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La rinascita delle aree rurali al centro del Forum Leader 2023 a Venezia

VENEZIA (ITALPRESS) – Non la conservazione contemplativa di un piccolo mondo antico, ma il rilancio di un territorio vivo, con gli ingredienti dell’innovazione, della crescita economica e del miglioramento dei servizi. Il tutto grazie alla capacità di dare valore a quello che si vede, ma che non tutti conoscono attraverso inclusività e capacità di fare sistema. Questo il fil rouge che lega tra loro i progetti di sviluppo rurale realizzati – o in fase di ideazione e realizzazione – dai 200 GAL italiani, presenti a Venezia in occasione dell’edizione 2023 di “Forum Leader” (Leader è acronimo di Liaison Entre Actions de Dèveloppement de l’Economie Rurale), il congresso annuale dei Gruppi di azione locale, che si terrà fino al 25 novembre all’Università di Architettura di Venezia (IUAV). Di scena una progettualità che viene dal basso, da chi vive il territorio rurale e a beneficio della collettività, capace di realizzare grandi idee.
Nel corso dell’evento organizzato quest’anno da VeGAL, Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale, più di cento iscritti tra tecnici e giovani da tutta Italia hanno ragionato sul presente e sul futuro dei territori rurali. E’ stata l’occasione per guardare indietro, ai progetti già realizzati, per trarne spunto e fare tesoro delle buone pratiche. Questa edizione, infatti, segna un momento di passaggio tra le programmazioni comunitarie 2014/2022 e 2023/2027 nella quale emerge la necessità di ragionare su una “architettura” del paesaggio rurale che si è snodi su quattro grandi direttrici di lavoro: valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico, storico-culturale e delle risorse ambientali; diversificazione, integrazione e innovazione dell’economia locale; sistemi locali del cibo, distretti, filiere agricole e agroalimentari; innovazione ed inclusione sociale, miglioramento dei servizi per la popolazione e degli spazi di vivibilità collettivi.
Aree di intervento che interessano non solo le zone rurali oggetto dei progetti di sviluppo, ma anche un’esigenza crescente della società. Dopo la pandemia da Covid-19, infatti, il mondo rurale sta conoscendo una nuova vita, generata dalla richiesta della popolazione di “uscire” dalle città, vivendo con rinnovato stupore la bellezza delle aree non metropolitane. I GAL lavorano con questo spirito già dagli anni Ottanta, ma raccolgono dai cambiamenti della società, gli elementi per continuare ad innovare nel campo della valorizzazione del patrimonio naturale, innovazione dell’economia locale, miglioramento dei servizi e gli spazi di vivibilità, la filiera e il turismo enogastronomico.
Ma Forum Leader 2023 ha lasciato ampio spazio anche alla progettualità delle nuove generazioni, a cui spetta il compito di proseguire il cammino con nuove idee, impulso ed energia. Tutto ciò si è tradotto nella seconda edizione del Forum Leader Giovani 2023, evento nell’evento di Forum Leader. Con la guida di esperti e la visita di esperienze esemplari nei territori di alcuni GAL italiani, i partecipanti (32 giovani tra i 19 e i 29 anni) hanno approfondito la loro conoscenza sulle politiche e sugli strumenti UE per promuovere lo sviluppo rurale e toccato con mano esperienze concrete realizzate a livello locale. Divisi in gruppi di lavoro, hanno sviluppato proposte per la realizzazione di progetti in stile “smart village”, presentati poi al Forum Leader di Venezia. Premiato come miglior progetto della “next gen” lo studio dal titolo “Idee giovani: progettare uno spazio generativo” ideato dai giovani presso il GAL Escartons e Valli Valdesi (Torino).

– foto ufficio stampa Studio BElive –
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Bagetta (ConTe.It) “Il mondo assicurativo è in continua trasformazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi di ConTe.it siamo un marchio italiano di Admiral, uno dei principali gruppi assicurativi inglesi, con un portafoglio già ben diversificato in altre linee oltre a quella dei veicoli, come casa, travel e animali. Di recente abbiamo lanciato iniziative al di fuori del business assicurativo, in Inghilterra è nata Admiral Money, società di prestiti al consumo, è nata anche in Italia con ConTe prestiti. Il mondo assicurativo sta cambiando, negli ultimi anni ci sono trasformazioni molto forti. A seguito del Covid, i fenomeni creati sono di diversa natura, da una parte i clienti sempre più vicini alle tematiche digitali, al contempo si è creata una certa tensione, una crisi, sia a causa dell’inflazione crescente, sia perchè i sinistri sono sempre più costosi”. Lo ha detto in un’intervista all’Italpress Antonio Bagetta, CEO di ConTe.it, gruppo assicurativo italiano del marchio Admiral, nato a Roma nel 2008: “Le polizze online sono identiche a quelle stipulate nel settore tradizionale – ha assicurato – Un prodotto nel mercato ‘motors’ è paragonabile a qualsiasi altro prodotto del business tradizionale. Garantiamo una facilità d’uso e una reattività ai servizi tendenzialmente migliore rispetto a quella degli altri canali”.
“Siamo in grado di erogare polizze in real time, il cliente con pochissimi clic può ricevere la sua polizza direttamente nella sua mail – ha aggiunto – Anche l’apertura dei sinistri viene gestita in tempi notevolmente più rapidi grazie a tecnologie facilitanti”. E sui sinistri provocati dal cambiamento climatico: “Probabilmente è una delle cose che spaventa di più gli assicuratori. Se guardiamo quanti sinistri di grandi dimensioni ci sono e anche la loro severity, ovvero la complessità e il costo, sono tanti di più e più costosi – ha spiegato Bagetta – L’incertezza viene anche dal fatto che non sappiamo nei prossimi anni esattamente cosa accadrà. Dal mio punto di vista, i cambiamenti climatici sono già un fatto che pesa in modo importante sui conti economici delle compagnie assicurative. Nel futuro visti i trend non può che andar peggio. Il compito degli assicuratori è di riuscire a bilanciare gli aspetti finanziari con l’assistenza alla clientela, la promessa che facciamo è aiutarli nel momento più complicato”.
E per quanto riguarda il possibile e imminente inserimento dell’obbligatorietà di assicurazioni anche per biciclette, monopattini e in generale per la micro mobilità sostenibile: “E’ un tema estremamente caldo. In molti paesi sono già obbligatorie le coperture, dal mio punto di vista sarebbe opportuno introdurle anche in Italia, con il principale obiettivo di tutelare i nostri clienti, tutelare i cittadini italiani e a tal fine l’introduzione queste misure sarebbe un fortissimo segnale di tutela nei loro confronti – ha commentato – Non so cosa accadrà nel breve periodo, non sono convinto che verranno realmente inserite, ma con il principio di salvaguardare i cittadini dal mio punto di vista è opportuno farlo”.
Infine, uno sguardo alle tematiche di welfare aziendale, visto che ConTe e Admiral sono nelle prime posizioni delle classifiche legate al benessere dei dipendenti: “Il gruppo Admiral è da sempre estremamente attento alle esigenze del proprio personale. E’ recentissima la notizia per la quale siamo il tredicesimo miglior posto al mondo in cui lavorare – ha ricordato con orgoglio – Se è stato possibile è perchè siamo sempre stati convinti, a cominciare dal nostro fondatore, che chi ama quel che fa, lo fa meglio”.
“Le iniziative sono tantissime, a partire da ‘genitori contentì, con l’obiettivo di supportare la natalità all’interno della nostra organizzazione, con cui dotiamo i genitori di orari di lavoro più flessibili perchè sappiamo che per un neo genitore è complicato gestire i carichi lavorativi – ha concluso – Infine, mettiamo diversi corsi, come yoga, pilates e quant’altro per i nostri dipendenti, in modo tale che anche nelle pause di lavoro ci sia la possibilità di fare questo tipo di attività”.

– foto Italpress –
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“E basta con ‘sto fascismo”, Capezzone “Preoccupa la dolce censura”

MILANO (ITALPRESS) – “Il libro si muove su due piani. Da un certo verso c’è vera preoccupazione per un’aria di dolce censura che attraversa il nostro occidente. Apparentemente siamo tutti liberissimi di parlare o esprimerci, ma in una forma o nell’altra un pò di aria manca. Sono grande sostenitore di Gran Bretagna e Stati Uniti, ma quello che vedo da cinque-sei anni nelle università americane va in una direzione opposta. Noi in Italia ci aggiungiamo una dose di veleno in più, ma purtroppo questa cosa viene dal mondo anglosassone e questa è forse la prima volta che ci arriva un’aria brutta. L’altro lato del libro è sul versante italiano. Non è tanto il fascismo, ma il processo di fascistizzazione dell’avversario politico. Diamo una notizia: Mussolini è morto 78 anni fa. Vogliamo continuare a scagliare il busto di Mussolini contro qualcuno che ci pare sgradito? Mi sembra un’operazione bambinesca”. Intervistato da Claudio Brachino, per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, il direttore editoriale di Libero e opinionista televisivo, Daniele Capezzone, ha presentato il suo nuovo libro “E basta con ‘sto fascismo. Cari compagni, ci avete rotto”, edito da Piemme: “Fino a 7-8 mesi prima delle elezioni, quando la sinistra aveva la percezione che il soggetto più forte a destra fosse Salvini, il fascista era lui. Quando si sciolgono le camere e si scopre che la frontwoman era Meloni, la fascista diventa lei, anzi fascistissima – ha esordito – Tutta la campagna è su di lei e non funziona. Un tema del libro è: se non funziona politicamente e nemmeno editorialmente, perchè lo fanno allora? Io non ho la risposta, ma ho due ipotesi: la prima è che si punti a un avvelenamento del clima, “hai vinto ma io non voglio riconoscere la tua vittoria”, oppure che con il jolly del fascismo non si debba più entrare nel merito delle questioni, ‘non discuto delle tue proposte da capo del governo, sei fascistà e tutto si ferma lì”. Non mancano spunti legati alla stretta attualità, come la polemica sulla società patriarcale che si è innescata a partire dal brutale omicidio di Giulia Cecchettin: “Per quanto riguarda la vicenda della povera Giulia, sono passati giorni e c’è una sensazione spiacevole: la povera Giulia è sempre più sfocata, e gira e rigira c’è un’operazione per cercare di caricare tutto addosso al Governo. Il clima della destra, del patriarcato – ha spiegato Capezzone – Ripercorriamo i governi dal 2013: c’era Letta, poi fino al 2016 Renzi, quindi nel 2017 Gentiloni, tutti del PD, poi Conte 1 e 2, quindi Draghi, e non sono mai state fatte riforme sulla violenza. Arriva la fascistissima e cattivissima Meloni e viene fatta. Può piacere o non piacere, ma Meloni ha rotto le ossa agli uomini nella sua carriera politica. Vuoi polemizzare con la Meloni? Hai cinquantamila argomenti, ma non questo – ha ribadito il direttore editoriale di Libero – C’è persino chi dice che la cultura patriarcale può esserci pure se sei una donna, citando la formula ‘il presidentè e non ‘la presidentè. Mi pare che i compagni in questi anni non ci hanno capito molto”. “Quello che mi angoscia è che ormai la formula fascista-patriarca è un jolly che può essere calato in tutte le direzioni. Esempio: un mito della nostra giovinezza era la tennista Navratilova, un baluardo dei diritti, era omossessuale e quant’altro – ha ricordato – Poi lei, da omosessuale dichiarata, ha osato dire che non va bene che le persone trans gareggino nello sport femminile. E’ stata massacrata e trattata come fascista pure lei. Se si arriva a questo livello non ne usciamo”. E sullo scontro ideologico che spesso non porta a un sano dibattito ma al tentativo di censura: “La cassetta degli attrezzi censoria ha tanti tool dentro. C’è la cosa più rozza, che è l’irruzione fisica per impedire un evento. E poi c’è la morale. impedisco l’invito, “lui non lo vogliamo perchè ha sostenuto questa tesi”. Oppure, resti invitato, ma scatenano nei giorni precedenti una campagna intimidatoria tale per cui o l’ospite stesso annulla la partecipazione o chi l’ha invitato cancella l’invito – ha sottolineato – La cosa più imbarazzante sono le associazioni universitarie che ottengono spazi sicuri, come le assemblee, in cui un certo autore o un certo giornale non può entrare. Sei sicuro da cosa se stai censurando? Bella roba”. Due esempi in tal senso: “Negli Stati Uniti è adorata la bandiera, ma in nome del free speech si consente di bruciarla. Quando si parla del free speech bisogna essere più generosi nei confronti della tesi opposta – ha ribadito – In Italia ha dato fastidio persino lo spot di un supermercato in cui la bimba sperava che il papà e la mamma facessero pace. Sono ovviamente favorevole al divorzio, ma questa cosa per cui qualsiasi vicenda la devi leggere attraverso lenti politiche io la trovo allucinante”. Uno sguardo anche al recente conflitto in Medioriente: “Io sono molto preoccupato, sento un’arietta antisemitica che io trovo orribile – ha ammonito Capezzone – Per anni ci avevano detto se la bestia antisemita si fosse ripresentata lo avrebbe fatto da destra, invece lo sta facendo da sinistra. Vedo mancanza di robustezza mentale, se sei convinto di una tesi, perchè ti dà fastidio confrontarti con una tesi opposta? Sali sul ring, dai qualche colpo e qualcuno lo ricevi”.
La chiosa è dedicata al futuro che ci aspetta, secondo Capezzone a livello internazionale fatto di anni di tensione, mentre in Italia il focus principale sarà quello legato alla crescita economica: “Sul piano internazionale prepariamoci ad anni di tensione, non c’è da farsi illusioni. Guardi il Medioriente e vedi tensione, guardi l’Asia e vedi paesi che non ci faranno dormire tranquilli, guardi l’Est Europa e il discorso non cambia. Prepariamoci, occorre che l’occidente sia forte e saldo. Sul fronte italiano non vedo difficoltà di navigazione per la Meloni, non vedo un’opposizione in grado di impensierirla, ma vedo il rischio di avere un 2024 con crescita da “zero virgola”, rattrappita – ha concluso Capezzone – Bisogna fare di più sul piano del taglio delle tasse, altrimenti rischi di essere forte, di governare, ma con una crescita debole”.
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Buoni pasto, Confintesa FP “Corrispondere gli importi in busta paga”

ROMA (ITALPRESS) – “La questione dei buoni pasto è da anni al centro dell’attenzione, suscitando l’insoddisfazione dei lavoratori che vedono il loro diritto contrattuale compresso, ritardato o addirittura negato”. Lo afferma Claudia Ratti, segretario generale di Confintesa FP. “Le richieste superano i quantitativi acquistati, le amministrazioni sospendono la somministrazione, e i lavoratori rimangono in attesa – aggiunge -. Per alcuni, i buoni pasto rappresentano un guadagno, ma per altri sono sinonimo di una forte perdita. I datori di lavoro acquistano buoni pasto dal valore nominale di 7 euro a un costo inferiore, a volte addirittura del 20%. La domanda sorge spontanea: a chi va la differenza?”.
Secondo Ratti “è fondamentale sottolineare che le convenzioni realizzate con gare al massimo ribasso comportano provvigioni sempre più onerose per gli esercenti, che, per accettare i buoni pasto, si vedono costretti a ricaricare il maggior onere sui prezzi. Il risultato è che il valore del buono pasto non garantisce neanche un pasto frugale”.
“La proposta di Confintesa – conclude Ratti – avanzata da anni, sembra essere una soluzione ragionevole: corrispondere direttamente in busta paga gli importi dei buoni pasto, mantenendo l’esenzione dall’IRPEF e adeguando l’importo al costo della vita. Un approccio che potrebbe portare benefici sia ai lavoratori che alle amministrazioni, garantendo trasparenza e equità in un settore che richiede urgenti interventi”.

– foto ufficio stampa Confintesa FP –
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Rapporto DEKRA, 70% degli incidenti stradali mortali avviene in città

PALERMO (ITALPRESS) – La tecnologia e le persone sono interconnesse nel traffico stradale e il ruolo dell’uomo e le sue scelte sono fondamentali nel contesto urbano e cittadino. E’ quanto emerge dal Rapporto DEKRA sulla sicurezza stradale 2023, ‘Tecnologia e Personè, presentato alla Camera dei Deputati.
Il report ha individuato nello sviluppo della guida automatizzata una soluzione ai principali problemi stradali e, se implementata, potrà ridurre gli incidenti mortali che nel 70% dei casi avviene in città e vede fra le vittime principalmente coinvolte gli over 65.
Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati Istat relativi al periodo gennaio-giugno 2023, rispetto al 2022, sono in calo le vittime sulle autostrade (-9,7%), seguono quelle sulle strade extraurbane (-3,3%) e sulle strade urbane (-0,1%). Se da un lato, però, gli incidenti mortali sono in diminuzione, dall’altro si registra un calo molto limitato del numero degli incidenti stradali con lesioni a persone (79.124; -1%) e dei feriti (106.493; -0,9%).
Inoltre, dalla recente Indagine sulla qualità della vita del 2023 dell’Università Sapienza di Roma, emerge che nel 2022 le città più sicure sono: Prato, Gorizia e Genova con rispettivamente 118, 120 e 120 tra morti e feriti per 100 incidenti stradali. Fanalino di coda sono: Foggia, Cosenza e Crotone dove i numeri salgono, nell’ordine a 176, 170 e 169.
A livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che attualmente ci siano circa 1,3 milioni di morti per incidenti stradali ogni anno. Stando ai dati pubblicati nel Rapporto DEKRA, nel 2020 nell’UE si è raggiunto il numero più basso di incidenti stradali, un valore che però nel 2022 è tornato a crescere. Il calo percentuale rispetto al 2001 si attesta, quindi, al 56%. I progetti europei, che prevedono il dimezzamento del numero di vittime sulle strade nell’UE entro il 2030 e la possibilità di eliminare completamente i decessi entro il 2050, sono finalità ancora lontane dall’essere raggiunte.
Uomo responsabile del 90% degli incidenti
Secondo il Rapporto DEKRA, l’uomo è responsabile di oltre il 90% degli incidenti e per questo l’industria automobilistica sta puntando, ormai da anni, su sistemi di assistenza alla guida in grado di riconoscere tempestivamente situazioni critiche del traffico o modalità di guida non sicure. Il continuo miglioramento della tecnologia (sensori, automazione, digitalizzazione) rappresenta una valida opportunità per ridurre significativamente il numero di incidenti tra veicoli a motore e utenti stradali vulnerabili. Ciò nonostante, così come evidenzia il report, rimane l’essere umano con i suoi comportamenti al volante e la sua condotta l’attore principale di una sana sicurezza stradale.
E’ necessario prestare particolare attenzione alle zone urbane e alle persone di età superiore ai 65 anni. Il 70% circa di tutti gli incidenti mortali di pedoni, ad esempio, si verifica nei centri urbani. Quasi la metà di tutte le vittime di incidenti stradali nell’UE rientra nella fascia di età superiore ai 65 anni, anche se la loro percentuale sulla popolazione totale nel 2021 era del 21% circa. Nel 99% di tutti gli incidenti stradali, che hanno interessato pedoni con lesioni mortali registrati nell’UE, erano coinvolte autovetture. Nell’ottica della ‘Vision Zerò, perseguita anche a livello internazionale, si chiede di sfruttare al meglio il potenziale a disposizione per migliorare ulteriormente la sicurezza stradale. Il rapporto fra uomo e tecnologia, in questo caso, può essere una componente essenziale per il raggiungimento di tali obiettivi.
La tecnologia e, in particolare, i sistemi di guida automatizzati e connessi svolgono un ruolo importante. Dotando i veicoli di sistemi di assistenza specifici e rendendoli in grado di comunicare reciprocamente, è possibile individuare tempestivamente le situazioni di pericolo ed evitare gli incidenti o almeno limitarne le conseguenze. Tuttavia, i sistemi di assistenza non esonerano i conducenti dalle loro responsabilità. In fondo, scegliere di adottare una condotta responsabile o meno fa sempre parte delle determinazioni della persona. Sebbene la tecnologia sia molto utile, il Rapporto DEKRA sottolinea come sia necessario accertarsi che essa non finisca per distrarre o stressare eccessivamente chi è alla guida. Il prerequisito fondamentale per l’utilizzo dei sistemi di assistenza è, quindi, che essi siano facilmente fruibili da parte di tutti gli utenti.
Le misure dell’UE per la sicurezza stradale 2020-2030 evidenziano come le politiche sulla mobilità devono adeguarsi ai cambiamenti in atto, per affrontare le sfide e le nuove opportunità come la trasformazione dei modelli di mobilità, la connettività e l’automazione. Anche se i progressi sono troppo lenti, l’Europa non intende rallentare, ma garantire che sulle strade viaggino solo tecnologie sicure. L’obiettivo è quello di assicurare il massimo livello di sicurezza e un processo normativo uniforme. La creazione di un assetto di regole dell’UE per i veicoli automatizzati rafforzerebbe la competitività globale delle case automobilistiche europee. La guida connessa e automatizzata ha un grande potenziale e la volontà nell’Unione Europea è quella di lavorare velocemente per creare le giuste condizioni per il suo sviluppo.
Per Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati, ‘quello della sicurezza stradale è un tema di prioritaria importanza, in relazione al quale l’attenzione del Parlamento è particolarmente alta. Lo dimostra il recente avvio, nella IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, dell’esame della proposta governativa di riforma del Codice della Strada. In base agli ultimi dati presenti nella Relazione illustrativa al disegno di legge si evidenzia come nel 2022 i livelli d’incidentalità nel nostro Paese siano rimasti elevati. Credo che molto possa e debba essere fatto per aumentare la sicurezza e prevenire gli incidenti, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie. Occorre, inoltre, promuovere e diffondere la cultura della responsabilità, per accrescere la consapevolezza circa i rischi alla guidà.
Secondo Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ‘il tema della sicurezza stradale è tra le priorità del mio dicastero. In questi giorni è in discussione alla Camera il Disegno di Legge per la modifica del Codice della Strada e conto che entro la fine dell’anno almeno un ramo del Parlamento lo approverà. Dalle ultime indagini è stato confermato che la distrazione al telefono è tra le principali cause di incidentalità. In questo senso, ho deciso di intervenire con strumenti deterrenti più che con sanzioni. Per quanto riguarda la mobilità a due ruote, nello specifico per i monopattini, prevediamo a tutela di tutti, l’utilizzo del casco, della targa e dell’assicurazione. Nei prossimi anni, vorremmo inoltre destinare fondi del MIT per la manutenzione delle strade provinciali e comunali e per la sostituzione di guardrail innovativi. La sicurezza stradale è una questione complessa che va affrontata anche con l’aiuto di realtà private importanti come DEKRA Italia così da raggiungere l’obiettivo di rendere le strade più sicurè.
Galeazzo Bignami, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha osservato che ‘nell’evoluzione dei Rapporti DEKRA registriamo questa significativa attenzione verso le nuove frontiere della sicurezza e quest’anno, in particolare, sul tema della sinergia fra uomo e tecnologia. I dati che si evincono dal Rapporto fotografano una certa diffidenza verso l’utilizzo della guida assistita e degli altri sistemi tecnologici. E’ altrettanto interessante il fatto che circa due intervistati su tre dichiarino che la provenienza di questi strumenti sia per loro indicativa. L’esigenza di una performance da parte dei Paesi produttori e la ricerca della qualità è un aspetto che l’Europa deve continuare a salvaguardare. Il Rapporto, inoltre pone anche il tema della formazione, soprattutto con riferimento agli anziani, molti dei quali restano refrattari all’utilizzo di tali strumentì.
Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia ha sottolineato che ‘il Rapporto ci mette di fronte a fenomeni che richiamano la coscienza di tutti. Il diritto tuttavia non basta, incrementare le pene neanche. Le tecnologie aiutano il conducente a essere attento e a rispettare le regole, al contempo, si richiede un percorso formativo partendo dalla più tenera età. Qualsiasi forma di cultura si trasforma in una maggiore probabilità di legalità. Il sistema deve quindi mettere insieme diversi fattori: l’educazione, anche familiare, e infine la prevenzione che non è una vacua applicazione di regole ma richiede l’attenzione di ciascuno. Senza questo, non c’è norma, investimento o sanzione che possa bastarè.
‘Il Rapporto DEKRA 2023 evidenzia la profonda interconnessione fra l’uomo e la tecnologia, oggi essenziale nella sicurezza stradale – ha affermato Toni Purcaro, Executive Vice President di DEKRA Group e Presidente di DEKRA Italia -. Come sottolinea la ricerca, il 90% degli incidenti, purtroppo, è causato dall’errore umano e, pertanto, è necessario implementare sistemi di assistenza alla guida in grado di riconoscere tempestivamente situazioni critiche. Pur essendo l’uomo con la sua condotta determinante nella sicurezza stradale, appare imprescindibile puntare sull’innovazione tecnologica in grado di supportare in modo efficace i soggetti coinvolti nella circolazione stradale e raggiungere così l’ambizioso obiettivo ‘Vision Zerò di eliminare del tutto le vittime della strada entro il 2050’.
Filiberto Mastrapasqua, Direttore del Servizio Polizia Stradale delegato dal Capo della Polizia Prefetto Vittorio Pisani, ha rilevato che ‘la sicurezza stradale è una delle voci più rilevanti delle agende istituzionali degli Stati membri dell’Unione europea. Molti passi in avanti sono stati fatti ma siamo ancora molto lontani dall’obiettivo del Piano nazionale sulla sicurezza stradale, cioè da una riduzione delle vittime del 50% entro il 2030 a zero morti sulle strade nel 2050. Occorre un cambiamento culturale che consideri la guida un’attività complessa. I tempi dettati dall’agenda internazionale non sembrano compatibili con l’applicazione della guida autonoma, in grado sulla carta di abbattere gli indici di incidentalità. La cultura della guida sicura deve diventare un valore comune e la sicurezza stradale un impegno corale, in un’ottica di sicurezza partecipata. L’attività della Polizia Stradale non si ferma all’azione di prevenzione e repressione delle condotte, ma si sviluppa anche nell’area della comunicazione e formazione, in particolare per sensibilizzare le giovani generazionì.
‘I dati del Rapporto riguardanti gli incidenti stradali non fotografano soltanto numeri ma persone che devono restare al centro dei nostri interventi – ha sottolineato Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità delegato dal Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri -. Ragionare e discutere di soluzioni sulla base di dati oggettivi che vengono portati alla nostra attenzione è il modo più adeguato per tentare di fare dei passi in avanti in questo settore molto complesso e drammaticamente all’attenzione dell’opinione pubblica quotidianamente. Il nostro compito come amministratori è quello di comprendere i fenomeni, rilevare dove si verificano gli incidenti e qual è il costo sociale, isolando i cosiddetti Blackpoint. Il tema sicurezza deve essere sempre più legato alle politiche sulla mobilità, incentivando la riduzione dei veicoli in circolazione, investendo sulle infrastrutture e sull’informazione, sull’educazione e sulla formazione nelle scuolè.
Per Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza delegato dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala, ‘stiamo lavorando per intervenire sulle regole, sulle infrastrutture e sui comportamenti dei guidatori, per prevenire gli incidenti e rafforzare la sicurezza stradale. La distrazione alla guida resta una delle maggiori cause di incidenti, pertanto abbiamo incentivato l’installazione di telecamere per monitorare le infrazioni e indurre un cambiamento dei comportamenti dei cittadini attraverso l’attività sanzionatoria. Urgono, al contempo, modifiche strutturali anche attraverso l’innovazione nel campo della segnaletica stradale e l’introduzione degli autovelox per incentivare l’automobilista a ridurre la velocità nelle zone abitate. Stiamo intervenendo, infine, nelle scuole promuovendo il dialogo con gli adolescenti per implementare la formazionè.
‘E’ necessario, in primo luogo, individuare percorsi formativi adeguati per rafforzare la sicurezza stradale. Nel nostro Paese, inoltre, circolano auto troppo vecchie, con più di dieci anni di immatricolazione – ha detto Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI -. Si tratta di un problema economico, sociale e ambientale che aumenta il rischio di incidenti e che, pertanto, deve essere affrontato con misure strutturalì.
Hanno preso parte all’evento: Elisabetta Oliveri, Presidente Autostrade per l’Italia; Antonio Ragonesi, Responsabile dell’Area Sicurezza e legalità di ANCI e Roberto Mastrangelo, Responsabile Gestione Rete Anas.
La presentazione del Rapporto DEKRA si è svolta nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della Giornata mondiale in memoria delle Vittime della Strada, istituita dall’ONU, volta a promuovere una campagna per la prevenzione degli incidenti mortali e con lesioni gravi e rendere omaggio alle squadre di emergenza, alle forze dell’ordine e agli operatori sanitari. L’ufficio stampa dell’evento è stato curato da Ital Communications di Attilio Lombardi.

– Foto Ital Communications –

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Terremoto Irpinia, Musumeci “La prevenzione deve essere più attenta e responsabile”

ROMA (ITALPRESS) – “Quando, il 23 novembre 1980, il terremoto squassò l’Irpinia mancava del tutto un coordinamento nella gestione dei soccorsi. Quella drammatica esperienza, i ritardi e le tante vittime nei centri rasi al suolo in Campania e in Basilicata impressero una forte accelerazione al processo che avrebbe portato, due anni dopo, alla nascita di una moderna Protezione civile.
A distanza di 43 anni da quella tragedia nazionale, il nostro pensiero va a coloro che persero la vita. Il loro sacrificio sia di monito e di sprone per una prevenzione sempre più attenta e responsabile, a tutti i livelli”. Lo scrive su Facebook il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Irpinia,La Russa”Ricordiamo con profonda commozione le numerose vittime”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 23 novembre 1980 una forte scossa di terremoto colpì la Basilicata, parte della Puglia e devastò la terra d’Irpinia. In pochi secondi, interi paesi vennero rasi al suolo: quasi tremila le persone che morirono sotto le macerie, centinaia i feriti. Negli anni successivi non mancarono dolore ed enormi sacrifici e la ricostruzione non fu facile ma da quell’evento così drammatico, la popolazione seppe reagire con forza, coraggio e determinazione. A quarantatrè anni da una delle più grandi tragedie che hanno colpito la nostra Nazione, rinnoviamo con profonda commozione il ricordo delle numerose vittime e rivolgiamo ai loro familiari la nostra sentita vicinanza”. Così il Presidente del Senato Ignazio La Russa.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Società “svuotata” e soldi all’estero, 8 indagati tra Italia e Olanda

RIMINI (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, coordinati dalla locale Procura, hanno dato esecuzione in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Campania, Calabria e nei Paesi Bassi, insieme alle Autorità olandesi ed ai Reparti territoriali del Corpo, ad un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni del valore di circa 10 milioni di euro, costituito da un enorme parco automezzi composto da 148 veicoli tra camion e rimorchi e disponibilità finanziare detenute anche all’estero. Sette in particolare i conti correnti individuati nei Paesi Bassi grazie alla cooperazione giudiziaria assicurata da Eurojust. Sono 8 gli indagati, tra cui 2 soggetti di origine olandese, amministratori di altrettante società, ed un argentino, che aveva il ruolo di prestanome. Gli altri indagati sono 3 emiliani, un bresciano ed un milanese domiciliato nei Paesi Bassi, attualmente latitante e ritenuto il dominus. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Rimini.
Le complesse indagini in materia di reati fallimentari eseguite dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Rimini hanno consentito di disarticolare un piano criminoso volto, in ipotesi di accusa, a sottrarre il patrimonio di una importante società riminese, in fallimento, operante nel settore del trasporto nazionale ed internazionale di merci per conto terzi.
In particolare, a seguito dell’ormai irreversibile stato di crisi aziendale della società riminese, l’amministratore si sarebbe rivolto ad una società di consulenza comasca, collegata con un’omonima società olandese, gestita da un soggetto milanese pluripregiudicato, ricercato per l’esecuzione di quattro condanne definitive tra cui estorsione, bancarotta fraudolenta e traffico di stupefacenti, che pubblicizzava sul web fantomatici servizi volti al risanamento di imprese in grave difficoltà finanziaria, avendo premura di sollevare le governance da ogni responsabilità civile e penale.
Il piano di risanamento consisteva in realtà, secondo la prospettazione accusatoria, in un disegno illecito volto a svuotare di tutti i beni rimasti la società ormai di fatto fallita, in danno ai creditori e alle casse dello Stato, facendo ricadere tutte le responsabilità derivanti dalla dichiarazione di fallimento su un amministratore finto, quello che viene definito in gergo “testa di legno”, individuato in questo caso in un soggetto di origine argentina.
Veniva quindi effettuata la cessione dell’intero compendio aziendale della fallita ad una società bresciana, anch’essa sull’orlo del fallimento, apparentemente “terza” ma di fatto coinvolta nella frode, che provvedeva infine a vendere tutti i mezzi aziendali ad una società di trasporti imolese gestita da una parente dell’ex amministratore della fallita riminese (che di fatto continuava a gestirla), che poteva quindi proseguire l’attività di trasporto merci senza più debiti. Un articolato disegno, reso ancor più complesso dal coinvolgimento di società estere, svelato però, e interrotto in tempo per sequestrare tutti i beni, dagli investigatori riminesi.
A carico di quest’ultima società è stato effettuato il sequestro dei 148 mezzi pesanti illecitamente distratti dalla procedura fallimentare. Le indagini finanziarie, svolte anche mediante la collaborazione delle Autorità Olandesi che hanno recepito un Ordine investigativo europeo della Procura di Rimini, hanno nel frattempo consentito inoltre di ricostruire i trasferimenti verso il territorio olandese di somme di denaro per circa 400 mila euro, sottratte illecitamente dai conti correnti della società fallita, che sono state tempestivamente sequestrate mediante mirati Ordini di Congelamento emessi dal gip del Tribunale di Rimini.
Decisivo, in questa fase, è stato il ruolo dell’Ufficio italiano presso Eurojust, l’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale che aiuta le amministrazioni nazionali a collaborare per combattere il terrorismo e gravi forme di criminalità organizzata che interessano più di un paese dell’Unione. L’intervento dell’organizzazione sovranazionale ha consentito di assicurare una rapida esecuzione a richieste di accertamenti bancari e di sequestri, con il risultato di aver individuato i conti riconducibili agli indagati prima che venissero svuotati.
– foto ufficio stampa Guardia di finanza –
(ITALPRESS).

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