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Calabria, nominati i componenti dell’Osservatorio violenza di genere

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che mi pregio di rappresentare, ha indicato i componenti dell”Osservatorio sulla violenza di generè previsto dalla legge regionale numero 38 del 2016″.
L’ha detto il presidente Filippo Mancuso, intervenendo a Catanzaro all’iniziativa su “Violenza domestica e di genere” organizzata dalla Fondazione Città Solidale Onlus che si è svolta (con la partecipazione di mons. Claudio Maniago) all’Auditorium S. Petri dell’Arcivescovado.
“Mi ero impegnato – ha aggiunto -, fin dal mio intervento d’insediamento in Aula, a rimettere in funzione l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, affinchè nel contrasto alla violenza sulle donne siano attivati tutti i mezzi e gli strumenti a nostra disposizione, per fermare l’orrore che produce la sopraffazione maschile in ogni sua manifestazione”.
Ha sottolineato Mancuso: “L’Osservatorio in particolare, dovrà contribuire ad arginare il fenomeno della violenza alle donne che in Calabria presenta dati allarmanti. Consapevoli che ha svolto nel passato monitoraggi accurati sui casi di violenza di genere, coinvolgendo l’Università, le Questure, le Procure della Repubblica e sensibilizzando le scuole di concerto con l’Ufficio Scolastico, siamo certi che, assieme a tutti gli altri presidi istituzionali e associativi, potrà svolgere una funzione preziosa. In Calabria sulle politiche di genere e sul fronte dell’aiuto alle donne che subiscono violenza ed emarginazione sociale, dobbiamo fare di più e meglio. Trovo, inoltre, indispensabile finanziare adeguatamente, implementare e mettere i centri antiviolenza e le case accoglienza della Calabria nella condizione di poter agire efficacemente”.

– foto: uffci stampa Presidente consiglio Calabria

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Autonomia, Occhiuto “Calderoli può farcela, ma prima diritti sociali”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Non ho un pregiudizio verso l’autonomia differenziata”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “La Stampa”. “Parliamo di energia: con le rinnovabili ne produciamo più di quanta ne consumiamo, se mi si desse la possibilità di trattenere la fiscalità generata dalle aziende che producono rinnovabili in Calabria… Però, prima di questo, la Costituzione prevede anche due obblighi: primo, garantire diritti sociali e civili con uniformità sul territorio nazionale; secondo, la perequazione. E’ come se ci fosse un treno con tre vagoni: il superamento del concetto di spesa storica, la perequazione e l’autonomia differenziata.
L’autonomia può esserci un istante dopo che hanno tagliato il traguardo gli altri due vagoni. Non so se ci si riuscirà, ma se c’è una persona che può farlo è Calderoli”, sottolinea il presidente Occhiuto.

– foto: agenziafotogramma.it

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Trenitalia Winter Experience 2022, le novità in Calabria

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Un inverno nel segno delle Frecce per la Calabria. Oggi a Milano Luigi Corradi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia (capogruppo di settore del Polo Passeggeri del Gruppo FS), ha presentato la Winter Experience 2022: la nuova offerta invernale, al via da domenica 11 dicembre, che mira a sviluppare una mobilità sempre più integrata, multimodale e sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale. Il Polo Passeggeri del Gruppo FS unisce grandi, medie e piccole città con collegamenti sempre più capillari, per viaggiare insieme all’insegna dell’intermodalità e del rispetto dell’ambiente.
Sono 16 in totale le Frecce di Trenitalia che collegano ogni giorno la Calabria a Roma. Il Frecciarossa1000 collega ogni giorno Reggio Calabria e Venezia, con partenza alle ore 6.07 da Reggio Calabria, fermata a Roma alle 11.25, arrivo a Venezia S. Lucia alle 15.34 e fermate intermedie in Calabria a Villa S. Giovanni, Rosarno, Vibo Valentia-Pizzo, Lamezia Terme, Paola. Da Torino a Reggio Calabria, senza cambi, passando per Roma, invece, sono 4 i Frecciarossa, ogni giorno, mentre una coppia di Frecciarossa Fast, unisce in meno di 9 ore Milano e Reggio Calabria.
Sono 6 i Frecciargento che collegano Reggio Calabria alla capitale, con fermate, in Calabria, alternativamente, nelle stazioni di Scalea S. Domenica Talao, Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni.
Anche nel periodo natalizio sarà possibile viaggiare di notte a bordo del Frecciarossa, con partenza da Milano e fermate a Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna, Firenze, Paola, Lamezia Terme, Rosarno e Villa San Giovanni, previsto nei giorni 7, 11, 22 e 23 dicembre e 6, 7, 8 gennaio.
Confermato il collegamento regionale fra Crotone e Sibari, con fermate anche a Cirò, Cariati, Mirto-Crosia, Rossano e Corigliano Calabro in coincidenza con il Frecciargento Bolzano-Sibari per viaggiare dalla montagna al mare.
Le navi veloci di Blujet (Gruppo FS Italiane), invece, garantiscono un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto, fra Villa San Giovanni e Messina.
All’offerta di Intercity che ogni giorno raggiungono la Calabria, che si compone di 4 coppie di Intercity Giorno fra Reggio Calabria e Roma, due coppie di Intercity Giorno fra Reggio Calabria e Taranto, una coppia di Intercity Notte fra Reggio Calabria e Torino, si aggiunge un Intercity Giorno periodico che circola nel fine settimana (il sabato da Milano verso Reggio Calabria e la domenica da Reggio Calabria verso Milano). Ad arricchire i collegamenti di lunga percorrenza, inoltre, anche due coppie di treni Intercity Giorno e una coppia di Intercity Notte fra Roma e la Sicilia, più una coppia di Intercity Notte fra Milano e la Sicilia, che effettuano fermate in Calabria.
Intermodalità e capillarità nei collegamenti, per il Regionale di Trenitalia in Calabria, di concerto con la Regione. Parte un nuovo modello di offerta con molte novità per chi sceglie il treno per spostarsi in Calabria, dove nella prima metà del 2023 arriveranno anche i nuovi treni ibridi Blues. Novità che interessano sia la costa tirrenica che la costa ionica. In particolare potenziata l’offerta di collegamenti fra Reggio Calabria e Cosenza, passanti per Paola (42 collegamenti), nuovi collegamenti diretti via Tropea fra Lamezia Terme e Reggio Calabria (14 collegamenti), prolungati fino a Reggio Calabria i collegamenti fra Lamezia Terme e Rosarno, attivato un nuovo servizio metropolitano fra le stazioni di Villa San Giovanni e Melito Porto Salvo con 21 collegamenti e una maggiore frequenza per l’area metropolitana di Reggio Calabria.
Potenziata anche l’offerta per la fascia ionica con nuovi collegamenti diretti fra Lamezia Terme e Sibari, più collegamenti giornalieri fra Lamezia Terme e Catanzaro Lido con maggiori possibilità di interscambio, nuovi collegamenti diretti fra Lamezia Terme e Reggio Calabria (via Ionica) e Lamezia Terme e Locri.
Confermati invece il Lamezia Airlink, il servizio intermodale treno+bus con l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, quello con l’Università della Calabria, facilmente raggiungibile in treno e poi bus dalla stazione di Castiglione Cosentino, quello con l’Università della Magna Grecia e della Cittadella Regionale raggiungibile dalle stazioni di Catanzaro e Catanzaro Lido con treno + bus, e il nuovo collegamento treno + bus dalla stazione di Vibo Valentia-Pizzo con l’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica “Nautico 1874” di Pizzo, per venire incontro alle esigenze di spostamento degli studenti, con bus in partenza dalla stazione ferroviaria di Vibo Valentia-Pizzo in orario scolastico. Si rinnova il collegamento treno +treno tra la stazione di Cosenza con Cosenza Centro, Rogliano e Marzi, mentre il centro di Catanzaro è collegato con treno+bus dalla stazione di Catanzaro Lido o Catanzaro. Rocca Imperiale è raggiungibile da Sibari con un collegamento treno+bus.
Viaggiare in treno diventa ancora più divertente e inclusivo. Il Polo Passeggeri del Gruppo FS conferma la grande attenzione verso gli amici a 4 zampe. Dal 1° gennaio e fino all’8 gennaio, gli amici a quattro zampe viaggiano gratis tutti i giorni su Frecce e Intercity. A bordo dei treni Regionali il cane al guinzaglio viaggia, dalla scorsa estate, senza più limiti di fascia oraria, con un biglietto, acquistabile anche sui canali digitali di Trenitalia, ridotto del 50% rispetto alla tariffa ordinaria. Gli animali di piccola taglia viaggiano gratis nel trasportino a bordo di tutti i treni di Trenitalia. Chi viaggia con la famiglia, a bordo di Frecciarossa, Intercity e treni Regionali può trovare posti dedicati ai passeggini: una carrozza dedicata al divertimento e allo svago dei più piccoli, con interni personalizzati e giochi allestiti sui tavolini. Sui treni Regionali Pop un’area nursery dedicata e del “poggiabimbo”, mentre i nuovi treni regionali Blues avranno un’area dedicata interamente ai bambini.
Novità per chi viaggia in Piemonte, Liguria, Veneto, Marche, Abruzzo, Umbria, Campania, Sardegna, Molise, Puglia, Sicilia, Basilicata e Calabria con la promo FULL del Regionale che consente di viaggiare per un intero mese sull’intera rete della regione scelta. La promo ha validità mensile ed è acquistabile per i primi tre mesi del 2023. La promo per viaggiare a gennaio potrà essere acquistata già dal 25 dicembre, esclusivamente sui canali digitali di Trenitalia. FULL è pensata in particolare per chi – per ragioni di lavoro – preferisce garantirsi la flessibilità di viaggiare su tutte le tratte all’interno della stessa Regione. Tante le offerte che Trenitalia riserva a chi decide di spostarsi a bordo di Frecce, Intercity e del Regionale. In particolare, per chi viaggia con il Regionale è possibile scegliere la promo Weekend Insieme, per viaggi illimitati a 22€ sabato e domenica.
Chi desidera organizzare il proprio tour personalizzato alla scoperta del Bel Paese con i treni regionali, la promo Italia in Tour per spostarsi per 3 giorni senza limiti a 29 euro e per 5 giorni senza limiti a 49 euro, mentre per i ragazzi il prezzo è di 15 euro per 3 giorni e 25 euro per 5 giorni. E per i titolari di un abbonamento regionale è confermata la Promo Viaggia con Me, per viaggiare in due ovunque al prezzo di un solo biglietto.

– foto: ufficio stampa Trenitalia

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Intelligence, convegno sulla “Sicurezza energetica” inaugura il Master all’Unical

RENDE (ITALPRESS) – “Sicurezza energetica e interesse nazionale. Il ruolo dell’intelligence”. E’ il titolo del convegno con cui è stata inaugurata la dodicesima edizione del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto dal presidente della Società Italiana di Intelligence Mario Caligiuri.
L’evento ha ricevuto i saluti di Anna Maria De Bartolo in rappresentanza del direttore del Dipartimento di Culture Educazione e Società dell’Università della CalabriaRoberto Guarasci. Nell’introduzione, Mario Caligiuri ha ricordato che ‘l’energia dovrebbe essere un bene comune. Da sempre, invece, è un motivo di cruenti conflitti in un mondo globalizzato segnato dall’interdipendenza dei mercati finanziari, dalla trasversalità delle fonti di energia e dalla multidimensionalità dei problemi che producono instabilità geopolitica. In Italia, dove sembra incerta la politica industriale sull’energia, esistono notevoli difficoltà burocratiche, centrali e locali, che frenano lo sfruttamento delle risorse nazionali e spiegano la scelta della rinuncia al nucleare. E’ necessario che a farsi carico del settore energetico siano gli Stati e non il mercato. Servono politiche pubbliche e quindi Intelligence pubblica, per perseguire l’interesse nazionalè. La relazione di base è stata tenuta da Davide Tabarelli, professore dell’Università di Bologna e Presidente di “Nomisma Energia”, il quale ha dichiarato che sebbene il conflitto tra Russia e Ucraina abbia ridotto del 40% l’approvvigionamento del gas della Russia, tuttavia, in Italia questo ammanco può essere sostituito da altre fonti o dalla poca produzione interna. Ci vorrà del tempo, ma del gas nel mondo ce n’è tantissimo sottoterra, per cui occorre indirizzare in questa direzione investimenti e infrastrutture. Più problematica è la crisi del nucleare francese da cui l’Italia importa elettricità. Questo nucleare non potrà essere sostituito nel breve termine, tantomeno nel medio lungo periodo, costituendo una minaccia per il sistema elettrico italiano. In ogni caso, l’Italia rimane fortemente dipendente dalle importazioni di energia che comportano un deficit energetico pari al6% del PIL, tutte risorse trasferite all’estero e sottratte all’economia nazionalè.
Sono poi proseguiti gli interventi dei relatori. Giuseppe Ricci, Presidente Confindustria Energia, ha affermato che «le energie rinnovabili attuali non possono essere l’unicasoluzione. Occorre un approccio olistico alla transazione energetica che includa tutte le tecnologie mature in attesa del nucleare di nuova generazione o la fusione, rappresentando una visione non ideologica ma scientifica e pragmaticò.
Per Fabrizio Maronta, Responsabile delle Relazioni internazionali di “Limes”, «come ogni trasformazione tecnologica implica la riscrittura della mappa geopolitica delle filiere industriali, così ogni cambiamento del paradigma energetico comporta un effetto domino che incide sulla sicurezza dell’ordine mondiale, coinvolgendo pienamente l’Intelligencè.
Il Presidente dell’Associazione Nucleare Umberto Minopoli ha sostenuto che il nucleare offre continuità e stabilità della fornitura energetica, assumendo perciò una funzione chiave: «Entro il 2050, secondo quanto riferito dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, ci sarà un raddoppio degli impianti di energia nucleare. In Italia, perciò, si impone la necessità di riequilibrare nel medio e lungo termine il peggior mix energetico esistente, con una riconsiderazione della scelta nucleare che deve essere studiata in modo oggettivò.
Luigi De Paoli, professore dell’Università “Bocconi” di Milano, ha affermato che la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di gas è sempre stata superiore all’80% dal 2000 ad oggi e che due Paesi, Russia e Algeria, hanno dominato la scena. Solo dal 2013 l’import dalla Russia ha superato quello dall’Algeria ed è salito sopra la quota del 40% dei consumi italiani. Gli eventi dei mesi scorsi hanno mostrato che tale livello è molto pericoloso perchè difficile da sostituire l’import atteso con altro gas anche se si dispone delle infrastrutture sufficienti per farlo. Questa lezione dovrebbe insegnare che non è opportuno passare da una dipendenza eccessiva dalla Russia ad una altrettanto squilibrata verso l’Algeria come prefigurato attualmente. Ciò può essere accettato solo per un periodo di tempo limitato per superare la crisi attuale, ma nel lungo periodo bisogna cercare di avere maggiore equilibrio tra le fonti di approvvigionamento estero. Solo la diversificazione delle fonti e un’attenta considerazione della stabilità dei Paesi fornitori e di quelli di transito può dare sufficienti garanzie di poter garantire la continuità delle forniture anche in situazioni di crisì.
La docente della LUISS Patrizia Rutigliano ha sostenuto che «molte proposte sulle politiche energetiche a livello europeo sono state ispirate dall’Italia e che il nostro Paese si è dotato di numerose infrastrutture energetiche che hanno permesso di diversificare rotte e fonti energetiche. Non corrisponde pienamente alla realtà, perciò, che l’Italia abbia adottato finora politiche energetiche poco lungimirantì.
Cheo Condina, giornalista del gruppo “Il Sole 24 Ore”, ha ribadito che «le fonti di energia rinnovabili sono un punto di arrivo ma il faro è rappresentato dalla circostanza di non essere dipendenti da nessuno. Occorre creare nuove filiere industriali per sostenere le politiche energetiche. A tal fine è importante ridurre la burocrazia, porre regole chiare per i capitali da investire sulle rinnovabili, potenziare le comunità energetiche e le reti elettrichè.
Il consigliere scientifico di “Limes” Alessandro Aresu ha ricordato l’insegnamento di Enrico Mattei sulla necessità di integrarsi con il territorio per dare centralità alla concretezza della realizzazione e ridurre le vulnerabilità. In questo quadro per Aresu «l’intelligence deve avere la capacità di essere dentro le transizioni, esaminare i rapporti tra realizzazione delle infrastrutture e ruolo dell’opinione pubblica, mercati e prospettive, calati nelle logiche concrete della globalizzazione e nell’ottica dell’interesse e della sicurezza italiana».
Per Lapo Pistelli, Public Affairs Director dell’ENI, il modello migliore per la crescita energetica in un mondo dalla geopolitica fragile e frammentata non è la spesso decantata indipendenza energetica, bensì la mutua interdipendenza che induce comportamenti cooperativi e riduce le tentazioni egemoniche. l’ENI da sempre promuove partnership globali e non marketing globale, investe e sviluppa assieme ai paesi ospitanti, non è solo un compratore di energià.
‘Il successo per la ricerca e l’approvvigionamento alternativo – ha detto – deve avvalersi della “cultural Intelligence” per comprendere i contesti in cui operiamo e programmiamo presenze pluridecennali, così da mitigare i rischi e dialogare sempre in modo costruttivo con i paesi che dispongono delle fonti energetiche, compresi i paesi più complessi. Non dimentichiamo che l’energia è considerata ovunque una risorsa strategica, che dunque è regimata spesso con norme speciali».
Arvea Marieni, Direttrice tecnica della “RegenerativeSociety Foundation”, ha sostenuto che occorrono regole comuni della transizione. L’allineamento su clima e ambiente consente alla Eu di sfruttare i vantaggi competitivi acquisiti con accorte politiche su rinnovabili e green-tech. Oggi l’elettricità prodotta da rinnovabile è la meno costosa nella storia, mentre il sistema energetico fossile è inefficiente. Circa il 70% dell’energia primaria prodotta viene sprecata a causa delle perdite di conversione. Quindi non dobbiamo sostituire tutta l’energia primaria prodotta oggi, ma soltanto quella utilizzata in modo produttivo nel modo più efficiente possibile.
Le soluzioni vanno trovate riconoscendo la necessità di un’analisi dello scenario con un approccio di intelligence. Pertanto, il nostro Paese deve ricercare partner affidabili sulle questioni energetiche, con una regolamentazione del mercato da parte dello Stato e di Bruxelles in modo da tutelare gli interessi generalì.
In conclusione del convegno, in linea di continuità con quello di apertura del Master dello scorso anno dedicato a “Enrico Mattei e l’intelligence”, ha dato voce a visioni ampie, plurali, documentate e scientifiche, avvalorando il ruolo della formazione universitaria, del pensiero critico e del ruolo dell’Intelligence nell’ intercettare segnali deboli nell’evoluzione degli scenari, fornendo gli strumenti necessari per contestualizzarli ed interpretarli in senso predittivo. Gli esiti del convegno verranno ripresi in una pubblicazione edita da Rubbettino, mentre tutti i lavori, che si sono protratti per circa cinque ore, sono stati seguiti da Radio Radicale. Il percorso formativo del master proseguirà sabato prossimo con le lezioni di Mario Caligiuri (Prima lezione di intelligence. Ai bordi del caos, Miguel Gotor (Generazione Settanta: Dalla contestazione giovanile alla fine della guerra fredda) e Mirco Turco (Intelligence e spionaggio psichico durate la guerra fredda).

– foto. Mario Caligiuri

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Calabrese e Staine nuovi assessori della giunta Occhiuto

CATANZARO (ITALPRESS) – “L’assessore Minasi e l’assessore Orsomarso, che ringrazio per il lavoro svolto durante questo anno di governo regionale, saranno sostituiti da Giovanni Calabrese, il sindaco di Locri, e da Emma Staine. Giovanni Calabrese avrà la delega al Lavoro, alla formazione professionale, alle politiche attive del lavoro. Emma Staine si occuperà di Politiche sociali e di Trasporti”. Il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha così presentato l’assetto rinnovato della Giunta. “Le altre deleghe – ha aggiunto – rimangono più o meno quelle. Io manterrò il Turismo, perchè credo che lo sviluppo del settore turistico sia strategico per la Regione. Almeno per qualche tempo conserverò la delega per occuparmi direttamente dello sviluppo turistico e della promozione dell’immagine della Calabria”. Alla vicepresidente Giusi Princi sono state, inoltre, attribuite le deleghe alla Programmazione unitaria prima in capo allo stesso presidente.
In merito ai rapporti con la Lega, Occhiuto ha risposto così: “Credo che per un partito che esprime un solo assessore in Giunta sia giusto fare delle valutazioni approfondite su chi deve ricoprire quell’incarico. Sono molto contento, perchè il curriculum della Staine è di tutto rispetto. Ha già svolto le funzioni di componente del CdA di Fincalabra, è un esperta di progettazione comunitaria e si potrà lavorare per mettere a terra le risorse del Fondo Sociale Europeo che quest’anno sono molto importanti per la regione”. Il Governatore ha annunciato anche qualche cambiamento nella struttura burocratica regionale: “Probabilmente nella prossima settimana riorganizzeremo in alcuni aspetti di dettaglio la macchina organizzativa. Sui direttori generali stiamo procedendo alla stabilizzazione di alcuni che prima erano reggenti, vogliamo proseguire in questa direzione facendo degli aggiornamenti laddove necessario. Non escludo che ci possano essere nuovi direttori generali da qui a qualche settimana”.

foto: ufficio stampa Regione Calabria
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In Calabria l’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi lavoro

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “Con l’istituzione dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro, la Calabria si dota di uno strumento utile per contrastare, oltre alle situazioni di mobbing segnalate, la grave piaga delle discriminazioni e per vigilare e monitorare la salute e la sicurezza dei lavoratori”. Per il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che ha presentato la proposta di legge approvata lunedì dall’Aula: “Il lavoro è misura di libertà, di dignità. E’ strumento di realizzazione di diritti sociali, ma le premesse necessarie sono la sicurezza e l’assenza di discriminazioni. Per questo – aggiunge – vorremmo che intorno a queste emergenze si mobilitasse un fronte ampio, un patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche, per sottolineare con forza l’impegno a combattere questi fenomeni che sconvolgono la vita di troppe famiglie e che sfigurano anche il mondo delle imprese. Ogni incidente registrato e ogni forma di discriminazione sul lavoro hanno un costo: umano anzitutto, morale, sociale, economico”.

– foto: ufficio stampa Consiglio Calabria

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‘Ndrangheta, estradato dalla Spagna il latitante Mario Palamara

ROMA (ITALPRESS) – E’ giunto a Fiumicino proveniente dalla Spagna, Mario Palamara, latitante di spicco della ‘ndrangheta calabrese arrestato lo scorso 11 ottobre a Fuengirola (Spagna). 53 anni, di Melito Porto Salvo (RC), a tutti gli effetti broker della ‘Ndrangheta, era operativo in Toscana e più specificamente al porto di Livorno e ricercato dal 2015 dai giudici e dalle forze di polizia di diverse parti d’Italia. L’arresto è maturato grazie alla proficua sinergia investigativa effettuata tra il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga , il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), l’Udyco Central della Policia Nacional spagnola. A suo carico erano attivi due mandati di arresto europeo emessi dall’Autorità Giudiziaria fiorentina su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per i reati di associazione a delinquere finalizzata all’importazione di sostanze stupefacenti e per la fabbricazione di documenti falsi con l’aggravante della finalità di commettere altri reati in relazione a indagini condotte dalle Squadre Mobili delle Questure di Firenze e di Livorno.
Era anche ricercato per scontare una pena a 14 anni e 4 mesi per traffico illecito di sostanze stupefacenti e concorso in riciclaggio comminatagli dalla Corte d’Appello di Venezia al termine di lunghe indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Venezia e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo veneto. Anche a Catanzaro era destinatario di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Gip presso il Tribunale, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia in relazione ad indagini condotte dal Gico, per traffico internazionale di cocaina. Palamara è stato consegnato dalla polizia spagnola agli agenti del Progetto I-CAN del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, che lo riporteranno in Italia dove sarà preso in consegna dalla Polizia Penitenziaria.

foto: Polizia

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Frode internazionale sui carburanti, 13 indagati e sequestro di beni per 25 milioni

CATANIA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania e i funzionari dell’Agenzia delle accise, delle dogane e dei monopoli della Sicilia, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura Europea di Palermo hanno dato esecuzione, nelle Province di Catania, Palermo, Enna, Catanzaro e Reggio Calabria, a un’ordinanza con cui il gip presso il Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari reali per un valore di circa 25 milioni di euro nei confronti di 8 società, 2 ditte individuali e 13 indagati, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa su prodotti energetici nonchè di infedele dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione dei redditi al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto.
L’indagine, condotta dalle unità specializzate del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Catania e del Gruppo Operativo Regionale Antifrode dell’Agenzia, ha riguardato due distinti gruppi criminali che avrebbero commercializzato: prodotti petroliferi illecitamente introdotti nel territorio nazionale, per la successiva rivendita a basso costo, in evasione dell’Iva e delle accise; gasolio ad uso agricolo e miscele non autorizzate, fraudolentemente destinati all’uso autotrazione.
Le investigazioni, eseguite attraverso tecniche di riscontro sul territorio, analisi documentali e richieste di mutua assistenza e cooperazione amministrativa, hanno consentito agli investigatori di ricostruire i sistemi di frode che gli indagati avrebbero utilizzato.
In particolare, un primo gruppo criminale avrebbe provveduto a introdurre illecitamente nel territorio dello Stato ingenti quantitativi di prodotti energetici provenienti da Austria, Germania, Repubblica Ceca, Romania e Slovenia, formalmente indirizzati a due depositi in provincia di Verona e Catania, ma di fatto destinati ad altri siti etnei di stoccaggio gestiti dagli indagati. Ed a cedere a basso costo i carburanti a favore di imprese di autotrasporto e distributori stradali operanti nel territorio siciliano. La competitività dei prezzi praticati sarebbe stata assicurata grazie alla sistematica evasione delle imposte dovute sui prodotti energetici, in particolare all’Iva, ricorrendo a fatture per operazioni inesistenti e alla successiva omissione ovvero presentazione di dichiarazioni fiscali infedeli.
Il secondo gruppo criminale, con base operativa in provincia di Catania, avrebbe effettuato cospicui acquisti di gasolio a uso agricolo e prodotti energetici “allungati” con oli esausti di scarsa qualità presso tre distinti depositi commerciali di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Palermo, per poi commercializzarli nella regione sicula senza versare le relative imposte.
Le ipotesi investigative sarebbero corroborate anche dall’esecuzione di specifici incontri sulla reale movimentazione dei prodotti energetici in ambito regionale, che hanno portato al sequestro di oltre 125 mila litri di carburanti di illecita provenienza, unitamente ai mezzi e alle attrezzature utilizzare per il trasporto e lo stoccaggio della merce.
A conclusione dell’attività svolta, è stata data esecuzione alla misura disposta dall’autorità giudiziaria etnea, su proposta della Procura Europea, di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di denaro, beni e altre utilità nella disponibilità delle predette persone fisiche e giuridiche, in tutto 13 indagati e 10 soggetti economici, fino a concorrenza dell’importo di circa 25 milioni di euro, ritenuto il profitto dell’ingente evasione dell’IVA (pari a circa 16 milioni di euro), delle accise e dell’imposta di consumo.
foto ufficio stampa Guardia di finanza
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