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Buste paga più alte per 14 milioni di lavoratori

ROMA (ITALPRESS) – Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, oggi, della legge di conversione del decreto n. 48/2023, buste paga più alte per circa 14 milioni di lavoratori. Scatta, infatti, il taglio di sei punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori subordinati che guadagnano fino a 35mila euro lordi annui per i periodi di paga da luglio a dicembre 2023. E’ di sette punti percentuali il taglio per chi guadagna fino a 25mila euro.
«Grazie a questo intervento sosteniamo il potere di acquisto delle famiglie con il taglio del cuneo contributivo e rispondiamo, in maniera più inclusiva, con concretezza alle loro necessità. La legge si prefigge l’obiettivo di promuovere il lavoro, accompagnare le persone attraverso la formazione e sostenere le fragilità con interventi come il nuovo assegno di inclusione. Gli ultimi dati dell’Istat – che segnano un saldo positivo di 383mila occupati in più in un anno – confermano che siamo sulla strada giusta. Il nostro impegno è quello di continuare a lavorare per migliorare l’incrocio fra domanda e offerta di lavoro e la qualità del lavoro, a favore di una maggiore sicurezza e di retribuzioni migliori», commenta il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

RSV, la prevenzione al centro. Necessario un cambio di paradigma

MILANO (ITALPRESS) – La prevenzione del virus respiratorio sinciziale (RSV) è una priorità di sanità pubblica globale, come segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), perchè il suo grave peso impatta su tutta la popolazione pediatrica. L’RSV rappresenta, infatti, la causa più comune di infezioni delle basse vie respiratorie, come bronchiolite e polmonite, ed è anche una delle principali cause di assistenza medica ambulatoriale e ospedaliera nei neonati. La gestione e la prevenzione dell’RSV è ad oggi un bisogno medico non soddisfatto poichè non sono disponibili terapie farmacologiche sicure ed efficaci contro l’infezione da RSV e le forme di prevenzione disponibili sono indicate e ristrette ai soli bambini nati gravemente prematuri e ai bambini nati con patologie che determinano compromissione o deficit cardio-respiratorio.
Ad essere maggiormente a rischio, però, sono tutti i neonati e bambini nel loro primo anno di vita e alla loro prima stagione di RSV: 9 bambini ospedalizzati o visitati in ambulatorio per RSV su 10, infatti, sono bambini nati sani e nati a termine, come dimostrato da numerosi studi italiani ed internazionali.
Data l’ultima stagione epidemica di RSV, che ha visto un rapido e notevole aumento dei casi rispetto al passato e una conseguente ed importante occupazione delle terapie intensive neonatali, è cresciuta nella comunità della sanità pubblica la consapevolezza rispetto alla necessità di un nuovo approccio alla prevenzione dell’RSV che contempli l’anticorpo monoclonale come strumento di profilassi per tutti i bambini.
L’evento “Un cambio di paradigma nella prevenzione del Virus Respiratorio Sinciziale nella prima infanzia” cui Sanofi ha fornito il supporto incondizionato, promosso dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) – e dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN), ha permesso un attivo confronto tra gli attori chiave del sistema – istituzioni nazionali e regionali e società scientifiche – e, sulla scorta delle nuove evidenze clinico-epidemiologiche ed economico-sanitarie, ha sottolineato l’urgenza di attuare al più presto una strategia di prevenzione allargata, con attribuzione dei costi, anche per gli anticorpi monoclonali, al budget prevenzione. Un cambio di paradigma, quindi, che permetta di passare da una focalizzazione su una specifica popolazione target alla protezione di tutti i neonati e bambini. L’evento è stato, quindi l’occasione per una presa di posizione e un impegno effettivo da parte delle istituzioni per il raggiungimento di quest’obiettivo.
‘Sanofi è orgogliosa di poter mettere a disposizione anche in Italia una soluzione concreta ad un bisogno di sanità pubblica per cui non esisteva risposta – afferma Mario Merlo, General Manager Vaccines Sanofi Italia -. Sfidare i confini della scienza per migliorare la vita delle persone è il nostro scopo. L’obiettivo che ci spinge ad innovare costantemente per non accontentarci mai. Sono stati necessari decenni di ricerca e sviluppo per ottenere uno strumento di prevenzione nuovo in grado di fornire protezione contro la malattia da RSV a tutti i neonati e i bambini. Anche la comunità scientifica italiana ha riconosciuto come questo possa potenzialmente rivoluzionare l’approccio preventivo e l’impatto clinico e sanitario di questo insidioso virus stagionalè.
Il Board del “Calendario per la Vita”, composto dalle Società Scientifiche di Pediatria (SIP), di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Neonatologia (SIN) e della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), ha riconosciuto la sicurezza ed efficacia di nirsevimab e il suo impiego come nuovo strumento di prevenzione a disposizione della sanità pubblica. Il Board ha auspicato che nirsevimab venga incluso nel Calendario del Piano Nazionale di Immunizzazione, proprio per il suo potenziale grande impatto in termini di possibilità preventiva universale che risponde ad un bisogno medico finora insoddisfatto.
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (European Centre for Disease Prevention and Control – ECDC) hanno raccomandato ai NITAG nazionali (National Immunization Technical Advisory Group) di allargare, sulla base delle evidenze scientifiche, il concetto di immunizzazione a nuove soluzioni preventive, come quelle rappresentate dagli anticorpi monoclonali, per malattie infettive che hanno un importante impatto in termini di Sanità Pubblica.
Da qui è scaturito un grande interesse della sanità pubblica nei confronti di questo potenziale cambio di paradigma in termini di governance di prevenzione. Altri Paesi europei, come la Francia e la Spagna, infatti, hanno implementato una strategia di immunizzazione che include gli anticorpi monoclonali nel calendario finanziata dal budget della prevenzione, affinchè tutti i bambini nella loro prima stagione RSV possano essere ugualmente protetti.
‘Da mesi collaboriamo con tutti gli attori del mondo scientifico e sanitario affinchè si possano creare le condizioni necessarie per sfruttare il potenziale offerto da questo nuovo strumento di prevenzione e se ne favorisca l’accesso sul territorio a beneficio della salute nella prevenzione in tutti i bambini nel primo anno di vità, aggiunge Merlo.
Peraltro, secondo uno studio di prossima pubblicazione dell’EeHta Ceis, estendere la strategia di profilassi consentirebbe di ridurre gli eventi sanitari correlati ad RSV, evitando i relativi costi (tanto diretti sanitari che indiretti). Secondo lo studio, infatti, una strategia di prevenzione estesa a tutti i neonati e bambini che vanno incontro alla loro prima stagione di RSV, assumendo una copertura pari al 60% dell’intera coorte di nascita, determinerebbe una riduzione ogni anno di circa il 46% di eventi sanitari selezionati, ovvero oltre 100.000 minori richieste di prestazione tra visite mediche ambulatoriali, accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni causati dall’infezione acuta da RSV.
Il tutto, accompagnato da un’importante riduzione della mortalità, pari a -39%. Alla riduzione di eventi sanitari corrisponderebbe anche un notevole vantaggio economico, quantificato in una riduzione di spesa totale pari ogni anno a oltre 30 milioni di euro (45%) rispetto alla situazione attuale.
In Italia, nell’ultima stagione 2022/2023, più del 50% delle sindromi simil-influenzali nei bambini di età <2 anni è stato causato da RSV. Inoltre, nelle ultime stagioni di RSV, si è registrato un tasso ancora più elevato anche per i ricoveri pediatrici causati da RSV, rispetto agli anni di pandemia o pre-pandemia. In particolare, nel 2021 il 73.5% delle ospedalizzazioni per bronchiolite erano causate da RSV e la maggior parte degli ospedali (64%) ha dovuto aumentare i posti letto per trovare spazio ai tanti casi inattesi di bronchiolite da RSV.
La stagione dell’RSV va solitamente di pari passo con la stagione influenzale. E così anche in Italia, dove la circolazione dell’RSV inizia solitamente tra ottobre-novembre, registra il suo picco tra dicembre-febbraio, e si conclude tra marzo-aprile, per una durata complessiva solitamente di circa 5 mesi.
Come confermato da recenti studi italiani, considerando una coorte di 400.000 bambini nel primo anno di vita, ogni stagione l’RSV determina il seguente l’impatto in termini di assistenza sanitaria: 20%, cioè 80.000 bambini, richiede assistenza medica ambulatoriale; 6%, cioè 24.000 bambini, accede in pronto soccorso
4%, cioè 16.000, viene ricoverato in ospedale, di cui 3.200 in terapia intensiva.
Il tutto concentrato nei 5 mesi di stagionalità dell’RSV, determinando così frequenti rallentamenti nell’erogazione dei servizi ambulatoriali e ospedalieri di routine.
A livello globale, ogni anno i costi sanitari diretti nei bambini di età 0-5 anni sono di circa 4,82 miliardi di euro, di cui il 55% è rappresentato dai costi dovuti alle ospedalizzazioni mentre il 45% è dovuto ai costi delle cure territoriali.
In Italia, nell’attuale contesto di prevenzione ristretta ai soli bambini ad alto rischio, il sopracitato modello di prossima pubblicazione stima costi sanitari diretti di assistenza medica per cause legate all’RSV pari a circa 67 milioni di euro ogni anno, di cui quasi il 60% riconducibile ai ricoveri ospedalieri. A questi costi va aggiunto l’impegno economico sostenuto per l’attuale profilassi, limitata a meno di 10.000 neonati, e pari ad oltre 40 milioni di euro nelle ultime stagioni.
Nirsevimab è un anticorpo a lunga durata d’azione destinato a tutti i neonati per la protezione contro la malattia da RSV nella prima stagione con una singola dose, è stato sviluppato congiuntamente da Sanofi e AstraZeneca. Nirsevimab consiste in una singola somministrazione, siringa preriempita e dosaggio fisso, con protezione rapida. Nirsevimab è stato sviluppato per offrire ai neonati e ai bambini una protezione diretta contro l’RSV attraverso un anticorpo che aiuti a prevenire le infezioni del tratto respiratorio inferiore causate dall’RSV, che sono oggetto di assistenza medica. Gli anticorpi monoclonali non richiedono l’attivazione del sistema immunitario e contribuiscono a offrire una protezione tempestiva, rapida e diretta contro la malattia.

– fonte foto a uso gratuito da pexels.com –
(ITALPRESS).

Migranti subsahariani a Sfax, Ghribi “La Tunisia subisce intimidazioni”

MILANO (ITALPRESS/MNA) – “La Tunisia è la porta del Mediterraneo. I tunisini sono un popolo accogliente che ha dimostrato, più volte, di stare al fianco di popoli amici. Dobbiamo però affrontare, con responsabilità e nel rispetto della legalità, le manovre intimidatorie contro il nostro Paese. Non tolleriamo quello che sta accadendo”. Lo ha detto Kamel Ghribi, presidente del gruppo GKSD Investment Holding a proposito dell’afflusso di migranti irregolari subsahariani a Sfax, secondo quanto riferisce il sito Tunisie Numerique.
Ghribi ha anche lanciato l’allarme in merito alle conseguenze disastrose sul Mediterraneo e sui Paesi limitrofi che sono chiamati ad affrontare la situazione.
Ha infine ricordato che, conformemente alle condizioni poste dal diritto internazionale, i diritti dei rifugiati sono garantiti a coloro che sono minacciati.
-foto ufficio stampa GKSD-
(ITALPRESS).

Ue, Tajani “Impossibile qualsiasi accordo con Afd e Le Pen”. Lega “Non è il momento dei diktat”

ROMA (ITALPRESS) – “Unione di tutte le destre in Europa? Per noi è impossibile fare qualsiasi accordo con Alternative für Deutschlan e con il partito della signora Le Pen, escludo la possibilità di firmare, a nome di Forza Italia, qualsiasi accordo che preveda anche la firma di Le Pen e Alternative für Deutschland”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di “Agorà estate”, Rai Tre. Sul futuro di Forza Italia il coordinatore nazionale del partito ha aggiunto: “il futuro è di una grande forza moderata che occupa il centro della politica italiana visto che il Pd si sta sempre più spostando a sinistra”.
In una nota gli europarlamentari della Lega Marzo Zanni (presidente gruppo Id) e Marco Campomenosi (capo delegazione Lega al Parlamento Europeo), replicano alle dichiarazioni di Antonio Tajani sulle alleanze europee: “Davvero l’amico Tajani preferisce continuare a governare con Pd, socialisti e Macron? La Lega lavora per cambiare la maggioranza in Europa e dare vita, finalmente, a un progetto di centrodestra unito, capace di dare risposte concrete ai cittadini dopo anni di mal governo delle sinistre. Non è il momento dei diktat, né di decidere a priori chi escludere dal progetto di centrodestra europeo, tanto più se questo arriva da chi fino a oggi è stato a braccetto di Pd e socialisti in Ue. Chiediamo più rispetto per i colleghi del gruppo Id: è proprio grazie ai voti dei nostri alleati francesi del RN e tedeschi di AfD se, insieme al Ppe, siamo riusciti a respingere l’ultima eurofollia green non più tardi della scorsa settimana. Ci rifiutiamo di pensare che qualcuno che si definisce ‘di centrodestra’ possa preferire Macron e le sinistre alla Le Pen. Il percorso indicato da Matteo Salvini è l’unica alternativa possibile: altrimenti, forse qualcuno nel Ppe vuole illudere gli elettori fingendo di cercare un’altra strada ma, di fatto, continua a scegliere di governare un continente secondo l’agenda dettata da sinistre illiberali, nemiche di industria e lavoro, che fomentano le piazze in Francia e in Belgio”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Bianca Berlinguer si dimette dalla Rai

ROMA (ITALPRESS) – Bianca Berlinguer ha comunicato le dimissioni da ogni incarico in Rai e dalla conduzione del programma #Cartabianca. Lo riferisce una nota della Rai. La giornalista in una lettera ha ringraziato l’Azienda “per 34 anni di lavoro, svolti sempre in piena autonomia sia in qualità di Direttore che di conduttrice di programmi di approfondimento. Sono in corso le pratiche per giungere alla risoluzione del contratto”.
La Rai ringrazia Bianca Berlinguer e le formula gli auguri per il proseguimento della sua attività professionale.
-foto agenziafotogramma.it-
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Bicocca, primi laureati del corso internazionale in Medicine and Surgery

MILANO (ITALPRESS) – Sono giunti al traguardo i primi medici laureati del Corso di Laurea Magistrale internazionale, interateneo, in lingua inglese, Medicine and Surgery, titolo congiunto tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Università degli Studi di Bergamo, formati non solo nelle discipline mediche, ma anche nelle discipline bioingegneristiche e tecnologiche. Il corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico, incardinato sull’Ateneo di Milano-Bicocca, è nato grazie alla collaborazione tra Università degli studi di Milano-Bicocca, Università degli studi di Bergamo, Università del Surrey e Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sede delle lezioni e delle attività di tirocinio, riconosciuta Polo Assistenziale dell’Università Milano Bicocca (Ospedale di Insegnamento, secondo la DGR n. XI_7437_ 30/11/2022).
Questa mattina, presso l’Università di Milano-Bicocca, si sono presentati diciassette studenti del Corso per discutere le loro tesi di laurea, tutte di ricerca clinica e che hanno impegnato gli studenti nell’ultimo anno della loro formazione.
Al termine delle discussioni, nell’Aula Magna dell’Ateneo si è svolto un significativo momento di celebrazione per questo importante obiettivo raggiunto con successo, con gli interventi della rettrice dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, del rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Sergio Cavalieri, del Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII, Maria Beatrice Stasi, del Professor of Molecular Genetics alla University of Surrey, JohnJoe Mc Fadden, del direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia (School of Medicine and Surgery) di Milano-Bicocca, Pietro Invernizzi, della Presidente del Consiglio di Coordinamento Didattico del Corso di Laurea Magistrale in Medicine and Surgery, Maria Grazia Strepparava.
“Oggi festeggiamo i primi laureati del corso di laurea magistrale in Medicine and Surgery – ha affermato la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni – un corso che unisce le forze di istituzioni prestigiose, che si caratterizza per il respiro internazionale, in quanto erogato in lingua inglese e grazie alla collaborazione con l’Università del Surrey, e che ha anche dato il via a una nuova frontiera nell’insegnamento delle scienze mediche. Questi nuovi medici sono stati formati non solo nelle discipline mediche, tramite le attività di laboratorio e di formazione in ospedale e presso la medicina del territorio, ma anche nelle competenze bioingegneristiche e tecnologiche applicate alla sanità. In questo modo abbiamo formato “medici del futuro”, per i quali il prendersi cura degli altri parte dalla dimensione umana del rapporto con il paziente, ma passa anche attraverso sistemi e tecnologie sempre più sofisticate”.
A seguire, è stato consegnato ai neolaureati il Diploma di Laurea rilasciato congiuntamente dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dall’Università degli Studi di Bergamo.

– foto ufficio stampa Milano-Bicocca –
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Pnrr, Zangrillo “Già raggiunto il 25% del target semplificazione”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Il Piano di ripresa e resilienza ci chiede di semplificare 600 procedure che appesantiscono le nostre amministrazioni e non rendono semplice il rapporto tra P.A., cittadini ed imprese”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenendo con un video messaggio al convegno “Un sistema industriale al servizio della comunità toscana – Prospettive e ruolo delle aziende pubbliche nella Toscana in evoluzione” a Firenze. “L’obiettivo che ci è stato assegnato è di re-ingegnerizzare e digitalizzare 600 procedure entro il 2026, di cui le prime 200 entro il dicembre 2024-ha aggiunto il ministro Zangrillo-. Abbiamo avviato questo percorso, abbiamo già aggredito 70 procedure in settori strategici e prioritari, soprattutto nel rapporto con le imprese ed il sistema produttivo del Paese, ed abbiamo già raggiunto un quarto dell’obiettivo fissato al 2024 in questo modo dando un boost ad investimenti e cantieri. Un risultato raggiunto attraverso una proficua collaborazione con gli stakeholder, i ministeri coinvolti, le amministrazioni competenti. Solo lavorando in squadra potremmo raggiungere l’ambizioso obiettivo di anticipare di un anno la misura fissata nel 2024”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Salario minimo, Calenda “No scontro ideologico, serve confronto”

ROMA (ITALPRESS) – “Non credo che il Governo sia “contro i poveri”. Penso che abbia un’idea diversa, che reputiamo sbagliata, su come risolvere la questione della povertà lavorativa. Questa idea appare oggi però poco definita. Se dichiari “il lavoro povero si combatte solo con i contratti”, devi spiegare come e soprattutto perchè non è accaduto sino ad ora. Per questo sono contrario a far diventare il salario minimo un nuovo capitolo dell’eterno scontro ideologico italiano. Incontriamoci e confrontiamoci. La politica è fatta di questo”. Lo scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni e alla leader del Pd Elly Schlein.
-foto agenziafotogramma.it-
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