ROMA (ITALPRESS) – «L’amministrazione della giustizia ispirata a criteri di imparzialità e sobrietà rappresenta un pilastro dello stato di diritto. Lo ripetono costantemente le due Corti europee, facendo sentire la loro voce da Lussemburgo e da Strasburgo. Per questo mi colpisce molto nelle parole del Presidente il richiamo a una ‘proficua interlocuzionè, che comporta anche a quel livello capacità di ascolto. L’ascolto, che impariamo a praticare nei nostri rapporti privati, diviene una dote irrinunciabile quando si opera al servizio delle istituzioni, perchè è prova di immedesimazione nelle finalità delle istituzioni stesse; è insieme un esercizio di modestia e di forza». Così la presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, in un’intervista a La Repubblica.
L’anno prossimo ci sono quattro giudici che arrivano a fine mandato e alla domanda se sia preoccupata perchè la maggioranza di destra potrebbe eleggere solo membri della Consulta a sua immagine, risponde: «Non mi permetterei di entrare nei criteri di scelta dei giudici di nomina parlamentare. Il fatto che la Costituzione suggerisca un quorum così alto – tre quinti dopo la terza votazione, quorum che non scende mai nelle votazioni successive – è evidentemente un’indicazione. Significa che i giudici devono essere scelti per la loro ‘rappresentatività trasversalè. Vuol dire che non devono appartenere ad alcuna componente politica del Parlamento che li esprime, ma dovrebbero portare nel collegio un patrimonio di competenza, di indipendenza e di professionalità. Comunque la Costituzione prevede, come è noto, una composizione mista, dove solo cinque giudici sono di nomina parlamentare. Quindi già la composizione mista è una garanzia di pluralismo». «Mi riferisco – sottolinea la Presidente Sciarra – al pluralismo delle personalità, dei punti di vista. Come cittadina, oltre che come presidente della Corte, io mi augurerei che questo equilibrio di competenze, professionalità e di indipendenza fosse assicurato anche in futuro. E’ la grande ricchezza di un organo di garanzia. Enzo Cheli – vice presidente emerito della Consulta – diceva che la Corte “si ferma prima della politica” e che nasce come “uno snodo elastico tra le due sfere”, tra la giurisdizione e la politica. E’ uno scritto nel 1966 ma quanto è attuale!».
«Proprio sulla scorta del caso polacco, il tema dell’indipendenza della magistratura è diventato uno dei temi centrali nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Fra i valori fondanti dell’Unione europea c’è lo Stato di diritto e l’indipendenza dei giudici è la precondizione – lo scrive la Corte di Lussemburgo – per accedere ai valori della democrazia. Le due cose si intersecano profondamente. La Corte polacca nel 2021 ha avuto un gesto di totale ribellione nei confronti della supremazia del diritto europeo, ma anche questo principio è nel trattato dell’Unione europea che gli Stati membri sottoscrivono».
Questa supremazia è importante «perchè la nostra è un’unione di Stati e deve reggersi su questo collante. Se viene meno questo viene meno la stessa Unione. L’altro pilastro è il riconoscimento del ruolo della Corte di giustizia di Lussemburgo, che è sovrana nell’interpretazione del diritto dell’Unione. La corte polacca ha messo in discussione questi punti e il contrasto con la Corte di Lussemburgo non si è ancora concluso. Un problema simile si pone anche per l’Ungheria».
In merito al dibattito su una “presunta allergia ai controlli di questa maggioranza”, la Presidente Sciarra commenta «sono animata da uno spirito positivo e non voglio vedere derive autoritarie. Non spetta a me esprimere giudizi politici, parlo da un punto di vista tecnico, che riflette anche la posizione della dottrina. Facciamo l’esempio dell’ufficio parlamentare di bilancio: è un’istituzione attiva in altri paesi europei, in osservanza del Trattato. In Italia è originata da una legge costituzionale del 2012 che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione. Nasce con una funzione di controllo, come organo indipendente. L’indipendenza, infatti, come criterio guida, vale non solo per le magistrature, ma anche per le autorità di garanzia, con le quali ci vuole un dialogo e un confronto. E’ il cuore della separazione dei poteri su cui si basano gli equilibri democratici. C’è solo da guadagnare nell’ascolto e nella collaborazione».
Ed in riferimento al ddl Calderoli sull’autonomia differenziata,
«non sono preoccupata e non do consigli a nessuno – dice la Presidente Sciarra -. Certo è vero che alla Corte giungono molti ricorsi in via principale, ovvero azioni intraprese prevalentemente dallo Stato che impugna leggi regionali. E cosa si impara da questa giurisprudenza? La Corte, specie dopo la riforma del Titolo V, ha segnato dei punti di equilibrio fra centro e periferia. E’ chiaro che la tutela della salute è un diritto da tutelare al massimo, richiamando un principio forte e “bello” come quello di solidarietà. C’è una solidarietà fra cittadini ma c’è anche una solidarietà tra Regioni quando si tratta di garantire un bene collettivo sancito dalla Costituzione».
Sulla maternità surrogata, «non entro in un progetto all’esame del Parlamento. Voglio precisare che la Corte non si è mai occupata di maternità surrogata; la frase che lei ricordava è un inciso di una sentenza in cui, nel trattare del riconoscimento del figlio naturale nato attraverso maternità surrogata, si stigmatizza questa pratica per il possibile sfruttamento della donna e perchè lesiva della sua dignità. La Corte cerca di trattare in modo uguale i diritti dei figli nati da coppie dello stesso sesso. In Italia si fronteggia questo dilemma, che non sta a me sciogliere ma al legislatore. Possiamo immaginare che vengano trattati in modo diverso i nati? Partiamo da questi due fatti: sono “nati” e sono “in Italia”». «Su questa scelta il legislatore si dovrà misurare perchè sono soggetti bisognosi di tutela, anzi sono tra i soggetti più fragili perchè non hanno scelto come venire al mondo – dichiara la Presidente Sciarra -. La Consulta si è preoccupata di individuare un perimetro per tutelare questi soggetti titolari di diritti umani. Per esempio, il diritto all’identità, che per un “nato” deriva dalla presenza di un nucleo famigliare. La Corte dei diritti dell’uomo non si spinge a dire che tipo di famiglia debba essere quella che accoglie il nato, lasciando agli stati ampio margine di apprezzamento». «L’articolo 29 della Costituzione riconosce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Poi però c’è l’articolo 2 con cui la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo “nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Le formazioni sociali costituiscono altri esempi di nuclei famigliari. La Corte non può ridefinire il concetto di famiglia scolpito nell’articolo 29, ma la stessa Costituzione prevede altre formazioni sociali in cui possono essere tutelati i diritti della persona».
E in merito al dibattito su riforme istituzionali e presidenzialismo, dice «quella del Presidente della Repubblica, nella Costituzione e nel contesto istituzionale italiano, è una figura molto originale, presente ma discreta, garante dell’unità nazionale in tutti i consessi, incluso quello europeo, con una presenza critica, mai succuba. A me, come cittadina, piacerebbe che non venisse toccato questo ruolo di un presidente con poteri che non sono soltanto di rappresentanza, ma sono di orientamento anche rispetto al ruolo dell’Italia nei consessi europei», sottolinea la Presidente Sciarra.
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Sciarra “La Corte è di tutti, la sua indipendenza deve essere garantita”
Conte “Il Governo fa cassa sui poveri”. Grillo propone reddito universale
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo un problema di salari da 30 anni, abbiamo perso potere d’acquisto mentre negli altri Paesi il segno è positivo. Ci sono migliaia di lavoratori che si spaccano la schiena ogni giorno e non riescono ad arrivare alla fine del mese, è incostituzionale”. Lo ha detto Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, dal palco della manifestazione #bastaviteprecarie, a Roma. “Il governo ascolti almeno Visco sul salario minimo, è la strada giusta questa. Il livello dell’occupazione è iniziato a salire ben prima che questo governo si insediasse, frutto del nostro lavoro durante la pandemia, quando abbiamo voluto proteggere il tessuto sociale ed economico invece di mandarlo in rovina. Nel sud sempre meno occupazione, il lavoro è sempre più precario e il governo secondo noi ha fatto un errore colossale quando il primo maggio ha inteso celebrare la festa del lavoro introducendo il decreto precarietà”, ha continuato Conte.
“La partita sul reddito di cittadinanza non finisce perchè il governo si è reso conto che sarebbe stato un disastro sociale abolirlo completamente, la revisione che hanno fatto metterà sul lastrico i cosiddetti occupabili, una categoria astratta. Andate a dire a chi non trova lavoro che verrà abbandonato dallo Stato – conclude il leader pentastellato -. Siamo a giugno non c’è ombra di nessun corso di riqualificazione. Noi ci siamo resi disponibili a migliorare le politiche attive, non vogliamo prendere in giro nessuno. Noi ci chiediamo: il governo vuole aiutare o fare cassa sulla povertà?”.
Sul palco della manifestazione è salito anche Beppe Grillo, co-fondatore del M5S. “L’intelligenza artificiale distruggerà milioni di posti di lavoro. Serve un reddito universale incondizionato. Vanno protetti i lavoratori, non il lavoro”, ha detto Grillo.
“Siete i leader di voi stessi. Fate le brigate di cittadinanza, mettetevi il passamontagna e di notte, senza farvi vedere, fate i lavoretti, sistemate i marciapiedi. Reagite – ha proseguito -.Tutti quelli che hanno lasciato il movimento mi hanno denunciato. Io sto vivendo la mia terza vita e mi reincarnerò nella quarta. Darei il voto ai sedicenni, ma andrei oltre. Andrei per aspettativa di vita, un sedicenne dovrebbe votare 8 volte e un ottantenne non dovrebbe votare”.
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Nordio “L’abuso d’ufficio è un reato evanescente”
TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – “L’abuso d’ufficio era ed è ancora un reato così evanescente che complica soltanto le cose senza aiutare minimamente, anzi ostruisce le indagini, perchè si intasano le Procure di fascicoli inutili, disperdendo le energie verso reati che invece dovrebbero essere oggetto di maggiore attenzione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine del suo intervento a Taormina al Taobuk Festival.
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Mancini “Già iniziato il nuovo percorso, battere l’Olanda”
ENSCHEDE (OLANDA) (ITALPRESS) – Domani non si certifica la chiusura di un’epoca. Roberto Mancini rivendica la filosofia della sua mission sulla panchina azzurra: lanciare tanti giovani per una Nazionale capace di rigenerarsi in vista dei prossimi obiettivi. “Posso dire che il nuovo percorso è già iniziato, siamo arrivati alla fase finale di Nations League con un gruppo giovane. Poi ci sono diverse competizioni giovanili e abbiamo lasciato dei giocatori all’under 21 per tentare la qualificazione alle Olimpiadi. La strada è già stata intrapresa”, sottolinea il mister azzurro alla vigilia della finale per il terzo posto della Nations League contro l’Olanda, in programma domani alle 15 a Enschede. “Purtroppo c’è stata la parentesi del Mondiale, dove siamo usciti immeritatamente, ed è stato l’unico momento negativo, ma siamo arrivati alla fase finale della Nations per due anni consecutivi, anche se volevamo vincere”, aggiunge il coach degli azzurri. Che, dopo la sconfitta con la Spagna, è sembrato più scoraggiato del solito, dando adito anche a voci incontrollate sul suo futuro: “Per fortuna che il Napoli ha preso l’allenatore, sennò… Ero dispiaciuto per aver perso e non essere andato in finale, ma è tutto come prima. Se uno è ct della Nazionale è felice a dispetto di tutto, poi si è scontenti se si perde una partita”, assicura il mister jesino. Domani, contro l’Olanda, scenderà in campo un’Italia con tanti volti nuovi rispetto al ko con le ‘Furie Rossè: “Retegui? Certo che giocherà, era prevista una partita per uno, i giocatori sono stanchi e ci saranno dei cambi. Domani è sempre una partita internazionale importante, anche se non conta per il primo posto giocheremo per vincere”. Pronto domani a dare una mano concreta in attacco anche Giacomo Raspadori, l’attaccante del Napoli che ambisce ad un ruolo da titolare anche nell’Italia del futuro immediato. “Tocca a noi giovani in campo dare risposte e dimostrare che questo ciclo può avere un seguito – ammette – Dobbiamo fare del nostro meglio nei rispettivi club e poi fare le stesse cose in Nazionale. Dopo la felicità dell’Europeo e il ko nelle qualificazioni per i Mondiali abbiamo maturato tanta esperienza. Nel gruppo azzurro ci sono tanti calciatori esperti: per noi giovani è sempre bello essere qui, con questa maglia”. Insomma, il ‘Manciò potrà sempre contare ad occhi chiusi sul talento di ‘Jack’ Raspadori perchè, ricorda il fresco campione d’Italia, “l’azzurro è sempre un sogno per ogni ragazzino che comincia a giocare a calcio. Quando si ha la fortuna di indossare questa maglia si cerca sempre di fare il massimo”. A cominciare dalla sfida di domani contro l’Olanda.
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Martin precede Bagnaia nella Sprint Race al Sachsenring
SACHSENRING (GERMANIA) (ITALPRESS) – Lo spagnolo Jorge Martin (Ducati Prima Pramac), con il tempo di 20’21″871, ha vinto la gara Sprint del Gran Premio di Germania di MotoGP. Pecco Bagnaia, su Ducati, ha chiuso secondo, a 2″468, precedendo l’australiano Jack Miller (Ktm), terzo a 3″287. Quarto posto per Luca Marini su Ducati targata Mooney46 Racing Team, quinto il francese Johann Zarco (Ducati Prima Pramac), sesto il sudafricano Brad Binder (Ktm), settimo Marco Bezzecchi (Ducati Mooney46 Racing Team), quindi Alex Marquez, Aleix Espargarò ed Enea Bastianini (Ducati) chiudono la top ten.
“Nei primi giri è stato difficile, adesso speriamo di lottare anche domani per la vittoria” le parole del vincitore dopo la gara. “E’ stato molto divertente battagliare con Jack Miller. Jorge Martin era più veloce, ho cercato di riavvicinarmi poi ho accettato la seconda posizione. Ora vediamo domani” ha detto Pecco Bagnaia.
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Non solo Pnrr, investimenti da 1,9 miliardi per la Palermo del futuro
PALERMO (ITALPRESS) – Un totale di 1,9 miliardi per dare un nuovo volto alla città di Palermo, intervenendo su infrastrutture e servizi. Una partita cruciale per il capoluogo siciliano. Se ne è parlato durante il workshop “Pon Metro, Palermo città del futuro, oggi”, che si è svolto al Teatro Massimo del capoluogo siciliano. Un incontro moderato dal direttore dell’agenzia di stampa Italpress, Gaspare Borsellino, e dedicato ai progetti in città previsti dal Pon Metro 2014-2020, ma anche alla nuova progettazione PN Metro Plus e Città Medie 2021-2027, e naturalmente al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
“Quello che stiamo vivendo relativamente al PNRR è una straordinaria opportunità. Il governo Meloni crede fortemente nell’innovazione tecnologica ma abbiamo la necessità di coinvolgere tutti. E’ suggestivo farlo in questa città, che ha portato risultati anche a livello europeo in termini di cultura e architettura. Digitalizzare significa rendere trasparente un sistema – ha detto Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio -. Lo stiamo facendo con delle piattaforme, ed è fondamentale ragionare in termini di interoperabilità. Abbiamo necessità di accelerare i tempi, diminuire le spese dei cittadini, e lo stiamo facendo con investimenti importanti. Dobbiamo lavorare sui dati, arriveremo al 2026 con un’identità digitale unica. Il dato è in continua trasformazione, in continua evoluzione, e dobbiamo disciplinare la tecnologia. Su Palermo e la Sicilia stiamo lavorando ai massimi livelli”.
Al centro di tutto dunque il capoluogo siciliano proiettato in un percorso in continuo divenire, di semplificazione burocratica, con l’obiettivo di raggiungere gli standard delle grandi capitali europee. Ma non si può sperare in un concreto futuro se non si ottimizzano le risorse del presente. Risorse come quelle del PNRR, seguite da quelle del Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014 – 2020” (PON), adottate dalla Commissione Europea, a supporto dell’Agenda urbana nazionale in linea con gli obiettivi e le strategie proposte per l’Agenda urbana europea che individua nelle aree urbane i territori chiave per cogliere le sfide di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile.
La trasformazione digitale mira a modellare il futuro, migliorare la comunicazione tra gli utenti e i fornitori di servizi sociali. Ciò si traduce in una maggiore efficienza, tempi di risposta più rapidi, un aumento di qualità della vita per l’intera collettività.
L’innovazione passa ovviamente anche dalle infrastrutture, e in tal senso l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Aricò ha portato il punto di vista della Regione. “Dobbiamo capire da dove passano i dati, la loro sicurezza. Stiamo lavorando per infrastrutture che si vedono e che non si vedono, e per le quali abbiamo messo in campo milioni di euro – ha spiegato -. Tra i primi interventi la Pedemontana di Palermo, la futura circonvallazione, il primo progetto in Sicilia che verrà aiutato dai Big data, una soluzione assolutamente innovativa usata già in Campania e Trentino. Il 2025 sarà sinonimo di due grandi opportunità per la Sicilia: le ricatute positive del Giubileo e Agrigento capitale della cultura. Anche qui stiamo lavorando a progetti sperimentali per ottimizzare Agrigento con Palermo. Dobbiamo lavorare sul coordinamento delle linee di finanziamento. Spesso ci sono accavallamenti tra i dipartimenti, e questo accade perchè le città tra loro non parlano”.
“Dobbiamo dare ai cittadini la possibilità di scegliere in tempi immediati come e quando spostarsi, via mare, via terra, su linee urbane ed extraurbane, e tutto questo con servizi all’avanguardia”, ha aggiunto.
“Palermo viaggia veloce verso il 2030, abbracciando le possibilità che l’avanzamento tecnologico offre, per essere sempre più riferimento d’Italia e d’Europa. Oggi a parlare devono essere i protagonisti della rivoluzione urbana. Innovazione, energie rinnovabili, turismo, cultura e agrifood: abbiamo puntato su un programma che ha messo in fila le priorità e le esigenze di questa città. Stiamo lavorando in sinergia con tutti, affinchè queste esigenze vengano almeno in parte soddisfatte. Il tema della digitalizzazione è trasversale a questo processo. Dobbiamo essere prossimi al cittadino, funzionalmente integrati, per ambire a risultati non limitati”, ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
Durante il workshop sono stati presentati i dati non solo del Pon Metro, ma anche di altri importanti piani di finanziamento, tra cui il Pnrr e l’Agenda Urbana 2014/2020.
Ecco il dettaglio delle singole linee di finanziamento e delle rispettive cifre.
PON Metro 2014-2020 (Assi 1-5): 88,3 milioni di euro. Asse 1 – Agenda Digitale (Fesr): 17.060.000 euro; Asse 2 – Efficientamento energetico e Mobilità sostenibile (Fesr): 35.163.900,47 euro; Asse 3 – Inclusione e Innovazione Sociale (FSE): 29.511.806,59 euro; Asse 4 – Edilizia sociale (FESR): 5.396.003,45 euro; Asse 5 – Assistenza tecnica e comunicazione (FESR): 1.251.799 euro.
PON Metro 2014-2020 (Assi 6, 7, 8 React-EU): 74,1 milioni di euro. Asse 6 – Resilienza mediante interventi di agenda digitale e green (FESR): 62.387.710,58 euro; Asse 7 – Resilienza mediante interventi di inclusione sociale (FSE): 5.714.285,71 euro; Asse 8 – Assistenza Tecnica REACT/EU e Capacity Building (FESR): 6.000.000 euro.
Programma Operativo Complementare “Città Metropolitane” 2014-2020 (Poc Metro), fondi nazionali: 45 milioni di euro.
PN Metro Plus 2021-27: 225,1 milioni di euro. Obiettivo Policy 1 – Un’Europa più intelligente (FESR): 23.769.523,33 euro; Obiettivo Policy 2 – un’Europa più verde (FESR): 49.024.642,00 euro; Obiettivo di Policy 4 – Un’Europa più sociale (FSE+): 73.676.190,43 euro; Obiettivo di Policy 5 – Un’Europa più vicina ai cittadini (FESR): 75.765.358,39 euro; Assistenza Tecnica (FESR): 2.365.000 euro; Assistenza Tecnica (FSE+): 500 mila euro.
Agenda Urbana PO FESR Sicilia 2014-2020: 67,4 milioni di euro. Agenda Digitale: 4.535.514 euro; Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: 1.300.000 euro. Adozione soluzioni tecnologiche per la riduzione dei consumi energetici delle reti di pubblica illuminazione: 39.050.000 euro; Rinnovo del Materiale rotabile: 17.230.289,10 euro; Turismo sostenibile: Turismo sostenibile 1.865.639,60 euro; Recupero asili nido: 3.468.249,30 euro.
Investimenti Area Urbana Funzionale (FUA) Po Fesr 2021-2027. Palermo presenterà progetti per 130 milioni di euro.
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): 233,1 milioni di euro. Edilizia Pubblica: 10.027.698,24 euro; Edilizia scolastica: 15.897.682,09 euro; Innovazione e digitalizzazione: 11.546.930,28 euro; Logistica: 10.000.000 euro; Mobilità: 96.239.313 euro; Rigenerazione urbana: 68.175.680 euro; Rischio: 499.563,36 euro; Servizi sociali: 7.151.500 euro; Strade e viabilità: 4.999.827,13 euro; Verde urbano: 8.614.487,35 euro.
Investimenti correlati al Pnrr: 541 milioni di euro
Art. 42 D.L. 50/2022 “Sostegno agli obiettivi PNRR delle grandi Città” – N. 3 progetti di economia circolare (ciclo integrato dei rifiuti): 60.000.000 euro; Sistema Tram Palermo – Fase II – Linee D, E, F e G (finanziato “a legislazione vigente” = fondi ministeriali): 481.000.000 euro.
Altri investimenti: PSC Città Metropolitana di Palermo 335 milioni di euro; Accordo di Programma con la Regione Sicilia Ex Gescal 47,4 milioni di euro; RUIS – Riqualificazione urbana infrastrutture e sicurezza 21,5 milioni di euro; Fondi ex FAS (Del. CIPE 69/2009) 90,7 milioni di euro.
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Pd, Schlein “Con M5S si può lavorare insieme su alcuni temi”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il Movimento 5 Stelle si mobilita. Ci sono terreni su cui si può lavorare insieme, anche nelle nostre differenze, e noi vogliamo unire le forze dentro e fuori il Parlamento contro un Governo che aumenta la precarietà”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando con i giornalisti a margine della manifestazione del M5S contro la precarietà. Schlein ha scambiato un breve saluto con il leader del M5S Giuseppe Conte.
“Sul salario minimo non c’è solo il M5S, ma anche Pd, Calenda e Alleanza Verdi-Sinistra”, ha aggiunto.
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Oltre 2mila presenze per la festa dei 25 anni dell’Università Bicocca
MILANO (ITALPRESS) – Oltre 2mila presenze alla festa per i venticinque anni dell’Università di Milano-Bicocca e agli appuntamenti musicali del Bicocca Music Festival, promosso per il secondo anno consecutivo dall’Ateneo. Dai Coma Cose a Raphael Gualazzi, dall’Orchestra sinfonica dell’Ateneo alla street music, gli eventi delle due manifestazioni hanno attirato non solo la comunità accademica, ma anche cittadini e turisti.
Ad aprire le danze era stata la festa dei 25 anni dell’Università di Milano-Bicocca, lunedì scorso: l’incontro con il duo indie-pop dei Coma Cose in Aula magna, lo show di break dance della campionessa italiana Alessandra Chillemi e dei ballerini della B-Students Academy in piazza dell’Ateneo Nuovo e l’intervento della rettrice Giovanna Iannantuoni, seguito dal taglio della torta e dal brindisi al compleanno speciale. Martedì aveva preso il via la seconda edizione del Bicocca Music Festival, la manifestazione dedicata alla musica promossa dall’Ateneo, inaugurata dal dialogo con il pubblico del cantautore e pianista Raphael Gualazzi, in Auditorium, proseguita poi con esibizioni di street music e il concerto dell’Orchestra sinfonica dell’Università di Milano-Bicocca, diretta da Yakov Zats, e del violoncellista Denis Shapovalov. A chiudere la settimana di eventi, ieri pomeriggio, sono stati il “Bicocca Green Game”, caccia al tesoro sulla sostenibilità al Vivaio Bicocca, e il concerto in piazza dell’Ateneo Nuovo, organizzato in collaborazione con il Consiglio degli studenti: solisti e gruppi musicali, composti da studenti, docenti e personale di Milano-Bicocca, si sono alternati sul palco en plein air, in un viaggio musicale che ha spaziato dal pop al reggae, dall’elettronica al rock, dalla new wave all’hip hop.
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-foto ufficio stampa Università di Milano-Bicocca-

