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Enasarco, Mei “Vogliamo includere influencer nella base contributiva”

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ROMA (ITALPRESS) – “La nostra Fondazione ha la necessità di aumentare la propria base contributiva per la stabilità dei cinquant’anni che i ministeri vigilanti ci impongono. Attualmente stiamo perdendo le professionalità degli influencer, vorremmo coinvolgerli nella nostra base contributiva per includere anche i giovani: abbiamo bisogno del Governo per farlo. Noi rappresentiamo il 77% dei lavori italiani, i nostri iscritti sono agenti di commercio, consulenti finanziari, agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi. Sul tema dei giovani ci siamo attivati fin da subito, nel mese di agosto abbiamo approvato l’asset allocation, ci siamo preoccupati sul portafoglio di copertura per pagare le pensioni”. Così il presidente della Fondazione Enasarco, Alfonsino Mei, nel corso di una tavola rotonda nell’ambito della convention Consulentia. “Stiamo investendo in economia reale sia per un ritorno finanziario, ma anche e soprattutto per dare quanta più assistenza possibile agli iscritti”, ha aggiunto.
Mei ha quindi sottolineato come “la Fondazione ha voluto inoltre instituire due diligence accurate per conoscere tutto il patrimonio degli investimenti che erano attivi in Enasarco. Ci stiamo adoperando ad effettuare una riqualificazione del patrimonio. Stiamo interloquendo con le istituzioni regionali in merito al programma sulle dismissioni. Questa è per noi una criticità, i ministeri infatti ci chiedono di scendere a livello di percentuale sul patrimonio immobiliare e nel frattempo abbiamo anche la necessità di riqualificarlo. Stiamo cercando di non svendere i nostri asset immobiliari. Il Pnrr ci potrà aiutare in una ristrutturazione del nostro patrimonio immobiliare”, ha concluso.

– foto ufficio stampa Enasarco –

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Apertura positiva per Piazza Affari, Ftse Mib +1,64%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in rialzo per piazza Affari. L’indice Ftse Mib nei primi scambi fa registrare +1,64% a 26.317 punti. Lo spread tra BTP e Bund apre in calo a 186 punti, rispetto ai 189 della chiusura di venerdì. Il rendimento del titolo decennale italiano si attesta al 4,04%.
-foto agenziafotogramma.it-
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Confindustria, Pil 2023 in netto rallentamento, andrà meglio nel 2024

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo le previsioni del Centro Studi di Confindustria, l’andamento del PIL italiano nel 2023 (+0,4%) è in netto rallentamento rispetto alla media del 2022, “ma è più favorevole di quanto ipotizzato appena qualche mese fa, quando si prevedeva una variazione annua nulla dell’economia italiana”, si legge nel Rapporto di previsione “L’economia italiana tra rialzo dei tassi e inflazione alta”, che viene presentato oggi.
“Nel 2024, invece, grazie al rientro dell’inflazione, alla politica monetaria meno restrittiva e alla schiarita nel contesto internazionale, si registrerà una dinamica migliore anche in Italia (+1,2% annuo)”, spiega il CSC.

La revisione al rialzo per il 2023 rispetto allo scenario CSC di ottobre scorso (di +0,4 punti), è spiegata interamente dall’andamento migliore delle attese nella seconda metà del 2022, nonostante lo shock energetico: “ciò ha alzato l’eredità positiva lasciata al PIL del nuovo anno – si legge nel Rapporto -. In particolare, nel 4° trimestre 2022 l’Italia ha limitato al minimo l’aggiustamento al ribasso. Il sentiero del PIL, però, non è rettilineo: si stima che l’economia italiana abbia subito ancora una lieve contrazione nel 1° trimestre 2023, a causa soprattutto degli effetti ritardati dell’inflazione sui consumi e di una pausa degli investimenti dopo il balzo a fine 2022. Dalla seconda metà del 2023, l’attenuazione delle pressioni inflazionistiche e una limatura ai tassi di interesse dovrebbero favorire una dinamica positiva del PIL fino alla fine del 2024 – sottolinea il Centro Studi di Confindustria -. Un profilo di crescita moderato, ma superiore, di poco, alla media pre-crisi grazie ai primi effetti positivi di investimenti e riforme del PNRR sul potenziale di espansione della nostra economia”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Piazza Affari chiude in calo, pesa la debolezza delle banche

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Chiusura in deciso calo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un -2,23% a quota 25.892 punti, mentre l’Ftse Italia All Share cede il 2,09% a quota 28.056 punti. In ribasso anche l’Ftse Star, che lascia sul terreno l’1,59% a quota 48.055 punti. Milano, come gli altri mercati, sconta i timori per la tenuta del sistema bancario, dopo il caso Deutsche Bank con l’impennata dei credit default swap che ha finito con il coinvolgere l’intero comparto. In calo anche finanziari ed energetici. Per quanto riguarda le materie prime, il prezzo del petrolio arretra con il Wti a 69,71 dollari al barile, mentre il Brent è a 74,6 dollari. Il gas naturale sulla piazza di Amsterdam arretra a 41,09 euro al megawattora. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 183 punti, con il rendimento del decennale al 3,90%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Diasorin che guadagna 3,6 punti, ma in rialzo, seppure frazionale, Recordati. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Iveco Group che cede 5 punti, ma con il segno meno anche Banco Bpm, Unicredit e Bper Banca. Anche le altre principali Borse europee archiviano gli scambi con segni negaitivi, sulla scia dell’apertura in rosso a Wall Street. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a -1,74%, Francoforte cede l’1,64% mentre Londra arretra dell’1,25%.
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Telemarketing, Garante della privacy approva il codice di condotta

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato il Codice di condotta per le attività di telemarketing e teleselling promosso da associazioni di committenti, call center, teleseller, list provider e associazioni di consumatori. Il Codice acquisterà efficacia una volta conclusa la fase di accreditamento dell’Organismo di monitoraggio (Odm) e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’Odm è un organismo indipendente chiamato a verificare l’osservanza del Codice di condotta da parte degli aderenti e a gestire la risoluzione dei reclami. Per assicurare il rispetto della normativa privacy “dal contatto al contratto” le società che aderiranno al Codice, si impegneranno ad adottare misure specifiche per garantire la correttezza e la legittimità dei trattamenti di dati svolti lungo tutta la “filiera” del telemarketing. Dovranno raccogliere consensi specifici per le singole finalità, informare in maniera precisa le persone contattate sulle finalità per le quali vengono usati i loro dati, assicurando il pieno esercizio dei diritti previsti dalla normativa privacy. Introdotte inoltre regole per contrastare il fenomeno del “sottobosco” dei call-center abusivi. Il Codice di condotta stabilisce infatti che nei contratti stipulati dall’operatore con l’affidatario del servizio dovrà essere prevista una penale o la mancata corresponsione della provvigione per ogni vendita di servizi realizzata a seguito di contatto promozionale senza consenso. Le società saranno tenute ad effettuare una valutazione di impatto nel caso svolgessero trattamenti automatizzati, compresa la profilazione, che comportano un’analisi sistematica e globale di informazioni personali. L’adozione del Codice di condotta da parte del Garante – si legge in una nota – rappresenta un importante tassello nella lotta al telemarketing selvaggio considerata l’ampia adesione dimostrata dai principali operatori del settore che può facilitare la diffusione nel mercato di principi e misure a tutela dei consumatori.
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Ugl compie 73 anni, Capone “Restituire centralità a corpi intermedi”

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OMA (ITALPRESS) – “La complessa congiuntura economica che il Paese sta attraversando e i radicali mutamenti che caratterizzano il mondo del lavoro impongono una seria riflessione sul ruolo dei corpi intermedi ai quali va restituita centralità per dare maggiore risalto alle istanze dei lavoratori”. Così Paolo Capone, segretario generale dell’UGL, in occasione dell’evento “Viaggio nel futuro” organizzato in occasione del 73esimo anniversario dalla fondazione del sindacato.
“Il 73esimo anniversario sia l’occasione per ribadire l’importanza di battaglie come quella sulla sicurezza nei luoghi di lavoro volta a arrestare l’intollerabile strage quotidiana. È l’inizio di un cammino che ci porterà alla celebrazione del 5º Congresso Confederale. Ho intenzione di candidarmi per un altro mandato e affrontare, così, i numerosi dossier ancora aperti. Dobbiamo dare continuità al percorso intrapreso. È il momento di riaprire il tavolo della contrattazione – prosegue – per rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori e rivedere l’attuale paradigma su cui si fondano le relazioni industriali verso un nuovo modello basato sulla partecipazione dei lavoratori come prevede l’articolo 46 della Costituzione. Apprezziamo la volontà del Governo di puntare sul dialogo con le parti sociali e rinnoviamo il nostro impegno in difesa dei diritti acquisiti a partire dai tavoli di confronto sulla riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza”.
Capone sottolinea poi come sia stata “lanciata questa manifestazione che invece di glorificare i fasti del passato, cerca di comprendere quale sarà il futuro. Abbiamo messo intorno al tavolo del dibattito economisti, storici, esperti sociali per avere un quadro di quella che sarà la società di domani, per dare delle risposte precise alle esigenze che si manifesteranno e che si stanno già manifestando che in realtà sono diverse da quelle del passato”, conclude.

– foto ufficio stampa Ugl –

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L’inflazione erode il risparmio, diversificare aiuta a difenderlo

MILANO (ITALPRESS) – L’aumento dell’inflazione “ha almeno due implicazioni: innanzitutto i cittadini spendono di più rispetto a prima per comprare gli stessi servizi e prodotti”, ma questo “ha un riflesso anche sul risparmio”, perché “c’è anche il dilemma di capire cosa fare per evitare che la liquidità esposta all’inflazione perda valore”. Lo ha detto Valerio Fallucca, Head of Retail Banking di ING Italia, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Stiamo notando una progressiva contrazione della propensione al risparmio: non è detto che questo sia strettamente legato all’andamento del carovita, perché abbiamo accumulato parecchio risparmio negli anni precedenti e adesso probabilmente stiamo ritornando a livelli più fisiologici”, ma “quello che colpisce è che nei primi mesi dell’anno stiamo registrando un andamento di crescita negativa dei depositi bancari delle famiglie italiane: significa che i cittadini italiani stanno consumando i propri risparmi”, ha spiegato.
“Sicuramente spendono di più” per effetto dell’aumento dell’inflazione, “ma probabilmente stanno anche prendendo delle decisioni sui propri risparmi e su come proteggerli, magari investendo in buoni del Tesoro o decidendo di disindebitarsi, estinguendo il proprio mutuo”, ha continuato.
“Per il cliente che ha necessità di decidere dove allocare la propria liquidità sicuramente una buona proposta è quella di un vero e proprio salvadanaio digitale con rendimenti trasparenti e soprattutto con la possibilità di poter prendere i soldi quando si vuole, senza nessun tipo di vincolo”, ha spiegato Fallucca.
Le scelte sul risparmio secondo il manager vanno sempre viste “in un’ottica di differenziazione. Il consiglio ideale è quello di allocare i propri risparmi in una molteplicità di strumenti, come i conti deposito, ma anche valutare prodotti di investimento che implicano una certa componente di rischio ma danno ritorni molto più rilevanti”.
Il rovescio della medaglia che deriva dell’aumento dei tassi di interesse è il costo dei finanziamenti. “Chi ha già un mutuo si trova davanti a una rata che diventata molto più alta rispetto al passato”, ma può rinegoziare il proprio tasso: ovviamente parliamo di tasso variabile, perchè chi ha già un tasso fisso è protetto da queste oscillazioni”. Ci sono anche delle alternative previste dalla legge di bilancio “per il passaggio dal tasso variabile a tasso fisso, senza nessuna spesa e anche senza passaggio dal notaio, ma bisogna rientrare in alcune categorie specifiche. Stiamo valutando anche noi dei meccanismi simili che però non abbiano paletti”, pensando a “formule, per i clienti che ne hanno necessità, per passare da un tasso variabile a un tasso fisso in maniera semplice”, ha spiegato Fallucca. Guardando alla rinegoziazione “bisogna anche pensare che un mutuo è comunque un investimento a lungo termine. Stiamo osservando un innalzamento repentino dei tassi e abbiamo la consapevolezza che è un percorso che non è ancora arrivato a termine: si parla di aspettative di Euribor che cresce fino a oltre il 3,4% fino a fine anno, di una stabilizzazione nel 2024 e un progressivo calo nel 2025”. Per chi compra casa oggi, “bisogna capire la propensione del cliente in termini di aspettativa e rischio, in un momento in cui i tassi non si sono ancora stabilizzati” e “valutare la sostenibilità della rata per il bilancio familiare”, ha concluso Falluca.

– foto Italpress –

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L’occupazione accelera, i servizi trainano la domanda di lavoro

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la frenata dell’ultima parte del 2022, nei primi due mesi dell’anno l’occupazione dei lavoratori dipendenti ha accelerato. Tra gennaio e febbraio sono stati creati oltre 100.000 posti al netto delle cessazioni, circa un terzo in più rispetto allo stesso periodo del 2019, prima della pandemia. La domanda di lavoro è stata trainata soprattutto dai servizi. Beneficiando del calo dei prezzi dell’energia, si è rafforzata anche la dinamica nell’industria. E’ quanto emerge da un rapporto di Ministero del Lavoro, Banca d’Italia e Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL).
La crescita dell’occupazione si è finora concentrata nella componente a tempo indeterminato, grazie anche alle numerose trasformazioni di contratti a termine. Nei prossimi mesi la ricomposizione della forza lavoro verso impieghi stabili potrebbe essere meno intensa: la quota dei contratti a tempo determinato, sul totale delle assunzioni, sta lentamente aumentando.
Dopo essere state più penalizzate rispetto agli uomini durante la crisi pandemica, dalla fine del 2021 l’occupazione femminile è cresciuta fino a raggiungere livelli storicamente elevati. A questa dinamica ha contribuito l’alta incidenza nel biennio 2021-22 della domanda di lavoro nei settori del commercio, del turismo e dei servizi alla persona, dove la quota di donne impiegate è maggiore. Negli ultimi due anni le donne hanno però occupato solo un terzo dei posti a tempo indeterminato.
Nel 2022 il numero di disoccupati misurato dalle dichiarazioni di immediata disponibilità, si è ridotto di 80.000 unità, meno rispetto al calo del 2021 (-300.000). In linea con i dati dell’Istat, che segnalano una diffusa crescita dei tassi di partecipazione, i flussi di nuovi ingressi nello stato di disoccupazione rimangono consistenti: sono aumentati in tutte le fasce di età e soprattutto nel Mezzogiorno.

– foto Agenziafotogramma.it –

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