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Economia

Nel primo bimestre entrate tributarie e contributive in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-febbraio – secondo i dati del Dipartimento delle Finanze – mostrano nel complesso una crescita di 14.516 milioni (+12,9%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Le entrate tributarie evidenziano una crescita pari a 11.924 milioni (+17,5%) rispetto allo stesso periodo del 2021. Il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra una crescita sostenuta (+11.376 milioni, +16,8%). Le variazioni risultano positive anche per gli incassi da attività di accertamento e controllo (+334 milioni, +31,0%) e per il gettito relativo alle entrate degli enti territoriali (+190 milioni, +4,7%). Le poste correttive sono in diminuzione di 24 milioni rispetto allo stesso periodo del 2021 (0,5%). Le entrate relative alle imposte dirette risultano pari a 48.337 milioni (+5.479 milioni pari a +12,8%); quelle relative alle imposte indirette ammontano a 30.699 milioni (+5.897 milioni, pari a +23,8%). Tra le imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 40.071 milioni (+2.105 milioni, +5,5%). L’Ires è stata pari a 707 milioni (+243 milioni, +52,4%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 20.043 milioni (+4.501 milioni, pari a +29,0%). Le entrate di lotto, lotterie e altre attività di gioco ammontano a 2.311 milioni registrando un aumento pari a 719 milioni (+45,2%). Gli incassi contributivi nei primi due mesi sono risultati pari a 46.796 milioni, in aumento di 2.592 milioni (+5,9%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Le entrate contributive dell’Inps ammontano a 41.758 milioni, in aumento di 1.968 milioni rispetto al 2021 (+4,9%). I premi assicurativi dell’Inail ammontano a 3.564 milioni, in crescita del 20,9% rispetto al corrispondente periodo del 2021. Le entrate contributive degli Enti previdenziali privatizzati risultano pari a 1.474 milioni, sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente.
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Bankitalia “Gli sviluppi della guerra possono indebolire l’economia”

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ROMA (ITALPRESS) – “Siamo tutti consapevoli che la guerra in Ucraina rappresenta un fattore di eccezionale incertezza, che è entrato in un quadro macroeconomico internazionale che era già offuscato da strozzature settoriali”. Lo ha detto Fabrizio Balassone, capo del Servizio struttura economica della Banca d’Italia, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul Def. “Le conseguenze del conflitto potranno essere più accentuate per le economie europee, soprattutto per quanto riguarda le forniture energetiche. Nell’area dell’euro – ha aggiunto – le tensioni hanno contribuito a innalzare l’inflazione, hanno causato una caduta delle fiducia di imprese e famiglie. Questi sviluppi potrebbero indebolire ulteriormente l’attività economica già frenata, all’inizio dell’anno dalle preesistenti difficoltà di approvvigionamento delle materie prime”.
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Philip Morris, 100 mln per supportare la coltivazione di tabacco

ROMA (ITALPRESS) – Il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) e Philip Morris Italia rinnovano anche per il 2022 gli impegni per la promozione della filiera tabacchicola italiana che conta 50.000 addetti nelle fasi di coltivazione e trasformazione primaria. Grazie alla firma dell’intesa, Philip Morris investirà fino a 100 milioni di euro per supportare la coltivazione di tabacco Burley e Virginia Bright, di cui l’Italia è leader in Europa in termini di volumi prodotti. Si tratta del più alto investimento sulla filiera tabacchicola italiana da parte di un’azienda privata, parte di un piano di investimenti fino a 500 milioni di Euro in cinque anni, che coinvolge circa il 50% della produzione totale di tabacco in foglia italiano, con il coinvolgimento di Coldiretti e ONT – Organizzazione Nazionale Tabacco Italia.
“Con l’intesa siglata oggi fra il Mipaaf e Philip Morris Italia la filiera tabacchicola nazionale può contare su una continuità d’investimenti che viene garantita grazie ad accordi pluriennali – ha affermato Gian Marco Centinaio, sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali -. Si investe nell’agricoltura, nei tabacchicoltori e nel nostro paese. Anche per il 2022 si rinnovano gli impegni presi negli anni scorsi e si sostiene il comparto nell’affrontare le sfide che lo attendono, perchè possa trasformarsi, essere sempre più sostenibile e mantenere la propria competitività. Per questo è importante la definizione e l’attuazione di modelli di filiera integrata agro-industriale”.
“L’intesa con il Mipaaf conferma la nostra volontà di supportare nel lungo periodo la tabacchicoltura in Italia per renderla sempre più competitiva in un settore in rapida trasformazione – ha commentato Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia -. L’agricoltura rappresenta le fondamenta di una filiera integrata italiana, che comprende anche la manifattura 4.0 e i servizi, totalmente orientata alla produzione di prodotti innovativi senza combustione. La collaborazione con i tabacchicoltori italiani è un elemento fondamentale nella trasformazione del nostro settore verso un futuro senza fumo”.
Con l’intesa il Mipaaf e Philip Morris Italia riconoscono l’importanza di promuovere soluzioni innovative che contribuiscano alla sostenibilità eco-energetica e ambientale della coltivazione, in particolare riducendo l’uso di agrofarmaci e fertilizzanti, nonchè riducendo le emissioni di CO2 anche grazie all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, come il biogas e il fotovoltaico. L’accordo punta, inoltre, a garantire la competitività del settore, sostenendo la formazione di giovani agricoltori e più in generale lo sviluppo dell’Agricoltura 4.0. La continuità, la competitività, la trasformazione e la sostenibilità della filiera tabacchicola nazionale appaiono sempre più importanti a seguito della nuova riforma della PAC ed in linea con il nuovo “Green Deal” europeo.
La firma odierna rappresenta un nuovo, importante tassello di un percorso intrapreso da oltre dieci anni da Philip Morris Italia che ha generato investimenti nell’agricoltura Italiana per oltre due miliardi di euro, consentendo a circa 1.000 imprese tabacchicole, attive in Campania, Umbria, Veneto e Toscana di sviluppare un modello di gestione integrato orientato all’innovazione e al lungo periodo.
“L’accordo firmato oggi rappresenta un ulteriore, fondamentale passaggio del percorso intrapreso da Philip Morris Italia oltre dieci anni fa, con l’obiettivo di sviluppare sistemi produttivi nella filiera tabacchicola sempre più sostenibili da un punto di vista non solo ambientale, ma anche economico e sociale – ha commentato l’eurodeputato Paolo De Castro, membro commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale presso il Parlamento Europeo -. Un percorso che va rafforzandosi anche grazie alla partnership con Coldiretti e che metterà migliaia di aziende agricole italiane nelle condizioni di poter produrre meglio, di più e con meno input produttivi, in linea con il Green Deal europeo, rafforzando ed espandendo ancora di più la qualità delle produzioni Made in Italy”.
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Bonus edilizi, per Federlegnoarredo indispensabile rivedere il sistema

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“Se a dire che il mercato delle cessioni dei crediti è ormai a un passo dal blocco totale sono gli stessi istituti di credito deputati a gestirlo, forse sarebbe il caso che venissero presi sul serio e si provvedesse quanto prima a rivedere un sistema che oggettivamente non funziona e paralizza il settore dell’edilizia rimesso in moto proprio grazie anche ai bonus edilizi voluti dal Governo”. Così Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. “Premesso che abbiamo condiviso e supportato fin da subito l’azione dell’Esecutivo volta a evitare il proliferare di frodi fiscali, questo non significa che non si possa e non si debba pensare un meccanismo che certamente contrasti chi non agisce secondo le regole, ma lasci liberamente lavorare le imprese oneste. Bene la modifica che ha portato le possibili cessioni da tre a quattro aggiungendone una verso un privato, purché con conto corrente presso l’istituto cedente, ma purtroppo non è sufficiente a sbloccare l’impasse”, spiega Feltrin. “Chiediamo pertanto al Governo – aggiunge – di valutare la possibilità che la cessione dei crediti sia ammessa in tutti i passaggi, anche per soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni, e non solo al termine e di prevedere il frazionamento del credito da parte delle banche qualora esso sia ceduto ai propri correntisti, anche in maniera frazionata per importo e annualità. Trovare una soluzione di buon senso credo sia nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti e non è più ammissibile lasciare imprese e famiglie nell’incertezza. Senza contare che bloccare il motore del bonus edilizi, significa incidere negativamente sul Pil del Paese che credo, soprattutto in questo momento, non sarebbe una scelta lungimirante. Da parte di FederlegnoArredo totale disponibilità a confrontarci per entrare nel merito delle proposte”, conclude Feltrin.
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Cresce la domanda di lavoro portandosi in doppia cifra, +13%

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ROMA (ITALPRESS) – Il tessuto economico e sociale dell’Italia è stato messo a dura prova da due anni di pandemia, una crisi profonda che non ha fatto sconti ad imprese e lavoratori, con migliaia di aziende costrette a chiudere e personale in cassa integrazione. Tuttavia, nonostante l’ulteriore colpo assestato all’economia a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lo scorso mese di febbraio, dall’analisi del mercato del lavoro ad inizio 2022 emerge una fotografia in controtendenza rispetto a quanto si potrebbe erroneamente ritenere. Nel nostro Paese la domanda di lavoro tiene, anzi scatta addirittura in avanti, con una crescita in doppia cifra. Sono infatti circa 360 mila i lavoratori ricercati dalle imprese lo scorso mese di marzo, ben 41 mila in più (il +13%) rispetto a febbraio e 67 mila in più (+22,9%) rispetto ad un anno fa. Lo rivela l’inchiesta di Italia Informa sul mercato del lavoro e sulle nuove professioni emergenti in Italia.
Come ben evidenziato dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, le imprese hanno difficoltà di reperimento delle risorse umane. Numeri alla mano, ad oggi manca all’appello il 41% dei profili ricercati, in aumento di quasi 9 punti percentuali rispetto a marzo 2021, quando il 32% delle figure ricercate erano introvabili o con un profilo professionale non adeguato. Tiene ancora il manifatturiero, seguito dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo, dalle industrie alimentari, di bevande e tabacco. Si mantiene elevata anche la domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni, ma anche le opportunità di lavoro offerte da servizi di alloggio, ristorazione e turistici. Le figure di più difficile reperimento sono i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (67%), gli artigiani e gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (67%), ma anche i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (61%), i meccanici artigianali, i montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (61%). Particolarmente significativo, e non potrebbe essere altrimenti visti i due anni caratterizzati dalla lotta al Covid, il dato relativo ai medici (64%), così come quello relativo ai professori di scuola primaria (63%)
Ad incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese delle regioni del Nord Est (difficile da reperire il 46,9% delle figure ricercate), seguite da quelle del Nord Ovest (41,2%), Sud e Isole (38,6%) e Centro (36,6%).
Queste percentuali, tuttavia, stridono rispetto al poco invidiabile primato che il nostro Paese detiene a livello europeo, ovvero quello relativo al fenomeno NEET, acronimo derivante dall’espressione inglese “Not in Education, Employment or Training”, riferito a tutti quei giovani che non lavorano, non studiano e non sono impegnati in alcun corso formativo.
Secondo gli ultimi dati Istat, solo nel 2020 il fenomeno NEET ha colpito in Italia più di 2 milioni di ragazzi, rendendolo il Paese con la più alta incidenza in Europa (con circa 1 giovane su 3 in questa condizione). Numeri confermati anche dalla Commissione Europea, che relativamente al ‘caso Italia’ rileva un 23,3% dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni che non studia e non lavora. A fronte di questa fascia di giovani fuori dal mercato del lavoro, un’altra fetta non trascurabile – molto spesso laureata – decide di abbandonare l’Italia per cercare condizioni professionali migliori all’estero, anche in considerazione della situazione di mancato ricambio generazionale nelle aziende e nella Pubblica Amministrazione, che solamente negli ultimi mesi, dopo anni di concorsi bloccati, ha rimesso lentamente in moto la macchina delle assunzioni.
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Pnrr, l’Ue versa all’Italia la prima rata da 21 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – La Commissione Europea ha versato all’Italia la prima rata da 21 miliardi per il Pnrr, dando seguito alla valutazione positiva della richiesta di pagamento presentata da Roma a fine dicembre, che ha certificato il raggiungimento dei 51 obiettivi previsti nel Piano per il 2021. Tale rata, che segue l’erogazione nel mese di agosto di 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento, ha un valore complessivo di circa 24,1 miliardi, con una parte di contributi a fondo perduto pari a 11,5 miliardi e una di prestiti pari a 12,6 miliardi. L’importo effettivamente versato di 21 miliardi (suddivisi fra 10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti) – spiega in una nota il Mef – è al netto di una quota che la Commissione trattiene su ogni rata di rimborso, pari al 13% del prefinanziamento ricevuto ad agosto 2021 dall’Italia.
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Def, Franco “Quadro macroeconomico cambiato in peggio”

ROMA (ITALPRESS) – “A febbraio la Commissione Europea dava una previsione di crescita per l’Italia del 4,1%, una crescita significativa. Il trascinamento della crescita dell’anno scorso è pari al 2,3%, quindi anche se, per ipotesi, la nostra economia restasse piatta cresceremo del 2,3%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso dell’audizione nelle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. “Questo quadro macroeconomico è cambiato in peggio bruscamente con la guerra in Ucraina. Vi è una spinta verso l’alto del prezzo dell’energia, la nostra esposizione verso la Russia in termini di esportazioni è relativamente limitata, però molte imprese italiane hanno una quota significative delle proprie vendite in Russia”, ha aggiunto. “Noi quest’anno ipotizziamo una crescita del 2,9%, questo è uno scenario in cui si ipotizza una flessione del Pil nel primo trimestre di quest’anno e una graduale ripresa nei prossimi trimestri. Si cresce meno rispetto a quanto ipotizzato nella Nadef, è cambiato il commercio internazionale. Poi vi è la componente legata agli effetti della guerra e il peggioramento del clima di fiducia di famiglie e imprese. Per gli anni prossimi – ha spiegato – si ipotizza una crescita più bassa di quella ipotizzata dalla Nadef, con un 2,3% per il 2023”.
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Banca Generali, a marzo raccolti 480 mln, Mossa “Un risultato robusto”

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MILANO (ITALPRESS) – Proseguendo nel trend solido dei mesi precedenti e dimostrando come Banca Generali sia un punto di riferimento per le famiglie anche nei contesti di crisi, la raccolta netta totale a marzo è stata pari a 480 milioni di euro. La raccolta complessiva si è attesta a 1,5 miliardi di euro da inizio anno. Nonostante la forte volatilità sui mercati e la conseguente prudenza negli investimenti, la banca ha registrato flussi positivi anche nella raccolta in soluzioni gestite con 101 milioni di euro nel mese (567 milioni di euroda inizio anno). Tra queste, il dato migliore è stato messo a segno dai fondi (62 milioni di euro nel mese, 213 milioni di euro da inizio anno) supportati da strumenti funzionali alle dinamiche del momento, come i piani di accumulo e le soluzioni switch per sfruttare le opportunità di diversificazione derivanti dalle distonie dei mercati.
La parte predominante della raccolta del mese si è indirizzata verso scelte di risparmio amministrato con 383 milioni di euro (917 milioni di euro da inizio anno), di cui 265 milioni di euro in conti correnti che -nell’esperienza della Banca- verranno poi investiti secondo scelte ponderate di pianificazione finanziaria nei prossimi mesi. Si segnala infine come il servizio di consulenza evoluta si confermi in crescita con nuovi flussi per €99 milioni da inizio anno e masse totali per 7,1 miliardi di euro. “Un risultato robusto in un mese complesso per le preoccupazioni legate al conflitto che si aggiungono a criticità come inflazione e politiche delle banche centrali che hanno tenuto alta la volatilità. I nostri banker sono quotidianamente al fianco dei clienti nelle sfide per la tutela dei portafogli e la solidità dei flussi dimostra la qualità del lavoro così come l’efficacia della nostra offerta” ha commentato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa.
“L’impegno nelle soluzioni di risparmio progressivo, nella diversificazione tematica e negli strumenti tecnologici a supporto della consulenza evoluta, si confermano punti di forza con cui confrontarsi con le famiglie che riconoscono nel nostro modello un punto di riferimento per la protezione del patrimonio. L’interesse che ci arriva da professionisti di elevato standing interessati ad entrare in contatto con la nostra realtà e la crescente fiducia dai clienti ci fanno guardare con cauto ottimismo alla crescita dei prossimi mesi” conclude Mossa.
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