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Medio Oriente, Tajani “Tenere i civili fuori dal conflitto”

PRATO (ITALPRESS) – “Stasera parto alla volta di Tokio dove si svolgerà il G7 degli Esteri. All’ordine del giorno c’è la drammatica situazione in Medio Oriente e quella in Ucraina. L’obiettivo è di difendere la libertà e la democrazia, combattere il terrorismo e promuovere la pace”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa a Prato. “Tengo a sottolineare la differenza fra Hamas, che è un’organizzazione terroristica, e la popolazione palestinese che nulla centra con Hamas. Siamo favorevoli a pause umanitarie – ha aggiunto – che permettano attraverso l’interruzione del conflitto corridoi umanitari e spostamenti verso il sud della Striscia di Gaza per chi vuole lasciare i territori dove si combatte. Le popolazioni civili vanno lasciate fuori dal conflitto, è stato terribile aver visto tagliare la gola ai bambini e uccidere le persone casa per casa”.
“Quasi tutta la popolazione italiana è uscita da Gaza, siamo pronti a ricoverare negli ospedali italiani palestinesi, non terroristi di Hamas, che vogliono uscire dalla Striscia di Gaza. Stiamo valutando anche di inviare uno ospedale da campo italiano per i feriti civili nella Striscia di Gaza e a Parigi parleremo di questi temi. Serve uno Stato palestinese che riconosca lo Stato israeliano, due popoli e due Stati. E’ difficile che accada ciò, ma la pace è il nostro obiettivo e non accettiamo chi vuole cancellare Israele dalla mappa. Ha diritto di esistere uno Stato israeliano e uno palestinese”, ha concluso Tajani.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Sarri “Siamo in crescita, spero lo stadio sia un inferno”

ROMA (ITALPRESS) – “Le partite da vincere a tutti i costi non esistono. E’ una partita da provare a vincere. Sarebbe importante fare punti, anche perchè in Champions non si possono dare risultati per scontato, neanche quelli delle altre sfide. Non mi piace dire che dobbiamo vincere per forza”. Sono le dichiarazioni di Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, alla vigilia del match contro il Feyernoord valido per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League. “Cercheremo di fare la partita e di usare le nostre armi – ha proseguito il tecnico biancoceleste -. Le nostre difficoltà? Tutti ormai commentano solo il risultato: non guardatele più le partite. L’anno scorso eravamo primi nel rapporto tra occasioni create e gol fatti, quest’anno siamo diciottesimi. Rispetto ad agosto abbiamo fatto passi avanti dal punto di vista tattico. Siamo in crescita, ora dobbiamo trovare qualcosa in più per capitalizzare. Il Feyenoord è aggressivo e ha grande gamba, i suoi giocatori vanno al limite del fallo sistematico. Sono preoccupato perchè dovremo muovere la palla con grande velocità e se il campo è nelle condizioni dell’ultima partita non ci riusciremo. I tifosi? Quanti sono sono, spero che facciano l’inferno”. “Le critiche? Non mi interessano, non ascolto nulla. Ci sono voci secondo le quali a fine stagione andrò via: ho sempre detto il contrario, voglio rimanere a lungo e chiudere qui la carriera. Un inizio di campionato altalenante non può farmi cambiare idea. Mi dispiace che le mie parole contino meno delle voci messe in giro”, ha proseguito l’ex mister di Napoli e Juve. “Se abbiamo una possibilità di tornare in Europa è attraverso il campionato. L’Europa è bellissima ma dobbiamo anche avere la lucidità di pensare a tutto il resto. Con la nuova Champions chi resta fuori è nei guai: la Champions è la nostra festa, ma il lavoro è il campionato”, ha poi ammesso Sarri. Infine, su Immobile. “Bisogna fare una scelta. O si scarica o si recupera. Io sono per recuperarlo a tutti i costi perchè per noi è determinante. Deve fare minuti in campo. Ciro deve trovare continuità in allenamento e minuti in partita. Non abbiamo altri giocatori da 25 gol l’anno”.
– Foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Pioli “Col Psg bivio Champions, serve prestazione all’altezza”

MILANO (ITALPRESS) – “Primo bivio stagionale? Di sicuro in
Champions. E per questo domani contro il Psg vogliamo mettere in
campo una prestazione all’altezza. Veniamo da due settimane
difficili, ma il campionato è ancora lungo”. Così il tecnico del Milan Stefano Pioli ha presentato la sfida di Champions contro il Psg in programma domani a San Siro. “L’ultima prestazione è stata deludente, lo sappiamo e per questo vogliamo mettere in campo una prestazione all’altezza. L’abbiamo rivista, valutata, siamo stati troppo poco lucidi, poco qualitativi e intensi, caratteristiche che abbiamo e che dobbiamo mettere domani visto che è una gara difficile. Dobbiamo ritrovare in campo il nostro modo di giocare con grande senso di responsabilità” ha detto Pioli, che ha anche parlato del suo futuro sulla panchina rossonera. “La passione che ho nel mio lavoro mi porta a stare concentrato sul presente. Ripeto che il club mi sta mettendo nelle migliori condizioni per lavorare bene, ho una squadra forte, so che devo rispondere di risultati e prestazioni e questi vanno migliorati. Voglio vedere la squadra che conosco, che sa mettere in campo le proprie idee, le proprie qualità. Va rimessa quella mentalità su cui abbiamo lavorato in questi anni. Il Psg è una squadra che può vincere la Champions, un mese fa aveva qualcosa che non funzionava ma adesso è al 100%, tuttavia dobbiamo giocarcela con tutta la convinzione possibile. Loftus-Cheek pronto? Sta meglio, non so se ha i 90′ nelle gambe anche se durante l’infortunio ha lavorato bene. Credo possa giocare un minutaggio non completo ma sufficiente per essere disponibile sia dall’inizio o a gara iniziata”.
“Lavoriamo per reagire e per ritrovare il nostro livello. Non abbiamo iniziato bene, ma vogliamo fare bene nelle prossime tre partite. Affrontiamo una squadra forte, ma lo siamo anche noi. Dobbiamo mettere in campo quello che sappiamo fare. Giochiamo in casa nostra e dobbiamo dare tutto. Dobbiamo ritrovare la nostra fiducia e la nostra grinta” ha aggiunto il portiere rossonero Mike Maignan.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo-Caritas, in 3 anni 1 mln di interventi contro la povertà

ROMA (ITALPRESS) – Un milione di interventi in tre anni contro la povertà. Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana hanno presentato questa mattina a Roma i risultati e gli sviluppi del programma “Aiutare chi aiuta” che interviene a contrasto delle povertà con interventi capillari su tutto il territorio italiano. Dal 2020 quando in periodo pandemico è iniziata la collaborazione, un milione di interventi puntuali – pasti, posti letto, farmaci e indumenti – hanno raggiunto 40 mila beneficiari con il coinvolgimento di 80 Caritas diocesane in tutta Italia. Nel triennio, la banca guidata da Carlo Messina ha stanziato per il programma Aiutare chi aiuta 4,5 milioni di euro.
Tra gli ambiti di intervento, l’offerta di beni e aiuti materiali, casa e accoglienza, sostegno nella ricerca di lavoro e nell’avviamento di nuove imprese in particolare in aree periferiche del Paese dove risorse e opportunità sono limitate. Nel secondo anno 2021-2022 l’attenzione è stata rivolta alle persone anziane, mentre nel terzo alla povertà giovanile e all’inclusione della popolazione anziana.
La collaborazione viene confermata nel 2023-2024 per il quarto anno, con un focus sul mondo del carcere e sul reinserimento delle persone detenute. L’intervento si svilupperà lungo quattro direttrici: promozione dei valori del rispetto delle regole, della legalità, degli altri, al fine di promuoverne il superamento delle condizioni di disagio e di esclusione; distribuzione di beni primari e altri beni di prima necessità, in particolare pasti, indumenti, prodotti per l’igiene sia in carcere sia presso strutture protette, a cui si aggiungono servizi di accoglienza e accompagnamento per i detenuti in permessi premio, agli arresti domiciliari o che hanno da poco concluso il percorso di pena; formazione, con corsi professionalizzanti e di accompagnamento al lavoro all’interno e all’esterno del carcere, con incarichi lavorativi durante e al termine del periodo di detenzione.
“La continuità è un importante fattore di efficacia nel contrasto alle disuguaglianze – ha detto Paolo Bonassi, Executive Director Strategic Initiatives and Social Impact Intesa Sanpaolo -. Dopo i rilevanti risultati raggiunti rinnoviamo il nostro impegno al fianco della Caritas Italiana per proseguire il programma di collaborazione ‘Aiutare chi aiutà a sostegno della sua attività meritoria. Il mondo del carcere, a cui il programma è destinato nell’anno 2023-2024, è un ambito su cui Intesa Sanpaolo interviene con impegno e risorse per dare dignità e nuova speranza a chi ha sbagliato e vuole ricominciare sul binario giusto”.
Per Don Marco Pagniello, Direttore Caritas Italiana, “è importante avviare cooperazioni in un’ottica di corresponsabilità per cercare insieme nuove strade e modalità di lavoro, coinvolgendo la comunità, ad ogni livello, e opporre alla società dello “scarto” un nuovo modello economico che metta al centro le persone, valorizzando i talenti di cui ognuno è portatore. La partnership strategica con Intesa Sanpaolo è un esempio di coprogettazione virtuosa fra enti non profit e organizzazioni profit. E’ un tentativo di coniugare, a servizio del bene comune, il ruolo delle imprese per la crescita del Paese e il ruolo della rete Caritas per accompagnare le persone più ai margini, con particolare attenzione alle nuove forme di povertà”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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Ponte sullo Stretto, per il WSJ un “progetto imponente”

ROMA (ITALPRESS) – Un “progetto imponente” sul quale gli ingegneri hanno lavorato per decenni e che potrebbe aiutare a risolvere “uno dei problemi più grossi del Sud Italia collegando cinque milioni di persone dalla Sicilia al resto d’Italia, portando lavoro e crescita per le regioni meridionali economicamente depresse”. Così il Wall Street Journal descrive il ponte sullo Stretto in un servizio dedicato al progetto che, se realizzato, darebbe vita al ponte sospeso più lungo al mondo.
“Nessuno ha mai costruito un ponte così grande, è una sfida incredibile”, commenta Raimondo Betti, docente di ingegneria alla Columbia University, esperto di ponti sospesi e consulente sui primi progetti del ponte sullo Stretto negli anni ’90.
“Costruire un ponte lungo più di due miglia (oltre 3 km) in un’area con venti di burrasca e frequenti terremoti non è nè facile nè economico”, spiega il quotidiano statunitense, che per saperne di più ha visitato il laboratorio di ingegneria della Columbia. Il progetto prevede una campata sospesa di 3.300 metri, un impalcato con larghezza totale di 61 metri e due torri poste a terra alte 399 metri. “Due gigantesche torri, ciascuna 100 piedi più alta dell’Empire State Building di New York”, evidenzia il WSJ. Il sistema di sospensione previsto nel progetto è formato da due coppie di cavi.
“Quando un’auto attraversa questo ponte – spiega Betti -, il carico viene trasferito attraverso la sospensione al cavo principale, che lo distribuisce alle torri e agli ancoraggi”. Secondo il docente della Columbia University, l’aspetto sismico è importante ma da questo punto di vista “sappiamo come progettare”, sottolinea. La “preoccupazione maggiore” per questo ponte, prosegue, è “il vento” perchè potrebbe esserci un “movimento eccessivo”. Per questo gli esperti hanno elaborato una soluzione: una nuova tipologia di impalcato denominata “Messina type deck”. Un ponte, quindi, composto da “tre travi, due per il traffico veicolare e quello interno per il traffico ferroviario, che verranno attraversate dal vento come se fosse l’ala di un aereo”, evidenzia Betti. Secondo gli ingegneri, quindi, l’opera potrebbe restare in piedi con venti fino a 186 miglia all’ora, spiega il WSJ, che cita anche altre sfide legate alla costruzione del ponte sospeso più lungo al mondo. In base al progetto, la lunghezza supera per oltre il 50% l’attuale detentore del record, il Canakkale bridge, il ponte sullo stretto dei Dardanelli, in Turchia, ma proprio questo chilometro in più, secondo gli esperti, contribuisce a proteggere il Ponte dall’attività sismica, in quanto “rende il Ponte molto più flessibile”, sottolinea Betti.
-foto ufficio stampa Webuild-
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Meloni incontra Rama, accordo su due centri per migranti in Albania

ROMA (ITALPRESS) – Un protocollo d’intesa in materia di gestione dei flussi migratori è stato siglato a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e il primo ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama.
“L’Albania darà possibilità all’Italia di utilizzare alcune aree del territorio albanese dove l’Italia potrà realizzare a proprie spese due strutture dove allestire centri per la gestione di migranti illegali. Inizialmente – ha affermato Meloni -, potrà accogliere fino a 3 mila persone che rimarranno il tempo necessario per espletare le procedure delle domande di asilo ed eventualmente rimpatrio. L’accordo non riguarda i minori, le donne in gravidanza e gli altri soggetti vulnerabili. Il flusso complessivo potrebbe arrivare fino a 36mila persone che si alternano. Il protocollo che firmiamo oggi con l’Albania disegna la cornice politica e giuridica della collaborazione, poi dovranno seguire i provvedimenti normativi e le attività necessarie per predisporre le strutture. Sono centri che contiamo di rendere operativi per la primavera 2024”.
Per il premier si tratta di un accordo che arricchisce “una amicizia storica, il nostro è un partenariato strategico che si sviluppa attraverso rapporti commerciali di assoluta eccellenza. L’Italia è il primo partner commerciale dell’Albania e il nostro interscambio vale circa il 20% del Pil albanese, ma anche attraverso scambi tra le nostre comunità presenti in Italia e Albania. Ci sono intensi rapporti culturali e sociali. E’ una strettissima collaborazione che già esiste nella lotta all’illegalità. L’accordo di oggi arricchisce questa collaborazione con un ulteriore tassello”.
Per Meloni si tratta di “una soluzione innovativa che dimostra che dall’amicizia e dalla cooperazione possano nascere idee nuove, confido che domani possa diventare anche un esempio e modello da seguire per altri accordi di collaborazione di questo tipo. Considero questo un accordo di respiro europeo e dimostra che si può collaborare sul fronte della gestione dei flussi migratori a 360 gradi e lo si può fare con quelle nazioni che sono europee. L’immigrazione illegale di massa è un fenomeno che l’Ue e gli Stati membri non possono affrontare da soli – ha osservato -, da questo punto di vista la collaborazione tra Stati Ue ed extra-Ue può essere decisiva. Per questo ci siamo detti di rafforzare e rilanciare questa cooperazione. Non solo l’Albania si conferma amica dell’Italia, ma anche una Nazione amica dell’Unione Europea. Nonostante l’Albania non sia ancora formalmente parte dell’Ue si comporta come se lo fosse già. Questa è una delle ragioni per le quali sono fiera del fatto che l’Italia sia da sempre uno dei più grandi sostenitori dell’ingresso dell’Albania e dei Balcani occidentali. A me non piace definirlo allargamento ma riunificazione, non penso che l’Ue sia un club e credo che i Balcani e l’Albania siano a tutti gli effetti Paesi europei”, ha concluso Meloni.
“Non credo che saremo mai in grado di poter pagare questo debito che abbiamo con l’Italia per quello che le istituzioni hanno fatto per noi dal primo giorno in cui siamo arrivati in questa sponda del mare per trovare rifugio, scappare dall’inferno e immaginare una vita migliore. Se l’Italia chiama l’Albania c’è”, ha assicurato Edi Rama, nel sottolineare che “dare una mano vuol dire aiutare a gestire una situazione difficile per l’Italia che vedono tutti. La verità è che la geografia è diventata la maledizione dell’Italia perchè quando si entra in Italia si entra in Europa, ma quando si tratta di gestire questi flussi come europei sappiamo bene come vanno le cose”, ha concluso Rama.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Droga e armi, blitz antimafia nel leccese con 37 arresti

ROMA (ITALPRESS) – Operazione antimafia dei carabinieri tra Lecce
e i Comuni salentini di Carmiano, Veglie, Leverano, Porto
Cesareo, Novoli, Monteroni di Lecce. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 37 persone (28 in carcere e 9 agli arresti domiciliari), indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra nonchè ordigni ad alto potenziale esplosivo, estorsione, numerosi danneggiamenti a seguito di incendio, tutti
aggravati dal metodo mafioso.
L’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e coordinata dalla D.D.A. di Lecce, ha avuto inizio nel mese di dicembre 2020 ed è durata sino allo scorso mese di giugno 2023. Il presunto vertice della consorteria mafiosa, nonostante fosse in regime restrittivo degli arresti domiciliari, presumibilmente ha ordito le trame del controllo del territorio attraverso azioni spartane con attentati dinamitardi ed incendiari ai fini estorsivi nonchè attività di traffico di sostanze stupefacenti per mezzo di un’articolata e ben strutturata associazione criminale.
Durante le indagini sono stati acquisiti elementi investigativi in ordine a 26 episodi incendiari e dinamitardi nei confronti di esercizi commerciali, autovetture, cantieri, aziende agricole ed immobili. Vi sono stati anche danneggiamenti mediante colpi d’arma da fuoco in danno di abitazioni e l’esplosione di ordigni ad alto potenziale micidiale, di fattura artigianale, fatti deflagrare all’esterno di alcune strutture ricettive.
Venti gli arresti in flagranza di reato, 25 segnalazioni alla
Prefettura di Lecce, per uso personale di sostanza stupefacente, il sequestro di oltre 30 kg di marijuana, 2 kg di cocaina, 1.5 kg di hashish e di una coltivazione illegale di cannabis indica, costituita da circa 800 piante, che è stata individuata nell’area rurale di Novoli, armi clandestine e fucili. Sono stati sequestrati anche 20.000 euro circa quale probabile provento dell’attività illecita. Una nota particolare, a riprova dell’efferatezza e della spregiudicatezza del clan, è rappresentata dal singolare camuffamento di oggetti di quotidiano utilizzo, quali penne, in armi dalla micidiale offensività. Infatti, una penna biro è stata modificata e all’interno è stato realizzato un meccanismo tale da renderla pari ad un’arma comune da sparo.

– Foto: da video Carabinieri –

(ITALPRESS).

Galassini (Sanofi) “Digitalizzazione chiave per la competitività”

ROMA (ITALPRESS) – “Migliorare la digitalizzazione e l’automazione” dei propri processi produttivi “è uno dei segreti per essere competitivi”. Lo ha detto, in un’intervista all’agenzia Italpress, Alessandro Galassini, direttore dello stabilimento di Anagni di Sanofi, il più grande dei tre stabilimenti dell’azienda farmaceutica in Italia, “specializzato nella produzione di farmaci sterili iniettabili e in particolare dei prodotti liofilizzati. Il liofilizzato – spiega Galassini – è una forma farmaceutica sterile che serve per stabilizzare i principi attivi. E’ un processo molto energivoro e dispendioso, però produce dei farmaci altamente stabili nel tempo. Durante il periodo del Covid abbiamo visto che alcune società hanno commercializzato dei vaccini che richiedevano una ‘cold chain’, un mantenimento del farmaco a temperature bassissime di almeno 70-80 gradi: la liofilizzazione a quel processo che è in grado di stabilizzare il principio attivo e renderlo fruibile anche a temperatura ambiente, perchè rimuove l’acqua in eccesso”, sottolinea.
Al momento l’azienda “è in un periodo di trasformazione: siamo un’entità che lavora da 50 anni ormai nel mondo farmaceutico, siamo partiti da un piccolo stabilimento di 3-4 persone nel 1973 e abbiamo attraversato tutto il periodo successivo in continua trasformazione. In questo momento stiamo trasformando il sito da un produttore di farmaci tradizionali – molecole di natura chimica – a uno stabilimento che produce biotecnologie, ovvero farmaci i cui principi attivi sono di natura biotecnologica: è una trasformazione sostanziale per il futuro del sito e del comparto farmaceutico”, per “poter ambire a produrre farmaci innovativi”.
L’Europa “sta lavorando sugli investimenti, ma a una velocità diversa” rispetto alle altre nazioni: “si vede chiaramente che, in passato, Asia e Stati Uniti hanno viaggiato a velocità maggiori. Adesso è il momento di colmare questo gap. L’Italia, in particolare, sta mettendo a disposizione diversi strumenti per le aziende per investire nell’innovazione e nei progetti strategici, ed è importante che questi progetti vadano avanti per garantire un futuro al nostro comparto che oggi è brillante e ha un export altissimo, uno dei più grandi d’Europa. Se però non viene manutenuto e non viene portato allo stato dell’arte, in futuro incontrerà problemi: è importante che l’Europa e l’Italia continuino a lavorare in questo senso, altrimenti tra 10 anni ci troveremo in un ritardo tecnologico che ci impedirà di operare sugli stessi livelli dei nostri competitor”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

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