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Economia

Piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -1,03%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare -1,03% a 26.209 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede lo 0,98% a quota 28.374. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,16% a 48.754 punti.

-foto agenziafotogramma.it-
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Salini (Webuild) “Infrastrutture al Sud per riscriverne il futuro”

TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Partono oggi nei cantieri Webuild in Sicilia gli scavi sulla tratta Fiumefreddo- Taormina/Letojanni, parte del progetto di potenziamento della linea ferroviaria ad alta capacità Palermo-Catania-Messina. L’opera nel suo complesso punta a migliorare e rendere più veloce e sostenibile il trasporto di merci e persone in Sicilia e a connettere l’isola al Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete transeuropea TEN-T, nuova opportunità di crescita economica e lavoro nel Sud Italia, per tutta la filiera.
Presenti alla cerimonia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, il Commissario straordinario dell’opera Filippo Palazzo, l’ad del Gruppo FS Luigi Ferraris e l’ad Webuild Pietro Salini.
“Vedo oggi in questo cantiere tanti giovani e volti che ho già incontrato nei nostri cantieri del Nord Italia come il Terzo Valico e il Brennero, siciliani e calabresi che hanno finalmente un lavoro nella loro terra – ha detto Salini -. Abbiamo previsto proprio in Sicilia una fabbrica dei conci modernissima automatizzata, un esempio nel mondo, e con il Gruppo FS intendiamo creare uno stabilimento per il riutilizzo delle frese a cui possiamo dedicare competenze tecnologiche uniche al mondo. Oggi Webuild è il più grande operatore di tunneling con 32 TBM, e altre 60 da comprarne. Mi piacerebbe che questa terra diventasse il posto in cui rimetterle a nuovo, o addirittura costruire. Bisogna dare ai ragazzi non solo un mezzo di trasporto, ma soprattutto speranze e un futuro per i loro figli”. “La sfida stessa di collegare Calabria e Sicilia con il Ponte sullo Stretto di Messina è un cambio storico che dà ai giovani una prospettiva diversa. Siamo azienda di sistema del Paese, con la partecipazione statale tramite CDP nel nostro capitale. Abbiamo già realizzato i più grandi ponti al mondo e mettiamo a disposizione la nostra esperienza per realizzare questo sogno di collegamento di un’importantissima regione”, ha concluso Salini.
La nuova linea Palermo-Catania-Messina, finanziata anche con fondi PNRR, ridurrà i tempi di viaggio a 2 ore tra Palermo e Catania (60′ in meno rispetto ai tempi attuali) e 45′ tra Messina e Catania (30′ in meno). Il lotto Fiumefreddo-Taormina/Letojanni prevede il raddoppio di 15,4km di linea, incluso l’allaccio alla stazione Letojanni, con circa 11km in galleria, che saranno scavati in parte con impiego di 2 frese meccaniche (TBM – Tunnel Boring Machine). Saranno costruite anche la stazione Taormina (totalmente interrata), 2 fermate, e nuovi viadotti, di cui uno sulla valle dell’Alcantara lungo 928m e con campata ad arco di 120m.
Sulla direttrice Messina-Catania, Webuild ha in corso anche i lavori del lotto Taormina-Giampilieri, mentre sulla direttrice Palermo-Catania sta realizzando la tratta Bicocca-Catenanuova, a cui si è aggiunta più di recente la Nuova Enna-Dittaino. Per la sola costruzione di queste tratte si stima saranno creati 3.100 posti di lavoro, diretti e di terzi, di cui 1.900 per i 2 lotti sulla Messina-Catania. Al momento, queste tratte vedono già impiegate più di 800 persone, diretti e di terzi, con il coinvolgimento di oltre 580 fornitori diretti impiegati da inizio lavori, 50% provenienti dal Sud Italia e isole. Una opportunità per il territorio, anche in termini di sostenibilità: queste tratte permetteranno di evitare l’emissione di circa 21.800 tonnellate all’anno di CO2.
Nel Sud Italia Webuild sta realizzando 16 progetti che vedono già oggi coinvolte circa 4.400 persone tra diretti e di terzi, con una filiera di oltre 3.800 fornitori da inizio lavori. Tra gli altri, quattro lotti della linea ad alta velocità/alta capacità Napoli-Bari, che consentirà di abbattere i tempi di percorrenza tra la Campania e la Puglia, e il Megalotto 3 della Strada Statale Jonica, che collegherà i litorali ionici di Calabria, Basilicata e Puglia, costituendo una cerniera tra il sistema trasportistico dell’Autostrada A3 e la Puglia.

– foto ufficio stampa Webuild –
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UniCredit Foundation, 500 mila euro a progetti contro povertà educativa

MILANO (ITALPRESS) – Si è conclusa la prima edizione della “Call for Education – Italy Regions”, iniziativa di solidarietà promossa da UniCredit Foundation e realizzata con il supporto di UniCredit grazie al progetto “Carta E” a sostegno di progetti di contrasto alla povertà educativa realizzati da organizzazioni non profit su tutto il territorio nazionale. Sono 4 le iniziative premiate, con un contributo complessivo di 500.000 euro.
Tramite il progetto “Carta E”, il due per mille delle spese effettuate dai clienti che utilizzano le carte di credito “Etiche” è andato ad alimentare, senza alcun onere a carico del titolare della carta, uno specifico Fondo destinato a iniziative sociali realizzate da organizzazioni non profit.
Nello specifico, la “Call for Education – Italy Regions” ha coinvolto le sette Region commerciali di UniCredit (Nord Ovest, Lombardia, Nord Est, Centro Nord, Centro, Sud e Sicilia) deputate a gestire i rapporti con i territori, cogliendo i bisogni e le sensibilità delle comunità locali, nell’individuazione di progetti educativi a favore di giovani nella fascia di età 11-19 anni (scuola secondaria inferiore e superiore), con particolare focus su: contrasto della dispersione scolastica; acquisizione di competenze adeguate al proseguimento degli studi universitari; acquisizione di competenze adeguate all’ingresso nel mondo del lavoro.
Grazie a tale collaborazione, su un totale di 55 candidature sono stati premiati 4 progetti formativi con un importo complessivo di 500 mila euro.
“Questa prima edizione della Call for Education – Italy Regions ha registrato grande interesse e partecipazione da parte di associazioni attive sul territorio nazionale che hanno presentato importanti progetti a supporto di giovani e istruzione. L’abbandono precoce degli studi e la mancata acquisizione di competenze adeguate per il proseguimento degli studi universitari o per l’ingresso nel mondo del lavoro sono fenomeni diffusi nella maggior parte dei Paesi in cui il Gruppo opera – afferma Silvia Cappellini (nella foto), Direttore Generale di UniCredit Foundation -. Ciò è dovuto a diversi fattori, ma dipende in larga misura dalle condizioni socio-economiche e culturali delle famiglie e dei territori in cui i bambini nascono e crescono. La scuola rappresenta un presidio essenziale nel contrasto alle disuguaglianze e noi riteniamo che solo una scuola di qualità possa dare pari opportunità di apprendimento a tutti gli studenti e, soprattutto, a quelli più svantaggiati. E’ per questo che ci impegniamo e lavoriamo ogni giorno per affiancare i giovani nei loro percorsi di studi promuovendo occasioni di apprendimento e crescita, affinchè nessuno venga lasciato indietro”.
Questi i progetti vincitori. NORD OVEST (3 scuole di Torino, Alessandria e Vercelli): AGS per il Territorio – Progetto “Maker Lab”. NORD EST (6 scuole di Veneto e Trentino-Alto Adige): CEDEL – Cooperativa Sociale Educativa ELIS – Progetto “Cloto”. SUD (5 scuole della provincia di Bari, Barletta e Matera): Consorzio Meridia – Progetto “Skill@ti”. SICILIA (2 scuole delle province di Catania e di Agrigento): Junior Achievement Italia – Progetto “Salvaborgo”.

– foto ufficio stampa UniCredit –

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Lavoro, nel 2022 saldo positivo con 441mila posti

Nel corso del 2022, secondo i dati dell’Inps, i flussi nel mercato del lavoro hanno completato la ripresa dei livelli pre-pandemici. Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati extra-agricoli nel corso del 2022 sono state 8.059.000, con un aumento del +11% rispetto al 2021. La crescita ha interessato tutte le tipologie contrattuali, risultando accentuata sia per i contratti a tempo indeterminato (+18%), sia per le diverse tipologie di contratti a termine (intermittenti +16%, apprendistato +11%, tempo determinato e stagionali +10%, somministrati +5%). La dinamica delle assunzioni nel 2022 è stata più accentuata per le classi di dimensione aziendale oltre i 15 dipendenti: oltre il 17% per la classe da 16 a 99 dipendenti, attorno al 15% per la classe 100 e oltre. Per le piccolissime imprese (fino a 15 dipendenti) l’incremento è stato limitato al 4%. Per quanto riguarda le tipologie orarie, l’incidenza del part time è rimasta stabile nell’insieme delle assunzioni a termine (37%) mentre è diminuita nelle assunzioni a tempo indeterminato, dove è scesa dal 35% al 32%. Le trasformazioni da tempo determinato nel corso del 2022 sono risultate 751.000, in forte e continuo aumento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+43%). Contemporaneamente anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo – pari a 114.000 – risultano essere aumentate rispetto all’anno precedente, seppur con un modesto +4%. Le cessazioni nel 2022 sono state 7.617.000, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+16%) per tutte le tipologie contrattuali: contratti intermittenti (+27%), contratti a tempo determinato e stagionali (+18%), contratti in apprendistato (+14%), contratti a tempo indeterminato (+12%) e contratti in somministrazione (+11%). Analizzando le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato con riferimento alla causa si evidenzia un forte aumento del 2022 rispetto al 2021 dei licenziamenti di natura economica (+41%). Fino al 30 giugno 2021, però, erano bloccati dalle normative introdotte nel 2020 a fronte dell’evento pandemico.
Il più pertinente confronto con il 2019 per i licenziamenti economici rileva una contrazione: circa 127.000 licenziamenti in meno (-25%). In crescita invece risultano i licenziamenti disciplinari: circa 36.000 in più nel 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2019. Le dimissioni da rapporti di lavoro a tempo indeterminato registrano un incremento nel 2022 pari al +10% rispetto al corrispondente periodo del 2021 e del +24% rispetto al 2019. A dicembre 2022 si registra un saldo positivo pari a 441.000 posizioni di lavoro. Per il tempo indeterminato la variazione risulta pari a +336.000 unità mentre per l’insieme delle altre tipologie contrattuali la variazione è pari a +105.000 unità (dettagliatamente: +43.000 per i rapporti a tempo determinato, +32.000 per gli intermittenti, +18.000 per gli apprendisti, +6.000 per gli stagionali e i somministrati). ). Nel corso del 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021, le assunzioni in somministrazione sono aumentate per entrambe le tipologie contrattuali: tempo indeterminato +61%, a termine +3%. La consistenza dei lavoratori impiegati con contratti di prestazione occasionale a dicembre 2022 si attesta intorno alle 15.000 unità, valore sostanzialmente in linea con quello di dicembre 2021. L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta pari a 293 euro.
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Agritech, Intesa Sanpaolo lancia “Ideas2Grow”

BARI (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo lancia Ideas2Grow, l’iniziativa per incentivare l’occupazione attraverso l’autoimprenditorialità, realizzata in collaborazione con Talent Garden. Tecnologie digitali e sostenibilità sono le caratteristiche principali dell’iniziativa, che si rivolge a studenti e neolaureati di Puglia, Molise e Basilicata con l’obiettivo di valorizzare nuove idee imprenditoriali in un territorio a forte tradizione agricola e ad alto potenziale di innovazione.
Il progetto si articola in tre fasi. Fino al 23 aprile si può candidare la propria idea di business, partecipando alla Call 4 Ideas singolarmente o in team (in questo caso almeno un terzo dei componenti devono essere donne). L’11 e 12 maggio ottanta giovani parteciperanno ad un hackathon nell’Innovation Hub Talent Garden di Bari per sviluppare il progetto, con il supporto di esperti del settore. Cinquanta di loro saranno selezionati per partecipare gratuitamente al percorso di formazione agritech, per acquisire le competenze chiave per l’avvio della propria impresa.
Maggiori informazioni sul sito di Intesa Sanpaolo.
Ideas2Grow è realizzata da Valorizzazione del Sociale e Relazioni con le Università di Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Direzione Agribusiness e la Direzione Regionale Puglia Basilicata e Molise e ha il patrocinio di Regione Puglia, A.R.T.I. (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia), Comune di Bari, Politecnico di Bari, Università di Bari “Aldo Moro” e Università di Foggia. Sono partner dell’iniziativa anche Accenture, Microsoft, Linkedin, ISMEA, Coldiretti, Invitalia, Casillo Group, Frantoio Muraglia, G-Nous.
Ideas2Grow rientra nell’impegno ESG del gruppo bancario guidato da Carlo Messina a favore dei giovani, per incentivarne l’accesso al mondo del lavoro, in particolare nel Mezzogiorno.
“Con questo progetto in collaborazione con Talent Garden, Intesa Sanpaolo intende fornire a studenti e neolaureati con idee innovative e voglia di mettersi in gioco gli strumenti per avviare la propria impresa in ambito agritech – spiega Elisa Zambito Marsala (nella foto), responsabile Valorizzazioni del Sociale e Rapporti con le Università Intesa Sanpaolo -. Si tratta di un’iniziativa che, grazie alle sinergie con istituzioni, università e imprese, fa leva su riqualificazione e formazione del capitale umano in tre regioni del Mezzogiorno e contiamo di estenderla in futuro anche in altre aree del Paese favorendo un impatto positivo per l’occupabilità sul territorio nazionale”.
“Siamo molto felici di dare vita a questo progetto con Intesa Sanpaolo – dice Davide Dattoli, founder e presidente di Talent Garden – che mette al centro la sostenibilità e l’inclusione. L’agritech è un settore fondamentale per lo sviluppo, che sta ridisegnando il modo di fare agricoltura. Il nostro obiettivo è quello di aiutare i giovani a formarsi su competenze digitali ormai fondamentali per il mondo del lavoro e costruire valore con competenze innovative per rilanciare il territorio e l’economia, grazie all’esperienza della nostra community nei processi startup e alla conoscenza in ambito formativo agritech. In Puglia, regione che ha dimostrato di esprimere un ecosistema digitale tra i più interessanti, è nato anche il campus di Talent Garden a Bari, che ospiterà parte di questa esperienza e condurrà i partecipanti all’accelerazione delle idee più promettenti. Perchè chi si aggiorna non teme l’innovazione, ma la sfrutta a suo favore oggi per essere davvero competitivo domani”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Visco “Rallentamento dell’economia mette e rischio la stabilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Il rallentamento, attuale e prospettico dell’attività economica globale, comporta un aumento dei rischi per la stabilità del sistema finanziario”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso di un’audizione in commissione Finanze alla Camera. Per tutelare la stabilità del sistema finanziario “all’esercizio dei poteri di vigilanza microprudenziale si aggiungono le politiche macroprudenziali per l’identificazione e il governo dei rischi sistemici”, ha spiegato. Bankitalia, sottolinea Visco, “utilizza un sistema di indicatori quantitativi, tra cui l’andamento del credito, lo scostamento dalla tendenza di lungo periodo del rapporto tra credito e Pil, i tassi di disoccupazione e di inflazione”. Bankitalia “concorre alle decisioni di politica monetaria dell’Eurosistema, assunte dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea”, con l’obiettivo primario della “stabilità dei prezzi”, per conseguire il quale, “negli anni passati, la Bce ha messo in atto una politica monetaria eccezionalmente accomodante, abbassando i tassi ufficiali di interesse fino a livelli negativi senza precedenti e attuando una straordinaria espansione monetaria”, anche “per fronteggiare le conseguenze straordinarie dell’emergenza pandemica”, ha detto il governatore. “Dall’anno scorso, i rischi relativi alla stabilità dei prezzi hanno mutato segno: la politica monetaria sta perciò venendo progressivamente riorientata per far fronte alle rinnovate pressioni inflazionistiche”, ha concluso.
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A gennaio pensioni vigenti 17,7 milioni, spesa 231 miliardi anno

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Le pensioni vigenti al 1° gennaio 2023, secondo i dati Inps, sono 17.718.685, di cui 13.685.475 (il 77,2%) di natura previdenziale e 4.033.210 (il 22,8%) di natura assistenziale. L’importo complessivo annuo è pari a 231 miliardi, di cui 206,6 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali e 24,4 miliardi da quelle assistenziali. Il 47,9% delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati: quella di maggior rilievo è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, che gestisce il 45,2% del complesso delle pensioni erogate e il 58,1% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 28,3% delle pensioni, per un importo in pagamento pari al 24,6% del totale, mentre le gestioni assistenziali erogano il 22,8% delle prestazioni, con un importo in pagamento pari al 10,6% del totale. Nel 2022 sono state liquidate 1.350.222 pensioni, il 46,5% delle quali di natura assistenziale. Gli importi annualizzati stanziati per le nuove liquidate del 2022 ammontano a 14,2 miliardi, circa il 6,1% dell’importo complessivo annuo in pagamento al 1° gennaio 2023. Le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 68,7% da pensioni di vecchiaia, di cui poco più della metà (57,2%) erogate a uomini, per il 5,2% da pensioni di invalidità previdenziale di cui il 56% erogato a maschi e per il 26,1% da pensioni ai superstiti, con un tasso di mascolinità pari al 12,4%. Circa il 74,3% delle pensioni di anzianità/anticipate sono erogate a uomini, mentre tale percentuale si abbassa al 37,6% per le pensioni della sottocategoria vecchiaia. Anche nell’invalidità previdenziale (legge 222/84) c’è una preponderanza maschile: il 64,7% per l’assegno di invalidità e il 69,3% per la pensione di inabilità. Le pensioni di invalidità decorrenti prima della legge 222/84 avevano un tasso di mascolinità del 32%, dovuto all’età elevata dei titolari di queste prestazioni e alla maggiore longevità delle donne. Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 20,3% da pensioni e assegni sociali, di cui il 37,5% erogate a uomini; il restante 79,7% delle prestazioni sono erogate ad invalidi civili sotto forma di pensione e/o indennità, con un indice di mascolinità del 41,6%. Il 61,6% delle pensioni previdenziali liquidate nel 2022 è costituito da pensioni di vecchiaia, il 7,6% da quelle di invalidità previdenziale e il 30,8% da quelle ai superstiti. Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 7% da assegni sociali e per il 93% da prestazioni di invalidità civile. Considerando le prestazioni di invalidità civile per composizione dell’importo, il numero è di 612.405 sole pensioni, 1.807.182 sole indennità e 398.193 pensioni e indennità di accompagnamento insieme, per un totale complessivo di 2.817.780 invalidi civili. L’area geografica con la percentuale più alta di prestazioni pensionistiche è l’Italia settentrionale, con il 48,0%; al Centro viene erogato il 19,3% delle pensioni, mentre in Italia meridionale e Isole il 30,7%; il restante 2,0% (358.908 pensioni) è erogato a soggetti residenti all’estero. Il Nord ha un numero di pensioni per numero di residenti maggiore per le categorie vecchiaia e superstiti, seguito dal Centro e dal Mezzogiorno, mentre l’ordine si inverte per le pensioni di categoria invalidità previdenziale e per le prestazioni assistenziali. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli importi erogati, il 55,3% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate all’Italia settentrionale (per la vecchiaia la percentuale passa al 60,2%), il 24,3% a Italia meridionale e Isole (per pensioni e assegni sociali la percentuale passa al 55,7%), il 19,7% all’Italia centrale ed infine lo 0,7% a soggetti residenti all’estero. L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.359,53 euro, con un valore più elevato nel settentrione (1.456,71 euro). L’analisi della distribuzione per età evidenzia una età media dei pensionati pari a 74,1 anni, con una differenza tra i generi di 4,7 anni (71,5 anni per gli uomini e 76,2 anni per le donne). Nella distribuzione per classi di importo mensile delle pensioni si osserva una forte concentrazione nelle classi basse: il 55,8% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Delle 9.883.267 pensioni con importo inferiore a 750 euro, il 43,1% (4.272.173) beneficia di prestazioni legate a bassi redditi, come integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile.
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Terna, nel 2022 indicatori in miglioramento. Investimenti +15,5%

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Nel 2022 Terna ha registrato un forte miglioramento di tutti gli indicatori economico-finanziari, fra i quali la forte crescita degli investimenti nel core business delle infrastrutture elettriche. Inoltre, ha ottenuto le autorizzazioni per realizzare 29 interventi di sviluppo della rete di trasmissione nazionale per un valore che supera i 2,5 miliardi: più che raddoppiato il dato record del 2021 e quasi decuplicato il valore del 2020. Nel complesso, nel corso del 2022 Terna ha dispiegato investimenti per complessivi 1.756,8 milioni, in crescita del 15,5%. I ricavi del 2022, pari a 2.964,5 milioni, registrano un aumento di 359,7 milioni (+13,8%) rispetto al 2021. L’Ebitda si attesta a 2.059,2 milioni, in crescita di 204,4 milioni rispetto al 2021 (+11,0%), principalmente per un miglior risultato delle attività regolate.
L’Ebit dell’esercizio, a valle di ammortamenti e svalutazioni pari a 725,7 milioni, si attesta a 1.333,5 milioni, rispetto ai 1.200,4 milioni del 2021 (+11,1%). Gli oneri finanziari netti del 2022, pari a 100,1 milioni, rilevano un incremento di 21,2 milioni rispetto ai 78,9 milioni del 2021, dovuto principalmente all’aumento dell’inflazione, parzialmente compensato dai maggiori oneri finanziari capitalizzati. Il risultato ante imposte si attesta a 1.233,4 milioni, in aumento di 111,9 milioni rispetto al 2021 (+10%). Le imposte dell’esercizio sono pari a 355,4 milioni, in crescita di 37,5 milioni rispetto al 2021 (+11,8%), essenzialmente per il maggior risultato ante imposte e per le maggiori sopravvenienze attive rilevate nell’esercizio precedente. Il tax rate si attesta pertanto al 28,8%, rispetto al 28,3% del 2021. L’utile netto di Gruppo dell’esercizio è pari a 857 milioni, in crescita di 67,6 milioni (+8,6%) rispetto ai 789,4 milioni del 2021. La situazione patrimoniale consolidata registra un patrimonio netto di Gruppo pari a 6.142 milioni, a fronte dei 4.681,9 milioni al 31 dicembre 2021. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 8.576,3 milioni, in significativo miglioramento rispetto ai 10.002,5 milioni al 31 dicembre 2021. Nel corso del 2023 il Gruppo continuerà a essere focalizzato sulla realizzazione di quanto previsto nell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy” e nel Piano di Sviluppo 2023-2032, presentato di recente, che prevede oltre 21 miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni, pur in presenza di uno scenario macroeconomico molto volatile. Per il 2023 è previsto che Terna possa conseguire ricavi per 3,11 miliardi, un Ebitda pari a 2,12 miliardi e un EPS pari a 0,43 euro. Con specifico riferimento al Piano investimenti, previsto pari a 10 miliardi complessivi nel quinquennio 2021-2025, il Gruppo ha un target 2023 pari a circa 2,2 miliardi. “In uno scenario particolarmente complesso, Terna ha saputo conseguire risultati di eccellenza, accelerando, per il decimo trimestre consecutivo, il passo degli investimenti a beneficio del sistema elettrico e dell’Italia”. Così Stefano Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale di Terna, commentando i dati relativi all’esercizio 2022. “Nel corso del 2022 abbiamo rafforzato il ruolo di Terna quale vero e proprio regista della transizione energetica, abilitando sempre più lo sviluppo e la diffusione delle fonti rinnovabili. Abbiamo conseguito significativi avanzamenti per le opere più rilevanti del nostro piano quali il Tyrrhenian Link e l’Adriatic Link e abbiamo gettato le basi per rendere l’Italia hub energetico del Mediterraneo con l’avvio del procedimento autorizzativo del collegamento Tunisia-Italia che ha ricevuto un importante finanziamento dall’Unione Europa: è la prima volta che i fondi comunitari vengono assegnati a un’infrastruttura sviluppata da uno Stato membro e da uno Stato non appartenente all’Unione Europea”, ha aggiunto Donnarumma.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Terna-