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Papa Francesco dimesso dal Policlinico Gemelli

ROMA (ITALPRESS) – Papa Francesco è stato dimesso dal Policlinico Gemelli. Il Pontefice è stato salutato da una folla di persone, che insieme a stampa e fotografi si sono sistemati davanti l’uscita del nosocomio. Il Papa, sorridente, ha salutato i medici prima di salire in auto alzandosi in piedi. E’ rimasto in ospedale per 10 giorni in seguito all’operazione di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi. Il “decorso clinico è proseguito regolarmente e fino all’ultimo bollettino “gli esami ematochimici sono risultati nella norma”.
“Sarà un papa piu forte” ha detto Sergio Alfieri, il chirurgo che ha operato il Pontefice al Policlinico Gemelli. “Quanto durerà la convalescenza? Lui ha già cominciato a lavorare, lo attendono impegni importanti che osserverà. Il Santo padre ha voluto ringraziare tutto il personale, gli operatori sanitari, la direzione, ha avuto un colloquio personale con un collega che non sta bene, ha voluto osservare anche il ministero sacerdotale. Cosa ci ha detto? Grazie, pregare per me. Il papa sta meglio di prima”.

– foto: agenzia fotogramma

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Mafia, confiscati beni per 18 milioni a eredi imprenditore catanese

CATANIA (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia ha confiscato beni per un valore di 18 milioni di euro agli eredi di un imprenditore catanese.
Il provvedimento di confisca dei beni, emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, è stato eseguito nei confronti degli eredi di un imprenditore deceduto nel 2018, operante nel settore della raccolta di rifiuti solidi urbani e ritenuto contiguo alla criminalità organizzata.
L’uomo nel 2017 era stato arrestato nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Piazza Pulita” e nel 2018 era stato nuovamente tratto in arresto dalla DIA di Catania in esecuzione di un provvedimento applicativo di misura cautelare nell’ambito dell’operazione “Gorgoni”.
Secondo gli investigatori, i beni a lui riconducibili, “erano stati trasferiti fittiziamente ai familiari ben prima del suo decesso proprio per eludere la probabile misura di prevenzione che potesse essere disposta a suo carico”.
Dagli accertamenti patrimoniali condotti dagli investigatori della DIA sarebbe emersa “una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati dall’imprenditore e dal proprio nucleo familiare e l’imponente impero economico accumulato negli anni”. “L’effettiva incapienza reddituale – spiega la Dia in una nota – è stata dimostrata anche per il nucleo familiare del genero dell’imprenditore che è risultato il titolare della gran parte dei beni confiscati e direttamente riferibili al proposto”.
Sono oggi in confisca e amministrate dal Tribunale, tramite un amministratore giudiziario appositamente nominato, due aziende operanti nel settore della raccolta e gestione dei rifiuti, unità immobiliari, un autoveicolo e rapporti bancari e finanziari.
Il patrimonio sottoposto a confisca è valutato in circa 18 milioni di euro.

– Foto Ufficio stampa Dia –

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Riforma giustizia, Decaro “Tanti sindaci distrutti da avvisi garanzia”

ROMA (ITALPRESS) – «Il problema dell’abuso di ufficio è serio per i sindaci. Il 67% di chi riceve l’avviso di garanzia non va nemmeno a giudizio. Ci sono dati del 2021 che dicono che il 99% di chi ha avuto l’avviso di garanzia è risultato assolto, o non ha avuto neanche il non rinvio a giudizio». E’ il pensiero di Antonio Decaro, presidente Anci, in una intervista al Corriere della Sera, a proposito dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. “Sono anni che noi sindaci chiediamo che il perimetro del reato di abuso d’ufficio venga definito meglio. Una modifica è stata fatta, con il governo Conte. Cosa è successo? Il numero degli avvisi di garanzia è diminuito, ma è rimasto il problema evidenziato dalle statistiche assurde che ho appena citato».
Un bene l’abolizione del reato? Non ho le competenze tecniche per dire cosa è bene e cosa è male».
Il Pd è contrario all’abolizione del reato di abuso d’ufficio: «Sì. Io però non ne faccio una questione ideologica, nè in questo caso rispondo al partito del quale ho la tessera. Sono il rappresentante dei sindaci». “Se un sindaco sbaglia è giusto che paghi. Non abbiamo mai chiesto mani libere, anzi, vogliamo regole certe per rispettare la legge. Ad oggi so solo che ci sono tanti sindaci la cui vita è stata distrutta dagli avvisi di garanzia e non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto a livello privato, familiare, della reputazione. E spesso per motivi incredibili, non solo per l’abuso di ufficio” ha continuato Decaro.

– foto: agenziafotogramma.it

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Azzurri ko all’88°, Spagna in finale di Nations League

ENSCHEDE (OLANDA) (ITALPRESS) – La Spagna batte l’Italia 2-1 e si qualifica per la finalissima di Nations League contro la Croazia, in programma domenica al De Kuip di Rotterdam. Nello stesso giorno la Nazionale azzurra invece dovrà accontentarsi del match per il terzo o quarto posto contro l’Olanda. Sono le reti di Pino e Joselu a vanificare il momentaneo pareggio di Immobile e a permettere alle Furie Rosse di bissare il successo in semifinale del 2021, quando a San Siro Gavi e compagni chiusero la striscia di imbattibilità degli uomini di Mancini, prima di uscire sconfitti nel match decisivo con la Francia. Stavolta ad Enschede il Ct azzurro schiera una formazione più guardinga, con i rientranti Zaniolo e Immobile come unici riferimenti offensivi del 3-5-2. Nella cornice del Twente Stadion di Enschede – dopo un minuto di silenzio in memoria di Silvio Berlusconi -, il risultato si sblocca al 3′. Un pasticcio di Bonucci spalanca la porta a Yeremi Pino che a tu per tu con Donnarumma non sbaglia. All’11’ però, su un tiro di Zaniolo, è un tocco di mano in area dell’esordiente Le Normand a regalare a Immobile il rigore che vale l’1-1.
Dieci minuti dopo Frattesi va in gol sulla verticalizzazione di Jorginho, ma il Var cancella il vantaggio azzurro per fuorigioco. Come nel primo tempo, anche ad inizio ripresa è la Spagna a partire meglio: al 49′ Asensio pesca in area Merino ma da due passi Donnarumma nega il gol d’istinto e sulla ribattuta Morata non trova la porta. Il portiere del Psg è meno preciso in uscita al 52′, ma Rodri in acrobazia lo grazia. Al 65′ è decisivo anche Unai Simon: cross di Zaniolo, Frattesi calcia a botta sicura e il portiere dice no con un gran riflesso. Fatica ad entrare in partita Federico Chiesa, entrato al posto di Immobile. Il Ct spagnolo De la Fuente invece indovina il cambio: Joselu prende il posto di Morata e sfrutta un tiro deviato di Rodri per battere Donnarumma e regalare alla Spagna la seconda finale della Nations League.
– foto LivePhotoSport –
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Via libera del Consiglio dei Ministri alla riforma della giustizia

ROMA (ITALPRESS) – Via libera dal Consiglio dei ministri al Ddl Nordio. Cancellato il reato d’abuso d’ufficio, limitato l’uso delle intercettazioni a fini processuali e prevista una revisione delle norme che regolano la custodia cautelare. Inoltre, aumentato di 250 unità l’organico in magistratura. Ma anche limitati i poteri del pm sulle assoluzioni.
“Le riforme non si improvvisano in due giorni o in due settimane, questa riforma è il frutto di sei mesi di lavoro di uno staff estremamente preparato”, ha spiegato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa al termine del Cdm.
“La riforma era già stata calendarizzata, la sorte ha voluto che coincidesse con questo evento luttuoso, il rammarico è che Berlusconi non potrà vederla”, ha sottolineato.
“Il reato dell’abuso di ufficio viene abrogato e viene eliminata la paura della firma. Ho sentito parecchie inesattezze sul vuoto di tutela che si realizzerebbe, un vuoto che non c’è”, ha aggiunto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Inoltre, “siamo intervenuti sulle intercettazioni non come vorremmo perchè una radicale trasformazione del sistema, che ha raggiunto dei livelli quasi di imbarbarimento, postula una rivoluzione del codice di procedura penale. Siamo intervenuti nel settore più sensibile per tutelare i terzi, coloro che a loro insaputa vengono citate in conversazioni i quali peraltro se sono sospettate di essere dei malandrini partono dal presupposto di esserlo, spesso volutamente fanno nomi di terzi”.
“Abbiamo introdotto una limitazione dei poteri di appello del Pm per quanto riguarda le sentenze di assoluzione. Se una persona è già stata assolta in un processo è irrazionale che il Pubblico ministero possa appellare, perchè o quel giudice è irragionevole e andrebbe cacciato o è sbagliata la norma”, ha puntualizzato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa al termine del Cdm. “Abbiamo però limitato questa possibilità di appello perchè abbiamo una sentenza della Corte costituzionale che ha dei limiti, li abbiamo rispettati ma abbiamo introdotto questo concetto”, ha spiegato Nordio, che ha aggiunto: “In prospettiva cambieremo la Costituzione, la nostra Costituzione è stata modellata paradossalmente su due codici che erano fascisti, uno è rimasto in piedi ed è il codice penale del 1930, mentre un codice di procedura penale firmato da un eroe della Resistenza come Vassalli è stato demolito e snaturato”. “Il nostro obiettivo è quella di realizzare l’idea del professor Vassalli il cui codice è stato snaturato”, ha ribadito.
“Siamo intervenuti sull’informazione di garanzia che è diventata una garanzia di informazione, ovvero una volta che viene emessa, il giorno dopo finisce sui giornali e costituisce una condanna anticipata. Non è un bavaglio alla stampa”, ha tenuto a puntualizzare il ministro Nordio.
“Auspico che l’opposizione, che deve fare il suo dovere, non dico che faccia una concertazione o un accordo, ma venga fatta in termini razionali e non emotivi come abbiamo sentito fino ad ora da molte parti – ha aggiunto Nordio -. Il Parlamento deve essere disposto ad ascoltare, ma il mio auspicio è che si argomenti con delle ragioni del cervello. Confrontiamoci, ma non rifugiamoci in vuote formule di astrazione metafisica che non significano nulla”.
credit photo agenziafotogramma.it
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Rudi Garcia nuovo allenatore del Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – “Ho il piacere di annunciare che, dopo averlo conosciuto e frequentato durante gli ultimi 10 giorni, il signor Rudi Garcia sarà il nuovo allenatore del Napoli. A lui il più sincero benvenuto e un grande in bocca al lupo!”. Con queste parole, su Twitter, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis annuncia il successore di Luciano Spalletti. Il tecnico francese, dunque, torna in Italia: ha allenato la Roma dal giugno 2013 al gennaio 2016. In carriera ha allenato anche Saint Etienne, Dijon, Le Mans, Lille, Marsiglia, Lione e Al Nassr.
– foto Image –
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Michelin, festa per i 60 anni dello stabilimento di Cuneo

TORINO (ITALPRESS) – Con 315 milioni di investimenti dal 2018 Michelin in Italia è leader per numero di dipendenti e per numero di pneumatici prodotti, il 58% dell’output nazionale. Un risultato festeggiato alla Nuova Lavazza di Torino, città dove nel 1906 venne stabilita la prima sede estera del gruppo francese, insieme al 60° anniversario dello stabilimento di Cuneo. Ad oggi quest’ultimo è il più importante impianto del Bibendum in Europa occidentale, con 2.300 dipendenti, ed è uno degli otto siti che sviluppano nuove tecnologie da estendere poi alle altre 120 fabbriche che fanno parte del gruppo di Clermont Ferrand. “La storia del sito di Cuneo e della Michelin Italiana sono la prova che la produzione ‘Made in Italy’ è una sfida che può essere affrontata con successo. Per poterlo fare è necessario puntare sulla competitività degli stabilimenti che è determinata da una visione strategica permeata dai valori di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, commenta Simone Miatton, presidente e a.d. di Michelin Italia.
“Lo stabilimento di Cuneo ha, nel tempo, soddisfatto una serie di requisiti che determinano la redditività di un sito industriale. Grazie alla posizione di Leader Tecnologico conquistata all’interno del Gruppo, i team hanno stimoli e i mezzi per continuare a costruire il futuro del sito”, aggiunge Simone Rossi, direttore dello stabilimento di Cuneo.
Michelin conta oggi circa 132.000 dipendenti in 177 Paesi. In Italia le attività sono concentrate oltre che a Torino e Cuneo, ad Alessandria dove c’è un impianto dedicato alla produzione di pneumatici per mezzi pesanti e agricoli, mentre in Lombardia sono ubicati gli uffici della direzione commerciale e a Pomezia la sede del secondo polo logistico Europeo. Sono 3.800 persone che lavorano per Michelin in Italia, il 99,7% con un contratto a tempo indeterminato. 246.000 le ore di formazione erogate nel 2022 e una capacità produttiva installata di 14 milioni di pneumatici l’anno, di cui 13 milioni a Cuneo. Proprio nell’impianto nella Granda si stanno implementando nuove soluzioni al fine di ridurre l’impatto ambientale, Michelin prevede la decarbonizzazione entro il 2050.
Un cammino che passa anche dalle 36 presse elettriche che hanno già consentito di risparmiare 4.000 tonnellate di CO2, ed un nuovo impianto di trigenerazione ad alta efficienza operativo dal 2024 consentendo di coprire il 97% del fabbisogno energetico dello stabilimento di Cuneo. Inoltre, attraverso l’integrazione di queste soluzioni e impianti, dal 2024 il sito produttivo avrà a disposizione il 16% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, corrispondente ad una riduzione di emissione di CO2 di 18.000 tonnellate all’anno.
Non solo, Michelin che sostiene da sempre lo sviluppo delle filiere locali, il 21 giugno inaugurerà all’interno dello stabilimento di Cuneo, un laboratorio d’Innovazione, che avrà la funzione di fornire un supporto strategico e operativo in ottica dell’Industria 4.0.
Si tratta di un HUB del Competence Industry Manufacturing 4.0 di Torino (CIM4.0), uno degli otto centri di competenza nazionali ad elevata specializzazione promossi dal Mise, oggi Mimit, riconosciuto come polo d’eccellenza nell’ambito della trasformazione tecnologica delle imprese con la diffusione di tecnologie e competenze dell’Industry 4.0.
Le tematiche in corso di sviluppo presso Michelin Cuneo saranno: sistemi a guida autonoma interni ed esterni (Automated Guided Vehicle); sistemi di analisi vibrazionale e manutenzione predittiva per macchinari di produzione; sistemi di visione basati su Machine Learning; sistemi Robot per applicazioni industriali; sistemi di esecuzione della produzione.

– foto ufficio stampa Michelin –
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Fisco, nei primi 4 mesi del 2023 entrate +4%

ROMA (ITALPRESS) – Nei mesi gennaio-aprile 2023 le entrate tributarie e contributive sono cresciute complessivamente del 4% (+9,4 miliardi di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato, reso noto dal ministero dell’Economia e contenuto nel Rapporto mensile redatto dal Dipartimento delle Finanze e dalla Ragioneria generale dello Stato, è determinato dalla variazione positiva delle entrate tributarie (+5,095 miliardi di euro, +3,4%) e dalla crescita del 5,2% degli incassi contributivi (+4,305 miliardi di euro).
L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con il Bollettino del 5 giugno scorso.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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