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Economia

Bce, Visco “Per ora pacchetto adeguato”

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“La Banca centrale Europea può fare anticipatamente i suoi acquisti di obbligazioni, se necessario, per sostenere l’area dell’euro”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ospite di Bloomberg Television. “I responsabili politici devono intervenire in questa emergenza e devono essere pronti a compiere ulteriori passi se necessario per dare seguito al pacchetto di stimolo annunciato ieri. Poi, se necessario, ci saranno più azioni, ma per il momento il pacchetto è adeguato”, ha aggiunto.
“La crisi è molto grave e bisogna fare di tutto per contrastarla come stanno facendo i governi, come sta facendo quello italiano e quelli degli altri che non hanno ancora una piena manifestazione di questa terribile epidemia. I governi possono e devono intervenire per sostenere i redditi di coloro che sono più direttamente colpiti dalla crisi, il sistema sanitario, ma nello stesso tempo la politica monetaria puo’ sostenere gli sforzi dal lato della politica di bilancio, di quella fiscale. Lo può fare per la responsabilità che ha di ridurre le turbolenze finanziarie, evitare la frammentazione dei mercati, cioè il fatto che in alcuni paesi i tassi d’interesse sui titoli pubblici salgano molto, mentre in altri vanno molto giù. Questo manifesta l’incompletezza dell’unione monetaria, ma noi dobbiamo garantire condizioni uniformi per tutta l’area euro sul piano finanziario. Ed è questo lo sforzo che sta dietro al programma che abbiamo deciso ieri, che è stato forse non ben presentato e ben compreso dai mercati, ma che è in tutta la sua flessibilità la risposta corretta alle difficoltà che potremmo avere anche in altri paesi”, ha spiegato il governatore.
“Il pacchetto che abbiamo messo in atto consente di intervenire per evitare l’allargarsi degli spread. Ieri purtroppo c’è stata una difficoltà di comunicazione, ma chiaramente è la sostanza che dobbiamo andare a guardare e la sostanza dice che noi interverremo acquistando titoli pubblici e privati laddove è più necessario, cioè laddove ci sono da parte dei mercati incertezze e timori”, ha aggiunto. “Noi – ha spiegato Visco – pensiamo che dobbiamo avere condizioni più possibili uniformi e non ci sono ragioni di fondo per l’aumento dei tassi”. Per Visco “questo difficilissimo periodo sarà superato e quindi dobbiamo arrivare a quel momento con tutte le condizioni utili per superarlo. Non ho dubbi che gli effetti saranno positivi, ho incertezze sul tempo che ci vorrà per rimettere a posto la situazione, ma la politica monetaria resterà accomodante”.
(ITALPRESS).

Allianz, 75 milioni a sostegno rete agenziale

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Allianz ha messo in campo misure eccezionali, per un totale di 75 milioni di liquidità, per sostenere economicamente la propria rete agenziale – centrale nelle strategie della Compagnia – in questo difficile momento per il Paese. È stato messo in campo un pacchetto che include numerose iniziative, concordate con le rappresentanze degli agenti, che hanno accolto e apprezzato l’intensità e la sensibilità con cui la Compagnia si è mossa a loro supporto. Giacomo Campora, Ad di Allianz, ha dichiarato: “In questi giorni difficili Allianz rafforza i legami con i propri agenti e per loro tramite con i propri clienti. Con 75 milioni di cassa a loro disposizione, le agenzie potranno lavorare con maggiore tranquillità e servire al meglio i clienti, consentendo al tempo stesso al proprio personale di agenzia di lavorare nelle migliori condizioni possibili di protezione della propria salute, garantendo i servizi indispensabili alla clientela”. Allianz ringrazia i consigli direttivi delle sue tre rappresentanze che hanno avuto modo di proporre in questi giorni idee e soluzioni a sostegno delle loro reti. Umberto D’Andrea per AAA, Dario Piana per GAMA e Paolo Sacchi per MAGAP hanno commentato: “Allianz ha dimostrato attenzione alle esigenze della propria rete agenziale, recependo anche le nostre proposte, ed è scesa in campo con vigore e con un ventaglio di iniziative atte ad affrontare con maggiori risorse una situazione davvero complessa e per metterci nelle condizioni di essere a supporto della clientela. Anche l’attenzione espressa dal dottor Giacomo Campora per tutto il personale delle nostre agenzie e per la priorità assoluta della loro salute, è stata molto apprezzata”.
(ITALPRESS).

Veronafiere, Samoter e Asphaltica rinviate a ottobre

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Nuove date per Samoter e Asphaltica. I due saloni di Veronafiere dedicati a macchine per costruzioni e filiera del bitume e delle infrastrutture stradali, previsti a Verona dal 16 al 20 maggio, vengono riprogrammati da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre 2020, insieme a ICCX Southern Europe, mostra-convegno sulla prefabbricazione in calcestruzzo. Si terranno così in contemporanea a Oil&nonOil, la fiera su energia, carburanti e servizi per la mobilità, in calendario dal 21 al 23 ottobre. La decisione di spostare le manifestazioni è stata presa in considerazione dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus SARS-CoV-2 e alle ultime disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo che impone il blocco fino al 25 marzo di tutte le attività che non sono volte ad assicurare i servizi minimi essenziali. Un provvedimento incompatibile con le tempistiche organizzative legate alle specificità delle rassegne, caratterizzate da elevate complessità logistiche e allestitive per la movimentazione e il montaggio dei grandi macchinari. Le date di ottobre, inoltre, costituiscono l’opzione migliore anche riguardo alle esigenze lavorative stagionali delle filiere di riferimento, concentrate nel periodo estivo.

«Continuiamo a monitorare lo scenario, insieme al comitato di indirizzo formato da imprese, partner e associazioni come Unacea e Siteb che co-organizza con noi Asphaltica – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. Il nuovo spostamento condiviso è quindi frutto dell’ascolto in tempo reale del mercato e di attente valutazioni. Abbiamo tenuto conto della necessità di garantire la sicurezza sul fronte della salute e di salvaguardare gli importanti investimenti programmati delle aziende per partecipare. Questa unità d’intenti con gli stakeholder sottolinea una volta di più la fiducia del settore nelle capacità del sistema fieristico di sostenere un comparto e rappresentarne uno strumento di rilancio, anche in un momento di grande crisi come quello che stiamo vivendo». «A fronte di un’emergenza che sta colpendo drammaticamente tutta l’economia – dichiara Mirco Risi, presidente di Unacea – apprezziamo la capacità di reazione di Veronafiere e il riposizionamento sul mese di ottobre. Si tratta di una calendarizzazione che rispetta le stagionalità del settore delle macchine per costruzioni e permette di puntare sulla ripartenza di tutto il comparto».

«Il riposizionamento di Asphaltica ad ottobre è per i nostri associati una scelta positiva e che condividiamo con la Fiera di Verona – dice Michele Turrini, presidente di Siteb -. Daremo la massima collaborazione sul fronte delle partecipazioni delle aziende e per favorire l’incoming di visitatori. Inoltre, siamo convinti che la compresenza di Oil&nonOil possa sviluppare interessanti sinergie con il nostro settore della filiera strade». «Siamo pronti a presentare ICCX Southern Europe nel contesto di Samoter, anche nella nuova data di ottobre – dichiara Holger Karutz, direttore generale di Ad-Media -. Siamo infatti fiduciosi che la situazione nell’intera area ritornerà presto alla normalità».

(ITALPRESS)

Il Coronavirus abbatte il Pil, Confcommercio “-1,9% a marzo”

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L’emergenza coronavirus produce già effetti pesanti sull’economia. A stimarne l’ordine di grandezza è il rapporto Congiuntura di Confcommercio. Considerando il deciso peggioramento registrato a marzo il report stima per marzo una flessione su base mensile del Pil, al netto dei fattori stagionali, dell’1,9%. Il calo su base annua sarebbe del 2,4% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel complesso del primo trimestre il Pil è stimato ridursi dello 0,8% rispetto all’ultimo quarto e dell’1% nel confronto annuo.
A febbraio riduzione complessiva dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio dell’1,1% su base mensile, pari a una riduzione dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2019, e calo del PIL mensile di mezzo punto percentuale in termini tendenziali.
“Considerando la previsione per il mese di marzo che indica una riduzione tendenziale pari a 2,4 punti percentuali, il primo trimestre subirebbe una riduzione di PIL rispetto allo stesso periodo del 2019 pari a un punto percentuale”, sottolinea Confcommercio.
“Immaginando un approfondimento della crisi nei mesi di marzo e aprile, un alleggerimento delle condizioni restrittive sulla produzione e sulle attività commerciali nonché sulla mobilità di merci e persone già nel mese di maggio e una normalizzazione all’inizio di giugno, nell’anno 2020 si rischia una perdita dei consumi complessivi delle famiglie pari a oltre 18 miliardi di euro (quasi il -2,6%), con un PIL a -1% rispetto al 2019 – prosegue l’associazione di categoria -. Queste valutazioni considerano solo in parte gli effetti favorevoli dei provvedimenti in discussione in queste ore”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, da Generali un fondo da 100 milioni

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Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali ha deciso di costituire un Fondo Straordinario Internazionale fino a 100 milioni di euro per fare fronte all’emergenza Covid-19 a livello internazionale. Il Fondo, i cui interventi saranno rivolti principalmente in Italia, ma anche negli altri Paesi in cui Generali opera, prevede iniziative immediate, per rispondere velocemente alla crescente emergenza, e di medio periodo, per favorire il recupero delle economie dei paesi interessati una volta terminata la situazione di crisi. Al Fondo potranno contribuire anche i dipendenti di Generali.
“Con questo fondo straordinario internazionale mettiamo a disposizione risorse immediate e concrete per rispondere all’emergenza Covid-19. Generali vuole essere leader negli sforzi della comunità internazionale per fronteggiare quella che è sia una crisi sanitaria sia una crisi economica, e che può essere affrontata solamente con l’impegno di tutti. Siamo parte della storia italiana ed europea e, come accaduto in passato, facciamo e faremo del nostro meglio per contribuire al benessere della collettività”, affermano il presidente di Assicurazioni Generali, Gabriele Galateri di Genola, e il Group CEO, Philippe Donnet.
Il Fondo prevede “un primo sostegno fino a 30 milioni di euro da destinare a emergenze straordinarie in Italia, finanziando le priorità che verranno definite insieme al Servizio Sanitario Nazionale e alla Protezione Civile italiana, attraverso il Commissario Straordinario all’emergenza Covid19 nominato dal Governo; iniziative a favore delle persone dove il Gruppo può fare la differenza: i clienti di Generali in situazioni di particolare difficoltà in conseguenza della crisi, sia di organizzazione familiare o economici; le Piccole e Medie Imprese dei settori più colpiti e particolarmente vulnerabile alla crisi, e i loro dipendenti”.
(ITALPRESS).

Piazza Affari affonda, peggior calo di sempre

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Piazza Affari affonda in chiusura al termine di una seduta che si era già aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un -16,92% a quota 14.894 punti, mentre l’Ftse Italia All Share cede il 16,40% a 16.286 punti. Milano subisca la peggiore perdita dal 1998, bruciando 68 miliardi di capitalizzazione. La giornata è peggiorata a metà pomeriggio, dopo le decisioni della Bce a sostegno dell’economia, dalla decisione del presidente Usa Trump di bloccare i voli per l’Europa, ma la Borsa sconta anche il calo del prezzo del petrolio sceso fino a 32,64 dollari al barile. Male soprattutto il comparto legato al turismo, le banche e gli industriali. Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude con un deciso rialzo a quota 245 punti, con il rendimento del decennale all’1,71%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori ribassi con il segno meno Atlantia, Amplifon, Unicredit e Mediobanca. Anche le altre principali Borse europee archiviano la seduta in deciso ribasso, sulla scia dell’apertura in rosso a Wall Street, ai minimi dal 1987. Fra le piazze finanziarie, Parigi segna un -12,28%, Francoforte cede il 12,23% mentre Londra arretra del 9,81%.
(ITALPRESS).

Coronavirus, dalla Bce Quantitative Easing da 120 miliardi

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La Bce schiera misure di Quantitative Easing da 120 miliardi di euro per far fronte alle conseguenze economiche del coronavirus Covid-19. Il Consiglio direttivo ha deciso un pacchetto globale di misure di politica monetaria.

Ulteriori operazioni di rifinanziamento a più lungo termine saranno condotte, temporaneamente, per fornire un sostegno immediato di liquidità al sistema finanziario dell’area dell’euro. Sebbene il Consiglio direttivo non rilevi segni significativi di tensioni nei mercati monetari o di carenza di liquidità nel sistema bancario, queste operazioni forniranno “un efficace sostegno in caso di necessità”, si legge in una nota.

Saranno effettuati attraverso una procedura di gara a tasso fisso con assegnazione completa, con un tasso di interesse pari al tasso medio sulla struttura di deposito. Le LTRO forniranno liquidità a condizioni favorevoli per colmare il periodo fino all’operazione TLTRO III nel giugno 2020. Verranno applicate condizioni notevolmente più favorevoli nel periodo da giugno 2020 a giugno 2021 a tutte le operazioni TLTRO III in sospeso nello stesso periodo. Queste operazioni sosterranno i prestiti bancari alle persone maggiormente colpite dalla diffusione del coronavirus, in particolare le Pmi.

Durante questo periodo, il tasso di interesse su queste operazioni sarà inferiore di 25 punti base al tasso medio applicato nelle principali operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema. Previsto anche un pacchetto temporaneo di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi fino alla fine dell’anno, garantendo un forte contributo da parte dei programmi di acquisto del settore privato. Il tasso d’interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento e i tassi di interesse sui prestiti marginali e sui depositi rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%.

(ITALPRESS).

Per l’occupazione trend negativo a fine 2019

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“Nel complesso, il 2019 è caratterizzato da un nuovo aumento dell’occupazione e da un calo della disoccupazione che si associa alla diminuzione del numero di inattivi. Tuttavia, il quadro occupazionale ha mostrato un progressivo indebolimento nella seconda metà dell’anno”. Lo rileva l’Istat nel report “Il mercato del lavoro – Una lettura integrata”.
Nel quarto trimestre 2019, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una diminuzione rispetto al trimestre precedente (-0,3%) e un lieve aumento in termini tendenziali (+0,3%). Tali dinamiche risultano coerenti con la fase di rallentamento dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, è confermata dalla variazione congiunturale negativa registrata dal Pil (-0,3%).
Dal lato dell’offerta di lavoro, nel quarto trimestre del 2019 il numero di persone occupate rimane sostanzialmente invariato in termini congiunturali, a sintesi dell’aumento dei dipendenti e del calo degli indipendenti. Il tasso di occupazione è pari al 59,2%, con una variazione nulla rispetto al terzo trimestre. Inoltre, nei dati mensili più recenti (gennaio 2020) e al netto della stagionalità, il tasso di occupazione e il numero di occupati mostrano un calo rispetto al mese precedente.
Nell’andamento tendenziale prosegue la crescita del numero di occupati (+0,9%, +207 mila in un anno) per effetto dell’aumento dei lavoratori dipendenti, sia permanenti sia a termine, a fronte del calo degli indipendenti; al contempo l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti sale al 17,2% (+0,1 punti in un anno).
(ITALPRESS).
Nei dati di flusso – a distanza di 12 mesi – aumenta la permanenza nell’occupazione, in particolare per giovani di 15-34 anni. Tra i dipendenti a termine continuano ad aumentare le transizioni verso il tempo indeterminato (+6,1 punti).
A partire dalla diffusione odierna, si avvia la pubblicazione delle nuove serie del tasso di posti vacanti, degli indici del monte ore lavorate e delle ore lavorate per posizione dipendente riferite a tutte le imprese con dipendenti. Le nuove serie storiche, calcolate a partire dal primo trimestre 2016, vanno a sostituire quelle rilasciate finora, riferite alle imprese con almeno dieci dipendenti. Dal lato delle imprese, prosegue la crescita della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,4% sul trimestre precedente e dell’1,6% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi. L’aumento delle posizioni lavorative è associato a una diminuzione delle ore lavorate per dipendente, pari a -0,3% su base congiunturale e a -0,5% su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione registra una variazione positiva. Il tasso dei posti vacanti rimane invariato sia su base congiunturale sia su base annua. Il costo del lavoro registra una diminuzione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e una crescita pari all’1,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’andamento del costo del lavoro è sintesi di una stabilità delle retribuzioni e di una riduzione degli oneri sociali (-0,3%) su base congiunturale, accompagnati da un proseguimento nella crescita su base annuale sia delle retribuzioni (+1%) sia degli oneri sociali (+1,9%).
(ITALPRESS).