PALERMO (ITALPRESS) – In provincia di Palermo, i Carabinieri della Compagnia di Monreale hanno dato esecuzione a un’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone indagate, a vario titolo, di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, lesioni personali, con l’aggravante di avere commesso il fatto ai danni di discendenti, con abuso di autorità e nei confronti di minori di 10 anni. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Palermo, è frutto di un’articolata attività investigativa diretta dalla locale Procura e condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Monreale, che avrebbe consentito di raccogliere un grave quadro indiziario a carico degli indagati in relazione a reiterati episodi di violenza sessuale che sarebbero stati commessi – tra il 2011 ed il 2023 – ai danni di due sorelle, attualmente di 13 e 20 anni, all’interno dello stesso nucleo familiare. Ad essere arrestati 3 uomini ed 1 donna, tutti stretti congiunti delle vittime. La donna è ritenuta responsabile in concorso dei reati contestati poichè, pur a conoscenza dei fatti, avrebbe tollerato ed agevolato gli abusi, tentando di coprire le responsabilità dei familiari.
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Violenza di gruppo su due sorelle nel Palermitano, arrestati 4 familiari
Caivano, Bernini “Dimostrare che stato c’è, dobbiamo dare futuro”
ROMA (ITALPRESS) – “Servono risorse ma anche un’agenda e una visione che è quella che il governo sta dimostrando di avere. Caivano è uno stato nello Stato che non riconosce la legalità, c’è paura, sofferenza e degrado. La prima cosa da fare è dimostrare che lo Stato c’è in ogni modo possibile, noi ci dobbiamo essere”. Così la ministra dell’Università, Annamaria Bernini, a Morning News su Canale 5. “Bisogna dare loro un futuro e una ragione per andare avanti bene, per creder che Parco Verde sarà un riscatto, dobbiamo dare a questi luoghi anche il senso di comunità e la scuola e l’università danno tantissimo”, aggiunge.
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Gualtieri “Il Superbonus doveva finire nel 2021”
ROMA (ITALPRESS) – “Se il Superbonus si fosse chiuso al 31 dicembre 2021, come avevamo previsto nella norma originaria del governo Conte II, non ci sarebbe stato alcuno sforamento rispetto alle previsioni: anzi saremmo stati anche sotto lo stanziamento. E le proroghe le hanno volute tutti, anche chi è oggi al governo”. Così, in un’intervista a la Repubblica, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, che era ministro dell’Economia in quell’esecutivo Pd-M5S guidato da Giuseppe Conte che nella primavera del 2020 varò il Superbonus.
“Il Superbonus – spiega – era una misura fortemente richiesta dal partito di maggioranza relativa, i 5 Stelle, ma purchè circoscritta aveva una sua ratio. Eravamo in piena pandemia, il Pil a picco, il Pnrr già ottenuto ma non operativo prima di due o tre anni. Dopo i ristori serviva una spinta anti-ciclica immediata per spingere gli investimenti e far ripartire un’economia al collasso. Di qui il potenziamento di Industria 4.0 e il Superbonus, che nasce come misura eccezionale in un momento eccezionale: con paletti, una scadenza e non si applicava alle seconde case”. “Ricordo che in Parlamento – sottolinea Gualtieri – tutti i partiti, anche chi oggi è al governo, volevano sempre di più, estensioni sia di platee che temporali. Ci fu un negoziato politico tesissimo. Alla fine il Parlamento varò una prima proroga al giugno del 2022, e una seconda ancora più ampia durante il governo successivo portò alcuni interventi alla fine del 2023. Il Parlamento allargò anche il perimetro alle seconde case unifamiliari, riuscimmo a fermare solo ville e castelli. Occorre quindi distinguere tra la misura originaria, che ha finanziato investimenti green di efficientamento energetico in un momento di crisi, e la sua progressiva dilatazione”.
In merito ai suoi effetti, aggiunge Gualtieri, “basta guardare la situazione della finanza pubblica: crescita, deficit e debito sono andati molto meglio delle previsioni che allora furono ritenute troppo ottimistiche. L’ultima Nadef firmata da me a fine 2020 prevedeva nel 2023 un debito al 151,5% del Pil. Oggi siamo al 142,1%. Sono quasi dieci punti in meno, e non solo per l’andamento del Pil nominale ma anche per la crescita reale e l’aumento delle entratefiscali. La politica economica di quegli anni, del governo Conte II e poi dell’esecutivo Draghi, è stata molto positiva: il Paese è cresciuto più di altri in Europa, ha creato più occupazione e ha tenuto debito e deficit più bassi grazie al sostegno a famiglie, imprese e investimenti”.
“Conte – prosegue l’ex ministro dell’Economia – ha ragione nel dire che il Superbonus ha contribuito alla crescita, non quando contesta il fatto che le proroghe ne hanno fatto lievitare eccessivamente il costo. Su questo ci fu uno scontro perchè ritenevo che la misura dovesse chiudersi a fine 2021. Era adeguata in un momento di crisi senza precedenti, ma esagerata con la ripartenza dell’economia. Ho trovato un’opposizione fortissima e non solo dei Cinque Stelle”.
E sul bonus facciate, commenta: “Quel bonus era al 90% e si origina in modo corretto. Il problema viene dopo, a maggio del 2020, quando la cessione del credito viene estesa a tutti i bonus edilizi, compreso il bonus facciate. Quello fu un errore, corretto poi dal governo Draghi. Ma era un periodo convulso in cui l’intensità della produzione normativa era senza precedenti e si era obbligati a immaginare soluzioni inedite a problemi che nessuno aveva mai affrontato prima: basti pensare alle misure sulla liquidità che fortunatamente hanno funzionato benissimo e hanno impegnato un terzo del Pil del Paese”. Poi, conclude: “Esiste senza dubbio un costo superiore alle previsioni del Superbonus, dovuto alle proroghe insensate. Anche se la spesa netta è almeno la metà di quanto si dice perchè comunque c’è stato un effetto di trascinamento sull’economia, in termini di Pil, occupazione e maggiori entrate. E buona parte delle frodi, grazie alle nuove norme e all’azione della Guardia di Finanza, sono state sventate. Detto questo, non si possono scaricare sul Superbonus responsabilità che non ha. Non può essere un alibi rispetto alla necessità di realizzare le riforme e gli investimenti del Pnrr e di attuare una maggiore equità fiscale e distributiva e una seria lotta all’evasione”.
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Conte “Meloni sta tradendo la fiducia dei suoi elettori”
MILANO (ITALPRESS) – “Meloni sta tradendo la fiducia dei suoi elettori: le piroette e le giravolte non si contano. La sfiducia che Meloni sta portando nell’elettorato rischia di aumentare la disaffezione e di non mandare i cittadini a votare perchè non crederanno più a nessuno”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte nel corso della trasmissione “E’ sempre Cartabianca” su Rete4. “Non solo gli sbarchi sono esplosi ma i rimpatri sono al palo. Nessun governo come questo ha chiesto il voto ai cittadini dicendo di avere le formule magiche” sull’immigrazione “come il blocco navale. E la Meloni – ha aggiunto – ci ha messo la faccia: è andata più volte in Tunisia e non ha ottenuto nessun risultato ed è difficile che possa ottenerlo visto che hanno ricette che non potevano funzionare”.
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Europee, Renzi “Soglia al 3%? Per me l’ideale è lasciare la legge com’è”
ROMA (ITALPRESS) – “Soglia di sbarramento alle Europee al 3%? No,
per me l’ideale è che si lasci la legge com’è, visto che è anche
l’unica con le preferenze”: a dirlo al Tg1 il leader di Italia
Viva, Matteo Renzi. “Il Governo sta fallendo, e da italiano dico
purtroppo, e l’opposizione se possibile sta facendo peggio. Non
funziona il sovranismo della Meloni e non funziona l’alternativa
Schlein-Conte. Penso che tanti italiani desiderino una proposta
riformista. I compagni di strada che avremo saranno persone della
politica ma soprattutto che provengono dalle esperienze civiche”, ha aggiunto Renzi, che ieri ha annunciato che si candiderà alle Europee. “Noi siamo con Macron, è il vero punto di unione tra
popolari e socialisti – aggiunge -. Ma soprattutto siamo contro le derive alla Le Pen o al Movimento 5 Stelle”.
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Piantedosi “A Caivano una manifestazione di presenza dello Stato”
MILANO (ITALPRESS) – Sull’operazione al Parco Verde di Caivano, “ho detto subito che non è un blitz perchè l’obiettivo è iniziare un percorso di riconduzione di un luogo come quello ad una conoscenza più approfondita delle istituzioni. Oggi abbiamo analizzato l’equivalente di neanche un decimo di quello che è tutto il Parco Verde: sono state fatte 76 perquisizioni su 750 alloggi. Significa entrare lì e manifestare la presenza dello Stato”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in un’intervista alla trasmissione “Stasera Italia” su Rete 4.
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Usa troppo forti, ai Mondiali l’Italbasket si ferma ai quarti
ROMA (ITALPRESS) – I sogni di gloria dell’Italbasket si infrangono contro l’armata Usa. Nel match dei quarti di finale dei Mondiali, in scena nelle Filippine, in Giappone e in Indonesia, la squadra azzurra si è arresa di fronte a quella a stelle e strisce per 100-63.
Nella gara disputata alla Mall of Asia Arena di Pasay, nelle Filippine, sono risultate troppo forti per la squadra di coach Gianmarco Pozzecco le stelle Nba del team Usa, allenato da Steve Kerr. Questo il punteggio progressivo dei parziali della partita, dominata dagli americani: 24-14, 46-24, 83-44.
Nel quintetto di partenza dell’Italia Marco Spissu, Stefano Tonut, Simone Fontecchio (uscito per 5 falli nell’ultimo quarto), Achille Polonara e Nicolò Melli. Ben 24 punti per Mikal Bridges. Si è fermato a quota 18, invece, Fonteccchio. Per l'”azzurro mancato” Paolo Banchero 8 punti.
E’ la tredicesima vittoria degli Usa nei confronti diretti in gare ufficiali contro l’Italia, ferma invece a quota due successi.
Gli Usa oggi, dopo l’inaspettato ko contro la Lituania, hanno ritrovato il loro basket, confermando di essere sempre i favoriti per la vittoria della medaglia d’oro nel torneo iridato. In semifinale affronteranno la vincente del match Germania-Lettonia. Per l’Italia, invece, da giovedì, le gare per assegnare i piazzamenti dal quinto all’ottavo posto.
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Strage di Ustica, Schlein “Diritto alla verità spetta a tutto il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Pd è stato sempre al fianco dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica. Continueremo a farlo, ma ancora oggi tutte le istituzioni della Repubblica devono fare tutto il possibile. Perchè non è accettabile che dopo 43 anni non ci sia ancora piena verità”. A dirlo la segretaria del Pd, Elly Schlein, in occasione della visita al circolo dem a Parigi. “Il diritto alla verità è innanzitutto dei familiari delle vittime, ma spetta a tutto il Paese”, ha aggiunto.
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