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Vela, presentato l’Inclusive Development Programme a Cagliari

CAGLIARI (ITALPRESS) – Un nuovo e ambizioso progetto dedicato all’inclusività e alla vela Para Sailing. Ad arricchire ulteriormente la Sardinia Sailing Cup arriva l’Inclusive Development Programme, presentato ufficialmente a Cagliari. Il programma, sviluppato in stretta collaborazione tra World Sailing e la Federazione Italiana Vela, rappresenta un passo significativo nel percorso di crescita e sviluppo del Para Sailing. La Para Sailing Academy, istituita dalla FIV in collaborazione con IBSA, ha già riscosso notevole successo nell’ultimo anno e mezzo: l’Italia è attualmente attiva a livello europeo per l’istituzione di un Hub internazionale dedicato al Para Sailing. Questo percorso, inoltre, è stato fortemente voluto dal presidente Francesco Ettorre e dal Consiglio Federale, dando vita all’Academy per promuovere in modo itinerante l’inclusività della vela in Italia. L’Academy offre opportunità di apprendimento e sviluppo per giovani velisti con disabilità, permettendo loro di scoprire il mondo della vela in modo sicuro ed emozionante, col sostegno della FIV a dimostrazione dell’importanza della diversità e dell’inclusività nella vela. L’Inclusive Development Programme di Cagliari offre un’intensa esperienza di formazione e crescita sia per gli atleti che per i coach. Durante questi giorni, i partecipanti avranno l’opportunità di esplorare aspetti tecnico-tattici, acquisire approfondimenti nell’ambito della formazione e mettere in pratica le conoscenze acquisite durante le attività in acqua. Al termine del programma, è prevista una regata, che permetterà di dimostrare le competenze acquisite tecniche e tattiche nel campo di regata. Altro aspetto eccezionale è la stretta collaborazione con Luna Rossa Prada Pirelli, che interverrà con una lezione e nella giornata di mercoledì che consentirà ai partecipanti di visitare la base, offrendo una visione unica dietro le quinte di uno dei team di vela più prestigiosi al mondo. “L’Inclusive Development Programme che si tiene a Cagliari è un’occasione preziosa di inclusione e formazione nel settore del Para Sailing si inserisce perfettamente in quel percorso di autonomia e integrazione che oggi tutti insieme siamo chiamati a promuovere per garantire ad ogni persona la possibilità di vivere una vita piena e partecipata”, il messaggio fatto pervenire dal ministro per le disabilità Alessandra Locatelli. Ettorre, dal canto suo, si dice estremamente soddisfatto: “Questo progetto rappresenta un passo importante nella direzione dell’espansione e della valorizzazione della vela inclusiva. Cagliari, con le sue straordinarie caratteristiche geografiche e la sua ricca tradizione marina, è il luogo ideale per ospitare un’iniziativa così innovativa. Per questo ringrazio la Regione Sardegna, l’Autorità Portuale, il Comune di Cagliari e tutte le istituzioni che hanno permesso di dare concretezza a questo progetto, la III Zona FIV che sta brillantemente coordinando tutte queste attività, il Consigliere Fabio Colella e i Tecnici Federali di riferimento che stanno lavorando affinchè tutto questo si possa realizzare. L’IDP non è solo un ulteriore tassello della Sardinia Sailing Cup, ma un elemento fondamentale nel nostro impegno per promuovere la vela come uno sport accessibile e inclusivo. La Para Sailing Academy, nata dalla nostra iniziativa, sta già dimostrando di essere un grande successo, e questo programma ne è il proseguimento naturale”. Per il presidente della Federvela, dunque, “l’Inclusive Development Programme rappresenta una realtà di successo, ma è solo l’inizio del nostro cammino per rendere la vela inclusiva un pilastro dello sport velico internazionale”. “Anche noi, mentre continuiamo a concentrarci sui nostri obiettivi principali, promuoviamo attivamente la vela poichè insegna principalmente a chi la pratica, disciplina e soprattutto il confronto con se stessi, ed è evidente che, grazie alla FIV, questo sport stia crescendo in modo significativo”, aggiunge Max Sirena, skipper di Luna Rossa, mentre secondo Giorgio Pisani, vice president IBSA, “la scelta di sposare questo progetto deriva dal fatto che in IBSA crediamo fortemente nel potere di inclusività intrinseco in questo sport, in cui normodotati e parasailor possono competere realmente ad armi pari e dove i valori di rispetto, aiuto reciproco e integrazione vengono prima della vittoria”. “Considerata l’internazionalità dei soggetti coinvolti, la Para Sailing Academy è un’occasione per far conoscere la Sardegna al mondo, per avere un ritorno sul territorio che si conferma una location ideale per questo tipo di eventi”, aggiunge Corrado Fara, presidente della III Zona FIV.
– foto ufficio stampa Federvela –
(ITALPRESS).

Iren a Ecomondo, focus sulle materie prime critiche

RIMINI (ITALPRESS) – L’Italia potrebbe ridurre del 20% le importazioni di metalli rari se installasse una decina di impianti per il recupero dai rifiuti. E’ uno dei dati emersi nel corso di un dibattito su materie prime critiche ed economia circolare, organizzato da Iren alla 26sima edizione di Ecomondo, alla Fiera di Rimini. Il Gruppo ha inserito la transizione ecologica tra i pilastri su cui poggia il suo piano industriale al 2030: una visione a lungo termine, per la quale Iren si sta impegnando con una progressiva decarbonizzazione di tutte le attività e il rafforzamento della leadership dell’economia circolare e nell’utilizzo sostenibile delle risorse.
Obiettivi da raggiungere grazie al continuo incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, al trasferimento delle best practice del Gruppo nelle aree di nuova acquisizione, all’investimento in automazione e digitalizzazione e allo sviluppo di nuovi impianti nella filiera del recupero di materia.
Per il presidente di Iren Luca Dal Fabbro, bisogna puntare su “impianti che possono recuperare materie prime critiche dai nostri rifiuti, che in realtà sono risorse. Abbiamo delle città che sono miniere a cielo aperto. Pensiamo ai cellulari, ai computer, ai televisori che gettiamo in discarica e che invece sono ricchezza da recuperare. Farlo significa creare nuovi posti di lavoro, recuperare materie prime come palladio, litio, oro, zinco, rame, e al tempo stesso tutelare l’ambiente”.
“Nell’ultimo anno abbiamo investito più di 400 milioni di euro in impianti circolari”, ha ricordato il presidente di Iren.
“Stiamo installando anche impianti di energia rinnovabile – ha aggiunto -. Stiamo investendo centinaia di milioni in questo settore perchè ci crediamo, vogliamo diventarne il leader in Italia. Potremmo essere per il 20 per cento indipendenti dalle importazioni di materie prime critiche se installassimo una decina di impianti in Italia”.
Quella delle materie prime critiche è diventata una delle questioni più urgenti e complesse nel panorama economico globale. “Il gruppo Iren ha l’ambizione di essere leader a livello nazionale in materia di economia circolare. E’ un percorso che stiamo realizzando e che abbiamo delineato nel piano industriale al 2030, che accompagnerà l’azienda nel futuro sulla base di tre pilastri principali – ha sottolineato Dal Fabbro -: transizione energetica, territorialità e qualità dei servizi. In questo ambizioso piano, l’economia circolare rappresenta uno dei principali driver, con un focus particolare sul recupero di materia da filiere strategiche come quella dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che possono rappresentare una miniera per l’approvvigionamento di materie prime critiche”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Climate change, AQP a Ecomondo presenta indagine per affrontare futuro

RIMINI (ITALPRESS) – “Conoscere per agire e migliorare. L’AQP climate change è un modello, definito con approccio scientifico grazie alla collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che consente d’identificare gli interventi di adattamento necessari e di realizzarli al meglio, avendo riguardo al clima che verrà”. A presentarlo ad Ecomondo, la fiera di Rimini dedicata alla transizione ecologica, è il presidente di Acquedotto Pugliese (AQP), Domenico Laforgia. Lo stand dove il Gruppo è presente con Regione Puglia e Ager (Agenzia territoriale per il servizio di gestione dei rifiuti) è stato inaugurato oggi dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.
“Questo è uno stand rappresentativo – ha commentato il ministro Pichetto Fratin – di qualcosa di importante a livello nazionale. L’Acquedotto Pugliese è un modello di quello che deve essere il nostro sistema idrico in futuro, un acquedotto che fa grandi investimenti e che continua a investire”. In particolare nella sfida del nostro tempo, quella del clima. Per il ministro dell’Ambiente “il cambiamento climatico ci porta ad avere la stessa quantità di acqua con un quarto di giorno in meno e questo significa che si creano siccità e alluvioni a distanza di pochi chilometri o di pochi giorni. Questo ci impone la necessità di compiere tutta una serie di azioni di adattamento climatico anche tenendo conto dello spopolamento delle aree montane e collinari, cioè i due terzi del Paese. La questione climatica non si risolve con un decreto o con una legge, ma rendendoci conto che è una grande opportunità di cambiamento. Il nostro Paese non ha materie prime, eppure è diventato uno dei sette più grandi al mondo con la capacità, il cervello e la genialità. Nel servizio idrico integrato dobbiamo procedere con le aggregazioni. In questo momento i gestori sono 2.391, troppi per fare grandi investimenti. Dobbiamo arrivare a un centinaio o poco più, dobbiamo avere soggetti robusti per costruire le grandi opere”.
“Disporre della mappa attualizzata, nell’orizzonte al 2030-2050 nel territorio meridionale – ha spiegato il presidente Laforgia – consente d’identificare per tempo gli interventi da realizzare, sulla base di una chiara, condivisa e diffusa consapevolezza dei rischi climatici e degli impatti. Un modello di resilienza per la gestione dell’acqua, valido esempio anche per altri contesti operativi nazionali, realizzato in perfetta coerenza con il piano strategico al 2026 e le azioni stabilite dal nostro Gruppo a tutela della risorsa idrica. Azioni che stanno già portando Acquedotto Pugliese a dotare l’Italia del più grande dissalatore a osmosi inversa per uso civile, realizzandolo sulle sorgenti salmastre del fiume Tara, nell’agro di Taranto”.
L’AQP climate change, realizzato in collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), in questa prima fase si è concentrato sulla disponibilità della risorsa idrica con la sperimentazione di modelli di valutazione dei cambiamenti climatici in corrispondenza degli invasi che servono Acquedotto Pugliese. L’analisi sugli scenari e sugli impatti ha consentito di identificare le urgenze e le priorità, legandole agli investimenti e a misure che riguardano le infrastrutture e lo sviluppo della conoscenza. La tendenza climatica attuale prevede fino al 2050 un alternarsi di siccità e alluvioni, eventi estremi che non varieranno tanto la quantità totale di risorsa idrica disponibile, quanto la sua distribuzione nel corso dell’anno. In particolare, si registrerà un aumento graduale delle temperature, specie nel periodo autunnale. E nello stesso periodo si registrerà anche un aumento delle precipitazioni a discapito del periodo primaverile. Una distribuzione meno omogenea dell’acqua nel corso dell’anno che richiede un nuovo approccio al fine di garantire quotidianamente le stesse quantità agli utenti. Questa consapevolezza consente al Gruppo Acquedotto Pugliese di entrare nella dinamica dei cambiamenti climatici e di promuovere con cognizione una migliore regolazione degli invasi, più interconnessione ed una migliore distribuzione dei servizi. Come evidenziato dall’Ipcc – l’istituzione mondiale per la valutazione dello stato della conoscenza scientifica sui cambiamenti climatici, gli impatti, i potenziali rischi futuri, e le possibili opzioni di risposta – le scelte fatte in relazione alla gestione sostenibile del territorio possono aiutare a ridurre e, in certi casi, a rovesciare gli impatti negativi. Oggi portare avanti un’azione coordinata per affrontare i cambiamenti climatici – è il messaggio conclusivo espresso da Acquedotto Pugliese da Ecomondo – può migliorare contemporaneamente la situazione per il territorio nella disponibilità, nell’accesso e nell’utilizzo dell’acqua. Metterla in sicurezza.
“Aver trovato una terminologia comune – ha aggiunto la ricercatrice della Fondazione CMCC, Paola Mercogliano, Responsabile della Divisione sui modelli regionali ed impatti geo-idrologici – è tra i principali risultati di questo progetto. Consente di affrontare assieme il percorso, di condividere pienamente gli obiettivi e le strategie. E’ un modello esportabile che porterà a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici e che consente di superare uno dei grandi problemi nell’adattamento, con l’approccio su casi studio, che possono valere per uno, ma non per altri scenari”.
“Dobbiamo essere pronti, non possiamo pianificare attività future con il clima che vediamo oggi; sarebbe una progettazione già vecchia. Le infrastrutture sono fatte per vivere negli anni futuri e questo aspetto così delicato richiede la miglior conoscenza scientifica. Abbiamo studiato – ha sottolineato Mercogliano – invasi, sorgenti, pozzi e la linea costiera; tutte le fonti di approvvigionamento richiedono un’attenta gestione, viste le problematiche dei cambiamenti climatici sulla qualità e quantità dell’acqua, che influiscono sulla disponibilità di risorsa idrica. Abbiamo mappato circa 25 indicatori rappresentativi di alcuni tra i principali pericoli di origine climatica insistenti sul territorio del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale. Gli indicatori considerati sono quelli elencati nel Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e sono basati sulle principali variabili climatiche (temperatura, precipitazione e vento), sia su base annua/stagionale sia in termini di eventi estremi. I risultati forniscono un quadro che essenzialmente dimostra un aumento dei pericoli connessi all’aumento delle temperature estremamente omogeneo su tutto il territorio, mentre una distribuzione più eterogenea si ha per i pericoli rappresentati dalla variazione dei cumuli di pioggia, e, ancor di più per le piogge estreme. I risultati sono forniti in modalità aggregata per l’intero Distretto nonchè per le diverse regioni interessate; per la Puglia, inoltre, è stato aggiunto il dettaglio per Comune”.
– foto ufficio stampa AQP –
(ITALPRESS).

Odontoiatria, Spadafora “Competenza e innovazione i valori di Ancod”

ROMA (ITALPRESS) – Competenza, trasparenza, accessibilità e soprattutto innovazione: sono i valori dell’Associazione Nazionale Centri Odontoiatrici (Ancod), che conta le 5 più importanti realtà aziendali di odontoiatria organizzata (Bludental, DentalPro, Dentalcoop, HDental e Primo Caredent) e rappresenta il 60% del mercato dell’odontoiatria organizzata italiana configurandosi come uno dei protagonisti all’interno dell’ecosistema della sanità e della cura dentale.
“L’obiettivo di oggi è innanzitutto far conoscere i valori delle aziende associate ad Ancod”, ha spiegato durante l’evento “L’odontoiatria organizzata in Italia”, in programma questa mattina al ministero della Salute, Nicola Spadafora, presidente di Ancod, “che rappresenta oltre 570 centri organizzati sull’intero territorio nazionale e dà lavoro a oltre 7mila odontoiatri e 8mila lavoratori dipendenti”, al servizio di oltre 3 milioni di pazienti curati per un totale di oltre 10 milioni di prestazioni erogate.
“L’accessibilità – ha sottolineato Spadafora – non riguarda solo le cure, ma anche il mondo del lavoro: favoriamo l’inserimento dei giovani”, garantendo un percorso formativo direttamente “on the job” attraverso il quale i giovani aspiranti odontoiatri possono godere non solo dell’esperienza di esperti profili senior che li seguono fin dalle fasi iniziali del loro inserimento, ma anche dell’apprendimento tecnico sulle migliori tecnologie presenti sul mercato, imparando il mestiere nel miglior modo possibile. Inoltre, prosegue Spadafora, “forniamo ai giovani una formazione continuativa nell’arco della loro presenza nei nostri centri”, ma la formazione “è dedicata non solo ai nostri medici odontoiatri ma a tutto il personale”, per mantenere elevati standard nei servizi offerti e garantiti ai pazienti.
Dal punto di vista dell’innovazione “il nostro obiettivo è quello di fornire tecniche sempre più all’avanguardia, ma soprattutto strumenti e strutture che le realtà tradizionali non sono in grado di fornire”, ha aggiunto Spadafora.
Gli associati Ancod, infatti, destinano una parte rilevante dei propri ricavi a favore di ricerca e sviluppo, assicurando i migliori standard di cura ai propri pazienti, ma senza far pesare il prezzo dell’innovazione ai propri clienti. Per Ancod però l’innovazione non si esaurisce con l’utilizzo di tecnologie ultramoderne, ma si sviluppa anche nella creazione di servizi ad hoc su misura della persona: ne è un esempio la creazione di un’unica cartella clinica digitale per ogni paziente, costantemente aggiornata e condivisa con tutti gli altri centri dislocati sul territorio nazionale, in modo da assicurare l’accesso alla struttura più vicina al momento del bisogno e la continuità delle cure.
Ancod è costantemente impegnata a implementare e diffondere elevati standard di servizi, promuovendo etica e deontologia professionale, anche grazie al costante controllo svolto dagli organi interni, tra cui il Comitato medico-scientifico, composto da Samuele Baruch e da Vincenzo Notaro, a cui si affianca da quest’anno l’ex sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in qualità di consulente esterno. Il Comitato ha il compito di vigilare sulle attività delle aziende e sulla loro condotta e si pone come organismo autonomo garante di un elevato standard qualitativo comune a tutte le aziende che fanno o faranno parte di Ancod. “Il futuro è la formazione e la tecnologia: per stare al passo con i tempi bisogna fare sistema, per raggiungere insieme quello che da soli non si riuscirebbe a raggiungere. Si vince se si è uniti”, ha aggiunto Sileri.
Alle istituzioni, ha detto poi Spadafora, “chiediamo di essere maggiormente considerati perchè purtroppo, nonostante i grandissimi numeri che abbiamo prodotto in dieci anni, continuiamo a subire tutta una serie di attacchi da parte delle associazioni di categoria e da parte di alcuni membri delle istituzioni. Quindi vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni in merito a tutto quello di buono che siamo riusciti a fare, non solo per i nostri pazienti, ma per il mondo del lavoro e per il Paese”.
Un appello raccolto dal presidente della Commissione Sanità del Senato, Francesco Zaffini, intervenuto alla tavola rotonda: “Sono molto attento ai cambiamenti, dobbiamo tentare di portare avanti delle riforme di sistema, ad esempio per riorganizzare la sanità integrativa”, ha spiegato, sottolineando anche la necessità di “ricostruire il rapporto medico-paziente, che è venuto meno nel periodo del Covid”.

– foto ufficio stampa FB & Associati –
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Difesa, Crosetto “Molto lontani da obiettivo 2% del Pil”

ROMA (ITALPRESS) – “Le spese per il settore della difesa hanno un valore strategico per il sistema Paese, e l’impegno finanziario nel triennio 2023-25 è di 25 miliardi di euro attraverso il Documento programmatico pluriennale per la Difesa”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni riunite, Difesa della Camera e Affari Esteri e Difesa del Senato.
“Siamo molto lontani dall’obiettivo del 2% del Pil per le spese per la difesa – ha aggiunto -. Questo resta un obiettivo impossibile per il 2024 e, ad essere sinceri, anche per il 2028”.
“Il deterioramento del quadro di sicurezza internazionale ha portato alla luce una serie di carenze che gravano sul nostro sistema difesa, come la ridotta capacità del sistema industriale di fronteggiare l’improvvisa richiesta di armamenti – ha detto ancora Crosetto -. C’è la necessità di sviluppare e sostenere un sistema di elevato contenuto di innovazione tecnologica”.
“L’adattamento all’innovazione è fondamentale per essere competitivi dove giocheranno un ruolo strategico l’attitudine degli Stati e delle organizzazioni a percepire rapidamente i cambiamenti”, ha aggiunto.
“La Difesa è obbligata ad avviare un profondo processo di rinnovamento, che comporterà l’adozione di scelte che hanno bisogno di sostegno politico e finanziario”, ha sottolineato Crosetto, per il quale “è importante agire sulla componente umana, sia per migliorare l’operatività e la capacità di combattimento, sia per offrire agli uomini e alle donne della difesa una professionalità per poter realizzarsi al servizio del Paese – ha aggiunto – la strategia che si sta adottando è volta a raggiungere l’equilibrio tra le dotazioni organiche del personale e le esigenze personali”. Per il ministro Crosetto “nel contesto attuale si ravvisa l’esigenza di superare definitivamente l’obiettivo di contrazione di volume degli organici introdotto dalla legge 244 del 2012, che trovava la sua ratio in un contesto geopolitico oggi completamente anacronistico”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Migranti, Piantedosi “In Albania strutture come a Pozzallo, non Cpr”

ROMA (ITALPRESS) – Il protocollo con l’Albania “si ripromette di contribuire all’estensione della rete dei Cpr. E’ un tutt’uno con la politica generale che il governo sta adottando. Non sarebbe un Cpr ma strutture come quella di Pozzallo-Modica, dove si trattengono, con provvedimento convalidato dal giudice, persone per il tempo necessario previsto dalle normative europee per svolgere in maniera accelerata le procedure di identificazione e gestione della domanda di asilo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Accordo Gruppo San Donato e Generali Italia per una rete di Smart Clinic

MILANO (ITALPRESS) – Gruppo San Donato e Generali Italia annunciano la stipula di un accordo per la realizzazione di un network di strutture sanitarie che si svilupperà sull’intero territorio italiano. Questo nuovo modello sarà basato su un ecosistema integrato sanità privata-assicurazione. Questa nuova rete di Smart Clinic, nella quale confluiranno le dieci già operative in Lombardia del Gruppo San Donato, sarà una risposta innovativa da un lato alla crescente richiesta di cure della popolazione e, dall’altro, al progressivo passaggio a una sanità basata su servizi di cura personalizzati e con standard elevati. La salute oggi rappresenta la priorità dell’82% degli italiani ed è uno degli obiettivi fondamentali del Pnrr che prevede investimenti per 20 miliardi di euro entro il 2026, a supporto del Ssn. In un Paese che oggi conta circa 4 milioni di cittadini non autosufficienti e 1,5 milioni di over 65 con gravi difficoltà nella cura della persona, la collaborazione tra pubblico-privato, l’attenzione al territorio e la svolta digitale si confermano ancor più fondamentali per il futuro del sistema sanitario.
Questo nuovo modello di sviluppo mira a rendere facilmente disponibili su tutto il territorio le migliori competenze e tecnologie per la diagnostica e la prevenzione, assicurando elevati standard di qualità ospedaliera e garantendo la continuità dei percorsi di cura, grazie alla stretta connessione con le strutture ospedaliere del Gruppo San Donato. Alla base del progetto, la volontà di fornire un contributo concreto alle sfide del Paese, offrendo a tutti i cittadini accessibilità ed eccellenza dei servizi.
Le smart clinic offriranno a tutti gli utenti un’esperienza in grado di coniugare la qualità clinica e diagnostica, la focalizzazione su prevenzione e benessere, l’applicazione di tecnologie avanzate. Un modello innovativo di accesso a un’offerta completa di prestazioni ambulatoriali, per garantire al cliente una smart health experience a 360 gradi attraverso l’impiego della tecnologia, l’aggiornamento in real time di risultati e terapie e il rinnovo delle prescrizioni tramite accesso digitale. Inoltre, grazie alla partnership, Generali Italia potrà offrire ai propri clienti un accesso privilegiato alle prestazioni delle smart clinic, sia in termini di migliori tariffe che di esperienza, grazie a processi digitali integrati per semplificare le fasi di ricerca, prenotazione e presa in carico della prestazione.
“GKSD e Gruppo San Donato lavorano insieme per la creazione di valore in ambito sanitario – ha detto Kamel Ghribi, presidente GKSD Investment Holding -. Il nostro modello di “one company” risponde a un’unica visione e a un’unica missione: lo sviluppo di partnership strategiche per creare nuove soluzioni per la sanità. Le nostre competenze sono sempre più richieste anche all’estero, per rafforzare la qualità dei servizi sanitari offerti sia al settore pubblico che privato, nelle economie emergenti e sviluppate”.
“La Salute è al centro del nostro Piano Lifetime Partner 24: Driving Growth – ha sottolineato Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia -. E con questa operazione vogliamo entrare direttamente nell’erogazione di prestazioni sanitarie focalizzandoci sulle aree della Prevenzione e del Benessere, attraverso lo sviluppo di una proposta innovativa per il panorama italiano basata sui principi della vicinanza al territorio, dell’elevata qualità sanitaria e dell’accessibilità. Una proposta rivolta non solo ai nostri clienti, ma a tutti i cittadini italiani a cui vogliamo offrire una risposta concreta al crescente bisogno di prevenzione. Lo facciamo al fianco di un partner strategico di assoluto prestigio, come il Gruppo San Donato, ovvero insieme al leader italiano della sanità privata”.
“Siamo fieri di essere il primo gruppo ospedaliero al fianco di Generali in un progetto che ci consente di mettere a disposizione di tutti i cittadini italiani la nostra competenza, attraverso una rete completa di servizi sanitari ambulatoriali, dove qualità clinica e diagnostica si focalizzano sulla cura, la prevenzione e il benessere – ha commentato Francesco Galli, presidente del Comitato Strategy and Operations del Gruppo San Donato -. Vogliamo accompagnare i nostri pazienti in un’esperienza che sia smart in tutte le sue fasi, dall’accesso alle cure al ritiro del referto, avvalendoci delle migliori tecnologie che ci consentono di erogare prestazioni sempre più personalizzate”, ha concluso Galli.
Francesco Bardelli, Chief H&W and Connected Business Development Officer di Generali Italia e Ceo di Generali Welion ha commentato: “Il settore Salute è sempre più strategico e sta crescendo molto anche in termini di volumi. Dopo la pandemia, le persone hanno posto la salute in cima alla lista delle priorità. Per rispondere a queste rinnovate esigenze, abbiamo di recente rinnovato la nostra organizzazione in ambito Health&Welfare. Questa partnership con il Gruppo San Donato completa ulteriormente la nostra offerta e la nostra strategia finalizzata a rendere accessibile la sanità ad elevati standard a una platea sempre più ampia di persone”.
La nuova società sarà partecipata da Gruppo San Donato con il 51%, la sua controllata GKSD con il 9%, mentre Generali Italia deterrà il restante 40%. Una partnership strategica al servizio del Paese che si basa sul solido know-how di due gruppi leader nei rispettivi settori: quello della sanità, con il Gruppo San Donato, primo gruppo sanitario italiano, che cura nelle sue 58 sedi oltre 5,4 milioni di pazienti all’anno e quello assicurativo, con Generali Italia, l’assicuratore n°1 in Italia con circa 12 milioni di clienti e una rete presente su tutto il territorio.

– foto ufficio stampa Gruppo San Donato –
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Ecomondo, al via alla Fiera di Rimini la 26^ edizione con numeri record

RIMINI (ITALPRESS) – Ecomondo ha inaugurato questa mattina la sua 26esima edizione con numeri record. E’ infatti per la prima volta a tutto quartiere, dopo lo spin-off diKEY, il salone delle fonti di energia rinnovabili avvenuto a marzo di quest’anno. Dunque, la transizione ecologica prende forma e sostanza nel quartiere fieristico di Rimini, fino a venerdì 10 novembre, con oltre 1.500 brand (+10% rispetto al 2022), che occupano tutti i 150mila metri quadri della fiera. La cerimonia inaugurale ha visto la presenza di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna, Anna Montini, Assessora alla Transizione Ecologica del Comune di Rimini e di Maurizio Renzo Ermeti, Presidente Italian Exhibition Group, organizzatore dell’evento.
Ermeti, nel suo saluto introduttivo, ha ricordato che “la storia di Ecomondo nasce dalla doppia intuizione di due persone eccezionali: Edo Ronchi, che nel 1997 come ministro dell’Ambiente presentò il decreto che porta il suo nome e che ha cambiato il paradigma con cui si era sempre affrontato il tema rifiuti in Italia. E Lorenzo Cagnoni, il nostro compianto presidente, che nello stesso anno ha inaugurato la fiera “Ricicla”, oggi Ecomondo. In sua memoria IEG ha voluto istituire un premio per le imprese a più alto tasso di innovazione presenti in fiera: il Premio “Lorenzo Cagnoni” per gli innovatori green”.
“Ecomondo non solo accoglie le imprese consolidate, ma apre anche le start-up, che incarnano un modello di innovazione imprescindibile per il nostro progresso – ha sottolineato Anna Montini, Assessora alla Transizione Ecologica del Comune di Rimini -. Quest’anno inoltre la manifestazione si arricchisce di un’area legata alla Blue economy, settore particolarmente strategico per Rimini. Candidata a diventare Capitale della Cultura per il 2026, la nostra città si distingue per gli investimenti in rigenerazione urbana, per il rinnovamento del sistema fognario e per la qualificazione del profilo costiero del lungomare. Tutte trasformazioni ispirate ai temi e alla cultura ambientale che Ecomondo irradia sul territorio”.
Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha spiegato che “l’Emilia-Romagna ha superato il 73% di raccolta differenziata, ma dobbiamo investire ancora di più contro il consumo di suolo. Con il ministro Pichetto Fratin c’è una grande collaborazione: sono stato nominato commissario per la realizzazione del rigassificatore e garantisco che entro due anni sarà pronto. Questa è la transizione, il futuro è l’energia rinnovabile: ecco perchè a Ravenna verrà realizzato il più grande parco eolico in Italia”.
Per il ministro Pichetto Fratin “il cambiamento climatico è una grande sfida che il nostro Paese affronta con l’obiettivo di abbattere le emissioni del 55% entro il 2030. Impresa ardua per quello che sta succedendo a livello mondiale, ma da intraprendere per le nuove generazioni. Sono obiettivi che dobbiamo raggiungere attraverso un nuovo modello di consumo e di produzione, che investe tanti settori e che vede il governo e le categorie produttive impegnate per trovare il punto di equilibrio tra l’economicità dell’intervento e l’equilibrio con la società. La nostra sfida è la decarbonizzazione. A partire dall’automotive, su cui dobbiamo lavorare per ottenere la neutralità delle emissioni, alle costruzioni, su cui intervenire con agevolazioni e crediti di imposta, ma anche con un percorso Paese per avere fabbricati più efficienti, fino al terzo filone, l’agricoltura moderna”. “Un’ulteriore sfida – ha detto ancora – è la plastica, che vede l’Emilia-Romagna come regione all’avanguardia. L’Italia è in testa in Europa per il riciclo e ha dimostrato la sua capacità di fare del rifiuto una nuova materia prima. La sfida del futuro sarà proprio quella di recuperare dai rifiuti i minerali critici. Un esempio su tutti: il 70% dell’acciaio italiano è prodotto partendo dai rottami. Ecco perchè questa fiera è importante, per accompagnare la transizione attraverso la trasformazione che può essere raggiunta con la tecnologia”.
Nei quattro giorni di fiera a Ecomondo sono attese oltre 30 delegazioni, con circa 280 delegati provenienti da Nord Africa, Africa Subsahariana, America Latina, Europa ed Est Europa. 230 gli eventi nazionali e internazionali nelle quattro giornate di manifestazione, 75 dei quali dal taglio scientifico, economico, tecnico e di scenario con la collaborazione del Comitato tecnico scientifico, insieme ai principali partneristituzionali e tecnicidella manifestazione.
In corso anche la 13^ edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzata dal Consiglio Nazionale della Green Economy composto da 68 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il MASE e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Gli Stati Generali della Green Economy sono articolati in sessioni plenarie la mattina e 5 sessioni tematiche di approfondimento. Nella sessione plenaria di apertura è stata presentata la Relazione 2023 sullo stato della green economy in Italia che approfondisce il rapporto fra costi e benefici economici della transizione ecologica e aggiorna le performance delle tematiche strategiche green. La sessione internazionale di domani sarà dedicata al tema “Le sfide per imprese e governi in un clima che cambia”.

– foto ufficio stampa IEG –
(ITALPRESS).

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