sicuro di riferimento per i pazienti. Il paziente che andrà o verrà inviato in quei centri potrà essere sicuro di poter avere velocemente una diagnosi corretta e ricevere i trattamenti più appropriati ed efficaci, perchè ancora oggi purtroppo non è sempre così. Ora che abbiamo una terapia da usare immediatamente al presentarsi della fase acuta, e capace in poco tempo di spengere il ‘flarè, non possiamo permetterci di sbagliare diagnosi nè di perdere tempo, per il paziente GPP il tempo può essere un fattore fondamentale. Occorre tenere bene a mente che questa patologia può anche avere un esito fatale poichè può comportare una serie di complicazioni come infezioni batteriche secondarie, necrosi tubulare renale, danno epatico e insufficienza cardiorespiratoria che, se non trattate, possono mettere a rischio la vita dei pazienti, soprattutto quelli in età più avanzata”.
“Durante gli attacchi acuti il paziente è critico e può avere necessità di ricovero immediato, la maggior parte arriva passando per il Pronto Soccorso – ha precisato Luca Bianchi, Professore Ordinario, Dermatologia e Venereologia, Università di Roma Tor Vergata e Direttore U.O.S.D.Dermatologia, Fondazione PTV – Policlinico Tor Vergata di Roma – Per questo è necessario che vi sia una rete riconosciuta di centri esperti a cui inviare il paziente, così che abbia il giusto trattamento, evitando invece il rischio di dosi eccessive di cortisone. Se si usa velocemente la terapia specifica quello che vediamo è un ‘effetto Lazzarò che fa passare la fase acuta in poche ore, ma per arrivare a questo servono centri preparati e percorsi chiari: ad oggi purtroppo c’è ancora difformità sul territorio nazionale”.
Sull’importanza dei centri è intervenuto anche il senatore Orfeo Mazzella, X Commissione Permanente Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale, che ha ricordato: “Recentemente il sottosegretario alla Salute con delega alle Malattie Rare, Marcello Gemmato, ha annunciato che entro il 31 gennaio 2024 le Regioni, recependo il Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 e il documento per il ‘Riordino della Rete Nazionale delle Malattie Rarè, dovranno individuare i centri di eccellenza, di riferimento e di coordinamento per le malattie rare. Inoltre, parallelamente a ciò, quest’anno – ha sottolineato – ho presentato un’interrogazione parlamentare, atto ispettivo indirizzato al Ministro della Salute Orazio Schillaci, attraverso la quale è stato chiesto al Ministro se condividesse l’opportunità di integrare patologie rare come la GPP, già classificate con Codice Orpha, nell’elenco delle malattie rare indicato nell’Allegato 7 dei LEA’.
E se il mondo della clinica, come hanno evidenziato anche le istituzioni, sente il bisogno di percorsi chiari, di numeri precisi certificati dai Registri e dell’identificazione di centri esperti, con un approccio multidisciplinare incentrato sulla figura del dermatologo, anche i pazienti hanno dei loro bisogni specifici, che ben si integrano con le richieste dei loro medici.
“La realizzazione di nuove raccomandazioni meglio ancora se Linee Guida per la GPP rappresenta un valido strumento per contribuire a ridurre le forme inappropriate di assistenza, migliorare le prestazioni sanitarie, favorire l’aggiornamento di medici e specialisti e fornire spunti per nuove ricerche nel settore – ha sintetizzato Francesco Cusano, presidente ADOI – Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica – E soprattutto, grazie a queste, la gestione sul territorio diverrebbe ottimale, evitando disomogeneità regionali e ritardi nella diagnosi e nell’accesso alla terapia specifica”.
“Quando arriva questa malattia la quotidianità viene stravolta e anche le relazioni sociali risentono del peso della patologia – ha commentato Valeria Corazza, Presidente APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza, citando come esempio proprio la storia di Floriana raccontata nel breve documentario di OMaR – La GPP incide dal punto di vista psicologico sia sulle persone affette che sui familiari, oltre a imporre limitazioni nel contesto lavorativo, sociale e affettivo. Quindi non solo servono delle Linee Guida ma sarebbe opportuno anche venissero creati dei PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziali) che oltre ad identificare Regione per Regione i centri di expertise e il percorso diagnostico e terapeutico a 360 gradi, includano il supporto psicologico alle persone con GPP: questo aspetto troppo spesso viene sottovalutato e invece ha un costo altissimo sul vissuto della persona e anche per il sistema, poichè si sa che tra i fattori che possono contribuire a scatenare una fase acuta c’è lo stress. Gioca, dunque, un ruolo di primo piano la cura della persona e non solo della patologia, è quanto viene richiesto dai pazienti stessi”. E ha aggiunto legandosi alle riflessioni precedenti: “Prendere in carico il paziente in modo equo sul territorio e in modo interdisciplinare è indispensabile per una rapida diagnosi e gestione della persona, così come è fondamentale che i vari specialisti facciano rete anche con il Medico di Medicina Generale per essere costantemente informati sull’evolvere della patologia”.
La conferma di questo forte impatto sulla qualità di vita del paziente, e del bisogno ancora insoddisfatto di una presa in carico psicologica, arriva anche da alcuni dati presentati da Carlotta Galeone, Ricercatore Epidemiologo-Biostatistico Statistico B-ASC – Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha riportato come, sulla base di un recente progetto Delphi, è emerso che gli ambiti della qualità della vita del paziente con GPP che vengono maggiormente colpiti sono, nell’ordine, psicologico ed emotivo, fisico, relazionale, economico e lavorativo.
Al convegno sono stati invitati anche: Maria Elena Boschi, Intergruppo Parlamentare Malattie Rare e Onco-Ematologiche; Giuseppe Limongelli, Direttore Centro Coordinamento Malattie Rare, Regione Campania e componente del Comitato Nazionale Malattie Rare; Nancy Annunziata Dattola, Specialista in Dermatologia e Venereologia, Clinica Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma; Salvatore Savasta, Direttore Coordinamento Regionale Malattie Rare, Regione Sardegna e componente del Comitato Nazionale Malattie Rare; Mara Maccarone, Presidente ADIPSO – Associazione per la Difesa degli Psoriasici; Marzia Caproni, Direttore S.O.S Immunopatologia Cutanea e Malattie Rare Dermatologiche, P.O. Piero Palagi ASF – Università di Firenze U.O. Dermatologia I – Azienda Sanitaria Firenze, Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università degli Studi di Firenze; Luigi Naldi, Direttore U.C. Dermatologia, Ospedale San Bortolo di Vicenza.
I rappresentanti istituzionali che sono interessati a portare avanti il lavoro avviato con il position paper “GPP: sfide organizzative e prospettive future”, che verrà sempre più definito, possono scrivere all’indirizzo email [email protected].

– foto ufficio stampa Rarelab –
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Tajani “La maggioranza è unita e resiste”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “La maggioranza resisterà fino alle prossime elezioni politiche, governeremo l’Italia bene come stiamo facendo e mi auguro anche per la legislatura successiva, visto anche il consenso che c’è. Che poi nel centrodestra ci siano forse politiche diverse non è un segreto per nessuno”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Affari Esteri, a Bruxelles.
“Il centrodestra è una coalizione di forze che hanno identità diverse, altrimenti sarebbe un partito unico, ma che hanno un programma comune basato su un minimo comune denominatore, che è la battaglia per la libertà, la battaglia per la giustizia giusta e l’introduzione del premierato – ha aggiunto Tajani -. Siamo uniti su queste scelte, lavoreremo insieme, poi ci possono essere idee diverse su alcuni temi. Ma io lavoro benissimo con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e tutta la maggioranza e tutti i ministri, in perfetta sintonia”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Col Braga in palio gli ottavi di Champions, Mazzarri “Niente calcoli”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Bisogna fare una bella partita. Possiamo permetterci di perdere 1-0? Non siamo una squadra che può fare calcoli, dobbiamo fare il nostro gioco, avere più equilibrio e pensare solo a questo. Se dovessimo pensare a qualcosa di diverso finiremmo col giocare una brutta gara”. Walter Mazzarri mette le cose in chiaro alla vigilia della sfida col Braga al Maradona, dove il Napoli va a caccia di un pass per gli ottavi di Champions. I partenopei vengono da tre sconfitte di fila (Real, Inter e Juve) e domani “serve maggiore attenzione alla fase difensiva – continua il tecnico – Nelle ultime partite si è vista una squadra corta, che accompagna l’azione, diverse cose che mi sono piaciute. Ma bisogna essere più attenti nei meccanismi difensivi”. Anche sulle palle alte. “Ci abbiamo lavorato, gli automatismi si acquisiscono col tempo, speriamo di vedere qualcosa di positivo già da domani”, l’auspicio di Mazzarri, fiducioso anche sulla crescita atletica: “Qualcosa si è già visto, speriamo di continuare così”. “Domani è fondamentale passare il turno. Questa squadra ha dimostrato di saper giocare a calcio e deve continuare a farlo, ma deve ritrovare l’equilibrio che aveva l’anno scorso, non concedere ripartenze, non concedere i gol che l’anno scorso non prendeva. Vorrei vedere una fase difensiva più attenta, dal punto di vista dei risultati siamo stati un pò carenti e mi aspetto domani una squadra più solida, più compatta e più concreta”. Mazzarri non vede un Napoli timoroso “ma quando gira storto la squadra accusa un pò il colpo, per questo è fondamentale riacquisire tranquillità e questo succede quando sei solido. La squadra non deve sbandare”. Per quanto riguarda la formazione, possibile chance per Zanoli (“vediamo se parte dall’inizio sapendo che dovrò cambiarlo perchè non si è potuto allenare con continuità o metterlo a partita in corso”) mentre su Osimhen, volato in Marocco per la cerimonia del Pallone d’Oro africano aggiunge: “Quando tornerà parleremo e capiremo se è in condizione di partire dall’inizio. Abbiamo comunque Raspadori e Simeone che hanno dimostrato di essere giocatori importanti”.
– foto LivePhotoSport –
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