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CNA Editoria al Salone del Libro di Torino con uno spazio collettivo

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ROMA (ITALPRESS) – CNA Editoria parteciperà anche quest’anno al 35° Salone del Libro di Torino dal 18 al 22 maggio, presso il Lingotto Fiere Torino, con uno spazio collettivo.
Le imprese associate avranno a disposizione uno stand in cui poter esporre a condizioni particolarmente vantaggiose e con la possibilità di vendere, senza oneri aggiuntivi, i loro volumi. Sarà possibile anche organizzare delle presentazioni, senza alcun onere aggiuntivo per gli associati. All’edizione dello scorso anno erano presenti ventisette editori provenienti da tutta Italia; nove le presentazioni.
“Vogliamo essere un qualificato punto di riferimento per i piccoli editori indipendenti, provenienti da tutto il territorio nazionale – afferma Costantino Di Nicolò, presidente nazionale di CNA Editoria -. Vogliamo offrire ai nostri associati la possibilità di interagire con un vasto pubblico, vista la presenza record 168 mila visitatori. Inoltre puntiamo alla contaminazione di alcuni mestieri che attraverso la comunicazione e strumenti editoriali costruiti su misura possano cogliere nuove opportunità di mercato”.
Anche quest’anno al Salone del Libro ci sarà il format “Italian Indie Book”, un momento di dialogo con gli attori del mondo editoriale che si confronta con strumenti creativi e digitali per dare una prospettiva di crescita all’editoria indipendente.
“Attraverso relatori noti e meno, abbiamo affrontato e continueremo a farlo, temi e dinamiche utili al saper fare dell’artigiano che vuole rimanere indipendente, ed allo stesso tempo, rendere unici i progetti editoriali che produce”, conclude la nota.

-foto ufficio stampa Cna Editoria –
(ITALPRESS).

Bankitalia vede inflazione in calo e Pil in rallentamento

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“Nei mesi autunnali l’inflazione armonizzata al consumo ha raggiunto nuovi massimi (12,3% in dicembre su base annuale), sostenuta ancora dalla componente energetica, che continua a trasmettersi ai prezzi degli altri beni e dei servizi. Secondo nostre stime che considerano sia gli effetti diretti sia quelli indiretti, nella media del quarto trimestre poco più del 70% dell’inflazione complessiva era riconducibile all’energia; nello stesso periodo le misure governative in materia energetica avrebbero mitigato la dinamica dei prezzi al consumo per oltre un punto percentuale”. E’ quanto si legge nel Bollettino econoico della Banca d’Italia. “Le nostre proiezioni per l’economia italiana continuano ad avere un carattere puramente indicativo, dato l’attuale contesto di forte incertezza connessa soprattutto con l’evoluzione del conflitto in Ucraina. Nello scenario di base si ipotizza che le tensioni associate alla guerra si mantengano ancora elevate nei primi mesi del 2023 e si riducano gradualmente lungo l’orizzonte previsivo”, aggiunge. “Dopo un aumento di quasi il 4% nel 2022, il Pil rallenterebbe quest’anno allo 0,6%. La crescita tornerebbe a rafforzarsi nel biennio successivo, grazie all’accelerazione sia delle esportazioni sia della domanda interna. L’inflazione, salita quasi al 9% nello scorso anno, scenderebbe al 6,5% nel 2023 e in modo più marcato in seguito, portandosi al 2,0% nel 2025. In uno scenario in cui si ipotizza la sospensione permanente delle forniture di materie prime energetiche dalla Russia all’Europa – sottolinea Bankitalia -, il prodotto si contrarrebbe nel 2023 e nel 2024 e crescerebbe moderatamente nell’anno successivo; l’inflazione salirebbe ulteriormente quest’anno, per poi scendere decisamente nel prossimo biennio. Lo scenario non tiene conto di nuove misure introdotte per mitigare gli effetti di questi eventuali sviluppi più sfavorevoli; non considera inoltre la possibilità che il forte indebolimento dell’attività economica si rifletta, più di quanto suggerito dalle regolarità storiche, sull’inflazione, determinandone un più basso valore alla fine dell’orizzonte previsivo”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Carburanti, confermato lo sciopero dopo incontro tra gestori e Urso

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Le Associazioni dei gestori carburanti confermano lo sciopero previsto per il 25 e 26 gennaio. L’annuncio arriva da Faib Confesercenti, Fegica e Figisc/Anisa al termine dell’incontro presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, spiegando però che sarà ridotto e inizierà alle ore 19 del 24 gennaio e si concluderà alle 19 del 26 gennaio. “Sono profondamente deluso, ci aspettavamo altro per poter venire incontro alle esigenze del ministro, ma le condizioni non sono cambiate. C’è stato uno sforzo per ridurre le sanzioni ma resta l’obbligo del cartello e il messaggio che passa è che siamo una categoria da tenere sotto controllo perché speculiamo”, ha detto Bruno Bearsi, presidente Figisc/Anisa, sottolineando però che fino “all’ultimo minuto siamo disponibili a trovare una quadra”.
Roberto Di Vincenzo, presidente Fegica, ha sottolineato come è necessario dare atto al ministro “di aver tentato di trovare una soluzione. Il testo del decreto è già incardinato in commissione e intervenire sarebbe stato difficile. Siamo l’unica categoria a dover comunicare il prezzo, inoltre rimangono irrisolti i problemi strutturali, questo è un settore che si deve ristrutturare, noi siamo l’unica possibilità per accelerare sul piano della transizione energetica”. Giuseppe Sperduto, presidente Faib Confesercenti, ha spiegato che “c’è molto disappunto perché si chiede chiarezza a una categoria che basa il suo lavoro sulla trasparenza. Noi non vogliamo partecipare come categoria all’auditel del gradimento del governo, ma nonostante gli sforzi che il ministro Urso ci illustrava sull’abbattimento delle sanzioni il cartello rimane. Abbiamo la sensazione di un governo che forse comprende ma che ha le mani legate. Noi abbiamo incontrato delle persone iniziando da Giorgetti, Urso, Mantovano, abbiamo avuto un incontro successivo al Mimit dove ancora c’erano dei volti, oggi abbiamo incontrato delle maschere e mi sembra di aver percepito delle persone imbrigliate che hanno capito le nostre esigenze e che non possono andare oltre”.
“Non è emerso alcun elemento per poter revocare lo sciopero che quindi è confermato. Non è con un cartello che si possono risolvere i problemi, è un cartello che fa tutto tranne che dare trasparenza”, ha concluso Massimo Terzi presidente Anisa-Confcommercio. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, nel confermare che sarà mantenuto nel decreto l’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale, venendo incontro alle diverse richieste delle categorie, ha presentato una serie di modifiche per raggiungere l’obiettivo della trasparenza per i consumatori senza tuttavia gravare sui costi per le categorie che offrono un servizio importante per il Paese e verso il quale vi è unanime riconoscimento per il ruolo svolto anche nei momenti più difficili, come ad esempio durante la pandemia. Il Governo, inoltre, nel pieno rispetto del ruolo che il Parlamento assolve, ha deciso di posporre l’emanazione del decreto ministeriale che definirà le modalità di comunicazione e di esposizione dei prezzi, entro 10 giorni dalla conversione del decreto legge.
Tra le modifiche apportate viene stabilito che l’obbligo di comunicazione sarà settimanale (e non più giornaliero) e ad ogni variazione del prezzo. La chiusura per omessa comunicazione avverrà solo dopo 4 omesse comunicazioni settimanali nell’arco di 60 giorni (e non più dopo tre violazioni senza limiti temporali anche non consecutivi). L’eventuale chiusura potrà essere decisa da 1 a 30 giorni (prima la previsione era da 7 a 90 giorni). Le sanzioni per omessa comunicazione saranno da un minimo di 200 a un massimo di 800 a seconda del fatturato dell’impianto (prima raggiungevano i 6.000 euro). Inoltre, sempre per favorire la massima trasparenza, è prevista l’istituzione di un’app del ministero gratuita che consentirà di conoscere il prezzo medio regionale e, con la geolocalizzazione, anche il prezzo praticato da ciascun distributore nel perimetro desiderato. Con queste modifiche – secondo il ministero – si facilità l’attività dei gestori semplificando le procedure di comunicazione e rendendo più commisurate le eventuali sanzioni. Il ministro Urso ha infine confermato che il tavolo tecnico insediato da qualche giorno continuerà a operare fino al completo riordino del settore, che necessita di diversi interventi anche in vista della transizione green per la quale è chiamato a svolgere un ruolo significativo.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Unicredit riconosciutata Top Employer Europe per il 2023

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Top Employers Institute ha ufficialmente riconosciuto UniCredit tra i Top Employer per le sue banche in Austria, Bulgaria, Germania, Ungheria, Italia e Serbia. La certificazione Top Employer viene rilasciata sulla base della partecipazione e dei risultati di una indagine annuale – la HR Best Practices survey – attraverso la quale vengono analizzate e valutate le politiche e le strategie HR aziendali in sei macroaree dell’ambito risorse umane, che comprendono venti categorie, tra cui: People Strategy, Work Environment, Talent Acquisition, Learning, Well-being e Diversity & Inclusion. La certificazione Top Employer attesta l’impegno di un’organizzazione verso la costruzione di un ambiente di lavoro migliore, attraverso l’adozione di eccellenti politiche HR e pratiche di gestione delle persone. Siobhan McDonagh, Head of Group People & Culture, ha così commentato la certificazione ottenuta: “Questo riconoscimento è molto importante per noi, perché attesta la capacità di fornire alle nostre persone tutte le leve per avere successo. Sono molto orgogliosa del fatto che ogni anno riconfermiamo il nostro impegno nell’offrire un ambiente di lavoro migliore a tutti i nostri colleghi. Stiamo costruendo una solida base culturale per la nostra Banca, integrando i Valori di Integrity, Ownership e Caring in tutto ciò che facciamo. Abbiamo fatto molto, ma continueremo a fare sempre di più affinché le nostre persone possano continuare a Vincere. Nel modo giusto. Insieme”.
(ITALPRESS).

Da Lufthansa offerta per acquisire partecipazione in Ita Airways

MILANO (ITALPRESS) – Lufthansa punta ad acquisire una partecipazione nella compagnia di bandiera italiana ITA Airways. Il piano – si legge in una nota della compagnia tedesca – è quello di concordare l’acquisizione iniziale di una quota di minoranza nonchè opzioni per l’acquisto delle restanti azioni in un secondo momento. Oggi la società ha presentato al ministero dell’Economia e delle Finanze italiano un’offerta per concludere un memorandum of understanding in tal senso. A condizione che entrambe le parti firmino questo protocollo d’intesa, ulteriori negoziati e discussioni sarebbero condotti su base esclusiva.
Questi colloqui si concentreranno principalmente sulla forma di un possibile investimento azionario, sull’integrazione commerciale e operativa di ITA nel Lufthansa Airline Group, nonchè sulle conseguenti sinergie. In caso di raggiungimento di un accordo vincolante, la sua attuazione sarebbe soggetta all’approvazione delle autorità competenti. Per Lufthansa Group, l’Italia è il mercato più importante al di fuori dei suoi mercati interni e degli Stati Uniti.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Lufthansa-

Carburanti, per 2 italiani su 3 aumenti oltre ogni aspettativa

ROMA (ITALPRESS) – Questo nuovo anno, dopo una pandemia che mostra ancora alcuni colpi di coda e una guerra in corso ai confini dell’Europa, si apre con nuovi aumenti sui prezzi delle forniture energetiche e, soprattutto, della benzina. Aumenti che hanno innescato discussioni anche dal punto di vista politico sul mancato taglio delle accise. Quasi tutti gli italiani dichiarano di aver registrato degli aumenti sull’ultima bolletta di gas e energia elettrica rispetto a quello che pagavano solitamente.
Per quanto riguarda, poi, l’aumento della benzina, la percezione è praticamente totalitaria e coinvolge tutta la popolazione (80,5%). Un aumento che era sì previsto, ma per circa 2 italiani su 3 è andato oltre ogni aspettativa. Una situazione generale che sta mettendo in difficoltà i cittadini italiani e, in riferimento a questi aspetti, si chiede un maggiore sforzo e impegno da parte del Governo in carica. Oltre la metà degli italiani (il 52,3%), infatti oggi, proprio sul tema del contenimento dell’inflazione, del carovita, del caro-bollette e del caro-benzina esprime un giudizio negativo… tuttavia il Governo ha ancora tutto il tempo per sanare questa opinione.

Dati Euromedia Research – Realizzato il 10/01/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne

– foto Euromedia Research –
(ITALPRESS).

Poste Italiane è “Top Employer” per il quarto anno consecutivo

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Per il quarto anno consecutivo Poste Italiane è tra i migliori datori di lavoro secondo il Top Employers Institute grazie alle sue politiche di valorizzazione delle risorse umane basate sui principi di benessere dei dipendenti, equità e merito. L’approfondita analisi e la valutazione sulle pratiche e le strategie HR hanno riconosciuto anche quest’anno la solidità delle politiche di Poste Italiane in tema di risorse umane: dalla selezione all’onboarding, dalla gestione allo sviluppo, dalla comunicazione interna alla formazione, dal welfare aziendale fino alle politiche di diversity & inclusion. Un insieme di pratiche organizzative e di sviluppo del potenziale umano e professionale che facilita la creazione di un ambiente di lavoro e di relazione in cui ogni dipendente può realizzare il proprio talento, contribuendo così al successo dell’intero Gruppo. “La certificazione ‘Top Employers 2023’ ribadisce la nostra capacità di raggiungere gli obiettivi più ambiziosi del Piano strategico 24SI Plus, anche in materia di risorse umane – ha dichiarato Matteo Del Fante, Ad di Poste Italiane -. Per il più grande datore di lavoro d’Italia questo significa saper coniugare crescita, risultati, innovazione e sviluppo per il Paese con la creazione delle migliori condizioni per attrarre talenti e valorizzare le professionalità”. “Essere azienda ‘Top Employer’ conferma l’impegno concreto e continuo del Gruppo Poste Italiane alla creazione di un ambiente di lavoro inclusivo che garantisca pari opportunità di lavoro e crescita professionale – ha commentato Giuseppe Lasco, condirettore generale di Poste Italiane -. Da oltre 160 anni contribuiamo allo sviluppo economico e sociale del Paese e continueremo a farlo garantendo ai dipendenti un percorso di realizzazione professionale e un miglioramento costante”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Poste Italiane-

 

Ue, Giorgetti “Allentare regole su aiuti di Stato non è una soluzione”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Come Italia vorremmo sottolineare che il semplice allentamento delle regole degli aiuti di Stato non è una soluzione, perchè sarebbe sproporzionato avvantaggiare gli Stati membri che godono di un margine di bilancio più ampio, aggravando così le divergenze economiche all’interno dell’Unione e conseguente frammentazione del mercato interno”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles sull’Ira (Inflation Reduction Act). “Va bene rispondere all’Ira, ma attenzione a fare autogol in Europa. Servono regole comuni. Dovremmo stare attenti a non replicare all’interno dell’Ue – ha aggiunto Giorgetti – le stesse dinamiche di agguerrita competizione che l’Ira ha determinato tra Usa ed Europa. Vorrei anche ricordare che abbiamo progetti comuni, come gli Ipcei che sono la dimostrazione dell’importanza di percorsi di sviluppo europeo per l’industria dell’innovazione tecnologica. Grazie anche agli effetti di ricaduta, tutti gli Stati membri beneficerebbero direttamente o indirettamente di questi fondi. Potremmo sfruttare l’efficacia di strumenti comuni come Next Generation Eu e Sure, che possono essere replicati con successo nel contesto dell’attuale crisi. Auspichiamo che tutte queste questioni possano essere discusse a fondo nelle prossime settimane – conclude – anche in occasione del prossimo Consiglio europeo e in vista del dibattito della riforma della governance europea. Infine, lasciatemi dire che la Bei è ben posizionata”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-