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Banca Ifis, innovazione digitale e identità sonora per il brand

MILANO (ITALPRESS) – A 37 anni dalla sua fondazione, Banca Ifis cambia volto, proponendo una nuova immagine e dotandosi, per la prima volta nella storia del settore bancario italiano, anche di un’identità sonora. Validato da test neuroscientifici, il nuovo sound brand dell’istituto si declina in un’unica armonia diffusa e riconoscibile, che darà più forza al marchio e accompagnerà da oggi l’immagine della specialty finance italiana. La scelta grafica è quella di allineare il carattere e l’espressione del brand ai nuovi obiettivi di business. La metamorfosi, che è un’evoluzione a conferma del forte posizionamento rispetto ai business “core” della banca, porta al rafforzamento del marchio e allo snellimento della brand architecture. Alla rinnovata tipografia geometrica del nome “Banca Ifis” viene abbinato il digital bloom, un segno in evoluzione pensato per accogliere il futuro nel rispetto della tradizione. Il fiore è formato da un elemento grafico a cerchio che rappresenta il nucleo pulsante della banca ovvero le persone mentre il linguaggio modulare raffigura le diverse business unit generate da un’unica matrice.
La palette cromatica del nuovo brand include le influenze della digital trasformation e i colori della natura, con una selezione progressiva di toni in scala che generano movimento, profondità e trasparenza. “Oggi è un giorno speciale per tutta la Banca – spiega il vice presidente Ernesto Fùrstenberg Fassio -. Il rebranding è un grande progetto, al quale lavoriamo da mesi, un’altra tappa del nostro lungo viaggio e un’occasione per far vedere all’esterno quello che siamo. La nuova immagine di Banca Ifis è stata concepita nel solco della lunga storia familiare, con al tempo stesso uno spiccato Dna innovativo”.
Per l’Ad Luciano Colombini “la crescita della Banca deve necessariamente essere accompagnata da un brand forte, riconoscibile e innovativo. E il rebranding di Banca Ifis si pone esattamente questo obiettivo. Questa nuova corporate identity darà più forza al business, accrescendo l’immagine di Banca Ifis come protagonista dello sviluppo del territorio”.
(ITALPRESS).

Frontiere Ue aperte a metà, a soffrire sarà il turismo

La riapertura parziale delle frontiere dell’Unione europea, a partire dall’1 luglio potrebbe danneggiare alcuni settori economici del nostro Paese, a cominciare dal Turismo.

Secondo una stima di Coldiretti la perdita per il comparto sarebbe di 1,8 miliardi di euro. A pesare soprattutto la mancata riapertura agli Stati Uniti. Gli americani sono i viaggiatori stranieri extra Ue più presenti in Italia.

Una circostanza confermata anche dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che in una intervista al Corriere della Sera parla di quest’estate anomala per il settore turistico e di quanto sta pesando l’assenza degli stranieri: “Per ora arrivano da dove si può venire in macchina: in particolare, Germania, Austria e Svizzera. Un afflusso limitato di cui beneficia soprattutto il Nord. Per il resto pesa l’assenza di turismo dagli Stati Uniti e dal Regno Unito e si vive alla giornata”. Chi si muove sono gli italiani “e spesso in giornata”, “l’italiano per fortuna non ha più paura”, ma “un americano che viene in Italia per una volta nella vita è naturale che spenda di più di un italiano che magari viene a Roma per l’ennesima volta”.

I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati all’Italia con 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate, secondo i dati di Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019.

“Una perdita importante – sottolinea la Coldiretti – che si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia”.

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Nel primo trimestre deficit-Pil sale al 10,8%

Nel primo trimestre 2020 il rapporto deficit-Pil è stato pari al 10,8% (7,1% nello stesso trimestre del 2019). A riferirlo è l’Istat.
Il saldo corrente e il saldo primario delle Amministrazioni Pubbliche sono risultati negativi, entrambi con un’incidenza sul Pil del -7,8% (rispettivamente, -4,1% e -4,2% nel primo trimestre del 2019).
La pressione fiscale è stata pari al 37,1%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il reddito disponibile delle famiglie è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta del 6,4%. La propensione al risparmio delle famiglie è stimata al 12,5%, in aumento di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019.
Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dell’1,7%, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente).
La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,3%, è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019. Il tasso di investimento, pari al 20,9%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
(ITALPRESS).

Confindustria, Di Stefano nuovo presidente dei Giovani Imprenditori

ROMA (ITALPRESS) – Riccardo Di Stefano, palermitano, classe 1986, è stato eletto dal Consiglio nazionale presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria con 143 voti favorevoli, su un totale di 209 votanti. Entra di diritto nella squadra senior come vicepresidente di Confindustria.
“I Giovani Imprenditori rappresentano da sempre un laboratorio di innovazione, di proposta e di impegno – ha commentato Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria -. Al neo presidente Di Stefano e alla sua squadra l’augurio, in questa direzione, di essere sempre coraggiosi nelle proposte e nelle azioni per garantire e rafforzare quell’importante contributo di visione e di concretezza che serve alle nostre imprese. Una grande Paese ha bisogno di grande coraggio”.
Otto vicepresidenti completano la squadra di presidenza 2020 – 2023: Licia Angeli (Confindustria Romagna), Maria Anghileri (Confindustria Lecco Sondrio), Eleonora Anselmi (Confindustria Toscana Sud – Arezzo), Mario Aprile (Confindustria Bari B.A.T.), Francesco Fumagalli (Confindustria Toscana Sud – Arezzo), Andrea Marangione (Unione Industriale Torino), Pasquale Sessa (Confindustria Salerno), Alessandro Somaschini (Confindustria Bergamo).
Di Stefano, nel corso del suo discorso di insediamento, ha affermato che “Il Movimento dei Giovani Imprenditori di Confindustria si fonda sull’idea di promuovere un’Italia visionaria e internazionale, come le sue imprese. Ora come non mai, noi imprenditori dobbiamo essere collettore delle migliori energie del Paese, interpreti del cambiamento per rendere l’Italia moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva”.
Laurea in Giurisprudenza di Palermo e Dottorato di Ricerca in Economia civile presso l’Università LUMSA, Riccardo Di Stefano è stato Vice Presidente nazionale nella squadra del Presidente Alessio Rossi dal 2017 ad oggi.
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44 mila nuove imprese in meno durante il lockdown

Sono pesanti le conseguenze del lockdown sul mondo delle imprese. In Italia sono già 44 mila in meno quelle nuove. Un dato destinato ad aumentare nel corso dell’anno, con lo scotto maggiore che verrà pagato soprattutto dalle regioni del Nord. Lo rileva Unioncamere, che ha tenuto oggi la sua Assemblea annuale, da dove ha lanciato una proposta in dieci punti al Governo, rappresentato dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.
Le Camere di commercio indicano dieci punti chiave, ha detto il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli nel corso dell’Assemblea, per rilanciare l’Italia. “Si tratta – ha spiegato Sangalli – di agire su digitalizzazione e tecnologie 4.0, infrastrutture, semplificazione, giustizia civile e mediazione, internazionalizzazione, turismo, nuove imprese e giovani, sostenibilità, formazione, dotazione finanziaria e irrobustimento organizzativo delle imprese. Agire su questi punti è la vera priorità del Paese”.
“Spingere l’acceleratore sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 – sottolinea il presidente di Unioncamere – porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine, mentre ridurre gli oneri burocratico-amministrativi sulle imprese (in primo luogo quelli legati all’avvio di un’azienda o al pagamento delle imposte) vuol dire per l’Italia recuperare quasi 2 punti di Pil”.
Tra marzo e maggio scorsi, il Registro delle imprese segnala oltre 44mila iscrizioni in meno di nuove aziende rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con una riduzione in termini percentuali del 42,8%.
La pandemia mostra di aver già colpito duro in diverse regioni del Nord e del Centro. In Lombardia e nelle Marche le iscrizioni di nuove imprese si sono dimezzate tra marzo e maggio 2020 rispetto allo scorso anno, in Toscana ed Emilia-Romagna sono calate di oltre il 47%, Lazio e Friuli Venezia Giulia sperimentano una battuta d’arresto delle nuove imprese superiore al 45%. In valore assoluto, la Lombardia accusa lo stop maggiore nella diffusione di nuove aziende: -8.721 rispetto al 2019. A seguire il Lazio, con -5.056 nuove iscrizioni. Quindi l’Emilia-Romagna, con -3.535 nuove imprese.
Sul fronte opposto della graduatoria, con dati quindi meno pesanti anche se comunque negativi, si incontrano diverse regioni del Mezzogiorno, a partire da Basilicata, Sicilia, Campania e Molise, dove le nuove imprese iscritte nei tre mesi del lockdown sono calate tra il 20 e il 30% rispetto al 2019.
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Uil, primo via libera al passaggio di testimone Barbagallo-Bombardieri

Via libera dell’esecutivo nazionale della Uil alla proposta del cambio al vertice del sindacato. L’organismo che riunisce il gruppo dirigente dell’organizzazione ha accolto all’unanimità l’indicazione dell’attuale leader, Carmelo Barbagallo.
Il 4 luglio la designazione di Pierpaolo Bombardieri a prossimo segretario generale sarà messa ai voti del Consiglio confederale nazionale, il “Parlamentino” della Uil.
Dopo circa sei anni, dunque, Barbagallo passerà il testimone. Fu eletto il 21 novembre del 2014, al termine del XVI Congresso nazionale. Il 3 luglio, il Consiglio confederale della Uil pensionati voterà la proposta di eleggere Barbagallo a leader delle “pantere grigie” della sua organizzazione.
(ITALPRESS).

Misiani “Priorità ridurre le imposte sul lavoro”

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“Sull’Iva siamo già intervenuti. Con il decreto Rilancio abbiamo cancellato per sempre gli aumenti previsti dalle famose clausole di salvaguardia, risparmiando agli italiani una stangata da 20 miliardi di euro nel 2021 e da 27 miliardi l’anno successivo”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani.
“Nessuna opzione va tolta dal tavolo. In autunno, quando discuteremo una riforma fiscale organica da inserire nella prossima legge di Bilancio, discuteremo di tutte le imposte, Iva compresa”, aggiunge. “Di sicuro dobbiamo alleggerire la spada di Damocle dei versamenti fiscali rinviati a settembre e approvare la legge delega che istituisce l’assegno unico per i figli. In prospettiva la priorità è a mio giudizio tagliare le tasse a chi lavora, a chi fa impresa e alle famiglie con figli a carico”, sottolinea Misiani.
“Intanto ricordo che dal primo luglio le buste paga diventano più pesanti, con un aumento che arriva fino a 100 euro al mese, grazie alla misura voluta dal Pd e inserita nell’ultima legge di Bilancio”, prosegue il viceministro.
(ITALPRESS).

Fca, via libera alla garanzia Sace per il prestito da 6,3 miliardi

Via libera alla garanzia di Sace a copertura dei prestiti bancari richiesti da Fca Italy. La garanzia, concessa nell’ambito dell’operatività di Garanzia Italia (lo strumento messo in campo da Sace per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19), è a copertura dell’80% dell’importo del prestito del valore di 6,3 miliardi di euro richiesto da FCA Italy Spa. “La concessione della garanzia rientra nell’ambito della procedura specifica prevista dal Dl Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5.000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro”, spiega il ministero dell’Economia in una nota.
“E’ un’operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera automotive italiana e a rilanciare gli investimenti, l’innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese. Il Governo verificherà l’attuazione degli impegni assunti da Fca Italy in questa direzione”, commenta il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.
(ITALPRESS).