Il SuperEnalotto conquista il primato mondiale con un jackpot dal valore di 371,1 milioni per l’estrazione di oggi, dopo la vincita del Powerball, realizzata la scorsa settimana nello stato di Washington. Si tratta di un jackpot che lascia tutto il mondo con il fiato sospeso perché i premi delle più importanti lotterie mondiali, infatti, risultano avere valori di molto inferiori. In particolare, negli Usa il Mega Millions vale 84 milioni di dollari e il US Powerball 57 milioni. Si insegue la sestina vincente del SuperEnalotto dal 22 maggio del 2021, quando furono assegnati 156,2 milioni a Montappone (FM).Da allora, estrazione dopo estrazione, il Jackpot SuperEnalotto ha raggiunto e superato il suo record assoluto di 209,1 milioni, vinti a Lodi il 13 agosto 2019. È stato questo, infatti, il jackpot più alto assegnato a oggi nella storia del SuperEnalotto, lunga 25 anni.
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Nuovo record per il Superenalotto, jackpot vale 371,1 milioni
Piazza Affari apre in rialzo, Ftse Mib +0,68%
MILANO (ITALPRESS) – Apertura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare +0,68% a 27.720 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dello 0,60% a quota 29.968. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,34% a 50.907 punti.
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Piazza Affari chiude in lieve rialzo, negli Usa pesa l’inflazione
Chiusura in lieve rialzo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con un leggero segno più. L’indice Ftse Mib segna un +0,13% a quota 27.533 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna lo 0,14% a quota 29.789 punti. In moderato guadagno anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo di appena lo 0,10% a quota 50.732 punti. A Milano in evidenza soprattutto il titolo Pirelli che, dopo un andamento altalenante a causa di alcuni voci che vorrebbero l’uscita dei soci cinesi, ha virato in terreno positivo. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude in rialzo a quota 185 punti con il rendimento del decennale al 4,32%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Prysmian che guadagna 1,6 punti, ma in rialzo anche Stellantis, Ferrari e Campari. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Azimut Hlding che cede 3,1 punti, ma con il segno meno anche Italgas,, Saipem e Diasorin. Le altre principali Borse europee archiviano la seduta con guadagni più marcati, nonostante l’apertura in rosso a Wall Street. Nonostante infatti, il dato positivo per le vendite al detaglio di gennaio sopra le attese, pesa sempre l’inflazione e i timori legati a un nuovo auemnto dei tassi. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a +1,21%, Francoforte guadagna lo 0,84% mentre Londra avanza dello 0,54%.
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Welfare, l’Inps si rinnova per più inclusività ed efficienza
ROMA (ITALPRESS) – L’Inps deve diventare sempre più un nodo qualificato nella rete delle politiche sociali e del lavoro, in grado di mettersi a disposizione del sistema per favorire la programmazione e la gestione delle principali funzioni che attengono al welfare nel nostro Paese. In particolare, l’Inps dovrà sempre più essere un pilastro nelle politiche del lavoro, in rapporto con gli altri soggetti competenti per favorire l’integrazione fra le politiche attive e quelle passive del lavoro, accompagnando gli interventi di sostegno al reddito con l’inserimento della persona nei circuiti di riqualificazione, formazione, orientamento e ricollocazione lavorativa.
E’ quanto emerge dalla presentazione del Documento generale di indirizzo del Civ Inps, alla quale sono intervenuti tra gli altri il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone. Secondo il documento l’assetto organizzativo dell’Istituto dovrà sempre più essere coerente con la sua articolata funzione e adeguato a valorizzare tutte le opportunità che le nuove tecnologie mettono a disposizione. Pertanto si rende necessario un ripensamento del modello organizzativo dell’Istituto che, in una logica unitaria e allo stesso tempo flessibile, individui con maggior precisione le modalità e i luoghi della presenza e della gestione del ciclo della produzione, ripensando anche le modalità di presenza fisica sul territorio, tenendo conto delle specificità territoriali, delle diverse caratteristiche dei bisogni dell’utenza, del grado di presenza degli altri soggetti erogatori di servizi, delle sinergie che si possono esprimere con le altre Istituzioni. In tal senso, prosegue il documento, è necessario sempre più allontanarsi dal paradigma di una articolazione territoriale che si ripete identica in ogni provincia e, sulla base di criteri ben definiti, occorre puntare a soluzioni differenziate, adeguate alle differenti realtà territoriali in una logica di massima prossimità e di aderenza alle esigenze dei diversi target di utenza. Dal documento generale d’indirizzo “emerge l’importanza che ha l’Istituto ora, ma anche e soprattutto in prospettiva. Il Paese ha bisogno di più sostegno, ne hanno bisogno le persone, le famiglie, le imprese e l’Istituto si deve trasformare, come già sta facendo, per essere più efficiente, per dare servizi più puntuali e per essere anche punto di riferimento di una nuova politica di welfare che sia sempre più inclusiva, solidale e anche più efficiente”, afferma Roberto Ghiselli, presidente Civ Inps, sottolineando l’importanza della centralità degli utenti: “questa è una grande svolta che l’Istituto deve imboccare perchè siamo il più grande Istituto previdenziale d’Europa, siamo coscienti della grande responsabilità che abbiamo in un Paese che ha sempre più contraddizioni, difficoltà, sofferenze e noi dobbiamo contribuire a dare delle risposte”.
“Siamo consci delle trasformazione in atto e delle transizioni che ci sono nel mondo del lavoro. In questo, il ruolo dell’Inps è strategico e importante. La grande sfida, quindi, è gestire con efficienza, trasparenza, sensibilità e lungimiranza in un contesto in cui le mutazioni in atto sono importanti”, sottolinea la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, che parlando di pensioni spiega che nel tavolo di confronto che si è aperto “non vi sono preclusioni di nessun genere. Tutto quello che noi andiamo a disegnare, nel confronto con le parti sociali che abbiamo avviato, risponderà alla necessità di criteri di sostenibilità che non siano solo legati a questo momento contingente. Bisognerà individuate delle soluzioni progressive con il tema della flessibilità in uscita per alcune categorie di lavoratori. Sul tavolo abbiamo già un sistema di flessibilità legato per esempio all’ape social che può essere estesa. Io non ho preclusioni, nell’ambito di un sistema contributivo, a ragionare anche su una flessibilità allargata e quindi molto più ampia rispetto a quella attuale – prosegue Calderone – tutto deve ovviamente basarsi sulla necessità di poter dare anche risposte in termini di sostenibilità, non solo del sistema ma anche dell’assegno pensionistico. Sono soddisfatta dei risultati del primo incontro operativo, procederemo con altri momenti di interlocuzione con tutte le parti sociali per andare ad analizzare le singole proposte”. Il presidente dell’Inps Tridico, infine, evidenzia come il sito dell’Istituto “sta ricevendo anche grande apprezzamento da parte degli utenti e dalla comunità scientifica informatica. Sta avendo oltre 10 milioni di accessi al giorno ed è molto funzionale, ha nuovi servizi, una maggiore usabilità, una facilità nella ricerca e vorremmo nelle prossime settimane aggiungere anche una ricerca Gpt calibrata sui documenti interni dell’Istituto. E’ una rivoluzione digitale con un nuovo layout che penso sarà molto apprezzato dagli utenti”.
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Editoria, esce l’edizione 2023 di Uomini Comunicazione
“Dopo mesi di lavoro finalmente è in edicola l’edizione 2023 di Uomini Comunicazione, 476 pagine dedicate alla rassegna accurata dei protagonisti, donne e uomini, delle relazioni esterne, uffici stampa, marketing, pubblicità e comunicazione, delle aziende e istituzioni italiane. È una fotografia del sistema della comunicazione nei vari settori industriali, istituzionali, culturali, che raccoglie la bellezza di 15.751 nomi con indirizzi, numeri di telefono, e-mail, siti web, referenti per stabilire rapporti e creare informazione”. Così Alessandra Ravetta, direttore di Prima Comunicazione, di cui la guida è uno degli speciali sul mercato dal 1988. “Anche il lavoro giornalistico che facciamo su Prima Comunicazione influisce sulle scelte e i contenuti di Uomini – spiega – Quest’anno, ad esempio, dopo aver dedicato nel numero di maggio 2022 uno speciale all’universo che ruota attorno alla passione per la bicicletta, abbiamo deciso di dare rilevanza su Uomini Comunicazione al sistema comunicativo delle biciclette, che fino alla scorsa edizione rientrava nel grande calderone dell’automotive. Naturalmente arricchendo il panorama delle aziende e delle organizzazioni. Poi, su suggerimento di una nostra giovane collaboratrice, abbiamo pensato fosse interessante raccontare anche cosa succede sul fronte della comunicazione delle startup, dando visibilità a imprenditori che lavorano per accreditarsi nel mondo dell’economia”, aggiunge. E sempre seguendo i trend sociali che si riflettono nella comunicazione, il mensile ha deciso di aprire un settore dedicato agli animali, cani e i gatti, o meglio alle aziende produttrici di cibo e di prodotti per i pet, il cui business è in continua espansione, e dando informazioni anche delle organizzazioni che si occupano degli animali dal punto di vista dell’assistenza e della salute. “Basta andare su Facebook, su Instagram o TikTok per capire l’interesse e l’emotività che le storie di cani e gatti suscitano tra gli umani pronti a qualsiasi spesa per i loro compagni pelosi”, dice Ravetta. Per raccontare come la comunicazione è sempre più strategica per le aziende, anche attraverso la rete e i social, all’interno della guida c’è un ampio servizio sui dati annuali dell’Osservatorio permanente ‘Top Manager Reputation’, realizzato da Reputation Science, che analizza mensilmente l’andamento della Web Reputation delle figure apicali delle più importanti aziende del panorama nazionale. Un’analisi che mette in evidenza come la reputazione dei top manager sia sempre più influenzata dalla loro capacità di comunicare, nel senso più ampio del termine.
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Filiera legno-arredo chiude 2022 a +12,7%, ma saldo commerciale -10%
MILANO (ITALPRESS) – La filiera legno arredo ha registrato +12,7%, con un valore di produzione di circa 57 miliardi di euro (nel 2019 era poco sopra i 43 miliardi di euro). Aumento che, al netto dell’effetto-prezzi, resta moderatamente positivo anche in volume. A dirlo sono i Preconsuntivi 2022 elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo su base Istat che evidenziano come la filiera abbia raggiunto un +12,7% sul 2021, sintesi di un +11,1% del Macrosistema Arredamento (il fatturato alla produzione sfiora i 29 miliardi di euro), un +14,3% del Macrosistema Legno (fatturato alla produzione di oltre 23 miliardi di euro) e di un +15% del Commercio Legno che supera così i 4 miliardi di euro. Per quanto riguarda il mercato italiano (valore 35,6 miliardi di euro) la crescita della filiera ha raggiunto il +12,3%, grazie in particolare al contributo positivo del Macrosistema Legno, trainato soprattutto dai comparti delle finiture per edilizia (porte, finestre, pavimenti in legno) che hanno beneficiato dei diversi bonus edilizi.
Per le esportazioni, che costituiscono il 37% del volume di fatturato totale della filiera legno-arredo, si stima una crescita del +13,3%, trainata in particolare dagli Stati Uniti (terza destinazione dietro la Francia e a pochissima distanza dalla Germania) anche se soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno si evidenzia un rallentamento. La Cina, caratterizzata negli scorsi anni da un particolare dinamismo con variazioni percentuali di crescita molto più marcate degli altri Paesi, resta nel 2022 la settima destinazione per il nostro export ma, a causa delle chiusure decise dal Governo cinese per contrastare la pandemia, è tra i primi 10 mercati della filiera, quella con la crescita più bassa (+4,8%). Crescita in valore anche per l’import (+31,5%), in particolare dall’Austria per quanto riguarda l’approvvigionamento di materia prima legnosa. Per il Macro Sistema Arredamento, andamento positivo per il fatturato alla produzione che sfiora i 29 miliardi di euro (+11,1%), mentre l’export che vale 15,3 miliardi di euro e rappresenta il 53% del fatturato totale, registra un +12,6% rispetto a un mercato interno (13,6 miliardi di euro) a +9,4%. I principali mercati presentano tutti un segno positivo, ad eccezione della Russia che perde quote uscendo dalle prime dieci destinazioni sostituita dagli Emirati Arabi Uniti.
Il Sistema Illuminazione, dopo la pesante flessione del 2020, determinata in particolare dalla forte dipendenza del settore dai mercati esteri, nel 2021 era tornato ai livelli pre-pandemici e nel 2022 ha un fatturato alla produzione pari a 2,5 miliardi di euro in aumento del +7,2% sul 2021. Positivo anche l’export a+8,5% (valore 1,9 miliardi) che pesa per il 76% del totale: tra le principali destinazioni Francia, Germania e Stati Uniti, e sono questi ultimi a registrare i tassi di crescita più interessanti. Più contenuta la variazione sul mercato interno (+3%). “Accanto alla soddisfazione per una chiusura d’anno a doppia cifra, adesso è d’obbligo volgere lo sguardo al 2023, tenendo presenti i segnali di rallentamento registrati dal secondo trimestre ’22, quando il perdurare di una situazione di instabilità economica e politica ha inciso sui costi energetici sostenuti dalle aziende, sulla loro disponibilità di materie prime ma anche sulla capacità di spesa dei consumatori. La forte domanda di materie prime iniziata nel ‘21 e la guerra ancora in corso – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – hanno innescato la carenza di alcuni materiali con conseguente innalzamento dei costi, acuitosi nel 2022″.
“Basti pensare che per le imprese del legno l’aumento dei prezzi nel periodo gennaio-novembre ’22 ha toccato in media il +14,9% sul 2021 e il +24% sul 2019. Mentre per le imprese del mobile l’aumento nello stesso periodo è stato del +10,3% sul 2021 e del +14,6% sul 2019. Se poi confrontiamo l’indice della produzione industriale del legno e dell’arredo con quello dei fatturati (gennaio-novembre ‘22 su ‘21) – prosegue Feltrin – si evince come a fronte di una produzione del sistema legno a +3,4% si ha un fatturato a +22,1%, mentre per l’arredo si va dal +1,9% della produzione al +12,1% di fatturato. Ben 20 punti di gap per il legno e circa 10 per l’arredo. Altro campanello d’allarme è il dato del saldo commerciale della filiera che seppur a 7,2 miliardi di euro arretra del 10% rispetto al 2021. Tradotto: abbiamo importato più legno e a costi più elevati. Se non saranno adottate quanto prima le misure necessarie a contrastare la corsa dei costi energetici e delle materie prime e attuata una politica forestale che renda il nostro Paese autonomo nell’approvvigionamento di legname – conclude Feltrin – anche una filiera sana come la nostra rischia di non tenere più il passo e perdere competitività non solo in Europa ma anche su mercati emergenti”.
– foto ufficio stampa FederlegnoArredo –
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Bankitalia, a fine 2022 debito in crescita a 2.762 mld
ROMA (ITALPRESS) – Al 31 dicembre del 2022 il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 2.762,5 miliardi, contro i 2.678,1 miliardi (150,3 per cento del Pil) del 2021. E’ quanto emerge dalla stime di Bankitalia, secondo cui l’aumento del debito nel 2022, pari a 84,4 miliardi, “ha riflesso sia il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (54 miliardi) sia l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (34,4 miliardi)”. Le disponibilità liquide del Tesoro sono diminuite di 4 miliardi, a 43,5.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 85 miliardi, a 2.675,3, mentre quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 0,6 miliardi, a 87; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.
Lo scorso dicembre la vita media residua del debito era pari a 7,7 anni, da 7,6 del 2021. Nel corso del 2022 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è cresciuta ulteriormente per effetto degli acquisti di titoli pubblici nell’ambito dei programmi decisi dall’Eurosistema, collocandosi al 26,1 per cento alla fine dell’anno (dal 25,3 per cento al termine del 2021).
– foto agenziafotogramma.it –
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Apertura in calo per Piazza Affari, Ftse Mib -0,12%
MILANO (ITALPRESS) – Apertura in territorio negativo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib fa registrare un calo dello 0,12% a 27.465 punti, mentre l’Ftse All share scende dello 0,09% a 29.718. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,07% a 50.648 punti.
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