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Economia

Cdm vara la manovra e proroga le scadenze fiscali

ROMA (ITALPRESS) – Via libera dal Consiglio dei Ministri al Documento programmatico di bilancio per il 2021 che viene trasmesso alla Commissione europea e alla proroga delle scadenze fiscali.
Il Cdm, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha infatti approvato il disegno di legge per il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.
Il provvedimento trova la sua traduzione sul piano contabile nel Documento programmatico di bilancio per il 2021 che viene quindi trasmesso alla Commissione europea.
“Il disegno di legge – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm – prevede una significativa espansione fiscale e contiene importanti provvedimenti che rappresentano la prosecuzione delle misure intraprese sinora per proteggere la salute dei cittadini e garantire la sicurezza e la stabilità economica del Paese. Allo stesso tempo, vengono messe in campo le risorse necessarie per garantire il rilancio del sistema economico, attraverso interventi su fisco, investimenti, occupazione, scuola, università e cultura”.
Inoltre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 della sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle di pagamento, del pagamento delle cartelle precedentemente inviate e degli altri atti dell’Agente della Riscossione.
Allo stesso tempo, si proroga al 31 dicembre anche il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di 10 rate, anzichè 5.
“Per consentire uno smaltimento graduale delle cartelle di pagamento che si sono già accumulate – prosegue la nota di Palazzo Chigi -, alle quali si aggiungeranno quelle dei ruoli che gli enti consegneranno fino al termine della sospensione, è inoltre previsto il differimento di 12 mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle”.
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Caritas, aumentano i nuovi poveri

ROMA (ITALPRESS) – In Italia, anche a causa del coronavirus, aumentano i poveri. Il nuovo rapporto di Caritas Italiana dal titolo “Gli anticorpi della solidarietà” pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. I dati della statistica pubblica definiscono lo scenario entro il quale ci muoviamo: il nostro Paese registra nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil; l’occupazione registra un calo di 841 mila occupati rispetto al 2019; diminuisce, inoltre, il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle sempre più numerose persone che smettono di cercare lavoro. Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008.
Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 emerge che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità. A fare la differenza, tuttavia, rispetto allo shock economico del 2008 è il punto dal quale si parte: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007, alla vigilia del crollo di Lehman Brothers. In questo tempo inedito, gli interventi della rete Caritas sono numerosi e diversificati. Una vivacità di iniziative e opere realizzate anche grazie all’azione di circa 62mila volontari, a partire dai giovani impegnati nel Servizio Civile Universale. Sono 19.087 gli over 65 che si sono dovuti fermare per ragioni di sicurezza sanitaria e 5.339 le nuove leve (under 34), attivate in questo tempo di emergenza. Da Nord a Sud del Paese, continuano a non far mancare la loro prossimità e generosità verso i più poveri e i più vulnerabili e sono segnali della presenza di “anticorpi della solidarietà” che aiutano a diradare le nebbie della crisi in atto.
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Sangalli: “Evitare un nuovo lockdown”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa nuova emergenza sanitaria, con coprifuochi e chiusure anticipate dei pubblici esercizi, aumenta l’incertezza e mette a rischio decine di migliaia di imprese. Sono prioritarie misure efficaci anti Covid e con una economia già in ginocchio va assolutamente evitato un secondo lockdown. Il Governo deve sostenere con maggiori e più veloci indennizzi le imprese in difficoltà, altrimenti a fine anno rischieremo gravi, gravissime conseguenze per l’occupazione”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
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Visco “Ci vorranno almeno 2 anni per livelli pre crisi”

MILANO (ITALPRESS) – “Ovviamente stiamo monitorando la situazione continuamente e stiamo iniziando a fare un’analisi di scenario. E’ molto difficile fare previsioni in questo periodo, ma siamo convinti che la ripresa proseguirà l’anno prossimo, anche se non si tornerà ai livelli pre-Covid prima di almeno un paio d’anni per una ragione di fiducia e anche considerando i rischi di eventuali spot and go. Dobbiamo evitare che le misure adottate per sostenere dell’economia vengano ritirare troppo presto”.
Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervistato da Bloomberg Tv. “La digitalizzazione, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale sono priorità al centro dell’agenda del governo italiano. Il Recovery Fund deve essere speso bene investendo su innovazione, tecnologia ed educazione per risolvere quegli ostacoli alla crescita più volte segnalati”, ha aggiunto. “Il debito pubblico italiano è sostenibile – ha detto ancora il governatore di Bankitalia -, il tema è il servizio del debito che è pari al 2,4% del Pil, in calo rispetto all’anno precedente, e con i tassi d’interesse attualmente più bassi. C’è un trend in riduzione. Sono fiducioso anche dal punto di vista della politica fiscale, anche se il problema sarà la capacità di crescere e quindi di investire nel capitale umano e nella tecnologia e su questo vanno spese le risorse europee credo che il governo ne sia consapevole”.
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Sud Motori supera lockdown con #Italianonsiferma

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Se le preoccupazioni sanitarie potate ancora una volta dalla pandemia restano al primo posto, appena un gradino sotto ci sono quelle economiche. Che investono tutta l’Italia a partire dal quel tessuto produttivo che permea l’economia del nostro Paese, ovvero le piccole e medie imprese che comunque, in questi mesi attraversati da chiusure e incertezze, hanno affrontato le difficoltà senza abbattersi. In tal senso, ci sono storie che dimostrano come molte aziende vitali prima del Covid possono esserlo anche ora, guardando al futuro con ottimismo. È il caso di Sud Motori, pmi salernitana fondata nel 1996. Un’azienda giunta alla terza generazione familiare nel campo delle rettifiche motori con una linea di produzione completa: dalla fase iniziale di smontaggio, pulizia e preparazione delle varie componenti sino alla fase finale dell’assemblaggio e dei test specifici di funzionamento e stoccaggio. Il tutto per clienti di primissimo piano dei trasporti regionali e nazionali, Ferrovie dello Stato in testa. Una realtà che rischiava, però, di dover arrestare gli investimenti in atto a supporto della crescita in seguito all’emergenza coronavirus, come racconta Michele, business developer dell’azienda, rappresentate della terza generazione dei De Stefano. Che appena 27enne, dopo aver studiato e perfezionato gli studi anche all’estero, ha deciso di continuare la tradizione familiare.

“Appena ci sono state le prime chiusure abbiamo subito utilizzato gli strumenti messi in campo dal governo, ma il nostro business si basa su commesse a breve termine e quindi nell’arco di pochi giorni abbiamo avuto bisogno di liquidità – spiega -. A marzo, dopo che a gennaio registravamo un crescita anno su anno pari al 20%, ci siamo visti persi. Per non vanificare questo risultato abbiamo avuto bisogno di reperire un finanziamento pari a oltre mezzo milione di euro, e se non fosse stato per Italianonsiferma, non avremmo saputo far fronte a questa improvvisa frenata”. Il finanziamento a cui si riferisce è quello ottenuto attraverso Banca Generali, che con l’azienda fintech Credimi – leader europeo dei finanziamenti digitali per le imprese – nei mesi scorsi ha messo a disposizione delle pmi una serie di prestiti con l’obbiettivo di portare il risparmio privato della clientela a supporto dell’economia reale qui rappresentata da Sud Motori. Un’iniziativa che la Banca del Leone Alato ha varato già dalle prime avvisaglie della crisi. Attraverso la collaborazione con Credimi, infatti, è stata data la possibilità ai risparmiatori di investire nei crediti di aziende sane, ma in difficoltà, come questa.

“Abbiamo impiegato più tempo noi a preparare la documentazione che Banca Generali e Credimi a dare via libera al finanziamento: ci è voluta solo una settimana”, racconta sempre il giovane manager. #Italianonsiferma ha rappresentato un’alternativa al tradizionale canale bancario. Grazie a questa operazione, infatti, nei mesi scorsi non solo Sud Motori, ma centinaia di pmi hanno avuto nel complesso accesso a 100 milioni di euro di liquidità sotto forma di finanziamenti a 5 anni garantiti dal Fondo di Garanzia dello Stato (al 90%), con Generali, capogruppo della Banca Private, che ha sottoscritto una quota del 10% (10 milioni) dell’emissione. Le aziende che hanno fatto richiesta di finanziamenti sono state analizzate dalla piattaforma Credimi con cui Banca Generali ha stretto una collaborazione. “Un iter tecnologico che permette di accelerare molto i tempi – viene sottolineato -, portando, nell’arco di pochi giorni – come in questo caso – all’erogazione della liquidità, e che ha consentito a molte aziende di superare le difficoltà. Come successo a Sud Motori, appunto, che ora guarda al futuro con maggiore serenità”. Un risultato che è fonte di doppia soddisfazione anche da parte di Banca Generali, tanto che il vicedirettore generale, Andrea Ragaini, commenta: “In questi mesi ci siamo trovati davanti a storie come questa che ci rendono orgogliosi per due motivi. Da una parte, infatti, abbiamo verificato che Italianonsiferma ha contribuito a far ripartire aziende e imprese importanti per il territorio. Dall’altra cerchiamo di offrire un servizio di qualità per la protezione dei risparmi ai nostri clienti, guardando a soluzioni decorrelate dai rischi di volatilità come queste tipologie di investimento nel credito privato”. (ITALPRESS).

Italia in deflazione per il quinto mese di fila

ROMA (ITALPRESS) – Non si ferma la deflazione in Italia. A settembre l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registri una diminuzione dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da -0,5% del mese precedente). La stima preliminare era -0,5%.
L’inflazione negativa per il quinto mese consecutivo si deve in larga parte ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -13,7% di agosto a -13,6%) e di quelli non regolamentati (da -8,6% a -8,2%) e, in misura minore, ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -2,3% a -1,6%). Il ridursi rispetto ad agosto dell’ampiezza della flessione dei prezzi di queste tre tipologie di prodotto non bilancia del tutto il rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +0,4% di agosto a +0,1%), l’inversione di tendenza di quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,1% a -0,4%) e dei Beni durevoli (da +0,3% a -0,1%), determinando così un’inflazione negativa di poco più ampia rispetto al mese precedente.
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici rallentano entrambe, rispettivamente da +0,3% a +0,1% e da +0,4% a +0,2%.
La diminuzione congiunturale dell’indice generale è dovuta per lo più al calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-5,5%), dovuto in larga parte a fattori stagionali.
L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano lievemente da +0,9% a +1%; quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto riducono la flessione da -0,2% a -0,1%.
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A settembre torna in rialzo il mercato europeo dell’auto

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – A settembre 2020 il mercato delle auto nell’Unione Europea ha registrato il primo aumento dell’anno. Secondo i dati Acea, le immatricolazioni sono cresciute del 3,1% il mese scorso, raggiungendo 933.987 nuove auto vendute in tutta l’Ue Europea. I quattro mercati più grandi, tuttavia, hanno registrato risultati contrastanti. Perdite in Spagna (-13,5%) e Francia (-3%), mentre Italia (+9,5%) e Germania (+8,4%) hanno registrato forti aumenti.
Durante i primi nove mesi del 2020, la domanda di auto è diminuita del 28,8% nell’Ue. Sette milioni ne sono state immatricolate da gennaio a settembre, quasi 2,9 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tra i principali mercati, quest’anno la Spagna ha registrato il calo più netto (-38,3%), seguita da Italia (-34,2%), Francia (-28,9%) e Germania (-25,5%).
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Ad agosto debito pubblico sale a quota 2.578,9 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.578,9 miliardi, in aumento di 18,3 miliardi rispetto al mese precedente. L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (1,6 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (16,8 miliardi, a 100,7); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 0,1 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 19,1 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,8 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. Sempre ad agosto, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,7 miliardi, in aumento del 7,9% (3,3 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2019. Il gettito ha beneficiato dei versamenti in autotassazione dei contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), che nel 2019 avevano avuto luogo nei mesi successivi. Nei primi otto mesi del 2020 le entrate tributarie sono state pari a 258,4 miliardi, in diminuzione del 6,8% (-18,8 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2019.
(ITALPRESS).