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Manovra, Lollobrigida “Seminiamo oggi l’Italia del domani”

ROMA (ITALPRESS) – “Obiettivo del Governo Meloni è quello di difendere gli italiani, le nostre grandi potenzialità e le nostre produzioni. L’Italia è una superpotenza della qualità, della competenza, della ricerca e dell’innovazione. Dobbiamo investire al meglio sui mercati nazionali ed esteri. Un anno fa abbiamo preso un impegno serio con il popolo italiano che intendiamo mantenere per i prossimi cinque anni: restituire alla Nazione non solo speranza, ma fatti concreti che possano rispondere alle esigenze dei cittadini. La legge di Bilancio è fatta di serietà e di un’impostazione che permette oggi di seminare l’Italia del domani”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo a Nemi alla convention organizzata dal gruppo Provinciale Fdi Roma “Il giusto sentiero, riflessioni su un anno di risultati” con Luciano Ciocchetti, vice presidente della Commissione Affari sociali alla Camera dei Deputati.
“In questo anno di Governo si è tornati a parlare di agricoltura, di allevamento e di pesca come asset primari della nostra economia. Iniziative come quelle di oggi sono fondamentali per ascoltare le amministrazioni comunali e provinciali, riferimento dello Stato sui territori. Il nostro Governo si basa sul dialogo e sulla sinergia. Vogliamo valorizzare ogni realtà locale e valutare interventi che abbiano una visione di carattere strategico. Grazie alle nostre grandi imprese e alle nostre piccole produzioni di qualità, legate al territorio e alla sua vocazione a produrre e a trasformare in maniera eccezionale e inimitabile, vogliamo garantire benessere”, ha concluso il ministro.

foto: Agenzia Fotogramma

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Tajani “In Italia nessun rischio imminente di attentati”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia sta facendo tutto ciò che serve per garantire la sicurezza dei suoi cittadini, a partire da quelli di religione ebraica. L’Italia non sottovaluta i rischi, ci saranno controlli su coloro che arrivano tramite immigrazione regolare e irregolare. Non ci sono rischi imminenti ma nulla va sottovalutato. Non bisogna drammatizzare ma neanche sottovalutare. Le nostre forze dell’ordine e i nostri servizi di sicurezza sono a lavoro”. A dirlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervendo su RTL 102.5

foto: Agenzia Fotogramma

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Cultura, Sangiuliano “Lavorare per alzare la qualità dei nostri servizi”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia storicamente ha due grandi pilastri per il suo sviluppo socioeconomico: uno è certamente l’impresa. La capacità di trasformare materie prime in prodotti applicando a questo processo quello che io chiamo il genio italico. Quello che per esempio noi abbiamo fatto con la Ferrari, con la moda, con tante eccellenze italiane. L’altro grande pilastro è la cultura, che può essere un grande fattore di sviluppo socioeconomico, perchè noi rappresentiamo un unicum culturale nel mondo”. Lo ha detto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a Sky Tg24 parlando di come interverrà la monovra di bilancio del governo Meloni sul mondo della cultura. “L’Italia è una super potenza culturale, perchè noi, lì, al centro del Mediterraeno, abbiamo visto una successione di civiltà, il mondo greco, romano, i fenici, gli arabi in Sicilia, i normanni i longobardi, gli aragonesi, gli angioini, i bizantini, ciascuono dei quali ci ha lasciato qualcosa di importante, e quindi noi oggi siamo sintesi di tante civiltà ci hanno lasciato delle cose preziose”.
“Noi questo patrimonio lo dobbiamo tutelare, serbare come dice l’articolo 9 della Costituzione, ma lo dobbiamo anche sviluppare. Ed è quello che stiamo cercando di fare. Vedi il Pantheon: l’abbiamo messo a pagamento, una cifra molto modica e questo ha generato un afflusso notevolissimo, come se la gente quando una cosa viene fatta pagare la ritiene di valore maggiore. Abbiamo incassato nel solo mese di agosto oltre un milione di euro. Una parte considerevole di queste somme la vincoliamo al miglioramento del bene stesso, con la riapertura di alcune sale, un’altra parte la diamo alla curia che la utilizzerà per opere di carità, ad esempio alimenteremo delle mense per i poveri con i soldi del Pantheon” racconta il ministro Sangiuliano. “Pompei, con oltre 29 mila visitatori paganti, quindi un incasso considerevole e poi tutto l’indotto che si sta sviluppando attorno, quindi alberghi, ristoranti, turismo. Una grande occasione. Dobbiamo soltanto lavorare per alzare la qualità dei nostri servizi e l’offerta che possiamo fare al pubblico”.

foto: Agenzia Fotogramma

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Papa Francesco “Rinnovo l’appello a liberare gli ostaggi a Gaza”

ROMA (ITALPRESS) – “Continuo a seguire con tanto dolore quanto accade in Israele e in Palestina. Penso ai tanti che soffrono, e particolarmente ai piccoli e agli anziani. Rinnovo l’appello per la liberazione degli ostaggi: bambini, malati, anziani e donne non siano vittime di questo conflitto e soprattuto a Gaza bisogna garantire un corridoio umanitario per soccorrerli”. Questo l’appello di Papa Francesco all’Angelus a Piazza San Pietro. “Per favore non si verifichino altre vittime innocenti nè in Terra Santa, nè in Ucraina o in altro luogo. Le guerre sono sempre una sconfitta” ha aggiunto il Pontefice. “Bisogna opporre la preghiera all’odio, al terrorismo e alla guerra”.

Foto: Agenzia Fotogramma

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Bagnaia vince in Indonesia e torna leader del Mondiale

MANDALIKA (INDONESIA) (ITALPRESS) – Pecco Bagnaia (Ducati) ha vinto il GP di Indonesia, tornando leader del Mondiale con 18 punti di vantaggio su Jorge Martin, caduto a metà gara. Bagnaia, scattato dalla 13^ posizione, ha preceduto Maverick Vinales (secondo con la sua Aprilia a 3 decimi) e Fabio Quartararo (Yamaha, +0″433). Quarto Fabio Di Giannantonio (Ducati Gresini), quindi Marco Bezzecchi (Ducati Mooney), Brad Binder (Ktm) e Jack Miller (Ktm). Chiudono la top ten Enea Bastianini, Alex Rins e Aleix Espargarò. Caduti anche Luca Marini e Marc Marquez.
“Credo che ci meritassimo una gara così. Dal 13° posto al 1°. Quando ho visto Martin fuggire come un missile, ho pensato di dovermi prendere cura delle gomme – ha detto Bagnaia -. Negli ultimi 10 giri avevo un altro passo e si vedeva. Ringrazio il mio team, la mia ragazza e la mia famiglia”.
“Stavo andando bene, controllavo le gomme, Pecco, però, era leggermente più veloce. Se spingevo il posteriore partiva, pertanto ho controllato la situazione – ha sottolineato Vinales -. Sono soddisfatto del mio lavoro, del mio team. Grazie al pubblico, cercheremo di ripeterci in Australia”.

– foto LivePhotoSport –
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Israele annuncia un nuovo corridoio umanitario dalle 10 alle 13

ROMA (ITALPRESS) – Israele ha annunciato un nuovo corridoio umanitario dalle ore 10.00 alle 13.00 di oggi per permettere alla popolazione civile residente a Gaza di lasciare le proprie case, prima di un nuovo attacco delle forze armate con la stella di David. Lo ha annunciato con un post in lingua araba su X il il portavoce dell’IDF, Avichay Adraee. “Residenti di Gaza e della striscia di Gaza, vi abbiamo lanciato un appello negli ultimi giorni affinchè lasciate Gaza City ed il nord della Striscia e vi dirigiate verso l’area a sud della valle di Gaza per la vostra sicurezza” scrive Andraee. “Vi informo che l’IDF si asterrà dal prendere di mira l’asse designato tra le 10.00 e le 13.00. Per la vostra sicurezza approfittate del breve periodo di tempo per spostarsi a sud fino a Khan Yunis. Se la vostra sicurezza e quella dei vostri cari sono importanti per voi, dirigetevi a sud secondo le nostre istruzioni. Siate certi – conclude il portavoce dell’IDF – che i leader di Hamas si sono già presi cura di se stessi e dei loro familiari”.

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Poker azzurro contro Malta, doppietta per Berardi

BARI (ITALPRESS) – L’Italia batte Malta 4-0 al San Nicola di Bari e sale a 10 punti nel girone di C di qualificazione agli Europei del 2024. Le reti di Bonaventura, Berardi (doppietta) e Frattesi permettono alla nazionale di Luciano Spalletti di agganciare (con una gara in più da giocare) l’Ucraina al secondo posto e di portarsi a -3 dall’Inghilterra capolista, prossima avversaria a Wembley il 17 ottobre. Reduci da una preparazione tormentata, per via del caso scommesse che ha coinvolto Tonali e Zaniolo, gli azzurri cercano subito una partenza a razzo. Al 3′ Locatelli si rende pericoloso con un tiro dal limite. Due minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla sinistra, Mancini in torsione di testa colpisce la traversa. L’1-0 arriva al 23′. La firma è di Giacomo Bonaventura che a 34 anni sigla il suo primo gol azzurro in carriera, dopo tre anni di assenza in nazionale. Il jolly della Fiorentina si impadronisce di una palla vagante in area e lascia partire un destro morbido che si infila sotto la traversa, dove Bonello (leggermente fuori dai pali) non può arrivare. L’Italia con pazienza organizza il gioco e al secondo minuto di recupero del primo tempo raddoppia con un’altra magia di un singolo.
E’ Berardi a farsi largo in area e a realizzare il 2-0 con un sinistro a giro che si infila in rete con l’aiuto del palo. Al 62′ altra chance. Bonello pasticcia con la palla tra i piedi, Raspadori prova a favorire il tap in di Kean ma lo juventino viene anticipato all’ultimo. Due minuti dopo arriva il 3-0. Berardi sfrutta uno scarico dell’attaccante del Napoli e con il piatto del piede debole realizza il suo secondo gol. L’ultima rete è di Frattesi con una grande azione individuale e un tiro a incrociare. Nel finale c’è spazio anche per l’esordio azzurro di Udogie, terzino del Tottenham che conosce bene i prossimi avversari. Dopo il poker a Malta, l’Italia cercherà altre risposte incoraggianti contro Bellingham e compagni.
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Minniti “La guerra può riattivare i nostri giacimenti di odio”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo ore cruciali, Hezbollah potrebbe pensare che il preannunciato e imminente attacco di terra a Gaza, con la possibile ondata di protesta e di rabbia che attraverserà le capitali arabe e colpirà il sentiment dei musulmani (sunniti e sciiti insieme), costituisca, anche dal punto di vista simbolico ed emotivo, il momento decisivo per schierarsi anche militarmente a fianco di Hamas. Si può anche dire che in questo quadro Hezbollah punta a far sembrare di essere stata trascinata nel conflitto”. Così, in un’intervista a Qn, Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, ex ministro dell’Interno, per anni autorevole guida politica dell’intelligence nei governi di centro-sinistra.
“Il conflitto diretto al confine del Libano – dice – preannuncia una guerra regionale, con il coinvolgimento anche delle Nazioni Unite di Unifil, con 1300 militari italiani che finirebbero dentro una situazione drammatica, ma, soprattutto, con un effetto domino che dal Libano può estendersi alla Cisgiordania e poi non sappiamo dove ci fermiamo”. Ed in merito a un possibile intervento diretto dell’Iran, “si tratta di un rischio capitale che aprirebbe scenari assolutamente imprevedibili, ma, al momento, non è sul tappeto anche perchè non ci sono prove dirette di un coinvolgimento dell’Iran nella preparazione dell’attacco. E, del resto, non casualmente gli americani hanno smorzato queste voci perchè capiscono che cosa significherebbe: un conto, insomma, è essere padrini politici di Hamas, un altro è avere partecipato concretamente all’operazione”.
“Israele – sottolinea Minniti – ha subito un atto di guerra con modalità tipiche del terrorismo della Jihad e di Islamic State: un orrore senza fine. Dunque, la risposta militare anche di una democrazia è giustamente legittima, ma si deve evitare che si tratti di una vendetta e il confine non è sempre facile da individuare, ma anche in guerra va mantenuto. Oltretutto Hamas è contraria all’evacuazione perchè vuole utilizzare la popolazione come scudi umani. E, d’altro canto, l’ingresso a Gaza degli israeliani non è solo molto impegnativo sul piano umanitario ma anche su quello militare perchè richiede battaglie casa per casa. Tutto questo tenendo conto che in questo momento si devono avere due priorità assolute: salvaguardare la vita degli ostaggi e evitare l’allargamento del conflitto”.
“Ci troviamo dentro una situazione senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale – aggiunge -. Abbiamo una guerra nel cuore dell’Europa, in Ucraina, che non è finita, anzi, e abbiamo un nuovo conflitto in Medio Oriente. Ma non c’è più nessuno che sta al volante nè come istituzione nè come Paese. Non c’è più qualcuno che tiene in mano il mondo: è una sensazione inedita. Ci sono grandi potenze, ma non ci sono più punti di riferimento assoluti, come sono stati gli Usa. Siamo in un mondo apolare”.
“Ci sono tre Paesi chiave – osserva Minniti – che possono svolgere un ruolo: il primo è l’Egitto e lo sta già svolgendo, il secondo è il Qatar che è il principale finanziatore di Hamas e contemporaneamente il major non-Nato Ally degli Stati Uniti, il terzo è la Turchia che naturalmente conosce molto bene Hamas e intende svolgere un ruolo simile a quello svolto per l’Ucraina. Soprattutto con il Qatar dobbiamo essere molto esigenti perchè faccia il massimo per la mediazione e la salvezza degli ostaggi”.
“L’attacco di Hamas a Israele – prosegue – è il segno di una profonda radicalizzazione con un evidente elemento di contrapposizione religiosa: il che può portare alla riattivazione di giacimenti di odio che nelle nostre società non sono stati mai totalmente bonificati. E’ significativo, nel caso francese, che il ragazzo che ha ucciso il professore sia un ceceno: il primo atto post attacco, paradossalmente, viene da un ragazzo proveniente dalla Cecenia e che si è radicalizzato in seguito alla guerra della Russia contro il suo popolo. A oggi, dunque, il punto non riguarda la possibilità che Hamas invii terroristi in Europa”.
Secondo Minniti il rischio è la riattivazione di giacimenti dell’odio, “certo. La riattivazione di lupi solitari che sono all’interno delle nostre società. E questo rende più difficile l’attività di prevenzione. E chiama in causa il modello di integrazione o, meglio, di non integrazione, soprattutto in Paesi di più antica immigrazione, come Francia, Regno Unito e Germania. I terroristi non sono arrivati con i barconi, ma sono i figli della vecchia Europa”.
“In Italia – spiega – abbiamo due cose importanti. La prima è che noi siamo stati l’unico Paese che ha sconfitto il terrorismo interno senza scendere a patti politici e senza derogare ai principi democratici. E siamo il Paese che non ha visto concretizzata nessuna minaccia negli anni di Islamic State. E questo perchè c’è un modello italiano di cooperazione tra intelligence, forze di polizia e magistratura che ha funzionato e che ci dobbiamo tenere stretti”.
“Le democrazie sono state sfidate già nell’attacco all’Ucraina. Oggi la sfida è ancora più imminente e inquietante: il 2024 sarà un anno elettorale impegnativo per l’Europa e durissimo per gli Stati Uniti. La scommessa degli autocrati è che le democrazie possano ripiegarsi su ste stesse. In Israele è successo e abbiamo visto come Hamas abbia approfittato delle turbolenze e della instabilità interne. Noi abbiamo una prova davanti: dimostrare che le democrazie sono forti, vitali e capaci di tenere alta la guardia e di reagire efficacemente. Possiamo riuscire a farlo. Il rischio opposto è quello di essere ‘sonnambulì, come racconta Christopher Clark nel bellissimo libro The Sleepwalkers: How Europe Went to War in 1914, in cui spiega come gli Stati europei precipitarono in maniera preterintenzionale nella Prima guerra mondiale”, conclude Marco Minniti.
– Foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

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