Conflavoro Pmi lancia l’allarme sulle coperture temporali della cassa integrazione: a oggi, infatti, sono esclusi dagli ammortizzatori sociali i lavoratori assunti dopo il 13 luglio. Una lacuna normativa cui l’associazione presieduta da Roberto Capobianco ha dato subito conto al Governo e all’Inps chiedendo di porvi rimedio con un provvedimento urgente.
“Negli scorsi giorni ci sono arrivate numore richieste da parte delle aziende associate – spiega Capobianco – su come comportarsi coi dipendenti assunti in estate durante un periodo vagamente più florido per determinati settori che oggi, però, sono di nuovo purtroppo fermi specie dopo le ultime restrizioni. Difatti nell’attuale disposizione normativa è presente un vuoto normativo, sicuramente involontario, che lascia privi della tutela degli ammortizzatori sociali i lavoratori assunti dopo il 13 luglio”.
“Era accaduto qualcosa di identico già tra febbraio e marzo. Il Cura Italia, inizialmente, tutelava infatti solo i lavoratori a partire dall’entrata in vigore del decreto, il 17 marzo, dimenticandosi della fascia di assunzioni tra il 24 febbraio e il 17 marzo. Anche allora – sottolinea Capobianco – Conflavoro chiese un intervento urgente e la soluzione del Governo, effettivamente, fu immediata”.
“Abbiamo provato a far inserire l’emendamento necessario all’estensione degli ammortizzatori già nel decreto Ristori – conclude il presidente di Conflavoro Pmi – ma ormai era in fase di ‘bollinatura’. Abbiamo comunicato formalmente l’urgenza al presidente Conte, ai ministri Catalfo e Patuanelli e al presidente Inps Pasquale Tridico. Siamo certi che nel primo atto normativo utile sarà colmata questa lacuna non intenzionale”.
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Cig Covid, Conflavoro “Esclusi gli assunti dopo il 13/7, rimediare”
Traffico aereo a livelli 1995, marzo-settembre -83% passeggeri
ROMA (ITALPRESS) – Gli aeroporti italiani registrano un nuovo pesante crollo e, dopo la timida ripresa dei mesi estivi, chiudono settembre con soli 5.738.268 passeggeri, il 69,7% in meno rispetto al 2019, cifre che riportano il settore indietro di 25 anni, ai livelli registrati nel 1995. In particolare, il dato relativo ai voli Extra UE registra un drammatico calo del 91% riconducibile soprattutto alle quarantene e alle restrizioni imposte dai singoli Stati ai viaggi aerei. Altrettanto marcata la contrazione del traffico UE, pari al -78%, mentre più contenuta, ma comunque significativa, quella dei voli nazionali, -46%. Lo scenario, critico, emerge anche dai dati relativi al periodo marzo-settembre 2020: dal lockdown ad oggi il sistema aeroportuale nazionale ha perso l’83% dei passeggeri, il 68% dei movimenti aerei e il 33% delle merci. A fronte di questi dati, Assaeroporti stima che l’anno potrebbe chiudersi con 58 milioni di passeggeri, il 70% in meno rispetto ai 193 milioni registrati nel 2019 e con una contrazione del fatturato per i gestori aeroportuali pari a 2 miliardi di euro. “I dati che abbiamo registrato sono drammatici – sottolinea Fabrizio Palenzona, Presidente di Assaeroporti – Gli aeroporti stanno affrontando una difficilissima crisi finanziaria e senza immediati interventi di sostegno diretto sono a rischio migliaia di posti di lavoro e la realizzazione di investimenti e progetti di modernizzazione e sviluppo. Senza un piano di rilancio il comparto rischia di non risollevarsi con gravissime conseguenze per cittadini e imprese. Il Governo non deve abbandonare il sistema aeroportuale anzi deve investire su di esso perchè strategico per le attività del Paese e per la ripresa dell’economia. Senza aeroporti il Paese si ferma”. “E’ quindi necessario – continua Fabrizio Palenzona – che il Governo sostenga gli aeroporti attraverso l’istituzione di un apposito Fondo, con una dotazione di almeno 800 milioni di euro, a compensazione dei danni subiti dai gestori. Un Fondo analogo a quello già approvato dalla Commissione europea in favore degli aeroporti tedeschi che deve assolutamente rientrare nella Legge di Bilancio. Sono indispensabili anche specifiche misure in materia di ammortizzatori sociali che prevedano la proroga della CIGS senza soluzione di continuità per ulteriori 12 mesi”.
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Gualtieri “Se conteniamo curva contagi rispetteremo stime Nadef”
“Se riusciremo nel nostro obiettivo di contenere l’aumento dei contagi ed evitare chiusure piu’ drastiche rimarremo nelle previsioni che abbiamo formulato per ripartire con una grande stagione di investimenti”. Lo dice il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a Unomattina. “Le cifre che abbiamo dato” nella Nadef “hanno gia’ dentro un rallentamento nel quarto trimestre”.
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Consumi, con lockdown a Natale si brucerebbero 25 miliardi di spesa
ROMA (ITALPRESS) – Nella convivenza con il virus, il rilancio dei consumi è una priorità assoluta. Lo ha ribadito Confimprese, che insieme al Censis, ha presentato il rapporto “Il valore sociale dei consumi”, realizzato con il contributo di Ceetrus.
“La situazione della distribuzione e del commercio in generale è già durissima oggi. Con chiusure soltanto parziali la flessione è stata immediata, i clienti si sono diradati e la distribuzione, la ristorazione e il commercio hanno già intravisto i giorni bui di marzo e aprile”, ha detto Mario Resca, presidente di Confimprese. Nel rapporto si legge che la metà degli italiani è disposta ad accettare i rigori della seconda ondata dell’epidemia, solo perchè è convinta che a breve arriverà una cura risolutiva o il vaccino. Lo dicono soprattutto i residenti del Sud (il 55,2% rispetto alla media nazionale del 49,7%) e gli anziani (il 53,5%). A fine anno, a causa della seconda ondata di restrizioni in aggiunta al primo lockdown, si stima un crollo dei consumi per un valore complessivo di 229 miliardi (-19,5% in termini reali in un anno), a cui sarebbe associato un catastrofico taglio potenziale di posti di lavoro, fino a 5 milioni di unità. Il solo retail subirà una sforbiciata di 95 miliardi di fatturato (-21,6%) e nel comparto si rischia la perdita di oltre 700.000 posti di lavoro. Nel periodo delle feste natalizie, restrizioni paragonabili al lockdown di primavera, farebbero sfumare 25 miliardi di spesa delle famiglie. Con il Natale come deadline di tenuta degli italiani, il tracollo dei consumi è da evitare a ogni costo. Per Francesco Montuolo, vicepresidente di Confimprese, “laa situazione è grave e il timore di un ulteriore lockdown e l’aumento dei contagi stanno dando un’altra frenata ai consumi”. Paura e incertezza colpiscono maggiormente le persone con i redditi più bassi: il 60,3% di essi (contro il 37,2% medio) taglia i consumi per risparmiare soldi da utilizzare in caso di necessità. Ma per il 76,9% degli italiani sostenere i consumi è una priorità per il benessere delle persone e per dare un supporto concreto all’economia in questa fase difficile. Per il 30% la tutela della salute impone lacrime e sangue, quindi è inevitabile la sofferenza economica.
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WindTre, migliore operatore per gestione clienti nei punti vendita
WINDTRE, azienda guidata da Jeffrey Hedberg, per il quinto anno consecutivo, è al primo posto, come operatore di telefonia, per “l’eccellente servizio di assistenza ai clienti nei suoi punti vendita e per il servizio ADSL”. Lo rileva lo studio denominato “I Migliori in Italia – Campioni del Servizio”, curato dall’autorevole Istituto Tedesco di Qualità e Finanza.
“I prestigiosi riconoscimenti attribuiti a WINDTRE, sottolinea Gianluca Corti, Chief Commercial Officer di WINDTRE, premiano le scelte dell’azienda che si è posta come obiettivo quello di avvicinare le persone attraverso la tecnologia, supportandole ogni giorno nelle sfide del presente grazie alla ‘Top Quality Network’ e alle nuove ed efficaci soluzioni pensate per i nostri clienti, attraverso una rinnovata rete di negozi su tutto il territorio nazionale”.
I risultati della ricerca dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, pubblicati stamani dal giornale la Repubblica, sono frutto di un’approfondita indagine, basata su 232mila pareri espressi direttamente dai consumatori, sul servizio ricevuto da 1319 aziende, in 152 diversi settori dell’economia italiana.
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Catalfo “Sarà rifinanziata Cig per 18 settimane”
“Tra i rifinanziamenti complessivi, ci sarà anche quello per 18 settimane di Cig”. Lo dice la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo a Inblu Radio. “Ci sono delle restrizioni su alcune attività che, però, nel prossimo decreto, che uscirà nelle prossime ore, verranno tutelate con uno stanziamento a fondo perduto e altre misure che cercheranno di ristorare tutti i commercianti che in questo momento stanno subendo delle difficoltà”.
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Covid, Confedilizia e Fiaip: “Preoccupazione per le ricadute del DPCM”
ROMA (ITALPRESS) – Le nuove restrizioni del governo contro il Coronavirus preoccupano Confedilizia e gli agenti immobiliari della Fiaip. La chiusura di attività commerciali, la difficoltà degli affittuari di rispettare le scadenze sui canoni, il pagamento dell’Imu diventano per Confedilizia motivo di grande preoccupazione.
“Il credito d’imposta per gli affitti commerciali per ottobre e novembre è una goccia nel mare delle necessità. Costa meno di 200 milioni, rispetto ai 25 miliardi del solo decreto agosto. Si deve fare assolutamente di più, anche sull’Imu dei locatori”, evidenzia Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.
“Credo che sulla parte che ci riguarda di più, con il credito d’imposta sugli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre, l’aiuto sia insufficiente; già prima dei queste nuove misure avevamo chiesto al governo che fosse concessa un’estensione della misura fino alla fine dell’anno, senza salti e senza interruzioni, e non come è stato fatto dapprima da marzo a giugno e poi ottobre e novembre – dice Spaziani Testa all’Italpress -. La situazione per il nostro settore è molto critica, anche alla luce dell’annuncio di un intervento sulla seconda rata dell’Imu limitato ad alcuni soggetti, invece dovrebbe essere esteso a tutti i proprietari che danno in affitto un immobile e non solo se limitato alle attività commerciali”.
“La grande preoccupazione è per le conseguenze che questo Dpcm può avere sul clima di ottimismo e di fiducia che va ad indebolirsi. La gente avrà più timori e preoccupazioni e
quando ha maggiore preoccupazione è meno stimolata a comprare e vendere nel nostro settore”: Gian Battista Baccarini, presidente della Fiap, la Federazione degli agenti immobiliari, commenta così con l’Italpress le nuove restrizioni varate dal governo.
“Le preoccupazioni riguardano anche le locazioni – aggiunge -; sicuramente molti faranno fatica a pagare gli affitti e verranno nelle agenzie a fare richiesta di rinegoziazione dei canoni. Confidiamo nelle misure annunciate e che verranno prese entro martedì, i famosi ristori; spero che una parte andranno indirizzati verso il settore immobiliare”.
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Coronavirus, a rischio altri 5,8 miliardi di consumi
ROMA (ITALPRESS) – Le nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19 avranno un impatto negativo sull’economia, causando un’ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di consumi delle famiglie. L’ennesimo colpo per commercio, turismo e somministrazione, che potrebbe causare la chiusura di altre 20mila attività, portando da 90 a 110mila le cessazioni di impresa previste quest’anno. A stimarlo è Confesercenti, secondo cui anche uno stop relativamente ‘soft’ come quello finora annunciato, rischia di avere conseguenze difficilmente sostenibili per le imprese. Nell’ipotesi che le chiusure siano imposte oltre che per tutto il restante mese ottobre anche per la prima settimana di novembre, l’ulteriore impatto negativo sui consumi potrebbe infatti raggiungere i 5,8 miliardi (-0,3% del Pil), portando la stima della riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 da 90 a 95,8 miliardi. La stima, inoltre, presume un ritorno alla normalità in occasione delle festività natalizie e quindi incorpora un’attesa di rimbalzo della spesa delle famiglie nel mese di dicembre. Ben più drammatiche sarebbero le conseguenze nel caso si dovesse tornare a un lockdown completo come quello già sperimentato nel bimestre marzo-aprile. Due ulteriori mesi di lockdown, in questa fase dell’anno, determinerebbero una caduta immediata della spesa di 40 miliardi, minando la fiducia delle famiglie e rivelando effetti persistenti anche dopo la riapertura.
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