ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti del 5,9%, proseguendo la dinamica positiva che si registra dallo scorso maggio. Nella media del trimestre giugno-agosto l’indice complessivo è cresciuto del 35,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Anche gli ordinativi registrano ad agosto un incremento congiunturale, più ampio di quello del fatturato (+15,1%); nella media degli ultimi tre mesi hanno segnato un balzo del 47,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, gli indici del fatturato segnano aumenti congiunturali del 9,8% per i beni di consumo, del 7,7% per i beni intermedi e dello 0,9% per i beni strumentali.
Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 3,8%, con cali del 2,2% sul mercato interno e del 7% su quello estero. Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei mobili e delle altre industrie manifatturiere registra la crescita tendenziale più marcata (+16,9%). L’indice grezzo degli ordinativi aumenta del 6,1%, con incrementi su entrambi i mercati (+6,8% quello interno e +5,3% quello estero). La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei computer e dell’elettronica (+24,2%) e per i mezzi di trasporto (+22,9%).
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Industria, ad agosto fatturato e ordini in crescita
Nel 2108 economia sommersa e illegale vale 211 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2018, secondo i dati Istat, il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a poco più di 211 miliardi (erano 213,9 nel 2017), in flessione dell’1,3% rispetto all’anno precedente e in controtendenza rispetto all’andamento del valore aggiunto, cresciuto del 2,2%. L’incidenza dell’economia non osservata sul Pil si è di conseguenza ridotta di 0,4 punti percentuali, portandosi all’11,9%, confermando una tendenza alla discesa in atto dal 2014, quando si era registrato un picco del 13%.
Tale andamento si deve alla diminuzione del valore aggiunto sommerso da sotto-dichiarazione (-2,9 miliardi rispetto al 2017) e da utilizzo di input di lavoro irregolare (-1,7 miliardi) mentre risultano in crescita le altre componenti residuali (+1,4 miliardi). L’economia illegale ha segnato un aumento contenuto in valore assoluto, con un’incidenza che è rimasta ferma all’1,1%.
Nel 2018, il complesso dell’economia sommersa vale 191,8 miliardi, il 12% del valore aggiunto prodotto dal sistema economico, con una riduzione di 3,2 miliardi rispetto all’anno precedente. Circa l’80% del sommerso economico si genera nel terziario. In particolare, si concentra per circa due terzi in tre settori di attività economica: Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (40,3%), Altri servizi alle imprese (12,7%) e Altri servizi alle persone (12,0%). Nel 2018 sono 3 milioni e 652 mila le unità di lavoro a tempo pieno (ULA) in condizione di non regolarità, occupate in prevalenza come dipendenti (2 milioni e 656 mila unità). La riduzione della componente non regolare (-1,3% rispetto al 2017) segnala un ridimensionamento di un fenomeno che nel 2017 si era invece esteso (+0,7% rispetto al 2016).
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Fisco, Gualtieri “Riforma in 3 anni e assegno unico a famiglie”
“Il governo intende adottare un’ampia riforma fiscale nell’arco del triennio. La riforma avverra’ attraverso una legge delega gia’ a partire dal 2021, stiamo approfondendo in raccordo con il percorso parlamentare le modalita’ e i tempi della legge delega che riguarda l’introduzione dell’assegno unico per i figli”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, in merito all’attivita’ conoscitiva preliminare all’esame della Nota di aggiornamento del Def, assicurando che “le tasse non aumenteranno nell’anno prossimo ma si ridurranno, al netto della riforma fiscale che noi intendiamo realizzare nel triennio e che sarà composta di vari moduli, il modulo principale della riforma dell’Irpef vogliamo che sia operativo dal 1 gennaio 2022”. Gualtieri ha sottolineato come la Nadef giunge in un momento “molto importante per l’economia e per la strategia di governo del Paese, i dati piu’ recenti mostrano che da maggio la nostra economia ha risposto in maniera positiva rispetto alla caduta dei mesi piu’ difficili. C’e’ stato uno sforzo imponente che ha mobilitato risorse pari a 100 miliardi di indebitamento netto. Lo scenario prudente stima una contrazione del Pil reale pari al 9%, di fronte alla caduta della prima parte dell’anno – ha assicurato – si attende un forte rimbalzo nel terzo trimestre che dovrebbe risultare superiore rispetto a quella stimata ad aprile. Il nostro -9% si basa su una riduzione della crescita nel quarto trimestre che già sconta l’aumento dei contagi, mentre quello peggiore di un aumento molto molto forte e delle restrizioni in Europa molto marcate, che non è lo scenario probabile, la nostra stima è del -10,5%. La prospettiva di una diffusione dei vaccini che sia abbastanza ampia entro la metà dell’anno prossimo è molto ampia, stiamo parlando di due scenari che hanno un punto di caduta relativamente positivi. Le stime del Pil programmatico – ha aggiunto – prefigurano una crescita del 6% nel 2021, del 3,8% nel 2022 e del 2,5% del 2023. tale andamento consentirà di arrivare ai livelli pre-Covid nel terzo trimestre 2022. si tratta di stime piuttosto prudenti, basate su un moltiplicatore contenuto e che non considerano l’impatto delle riforme che saranno adottate nell’ambito del Pnrr e l’impatto favorevole di quest’ultimo sul costo medio del debito. La stima di crescita del Pil nell’ultimo trimestre e’ prudenzialmente prevista dello 0,4%. La vera sfida da affrontare – ha proseguito – consiste nel contenimento del virus. Il nostro Paese si trova in una posizione migliore rispetto agli altri, siamo riusciti a garantire un efficace contrasto al virus e una maggior tutela dei redditi. L’impatto delle riforme strutturali sul medio e lungo periodo ci sono, le riforme considerate se efficaci possono innalzare il Pil a fine periodo 2026 di oltre 2 punti percentuali. Per prudenza non abbiamo incluso questo effetto nelle nostre stime”. Gualtieri ha poi spiegati che nonostante il periodo di lockdown, c’e’ un andamento delle entrate “migliore del previsto. Voglio ringraziare quei contribuenti che anche nei mesi piu’ duri della diffusione dell’epidemia, hanno continuato a versare i propri oneri fiscali e contributivi nonostante i differimenti e le sospensioni introdotte alle quali alcuni di essi avevano diritto. Stiamo riflettendo e valutando l’ulteriore prolungamento della moratoria dei crediti che scade il 31 gennaio. All’interno di questo prolungato sostegno alla liquidita’, stiamo valutando con la Commissione europea cosa del temporary framework verra’ prolungato nel prossimo anno”, ha concluso.
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Bankitalia, nel 2020 Pil -9,5%
ROMA (ITALPRESS) – “Nel complesso, considerando anche la revisione al ribasso della stima del secondo trimestre effettuata dall’Istat, la nostra valutazione è che a grandi linee resti valida la proiezione pubblicata a luglio che indicava una caduta del Pil attorno al 9,5% nella media di quest’anno. Le prospettive restano però incerte”. Lo ha detto Eugenio Gaiotti, capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, in audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza.
“Anche alla luce della ripresa dei contagi – ha continuato -, resta rilevante il rischio che l’evoluzione globale della pandemia continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale. Anche le nostre indagini più recenti segnalano che non solo le famiglie con maggiore difficoltà economica ma anche quelle che non prevedono di incorrere in perdite significative prefigurano riduzioni di spesa”.
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Smart Working, le nuove sfide per aziende e lavoratori
Le aziende che hanno scoperto che il lavoro a distanza produce risparmio investiranno sulle soft skills del loro capitale umano anche se nascosto dietro uno schermo? È uno degli interrogativi aperti nel mondo del lavoro dopo l’emergenza coronavirus. Il Covid ha infatti “costretto” in tutto il mondo molte aziende a fare i conti con il telelavoro e lo smart working, accelerando processi che avrebbero richiesto più tempo. Secondo Andrea Bianchi, docente di Abilità comportamentali al Collegio Universitario Borromeo-Pavia e amministratore unico, trainer e coach di Empowerment Enterprises, “il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che a questa crescita di sapienza sull’uso della tecnologia non sta assolutamente corrispondendo una adeguata crescita di sapienza comportamentale delle risorse umane aziendali, come se il mondo digitale ne potesse fare a meno o addirittura la escludesse per principio”. Bianchi innanzitutto invita a fare ordine: “Si confondono espressioni come smart working, lavoro saltuario da casa, con home working, dove in ufficio non si va mai e che con l’espressione ‘smart’ purtroppo non ha proprio niente da spartire, e si invoca e si adora il moloch dell’intelligenza artificiale e dei suoi algoritmi, ignorandone gli attuali limiti. Qualche voce si alza in favore del detto che “il futuro è il passato”, ma sono voci legate più al piacere sensoriale di non più abituali occasioni dello stare insieme ai propri simili e di godere di spettacoli ed emozioni dal vivo”.
Per il docente universitario “il grande pericolo sociale all’orizzonte è che si creino due classi sociali trasversali, l’una contro l’altra armate: una, numericamente minoritaria che sfrutta al massimo l’opportunità del lavoro a distanza e l’altra fatta da quelli che lavorando invece nel settore manifatturiero e nella maggior parte dei servizi,dovranno essere ogni giorno al loro posto in fabbrica, a scuola, in miniera, negli ospedali, sui palcoscenici, sui mezzi pubblici, nei supermercati o davanti ad un forno per il pane e ai fornelli di un ristorante. Queste strutture, che rappresentano in Italia la assoluta maggioranza, come gestiranno il mix di rapporto salariale, sanitario e sociale con i loro dipendenti nei confronti del Covid 19? Nessuno lo sa o nessuno ne vuole parlare”. “Prima dell’entrata in scena del virus – aggiunge -, il non investire sul capitale umano era considerata una eresia di economia aziendale e far lavorare e allenare attraverso corsi di formazione o percorsi di coaching i propri dipendenti, dai top manager agli addetti alla reception, era un vero e proprio mantra oltre che un obiettivo primario e una voce importante di bilancio per Aziende e Istituzioni di tutti i livelli. Oggi improvvisamente il beneficio economico di un risparmio, peraltro esiguo, indotto dal lavoro a distanza sembra valere più di qualsiasi investimento, compreso quello primario sulle risorse umane. Da quando in qua un risparmio esiguo e generalizzato vale più di un investimento produttivo? Il virus ha forse infettato ogni teoria di economia ribaltandone totalmente gli assiomi più consolidati?”.
Una delle sfide è come essere se stessi attraverso lo schermo. “Le caratteristiche personali di ognuno di noi ovviamente sia da “de visu” che da “remoto” non cambiano – spiega Bianchi -. Ma pensare che basti essere valenti sulla tastiera e che le nostre caratteristiche possano comunque “bucare”, cioè far presa sui nostri capi, sui nostri collaboratori e sui nostri clienti attraverso una relazione digitale senz’anima, è una pia illusione”. E “se poi qualcuno pensasse che lo schermo possa essere una protezione per l’individuo che lo usa, l’ errore sarebbe colossale. La sfida per tutti coloro che utilizzeranno la modalità da remoto nel loro lavoro, nei colloqui individuali o di gruppo e nello studio, è quella di sviluppare una “ipercapacità” di concentrazione e di ascolto”. “La diffusione della modalità di lavoro da remoto non deve far dimenticare ai singoli e alle strutture con cui questi interagiscono, la necessità di intraprendere un percorso similare a quello passato ma innovativo che proponga a chi sta dietro a uno schermo le buone practice da mettere in campo per apparire nella pienezza della propria personalità, come avveniva nella realtà sociale che ci siamo, per il momento, appena lasciati alle spalle – conclude Bianchi -. Allora questo uscire dalla comunità fisicamente e quotidianamente frequentata, non sarà un ritirarsi nella propria stanza per lavorare come fossimo dei primitivi in una caverna , ma una sfida vinta sulla strada che la tecnologia e l’umanesimo devono saper percorrere insieme. Allora sì che il futuro non sarà il passato ma solo un futuro diverso”.
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Visco “La politica monetaria deve restare espansiva”
ROMA (ITALPRESS) – “In tempo di pace non avevamo mai visto una caduta così pronunciata dell’attività economica, ma il recupero sta andando più o meno come previsto. Anche la ripresa dei contagi, pur se da noi ancora meno intensa che altrove, era stata messa in conto. Nuove misure di chiusura possono essere evitate se mettiamo a frutto l’esperienza che ha portato il nostro Paese a uscire prima di altri dalle fasi di tensione più acuta”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in una lunga intervista al Corriere della Sera.
“In Banca d’Italia restiamo dell’idea che siamo in una fase di progressivo recupero. Il governo con la prossima manovra di bilancio punta a ottenere una crescita vicina al 6% per il 2021, noi a luglio avevamo previsto qualcosa intorno al 5%. Ma anche solo disegnare scenari è difficile perchè buona parte della caduta è dovuta non solo all’offerta, ridottasi a causa delle chiusure, ma anche alla domanda – aggiunge -. Il risparmio è salito perchè non si poteva spendere, ma anche a causa dell’incertezza. Se questa persiste gli effetti possono essere anche più negativi. Dobbiamo fare di tutto per ridurla”.
Secondo Visco “contro questa spirale negativa, bisogna intervenire con la politica di bilancio e la politica monetaria. E’ essenziale continuare ad avere politiche accomodanti finchè questa componente legata all’incertezza non scompare”.
“La politica monetaria deve essere espansiva e restarlo a lungo nel tempo – aggiunge -. Su questo vi è un consenso ampio, e la storia ha dimostrato che con la politica monetaria riusciamo a intervenire efficacemente e che la deflazione si può combattere”.
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Superbonus, Burrelli(Anaci) “Opportunità se studiata per ogni cittadino”
CATANIA (ITALPRESS) – Riqualificazione degli stabili, decalogo dei compiti dell’amministratore di condominio e Superbonus 110%. Di questi e molti altri aspetti si è parlato a Catania in occasione del convegno organizzato da Anaci (Associazione nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) e che ha visto le massime cariche nazionali presenti per una giornata dedicata all’aggiornamento professionale per amministratori di condominio e delineato quelle che sono le ultime novità in merito all’attività.
All’appuntamento non poteva mancare il presidente nazionale Anaci, Francesco Burrelli, il quale sottolinea i vantaggi e le opportunità del Superbonus. “Questa integrazione dà ulteriori possibilità – esordisce il presidente Anaci – Si tratta di un’opportunità importante che se gestita e coordinata bene giuridicamente e tecnicamente, può rappresentare una panacea in un periodo di emergenza globale nel nostro Paese e più in generale in Europa e nel mondo. Le problematiche esistono e sono diverse: occorre lavorare per snellire questo Superbonus e far sì che arrivi ad ogni singolo cittadino. Soltanto così si potrà rendere maggiormente produttiva ed efficiente la gestione degli impianti”. Un focus importante è stato posto sulla figura degli amministratori professionisti nella gestione delle piccole case o dei grandi complessi: “Anaci si sta impegnando affinchè vi siano sempre professionisti seri, capaci e soprattutto competenti che assistano, unitamente ai tecnici, il cittadino per avere una riqualificazione ad un costo bassissimo che gli è consentito in questo periodo di crisi”.
L’auspicio del presidente Anaci, coadiuvato in occasione del meeting tenutosi a Catania dal Tesoriere Nazionale Giuseppe Merello, è quello di affrontare il prima possibile le criticità economiche e gestionali del settore, uniformemente alla rete tecnica delle professioni e all’Ance. “Invieremo ancora al Consiglio dei Ministri un dettaglio affinchè si rendano conto che questo Superbonus – aggiunge Burrelli – se non è emendato nei punti giusti, potrebbe bloccare le assemblee. Le riunioni di condominio devono essere gestite online vista l’aumentare delle emergenze Covid e dei contagi. Il divieto di assembramenti rende critico se non impossibile una regolare assemblea e vanno emanate norme chiare”.
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Alitalia, firmato il decreto per la Newco
ROMA (ITALPRESS) – I ministri dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri, delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, hanno firmato il decreto di costituzione della Newco per il trasporto aereo.
“La Newco rappresenta il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale. Poniamo le basi per il rilancio del trasporto aereo italiano, attraverso la scelta di manager di primo livello e grande competenza in grado di elaborare e attuare un piano industriale solido e sostenibile”, afferma il ministro Gualtieri.
“Nasce oggi la nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale. Si tratta di una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano”, commenta la ministra De Micheli.
“La grave crisi economica provocata dalla pandemia ci permette oggi di pensare a un concreto rilancio della nostra compagnia di bandiera. In un contesto di mercato quasi azzerato abbiamo la possibilità di consentire un serio sviluppo industriale nazionale nel settore del trasporto aereo”, spiega il ministro Patuanelli.
“Abbiamo bisogno di una compagnia di bandiera che aiuti l’Italia a ripartire. Con la nascita della Newco siamo di fronte ad una sfida ambiziosa, che occorre necessariamente vincere per dotare il Paese di un vettore aereo competitivo e qualificato, che valorizzi le professionalità e le competenze che in questo settore abbiamo da sempre espresso”, afferma la ministra Catalfo.
Il Consiglio di Amministrazione è composto da Francesco Caio (presidente), Fabio Maria Lazzerini (amministratore delegato) e dai consiglieri Alessandra Fratini, Angelo Piazza, Lelio Fornabaio, Frances Vyvyen Ouseley, Simonetta Giordani, Silvio Martuccelli e Cristina Girelli.
Il collegio sindacale è composto da Paolo Maria Ciabattoni, Giovanni Naccarato, Marina Scandurra, Gianfranco Buschini e Serena Gatteschi.
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