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Maltempo, Bonaccini “Giovedì von der Leyen in Emilia-Romagna”

ROMA (ITALPRESS) – “Dopodomani verrà Ursula von der Leyen quasi certamente. Con il governo abbiamo già inteso chiedere l’attivazione del fondo di solidarietà europea. Nel 2012 ci arrivarono circa 700 milioni, noi siamo convinti che altre centinaia di migliaia di euro possano arrivare dall’Ue proprio da un fondo che rappresenta gli interventi quando accadono, come in questo caso, delle calamità naturali”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi.
“Molte delle richieste sono state soddisfatte, noi siamo soddisfatti. Questo è un primo passo molto importante, è chiaro che riguarda l’emergenza e poi noi avremo da stabilire tutto quello che sta alla voce ricostruzione”, ha aggiunto. Ricostruzione come accadde “esattamente 11 anni fa con quel terremoto devastante da 12 miliardi di danni; anche allora si susseguirono le polemiche, poi tutti hanno dovuto prendere atto che è stata fatta una ricostruzione che non so quanti precedenti ha nella storia del Paese. L’abbiamo fatto grazie al contributo di tutti, nessuno escluso”, ha concluso Bonaccini.
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-foto agenziafotogramma.it-

Almeida vince sul Monte Bondone, Thomas in maglia rosa

MONTE BONDONE (ITALPRESS) – Joao Almeida ha vinto la sedicesima tappa del Giro d’Italia 2023, la Sabbio Chiese-Monte Bondone di 203 chilometri con traguardo in salita. Il corridore portoghese della UAE Team Emirates ha regolato, nello sprint a due che ha deciso la frazione, il britannico Geraint Thomas (Ineos Grenadiers), che si è consolato riconquistando la maglia rosa a spese del francese Bruno Armirail (Groupama-FDJ). Terzo posto di giornata, con un ritardo di 25″, per lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo-Visma). Giornata parzialmente negativa per l’italiano Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), che si è staccato dai migliori a 5 chilometri dall’arrivo e ha accusato un passivo di 1’15”. Domani la diciassettesima tappa, la Pergine Valsugana-Caorle di 195 chilometri.
– Foto LivePhotoSport –
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Maltempo, dal Consiglio dei Ministri via libera a decreto da 2 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto con i primi provvedimenti per fronteggiare l’emergenza maltempo. Dopo la riunione del Cdm, si è tenuto un incontro tra il Governo e il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, assieme a 18 sigle di associazioni datoriali e di lavoratori della regione colpita dall’alluvione.

“Lo stanziamento complessivo è di oltre 2 miliardi di euro per le zone colpite”, afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso dell’incontro.

“Questo decreto prevede la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti contributivi fino al 31 agosto, con la ripresa dei pagamenti al 20 novembre. Il differimento dei mutui nei confronti di CdP, inoltre, sulle utenze è già stata deliberata la sospensione del pagamento da parte di Arera ma c’è una norma che la rafforza; sui mutui non serve una norma perché fa fede il protocollo d’intesa tra governo e Abi”, spiega Meloni.
“Ancora non siamo in grado di quantificare tutte le necessità e i danni, ma in passato interventi di emergenza e urgenza di 2 miliardi non si erano ancora visti”, sottolinea il premier.
“Il ministero dell’Agricoltura ha stanziato 100 milioni di euro per interventi di indennizzo a favore delle aziende agricole e ulteriori 75 milioni a valere sul fondo innovazione, ovvero per l’acquisto di macchinari”, spiega Meloni, che cita anche un altro provvedimento: “Il ministro della Cultura Sangiuliano prevede l’aumento temporaneo di 1 euro per i biglietti d’ingresso nei musei, utilizzando i proventi che arriveranno da questa misura per mettere in sicurezza i beni culturali che sono stati danneggiati dall’alluvione”.

“Questo è un primo passo importante e vi ringraziamo, abbiamo davanti una strada che non sarà breve ma che vogliamo riuscire insieme a realizzare. L’Emilia era spezzata ed era in ginocchio, siamo riusciti a ripartire e ci siamo rialzati, siamo sicuri che faremo così anche per la Romagna, ma questo sarà possibile solo con un lavoro corale”, spiega il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “Ci sarà il tema della ricostruzione, prendiamoci il tempo che serve, questo è un primo decreto e ne servirà uno vero e proprio per la ricostruzione. Noi abbiamo bisogno di norme e procedure speditive, di semplificazione per garantire una capacità di intervento adeguata al bisogno di una ricostruzione che vada fatta bene, nel pieno rispetto della legalità ma anche della rapidità”, aggiunge, annunciando inoltre che giovedì la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen visiterà le zone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Maltempo, Meloni “Con il decreto stanziamo 2 miliardi per l’emergenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Lo stanziamento complessivo è di oltre 2 miliardi di euro per le zone colpite”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto sull’emergenza maltempo.
“Questo decreto prevede la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti contributivi fino al 31 agosto, con la ripresa dei pagamenti al 20 novembre. Il differimento dei mutui nei confronti di CdP, inoltre, sulle utenze è già stata deliberata la sospensione del pagamento da parte di Arera ma c’è una norma che la rafforza; sui mutui non serve una norma perchè fa fede il protocollo d’intesa tra governo e Abi”, spiega Meloni.
“Ancora non siamo in grado di quantificare tutte le necessità e i danni, ma in passato interventi di emergenza e urgenza di 2 miliardi non si erano ancora visti”, sottolinea il premier.
“Il ministero dell’Agricoltura ha stanziato 100 milioni di euro per interventi di indennizzo a favore delle aziende agricole e ulteriori 75 milioni a valere sul fondo innovazione, ovvero per l’acquisto di macchinari”, spiega Meloni, che cita anche un altro provvedimento: “Il ministro della Cultura Sangiuliano prevede l’aumento temporaneo di 1 euro per i biglietti d’ingresso nei musei, utilizzando i proventi che arriveranno da questa misura per mettere in sicurezza i beni culturali che sono stati danneggiati dall’alluvione”.
“Questo è un primo passo importante e vi ringraziamo, abbiamo davanti una strada che non sarà breve ma che vogliamo riuscire insieme a realizzare. L’Emilia era spezzata ed era in ginocchio, siamo riusciti a ripartire e ci siamo rialzati, siamo sicuri che faremo così anche per la Romagna, ma questo sarà possibile solo con un lavoro corale”, spiega il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in occasione dell’incontro con il presidente del Consiglio. “Ci sarà il tema della ricostruzione, prendiamoci il tempo che serve, questo è un primo decreto e ne servirà uno vero e proprio per la ricostruzione. Noi abbiamo bisogno di norme e procedure speditive, di semplificazione per garantire una capacità di intervento adeguata al bisogno di una ricostruzione che vada fatta bene, nel pieno rispetto della legalità ma anche della rapidità”, aggiunge, annunciando inoltre che giovedì la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen visiterà le zone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna.

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Chiara Colosimo eletta presidente della Commissione Antimafia

ROMA (ITALPRESS) – Con 29 voti Chiara Colosimo, deputata di Fratelli d’Italia, è stata eletta presidente della Commissione parlamentare antimafia. Le opposizioni al momento del voto sono uscite dall’Aula.

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Ucraina, dalla Commissione Ue aiuti per altri 1,5 miliardi

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea ha effettuato oggi il quarto pagamento da 1,5 miliardi di euro nell’ambito del pacchetto di assistenza macrofinanziaria (AMF+) per l’Ucraina, del valore complessivo di 18 miliardi di euro. Con questo strumento l’Unione cerca di aiutare l’Ucraina a coprire il suo fabbisogno di finanziamenti immediati, con un sostegno finanziario stabile nel 2023.
“Questo sostegno – spiega la Commissione in una nota – aiuterà l’Ucraina a continuare a pagare stipendi e pensioni e a mantenere in funzione i servizi pubblici essenziali, come ospedali, scuole e alloggi per gli sfollati. Consentirà inoltre all’Ucraina di garantire la stabilità macroeconomica e ripristinare le infrastrutture critiche distrutte dalla Russia nella sua guerra di aggressione, come infrastrutture energetiche, sistemi idrici, reti di trasporto, strade e ponti”.
Il pagamento odierno arriva dopo che il 23 aprile la Commissione ha constatato che “l’Ucraina ha continuato a compiere progressi soddisfacenti verso l’attuazione delle condizioni politiche concordate e ha rispettato gli obblighi di comunicazione, che mirano a garantire un uso trasparente ed efficiente dei fondi. In particolare, l’Ucraina ha compiuto importanti progressi per rafforzare lo Stato di diritto, rafforzare la stabilità finanziaria, migliorare il funzionamento del sistema del gas e promuovere un clima imprenditoriale migliore. Tale riscontro consentirà inoltre l’erogazione nel mese di giugno di un’ulteriore mensilità di 1,5 miliardi di euro”.
Complessivamente, dall’inizio della guerra, il sostegno all’Ucraina ammonta a circa 70 miliardi di euro, e include l’aiuto finanziario, umanitario e militare all’Ucraina da parte dell’Ue, degli Stati membri e delle istituzioni finanziarie europee, nonchè le risorse messe a disposizione per aiutare gli Stati membri a soddisfare le esigenze degli ucraini in fuga dalla guerra.

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Ucraina, Zuppi “Generare e fortificare cultura di pace”

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Per noi la pace non è solo un auspicio, ma è la realtà stessa della Chiesa, che germina – come il segno di pace – dall’Eucaristia e dal Vangelo. La Chiesa e i cristiani credono nella pace, siamo chiamati a essere tutti operatori di pace, ancora di più nella tempesta terribile dei conflitti. Durante la Seconda Guerra mondiale la Chiesa era tra la gente e sul territorio”. Lo afferma il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, aprendo la 77^ Assemblea Generale dei vescovi italiani, che si tiene in Vaticano.
“Proprio tra pochi giorni ricorderemo i sessant’anni della morte di San Giovanni XXIII, che visse due guerre mondiali e attualizzò con efficacia il messaggio pacifico della fede con la Pacem in terris, cominciando a rivolgersi agli “uomini di buona volontà”. Siamo il popolo della pace, a partire da Gesù che è la nostra pace. Lo siamo per la storia del nostro Paese, per la sua collocazione nel Mediterraneo, cerniera tra Nord e Sud, ma anche tra Est e Ovest. Lo siamo – mi sembra – per le radici più profonde e caratteristiche del nostro popolo”, prosegue.
“Come cristiani italiani, con il Papa, siamo chiamati a una fervente e insistente preghiera per la pace in Ucraina e perchè “si affratellino tutti i popoli della terra e fiorisca in essi e sempre regni la desideratissima pace” (Pacem in terris, 91). Preghino tutte le nostre comunità intensamente per la pace! L’impegno di intercessione cambia la storia, come diceva Giorgio La Pira. C’è una cultura di pace tra la gente da generare e fortificare – sottolinea Zuppi -. Tante volte l’informazione così complessa spinge all’indifferenza, a essere spettatori della guerra ridotta a gioco. La solidarietà con i rifugiati – quelli ucraini, ma non solo – è un’azione di pace. I conflitti si moltiplicano. Penso al Sudan e al suo dramma umanitario. In un mondo come il nostro non possiamo prescindere da una visione globale. Seguire le vicende dolorose dei Paesi lontani, con la preghiera e l’informazione, è una forma di carità. Del resto la cultura della pace è un capitolo decisivo della cultura della vita, che trae ispirazione dalla fede”.
“Il Cardinale Bergoglio affermava: “Non è la stessa cosa la cultura dell’idolatria rispetto alla cultura creata da una donna o da un uomo che adorano il Dio vivo”. Giovanni Paolo II diceva una cosa molto coraggiosa: “Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta” (Discorso ai partecipanti al Congresso nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale, 16 gennaio 1982) – dice ancora il presidente della CEI -. Sottolineava il creare cultura. Siamo in un tempo emozionale e soggettivo che rivela e accentua processi di deculturazione: tutto diventa fluido, anche quello che ieri sarebbe stato impensabile. Cadono saldi riferimenti, mentre ci si esalta (e poi ci si deprime) nella drammatica vertigine della soggettività dell’io isolato, cui sembra che tutto parta da lui. La fede crea una cultura della vita attraverso esistenze e pensieri impregnati di essa. La fede e la carità – scriveva un sapiente uomo di cultura, scomparso da parecchi anni, Mons. Rossano – hanno bisogno “della cultura, e già per esprimersi, affermarsi, scendere nell’esistente e sprigionare le loro valenze esistenziali”. Quando non avviene, è grande il rischio di ridursi a intimismo, assistenzialismo o semplicemente a vivere fuori dalla storia”.

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Mattarella “L’insegnamento di Falcone è che la mafia si può battere”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 23 maggio di trentuno anni fa lo stragismo mafioso sferrò contro lo Stato democratico un nuovo attacco feroce e sanguinario. Con Giovanni Falcone persero la vita sua moglie Francesca Morvillo, magistrata di valore, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, che lo tutelavano con impegno. Una strage, quella di Capaci, che proseguì, poche settimane dopo, con un altro devastante attentato, in via D’Amelio a Palermo, nel quale morì Paolo Borsellino, con Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. A questi testimoni della legalità della Repubblica, allo strazio delle loro famiglie, al dolore di chi allora perse un amico, un maestro, un punto di riferimento, sono rivolti i primi pensieri nel giorno della memoria”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Quegli eventi sono iscritti per sempre nella storia della Repubblica – aggiunge il capo dello Stato -. Si accompagna il senso di vicinanza e riconoscenza verso quanti hanno combattuto la mafia infliggendole sconfitte irrevocabili, dimostrando che liberarsi dal ricatto è possibile, promuovendo una reazione civile che ha consentito alla comunità di ritrovare fiducia. I criminali mafiosi pensavano di piegare le istituzioni, di rendere il popolo suddito di un infame potere. La Repubblica seppe reagire con rigore e giustizia”.
“Magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno demolito la presunzione mafiosa di un ordine parallelo, svelando ciò che la mafia è nella realtà: un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità. La mafia li ha uccisi, ma è sorta una mobilitazione delle coscienze, che ha attivato un forte senso di cittadinanza – conclude Mattarella -. Nelle istituzioni, nelle scuole, nella società civile, la lotta alle mafie e alla criminalità è divenuta condizione di civiltà, parte irrinunciabile di un’etica condivisa. L’azione di contrasto alle mafie va continuata con impegno e sempre maggiore determinazione.
Un insegnamento di Giovanni Falcone resta sempre con noi: la mafia può essere battuta ed è destinata a finire”.

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