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Adam Yates è la prima maglia gialla del Tour 2023

BILBAO (SPAGNA) (ITALPRESS) – Adam Yates è la prima maglia gialla del Tour de France 2023. Il britannico ha battuto il fratello gemello Simon Yates (Team Jayco-AlUla) in una volata a due, vincendo la prima tappa del Tour de France 2023, la Bilbao-Bilbao di 182 chilometri. Terzo classificato lo sloveno Tadej Pogacar, suo compagno di squadra e capitano della UAE Team Emirates. Prime scintille già nella prima frazione, sulle tre salite di giornata il corridore sloveno e il campione in carica, il danese Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma), si sono dati immediatamente battaglia: decisivo il Cote de Pike, asperità con pendenza massima del 15% che ha spaccato subito il gruppo e in cui i due si sono ritrovati sul traguardo del GPM insieme a Lafay (Cofidis). In discesa invece i due gemelli Yates hanno guadagnato il margine ideale per arrivare da soli sul traguardo del capoluogo basco. Vittoria numero 40 in stagione per la UAE Team Emirates che ora potrà gestire la maglia di leader. Subito problemi per Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) e Enric Mas (Movistar Team), coinvolti in una caduta a 20 chilometri del traguardo. Domani la seconda tappa nei Paesi Baschi della Grande Boucle, la Vitoria Gasteiz-San Sebastian di 208,9 chilometri.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Verstappen vince Sprint Race in Austria, Sainz terzo

SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Si conclude con la vittoria dell’olandese Max Verstappen la Sprint Race del Gran Premio d’Austria, con il campione del mondo della RedBull che ha chiuso davanti a tutti partendo davanti al compagno di squadra, il messicano Sergio Perez, che ha chiuso poi secondo. Terza la Ferrari dello spagnolo Carlos Sainz, mentre l’altra Rossa del monegasco Charles Leclerc termina solo dodicesima. Quarte e quinte le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso, con Ocon e Russell che hanno tagliato il traguardo rispettivamente in sesta e settima posizione. Top ten chiusa da Lando Norris in McLaren e dall’altra Mercedes di Lewis Hamilton. Domani il Gp con Verstappen che parte dalla pole.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Turismo, Conflavoro “Errori previsioni meteo mettono in crisi settore”

ROMA (ITALPRESS) – Gli albergatori e le aziende turistiche di Conflavoro Pmi lanciano l’allarme: gli errori sempre più frequenti dei siti internet e delle società che offrono previsioni meteorologiche mettono in crisi il settore nel periodo più importante dell’anno. “Questi errori – spiega Corrado Della Vista, delegato nazionale Conflavoro Pmi al settore Turismo – hanno un impatto diretto sull’affluenza dei turisti nelle località, generando conseguenze negative per gli operatori e per l’economia locale”. “E’ fondamentale sottolineare come una previsione meteorologica errata per il fine settimana possa determinare una significativa diminuzione di visitatori in una determinata località. D’altra parte – evidenzia Della Vista – se le previsioni si rivelano corrette e il sole splende, si verificherà un’elevata disponibilità di posti letto vacanti, mettendo gli operatori del settore in serie difficoltà economica”. “Bisogna riconoscere l’urgenza di affrontare la questione e migliorare l’affidabilità delle previsioni meteorologiche. Come Conflavoro Pmi – aggiunge il presidente nazionale dell’associazione, Roberto Capobianco – siamo impegnati per far sì che vengano attivate politiche volte a risolvere questo problema, promuovendo una maggiore precisione nelle previsioni e una migliore comunicazione tra le società meteorologiche e gli operatori del settore”. Le aziende del turismo associate a Conflavoro Pmi invitano pertanto le istituzioni, le società meteorologiche e tutte le parti interessate a collaborare in modo sinergico per ridurre al minimo gli errori nelle previsioni meteorologiche, in modo da garantire un turismo sostenibile e prospero per tutte le destinazioni.(ITALPRESS).

Photo Credits: www.agenziafotogramma.it

A Taormina debutto alla regia di Marco Perego con “The Absence of Eden”

TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – “The Wall”, il muro tra Messico e Stati Uniti non è solo una barriera fisica. Lo è soprattutto per motivi culturali, etnici, sociali, durante la pandemia anche per motivi sanitari con i tentativi dell’amministrazione americana di provare a ridurre i contagi Covid restringendo gli accessi. Lungo tutto il “border” più evocato del mondo, che separa il benessere dalla dannazione, la società opulenta e “l’american dream” dalla violenza imposta dalle rotte del narcotraffico e della prostituzione, si dipana la trama godibilissima di “The Absence of Eden”, il debutto alla regia di Marco Perego, che ha contribuito anche alla sceneggiatura in collaborazione con Rick Rapoza.
Un film presentato in anteprima mondiale al 69° Festival del Cinema di Taormina che commuove, fa riflettere, racconta uno spaccato terribile delle peripezie di chi sogna gli States per un riscatto sociale che però tarda ad arrivare. Un riscatto che somiglia ad un’utopia, dove la differenza tra i sommersi e i salvati è più labile di quanto appaia. Con un agente dell’ICE, l’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere, che vive scisso in due. Tra il dilemma morale di applicare le regole che impone il suo Paese e i sentimenti che lo avvicinano ad una donna “migrante” che sente di amare profondamente e che nasconde il suo passato terribile fatto di privazioni e clandestinità.
L’agente, interpretato da Garrett Hedlund finisce per incrociarsi con la traiettoria di un’altra donna, interpretata da Zoe Saldana, che rimane senza documenti lottando per sfuggire ad uno spietato cartello dopo una fuga in piena notte. I due si incontrano ai lati opposti della vita (e dei ruoli) ma finiscono per collaborare per salvare la vita di una bambina innocente sottratta ad una madre senza alcuna considerazione dei legami di sangue.
Il film è stato prodotto dalla produttrice candidata all’Oscar Julie Yorn e da Marco Perego, insieme a Robert Kravis e Karl Herrmann sotto la loro insegna Pioneer Pictures, e dalla produttrice candidata all’Oscar Alexandra Milchan. Il regista e produttore premio Oscar Martin Scorsese e Rick Yorn sono produttori esecutivi, insieme a Cinestar Pictures di Zoe Saldaña, Ingenius Media, Ashland Hill e Sycuan Tribal. The Exchange si occupa dei diritti di vendita internazionali; CAA Media Finance si occupa dei diritti statunitensi.
“Sono davvero entusiasta di proiettare ‘The Absence of Eden’ al Teatro Antico,” ha dichiarato Barrett Wissman, direttore esecutivo e co-artistico del Taormina Film Festival. “La regia di Marco Perego è un’opera di bellezza e le interpretazioni del trio di attori Zoe Saldaña, Garrett Hedlund e Adria Arjona sono senza dubbio meravigliose”.
Il Taormina Film Festival è uno dei più prestigiosi festival cinematografici d’Europa e d’Italia, e attira registi internazionali, attori e appassionati di cinema da tutto il mondo. Le proiezioni si svolgono nello splendido Teatro Antico di Taormina. Il festival vanta una storia ricca e vivace e ha ospitato le anteprime di numerosi film importanti, tra cui La Dolce Vita, Il Padrino, Braveheart, Mission Impossible, Inglourious Basterds.
foto ufficio stampa Esclapon & Co.
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Tajani “Sulle migrazioni serve un Piano Marshall europeo”

ROMA (ITALPRESS) – Sulle migrazioni serve un “piano Marshall europeo, ma anche un lavoro forte” dell’Ue. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a “Caffè Europa” su Radio1 Rai.
“L’Italia – ha aggiunto – non può certamente essere il Paese dove arrivano i migranti, poi costretto a tenerli tutti”.
Il risultato più concreto del Consiglio Ue, ha evidenziato “è sulla Tunisia, da dove partono molti migranti”. Ma il resto non è positivo “perchè Polonia e Ungheria non hanno votato la parte nel documento che andava nella direzione giusta. Mi auguro che l’intesa arrivi prima possibile”.
credit photo agenziafotogramma.it
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Schlein “Uniti sul salario minimo, questo Governo ci isola in Europa”

ROMA (ITALPRESS) – Il Governo “ci sta isolando in Europa” e nel Paese sta “abbandonando i lavoratori poveri” nella morsa dell’inflazione. A sostenerlo in un colloquio con Repubblica è la segretaria del Pd, Elly Schlein, che fa del salario minimo la sua prima scommessa politica. “La ritengo importante, oltre che di sinistra, perchè il Paese è segnato da enormi sacche di lavoro povero, sottopagato, disconosciuto, mortificato – spiega -. Parliamo di tre milioni di italiani indigenti benchè, sulla carta, dotati di un impiego. Sono quei lavoratori che il governo Meloni sceglie di non vedere, si ostina a cancellare. Il decreto Lavoro, varato il Primo maggio, estende i contratti a termine e i voucher, ma archivia il reddito di cittadinanza che si era rivelato in questi anni uno strumento fondamentale per affrontare l’impoverimento progressivo. Il 20 per cento di chi lo prende è povero anche se lavora. Grazie a Giorgia Meloni perderanno questo supporto”. “La nostra – aggiunge – è una risposta forte delle opposizioni, che intanto fanno valere il principio per cui sotto una certa soglia non è più lavoro ma è sfruttamento, è povertà, appunto. Non è solo una proposta sul salario minimo, perchè rafforza la contrattazione collettiva e estende la retribuzione del contratto più rappresentativo a tutti i lavoratori del settore. Fissa una soglia minima di nove euro all’ora sotto la quale non si può andare. Per noi lavoro e povero non devono più stare nella stessa frase”. Secondo Elly Schlein “è importante” che il governo Meloni tenga conto di questa proposta “intanto, perchè non è una proposta velleitaria o strumentale ma un progetto avanzato da tutte le forze politiche che rappresentano l’altra metà degli italiani, quella che non ha votato centrodestra. Ma soprattutto, per l’obiettivo che si propone: far fronte al peso dell’inflazione che grava su moltissime famiglie, erodendone il potere di acquisto e creando sacche enormi di nuova povertà. Meloni e il suo governo non possono girarsi dall’altra parte”. “Abbiamo insistito perchè si lavorasse in modo condiviso – sottolinea -. Alla fine, la proposta sarà firmata e depositata da M5S, Pd, Azione, Sinistra italiana, Verdi e +Europa. Ci siamo sentiti con gli altri leader, ci sono state riunioni congiunte tra i dirigenti e i parlamentari competenti in materia, per noi la responsabile lavoro Cecilia Guerra. Loro hanno portato a termine la stesura del testo. Un metodo che funziona. Lo ritengo davvero un buon inizio”.
In merito al Mes, “questo è il governo dei rinvii e dello scaricabarile – dice -. Non si era mai vista una maggioranza che diserta in massa una seduta parlamentare dedicata alla ratifica di un delicato trattato internazionale, lasciando la sola opposizione in aula a votarla. Ratificare il Mes non significa chiedere l’attivazione di quello strumento, sono due cose diverse. Ma la propaganda e le fake news di Salvini e Meloni oggi si scontrano con la realtà. L’Europa sta attendendo i palleggi di un’Italia prigioniera della campagnaideologica della destra al potere. Questo è un fatto molto grave, l’impressione che ho e che corriamo rischi molto seri”.
Sui migranti “purtroppo – aggiunge – siamo isolati e lo saremo sempre di più, se Giorgia Meloni continua a scegliere gli amici sbagliati. Oggi voltano le spalle alla premier Orbàn e Morawiecki, gli alleati nazionalisti. Poco male, se non fosse che a pagare le conseguenze sarà l’intero Paese. Del resto, quando ci siamo battuti per modificare il Trattato di Dublino loro erano sul fronte opposto. E oggi che la premier si appresta adaccettare un compromesso al ribasso, che non cancella il criterio del primo Paese d’accesso che lascia maggiori responsabilità sull’accoglienza all’Italia, gli amici dell’Est la mollano. C’è sempre qualcuno più sovranista di te che fa gli interessi del suo Paese a discapito del tuo. Non è questa la solidarietà europea”.
E per quanto riguarda le sorti del Pnrr, “sono preoccupata – afferma -. I tentennamenti del governo rischiano di far perdere un’occasione storica all’Italia per ammodernare il Paese, per realizzare la trasformazione digitale, per affrontare la conversione ecologica e, a conti fatti, per ridurre le diseguaglianze. Da mesi il governo non comunica nemmeno le modifiche che intende sottoporre a Bruxelles. Io credo che stiano perdendo tempo perchè non condividono le finalità di questo piano e sarebbe un fatto gravissimo se fallissimo gli obiettivi”.
Poi, in merito alla vicenda Santanchè, sottolinea: “Sono emerse da alcune inchieste giornalistiche delle vicende gravissime, secondo cui le società che fanno capo alla ministra Santanchè non pagavano dipendenti, i fornitori, licenziavano senza tfr. E il Pd ha scoperto un debito con lo Stato per 2,7 milioni di euro. Ora ne risponderà in Parlamento. Ma ci sono ministri che si sono dimessi per molto meno. Quale sia l’esito inevitabile di questa vicenda, per il Pd, è molto chiaro”.
Nel colloquio Elly Schlein parla anche della “estate militante”, della “dieci proposte per un piano casa nazionale che finora è mancato all’Italia”. “Quando siamo arrivati il Pd era fermo al 15 per cento. In due mesi lo abbiamo riportato sopra il 20. Non faccio politica e non compio scelte guardando tutti i giorni i sondaggi. Mi preoccupa piuttosto la massa sempre più consistente di persone che non nutre più alcuna fiducia nella politica e rinuncia al voto. Per me la politica non è competizione con le altre forze di opposizione, ma lottare giorno per giorno per riconquistare la fiducia di chi ci ha rinunciato a votare perchè non crede più che la politica serva a migliorare la propria vita.
Gli elettori torneranno a scommettere su di noi e il Partito democratico se ne farà interprete per guidare un governo che abbia rispetto per i diritti, per il lavoro, per il clima e per l’eguaglianza tra tutti i cittadini”.
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Piazza Affari sui massimi nei primi 6 mesi

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con il segno più. L’indice Ftse Mib segna un +1,08% a quota 28.230 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna l’1,06% a quota 30.297 punti.
In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dell’1,11% a quota 47.465 punti. Milano chiude i primi 6 mesi delll’anno con un guadagno di olre 19 punti, la migliore piazza in Europa e fra le più performanti nel panorama mondiale, grazie soprattutto alla performance dei titoli del comparto bancario e dell’automotive. La frenata dell’inflazione nella zona euro e negli Stati Uniti ha dato sostegno ai listini continentali.
In particolare, nell’Eurozona l’inflazione è stimata al 5,5% in giugno dal 6,1% di maggio mentre negli Usa a maggio è scesa ai minimi dall’aprile del 2021. La componente “core” del dato si è attestata al 4,6% dal 4,7% di aprile. Per quanto riguarda le materie prime, sale il prezzo del petrolio, con il Wti a 70,7 dollari al barile e il Brent a 74,9 dollari, così come il gas naturale con il prezzo che ad Amterdam fa segnare 37,2 euro al megawattora. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 161 punti, con il rendimento del decennale al 4%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Iveco Group che guadagna 3,7 punti, ma in rialzo anche Erg, Prysmian e Diasorin. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Leonardo che cede un frazionale 0,34%, ma in calo anche A2A di qualche decimnale. Anche le altre principali Borse europee archiviano gli scambi con segni positivi, sulla scia dell’avvio in verde a Wall Street. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a +1,19%, Francoforte guadagna l’1,23% mentre Londra avanza dello 0,78%.
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Italia trasmette a Bruxelles proposta Piano integrato energia e clima

ROMA (ITALPRESS) – Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha trasmesso a Bruxelles la proposta di aggiornamento del Piano Nazionale integrato Energia e Clima. Il Pniec centra quasi tutti i target fissati dalle normative europee su ambiente e clima, superando in alcuni casi significativamente gli obiettivi comunitari al 2030. Inizia così l’iter di aggiornamento del Piano che condurrà alla approvazione definitiva del nuovo testo entro giugno del 2024. Tra i contenuti del testo, una quota del 40% di rinnovabili nei consumi finali lordi di energia che sale al 65% per i consumi solo elettrici. Il 37% di energia da rinnovabili per riscaldamento e raffrescamento, il 31% nei trasporti, 42% di idrogeno da rinnovabili per gli usi dell’industria. “Con questo testo, frutto di un lavoro intenso del Mase – spiega il ministro Gilberto Pichetto – vogliamo indicare una via alla transizione che sia realistica e non velleitaria, dunque sostenibile per il sistema economico italiano. E’ un documento – aggiunge il ministro – che conferma l’impegno dell’Italia sul clima e per la sicurezza energetica, in linea con l’ineludibile cambiamento di un modello di sviluppo che porti benessere alle famiglie e condizioni di crescita alle aziende italiane”. Con il Pniec vengono stabiliti gli obiettivi nazionali al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonchè gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, di mercato unico dell’energia e di ricerca, innovazione e competitività, delineando per ciascuno di essi le misure che saranno attuate per assicurarne il raggiungimento. In generale, è la riduzione delle emissioni nei settori civile, trasporti, servizi e agricoltura, che rappresenta il campo in cui più complesso appare il raggiungimento degli obiettivi europei che invece vengono centrati nel settore ETS dell’industria pesante. La proposta al vaglio dell’Europa e nei prossimi mesi oggetto della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è stata realizzata dal Mase con il supporto operativo del Gse, di Rse per la parte energetica, dell’Ispra per la parte ambientale e di Enea, PoliTo e PoliMi per la parte della ricerca e innovazione. Il dicastero inoltre ha coinvolto nel processo per raggiungere gli obiettivi ambientali ed energetici gli altri ministeri a vario titolo competenti: Mef, Mit, Mimit, Mur e Masaf.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

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