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Schillaci “La ricetta elettronica diventa definitiva”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo reso strutturale la ricetta elettronica, sia quella rossa che quella bianca, molto apprezzata da cittadini e medici. Abbiamo ritenuto che fosse giusto porre fine alla sperimentazione e alle proroghe per semplificare il lavoro dei medici di famiglia e la vita dei cittadini che non dovranno recarsi negli studi medici ma potranno ricevere la ricetta tramite mail o altri canali sul proprio cellulare”.
Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in merito alle misure per la salute contenute nel Dl Semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento contiene anche un’altra importante novità che riguarda i pazienti cronici per i quali la ricetta dematerializzata sarà valida per un anno e permetterà di fare scorta di farmaci per 30 giorni di terapia, sempre in base alle indicazioni del medico.
“Un malato cronico ha bisogno periodicamente di assumere lo stesso farmaco – aggiunge il ministro – grazie a questa norma i pazienti o chi si prende cura di loro in caso di non autosufficienza, hanno il doppio vantaggio di non dover andare ripetutamente dal medico per ritirare la ricetta e ripetutamente in farmacia per ritirare i farmaci. Non dimentichiamo che molti pazienti cronici sono persone anziane, spesso affette da più di una patologia cronica, non autosufficienti o che hanno difficoltà a spostarsi. E’ evidente la portata semplificativa di questa misura non solo per le persone ma anche per i medici di famiglia per i quali si alleggerisce il carico di lavoro amministrativo a vantaggio della cura dei pazienti”.
Il disegno di legge infine contiene una norma per far fronte alle carenze di medicinali che modifica l’attuale normativa rendendo più tempestiva la comunicazione in caso di carenza e agevolando l’approvvigionamento dei farmaci.
In particolare, si stabilisce che la comunicazione delle aziende all’Aifa, in caso di interruzione temporanea o definitiva della commercializzazione di un farmaco, riguardi le singole confezioni dei medicinali e che la comunicazione di carenza sia effettuata entro due mesi e non più quattro. Ciò consentirà ai medici di valutare per tempo i farmaci da prescrivere per il regolare proseguimento della terapia, evitando disorientamento e disagio ai pazienti preventivamente informati.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Natalità, Giorgetti “Al 2042 rischio perdita Pil pari al 18%”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è un tema epocale che riguarda la sopravvivenza della nostra società e, per quanto concerne le mie competenze, anche la sostenibilità del sistema economico. Credo che vada ribadito con forza che il sistema economico è strettamente correlato al fenomeno della natalità, c’è anche la possibilità di quantificare l’impatto che ne deriva: da qui al 2042 con gli attuali tassi di fecondità, il nostro Paese rischia di perdere per strada percentuali di Pil pari al 18%”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un videomessaggio inviato in occasione degli Stati Generali della Natalità 2023.
“Credo che la decisione concernente la natalità dipende da molteplici fattori, e una politica sulla fiscalità sulla famiglia non è l’elemento decisivo ma sicuramente importante. Dobbiamo ragionare in modo corretto sotto il profilo economico e fiscale sul concetto di reddito disponibile. Non si tratta di fare una politica di incentivo sulla natalità – ha aggiunto -, ma di togliere sicuramente i disincentivi alla natalità perchè oggi troviamo che il reddito disponibile è inferiore per chi ha figli, sarebbe molto più corretto applicare anche delle aliquote inferiori. I metodi possono essere molteplici, io ritengo che l’importante sia discuterne ma soprattutto mettere come priorità dell’agenda politica questo tipo di sfida. In Parlamento ho chiesto uno sforzo condiviso, ne dipende anche la nostra sopravvivenza”, ha concluso il ministro.
(ITALPRESS).
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Sparkle, con BlueMed Palermo si conferma hub internet nel Mediterraneo

PALERMO (ITALPRESS) – Il cavo sottomarino BlueMed approda a Palermo, per il completamento della posa del tratto tirrenico dell’infrastruttura tra Genova, Golfo Aranci, Pomezia e Palermo. Ad annunciarlo è Sparkle nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina nel capoluogo siciliano, alla presenza di Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, dell’ambasciatore Riccardo Guariglia, Segretario Generale del MAECI, e di Enrico Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle.
BlueMed è il nuovo cavo di Sparkle che collegherà l’Italia con la Francia, la Grecia e vari paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il cavo, è stato spiegato, fa parte del progetto Blue Submarine Cable System, realizzato in partnership con Google e altri operatori. Con quattro coppie di fibre e una capacità trasmissiva iniziale di oltre 25 Terabit al secondo (Tbps) per coppia, BlueMed offrirà collegamenti Internet ad alta velocità e soluzioni di connettività ad alte prestazioni a Internet Service Provider (ISP), carrier, operatori di telecomunicazioni, fornitori di contenuti, imprese e istituzioni, per supportare il crescente fabbisogno di connettività e l’evoluzione digitale dei paesi collegati.
La posa è iniziata a gennaio con la diramazione in Sardegna (Golfo Aranci) ed è proseguita tra febbraio e marzo con l’approdo a Pomezia, sul litorale romano, e a Genova. Dal capoluogo ligure, il cavo prosegue verso sud fino a Palermo da cui procederà attraverso lo Stretto di Messina nel Mar Mediterraneo fino al Mar Rosso. Il primo tratto Genova-Golfo Aranci-Pomezia-Palermo sarà operativo già a partire da fine maggio, mentre in autunno verrà completata anche l’ulteriore estensione verso la Corsica a Bastia.
Dal punto di approdo a Palermo, è stato reso nota, il cavo raggiungerà il data center neutrale Sicily Hub, cuore tecnologico e intelligenza della rete Sparkle, il più efficace punto di scambio per il traffico Internet nel Mediterraneo grazie alla prossimità con l’Africa e il Medioriente – fra le aree del mondo a maggiore crescita nell’utilizzo delle comunicazioni digitali – e al collegamento con tutti i cavi internazionali che atterrano in Sicilia. Con la piena integrazione di BlueMed, il Sicily Hub rafforza il suo ruolo di ecosistema digitale nel Mediterraneo dove convergono reti di telecomunicazione e fornitori di contenuti “over the top” (media, gaming, e-commerce e social network), a beneficio dell’esperienza di navigazione degli utenti.
Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, ha commentato: “Il cavo sottomarino BlueMed rappresenta uno strumento tecnologico all’avanguardia a livello mondiale e questa infrastruttura farà di Palermo un hub internet di riferimento internazionale. Avere a disposizione BlueMed significa davvero far diventare Palermo e la Sicilia un centro nevralgico per i Paesi del Mediterraneo per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e l’evoluzione digitale. Per questa ragione, ringrazio Sparkle, operatore globale del Gruppo Tim, per l’importante e strategico investimento fatto su Palermo e la Sicilia, convinto che questa infrastruttura potrà offrire un sensibile miglioramento dei servizi internet sia per i cittadini, sia per gli operatori delle telecomunicazioni, le imprese e le istituzioni”.
Enrico Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle, ha dichiarato: “Con l’approdo di BlueMed a Palermo completiamo la posa del tratto tirrenico di un’infrastruttura digitale fra le più avanzate al mondo e rafforziamo nel contempo la centralità della Sicilia nel sistema Internet globale” e ha aggiunto: “Grazie a BlueMed, il Sicily Hub di Palermo è destinato a un’ulteriore espansione e crescita, confermandosi come asset strategico nella digitalizzazione del Paese e snodo fondamentale del traffico dati nella regione mediterranea”.
La centralità della Sicilia per Sparkle si riflette anche in attività di formazione sul territorio, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa. L’esempio più recente è la partecipazione come Main Partner per la Sicilia a “YEP – Young Women Empowerment Program” della Fondazione Ortygia dedicato allo sviluppo professionale delle studentesse degli atenei siciliani.
Inoltre, al fine di stimolare la ricerca e promuovere la conoscenza delle infrastrutture sottomarine di comunicazione digitale, Sparkle annuncia oggi la prima edizione dello “Sparkle Dissertation Award” con cui intende premiare tesi di laurea magistrale di studenti della Università degli Studi di Palermo che offrano un contributo originale all’evoluzione del settore.
foto ufficio stampa Sparkle
(ITALPRESS).

Dall’industria alimentare italiana 179 miliardi di fatturato annuo

ROMA (ITALPRESS) – L’86,4% degli italiani ha fiducia nell’industria alimentare del Belpaese. E’ uno dei dati emersi dal primo Rapporto Federalimentare-Censis ‘Il valore economico e sociale dell’industria alimentare italianà, presentato presso la Sala della Regina alla Camera dei Deputati. Dalla ricerca emerge come l’industria alimentare italiana, con 179 miliardi di euro di fatturato annuo, 60 mila imprese, 464 mila addetti e oltre 50 miliardi di export in valore in un anno, rappresenti una componente di primo piano dell’interesse nazionale. Oltre a generare prodotti e occupazione, e quindi esprimere un forte potenziale economico, l’industria alimentare con la sua attività contribuisce al benessere psicofisico e alla qualità della vita degli italiani, dimostrando così anche un elevato valore sociale. E’ anche una protagonista di rilievo all’interno della filiera del food italiano, che ha un fatturato totale di 607 miliardi di euro, in valore pari al 31,8% se rapportato al Pil, con 1,3 milioni di imprese, 3,6 milioni di addetti e che costituisce quindi un patrimonio di interesse nazionale.
Nelle graduatorie dei settori manifatturieri italiani l’industria alimentare è al primo posto per fatturato, al secondo posto per numero di imprese, per addetti e per l’export in valore. In dieci anni il fatturato ha registrato in termini reali un incremento del 24,7%, il numero di addetti del 12,2% e il valore delle esportazioni del 60,3%. L’industria alimentare risponde a una spesa interna che, come quota del totale della spesa, è in Italia pari al 16,6%, come la Spagna, superiore a Francia (15,7%), Paesi Bassi (13,9%), Germania (13,4%) e media della Ue a 27 Paesi (16,1%). Come si evince dal Rapporto, poi, l’86,4% degli italiani dichiara di avere fiducia nell’industria alimentare italiana ed è una fiducia trasversale, che coinvolge il 93,8% degli anziani, l’84,2% degli adulti e l’81,6% dei più giovani.
La ricerca Federalimentare-Censis evidenzia la riconoscibilità dell’origine localistica, territoriale di marchi e prodotti, che va di pari passo con la vocazione a conquistare i mercati con il Made in Italy. Il 78,3% degli italiani valuta molto positivamente che gli stabilimenti dell’industria alimentare siano localizzati in Italia, perchè contribuiscono alla creazione di redditi e occupazione nei territori coinvolti. Inoltre, pur in situazioni di crisi e nell’attuale inflazione, l’industria alimentare ha sempre garantito un’articolazione interna di prezzi che rende possibile l’inclusività, anche dei gruppi sociali più vulnerabili, nei consumi alimentari. Il 90,7% degli italiani dice che mangiare il cibo che preferisce è importante per il proprio benessere psicofisico. Pur non rinunciando al rigoroso controllo del budget familiare, il 63,4% degli italiani per alcuni alimenti acquista solo prodotti di qualità, senza badare al prezzo. Il 79%, pur praticando diete soggettive nel perimetro di quelle tipicamente italiane, apprezza la disponibilità di nuove referenze nei punti vendita. E’ il senso del ruolo sociale di promozione del benessere e di welfare dei consumi alimentari.
Il 42,1% degli italiani a tavola nel quotidiano si definisce un abitudinario, cioè mangia più o meno sempre lo stesso cibo, il 20,5% un innovatore a cui piace sperimentare alimenti e gastronomie nuove, il 9,2% un salutista che mangia sempre e solo cibo che fa bene alla salute, il 7% un appassionato, cura la spesa e gli piace cucinare, il 6,3% un italianista, vuole sempre e solo prodotti italiani, il 5,8% un convivialista, considera il cibo importante perchè occasione per stare con gli altri, il 4,4% godereccio, perchè mangia sempre quel che gli piace. Ma cosa mangiano gli italiani? Il 92,7% ha l’abitudine di mangiare un pò di tutto senza vincoli particolari, solo il 7,1% si dichiara vegetariano e il 4,3% vegano o vegetaliano.
Per gli italiani, infine, sono importanti anche i valori etici e sociali che li orientano quando fanno la spesa o si mettono a tavola: il 66,7% è pronto a rinunciare a prodotti che potrebbero essere dannosi per la salute, il 52,6% a quelli non in linea con criteri di sicurezza alimentare, il 43,3% a quelli la cui produzione e distribuzione non rispetta l’ambiente, il 35,6% a quelli per la cui produzione non sono tutelati i diritti dei lavoratori e dei fornitori.
‘I dati e l’analisi contenuti nel primo Rapporto Federalimentare-Censis – ha affermato Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati – restituiscono con grande efficacia il ruolo significativo che l’industria agroalimentare svolge per la crescita economica e sociale del Paese. Espressione di eccezionali canoni di qualità e di tipicità noti e apprezzati in tutto il mondo, questo settore riveste un’importanza strategica per la nostra economia, come dimostrano gli indicatori relativi a fatturato, occupati ed export. Si tratta di numeri importanti che ben rappresentano il prezioso contributo dell’industria agroalimentare al benessere dei consumatori, allo sviluppo di un’economia competitiva e alla coesione sociale. Le imprese del settore sono oggi chiamate a nuove e impegnative sfide riguardo alla modernizzazione e sostenibilità dei processi produttivi, alla valorizzazione dei prodotti e alla difesa degli alti livelli di qualità e sicurezza. Sono certo che sapranno essere all’altezza di questo compitò.
Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha dichiarato che: ‘L’industria alimentare italiana ha un valore strategico ed è un elemento portante della nostra economia. Bisogna sempre più comprendere la potenzialità legata ai prodotti italiani. I dati che sono stati diffusi dal primo Rapporto Federalimentare-Censis fotografano una crescita del settore, sul quale il Governo continua a investire. La qualità è al centro del nostro dibattito e lo facciamo attenzionando il contesto, ma anche incentivando l’esportazione e promuovendo le aziende del Paese all’esterò.
Maria Tripodi, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha sottolineato che: ‘Come Ministero stiamo dedicando una particolare attenzione al settore agroalimentare attraverso il sostegno all’export e all’internazionalizzazione, mettendo a disposizione strumenti di finanza agevolata per incentivare la competitività. Quando parliamo di agroalimentare parliamo di Italia e di alta qualità. Grazie al supporto della nostra rete estera promuoviamo il cibo e la dieta mediterranea, le nostre eccellenze affinchè il Made in Italy si affermi sempre di più verso traguardi ambiziosì.
Per Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste: ‘C’è la consapevolezza, non soltanto del mondo industriale ma anche politico, da una parte di difendere il Made in Italy e dall’altra di continuare a moltiplicare l’importanza strategica delle eccellenze dei nostri prodotti alimentari. La dieta mediterranea è la più salutare al mondo in termini di qualità e benessere. L’industria alimentare italiana è in buona salute, dimostra la propria vitalità e si distingue per uno sviluppo sostenibile e di progresso alimentare. Inoltre, il conflitto in Ucraina ci ha fatto capire quanto sia importante la sovranità alimentare per non dipendere da Paesi terzi ed è una missione del nostro Ministero. Il Governo sta anche lavorando per aprire nuovi canali commerciali internazionali, sul contrasto alla contraffazione e per tutelare il Sistema Italia. L’agroalimentare è un patrimonio prezioso che dobbiamo salvaguardare e promuovere che ci rende unici, attrattivi e competitivi nel mondò.
Secondo Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare: ‘Il primo Rapporto Federalimentare-Censis, presentato oggi alla Camera dei Deputati, certifica che l’industria alimentare italiana dà un poderoso contributo al Paese, sia come valore economico sia come valore sociale. Il settore è uno dei più dinamici e robusti dell’industria italiana e, dopo secoli di storia al fianco della nostra popolazione, vuole ancora essere impegnato a favore della crescita, nella consapevolezza di rappresentare un patrimonio nazionale nella produzione di alimenti di qualità, unici e con marchi riconoscibili. Quei prodotti del Made in Italy che, grazie all’industria alimentare italiana, costituiscono da sempre un vanto nel mondò.
Per Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis: ‘L’ingente contributo all’economia italiana dell’industria alimentare, con 179 miliardi di euro di fatturato e 50 miliardi di export in un anno, porta con sè anche un elevato valore sociale in termini di benessere diffuso, qualità della vita e coesione delle comunità locali. Ecco le ragioni della fiducia che l’86,4% degli italiani ha nell’industria alimentare italiana, a cui riconosce di aver dato nel tempo un contributo essenziale alla conquista e alla tutela del benessere. Il Rapporto Federalimentare-Censis dimostra che l’intera filiera del cibo italiano, che vale complessivamente 607 miliardi di euro, un valore del 31,8% se rapportato al Pil, costituisce oggi un patrimonio identitario: la sua tutela e la sua valorizzazione rientrano a pieno titolo nel perimetro dell’interesse nazionalè.
-foto ufficio stampa Ital Communications –
(ITALPRESS).

Un sondaggio, 4 donne under 34 su 10 non hanno intenzione di avere figli

MILANO (ITALPRESS) – Quali azioni concrete a supporto della genitorialità sono ritenute indispensabili? Qual è la percezione delle donne italiane rispetto all’aiuto offerto dalle istituzioni e dal contesto sociale (famiglia, amici, lavoro) per la cura dei figli? Sono queste alcune delle domande a cui Amazon ha provato a rispondere attraverso un sondaggio d’opinione commissionato a SWG.
La Festa della Mamma diventa occasione di riflessioni in tema di parità di genere e su come supportare la genitorialità sul posto di lavoro per garantire a tutte le madri e alle donne che desiderano un figlio le stesse opportunità professionali degli altri.
In Amazon, le donne rappresentano il 53% dei dipendenti presso gli uffici corporate di Milano, Torino, Roma e del customer service a Cagliari. La percentuale raggiunge il 35% nel settore logistico, dove, secondo gli ultimi dati Istat, la media nazionale è pari al 21,8%. La rappresentanza di genere è pilastro strategico e valore fondamentale della visione aziendale, che infatti prevede un attento sviluppo di politiche a sostegno della genitorialità.
Il primo dato, netto e inequivocabile, che si può evincere dall’analisi dei risultati SWG è che il sostegno nella cura dei figli spesso non arriva dal datore di lavoro o dal welfare pubblico, con uno scarto importante tra la percezione dell’aiuto atteso e quello effettivamente ricevuto. Per la maggior parte dei casi è, infatti, la famiglia a offrire un sostegno effettivo, come confermato dall’81% delle intervistate.
Un altro aspetto chiaro è l’importanza attribuita al datore di lavoro, che riveste un ruolo centrale per la maggior parte delle intervistate nel loro approccio alla genitorialità. Per l’83% delle donne italiane, infatti, il supporto dell’azienda o dell’ente in cui si lavora è fondamentale per affrontare al meglio la gestione della maternità. In particolar modo, alla propria azienda si richiede un alto livello di flessibilità in tutte le sue forme: oraria, sotto forma di part time o smart working. Proprio con l’obiettivo di rispondere alla crescente richiesta di flessibilità, Amazon si è impegnata per implementare nella sua divisione logistica una rimodulazione degli orari, ponendo al centro le esigenze di tutte le famiglie. Si chiama “Turno Famiglia” e dà la possibilità a chi ha bimbi piccoli (fino ai 3 anni di età) di lavorare su un turno fisso, anzichè ruotare, e di scegliere quello più adatto in base all’apertura delle scuole o al lavoro del partner.
Rossella, ingegnere meccanico, è mamma di due bambini e lavora presso il centro di distribuzione Amazon di Colleferro, in provincia di Roma, dove ricopre il ruolo di Operation Manager: “Mi è stata data fin da subito la possibilità di gestire la famiglia conciliandola con il lavoro: ho evitato i turni notturni, concentrando tutto solo durante il giorno. Questa flessibilità mi è stata di grande aiuto perchè, essendomi trasferita da poco, non avevo parenti a cui affidare mio figlio”.
Significativa è la richiesta, espressa dal 54% delle intervistate, di un’estensione del congedo parentale retribuito rispetto a quello previsto per legge, attuato direttamente da parte del datore di lavoro. Un’azione concreta che Amazon ha adottato: tutti i dipendenti in Italia, infatti, possono usufruire di un congedo parentale esteso rivolto a tutte le coppie sposate, conviventi, omogenitoriali e di fatto, che prevede fino a 6 settimane di assenza retribuita, per figli naturali e adottivi. L’estensione del congedo parentale in Amazon, inoltre, consente di integrare la copertura al 100% della maternità, rispetto all’80% garantito dallo Stato, l’assicurazione sanitaria e l’assistenza medica privata.
Quanto sia essenziale un modello organizzativo flessibile capace di andare incontro alle esigenze di una neomamma lo testimonia anche Patricia, 36 anni e mamma di un bimbo di 3, che da 11 anni fa parte del team Amazon di Customer Service a Cagliari: “Quando sono rientrata dalla maternità ho chiesto e ottenuto un cambio di ruolo perchè volevo imparare aspetti nuovi del mio lavoro. La flessibilità e il supporto che ho trovato in Amazon mi hanno permesso di vivere questo periodo serenamente e senza pressione. Le aziende private possono arrivare dove lo Stato non arriva: la possibilità di poter scegliere l’orario di inizio della mia giornata lavorativa, ad esempio, mi è stata molto utile e ad oggi mi consente di portare ancora tutte le mattine mio figlio all’asilo”.
C’è poi Lara, 33 anni, da meno di un anno entrata nel team legale di Prime Video negli uffici Amazon Corporate di Milano, che aggiunge: “La mia è una storia particolare, credo un unicum in Italia. Non molte grandi aziende, dopo la mia dichiarazione di essere incinta durante la selezione, avrebbero proseguito, dandomi un’opportunità in quel momento.
Negli ultimi 10 anni in Italia, il numero di nuovi nati è costantemente diminuito e, al contempo, è aumentata l’età media delle donne al primo figlio (da 31,4 anni nel 2013 a 32,4 anni nel 2021).
La tendenza trova riscontro anche nei risultati dell’indagine SWG, che evidenzia come la quota di donne che non hanno figli o non pensano di averne in futuro sia in netta crescita nel passaggio da una generazione all’altra. In particolare, quasi 4 under 34 su 10 dichiarano di non essere intenzionate ad avere figli (37%). Le motivazioni alla base di questa scelta, confermate dai risultati del sondaggio, sono molto diverse: dai cambiamenti culturali, che hanno svuotato il carattere obbligatorio della maternità nella vita delle donne, alle preoccupazioni di tipo economico, all’ambizione di realizzazione professionale, alla serenità nell’avere altre priorità e desideri per la propria vita. Tra coloro che non hanno figli, infatti, una donna su quatto ritiene che la maternità non sia necessaria per potersi sentire realizzate come persone (23%); altre esprimono preoccupazione in relazione ai costi necessari per crescere un figlio (12%), agli effetti sulla propria carriera professionale (6%) e, più in generale, il timore per una responsabilità che si fatica ad assumere (13%).

– foto agenziafotogramma.it –
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Maserati celebra Levante, Ghibli e Quattroporte Trofeo con motore V8

MODENA (ITALPRESS) – Maserati ha scelto la quinta edizione del Motor Valley Fest, in programma a Modena fino a domenica per celebrare il leggendario motore V8 Twin Turbo a 90° da 580 CV, dal sound inimitabile e dalle formidabili prestazioni, cuore pulsante di Levante, Ghibli e Quattroporte – tutte in versione Trofeo – che a partire dalla fine del 2023 uscirà ufficialmente di scena dalla produzione. Le vetture, che fino ad oggi sono state spinte dall’inconfondibile propulsore e le cui vendite proseguiranno anche nel 2024, diventeranno così un oggetto da collezione per tutti i possessori di un pezzo unico della storia del marchio italiano. Maserati GranTurismo Folgore, prima vettura 100% elettrica nella storia del brand, e Grecale Folgore, il primo Suv totalmente elettrico, sono i primi testimoni di questo processo di cambiamento. L’intera gamma Maserati avrà entro il 2025 una versione elettrica per ogni modello e Maserati sarà full-electric entro il 2030. Un momento storico per l’azienda modenese, che da sempre guarda avanti senza dimenticare le sue radici, e per coloro che del Tridente amano la storia e la contemporaneità dei modelli, capaci di assicurare stile, emozioni e prestazioni intramontabili. Le stesse che continueranno a regalare le vetture che da oggi in poi diventeranno il nuovo oggetto del desiderio dei collezionisti. Dal 1959, anno in cui nacque la Maserati 5000GT, prima vettura a montare il possente V8, sono state prodotte e vendute nel mondo oltre centomila unità con motore 8 cilindri; le ultime edizioni di Maserati Trofeo, Ghibli 334 Ultima e Levante V8 Ultima, verranno svelate in occasione dell’evento internazionale Goodwood Festival of Speed, a luglio 2023. Durante le quattro giornate del Motor Valley Fest ogni angolo di Modena verrà conquistato dalle creazioni del Tridente, in bella mostra nei luoghi simbolo della città. In Piazza Grande, l’intera gamma Folgore di Maserati sarà in esposizione per la prima volta: GranTurismo Folgore One Off Luce e Grecale Folgore saranno affiancate dalla futuristica Gen3 Maserati Tipo Folgore, la monoposto che da quest’anno è impegnata nel Campionato del mondo ABB FIA Formula E. La gamma Trofeo, con Levante, Ghibli e Quattroporte in edizione Zèda, esemplari unici per celebrare il motore V8, sarà la regina di Piazza XX Settembre. Lo showroom di viale Ciro Menotti ospiterà la celebrazione dell’iconica GranTurismo, dalle origini al presente, con due modelli classic, insieme alla GranTurismo Zèda della precedente generazione e alla GranTurismo One Off Prisma.
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-foto ufficio stampa Maserati-

Esplosione in centro a Milano, coinvolte diverse auto e un appartamento

MILANO (ITALPRESS) – Un’eslosione si è verificata alle 11.45 in centro a Milano. Coinvolte diverse vetture. Visibile in città un’alta colonna di fumo. Secondo le prime informazioni a prendere fuoco sarebbe stato un furgone che trasportava ossigegno. Si sarebbero verificate almeno tre esplosioni. Coinvolte alcune auto, anche una in mezzo alla carreggiata e un appartamento. Al momento non risultano persone coinvolte. Una scuola è stata evacuata. Sul posto almeno 4 mezzi dei Vigili del Fuoco e la Polizia locale L’esplosione è avvenuta tra le vie Pier Lombardo e via Vasari, nella zona di Porta Romana.

– foto: trl/Italpress

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Dal Cdm via libera a Pisani capo della Polizia, Giannini prefetto di Roma, Sergio ad Rai

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha approvato le nomine e il movimento di prefetti: Lamberto Giannini da Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Roma; Vittorio Pisani è destinato a svolgere la funzione di Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica sicurezza, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il Cdm ha deliberato la designazione di Roberto Sergio quale componente del Consiglio di amministrazione della RAI. Il Ministero dell’economia e delle finanze, in Assemblea, formulerà al Consiglio di amministrazione formale proposta di nomina del di Sergio quale amministratore delegato della società per la restante durata del mandato.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

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