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Salvini “Quello che accade a Lampedusa è morte dell’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello che sta accadendo a Lampedusa e a Strasburgo è il fallimento dell’Europa dei Socialisti. Gli sbarchi di Lampedusa sono il simbolo di un’Europa che non c’è, distratta, lontana, complice, che lascia i singoli Paesi ad affrontare i loro problemi”. Così il ministro e segretario della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa alla Stampa Estera.
“Quello che accade a Lampedusa è la morte dell’Europa. Il neonato morto rappresenta la morte politica, culturale, sociale e valoriale. L’Italia è da sola, dobbiamo fare da soli e non si può escludere alcun intervento”, ha aggiunto. Secondo Salvini quello degli sbarchi “è sistema criminale organizzato a cui si risponde con tutti i mezzi a disposizione. Nessuno escluso. Ne parleremo in sede di governo, dobbiamo parlarne. Io ho le mie idee e proposte operative, ma siamo un governo collegiale”.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Cinofilia sportiva, Fidasc presenta manifesto per l’attività

ROMA (ITALPRESS) – Il registro dei cani-atleti, la formazione di veterinari certificatori, la formazione di preparatori sportivi e ufficiali di gara: sono questi i temi del “Manifesto della Cinofilia Sportiva” presentato presso la Sala Giunta del Coni, un documento attraverso il quale fornire tutti gli strumenti necessari alla promozione e alla diffusione della pratica sportiva con il cane. “Quando si utilizza un cane questo deve essere un animale sano, monitorato, certificato. Questo per rispondere alla domanda istituzionale del benessere animale”, ha sottolineato il presidente Fidasc, Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia. La figura del cane, infatti, sta cambiando e diventando non più solo un compagno di giochi, ma un vero e proprio “atleta” attraverso il quale intraprendere la pratica sportiva con una straordinaria miriade di attività agonistiche varie e di facile accesso come l’agility, il nosework o il canicross, solo per citarne alcune tra le più famose. Oltre a questo, poi, nel “Manifesto della Cinofilia Sportiva” sono presenti altre novità importanti per soddisfare le richieste, anche legislative, che riguardano il mondo del cane. “Le autorità si stanno interessando dell’impiego degli animali nello sport e ci chiedono di portare a compimento anche delle operazioni di carattere amministrativo. Come esistono i medici dello sport, abbiamo l’obbligo di formare i veterinari sportivi. Oltre alla microchippatura e all’assicurazione obbligatoria, poi, i cani dovranno avere un proprietario sicuro, in buona salute e continuamente monitorato. Abbiamo dato vita al comitato tecnico scientifico per mettere a terra tutte queste operazioni, non solamente per l’ambito sportivo, ma che la legislazione attuale ci chiederà. Sentiamo l’obbligo di essere al passo con i tempi”, conclude Buglione. Alla presentazione del manifesto, nel corso della conferenza moderata dal responsabile dell’ufficio stampa Fidasc Mauro De Biagi, hanno partecipato l’autore e referente federale Cinofilia sportiva Francesco Brescia, i membri del Comitato scientifico Fidasc per il cane-atleta Gianluigi Giovagnoli, Filippo Maria Martini, Daniela Mignacca e il coordinatore nazionale Cinofilia sportiva Fidasc Massimo Perla.
– foto Italpress –
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Il microbiota, vero regista della salute umana

MILANO (ITALPRESS) – Un’intera giornata di confronto e dibattito dedicata al microbiota, intestinale e vaginale: a Milano il 13 settembre la Fondazione Alessandra Graziottin ha riunito la comunità scientifica, medici, ricercatori e addetti ai lavori per approfondire il tema “Microbiota, infiammazione e dolore nella donna”. Il microbiota, ovvero la comunità di microrganismi che si trovano nell’organismo umano, è infatti fondamentale per preservare la salute maschile e femminile. In particolare il microbiota intestinale è modulatore del dolore addominale, viscerale, pelvico e sistemico.
“Abbiamo scoperto – ha detto Vincenzo Stanghellini, professore in medicina interna dell’UniBo – che viviamo in simbiosi con una enormità di batteri. Loro regolano salute e malattia, se siamo in accordo con batteri, virus e funghi che vivono con noi, invecchiamo meglio e non ci ammaliamo. Se si altera l’equilibrio, sorgono malattie”. Fondamentale per intervenire all’insorgere di problemi è conoscere il proprio microbiota quando si è in salute.
“Siamo abitati da un triumvirato che governa la nostra salute – ha detto Alessandra Graziottin, presidente della Fondazione Graziottin per la cura del dolore nella donna Onlus e direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele di Milano -. Da un lato il microbiota, dall’altro il cervello viscerale e l’intestino. Il microbioma (ndr. insieme dei microrganismi, dei genomi e delle interazioni che stabiliscono in un ospite) è unico, come lo è l’impronta digitale. Conoscerlo con test appropriati ci dice qual è la nostra identità e salute ottimale, quando stiamo bene. Rivalutarlo poi quando ci sono condizioni patologiche ci aiuta a capire come ripristinare l’equilibrio, con stili di vita sani, alimentazione e con probiotici, amici del microbiota”.
Fra le leve per mantenere in salute il microbiota c’è l’alimentazione, come sottolineato da Nicoletta Di Simone, professore di Ginecologia e Ostetricia all’Humanitas University di Milano: “Ciò che introduciamo con gli alimenti influenza la selezione delle popolazioni batteriche che colonizzano il nostro corpo. Con la nutrizione introduciamo elementi che selezionano alcuni ceppi batterici. Un’alterazione del microbiota determina modifiche funzionali in vari organi e tessuti, va fatta attenzione. Ad esempio una dieta eccessivamente ricca di carboidrati seleziona alcuni ceppi che, nel tempo, possono favorire un’alterazione della barriera intestinale e associarsi a problematiche come ad esempio l’obesità”. L’importanza di un equilibrio, in particolare del microbiota intestinale, è stata sottolineata ancora dal professore Stanghellini: “Tutto l’organismo è coinvolto se non c’è equilibrio a livello intestinale. Sorgono malattie dell’apparato digerente, dell’apparato urogenitale, dei polmoni, del cuore, della circolazione. Oggi non è possibile fare la professione medica senza prendere in considerazione il rapporto fra il microbiota e il nostro corpo. L’equilibrio del microbioma è il segreto della salute dell’uomo”.

– foto f03/Italpress –

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Per un italiano su quattro le periferie sono senza controllo

ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi mesi, alcune periferie italiane sono state scenario di episodi di stupri e violenze. Vicende che hanno acceso il dibattito sullo stato di degrado e abbandono delle periferie italiane e che hanno portato all’avvio di alcune maxi operazioni delle forze dell’ordine in zone come Caivano, Tor Bella Monaca e i quartieri spagnoli di Napoli. Operazioni che, secondo quasi il 30% degli italiani dovrebbero essere fatte sempre e come misura preventiva, non solo a seguito di tragedie, mentre per 1 cittadino su 4 sono semplici operazioni di propaganda politica. E’ quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research.
In questo contesto, quasi due terzi della popolazione italiana giudicano accettabili le periferie della propria città, pur se con qualche problema o eccezione.
Ancora più convinti di questo aspetto sono proprio i residenti di queste zone, che vivono in questi luoghi la loro quotidianità. Di contro, circa un quarto degli italiani percepisce le periferie come zone disastrose, senza controllo e completamente nelle mani dei criminali. Complessivamente, valutando lo stato generale e le vicende degli ultimi 10 anni, sono in maggioranza coloro che hanno percepito un peggioramento della periferia italiana.
Il sondaggio di Euromedia Research per Porta a Porta è stato realizzato l’11/09/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.

– Foto Euromedia Research –

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Fracalossi (Cassa Centrale Banca) “I finanziamenti siano sostenibili”

BARI (ITALPRESS) – “Come Credito Cooperativo sappiamo di avere un’esperienza sul territorio, perchè da una vita conosciamo le nostre imprese, soprattutto quelle medie e piccole e quindi questa è un’occasione importante, alla Fiera del Levante, per ribadire il nostro ruolo a sostegno delle imprese”. Lo ha detto il Presidente di Cassa Centrale Banca, capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario, Giorgio Fracalossi, alla Fiera del Levante di Bari per parlare di competitività delle imprese e partecipare alla tavola rotonda organizzata dalla Regione Puglia per la presentazione dei nuovi Avvisi Contratti di Programma, PIA, MiniPIA, PIA turismo, MiniPIA turismo.
“Stiamo affrontando – aggiunge – periodi di forte cambiamento e credo che la sinergia che oggi viene espressa tra le iniziative della Regione a favore delle imprese, con il sostegno nostro, del Credito cooperativo, del gruppo Cassa Centrale Banca dimostrerà come possano essere aiutate in un futuro che le vede protagoniste di una sorta di competitività crescente, ma anche di una voglia innovare, di adeguarsi ai tempi e credo che questo sia il nostro compito, aiutarle a crescere”.
“Noi – prosegue – continuiamo a ribadire che i finanziamenti devono essere sostenibili, non sostenibili nel breve quando si fa la domanda, bensì sostenibili nel medio lungo periodo, perchè per noi valgono gli investimenti che producono ricchezza, reddito e valore”.
-foto Italpress-
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Gratteri nominato Procuratore capo di Napoli

ROMA (ITALPRESS) – Nicola Gratteri è il nuovo procuratore capo di Napoli. Lo ha deciso, a maggioranza, il plenum del Csm. Il magistrato fino ad oggi è stato alla guida della procura di Catanzaro.
Il posto di procuratore di Napoli era scoperto dal 2022, da quando Giovanni Melillo lo aveva lasciato per assumere l’incarico di capo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Vannacci “Resto un soldato. Un altro libro? Ci penserò bene”

ROMA (ITALPRESS) – “Il desiderio di manifestare delle idee che probabilmente sono diverse dal ‘pensiero unicò”. E’ questa la motivazione che ha spinto il generale Roberto Vannacci a scrivere il libro “Il mondo al contrario”, autopubblicato su Amazon perchè “la piattaforma mi consentiva di farlo in maniera molto più agile e più veloce, senza dovermi coordinare con le varie case editrici”, e che ha avuto un successo “assolutamente” inaspettato. Vannacci, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, ci tiene a precisare che per ora “resta un soldato” e che, prima di pubblicare un altro libro, “ci penserà bene”.
Il testo ha scatenato numerose polemiche a causa dei suoi contenuti ritenuti da più parti omofobi e razzisti. Accuse respinte con decisione da Vannacci. “Quello che scrivo nel libro è che le minoranze sono libere e devono essere rispettate, ma non possono imporre le loro idee sulla maggioranza”, chiarisce il generale riferendosi al mondo Lgbtq+. “Si può criticare chiunque: si può criticare il Papa, si può criticare il capo del governo, si possono criticare esponenti politici o culturali… però se si critica un gay, si finisce nella gogna mediatica. E’ possibile che questa comunità sia sovrarappresentata dai mezzi di comunicazione, anche in quelli che subdolamente entrano nelle nostre case? Ci vogliono proporre una società che non esiste?”, si chiede.
C’è “una sorta di imposizione da parte di una minoranza nei confronti di una maggioranza che probabilmente non ha nessuna intenzione di farsi imporre queste idee, quindi è una prevaricazione vera e propria”.
Alle accuse di razzismo, invece, Vannacci risponde sottolineando che dal libro “sono state estrapolate delle frasi presentate come razziste e non lo sono. Non ho mai mostrato un carattere razzista al mio libro nella maniera più assoluta, non ho mai pensato non ho mai evidenziato nel libro che una razza possa essere geneticamente superiore rispetto a un’altra, anche perchè non lo credo”. Sugli atleti di colore, ad esempio, ribadisce che “sono italiani e sono fiero che ci rappresentino”, ma a causa dei loro tratti somatici “non vengono automaticamente e immediatamente riconosciuti come italiani. Questo non toglie nulla alla loro nazionalità, soprattutto se si stringono agli ideali della nostra amata patria sono italiani al 100%”.
Per Vannacci “chi critica il libro non l’ha letto”, anzi “probabilmente molti italiani la pensano” come lui. “Moltissime persone mi hanno fatto i complimenti – spiega -, perchè il libro sostiene la libertà di espressione. Non penso di essere il portavoce della maggioranza: non ne ho nè i requisiti, nè l’autorevolezza. Però credo che ci sia una sorta di riconoscimento della maggioranza, se vediamo il numero delle vendite e le recensioni che sono state fatte del mio libro sulla piattaforma Amazon, che sono garantite da chi ha acquistato il libro e sono al 96% estremamente positive. Vuol dire che chi critica il libro o non l’ha letto e non l’ha comprato, oppure non si esprime, e sembrerebbe una cosa strana. Quindi vuol dire che effettivamente c’è una buona fetta – che io non so quantificare, ma comunque è una buona fetta degli italiani – che si riconosce nel pensiero che io ho espresso”.
Sulla presunta spaccatura con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, chiarisce: “La mia posizione nei confronti del ministro e delle istituzioni è sempre stata molto chiara e, riavvolgendo i nastri di tutte le mie interviste, ho sempre dimostrato rispetto e disciplina. L’eventuale spaccatura che si vuole far passare tra me e l’istituzione è una cosa artatamente costruita: nella realtà non c’è”. Riguardo all’incontro col ministro, ricorda, “era privato. Nella stanza c’eravamo io e lui: chiunque abbia detto che qualcosa è trapelato lo ha fatto solamente in maniera strumentale, perchè nè io, nè – sono convinto – il ministro abbiamo detto nulla riguardo i contenuti del nostro discorso”. Anche i provvedimenti che sono stati presi nei suoi confronti “sono stati totalmente travisati: non sono stato rimosso, non sono stato dimesso, non mi è stata strappata l’uniforme di dosso. Nel mio caso, sono stato avvicendato al comando”, un provvedimento “volto a togliermi gli oneri del comando nel momento in cui si svolgeva nei miei confronti un’inchiesta sommaria” che “non è un provvedimento disciplinare, ma è solamente una procedura per verificare che cosa sia successo”.
Per il futuro, “sono un soldato e voglio continuare a fare il soldato. Non mi chiudo nessuna porta: la politica potrebbe essere una, come lo potrebbero essere altre. Sono un soggetto politico? Probabilmente, perchè la politica si è interessata molto al mio libro e alla mia figura”, ma “la mia professione, allo stato delle cose, è quella del soldato. Continuerò a servire le forze armate, con l’incarico che mi sarà assegnato dalla mia catena di comando”. Pubblicherà un altro libro? “Se mi verrà in mente di scrivere qualche cos’altro, ci penserò bene”, risponde.
Con le vendite è diventato ricco? “Mi chiedo come mai la stessa domanda non sia mai stata posta alla compianta Michela Murgia, a Roberto Saviano o a Bruno Vespa. I giornalisti si stanno trasformando in contabili”, continua. Comunque, “qualsiasi somma io abbia potuto guadagnare, è derivata da un’attività onesta, chiara e palese, quindi non avrei nessun problema a riconoscerla”.

– Foto Italpress –

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Von der Leyen “Ho chiesto a Draghi relazione su competitività dell’UE”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo essere più lungimiranti e definire una modalità per salvaguardare la nostra competitività: ecco perchè personalmente ho chiesto a Mario Draghi, che è una delle più grandi menti dell’Europa in materia economica, di preparare una relazione sul futuro della competitività europea”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo, in sessione plenaria a Strasburgo. “L’Europa farà tutto il necessario, costi quello che costi, per mantenere il suo vantaggio competitivo”. Quindi sulla necessità di ridurre l’inflazione, ha aggiunto: “Christine Lagarde e la BCE stanno lavorando sodo per tenere sotto controllo l’inflazione: come sappiamo, ci vorrà tempo per tornare all’obiettivo a medio termine”, ma “la buona notizia è che l’Europa ha iniziato ridurre i prezzi dell’energia”. “Abbiamo approfittato della crisi per investire massicciamente nelle energie rinnovabili, abbiamo usato la massa critica dell’Europa per garantire l’approvvigionamento energetico”. “Dobbiamo quindi capire come riprodurre questo modello di successo anche in altri campi”.

Foto: Agenzia Fotogramma

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