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Economia

Piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -0,77%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare -0,77% a 27.639 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share scende dello 0,72% a quota 29.881. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,74% a 50.333 punti.

-foto agenziafotogramma.it-
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Risparmio, 3.200 mld degli italiani non hanno redditività

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di Francesca Morandi MILANO (ITALPRESS) – Ammontano a 1700 miliardi di euro i risparmi degli italiani ‘parcheggiati’ nei conti correnti bancari, senza che questa massa di capitali entri nel ciclo produttivo a vantaggio di famiglie e imprese e del Paese. Fondamentale per riattivare questo patrimonio nazionale è l’educazione finanziaria, capace di portare i risparmiatori italiani a fare un salto culturale che li porti a superare timori e diffidenze verso possibili investimenti sui mercati, visti spesso erroneamente come “troppo rischiosi” piuttosto che moltiplicatori di risorse. In questo processo la tecnologia aiuta ad avvicinarsi al cliente, ma resta centrale il ruolo del consulente finanziario, figura competente in grado di consigliare al meglio su ciò che i cittadini hanno di più importante, oltre alla salute: i propri risparmi. Se ne è discusso presso la Borsa Italiana a Piazza Affari a Milano, in occasione del convegno “Il valore della consulenza”, organizzato da Wall Street Italia, in collaborazione con BlackRock, Invesco, Pimco e Schroders. Presenti all’evento amministratori delegati e top manager bancari, operatori del settore e associazioni del mondo dell’advisory italiana.

“Non è solo la massa di soldi dei conti correnti che non entra nel ciclo produttivo – spiega Leopoldo Gasbarro direttore del magazine Wall Street Italia -, ci sono altri 1500 miliardi che sono ‘parcheggiati’ su titoli a redditività praticamente nulla. Questo significa che gli italiani hanno 3.200 miliardi che non hanno nessun tipo di redditività, anzi, perdono potere d’acquisto, anche rispetto all’inflazione, e continuano ad avere ‘minusvalenze su minusvalenze’, tant’è vero che negli ultimi 9 mesi sono andati persi 409 miliardi. Questo non è accettabile”. “Chi fa il consulente finanziario nel nostro Paese rappresenta un valore indiscusso per il futuro delle famiglie, delle imprese e per l’Italia stessa”, aggiunge. Da parte sua, Gian Maria Mossa, Ceo di Banca Generali, sottolinea come oggi ci sia “un gap generazionale enorme: l’età media dei clienti è superiore a quella dei nostri ‘bankers’, questo perché oggi non c’è creazione di ricchezza tra i giovani e mancano le competenze”. Per questo i consulenti finanziari hanno anche “un ruolo sociale”, ancor più in una prospettiva futura, in quanto “nei prossimi 10 anni la ricchezza delle famiglie private ‘passerà di mano’, ai più giovani”. Quindi, per smuovere quel tesoro nazionale oggi abbandonato nei conti correnti, osserva Mossa, “già da oggi dobbiamo avvicinare i giovani e dar loro strumenti e conoscenze, se necessario con incentivi mirati del governo”.

Il problema culturale è toccato anche da Luigi Conte, presidente di Anasf: “Evidenziamo un gap di mancate conoscenza da parte dell’investitore medio italiano, che non ha la capacità di razionalizzare le situazioni che pesano sulla sua scelta finanziaria, quindi tende a ‘proteggersi’ lasciando i soldi sui conti corrente”. Per Conte “le istituzioni dovrebbero dare attuazione a politiche fiscali che possano rappresentare le forze trainanti per un cambio culturale”. Come Anasf, aggiunge, “intendiamo coinvolgere sempre di più il ministero dell’Istruzione per favorire l’educazione finanziaria dei giovani, i futuri risparmiatori”. A incidere sui timori dei risparmiatori italiani sono perlopiù le crisi finanziarie, ma c’è anche un altro fattore: l’eccesso di regole. Ne parla Giovanni Sabatini, direttore generale di Abi (Associazione Bancaria Italiana): “In 40 anni di crisi ne abbiamo viste tante e oggi hanno sempre più una natura esogena ai mercati finanziari”. Ma oggi il problema è anche quello di una “regolamentazione che è una ‘colata continua’, usando una metafora presa in prestito dalle acciaierie. Abbiamo una complessità di norme, regolamenti, standard tecnici delle autorità europee e tante forme di giurisprudenza che non sempre sono coordinate e coerenti. Sul fronte opposto, il cliente vorrebbe risposte semplici”.

Infine, chiude il dg dell’Abi, “in assenza di un’adeguata cultura finanziaria , è fondamentale l’assistenza di un consulente finanziario, capace di spiegare, tra l’altro, come la stessa inflazione può rappresentare una sorta di tassa occulta a danno del proprio capitale ‘parcheggiato’”. In questo quadro, spiega Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, quella del consulente finanziario “è una professione che ha un grandissimo futuro, perché, al di là dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale (AI) e nuove tecnologie di automazione, a mio parere, l’elemento umano non verrà mai a mancare. Tanti clienti si affidano alla piattaforma, ma la gran parte di essi avrà bisogno di professionisti preparati con cui parlare. Perché nelle scelte finanziarie è indiscutibile il valore di avere una persona a fianco che ‘spenga la pancia e faccia andare il cervello’”. A intervenire nel dibattito è anche l’amministratore delegato e Direttore Generale di FinecoBank , Alessandro Foti, secondo il quale “oggi siamo a un bivio: il nostro è un Paese che ha accumulato una grande ricchezza. Tuttavia, gli italiani sono bravi risparmiatori ma pessimi investitori. Chi in 20 anni non ha investito ma lasciato i soldi sul conto corrente, ha perso il 40 per cento del valore del suo capitale, mentre se avesse investito avrebbe guadagnato certamente sui mercati. E non dimentichiamo – enfatizza Foti – che l’Italia non ha ancora cultura sugli ‘equity’ come i Paesi anglosassoni”. Un tema rilevante, ragiona Tommaso Corcos, amministratore delegato di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, “è anche quello della sicurezza, della cybersecurity. Oggi il cliente si deve sentire assolutamente protetto, deve avere la sicurezza che i suoi conti correnti siano protetti, per questo, come Banca Intesa Sanpaolo abbiamo investito in livelli sofisticati di protezione informatica”.

– foto xb5/Italpress –

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Ferraris “Logistica e infrastrutture temi chiave per Europa e Italia”

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CATANIA (ITALPRESS) – “Il tema della logistica è fondamentale per l’Europa e per un Paese come il nostro che per la sua conformazione territoriale è naturalmente un hub logistico del Mediterraneo sempre più strategico. Per questo l’Italia gioca un ruolo fondamentale. Dobbiamo creare un’area logistica che presieda l’intera catena del valore facendo sì che ci sia un’offerta integrata”. Lo ha detto l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris intervenuto alla tavola rotonda “Un nuovo patto per i trasporti del futuro: salari, diritti, regole” nell’ambito della tre giorni del 12° Congresso Filt Cgil di Catania. Al panel, moderato dalla giornalista Morena Pivetti, ha partecipato, tra gli altri, anche il Viceministro Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi.
Uno degli obiettivi del Piano Industriale del Gruppo FS per i prossimi dieci anni è proprio il raddoppio dell’attuale quota dell’11% di merci trasportate in treno, con lo sviluppo di un sistema di logistica integrata che prevede terminali multimodali nave/treno/gomma. “Fs ha già una presenza importante in centro Europa con Tx logistik, ma bisogna fare di più. Per essere protagonisti dobbiamo fare il primo passo. Siamo già leader a livello europeo con l’Alta Velocità, ora si sta aprendo un mercato europeo anche per la logistica, quindi è importante andare avanti”, ha spiegato Ferraris ricordando i Memorandum of Understanding che FS ha siglato con Hupac e Msc per promuovere sviluppare l’intermodalità.
“Dobbiamo fare investimenti soprattutto in nuovi terminali – ha spiegato l’Ad – che consentano di collegare il trasporto su gomma con il trasporto ferroviario. Stiamo facendo anche delle partnership con grandi operatori, anche transfrontalieri per sviluppare un’offerta integrata”. Il MoU con MSC, ad esempio, ha l’obiettivo di favorire le sinergie tra trasporto marittimo e ferroviario, quello con Hupac di incrementare l’intermodalità verso l’Europa.
Durante la tavola rotonda è stato centrale anche il tema delle infrastrutture. “Viviamo uno scenario particolare che arriva dopo il periodo complesso dovuto alla pandemia e alla guerra che però ha determinato un cambio di passo da parte delle comunità locali e dell’Europa rispetto a prima – ha detto l’Ad di FS – C’è voglia di infrastrutture nuove e di assicurare servizi su quelle esistenti. Siamo all’inizio di un percorso che ci vede fare investimenti importanti, di trasformazione, per i prossimi dieci anni ed oltre”. “Complessivamente – ha concluso Ferraris – abbiamo un orizzonte in dieci anni di 160 miliardi di investimenti in infrastrutture ferroviarie e stradali, per questo ci aspettiamo di avere un aumento della capacità di trasporto ferroviario del 20% e un aumento del 30% dei passeggeri su mezzi di trasporto multimodali, treni e bus”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Accordo Cdp-Commissione Ue per nuovi investimenti fino a 750 milioni

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Sottoscritto un accordo di garanzia nell’ambito del programma InvestEU per un valore complessivo di 355 milioni tra Cassa Depositi e Prestiti e la Commissione europea. L’accordo sbloccherà fino a 750 milioni di nuovi finanziamenti di CDP da destinare a investimenti in tutta Italia a sostegno della ricerca e dello sviluppo e della transizione ecologica delle imprese, delle infrastrutture sociali e sostenibili e, per la prima volta, di progetti di edilizia sociale a prezzi accessibili. Questo è il terzo accordo nell’ambito di InvestEU, programma che prevede di mobilitare un totale di 372 miliardi di nuovi investimenti nei prossimi cinque anni nell’intera Unione europea. Con questo accordo il Gruppo CDP è l’unico istituto nazionale di promozione in Europa ad aver sottoscritto tre accordi InvestEU. Il primo, firmato nel luglio 2022, ha visto la mobilitazione di 6,7 milioni per attività di consulenza volte a sostenere lo sviluppo di progetti di investimento nell’area delle infrastrutture sociali e sostenibili. Il secondo, sottoscritto nell’ottobre 2022 da CDP Equity, ha fornito una garanzia per un totale di 260 milioni a sostegno di investimenti destinati allo sviluppo di capitale di rischio italiano per complessivi 520 milioni. Grazie al proprio ruolo di partner esecutivi di InvestEU, negli ultimi sei mesi CDP Spa e CDP Equity sono riuscite a mobilitare complessivamente oltre 1,2 miliardi di investimenti in consulenza, imprese, startup e infrastrutture sociali e sostenibili, inclusi progetti di edilizia sociale a prezzi accessibili. Operazioni in linea con il Piano Strategico 2022-2024 del Gruppo, che prevede di mobilitare oltre 128 miliardi in investimenti entro il 2024. Presente alla firma il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, che ha sottolineato come “InvestEU promuove investimenti nell’UE che ci aiuteranno a raggiungere i nostri obiettivi comuni, soprattutto per la transizione ecologica e quella digitale. L’accordo di oggi consoliderà ulteriormente il nostro impegno nei confronti di Cassa Depositi e Prestiti nell’ambito del programma InvestEU. Siamo lieti di poter attingere alla vasta esperienza e alle competenze maturate da CDP, contribuendo a indirizzare investimenti totali fino a 750 milioni in tutta Italia per migliorare la vita dei cittadini, favorire la competitività delle imprese e sviluppare le infrastrutture”. Secondo il presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, “grazie alla sottoscrizione del terzo accordo InvestEU con la Commissione europea, CDP amplia la sua capacità di investire nello sviluppo dell’economia italiana, sfruttando risorse europee capaci di mobilitare oltre 1,2 miliardi complessivi. La rinnovata sinergia con la Commissione permetterà di garantire al nostro paese ulteriori ed importanti strumenti, in aggiunta a quelli già messi a disposizione dal piano NextGenerationEU, che apporteranno un contributo significativo agli ambiziosi piani di crescita del Paese”. Di paradigma vincente ha parlato l’Ad di CDP, Dario Scannapieco: “Questo accordo è un esempio di un paradigma vincente che mira a combinare risorse europee e risorse nazionali: le capacità finanziarie dell’Unione e la capacità di CDP di allocare tali risorse nell’economia reale nazionale in modo efficiente. La firma odierna fortifica le nostre relazioni con le istituzioni europee e rappresenta da un lato il compimento di un percorso straordinario nell’ambito del programma InvestEU e dall’altro il primo passo di un percorso di collaborazione strategica e di lungo termine tra CDP e l’UE, che impronta il nostro ruolo di Istituto Nazionale di Promozione ed il nostro impegno a promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in Italia e in Europa”. Il programma InvestEU fornirà all’UE importanti finanziamenti a lungo termine attingendo a consistenti fondi pubblici e privati a sostegno di una ripresa sostenibile.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Cdp-

A maggio torna Oroarezzo, focus sulla manifattura di gioielli

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AREZZO (ITALPRESS) – Ad Arezzo prende forma una nuova idea di lavorazione orafo-gioielliera. Per la sua 42^ edizione Oroarezzo evolve e si prepara ad un appuntamento ricco di novità. Dal 13 al 16 maggio 2023 nei padiglioni di Arezzo Fiere e Congressi, la manifestazione di Italian Exhibition Group (IEG) dedicata all’eccellenza e alla maestria della migliore produzione orafa Made in Italy potenzia la sua offerta e si presenta con un focus ancora maggiore sulla manifattura gioielliera.
“Shaping jewellery ideas” il nuovo claim che posiziona Oroarezzo come l’evento dove le idee si traducono in creazioni preziose. Con un mix espositivo incentrato sulle eccellenze manifatturiere orafo-gioielliere, assieme a semi-lavorati, componenti e tech, la manifestazione risponde al meglio alle esigenze del mercato offrendo l’opportunità di definire la propria fornitura di qualità per lo sviluppo di creazioni uniche e private label. Si rivolge invece ai retailer l’area cash & carry per gli acquisti sul pronto in vista del riassortimento stagionale delle vetrine.
Una formula rafforzata, dunque, per Oroarezzo 2023, frutto della grande sinergia con gli stakeholder territoriali Camera di Commercio Arezzo-Siena, Arezzo Fiere e Congressi, Comune di Arezzo, Provincia di Arezzo e Regione Toscana.
Potenziato anche il programma di incoming per i buyer che, grazie alla collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, punta al business matching guardando ai mercati consolidati dell’export – Est europeo, USA e Middle East – e spingendosi fino a Sud Est Asiatico e Sud America.
L’appuntamento si arricchisce poi di nuovi contenuti. Oroarezzo, infatti, si propone come piattaforma del mondo produttivo, della creatività e dell’innovazione in oreficeria, grazie a un programma di convegni tecnico-scientifici con associazioni di settore, aziende leader, enti di certificazione e istituzioni per contribuire alla crescita del settore attraverso l’approfondimento di temi caldi per il mondo orafo-gioielliero.
Torna infine Première, lo storico concorso di Oroarezzo che premia le migliori creazioni orafe ideate e realizzate dalle aziende espositrici su un tema prescelto puntando i riflettori sulle nuove generazioni di orafi. Si arricchisce infatti di una nuova categoria: Talents, riservata a studenti e giovani designer under 30. Il disegno più bello verrà premiato dalla giuria di operatori ed esperti del settore, presieduta da Beppe Angiolini.
La spinta di Italian Exhibition Group sulla manifestazione aretina si accompagna al crescente coinvolgimento della Città di Arezzo, con la partecipazione di enti e istituzioni cittadine non solo nell’organizzazione di iniziative che vedranno protagonista la tradizione senza tempo del suo distretto orafo, ma anche una riqualificazione generale del quartiere fieristico con interventi infrastrutturali già avviati da Arezzo Fiere e Congressi e volti a migliorare i servizi e l’esperienza di visita.
– foto ufficio stampa Oroarezzo –
(ITALPRESS).

Autostrade, Tomasi “La sicurezza nei cantieri è una priorità”

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“La sicurezza sul lavoro per noi è una priorità. Con il nostro piano di investimenti da 21,5 miliardi, messo a terra per ammodernare e potenziare la rete autostradale nazionale, il volume delle opere è aumentato di ben quattro volte. Con l’incremento dell’impegno cantieristico, la sfida sulla sicurezza diventa più complessa: a fronte di ciò, grazie alle misure adottate e alla collaborazione produttiva e modello compartecipativo con i sindacati, gli indici infortunistici del Gruppo sono stati ridotti dell’80%. Il nostro obiettivo, tuttavia, rimane quello di zero incidenti sul lavoro”. Così l’Ad di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, nel corso del congresso Filt Cgil in corso ad Aci Castello, nel Catanese. “Importante ora è uniformare gli standard e i parametri di misurazione di questi indici a tutto il settore, affinché si possa aspirare a benchmark nazionali ben più alti”, aggiunge.
“Lavoro ‘buono’, tecnologie stabilità, formazione e competenze, sono gli elementi che insieme possono dare un contributo decisivo a tutela delle persone. A breve presenteremo con Inail il primo cantiere sperimentale: un luogo di lavoro in cui, grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile rafforzare in maniera esponenziale la sicurezza delle nostre persone. Le sinergie messe in campo con le rappresentanze sindacali in questi anni, con azioni come il tavolo di concertazione per la pianificazione industriale, sono determinanti per il raggiungimento dell’obiettivo e per costruire insieme il futuro”, conclude Tomasi. (ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Autostrade-

Bce, tassi saliranno a ritmo costante ma economia in ripresa

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Bce continuerà ad aumentare i tassi di interesse in misura significativa a un ritmo costante e a mantenerli su livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione al suo obiettivo del 2% nel medio termine. E’ quanto si legge nel Bollettino economico della Banca centrale, sottolineando come alla luce delle spinte inflazionistiche di fondo, il Consiglio direttivo intende innalzare i tassi di interesse di altri 50 punti base nella prossima riunione di politica monetaria, a marzo, per poi valutare la successiva evoluzione della sua politica monetaria. Il mantenimento dei tassi di interesse su livelli restrittivi ponendo un freno alla domanda farà diminuire nel corso del tempo l’inflazione e metterà inoltre al riparo dal rischio di un duraturo spostamento verso l’alto delle aspettative di inflazione. In ogni caso, anche in futuro le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di riferimento saranno dipendenti dai dati e rifletteranno un approccio in base al quale tali decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione.
Secondo la Bce, inoltre, nel complesso l’economia ha dimostrato maggiore capacità di tenuta rispetto alle attese e dovrebbe registrare una ripresa nei prossimi trimestri. La Bce osserva che gli interventi pubblici volti a proteggere l’economia dall’impatto degli elevati prezzi energetici dovrebbero essere temporanei, mirati e modulati al fine di preservare gli incentivi a un minore consumo di energia. In particolare, con l’attenuarsi della crisi energetica è importante iniziare a revocare tali interventi, in linea con il calo dei prezzi dell’energia e in maniera concordata. Qualsiasi misura che disattenda questi criteri verosimilmente sospingerà al rialzo le pressioni inflazionistiche di medio termine, rendendo necessaria una risposta di politica monetaria più risoluta. Inoltre, le politiche di bilancio dovrebbero essere orientate a rendere l’economia più produttiva e a ridurre gradualmente l’elevato livello del debito pubblico.
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Commercio estero, nel 2022 flussi in crescita ma deficit a 31 mld

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A dicembre 2022 l’Istat stima una flessione congiunturale per entrambi i flussi con l’estero, più ampia per le esportazioni (-1,9%) che per le importazioni (-1,1%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta al calo delle vendite verso entrambe le aree, Ue (-1,2%) ed extra Ue (-2,6%). Nel quarto trimestre 2022, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,8%, l’import diminuisce del 6,6%. A dicembre l’export cresce su base annua del 13,5% in termini monetari mentre in volume si riduce del 2,4%. La crescita dell’export in valore è più sostenuta verso i mercati extra Ue (+18,2%) rispetto all’area Ue (+8,6%). L’import in valore registra un incremento tendenziale del 7,7% – che interessa sia l’area Ue (+4,5%) sia, in misura più intensa, l’area extra Ue (+11,7%) – mentre si riduce dell’11,4% in volume. Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano: mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+43,7%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+13,8%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+26,9%), prodotti petroliferi raffinati (+32,7%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,5%). Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono: Stati Uniti (+22,5%), Francia (+14,6%), Svizzera (+24,3%), Turchia (+38,4%) e Germania (+7,0%). L’export verso la Russia si conferma in forte flessione (-27,7%). Nel complesso del 2022, l’export registra una crescita del 19,9%, sintesi di incrementi analoghi sui mercati Ue (+19,7%) ed extra Ue (+20,2%), e trainata soprattutto dall’aumento delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+42,8%), prodotti petroliferi raffinati (+80,0%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+17,6%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+10,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+16,7%) e sostanze e prodotti chimici (+20,1%). La stima del saldo commerciale a dicembre 2022 è pari a +1.067 milioni di euro (era -1.475 milioni a dicembre 2021). Il deficit energetico (-8.931 milioni) è più ampio rispetto a un anno prima (-7.180 milioni) mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (9.998 milioni) è elevato e in deciso aumento rispetto a dicembre 2021 (5.705 milioni). Nelo 2022 il deficit commerciale è pari a -31.011 milioni (da +40.334 milioni del 2021), quello energetico a -111.278 milioni (era -48.356 milioni l’anno prima). L’avanzo dell’interscambio di prodotti non energetici (80.267 milioni) è elevato ma meno ampio rispetto al 2021 (88.690 milioni). A dicembre 2022 i prezzi all’importazione diminuiscono dell’1,6% su base mensile e aumentano dell’11,3% su base annua (era +14,1% a novembre 2022).
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