ROMA (ITALPRESS) – Il Misery Index Confcommercio di marzo si e’ attestato su un valore stimato di 20,5 in aumento di 3,2 punti rispetto a febbraio, quando il dato e’ stato rivisto al ribasso in seguito alla correzione effettuata dall’Istat sul numero di disoccupati. Il deciso rialzo dell’indicatore e’ derivato esclusivamente dal peggioramento del mercato del lavoro. Nella costruzione dell’indicatore di questo mese sono state necessarie alcune imputazioni per limitare la sottostima della disoccupazione. In particolare, il deciso calo dei disoccupati registrato nel mese (-267 mila unita’) e il contemporaneo aumento degli inattivi (+301 mila) ampliano l’area degli scoraggiati.
A marzo il tasso di disoccupazione ufficiale si e’ attestato all’8,4% in diminuzione di nove decimi di punto rispetto a febbraio e di 2 punti sull’anno. Gran parte della riduzione e’ da imputarsi alle difficolta’ di effettuare, in questo momento, una ricerca di lavoro, situazione che ha portato molti disoccupati nell’area dell’inattivita’ e piu’ precisamente tra gli scoraggiati.
Includendo una parte dei sottoccupati tra i disoccupati, fermo restando il complesso delle persone presenti sul mercato del lavoro, la situazione si conferma gia’ meno favorevole. Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati dello 0,6% su base annua, in rallentamento rispetto allo 0,8% di febbraio.
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A marzo cresce l’indice del disagio sociale
Trasporto aereo, a marzo passeggeri in calo dell’85%
Marzo 2020 ha fatto segnare un calo del 66,3% di voli effettuati e dell’85,1% del numero di passeggeri (da 13,988 milioni a poco più di 2,083 milioni). Se la diffusione del Covid-19 ha fermato quasi completamente i trasporti, il comparto che ha subito il più forte impatto è quindi il trasporto aereo di passeggeri. Lo evidenzia l’Istat in un rapporto sul settore.
“Benché i servizi per la mobilità delle persone e delle merci siano stati inclusi tra i settori economici e produttivi essenziali non sottoposti a sospensione delle attività – spiega l’Istituto di Statistica -, i provvedimenti di contenimento dell’epidemia assunti dalle Autorità nazionali e internazionali hanno di fatto ridotto le possibilità di volare, limitandole a ragioni di lavoro, di salute o di assoluta necessità, prevedendo restrizioni all’ingresso e all’uscita in diversi Paesi e stabilendo la chiusura di alcuni aeroporti. I dati testimoniano la drammatica frenata del traffico passeggeri, un settore che per il 2020 a livello mondiale sembrava destinato a un’importante crescita e che invece è ora investito da una crisi globale”.
Nel 2017, nel settore del trasporto aereo di passeggeri e merci, operavano in Italia 193 imprese, che hanno realizzato un fatturato di 9,4 miliardi di euro e occupato poco meno di 20 mila unità di lavoro, di cui il 99,7% sono lavoratori dipendenti.
Nel 2019, i passeggeri transitati nei 39 scali italiani monitorati da Assaeroporti sono stati 193 milioni, ovvero 7,4 milioni in più rispetto all’anno precedente, pari al +4%, in linea con il trend positivo degli anni precedenti, anche se a un ritmo di crescita meno sostenuto rispetto al 2018 (+5,9%) e al 2017 (+6,4%). In particolare Fiumicino, che nell’Ue è il nono aeroporto per flusso complessivo di passeggeri (43,5 milioni), ha visto crescere il volume di passeggeri dell’1,3% rispetto al 2018 e Malpensa addirittura del 16,7%.
Per il 2020 si attendeva una conferma del trend positivo del traffico aereo a livello mondiale. Anche per il nostro Paese i primi dati registrati nel mese di gennaio lasciavano ben sperare: gli oltre 12,5 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani rappresentavano un incremento del 4,1% rispetto al 2019: sostanzialmente lo stesso ritmo di crescita registrato per lo stesso mese dell’anno precedente (+4,9% dal 2018 al 2019).
L’emergenza Covid-19 ha interrotto brutalmente l’evoluzione positiva del settore, precipitandolo in una drammatica crisi globale in un brevissimo intervallo di tempo e con proporzioni senza precedenti. In sole cinque settimane si è passati dai 459.709 passeggeri in arrivo e in partenza di domenica 23 febbraio 2020, ai 6.780 di domenica 29 marzo.
Rispetto allo scorso anno, il bilancio del mese di marzo 2020 indica un calo del 66,3% di voli effettuati e dell’85,1% del numero di passeggeri (da 13,988 milioni a poco più di 2,083 milioni). In particolare, i passeggeri trasportati nel mese di marzo sono passati da 4,9 milioni a meno di 748 mila per i voli nazionali, per quelli internazionali, che interessano circa il 64% dei passeggeri, questi sono passati da 9,0 milioni a 1,3 milioni.
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Intesa Sanpaolo, nel primo trimestre utile netto in rialzo
Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato oggi il resoconto intermedio consolidato al 31 marzo 2020.
Nel primo trimestre 2020, per il Gruppo si registra l’utile netto pari a 1.151 milioni di euro, rispetto a 872 milioni del quarto trimestre 2019 e a 1.050 milioni del primo trimestre 2019, che risulterebbe pari a circa 1.360 milioni escludendo l’accantonamento di circa 300 milioni ante imposte per COVID-19 e a circa 2,3 miliardi pro-forma se – oltre a escludere questo accantonamento – si considerasse la plusvalenza netta di circa 900 milioni da Nexi (che consentirebbe di assorbire circa 1,2 miliardi di accantonamenti ante imposte), con un conseguente buffer pari a circa 1,5 miliardi ante imposte a fronte dei possibili impatti dell’epidemia da COVID-19 per l’intero esercizio.
“Presentiamo i risultati del primo trimestre nel vivo di una fase di straordinaria emergenza per la vita del Paese e a livello globale, a causa della pandemia da COVID-19. Il sostegno assicurato da Intesa Sanpaolo alle famiglie, alle imprese, alla societa’ nel suo insieme, per far fronte, fin dal loro primo manifestarsi, a queste difficolta’ eccezionali e’ per noi motivo di orgoglio”, commenta Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo.
“In un passaggio dalla complessita’ senza precedenti, abbiamo potuto rappresentare un punto fermo per l’Italia, grazie alla dedizione e competenza delle nostre persone e alla nostra forza e solidita’, costruite in anni di gestione improntata alla profittabilita’ sostenibile, ad una robusta patrimonializzazione, al basso profilo di rischio – prosegue Messina -. Questi fattori distintivi ci hanno consentito di intervenire in tempi rapidi, rafforzando in maniera significativa le iniziative finalizzate all’erogazione di credito, mettendo in campo, allo stesso tempo, un rilevante intervento a favore del sistema sanitario e ora destinando importanti risorse per contrastare gli squilibri socioeconomici derivanti dalla pandemia. Tutto cio’ assicurando la tutela delle condizioni di lavoro delle nostre persone, nella piena e continua operativita’, grazie a un’organizzazione efficiente e all’eccellenza delle nostre infrastrutture tecnologiche”.
“L’insieme degli interventi messi a disposizione dalla Banca per contrastare questa crisi senza precedenti puo’ essere considerato tra i piu’ rilevanti da parte di un’istituzione privata, anche a livello internazionale. Tutto cio’ e’ reso possibile dalla capacita’ di ottenere risultati solidi e sostenibili. Nel primo trimestre del 2020 abbiamo infatti raggiunto un utile netto pari a 1,4 miliardi, grazie al quale abbiamo gia’ stanziato significativi accantonamenti in relazione ai possibili effetti della crisi; a cio’ si aggiunge la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in NEXI. Tutto questo ci consente di contare su 1,5 miliardi di euro di ulteriori riserve – spiega ancora il Ceo -. E’ la nostra capacita’ di essere profittevoli ed efficienti a permetterci di guardare avanti e di rafforzare ulteriormente il nostro bilancio. La solidita’ del nostro bilancio deriva inoltre dalla notevole riduzione dei NPLs ottenuta negli ultimi anni, avendo raggiunto in termini di stock e di ratios i livelli del 2009, con un robusto tasso di copertura del 54%”.
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Ubi Banca diventa main partner di Insuperabili
Prende il via la partnership tra UBI Banca e Insuperabili, la Onlus nata a Torino nel 2012 che, grazie a un team di figure professionali e qualificate, promuove progetti a favore di giovani con disabilità cognitive, relazionali, emotive, fisiche, motorie e sensoriali nel contesto delle scuole calcio Insuperabili Reset Academy. Con 17 strutture in Italia e oltre 650 iscritti, Insuperabili Onlus è accompagnata nelle proprie attività da una squadra di testimonial guidati da Giorgio Chiellini, capitano della Juventus e della Nazionale. Da diversi anni l’istituto di credito associa il proprio nome a realtà sportive, sia di rilevanza internazionale che locale. Questa attenzione nasce da denominatori comuni che legano la Banca a squadre, società e club sportivi ovvero determinazione, spirito di squadra e orientamento al risultato. UBI Banca, già Official Bank di Juventus, Atalanta, Brescia Calcio, Arezzo Calcio, Albinoleffe, Lube Volley, NBA, Basket Brescia Leonessa, Cuneo Granda Volley e Club Scherma Jesi, amplia così la propria collaborazione con il mondo dello sport oltre che del volontariato, e sarà presente con il proprio logo sui kit di allenamento e gara di tutte le Insuperabili Reset Academy, compresi quelli delle squadre di Quarta, Quinta e Sesta Categoria, i tornei nazionali riservati a calciatori e calciatrici con disabilità intellettivo-relazionale e patologie psichiatriche promossi dalla Figc.
“UBI Banca è orgogliosa di consolidare la propria presenza strategica nel mondo dello sport conciliandola con il sostegno a una realtà come Insuperabili Onlus, che sin dall’inizio della propria mission ha fatto suoi i principi etici di lealtà, sportività e correttezza, trasmettendo passione ed emozione ai propri atleti e alle loro famiglie” spiega Riccardo Tramezzani, Responsabile di UBI Comunità, la struttura del Gruppo rivolta alle realtà del Terzo Settore. “La loro voglia di mettersi in gioco e di migliorarsi giorno dopo giorno li ha resi un’eccellenza del settore in Italia, e si sposa appieno con il fare banca per bene che ha permesso a UBI di crescere negli anni e di diventare un punto di riferimento nel tessuto economico e sociale del Paese”. La collaborazione nasce in piena emergenza sanitaria e le prime due iniziative direttamente sostenute dalla banca attraverso UBI Comunità sono quindi volte a mantenere viva anche da casa l’attività dei giovani iscritti alle Insuperabili Reset Academy: In Super Virtual Cup UBI Banca, torneo virtuale tra le academy di tutta Italia con tifosi di eccezione tra i quali calciatori e calciatrici di Serie A visibile sulla pagina instagram della onlus, e In Super Village UBI Banca, progetto per la promozione della cultura sportiva con contributi video di noti personaggi dello sport e dello spettacolo.
“Felicissimo che i nostri ragazzi continuino ad allenarsi anche da casa” afferma Giorgio Chiellini, capitano dei testimonial di Insuperabili Onlus. “Il periodo è difficile, ma le attività organizzate gli permettono di rimanere in connessione tra di loro. Ringrazio il nostro nuovo Main Partner UBI Banca per la preziosa collaborazione”.
“L’allenamento è sempre importante e in questo periodo diventa fondamentale perché impegna i nostri ragazzi mentalmente e fisicamente” aggiunge Marcello Lippi, tecnico della Nazionale Campione del Mondo nel 2006 e allenatore testimonial degli Insuperabili. “Con la In Super Virtual Cup UBI Banca abbiamo cercato di ricreare tutte le componenti di una stagione sportiva, dagli allenamenti individuali a quelli di gruppo, fino alle partite. Un grande grazie a UBI Banca per il supporto che garantisce alle Insuperabili Reset Academy in questo momento critico”.
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Gualtieri “Nel nuovo decreto contributi a fondo perduto”
“Consideriamo necessarie le misure di liquidità ma sappiamo bene che da sole non sono sufficienti, nel decreto che stiamo completando ci saranno misure anche molto importanti a sostegno dell’impresa anche sotto forma di contributi a fondo perduto, capitalizzazione, innovazione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in audizione presso le Commissioni riunite Finanze e Attività produttive. “Queste misure vogliono preparare la ripresa e il rilancio dell’economia italiana, per questo – ha aggiunto – attribuiamo una fortissima importanza alla corretta attuazione delle misure varate ma anche al loro ulteriore miglioramento, siamo certi che il contributo del Parlamento sarà importante. Esprimo la disponibilità del governo al dialogo fruttuoso nella fase di conversione”, ha aggiunto.
“L’obiettivo è già da metà di questa settimana di poter varare questo decreto e realizzare queste ulteriori misure che sono così importanti e così urgenti”, ha proseguito il ministro.
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Salini Impregilo diventa Webuild e valorizza le eccellenze italiane
MILANO (ITALPRESS) – Salini Impregilo cambia nome e diventa Webuild, “piu’ grande e piu’ forte al servizio del Paese”. Questo il messaggio della campagna pubblicitaria che parte oggi sulle principali testate e sui piu’ importanti siti web di informazione italiani. Un lancio che avviene nel giorno dell’assemblea degli azionisti Salini Impregilo, chiamata ad approvare il nuovo nome di un Gruppo pronto a dare il suo contributo per riattivare l’economia italiana, nell’ambito di un piano di investimenti in infrastrutture in grado di creare da subito migliaia di posti di lavoro. Il lancio del nuovo naming della societa’ segna un’ulteriore tappa nel processo di evoluzione del Gruppo, realizzato nell’ambito di Progetto Italia che, con l’unione di Salini Impregilo/Webuild ed Astaldi, arrivera’ a un backlog complessivo di 42,5 miliardi. Il nuovo Gruppo valorizzera’ il know how italiano e creera’ opportunita’ di crescita per le Pmi italiane della filiera delle costruzioni. Il Gruppo Webuild impieghera’ circa 70.000 lavoratori diretti e indiretti a livello globale, che arrivano a circa 130.000 considerando l’intero indotto.
La campagna sottolinea la strategia di crescita del Gruppo: competere sempre piu’ attivamente sui mercati internazionali, grazie all’aggregazione delle eccellenze italiane del settore delle infrastrutture, a partire da Astaldi, e mettersi al servizio del Paese, come dimostra l’esperienza di successo del nuovo ponte di Genova. Sfondo della campagna e’ proprio il nuovo ponte, che il Gruppo sta realizzando insieme a Fincantieri a tempi record, e che Webuild ha vestito della magia delle luci tricolore negli ultimi giorni, a seguito del completamento della struttura portante dell’opera. La campagna ruota attorno al nuovo naming, in grado di evocare con chiarezza la visione di un’azienda ancorata al verbo “Build” per rappresentare il Dna di chi costruisce infrastrutture da 114 anni, “We” che esprime il ruolo fondamentale delle persone e della squadra, per la realizzazione di un business in cui sostenibilita’ e sicurezza rappresentano elementi essenziali. Il naming mantiene inoltre l’ancoraggio alla promessa di settore, “costruire per creare valore”, una definizione gia’ patrimonio del brand del Gruppo Salini Impregilo.
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Confedilizia: “Per ripartire liquidità immediata e meno tasse”
Limitare il più possibile i “problemi causati dai mesi di chiusura” e poi “accompagnare la ripartenza”. È la richiesta del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, per affrontare la crisi legata all’emergenza coronavirus nel settore immobiliare. “Quando si ripartira’ – spiega Spaziani Testa all’Italpress – si dovrà fare qualcosa per consentire, attraverso la riduzione della tassazione – per esempio con la cedolare secca sui locali commerciali – di avere una prospettiva per gli anni futuri, anche favorendo le ricontrattazioni fra proprietari e inquilini. Un conto è l’aiuto in questa fase di chiusura, un conto è la fase successiva. Per andare incontro agli esercenti in difficoltà, il proprietario deve avere una riduzione di tassazione. Se non ce l’ha dallo Stato, oltre che dai Comuni, questo non può avvenire”.
Nel prossimo decreto potrebbe essere previsto un credito d’imposta per gli affitti di tutte le attività: “Sarebbe una cosa positiva – afferma Spaziani Testa -, anche noi chiedevamo che la misura prevista solo per i locali C1 fosse estesa a tutte le categorie catastali in modo da ricomprendere tutte le attività bloccate. È una buona notizia, anche per il fatto che sarà estesa ad almeno tre mesi, cioè marzo, aprile e maggio. Poi servirebbe anche di più”. Anche se “non è detto che commercianti o artigiani in molti casi abbiano un sollievo da questa misura. In prospettiva è positiva ma non tutti possono applicarla subito e non è decisiva per tutti. Serve comunque liquidità immediata e non solo prestiti bancari garantiti dallo Stato”.
Per Spaziani Testa, l’iniziativa “dovrebbe essere accompagnata da erogazioni dirette agli esercenti, espressamente finalizzate al pagamento dei canoni di locazione. L’insieme di queste cose può riuscire a salvare tante situazioni. Altrimenti il credito d’imposta da solo rischia di non essere sufficiente”. In questa fase, gli spostamenti verso le seconde case non rientrerebbero nei casi di necessità: “Credo che sia una decisione da rivedere – afferma il presidente di Confedilizia – perché si possono trovare soluzioni senza inficiare la sicurezza sanitaria. Il governo dovrebbe ripensarci, consentire il trasferimento in via stabile delle famiglie che hanno questa possibilità, vista la stagione. Non si vede quale danno ci possa essere sulla salute pubblica”, aggiunge Spaziani Testa ricordando che “bisognerebbe consentire ai proprietari di spostarsi per andare a controllare gli immobili. Non è pensabile che per mesi non si abbia il controllo di una proprietà”. Anche perché, sottolinea il presidente di Confedilizia, “giungono anche notizie di occupazioni abusive”.
A causa del covid-19 il mercato immobiliare “è completamente fermo – dice Spaziani Testa -. Quando ripartirà vedremo gli effetti, ma c’è da temere ulteriori ripercussioni negative dopo un andamento già negativo degli ultimi anni, non tanto per quanto riguarda il numero di compravendite, quanto per i prezzi, che in Italia erano gia’ in costante calo, a differenza di tutta Europa. È un rischio – evidenzia – anche perché, quando diminuisce la possibilità economica delle persone, poi ci sono riflessi su tutti i prezzi e si presume anche su quelli delle case. Poi c’è il problema degli affitti turistici. Speriamo che possano cominciare a riprendersi già questa estate”, afferma Spaziani Testa aggiungendo che questo potrà avvenire “solo se i provvedimenti governativi consentiranno alle persone di spostarsi sul territorio nazionale. Sarebbe fondamentale perché le case sono i luoghi più adatti per periodi di riposo in sicurezza. Consentirebbe almeno – conclude – di far respirare un po’ tutti coloro che fanno locazioni turistiche”, conclude il presidente di Confedilizia.
Banche, il factoring risorsa per la fase 2
Tra gli strumenti più efficaci a disposizione delle aziende alla ricerca di liquidità durante questa pandemia c’è il factoring. “In due ore i soldi sono a disposizione, anche meno, abbiamo la tecnologia che ci consente di farlo, anche adesso che siamo tutti in smart working” racconta a Italpress Franco Marcarini, che dopo 37 anni in Intesa Sanpaolo da due anni è head of factoring di illimity. illimity, la banca fondata nel 2018 da Corrado Passera, oggi conta su 500 persone ed è nata per erogare credito alle pmi e facilitare le imprese a esprimere il loro potenziale. Marcarini da due mesi ormai dirige la sua business unit da casa. Il factoring è un meccanismo semplice: se una società ha emesso delle fatture, può cederle a titolo definitivo o parziale, pro soluto o pro solvendo, e in cambio di una commissione, ricevere il pagamento immediatamente. Alla società di factoring l’onere di riscuotere i soldi. Non solo, la società che deve effettuare il pagamento può anche richiedere a soggetti come illimity di rinegoziare i termini, è il cosiddetto maturity factoring, che per una banca rappresenta un’altra fonte di commissioni.
“Nel decreto Cura Italia e nel Decreto Liquidità del Governo, del factoring non si fa menzione, se non per quanto riguarda proprio il mercato maturity, quello già strutturato”, lamenta Marcarini, evidenziando come ciò avvenga nonostante si tratti di un mercato in crescita già da molto prima della pandemia. Tra gennaio e febbraio il volume d’affari è stato di 33,8 miliardi, in crescita dell’1,18% rispetto al 2019 in Italia, anno che si era chiuso con 255,5 miliardi di volume d’affari complessivo, +6,44% sul 2018. Non stupisce quindi che anche con la crisi Covid-19, le prime indicazioni relative al mese di marzo 2020, secondo illimity “mostrano un mercato stabile con una sostanziale tenuta dei volumi dei crediti acquistati”.
Ora che inizia la fase 2, molte imprese rischiano di non poter adempiere alle proprie obbligazioni di pagamento commerciali o finanziarie, e in questo contesto il factoring può svolgere una funzione essenziale, garantendo anche la pianificazione temporale dei flussi di cassa in entrata e in uscita. I tecnici la chiamano “Supply Chain Finance”, ovvero l’insieme di soluzioni che consentono a un’impresa di finanziare il proprio capitale circolante nelle filiere di cui è parte. Anche in condizioni eccezionali come quelle attuali. “In aprile e maggio sono state chiaramente emesse molte meno fatture rispetto al solito, avremo quindi meno turnover, ma ci sono tanti pagamenti da procrastinare, quindi dovremmo avere un incremento del capitale da coprire – spiega il manager – ecco perché stimiamo comunque una crescita del 7-10% nel 2020”.
Risultati possibili perché, e questo è un dato inatteso, lo Stato sta continuando a rivelarsi un pagatore efficiente, anche in queste settimane di lockdown. La pubblica amministrazione, soprattutto in passato, era infatti uno dei pagatori più lenti e il factoring diventava una necessità per chi lavorava con lo Stato. Oggi le cose sono cambiate. “Con le amministrazioni centrali e i ministeri non ci sono problemi, fino a oggi. Continuano a pagare, non abbiamo difficoltà particolari” spiega Marcarini.
Diverso il discorso delle amministrazioni locali: “Da sempre ci sono più difficoltà in questo comparto ma anche qui fino ad ora le cose sono andate bene. Abbiamo intermediato regolarmente i crediti Iva, che da fine febbraio dopo la chiusura dei bilanci 2019, possono essere portati a noi. Anche da parte dell’Agenzia delle Entrate registriamo comportamenti virtuosi, al momento non vedo rallentamenti”. Ottimismo che Marcarini allarga anche alla fase 2, sotto l’aspetto della ripresa dei consumi. “Non ho la sfera di cristallo per fare previsioni, ma secondo me, ci sono da fare discorsi di tipo sociologico. Ci si aspetta che gli italiani spendano di meno, ma non appena avranno idea che va tutto a posto, spenderanno come e più di prima. Bisogna capire come sarà il traghettamento tra lockdown e ripresa” spiega. Alle imprese invece va garantita liquidità, visto che la capitalizzazione delle nostre imprese è storicamente molto bassa, e quindi senza incassi non si sa da dove attingere.
Di qui la possibilità di allargare i servizi legati al factoring che illimity sta studiando: “Possiamo anticipare quanto previsto nei contratti.Faccio l’esempio di una società che deve costruire un pezzo di strada e che deve approntare il cantiere: io posso versare subito un anticipo per far iniziare il cantiere e poi la società me lo restituirà quando avrà già incassato dai suoi clienti. Lo stesso sistema si può applicare sulla ristorazione e sul turismo in generale”. Una “boccata di aria fresca” la definisce illimity, grazie a cui si può salvare il lavoro di una vita.












