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Economia

Fca riduce la produzione per l’emergenza coronavirus

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A partire da oggi, tutti i principali stabilimenti italiani di Fca saranno coinvolti in interventi straordinari che arriveranno anche, in alcuni casi, alla chiusura temporanea di singoli impianti per mettere in atto tutte le misure possibili per minimizzare il rischio di contagio tra i lavoratori. Lo si apprende da una comunicazione del gruppo. In particolare, saranno ridotte le produzioni giornaliere con un minor addensamento di personale nelle principali aree di lavoro. In ogni stabilimento saranno inoltre fatti interventi specifici di igienizzazione delle aree di lavoro ed in particolare delle aree comuni di relax, degli spogliatoi e dei servizi igienici. Le azioni di igienizzazione dei singoli locali proseguiranno anche successivamente a questo primo intervento straordinario. Questi interventi, spiega l’azienda, rafforzano le misure di sicurezza che sono state immediatamente implementate all’esplosione del virus in Italia nelle scorse settimane e che sono state comunicate a tutti i lavoratori italiani con molteplici strumenti di comunicazione interna (Employee Portal, locandine nei siti produttivi, informative dei singoli responsabili delle risorse umane, etc). Tra le principali azioni, la facilitazione del lavoro a distanza per gli impiegati e l’applicazione di rigidi controlli e misure di sicurezza nelle mense e agli accessi di tutti i siti del Gruppo.
Fca, in merito alle chiusure degli impianti legate al coronavirus, specifica che le chiusure riguarderanno solo 4 impianti e sono dovute ai modelli di organizzazione del lavoro interni. Nello specifico saranno chiusi temporaneamente: Pomigliano d’Arco oggi, domani e venerdì; Melfi e la Sevel di Val di Sangro domani, venerdì e sabato; Cassino domani e venerdì. Tutti questi impianti riapriranno regolarmente lunedì. Continuano invece regolarmente l’attività negli altri impianti del gruppo in Italia, a cominciare da quelli di assemblaggio di Mirafiori e Grugliasco nel torinese.
(ITALPRESS).

Terna, nel nuovo Piano Strategico investimenti per 7,3 miliardi

Sette miliardi e trecento milioni di euro di investimenti per la rete elettrica italiana per abilitare la transizione energetica e favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili in un sistema sempre più articolato e complesso. Con il Piano Strategico 2020-2024 approvato dal Cda, prosegue l’impegno di Terna che raggiunge il livello di investimenti più alto di sempre con un incremento di circa il 20% rispetto ai 6,2 miliardi di euro del precedente Piano Strategico.
Il Consiglio di Amministrazione ha anche approvato i risultati consolidati del 2019: ricavi a 2.295,1 milioni di euro (+4,5%), EBITDA a 1.741,2 milioni di euro (+5,5%), utile netto di Gruppo a 757,3 milioni di euro (+7,2%).
“Sono molto soddisfatto dei risultati conseguiti nel 2019, tutti in significativa crescita, a chiusura di un triennio caratterizzato da una trasformazione epocale del settore energetico in Italia, in Europa e nel mondo, verso la completa decarbonizzazione e il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili”, commenta l’amministratore delegato e direttore generale di Terna, Luigi Ferraris.
“In questo contesto, Terna sta realizzando una profonda trasformazione, ponendosi al centro della transizione energetica in atto come acceleratore chiave della stessa. Persone, innovazione tecnologica, digitalizzazione, sostenibilità e progettazione partecipata sono e continueranno a essere i nostri fattori abilitanti per gestire un sistema sempre più complesso e articolato – prosegue -. Con il Piano Strategico 2020-2024 presentato oggi, proseguirà il nostro sforzo per lo sviluppo della rete elettrica nazionale. Un impegno da 7,3 miliardi di euro che rappresenta un record di investimenti in linea con il Green New Deal e con la strategia nazionale per la decarbonizzazione e che si concretizza in ricadute importanti per lo sviluppo del territorio e nella generazione di ulteriore valore per i nostri azionisti”.
(ITALPRESS).

Frecce Trenitalia, nuovo criterio di prenotazione

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Trenitalia ha avviato l’utilizzo di un nuovo criterio per la prenotazione dei posti a bordo delle Frecce. La nuova funzione di prenotazione, ideata e realizzata da FSTechnology (società del Gruppo) garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza prescritte dalle disposizioni in materia di prevenzione e diffusione del virus Covid-19, mantenendo invariato il comfort offerto ai viaggiatori. Il nuovo criterio di prenotazione – si legge in una nota – è un’ulteriore azione, dopo quelle già avviate dal Gruppo FS Italiane a tutela dei viaggiatori e dipendenti: potenziamento delle attività di sanificazione e disinfezione dei treni e dei luoghi di lavoro, riducendo gli intervalli di tempo fra una sessione di pulizia e la successiva; installazione a bordo dei treni dispenser di disinfettante per le mani; istituzione di una task force intersocietaria per monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e garantire il coordinamento di tutti gli interventi disposti dai provvedimenti governativi in materia. Sui canali di vendita di Trenitalia, inoltre, è aggiornata l’offerta commerciale con tutte le modifiche.
(ITALPRESS).

Industria, a gennaio produzione in crescita

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A gennaio l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 3,7% rispetto a dicembre. Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2020 l’indice complessivo è diminuito dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di gennaio 2019). Nella media del trimestre novembre-gennaio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti: aumentano in misura marcata i beni strumentali (+4,1%), i beni intermedi (+3,3%) e, con una dinamica meno accentuata, crescono anche i beni di consumo (+2,6%) e l’energia (+1,3%). Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a gennaio 2020 si registra una contenuta crescita per i beni strumentali (+2,1%) e una più lieve per i beni di consumo (+1,2%); diminuiscono, in misura marcata, l’energia (-6,6%) e in misura più contenuta i beni intermedi (-0,3%).
(ITALPRESS).

Borse in picchiata, sale lo spread

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Una chiusura decisamente drammatica a Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un -11,17% a quota 18.475 punti, mentre l’Ftse Italia All Share cede il 10,75% a 20.105 punti. In ribasso anche l’Ftse Star, che lascia sul terreno il 7,76% a quota 31.014 punti. Milano, la peggiore in Europa, sconta una serie di fattori: in primo luogo la paura legata al diffondersi del coronavirus, poi il mancato accordo tra Arabia Saudita e Russia per il taglio della produzione del greggio, con il prezzo del petrolio ai minimi dal 1991 con un calo solo oggi del 25%. Tra i titoli più scambiati gli energetici, con cali anche del 20%, male anche i bancari. Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude in deciso rialzo a quota 224 punti, con il rendimento del decennale all’1,38%.
Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi sull’All Share Servizi Italia che guadagna 2,7 punti, ma in rialzo anche Sara. Fra i segni meno, invece, in calo Saipem che cede 21 punti, ma in ribasso anche Tenaris, Eni e Mediobanca.
Anche le altre principali Borse europee archiviano la seduta in profondo ribasso, sulla scia dell’apertura in rosso a Wall Street. Fra le piazze finanziarie, Parigi segna un -8,39%, Francoforte cede il 7,94% mentre Londra arretra del 7,25%.
(ITALPRESS).

Occupazione, si amplia il divario Nord-Sud

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Nel terzo e quarto trimestre 2019, l’occupazione in Italia è al massimo storico di 23,4 milioni di unità, ma nei dati preliminari di dicembre e gennaio si registra un calo sia del numero di occupati sia del tasso di occupazione. È quanto emerge dal rapporto “Il mercato del lavoro 2019 – Una lettura integrata”, di ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal.
Con riferimento all’input di lavoro, nel terzo trimestre 2019, si assiste a una crescita delle ore lavorate sia su base congiunturale (+0,4%) sia in termini tendenziali (+0,5%); nel quarto trimestre 2019 rallenta la crescita tendenziale (+0,3%) e diviene negativa la variazione congiunturale (-0,3%).
Permane la tendenza a una crescita occupazionale a bassa intensità lavorativa: il numero di occupati supera il livello del 2008 ma la quantità di lavoro utilizzato è ancora sensibilmente inferiore.
Continuano ad ampliarsi alcuni storici divari caratteristici del nostro Paese, anzitutto quello generazionale a favore dei più adulti. Seppur in lieve diminuzione, i divari di genere rimangono elevati: la metà delle donne in età attiva non lavora e quasi una donna su cinque vorrebbe lavorare ma non trova un impiego.
Si accentuano le disuguaglianze territoriali: nella media dei primi tre trimestri del 2019 la distanza tra il Mezzogiorno e il Centro-nord è di oltre 20 punti per il tasso di occupazione e per quello di mancata partecipazione. Nelle regioni meridionali, il tasso di occupazione per settore e professione evidenzia la minore domanda di lavoro nei settori di industria in senso stretto, servizi alle imprese, istruzione e sanità nonché la forte mancanza di professioni a medio-alta qualifica.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Intesa Sanpaolo “Doneremo 100 milioni”

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“Siamo un Paese forte, abbiamo imprese eccezionali, il mondo apprezza i nostri prodotti e gli italiani hanno 10.500 miliardi di risparmio, una cifra tra le più alte al mondo. Giusto essere preoccupati, ma con la certezza che supereremo l’emergenza e torneremo a crescere”. Lo dice in una lunga intervista al Corriere della Sera l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in merito all’emergenza coronavirus.
“Siamo pronti a donare fino a 100 milioni, li metteremo a disposizione del Paese, per progetti specifici che affrontino l’emergenza sanitaria. Con 100 milioni si possono fare tante cose”, aggiunge.
“Vogliamo rafforzare le strutture di terapia intensiva, portando i posti letto da 5.000 a 7.500, per portare il sistema sanitario in condizioni di mettere in sicurezza la salute degli italiani – spiega Messina -. Ulteriori risorse potranno essere utilizzate per creare ospedali da campo e per l’acquisto di apparecchiature mediche. Vogliamo dare un contributo in grado di far fronte in maniera sostanziale all’emergenza e rafforzare in maniera strutturale il sistema sanitario”.
“Ma le nostre misure per l’emergenza non si fermano qui – sottolinea l’ad di Intesa Saanpaolo -. Siamo pronti con interventi per l’emergenza economico-finanziaria, il che significa liquidità. Dalla prossima settimana attiveremo finanziamenti fino a 5 miliardi per prestiti a 18 mesi, con 6 mesi di preammortamento, a sostegno delle imprese. Per lo meno 1 miliardo andrà al turismo, il settore che ha subito il maggior impatto. Se il governo ponesse una garanzia pubblica sui nuovi crediti, la cifra salirebbe a 10 miliardi”.
(ITALPRESS).

Istat “Frenata dell’economia per il coronavirus”

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“Le prospettive economiche internazionali rimangono caratterizzate da rischi al ribasso condizionati dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso che ha accresciuto le probabilità di un forte rallentamento. L’economia italiana si affaccia a questa fase di forte instabilità con livelli di attività che, nell’ultimo trimestre del 2019, hanno mostrato diffusi segni di flessione. Nel quarto trimestre, il prodotto interno lordo ha registrato una variazione congiunturale negativa pari allo 0,3%”. Lo spiega l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana.
“I dati di gennaio riferiti al mercato del lavoro confermano i segnali di contrazione dei livelli di occupazione rilevati a dicembre, con una diminuzione degli occupati e un aumento dei disoccupati e degli inattivi – sottolinea l’Istituto di Statistica -. Nel quarto trimestre, le stime preliminari sui posti vacanti si mantengono sui livelli dei tre mesi precedenti.
A febbraio, l’inflazione complessiva ha manifestato un nuovo rallentamento, legato ai movimenti delle componenti volatili. La core inflation è rimasta stabile e ha continuato a segnare ritmi di crescita dimezzati rispetto a quelli dell’area euro”.
“Gli indici di fiducia di febbraio, che ancora non incorporano le reazioni alla piena manifestazione del contagio di Covid-19 in Italia, hanno registrato per i consumatori un peggioramento diffuso a tutte le componenti con una flessione marcata del clima futuro. L’indice di fiducia delle imprese ha, invece, mostrato un lieve miglioramento dopo il forte calo del mese precedente – conclude l’Istat -. L’indicatore anticipatore continua a registrare tassi di crescita negativi, evidenziando che lo scenario a breve termine della nostra economia rimane caratterizzato da prospettive di persistente debolezza dei livelli di attività economica. Anche questo indicatore non riesce ancora a stimare gli effetti legati all’emergenza sanitaria in corso”.
(ITALPRESS).