ROMA (ITALPRESS) – “Ogni tanto ci accusa qualcuno di aver spostato il partito a sinistra, francamente non so se io ho questa colpa e non so nemmeno se sia una colpa. Se proprio volete darmi una responsabilità datemi quella di tentare di collocare ogni giorno il partito più in ‘bassò, fra le persone che credono più nella politica, fra chi fatica ogni giorno per i suoi problemi a coltivare una sperazna, perchè sono convinta che solo così noi torneremo a vincere”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando alla festa nazionale dell’Unità a Ravenna.
“La sintesi è un lavoro da fare insieme per essere sempre di più un partito plurale, aperto e inclusivo. Il nostro impegno è non solo a far restare in questa comunità ma a iscriversi a questa comunità””, ha aggiunto. Quindi “bisogna convincere tutti non solo a restare in questa comunità ma anche di iscriversi per la prima volta in questa comunità”. Schlein ha sottolineato come “il mio compito lo svolgo con umiltà, certo nessuno è perfetto ma una sola cortesia vi chiedo: evitiamo di essere un partito che per parlare di tutto a tutti, rischi di parlare di poco a pochi. L’invito è non solo a chi c’è di restare ma anche a iscriversi. Dobbiamo essere orgogliosi di non essere un partito personale e nemmeno un partito familiare, mi fido poco dei partiti in cui non vola una mosca, ma l’importante è che ci rispettiamo. Se ci vedono litigare è una grande responsabilità, soprattutto di chi guida. Ascoltiamoci di più, rispettiamoci di più. Io lo farò”.
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Schlein “PD spostato a sinistra? Non so se è una colpa”
Conte “Alleanza strutturale con il Pd non ha senso”
ROMA (ITALPRESS) – “Dico sempre che i sondaggi contano quel che contano. A me interessa la traiettoria. Io credo che stia succedendo questo: il Movimento sta soffrendo tanto perchè ci sono stati degli smottamenti interni. Perchè questo ha fatto pensare che il movimento stava tradendo gli impegni originali”.
Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ospite alla festa de Il Fatto Quotidiano. Su una possibile alleanza con i dem in vista delle prossime elezioni regionali, ha aggiunto: “Non voglio che il titolo sia ‘Conte chiude la porta in faccia a Elly Schlein’, ma un accordo strutturale non ha senso. Vediamo se ci sono programmi condivisi e candidature adatte. Stiamo lavorando. Alcuni percorsi sono già avviati, per altri non ci sono presupposti. Noi non abbiamo mai dichiarato andremo in coalizione solo con tizio o solo con caio. Nel 2018 siamo stati costretti a formare un governo con la Lega, perchè il Pd aveva detto di no. E’ stata un’esperienza eccezionale, ma quella che appartiene a una fase storica del Movimento. Perchè dopo di allora c’è stato un nuovo corso e abbiamo cercato di rafforzare l’identità del Movimento. Questo ci ha permesso di poter chiarire che noi con questa destra non ci andremo mai”, ha concluso Conte.
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Martin vince il Gp di San Marino, Bezzecchi e Bagnaia sul podio
MISANO ADRIATICO (ITALPRESS) – Lo spagnolo Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) ha vinto il GP di San Marino con il tempo di 41’33″421 precedendo Marco Bezzecchi (Ducati Mooney VR 46) di 1″350 e il campione del Mondo, Pecco Bagnaia (Ducati), terzo a 3″812. Un grande risultato, una vera impresa per lui, viste le condizioni dopo l’incredibile incidente di domenica scorsa al Gp di Catalunya. Quarto posto per il collaudatore della Ktm, Dani Pedrosa, quinta l’Aprilia di Maverick Vinales, sesto Miguel Oliveira (Aprilia), settimo Marc Marquez (Ducati Gresini), ottavo Raul Fernandez, nono Luca Marini (Mooney) e decimo Johann Zarco (Ducati Prima Pramac).
Entusiasta Jorge Martin. “Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato. Sapevamo che con Bagnaia e Bezzecchi sarebbe stata
dura per cui ho cercato di aumentare il vantaggio progressivamente in ogni giro. Alla fine avevo quel piccolo margine che mi ha permesso di stare tranquillo. Vincere qui in Italia davanti al pubblico italiano è davvero un obiettivo centrato”, ha spiegato lo spagnolo della Ducati Prima Pramac che ha tagliato per primo il traguardo.
“Sono contento, ho dato tutto, dalla partenza all’arrivo. Dopo aver superato Pecco, con la gomma anteriore ho respirato un pò anche se il dolore è continuato. Volevo il podio per me e per i fan”, le parole di Marco Bezzecchi, protagonista di una grande gara dopo l’incidente di Barcellona. Stesso discorso per Pecco Bagnaia, anche lui domenica scorsa autore di un’incredibile caduta che poteva avere conseguenze ben peggiori. “Sono stato spinto a correre perchè volevo fare una bella gara per i fan oltre che per me. Però ero distrutto dopo metà gara. Non è stato semplice”, ha detto stremato al traguardo.
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Tajani “La Via della Seta non è stata vantaggiosa per l’Italia”
ROMA (ITALPRESS) – “La Via della Seta è una pagina delle nostre relazioni che non è stata vantaggiosa per noi. L’ho detto chiaramente a tutti i vertici del Governo cinese. I dati dell’export sono chiari e sono più vantaggiosi per Germania e Francia, che non facevano parte della Via della Seta”. Lo dice in un’intervista a Repubblica il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Va riformato il partenariato strategico”, aggiunge Tajani, “vogliamo rafforzare la cooperazione economica e sostenere l’export delle nostre Pmi in diversi settori, tra cui l’agroindustria. Vogliamo consolidare il nostro legame culturale nel settore della ricerca e dell’università e nel settore del turismo”.
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Si aggrava il bilancio del terremoto in Marocco, oltre duemila le vittime
ROMA (ITALPRESS) – Continua ad aggravarsi il bilancio del violento terremoto che nella notte tra venerdì e sabato ha sconvolto il Marocco.
I dati ancora provvisori parlano di oltre duemila morti, mentre continuano le ricerche e migliaia sono anche i feriti.
La Farnesina ha messo a disposizione degli italiani che si trovano nel Paese il numero dell’Unità di crisi. Per emergenze o segnalazioni è possibile contattare il numero +390636225″.
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Salvini “A Pontida con me sul palco ci sarà Marine Le Pen”
ROMA (ITALPRESS) – A Pontida, domenica prossima, “con me sul palco ci sarà Marine Le Pen, che arriverà in aereo direttamente da Parigi in aereo”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in un’intervista al Giornale. “Con Le Pen mi sento spesso, abbiamo una visione comune su molti punti, credo possa darci un valore aggiunto”, sottolinea Salvini. “Qui dobbiamo decidere se lasciare l’Europa alla Sinistra che ci impone l’auto elettrica e la casa green, come e cosa mangiare a tavola ma non muove un solo dito per difendere i nostri confini”.
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Venezia, Leone d’Oro a “Poor things” di Lanthimos, argento a Garrone
VENEZIA (ITALPRESS) – Come ampiamente previsto, il Leone d’Oro dell’80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è andato a “Poor Things” (Povere creature!) di Yorgos Lanthimos, una commedia gotica adattata dal romanzo di Alasdair Gray che si propone come una metafora grottesca sul valore dell’umanità e sul rapporto tra l’individuo e le sue emozioni. Interpretato da Emma Stone nel ruolo di una donna rigenerata in laboratorio da un medico folle, il film ha subito incontrato al Lido il favore di pubblico e critica e conferma il talento eccentrico del regista greco e la sua straordinaria capacità di creare storie spiazzanti e ricche di senso. Di valori umani e dei temi della solidarietà si è del resto parlato molto nel corso della premiazione di Venezia 80: il convitato di pietra di tutta questa Mostra è stata l’Intelligenza Artificiale contro la quale gli attori e gli autori cinematografici americani stanno portando avanti lo sciopero che ha impedito a molti di loro di essere a Venezia, e il tema del valore dell’individuo e della sua forza è un elemento centrale il molti dei film premiati. A iniziare da “Io capitano” di Matteo Garrone, portabandiera per l’Italia in questa serata conclusiva della Mostra con il Leone d’Argento per la regia, ma anche con il Premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente assegnato al ventunenne senegalese Seydou Sarr. La questione dei migranti e il dramma che affrontano per trovare una vita dignitosa nella nostra Europa, sollevato con ponderata decisione da Matteo Garrone sul palco della Mostra, ha attraversato del resto l’intera cerimonia. Il Premio Speciale della Giuria assegnato a “Green Border” (Confine verde) di Agnieszka Holland racconta infatti la tragedia tuttora in atto dei profughi bloccati tra Bielorussia e Polonia, in un vergognoso braccio di ferro tra i due governi in atto sotto gli occhi dell’Europa, contro il quale la regista polacca si è espressa in termini molto netti sul palco del palazzo del Cinema. Anche il Gran Premio della Giuria assegnato al “Il male non esiste” del nuovo maestro del cinema giapponese Ryusuke Amaguchi, segnala del resto un’opera in cui il tema del rapporto tra uomo e ambiente è centrale, dal momento che racconta il dramma di una piccola comunità rurale che deve far fronte a un progetto turistico che rischia di alterare l’equilibrio tra uomo e natura. Il valore dell’individuo e la ricchezza che le emozioni e i vissuti assicurano alla creatività artistica è stata portato invece sul palco della cerimonia di chiusura dall’attore americano Peter Sarsgaard, premiato con la Coppa Volpi per l’interpretazione maschile che in “Memory” di Michel Franco è un uomo affetto da demenza precoce. Facendosi carico di avanzare le istanze dello sciopero in atto a Hollywood, Sarsgaard ha ribadito l’unicità dell’esperienza umana a fronte dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale come valore da difendere non solo per motivi contrattuali, ma come questione che riguarda la centralità dell’uomo in ogni campo della vita presente e futura. La Coppa Volpi per l’interpretazione femminile è poi stata assegnata alla attrice americana Cailee Spaeny per Priscilla di Sofia Coppola, scelta che lascia un po’ perplessi, non tanto per demerito della giovane attrice, che nel film offre alla storia di Priscilla Presley una immediatezza convincente, quanto perché la giuria aveva a disposizione un paio di opzioni più coraggiose e interessanti. Segue infine la vena gotica che ha attraversato Venezia 80 il Premio per la Sceneggiatura assegnato a Pablo Larrain e Guillermo Caldero´n per “El conde”, in cui il regista cileno immagina una versione vampiresca del dittatore Pinochet. Il cinema italiano, presente in forze a Venezia non solo in competizione, ha trovato molta soddisfazione nel palmarès del concorso parallelo Orizzonti: se infatti la Giuria presieduta da Jonas Carpignano ha premiato come Miglior Film l’ungherese “Magyarázat mindenre (Una spiegazione per tutto)” di Gábor Reisz e per la regia la svedese Mika Gustafson per “Paradiset Brinner” (Il paradiso brucia), ben due film italiani hanno trovato posto sul podio: “Una sterminata domenica”, opera prima di Alain Parroni scritta addosso alla vita quotidiana di tre adolescenti di periferia, ha vinto infatti il Premio Speciale della Giuria, mentre al film “El Paraíso”, in cui Enrico Maria Artale racconta il rapporto tra una madre e un maturo figlio, sono andati sia il Premio per la Sceneggiatura che quello per l’interpretazione femminile di Margarita Rosa De Francisco. Il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile è invece stato assegnato a Tergel Bold-Erdene per il film mongolo “Sèr Sèr Salhi” (Città del vento) di Lkhagvadulam Purev-Ochir. Il premio per il Miglior Cortometraggio è invece andato all’albanese “A Short Trip” di Erenik Beqiri, storia del viaggio di lavoro di una giovane coppia albanese a Marsiglia. Infine il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro, che è stato attribuito al film taiwanese “Love Is A Gun (Ai shi yi ba qi)” di Lee Hong-Chi, storia del riscatto impossibile di un giovane di provincia uscito di prigione, presentata a Venezia 80 dalla Settimana Internazionale della Critica, la sezione diretta da Beatrice Fiorentino per il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.
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Coco Gauff vince gli Us Open, Sabalenka ko in tre set
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Trionfa Coco Gauff. Vince in
casa la beniamina del pubblico statunitense che, sui campi in
cemento di Flushing Meadows, conquista il titolo femminile degli
US Open, quarta e ultima prova del Grande Slam. La 19enne di
Delray Beach, numero 6 del tabellone, ha battuto in finale la
nuova regina del tennis mondiale, Aryna Sabalenka, seconda testa
di serie e da lunedì numero 1 della classifica Wta. Un successo in rimonta visto che il primo set se lo è aggiudicato la bielorussa con un netto 6-2. La reazione di Coco Gauff è arrivata puntuale con il secondo set vinto 6-3, ma il dominio è andato avanti anche nel terzo, chiuso 6-2. Dopo poco più di due ore di gioco, vince l’americana, niente da fare per Aryna Sabalenka che potrà consolarsi lunedì quando occuperà ufficialmente la casella numero 1 del ranking Wta.
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