VERONA (ITALPRESS) – Termina senza reti il posticipo tra Verona e Bologna, nonostante una sfida in cui non mancano le occasioni da rete. A provarci di più è la squadra di Thiago Motta, ma qualche imprecisione dei suoi uomini offensivi e un grande Montipò salvano gli avversari. La prima chance arriva al 14′ ed è per i gialloblù. Bonazzoli si ritrova una palla in area sul destro e va al tiro, ma la difesa rossoblù salva in corner. Dalla parte opposta si vede Ndoye, che al 22′ va al tiro dalla distanza dopo una percussione centrale costringendo Montipò ad alzare in corner. Sette minuti più tardi, i padroni di casa si portano in vantaggio con Hien sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Al 41′ ci vuole invece una grande parata di Montipò per neutralizzare un ottimo destro da fuori di Karlsson. Il primo tempo si chiude senza reti. La sfida tra Karlsson e Montipò si ripete al 7′ della ripresa, con il portiere che nega ancora una volta la gioia del gol allo svedese deviando in corner un destro dalla lunga distanza. I rossoblù si divorano il possibile vantaggio al 27′. Zirkzee se ne va di fisico e smarca Ndoye con un pregevole colpo di tacco, ma il numero 11 sciupa tutto calciando debolmente con Montipò che blocca facilmente in tuffo. Gli scaligeri chiudono in sofferenza, con tanti giocatori acciaccati e con Baroni che aveva esaurito i cambi poco prima a causa soprattutto di problemi fisici occorsi a diversi suoi giocatori. L’ultima chance della gara è per gli ospiti e arriva al 40′, quando il neo entrato Fabbian manda alto di testa da buona posizione vanificando un bel cross dalla sinistra di Calafiori. Il risultato non cambierà più. Grazie a questo pareggio, i veneti raggiungono il gruppo di squadre in quinta posizione a quota 7 mentre gli emiliani muovono la classifica con 5 punti all’attivo.
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Niente gol fra Verona e Bologna al “Bentegodi”
Salvini “Mandare a casa i socialisti l’unico modo per cambiare l’Europa”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa è nata per creare lavoro, felicità, benessere, un pò di sicurezza, la difesa della famiglia, non è nata per complicare la vita agli agricoltori, ai pescatori, ai bagnini o ai tassisti, quindi io penso che un centrodestra unito non escluda nessuno”. Lo ha detto il vicepremier e ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini, nel corso della registrazione di “Cinque minuti”, su Rai Uno. “Come il centrodestra unito sta cambiando l’Italia – ha aggiunto – l’unico modo per cambiare l’Europa è mandare a casa i socialisti”. “Abbiamo la prima occasione, da quando esiste l’Europa, di fare un governo senza i socialisti, non per ideologia ma perchè i socialisti ora stanno con i banchieri e contro i lavoratori, stanno con gli scafisti contro i poliziotti che vogliono difendere i confini, quindi unire il centrodestra in Europa è l’unica speranza di rifondare l’Europa sulla felicità, sul lavoro e sulle famiglie”, ha concluso Salvini.
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Radonjic scatenato, tris Torino contro la Salernitana
SALERNO (ITALPRESS) – Un gol di Buongiorno e due di Radonjic lanciano il Torino che espugna l’Arechi vincendo con un secco 0-3 la sfida tra squadre granata con la Salernitana. Paulo Sousa lancia Candreva e Cabral con Botheim, in un centrocampo orfano di Coulibaly c’è spazio per Legowski e Bohinen. Juric perde Vlasic, vittima di un attacco di gastroenterite: sulla trequarti gioca Seck con Radonjic, avanti Zapata. Cabral sporca i guantoni di Milinkovic Savic che si fa trovare pronto anche sulla conclusione a giro di Candreva. L’avvio è di marca locale, ma a passare in vantaggio sono gli ospiti, bravi a sfruttare la prima occasione utile: sugli sviluppi di un corner di Lazaro la palla danza in area come in un flipper, il tocco vincente è di Buongiorno che da pochi passi infila alle spalle di Ochoa. La reazione campana è nelle sgroppate di un vivace Mazzocchi, pericoloso anche con un violento rasoterra dalla distanza finito di poco a lato. Prima dell’intervallo arriva però il raddoppio del Toro: l’azione si sviluppa a destra e si conclude a sinistra con Radonjic che controlla al limite dell’area e calcia a giro sul palo lontano dove il portiere non può arrivare. E’ un pomeriggio anche sfortunato quello della Salernitana, in pieno recupero Cabral spacca il palo su suggerimento di Candreva. Paulo Sousa prova a pescare dalla panchina e manda dentro subito, in avvio di ripresa, Ikwuemesi, Martegani e Tchaouna. Neanche i cambi riescono a scuotere i padroni di casa che dopo 5′ incassano il terzo gol: discesa di Bellanova sulla destra e suggerimento al centro per il vincente di prima intenzione di Radonjic. Doppietta per il serbo che flirta con il terzo gol personale ma alla fine non riesce a trovarlo. Prima è il Var a ravvisare un fuorigioco cancellando la tripletta a Radonjic che poi, poco più tardi, si divora a porta vuota il gol dello 0-4. Solo nel finale si rivede un pò la Salernitana, ma Milinkovic Savic blinda il clean sheet opponendosi al colpo di testa ravvicinato del neoentrato Fazio.
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Scuola, Mattarella “E’ la più importante risposta al degrado”
FORLì (ITALPRESS) – “I riflettori della cronaca recente si sono appuntati su alcuni casi di gravissima devianza che hanno visto dei ragazzi come protagonisti. Rapine, omicidi, risse tra bande giovanili, intollerabili violenze e molestie ai danni delle ragazze, inaccettabili episodi di bullismo e di prepotenza che mortifica altri ragazzi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Forlì alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2023-2024.
“E’ necessaria un’azione di ampio respiro e a diversi livelli. Con politiche volte a investire sui giovani e sul futuro, con interventi strutturali per colmare i divari tra i territori, con strategie per ampliare le opportunità e i percorsi di integrazione e solidarietà, con la repressione dei reati, in particolare dell’attività delle organizzazioni criminali che cercano di imporsi come alternativa alla vita civile, alla legalità, alle stesse istituzioni democratiche – ha aggiunto Mattarella -. Tutto questo rende ancor più fondamentale combattere, con sempre maggior determinazione, l’abbandono scolastico. Perchè la scuola è la prima e la più importante risposta al degrado. E’ la buona scuola lo strumento più efficace e prezioso di cui la Repubblica dispone per creare e diffondere tra giovani generazioni una cultura della legalità, della convivenza, del rispetto”.
“Dobbiamo incoraggiare il lavoro di tanti insegnanti, entusiasti e volenterosi, aiutare la loro strada per camminare insieme agli studenti, evitando che cambino ogni anno, con la necessità di ricostruire ogni volta il rapporto con loro – ha sottolineato Mattarella -. Assicurando loro condizioni economiche adeguate, e restituendo pienamente alla loro funzione il prestigio che le compete nella società e che talvolta è messo in discussione da genitori che non si rendono conto di recar danno ai propri figli”.
“Perchè, come insegnava Platone ‘Quando i figli presumono di essere uguali ai padri, i maestri tremano davanti agli scolari, e preferiscono adularli anzichè guidarli, quando si disprezzano le leggi, e non si sopporta più alcuna autorità, allora è segno che sta per cominciare la tirannidè”, ha aggiunto
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Migranti, fino a 18 mesi nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio
ROMA (ITALPRESS) – Via libera dal Consiglio dei Ministri alle nuove norme sull’immigrazione, che saranno inserite nel Decreto Sud.
Secondo quanto si apprende, nel corso della riunione il premier Giorgia Meloni ha parlato di “misure molto importanti”. Tra queste “una modifica del termine di trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia, che verrà alzato al limite massimo consentito dalle attuali normative europee: 6 mesi, prorogabili per ulteriori 12, per un totale di 18 mesi”.
“Quindi tutto il tempo necessario non solo per fare gli accertamenti dovuti, ma anche per procedere con il rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione internazionale – ha aggiunto Meloni -. Il limite di trattenimento per i richiedenti asilo è già oggi di 12 mesi e non verrà modificato ma diventerà effettivo grazie alla realizzazione dei necessari centri di permanenza per chiunque sbarchi illegalmente in Italia, richiedenti asilo compresi”, ha spiegato. Inoltre il Ministero della Difesa realizzerà “nel più breve tempo possibile le strutture per trattenere gli immigrati illegali” che “dovranno essere in località a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili. Non si creerà ulteriore disagio e insicurezza nelle città italiane. Due proposte che saranno inserite nel DL Sud per renderle immediatamente efficaci”.
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Sallusti “La visione di Giorgia Meloni va oltre Fratelli d’Italia”
ROMA (ITALPRESS) – La visione di Giorgia Meloni? “E’ molto identitaria” e “va ben oltre Fratelli d’Italia: se si realizzerà, di fatto, aprirà un bacino molto più ampio, non solo numericamente”. Lo ha detto il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, raccontando “La versione di Giorgia”, il libro – edito da Rizzoli – che ha scritto dopo una quarantina di colloqui con la premier.
“Siamo qui a interrogarci da settimane su chi può essere il successore di Berlusconi: la mia idea è che non esiste, ma se per successore di Berlusconi intendiamo qualcuno che, nel campo politico, inventa qualcosa che non esisteva prima, allora guardiamo in modo interessante a Giorgia Meloni”, spiega Sallusti. “E’ presto per dirlo, ma se riuscisse ad andare oltre Fratelli d’Italia e a creare qualcosa che oggi non c’è – che da questo libro traspare – allora potrebbe esserlo”, ammette Sallusti.
“E’ la prima volta in assoluto nella storia della Repubblica che un presidente del Consiglio in carica accetta di raccontarsi”, sottolinea l’autore. L’idea del libro “è nata in maniera assolutamente casuale. Non ho mai avuto un grande rapporto personale con Giorgia Meloni, lei è molto romana e io sono molto milanese. Però mi era sembrato corretto andare a fare gli auguri di Natale alla prima donna primo ministro”.
In quell’occasione, ricorda, “la premier si era lamentata di come la narrazione che i media e la politica fanno di lei non corrispondesse alla vera Giorgia Meloni, ma le dissi che è un problema che non può risolvere in un’intervista che si ‘brucià, si potrebbe risolvere raccontando la Giorgia Meloni autentica in un libro, ma nessun presidente del Consiglio in carica l’ha mai fatto, quindi vuol dire che non si può fare. E lei, incuriosita, rispose che invece voleva essere la prima a farlo”.
“Abbiamo avuto una quarantina di colloqui tra marzo e maggio, cercando di stare sull’attualità, con temi come la guerra, l’immigrazione, i rapporti con gli Stati Uniti”, spiega il giornalista.
Il libro si chiama “La versione di Giorgia” e “la parola non è scelta a caso, perchè è l’opposto di verità assoluta: non è il vangelo, non è scolpita sulla pietra ma è il punto di vista di Giorgia Meloni. Non necessariamente è da condividere ma, per la prima volta, non è mediato in senso negativo dai suoi oppositori politici e dai media a lei ostili, e neppure dai suoi sostenitori e dalla stampa ‘amicà, perchè entrambe sono inquinate dal giudizio di chi scrive contro o a favore”, prosegue.
La visione di Meloni, spiega Sallusti, “è molto identitaria. Innanzitutto lei dice che se non hai una visione, non puoi fare politica. Quindi lei ha dei punti di vista molto chiari e definiti, a cui non vuole rinunciare per alcun motivo. Finchè era leader dell’opposizione poteva enunciare questi punti di vista in maniera astratta, adesso che è chiamata a governare un Paese sa perfettamente che il percorso per raggiungere il suo punto di vista non è una linea retta”, spiega Sallusti.
Per quanto riguarda la sua premiership, “credo che Meloni tenga sul comodino due fotografie, quelle di Matteo Salvini e Matteo Renzi che, quasi dal nulla sono arrivati in cima alla montagna – Renzi col 40% e Salvini con oltre il 30% – e nel giro di pochi mesi sono precipitati. Credo che lei abbia fatto sua quella parabola, ne abbia capito gli errori e quindi è possibile che non li ripeta”, sottolinea.
Per Sallusti Meloni “ha dimostrato un approccio pragmatico” e, nel libro, è stata “categorica nell’affermare che lei è un’europeista convinta” perchè “senza Europa non ci può essere Italia, ma senza Italia non ci può essere Europa”.
Sui temi economici, Meloni nel libro spiega che “il problema non è il debito, ma la crescita: non posso abolire la povertà per legge, nè creare ricchezza per legge ma posso liberare le energie che ci sono in giro per il Paese, che possono costruire ricchezza e quindi far diminuire la povertà”, riporta Sallusti. Per questo, “le prime due riforme economiche che servono sono la riforma costituzionale e la riforma della giustizia”, perchè “l’incertezza del diritto e l’incertezza dell’equità del sistema giudiziario sono tra i maggiori freni allo sviluppo economico”. Nel libro, Meloni parla anche dell’importanza della riforma costituzionale, perchè il premierato secondo lei “crea stabilità”, di cui hanno bisogno “l’economia e la finanza: fare la riforma di legge per eleggere direttamente il presidente del Consiglio vuol dire fare un regalo enorme”. L’unica insofferenza che ha da un anno a questa parte, riferisce Sallusti, “è la perdita della libertà come donna, come compagna, come madre e come amica” Su questo “mi sembra sincera” e, in tutti questi colloqui, “mi hanno colpito la sua semplicità e la sua determinazione”, conclude il direttore del Giornale.
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Meloni “Il piano Ue sui migranti in linea con il Governo italiano”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Piano in dieci punti presentato ieri a Lampedusa dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen è, per certi versi, sorprendente, perchè perfettamente in linea con quel cambio di paradigma che questo Governo ha sostenuto fin dal suo insediamento e che ora si è affermato a livello europeo”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento alla riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. Il piano “prevede di difendere i confini esterni dell’Unione europea e fermare a monte i trafficanti di esseri umani e l’immigrazione illegale di massa”, ha spiegato. “Mi chiedo se ora anche alla presidente von der Leyen verranno rivolte le medesime accuse e gli stessi insulti che ci hanno rivolto quando proponevamo le stesse misure” come quella “che prevede di adottare misure per limitare l’uso di navi non idonee alla navigazione e agire contro le catene di approvvigionamento e la logistica dei trafficanti, garantendo la messa fuori servizio delle imbarcazioni e dei gommoni recuperati”.
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Sarri avverte “Contro l’Atletico dobbiamo fare risultato”
ROMA (ITALPRESS) – “La partita con l’Atletico un’occasione per svoltare? Bisogna pensare ai singoli eventi, il calendario ci propone questo. Abbiamo problemi da risolvere ma c’è la consapevolezza che abbiamo fatto passi in avanti. Chiaro che quando giochi contro squadre forti ci sono opportunità e rischi. Domani dobbiamo cercare di fare risultato. I nostri risultati non sono positivi, ma non bisogna pensare a questo; giochiamo contro la più forte del girone e fare un risultato positivo potrebbe essere importante in ottica qualificazione”. Così Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, presenta il match di Champions contro l’Atletico Madrid nella conferenza stampa della vigilia. “La Champions è la manifestazione per club più importante al mondo, deve essere un onore e un piacere esserci dentro. Noi ci poniamo obiettivi partita per partita. Ora pensiamo a tirare fuori un risultato positivo per domani che potrebbe essere importante per la qualificazione”, sottolinea ancora l’allenatore biancoceleste.
L’ex mister di Napoli, Juventus e Chelsea analizza anche il momento di Immobile: “Ha il destino dei grandi bomber. E’ un giocatore di cui non puoi fare a meno quando segna e criticato quando non segna. In questo momento la squadra sta dando poca profondità, questo ci costa qualcosa a livello realizzativo. La squadra lo deve aiutare e lui si deve aiutare cercando di più la profondità”. Dalla squadra, Sarri si aspetta “che prosegua nei miglioramenti, togliendo i difetti che hanno caratterizzato questa fase iniziale di stagione che sono l’approccio alla partita e il non riuscire a sfruttare i momenti decisivi; se riusciamo a risolvere questi problemi, facciamo passi in avanti”.
“Questa è la Lazio più forte da quando sono qui? Penso di sì, è la rosa più completa che abbiamo avuto negli otto anni in cui sono stato qui. Gli anni scorsi ci mancava qualcosa, ora dobbiamo stare tranquilli, continuare a lavorare e se vinciamo due partite cambia tutto”, assicura invece il centrocampista spagnolo Luis Alberto. Poi, parlando del suo ruolo, sottolinea: “Non mi sento leader, io provo solo ad aiutare, per me Immobile è il leader perchè è capitano ed è quello che ha fatto di più per la Lazio. La sua è la vita dell’attaccante, quando segna è un fenomeno, quando non segna è scarso. Io lo vedo lavorare bene, sono sicuro che presto farà un paio di gol e tutti staranno zitti”.
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