Home Economia Pagina 283

Economia

Siccità, Salini “Desalinizzatori per produrre acqua dal mare”

0

Desanilizzatori per produrre acqua potabile dal mare. A proporlo è l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini, che al Corriere della Sera parla del progetto “Acqua per la vita”. “Ora è il momento di agire, va fatto qualcosa subito”, dice Salini con l’Italia in piena emergenza idrica, questa soluzione “risolverebbe il problema in brevissimo tempo e una spesa piuttosto ridotta, 2-3 miliardi di euro: creare impianti di desalinizzazione nelle zone dove c’è carenza di acqua e in due anni risolviamo alla radice il problema”. Il progetto sarà presentato a governo e istituzioni. Webuild da anni costruisce desalinizzatori attraverso Fisia Italimpianti Spa. Nel 2016 ha realizzato un impianto in Nevada per la città di Las Vegas con un tunnel idraulico che trasporta le acque del Lake Mead. E poi ci sono Dubai e Abu Dhabi. “Abbiamo il know how – spiega Salini – e ci mettiamo a servizio del Paese per risolvere una volta per tutte la carenza idrica in Italia, che è un fenomeno storico e non solo momentaneo legato al cambiamento climatico, noi cerchiamo di fare il nostro ruolo, ma bisogna intervenire subito, approfittando anche delle risorse del Pnrr”. Il progetto, “potrebbe coinvolgere anche Cassa Depositi e Prestiti e le piccole imprese sul territorio con ricadute importanti per l’occupazione, per 16-20 dissalatori si arriverebbero ad impiegare fino a 10mila persone, sarebbe un progetto completamente made in Italy”. In Italia – scrive il Corriere – i dissalatori vengono utilizzati soprattutto in piccoli contesti e nelle isole. Ma, spiega Salini, produciamo solo il 4% di acqua dissalata, contro il 56% ad esempio della Spagna, Paese a noi molto affine. “Mi chiedo – dice Salini – cosa rende impossibile ad un Paese come il nostro che è circondato per tre quarti dal mare non approfittarne? Se il riscaldamento globale è un’emergenza allora è il momento di agire ora, io penso che la differenza tra la barbarie e Roma erano gli acquedotti”. Anche i costi scenderebbero – sottolinea – un metro cubo di acqua dissalata costa tra i 2 e i 3 euro, per l’acqua trasportata su nave invece si pagano fino a 14 euro. “Sull’acqua il know how ce l’ha l’Italia, è il momento di agire e noi siamo pronti da subito”, afferma, proponendo anche un piano di manutenzione di tutta la rete idrica italiana soggetta a cospicue perdite.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

Sace-Banco Bpm, partnership per sostenere i progetti “green” italiani

ROMA (ITALPRESS) – La partnership tra SACE e Banco BPM si rafforza grazie alla sigla di un accordo che ha l’obiettivo di supportare le imprese italiane che intendono investire per ridurre il proprio impatto ambientale.
La partnership prevede che SACE possa garantire i finanziamenti green fino a 15 milioni di euro, erogati da Banco BPM in Italia, destinati alla realizzazione di progetti di mitigazione e prevenzione dei cambiamenti climatici, riduzione delle attività inquinanti, protezione delle risorse idriche e marine, salvaguardia e ripristino delle biodiversità e degli ecosistemi, mobilità sostenibile, circular economy, in linea con la tassonomia definita dall’Unione Europea.
Le aziende destinatarie dei finanziamenti – società di capitali con fatturato fino a 500 milioni di euro – potranno beneficiare della Garanzia Green di SACE all’80%, rilasciata a condizioni di mercato, attraverso un processo standardizzato e digitalizzato.
“La sostenibilità è un elemento imprescindibile per garantire una crescita duratura e inclusiva. Questo accordo con Banco BPM rappresenta per noi di SACE un ulteriore tassello nell’ impegno che stiamo portando avanti, insieme a tutti gli istituti di credito e in una logica di sistema, a sostegno delle eccellenze italiane – soprattutto delle Pmi – che vogliono investire sul proprio futuro, beneficiando di procedure snelle e veloci”, spiega Daniela Cataudella, Responsabile Task Force Green di SACE.
“Accompagnare le aziende nel loro cammino verso la Sostenibilità con i più efficaci mezzi finanziari e creditizi, insieme a iniziative formative e consulenziali, rappresenta un nostro compito essenziale ed è uno degli obiettivi qualificanti del Piano Strategico 2021-2024 di Banco BPM – afferma Costantino Miri, responsabile Prodotti del Credito di Banco BPM -. In questo senso, grazie alla sottoscrizione dell’accordo con SACE, abbiamo uno strumento ulteriore, molto efficace, per supportare i progetti green delle imprese italiane e contribuire all’espansione della sostenibilità nel sistema economico-produttivo del Paese”.
SACE ha un ruolo di primo piano nella transizione ecologica italiana. Come previsto dal Decreto Legge Semplificazioni di luglio 2020, infatti, l’azienda può rilasciare garanzie green su progetti domestici in grado di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili e promuovere iniziative volte a sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti.
Nell’ambito della convenzione green con Banco BPM, SACE interviene con una garanzia a copertura di finanziamenti destinati sia a grandi progetti di riconversione industriale sia alle PMI che intendono ridurre il proprio impatto ambientale e avviare una trasformazione sostenibile. Un’attenzione verso il green e la sostenibilità confermata anche dall’adozione da parte di SACE della Climate Change Policy: una serie di misure ad hoc per migliorare il contributo delle attività di business alla riduzione delle emissioni climalteranti, che introducono il divieto al supporto di progetti particolarmente impattanti per l’ambiente.

– foto ufficio stampa Sace –

(ITALPRESS).

Pirelli celebra 150 anni, una storia che guarda al futuro

0

“Dobbiamo sempre guardare avanti e vedere il futuro. Pirelli ne ha viste tante” ma guai a smettere di lavorare per “essere preparati al futuro”. Anzi, “ogni cosa si fa per il domani nel rispetto dell’oggi”. Lo ha ribadito più volte l’amministratore delegato di Pirelli Marco Tronchetti Provera durante l’evento celebrativo per i 150 anni dell’azienda fondata da Giovanni Battista Pirelli. L’incontro “Una storia al futuro” è stato ospitato nella sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Tra gli ospiti presenti il prefetto Renato Saccone, il questore Giuseppe Petronzi, gli assessori regionali Fabrizio Sala, Melania Rizzoli e Lara Magoni, l’amministratore delegato di Fieramilano Luca Palermo. Dal palco si sono susseguiti gli interventi del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del rettore del Politecnico Ferruccio Resta, oltre che dell’ad Tronchetti Provera. In videocollegamento i saluti del ministro all’Università e alla Ricerca Maria Cristina Messa e i saluti del Commissario europeo per gli affari economici e monetari Paolo Gentiloni. Quella della “G. B. Pirelli & C.”, è stato il pensiero unanime, è una storia che da mezzo secolo guarda al futuro. Anche perché, se così non fosse, “se i nostri pneumatici tra cinque anni non fossero in linea con le richieste governative e dei consumatori sarebbero fuori dal mercato – argomenta Tronchetti Provera sottolineando l’importanza di innovare – Quindi i nostri ricercatori devono avere competenze diverse. Da qui l’unione di cultura e tecnologia, per capire le tendenze. Portiamo valore, portiamo investimenti” dice poi “il nostro futuro è costantemente a tutela delle persone e della tecnologia”. Il mondo infatti sarà digitale, ne è convinto l’imprenditore, e proprio in questo mondo la sfida è essere “capaci di produrre tecnologie guardando al futuro”. Un futuro dove appunto “il digitale è pervasivo” ma è anche già presente, se è vero che “noi già sviluppiamo prodotti in modo virtuale, tutto attraverso modelli matematici e simulazioni con l’immissione di moltissimi giovani. Negli ultimi due anni ne abbiamo assunti 80 che venivano da discipline legate al digitale in tutto il mondo” e in questo “gli italiani sono bravissimi”. “Pirelli non è Pirelli perché produce pneumatici – interviene Sala, “pirelliano” che mai smetterà di sentircisi, rivendica con orgoglio -. Anche, ma lo è perché vuole continuare a essere una scuola, una guida, un simbolo. I 150 anni di Pirelli sono un esempio di come le cose vanno fatte”. Il primo cittadino, ex manager dell’azienda milanese, ricorda poi gli inizi della sua carriera nel 1983: “Tra 6 o 7 offerte di lavoro, ho scelto di entrare in Pirelli ed è stata una scelta meravigliosa per la mia vita perché si respirava la milanesità ma dopo un anno che eri lì ti insegnava a stare al mondo”. Per questo, conclude, “quando parlo di Pirelli mi sento sempre in conflitto di interessi”. “In questo secolo e mezzo di storia Pirelli ha saputo interpretare i grandi cambiamenti epocali dei processi produttivi, fino alla leadership sui cambiamenti climatici” sostiene Paolo Gentiloni che poi sottolinea come oggi serva “una politica industriale che miri a rafforzare la nostra capacità produttiva, soprattutto nei settori strategici in cui l’Europa deve acquisire maggiore autonomia” tra cui “l’accesso alle materie prime”, specie quelle “essenziali per la transizione energetica”. In questa fase di “grande incertezza sulle prospettive dell’economia europea – conclude – l’esperienza di Pirelli rappresenta un utile esempio per guidare la nostra politica economica e industriale”. È la volta della ministra Messa che sposta il focus sull’importanza della ricerca e della scienza per sospingere l’imprenditorialità e quindi la crescita. Pirelli dal 1872 ha portato avanti un percorso di innovazione “trovando sempre soluzioni innovative e originali a problemi sempre più complessi. Questa storia ci insegna quanto siano importanti la determinazione, la competenza e lo studio” ricorda il ministro.(ITALPRESS).

Photo credits: xa1

Bce, nuove misure sul clima nella politica monetaria

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di adottare ulteriori misure per integrare il cambiamento climatico nell’assetto di politica monetaria dell’Eurosistema. Ha deciso di adeguare le consistenze di obbligazioni societarie nei portafogli detenuti per finalità di politica monetaria e il sistema delle garanzie dell’Eurosistema, di introdurre obblighi di informativa relativi al clima e di migliorare le prassi di gestione dei rischi.
Queste misure sono concepite in piena compatibilità con l’obiettivo primario dell’Eurosistema di mantenere la stabilità dei prezzi. Mirano a tenere in maggiore considerazione il rischio finanziario connesso al clima nel bilancio dell’Eurosistema e, in relazione al nostro obiettivo secondario, a sostenere la transizione verde dell’economia in linea con gli obiettivi di neutralità climatica dell’UE. Inoltre, le nostre misure incentivano le imprese e le istituzioni finanziarie ad accrescere la trasparenza in merito alle loro emissioni di carbonio e a ridurle. “Con queste decisioni traduciamo il nostro impegno per la lotta al cambiamento climatico in un’azione tangibile”, dichiara la presidente della Bce Christine Lagarde. “Nell’ambito del nostro mandato, stiamo compiendo passi concreti per integrare il cambiamento climatico nelle operazioni di politica monetaria. E seguiranno altre iniziative, nel quadro della nostra agenda per il clima in divenire, per allineare le nostre attività agli obiettivi dell’Accordo di Parigi”, aggiunge.
L’Eurosistema mira a decarbonizzare gradualmente le proprie consistenze di obbligazioni societarie, seguendo un percorso in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Al tal fine, l’Eurosistema orienterà queste consistenze in favore di emittenti con migliori risultati sul piano climatico reinvestendo i considerevoli rimborsi attesi nei prossimi anni. Migliori risultati dal punto di vista climatico saranno misurati in termini di minori emissioni di gas serra, obiettivi di riduzione del carbonio più ambiziosi e una migliore informativa in relazione al clima. La BCE si attende che le misure siano applicate a partire da ottobre 2022; poco prima saranno comunicati maggiori dettagli. Dal primo trimestre del 2023 la BCE inizierà a pubblicare con cadenza regolare informazioni di carattere climatico sulle consistenze di obbligazioni societarie.
L’Eurosistema limiterà la quota di attività emesse da soggetti con un’impronta di carbonio elevata che possono essere stanziate a garanzia dalle singole controparti nelle operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema. Il nuovo regime di limiti è inteso a ridurre i rischi finanziari connessi al clima in tali operazioni. Questa misura sarà applicata secondo le attese prima della fine del 2024, purchè sussistano i presupposti tecnici necessari. Per incoraggiare le banche e le altre controparti a prepararsi per tempo, l’Eurosistema sottoporrà a test il regime di limiti prima della sua effettiva applicazione. In aggiunta, a partire da quest’anno l’Eurosistema terrà conto dei rischi climatici nel riesame degli scarti applicati alle obbligazioni societarie stanziate a garanzia. L’Eurosistema accetterà in garanzia per le proprie operazioni di rifinanziamento soltanto attività negoziabili e crediti di imprese e debitori conformi alla direttiva relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità (CSRD), una volta attuata pienamente. Poichè il recepimento della CSDR ha subito ritardi, i nuovi criteri di idoneità dovrebbero applicarsi a partire dal 2026. L’Eurosistema affinerà ulteriormente i propri strumenti e le proprie capacità di valutazione per cogliere meglio i rischi climatici. Ha inoltre stabilito una serie di standard minimi comuni su come i sistemi di valutazione interni delle banche centrali nazionali dovrebbero integrare i rischi climatici nei loro rating. Questi standard entreranno in vigore alla fine del 2024.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Alla Tgr Rai premio Fs per la comunicazione territoriale

0

Alle testate giornalistiche Regionali Rai va il Premio Ferrovie dello Stato per la Comunicazione Territoriale, riconoscimento assegnato durante la due giorni della 43esima edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. Il Premio FS è stato consegnato ieri, prima giornata del Premio Ischia al vicedirettore della Tgr Rai, Antonello Perillo. “Ringraziamo Ferrovie dello Stato per questo premio che riconosce il nostro impegno – ha detto Perillo – è una gioia riceverlo perché ci viene assegnato dal Premio Ischia, che vuol dire qualità, e da Ferrovie, che vuol dire territorio. E noi come Tgr proviamo a fare proprio questo: raccontare con qualità ciò che accade regione per regione, comune per comune”. “La giuria del Premio FS per la Comunicazione Territoriale – si legge nella motivazione del riconoscimento – ha ritenuto all’unanimità di premiare la TgrRai per l’impegno profuso dando voce al Gruppo FS e raccontando giorno per giorno le tematiche dei territori legate alle infrastrutture, alla mobilità di persone e merci e alla rigenerazione urbana. Temi che, in questo periodo di emergenza sanitaria, hanno sostenuto lo sforzo di riadattare attività e convogliare energie per la tenuta del sistema produttivo e sociale del territorio intero”. Secondo la giuria “la testata, da sempre attenta alla molteplicità delle realtà locali, ha saputo cogliere i momenti di trasformazione e di espansione delle aziende del Paese. Fra queste il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, di cui ha seguito l’evoluzione nel tempo e gli sviluppi nelle capillarità territoriali che necessariamente interessano la vita quotidiana, l’ambiente, la sostenibilità e soprattutto il nostro futuro”.
(ITALPRESS).
-foto FsNews-

Italiani pronti per le vacanze, spesa media 1.250 euro

0

Un week-end a giugno, uno short break tra luglio e inizio agosto e una vacanza di almeno 7 giorni ad agosto. Sono questi i programmi di circa 28 milioni di italiani che faranno le vacanze una o più volte, tra giugno e settembre, per un totale di 62,8 milioni di partenze, inclusi coloro che andranno all’estero e chi, per diversi motivi, non soggiornerà in strutture
turistico ricettive. Questi in sintesi i dati dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio che misura l’indice della propensione al viaggio degli italiani che raggiunge a giugno quota 72 su scala da 0 a 100: addirittura 1 punto sopra lo stesso mese del 2019. I vacanzieri spenderanno a testa quasi 300 euro per un week end, 540 euro per una vacanza tra 3 e 6 giorni e 1.250 per la vacanza principale, quella di 7 giorni o più, riversando complessivamente nell’economia nazionale, con i loro acquisti, circa 47 miliardi tutto compreso. E il budget di spesa risulta essere il primo elemento con cui gli intervistati fanno i conti, citato come motivazione di scelta della destinazione di viaggio dal 19,3% del campione, seguito dalla ricchezza delle attrattive del luogo e dalla qualità del paesaggio, rispettivamente al 13,5% e al 12,1%. Un italiano su due ha già deciso e fissato tutto: il 16% risponde di non avere bisogno di prenotare perché sceglierà una soluzione propria o
andrà da amici o parenti, mentre il 31% ha già prenotato i servizi che gli servono.
Del restante 50%, metà sono già attivi nel controllo delle disponibilità di strutture ricettive e mezzi di trasporto mentre gli altri ancora stanno decidendo. La prima ad essere concretamente programmata è la vacanza principale, quella di 7 giorni o più, come ha già fatto il 73% degli intenzionati ad andare via a luglio e il 65% dei vacanzieri di agosto.
Il mix delle destinazioni torna a essere quello classico del periodo: 80% in Italia, 20% all’estero. Sul primo versante, grande successo della Puglia, in vetta alla classifica delle preferenze, seguita da Sicilia e Toscana ma con ottime performance anche di Emilia Romagna, Sardegna e Calabria. All’estero si prediligono Grecia in prima battuta e, a seguire con un po’ di distacco, Spagna, Francia e Croazia. Sono scelte che ci parlano di una
grande voglia di mare, che in effetti gli intervistati indicano come destinazione preferita nel 57% dei casi, seguito a distanza da montagna e città d’arte, tra il 13% e l’11% delle preferenze.
(ITALPRESS).

Webuild, 2022 ordini acquisiti e in via finalizzazione per 6 mld

MILANO (ITALPRESS) – E’ di oltre 6 miliardi di euro il valore consolidato dei nuovi ordini acquisiti e in corso di finalizzazione registrati dal Gruppo Webuild da inizio 2022 a oggi. Si tratta di contratti acquisiti o per cui Webuild o le sue partecipate risultano miglior offerente, che raggiungono 19 miliardi includendo il mega contratto già firmato negli Stati Uniti per l’alta velocità in Texas, del valore di 16 miliardi di dollari (13 miliardi di euro). Un totale di ben 17 progetti, di cui oltre l’80% in paesi a basso profilo di rischio (Europa, Australia e Nord America), nel settore delle infrastrutture stradali (46%) e ferroviarie (28%), nel settore dell’edilizia (21%) e degli impianti (5%).
Una grande opportunità anche per l’intera filiera del Gruppo Webuild che ad oggi, per la realizzazione dei 27 grandi progetti infrastrutturali che ha in corso in Italia, ha coinvolto 8.000 imprese.
Obiettivo strategico del Gruppo Webuild si conferma favorire una crescita diversificata delle sue attività, che possa fare da traino anche per l’intero settore domestico e supportare la ripresa del Paese, favorendo l’introduzione di soluzioni innovative a livello tecnologico, anche attraverso investimenti in innovazione, sicurezza, formazione e sostenibilità. La sostenibilità si conferma quindi un tema centrale nelle politiche di sviluppo commerciale del Gruppo Webuild che, al 31 dicembre 2021, ha registrato un portafoglio ordini al livello record di 45,4 miliardi di euro, per il 92% relativo a progetti legati all’avanzamento di obiettivi di sviluppo sostenibili.
Un risultato a cui il Gruppo Webuild punta “anche facendo leva sulla capacità realizzative di società integrate nel Gruppo – si legge in una nota -, come ad esempio Fisia Italimpianti, in grado di offrire soluzioni innovative per incrementare la disponibilità idrica, offrendo acqua potabile e di qualità in aree dove questa risorsa naturale risulta insufficiente o gravemente inquinata, o CSC Construction, società basata in Svizzera con forti competenze nel green building e nel tunneling”.

– foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

Pnrr, conseguiti i 45 obiettivi del primo semestre

ROMA (ITALPRESS) – Sono stati conseguiti nei tempi previsti tutti i 45 traguardi e obiettivi indicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il primo semestre 2022. Lo rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha quindi inviato alla Commissione europea la richiesta relativa al pagamento della seconda rata dei fondi del Pnrr del valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti. L’importo effettivo che sarà erogato è pari a 21 miliardi di euro (suddivisi fra 10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti), al netto di una quota che la Commissione trattiene su ogni rata di rimborso, pari al 13% del prefinanziamento ricevuto ad agosto 2021 dall’Italia. L’erogazione delle risorse da parte della Commissione europea avverrà nei prossimi mesi all’esito dell’iter di valutazione previsto dai regolamenti.
(ITALPRESS).