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Mattarella “La violenza sulle donne è un fenomeno ignobile”

ROMA (ITALPRESS) – “Nell’ambito dell’Unione Europea la strategia per la parità di genere in vigore pone l’accento su tre azioni chiave: richiamo soprattutto quella sullo stop alla violenza sulle donne, ignobile fenomeno tuttora tristemente presente, e sabato ne ricorrerà la Giornata internazionale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale dove ha ricevuto una delegazione del “Women Economic Forum”. “Nulla sarebbe possibile senza un impegno diretto delle donne. Quell’impegno che ne ha suscitato leader nelle rispettive comunità e ha permesso straordinari cambiamenti sociali”, ha ricordato. “Il vostro trovarvi insieme, costituendo una rete, un network, testimonia la presa di coscienza di come l’elemento femminile rappresenti una grande energia”.
“Il tema delle disuguaglianze di genere e del danno che recano alle comunità è parte fondamentale delle preoccupazioni delle istituzioni”, ha detto ancora il capo dello Stato.
“In occasione della Giornata internazionale della donna si è calcolato che la mancata inclusione femminile nei progressi della tecnologia trasformativa e dell’educazione digitale, nell’ultimo decennio, abbia sottratto al Pil, soltanto nei Paesi a basso e medio reddito, un trilione di dollari Usa. Quasi il 40% delle donne a livello globale si trova a non avere accesso e a non usare internet: una perdita di grave peso per tutta la comunità”, ha proseguito Mattarella.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Oltrepò Pavese al centro della promozione di Colline e Oltre

BORGO PRIOLO (PAVIA) (ITALPRESS) – Colline e Oltre, costituita da Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca del Monte di Lombardia con l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’Oltrepò Pavese, ha ufficializzato l’ingresso della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore nella sua compagine azionaria. Il nuovo assetto vede Intesa Sanpaolo al 51% del capitale sociale, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore entrambe al 24,5%.
Nell’occasione Colline e Oltre ha presentato, nel corso di un evento al Castello di Torrazzetta (Pavia), i risultati dei primi due anni di attività e le progettualità per il biennio 2024/2025: partecipare alla progettazione e alla creazione, con Provincia e Camera di Commercio di Pavia, di una DMO (Destination Management Organisation) dedicata alla promozione turistica del territorio e all’affermazione di un marchio identitario; attrarre investitori nazionali e internazionali; consolidare un ecosistema dedicato alla formazione alberghiera.
Nel corso dell’evento – dopo i saluti Erasmo Dallavalle, Presidente di Fondazione Don Niso Dellavalle – sono intervenuti: Giovanni Azzone – Presidente di Fondazione Cariplo, Mario Cera – Presidente di Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Paolo Grandi – Chief Governance Officer Intesa Sanpaolo, Marco Gerevini – Managing Director, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, Elisa Zambito Marsala – Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, Markus Venzin – CEO EHL Campus Lausanne e Matteo Casagrande Paladini – Direttore Generale di Colline e Oltre.
“Ci sono diverse modalità con cui Fondazione Cariplo opera a sostegno di iniziative sul territorio. Colline e Oltre è l’esempio di come queste molteplici modalità si possono mettere a sistema. Già anni fa la Cariplo, con l’iniziativa AttivAree, diede vita a un grande progetto che aveva come obiettivo il rilancio delle aree interne. Fu un intervento incardinato in un programma intersettoriale congiunto delle 4 aree filantropiche, con il coinvolgimento di numerosi enti pubblici e realtà profit in Oltrepò Pavese, che aveva come obiettivo il contrasto allo spopolamento e l’aumento dell’attrattività economica, sociale e turistica del territorio oltrepadano. L’iniziativa che presentiamo oggi ben raffigura quel che intendiamo con un’azione strategica che punta a creare valore condiviso attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali. Qui c’è un ecosistema locale, che è cresciuto anche grazie al programma Attivaree. Il tassello che si aggiunge oggi attraverso la Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore – ente del mondo Cariplo finalizzato alla promozione dell’imprenditoria sociale e degli investimenti “di impatto” – potenzia gli aspetti di natura economica, occupazionale e di formazione, senza dimenticare l’attenzione alla sostenibilità e alla coesione del territorio” – ha dichiarato Giovanni Azzone, Presidente, Fondazione Cariplo.
Paolo Grandi, Chief Governance Officer, Intesa Sanpaolo, sottolinea come Colline e Oltre abbia ottenuto “risultati superiori alle attese, a conferma della sostenibilità del modello basato sulla finanza d’impatto. Superata in anticipo la fase di start up, forte anche dell’impulso fornito dal nuovo socio Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, il progetto punta ora a consolidare il modello di impresa sociale, in linea con i principi del nostro Gruppo, creando un ecosistema per la valorizzazione delle filiere agroalimentari e ricettive locali e l’attrazione di nuovi investimenti sul territorio. L’iniziativa si inserisce tra le attività della Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo, un centro di eccellenza con sede Pavia che supporta il settore primario offrendo prodotti e servizi dedicati”.
“Il nostro investimento in Colline e Oltre si pone in linea di continuità con il supporto all’Oltrepò pavese avviato dal programma AttivAree di Fondazione Cariplo. Nello specifico, abbiamo scelto di sostenere la società per la sua capacità di accelerare in modo capillare lo sviluppo di un’area a elevata vocazione imprenditoriale, utilizzando uno strumento innovativo l'”SFP a impatto” che premia il raggiungimento di obiettivi di impatto permettendo, al tempo stesso, di rafforzare il capitale della società. Confidiamo quindi nell’effetto moltiplicatore che il nostro investimento potrà generare in termini di impatto sociale, ambientale e culturale” ha dichiarato Marco Gerevini, Managing Director, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.
Il Presidente di Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Mario Cera, ha dichiarato: “La Fondazione Banca del Monte di Lombardia ha promosso l’iniziativa poi concretatasi in Colline e Oltre, al fine della valorizzazione dell’Oltrepò pavese, ed esprime soddisfazione per la cointeressenza prestigiosa di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo. Personalmente voglio confidare sulla convinta collaborazione dei vari attori socio-economici del territorio, finora privi di collegamenti reali, nell’obiettivo di una vera e propria rete. La tutela del territorio e del suo ambiente passa anche attraverso il suo sviluppo economico”.
“Colline e Oltre sta lavorando per supportare il territorio e le sue eccellenze, a titolo di esempio la filiera vitivinicola e l’eccellenza del Pinot nero, al fine di costruire insieme alle istituzioni una strategia di marketing vincente, che sappia valorizzare al massimo il nostro territorio”, ha dichiarato Massimo Grasselli, Presidente Colline e Oltre. “La valorizzazione della ricettività nell’Oltrepò Pavese passa dai suoi asset territoriali, attraverso l’attrazione di investitori nazionali ed internazionali, ma soprattutto da un attento processo di generazione di un’offerta turistica inclusiva. Colline e Oltre sta lavorando, con i partner Destination Italia e Travelin, al fine rendere il viaggio in Oltrepò Pavese, non solo attraente, ma soprattutto inclusivo e di semplice fruizione” afferma Matteo Casagrande Palladini, Direttore Generale Colline e Oltre.
-foto f03-
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Ue, via libera definitivo del Parlamento al bilancio 2024 da 189.4 mld

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – I deputati del Parlamento europeo hanno approvato in via definitiva il bilancio per il 2024 con 519 voti favorevoli, 79 contrari e 30 astensioni. Il bilancio totale per il 2024 è pari a 189,4 miliardi di euro in impegni, i pagamenti sono fissati a 142,6 miliardi di euro. Il Consiglio aveva già approvato l’accordo il 20 novembre. In un accordo con gli Stati membri raggiunto sabato 11 novembre, il Parlamento ha ottenuto ulteriori 666,5 milioni di euro per le sue priorità, oltre a quanto inizialmente proposto dalla Commissione nel suo progetto di bilancio. I deputati hanno aumentato i finanziamenti per i programmi e le politiche che sono fondamentali per affrontare le conseguenze della guerra in Ucraina, le diverse sfide globali e sostenere i giovani, fra cui la categoria dei giovani agricoltori. Inoltre, i deputati hanno aumentato i finanziamenti per i programmi che contribuiscono alla ripresa post-pandemica, contrastano il fenomeno antisemitismo e intensificano gli sforzi verso la transizione giusta, in linea con le priorità del Parlamento.
I finanziamenti aggiuntivi ottenuti dai deputati includono 250 milioni di euro per gli aiuti umanitari; 150 milioni per lo Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (il programma europeo globale); 85 milioni per Orizzonte Europa; 30 milioni per Meccanismo per collegare l’Europa, il fondo dedicato alle infrastrutture di trasporto; 60 milioni per Erasmus+; 20 milioni per il programma LIFE; 20 milioni per i giovani agricoltori; 10 milioni per il meccanismo di protezione civile dell’UE e infine 10 milioni per la mobilità militare. Dopo aver aggiunto un accordo sul bilancio 2024, i deputati hanno anticipato che ci dovrebbe essere entro la fine dell’anno un accordo sulla revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE (QFP, quadro finanziario pluriennale) in seno al Consiglio. Ciò dovrebbe portare a sostanziali finanziamenti supplementari all’inizio del 2024, attraverso un bilancio rettificativo che dovrebbe essere proposto dalla Commissione. L’accordo finale sul QFP dovrebbe avere l’obiettivo, secondo i deputati, di fornire sostegno a medio termine all’Ucraina, e rafforzare la flessibilità e la capacità di risposta alle crisi, l’autonomia strategica dell’UE, e la sua politica di e politica esterna.

– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Dazn casa del calcio femminile, Brown “Aiutiamo a farlo crescere”

ROMA (ITALPRESS) – Aumentare la visibilità del calcio femminile, renderlo accessibile in tutto il mondo e diminuire il “coverage gap” rispetto alle competizioni maschili. Questi sono alcuni degli obiettivi fissati da Dazn, sempre più piattaforma di riferimento del calcio femminile. L’impegno è quello di supportare la crescita di un movimento che, beneficiando dell’aumento del numero dei tifosi, può ambire ad accrescere gli investimenti in brand e sponsor. Alla vigilia di Roma-Ajax, match di seconda giornata della Uefa Women’s Champions League, ha parlato proprio di questo Hannah Brown, co-CEO Women’s football di Dazn: “Noi di Dazn siamo felicissimi dei numeri della prima giornata della Uefa Women’s Champions League. Rispetto all’anno scorso l’audience sul canale YouTube di Dazn è quasi raddoppiata da 1,8 milioni del 2022 a 3,5 milioni di quest’anno, a cui si aggiungono altri 2 milioni di audience generata in app. La sfida culturale che ci aspetta in Italia è entusiasmante. Dazn ha trasmesso Bayern Monaco-Roma, partita che si è conclusa 2-2, gran risultato per la Roma, ricevendo ottimi feedback”. La dirigente di Dazn ha partecipato al panel “The rise of women’s role in Football by YouTube”, organizzato allo Stadio Olimpico di Roma in occasione del Social Football Summit 2023.
Presenti tra le relatrici anche il Presidente della Divisione Calcio Femminile Figc, Federica Cappelletti, la Head of Women’s Football della Roma, Betty Bavagnoli, e la creator Lisa Offside. Nella mission di Dazn c’è anche la volontà di creare contenuti di approfondimento per raccontare storie e dietro le quinte. In quest’ottica vengono messi a disposizione dell’utente contenuti fruibili direttamente dall’app e attraverso il canale YouTube Dazn Women’s Football. In termini di diritti tv, l’investimento della piattaforma è senza precedenti con l’acquisizione delle licenze per competizioni femminili come la Uefa Women’s Champions League, Serie A Femminile, Liga F, Frauen Bundesliga, Super League inglese e i massimi campionati di Usa, Giappone e Arabia Saudita. “Stiamo investendo in tutti i settori, dalla trasmissione e produzione di alta qualità, alla distribuzione capillare e al marketing multicanale e questo è fondamentale per la crescita del calcio femminile per creare un ambiente economicamente interessante per i brand che vorranno avvicinarsi a un pubblico eterogeneo e internazionale – rimarca Hannah Brown – Vediamo una grande opportunità di crescita ed è il motivo per cui noi di Dazn stiamo facendo la nostra parte nel sostenere il calcio femminile, creando una fan base ampia e fidelizzata”.
– foto spf/Italpress –
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Epatite C, lo screening rileva 10.000 infezioni. Proseguire su anziani

ROMA (ITALPRESS) – Ancora oggi, in Italia, troppi pazienti sommersi e affetti da Epatite C. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo sono circa 80 milioni le persone colpite dal virus dell’epatite C (HCV), pari al 1.1% della popolazione globale, con un’ampia variabilità di distribuzione geografica. Nel nostro Paese si stima che circa 200.000 cittadini non siano consapevoli di essere portatori del virus. Il mancato riconoscimento, e di conseguenza anche il mancato trattamento tempestivo, possono portare ad un’evoluzione degenerativa e fatale della patologia.
Nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni in Italia, l’eliminazione dell’Epatite C rimane una delle principali sfide per il nostro sistema salute. Dopo oltre dieci anni di attività, ACE – Alleanza Contro le Epatiti, la sigla che riunisce le due Società Scientifiche AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato) e SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e l’Associazione pazienti EpaC ETS, torna a porre al centro del dibattito istituzionale il contrasto al virus dell’HCV, al fine di raggiungere l’obiettivo OMS di eliminazione dell’Epatite C, nel nostro Paese, entro il 2030. Ace, in un evento organizzato da PharmaLex – formerly MAPCOM e con il contributo non condizionato di Gilead, ha riunito gli esperti di questa patologia in un confronto con la politica.
“Grazie allo screening, sinora sono state scoperte oltre 10.000 infezioni attive, nonostante alcune Regioni non abbiano ancora attivato lo screening sulla popolazione generale. Al fine di continuare l’attività di case finding e raggiungere l’obiettivo finale, sono fondamentali due azioni: da una parte l’ampliamento della fascia per lo screening, che permetterà la scoperta di ulteriori pazienti infetti ma inconsapevoli, e dell’altra la proroga di qualche anno al fine di permettere alle Regioni di continuare la campagna – ha detto Ivan Gardini, presidente dell’Associazione EpAC Onlus – Il nostro impegno è garantire che sempre più persone possano ricevere il trattamento definitivo per l’Epatite C e guarire dalla malattia”.
“Trattare la popolazione infetta e eliminare l’HCV entro il 2030 è l’obiettivo di ACE – ha spiegato Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali). “Il nostro Paese ha messo a disposizione un fondo per lo screening gratuito che garantisce l’individuazione e il trattamento dei pazienti. Tutte le Istituzioni della salute dovrebbero sostenere questo percorso e supportare l’Alleanza nella sua battaglia. Eliminare il sommerso e bloccare l’evoluzione della malattia deve rientrare nelle agende politiche del Governo e della politica”.
Nelle infezioni da HCV è fondamentale una diagnosi precoce, per avviare i pazienti al trattamento ed evitare così le complicanze di una malattia epatica avanzata, in modo tale da ridurre anche i costi sanitari complessivi, migliorare la quality of life del paziente e interrompere la circolazione del virus, impedendo “a monte” nuove infezioni.
“Come Società Scientifica sosteniamo e sviluppiamo strategie efficaci per indirizzare i pazienti verso cure adeguate – ha ricordato Vincenza Calvaruso, Segretario Nazionale AISF, Associazione Italiana per lo Studio del Fegato -. La nostra comunità scientifica sta lavorando incessantemente per la promozione delle ricerche applicate al fegato, sottoponendo alle autorità studi e documenti volti al miglioramento dell’assistenza epatologica. Per l’Epatite C ci sono cure risolutive, dobbiamo intercettare pazienti da trattare e lo screening è la sola arma efficace”.
Lo screening non può arrestarsi, è necessario identificare e trattare i casi di epatite C, prevenendo così le complicazioni a lungo termine e contribuendo in modo definitivo alla sua eliminazione.
In questa fase, fondamentale resta il ruolo del legislatore: “In qualità di Ambassador ACE e come promotore dell’Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato, costituito lo scorso luglio, reputo quanto mai necessario che la politica si impegni a raggiungere l’obiettivo OMS di eliminare l’Epatite C, nel nostro Paese, entro il 2030”, le parole del senatore Giovanni Berrino, 10° Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale, Senato della Repubblica e Componente Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato. “Il problema delle infezioni da HCV in Italia è quanto mai attuale. Per questo motivo, insieme ai Senatori Ignazio Zullo (FdI), Raoul Russo (FdI), Salvatore Sallemi (FdI) ed altri, abbiamo depositato un disegno di legge finalizzato all’eradicazione del virus HCV. Uno degli aspetti fondamentali di questa iniziativa è il consolidamento di uno screening nazionale gratuito fino al 31 dicembre 2030”.
Nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni in Italia, l’eliminazione dell’Epatite C rimane una delle principali sfide per il nostro sistema salute. Va percorso l’ultimo miglio verso l’identificazione dei pazienti inconsapevoli della patologia che, una volta intercettati, possono essere presi in carico e trattati con le terapie di ultima generazione, per assicurarne la completa guarigione.
“Nel complesso lo screening nazionale gratuito per l’infezione da HCV ha finora permesso di testare quasi 1 milione di persone e di identificare quasi 10.000 casi di infezione attiva. Casi di malattia che uscendo dal “sommerso” possono accedere alle terapie ed eliminare il virus, prima che si manifestino le gravi conseguenze dell’infezione”, ha concluso Sabrina Valle, Dirigente Sanitario Medico, Ufficio 5 Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute. “Si tratta di una iniziativa di sanità pubblica che indirizza l’Italia verso il raggiungimento dell’obiettivo OMS di eliminazione dell’epatite C, come minaccia per la salute mondiale entro il 2030”.

– foto xl3/Italpress –
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Distribuzione Moderna in Sicilia, confronto istituzioni-imprese

PALERMO (ITALPRESS) – Si è tenuto a Palazzo dei Normanni, a Palermo, l’evento “Il ruolo della Distribuzione Moderna in Sicilia”, organizzato da Regione Siciliana e Federdistribuzione, l’associazione che da oltre sessant’anni riunisce e rappresenta le imprese della Distribuzione Moderna, alimentare e non alimentare, operanti in Italia. Un confronto incentrato sul ruolo fondamentale che svolge il settore distributivo sullo sviluppo del territorio siciliano e, in particolare, sulla rigenerazione urbana, che produce numerosi effetti positivi per le comunità locali sul piano sociale, economico e ambientale.
All’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e da Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione, sono intervenuti: Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, il professore Luca Pellegrini, Presidente di TradeLab, Giovanni Arena, Amministratore Delegato del Gruppo Arena e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia, e Marco Pagani, Direttore Normativa e Rapporti Istituzionali di Federdistribuzione.
“Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono un ruolo fondamentale nel sistema socio-economico regionale, rappresentando la frontiera più avanzata del commercio. Il settore ha potenzialità importanti per lo sviluppo dell’economia dei territori, tanto più nell’attuale momento storico, caratterizzato da mutamenti di stili di vita e modelli di consumo, da nuove opportunità tecnologiche, dalla necessità di valorizzare gli interventi economici e le normative che arrivano anche dall’Europa. E’ quindi costante lo sforzo delle imprese del settore nel far coesistere l’indispensabile equilibrio economico d’impresa con i rilevanti investimenti sul territorio, anche in ottica di sostenibilità, con la creazione di valore sociale per le tante comunità collegate, generando occupazione e opportunità per le filiere produttive locali. Sarà fondamentale per continuare in questa direzione il confronto e la continua collaborazione con le istituzioni regionali”, ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.
“Ringraziamo Federdistribuzione per questo evento, che ha consentito un momento di riflessione sul ruolo della Distribuzione Moderna nella Regione Siciliana, sul potenziale che può esprimere per i nostri territori e le nostre filiere produttive. Sono in corso processi di trasformazione industriale che produrranno nei prossimi anni possibili criticità di carattere economico-sociale, occupazionale, urbanistico-ambientale, commerciale e culturale. Intendiamo guidare questi processi, come istituzioni del territorio, più vicine all’esigenze della gente, delle imprese che vi operano e delle situazioni specifiche di mercato. Cercheremo quindi di mettere a diposizione gli strumenti normativi per accompagnare questa evoluzione, per promuovere l’innovazione del commercio”, ha affermato Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana.
“Ringrazio Federdistribuzione per aver organizzato questo tavolo di confronto significativo sulla distribuzione moderna in Sicilia. La collaborazione con le istituzioni regionali è cruciale per semplificare la burocrazia e per promuovere l’avanzamento verso un contesto commerciale moderno. Sottolineo l’importanza di norme che favoriscano la modernizzazione del commercio, soprattutto ora che la normativa attuale appare obsoleta. Ritengo altresì urgente e indispensabile effettuare investimenti mirati nelle infrastrutture di trasporto, come strade, porti e aeroporti, per facilitare il trasporto delle merci. Il supporto istituzionale è decisivo per stimolare l’innovazione nel settore, contribuendo così a rafforzare la competitività delle imprese locali rispetto alle grandi multinazionali, con benefici ampi per l’economia regionale”, ha commentato Giovanni Arena, AD Gruppo Arena, Presidente Gruppo VèGè e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia.
L’intervento del Professore Luca Pellegrini ha evidenziato come in un contesto nazionale socio-demografico in continuo mutamento, la riqualificazione dello spazio urbano diventi sempre più fondamentale e la Distribuzione Moderna riveste un ruolo importante, spesso poco riconosciuto, nel valorizzare le aree cittadine in disuso. Gli investimenti delle imprese distributive nella rigenerazione urbana comportano effetti positivi, concreti e misurabili, stimolando la produzione delle filiere alimentari locali, che hanno così la possibilità di crescere e farsi conoscere anche al di fuori del contesto di origine. Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono quindi in Sicilia un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda la lotta al consumo di suolo. Secondo il rapporto nazionale realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la Sicilia ha un livello di consumo di suolo pari al 6,52% della superficie totale regionale, un dato al di sotto della media nazionale del 7,13%.

– Foto Italpress –

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Intesa Sanpaolo e Mastercard con Tapster, arriva il nuovo payment ring

MILANO (ITALPRESS) – Arriva in Italia il nuovo payment ring. Ad annunciarlo Intesa Sanpaolo e Mastercard, in collaborazione con Tapster, azienda svedese che opera nel settore dei pagamenti contactless all’avanguardia. La banca guidata da Carlo Messina sarà la prima in Italia a renderlo disponibile per la propria clientela: il nuovo wearable, innovativo e tecnologico, è un vero e proprio anello indossabile al quale si potrà collegare la propria carta Intesa Sanpaolo del circuito Mastercard per effettuare pagamenti contactless in tutta semplicità e sicurezza. Il payment ring è realizzato in legno e in ceramica, materiali molto resistenti che lo rendono impermeabile e a prova d’urto. Non richiede, inoltre, alcuna ricarica della batteria o connessione internet per entrare in funzione, sfrutta infatti un chip NFC integrato per azioni semplici, come pagare con una carta di credito.
La registrazione della carta è possibile direttamente in fase di acquisto dell’anello sul sito https://gotapster.com/ : il wearable viene spedito in stato non attivo insieme a un QR code che ne consente l’attivazione solo da parte del titolare della carta, con autenticazione tramite l’app Intesa Sanpaolo Mobile; in alternativa – ad esempio nel caso si voglia acquistare l’anello come regalo – è possibile effettuare la registrazione in un fase successiva all’acquisto, partendo dall’app Tapster e creando il proprio account.
Per pagare i propri acquisti in modalità contactless basterà semplicemente avvicinare l’anello al POS, esattamente come per i pagamenti tramite carte fisiche o smartphone.
Il mercato dei wearable è in forte crescita e rappresenta uno dei punti cardine per il futuro dell’elettronica di consumo. Dalla ricerca “Smart Wearables study 2023” di Mastercard, emerge infatti come i consumatori europei che hanno già adottato il payment ring lo preferiscano agli altri metodi di pagamento contactless. Il payment ring è infatti di gran lunga il metodo preferito (89%), seguito da smartphone (49%) e carte di pagamento (44%).
Tra le principali ragioni che spingono i consumatori a utilizzare questo servizio di pagamento ci sono la volontà di effettuare pagamenti velocemente (82%), di essere all’avanguardia (69%) e di sentirsi alla moda (31%). Se, da un lato, per i più giovani è proprio il sentirsi alla moda (38%) che li spinge ad utilizzare questo tipo di servizio dall’altro, i consumatori più senior lo preferiscono principalmente per questioni di sicurezza (32%).
“Ancora una volta Intesa Sanpaolo è first mover in Italia nell’offerta di soluzioni all’avanguardia nei pagamenti digitali, settore in cui consolidiamo il nostro ruolo di leader per ampiezza di strumenti e vicinanza alle esigenze della clientela – dice Claudia Vassena, Executive Director Sales and Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo -. L’innovativo anello sviluppato da Tapster e proposto ai nostri clienti, grazie alla collaborazione con Mastercard, rappresenta un’innovazione straordinaria: offre un’esperienza di utilizzo semplice e distintiva, e combina sicurezza e comodità in un unico accessorio che, siamo certi, farà subito tendenza. E’ un ulteriore tassello nell’ecosistema dei pagamenti digitali, che ci vede costantemente impegnati sia per permettere ai clienti di disporre sempre di dispositivi “ready-to-pay” sia per diffondere in modo capillare le soluzioni di incasso. Vogliamo rendere il pagamento digitale sempre più un gesto quotidiano”
Luca Fiumarella, Head of Marketing Italia di Mastercard, dichiara che “da sempre Mastercard è impegnata a introdurre soluzioni innovative e digitali al passo con uno stile di vita dei consumatori sempre più smart e digitale. I payment ring rappresentano un ulteriore passo verso la diffusione di internet of thing, dove anche accessori che indossiamo e che fanno parte del nostro stile personale diventano strumenti che, attraverso un solo gesto, semplificano la nostra quotidianità. Siamo lieti di questa nuova collaborazione con Intesa Sanpaolo e Tapster che punta sulla diffusione di soluzioni di pagamento sempre più sicure, semplici e veloci, al passo con i tempi”.
“Riscontriamo grandi opportunità nel nostro mercato di riferimento e siamo davvero grati ai nostri partner, Mastercard e Intesa Sanpaolo, che hanno dimostrato la loro leadership nell’ambito dell’innovazione dei pagamenti. Questa collaborazione rappresenta un passo significativo per il futuro della user experience dei pagamenti digitali, rendendola più veloce, sicura e fluida per il consumatore finale”, sottolinea Ludvig Scheja, co-fondatore di Tapster.
Il payment ring è già in commercio e dalla metà di dicembre sarà possibile abbinare all’anello la propria carta Intesa Sanpaolo del circuito Mastercard.
I pagamenti effettuati con i wearable Intesa Sanpaolo utilizzano la tecnologia di tokenizzazione MDES fornita da Mastercard, che garantisce il massimo livello di sicurezza. Quando si inizia la configurazione di un wearable, MDES genera un token digitale, un numero unico diverso dal numero della carta, assegnato a ciascun dispositivo registrato. Ciò significa che non può essere utilizzato per le transazioni attraverso un altro dispositivo.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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“Noi, il Mediterraneo”, un’unica Spa per gestire la portualità italiana

PALERMO (ITALPRESS) – Un’unica azienda centrale, probabilmente una Spa, che debba rendere conto a un consiglio di amministrazione e non alla burocrazia, che selezioni ed effettui gli investimenti, e che operi sulla base di un Piano industriale.
Questo, in sintesi, il fulcro di una riforma portuale che non casualmente nasce da Palermo e dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, che oggi, in occasione della quinta edizione del convegno “Noi, il Mediterraneo”, ha lanciato una formula del tutto innovativa di approccio alle necessità, ormai cogenti, di cambiamento del sistema portuale.
La formula, sulla quale – come evidenziato dall’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi – sembra convergere il consenso del governo, prevede che le singole Autorità di Sistema portuale restino enti pubblici “economici” sotto pieno controllo pubblico, ma che in grande parte diventino esecutori di indicazioni precise di priorità negli investimenti e nel marketing internazionale che diventeranno compito primario dell’Azienda centrale dei porti.
Nel corso del convegno di Palermo si è parlato, quindi, una società per azioni, a controllo pubblico, in grado di attrarre investitori privati su un piano industriale, ma anche capace di sfruttare le occasioni di investimento e consulenza nel mondo.
In quest’ ottica – come emerso oggi a Palermo – la Sicilia ha svolto in questi cinque anni, il ruolo di “avamposto” in un Paese che – ha sottolineato Monti – “non ha un problema di carenza di finanza”, ma ha un enorme problema, specie nei porti e nelle infrastrutture di trasporti, di “carenze della burocrazia “. Carenze che rendono impossibile lo sfruttamento del più grande asset del sistema Paese, ovvero il demanio marittimo “di cui – ha detto Monti – paradossalmente non si conosce il valore” e che garantiscono, invece, la dispersione di risorse su “porti che sono già chiusi”.
“L’Italia può contare su grandi imprenditori dello shipping che tutti ci invidiano, autentici campioni mondiali del settore. Il nostro dovere è quello di coadiuvarli nella direzione degli interessi del Paese”. E’ quanto ha detto a Palermo il viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Edoardo Rixi condividendo con Monti la proposta “di un soggetto centrale che gestisca i cambiamenti e sia in condizione di selezionare gli investimenti, di dare risposte rapide al mercato e di gestire i processi. Un sistema che passi attraverso interventi concreti sulle storture determinate da una deresponsabilizzazione della burocrazia e dall’incapacità di assumere scelte. Inoltre – ha concluso Rixi – bisogna tornare a retribuite i manager preposti a questi processi secondo una logica di mercato”.
-foto ufficio stampa AdSP del Mare di Sicilia occidentale-
(ITALPRESS).

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