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Economia

Ryanair “Nessun interesse ad acquisire Air Italy”

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“Non c’è nessun interesse da parte di Ryanair ad acquistare Air Italy”. Lo ha detto il Chief Commercial Officer della compagnia David O’Brien, nel corso di un incontro con la stampa a Milano.
“Aumenteremo comunque la nostra offerta tra Milano e la Sardegna con un nuovo volo da Bergamo e uno da Malpensa per Cagliari, con frequenza giornaliera – ha aggiunto -. Vorremmo però crescere ulteriormente nei collegamenti con l’isola se ci dovessero essere a disposizione nuovi aeromobili e se il governo dovesse abbassare le tasse”.

“Stiamo discutendo con l’aeroporto di Olbia per cercare di aprire una seconda base in Sardegna, ma sarà difficile farlo entro l’estate”, ha spiegato O’Brien, per il quale “l’apertura di una base a Olbia permetterebbe anche a diversi dipendenti di Air Italy di avere un po’ di sollievo. Colpisce il fatto che il personale navigante di Air Italy fosse il 50% del totale, mentre da noi è l’80%. Questo la dice lunga sulla sostenibilità dell’azienda. In Italia c’è un eccessivo protagonismo nel settore del governo e questo non aiuta a livello di efficienza e sostenibilità”.
(ITALPRESS).

 

Pirelli, nuovo simulatore per sviluppo pneumatici

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Tempi di sviluppo ridotti, meno prototipi da smaltire e una maggiore collaborazione con le case auto. Sono questi i principali risultati che Pirelli mira a ottenere grazie al nuovo simulatore statico, inaugurato nel centro di Ricerca & Sviluppo di Milano. Il nuovo simulatore ha l’obiettivo di ottimizzare le fasi di sviluppo e test dei nuovi pneumatici, riducendo i tempi e rafforzando la collaborazione con le case auto attraverso una maggiore interazione tra Pirelli e i costruttori automobilistici, di cui l’azienda milanese è partner. Con questa tecnologia si riduce di circa il 30% il tempo medio per lo sviluppo di nuovi pneumatici, sia stradali sia motorsport, grazie all’utilizzo dei prototipi virtuali per i diversi modelli di auto: grazie alla simulazione, infatti, si possono modificare velocemente i parametri durante lo sviluppo e lo scambio di informazioni digitali tra Pirelli e le case auto diventa istantaneo. Rispetto a metodologie di progettazione più tradizionali, su questo simulatore è possibile installare il modello virtuale della vettura ricevuto dal produttore di auto o riprodurlo internamente. Inoltre, si possono realizzare attività di progettazione e sviluppo congiunte anche sul simulatore del car maker, consentendo di essere perfettamente in linea con i tempi di sviluppo dei produttori di auto, che realizzano nuovi modelli con una sempre maggiore frequenza. L’impiego di questo nuovo processo di test permetterà anche di ridurre la produzione annua di prototipi fisici di pneumatici, nel rispetto della visione di sostenibilità di Pirelli, con conseguenti benefici in termini ambientali. Il simulatore è prodotto da VI-grade ed è composto da uno schermo cilindrico con un’estensione di 210° e diametro di 7,5 metri per riprodurre visivamente i diversi circuiti e condizioni di guida. Il sistema è dotato al centro dello schermo di una vettura statica equipaggiata con alcune tecnologie attive per restituire i comportamenti reali della vettura al guidatore, tra le quali: il sedile, lo sterzo, le cinture di sicurezza e diversi shaker posizionati in corrispondenza delle sospensioni e del motore. Ogni operazione è coordinata da una control room, dalla quale è possibile inserire nel simulatore i parametri delle diverse specifiche tecniche di pneumatico e veicolo, e monitorare i risultati dei test simulati, tra cui: forze al contatto pneumatico-strada e tutti gli indici di prestazione del pneumatico, oltre che la valutazione soggettiva del collaudatore.
(ITALPRESS).

Partite Iva in crescita nel quarto trimestre

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Nel quarto trimestre del 2019, secondo i dati del Mef, sono state aperte 109.016 nuove partite Iva e in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente si registra un apprezzabile incremento (+5,1%). La distribuzione per natura giuridica mostra che il 65% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 27,7% da società di capitali, il 4,5% da società di persone; la quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” rappresenta complessivamente circa il 3% del totale delle nuove aperture. Rispetto al quarto trimestre del 2018, l’aumento complessivo è dovuto quasi esclusivamente alle persone fisiche (+7,3%), mentre le società di capitali (-0,8%), e le società di persone (-10%) registrano diminuzioni; da segnalare il considerevole aumento di aperture da parte di soggetti non residenti (+91,7%). Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,7% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22% al Centro e il 34,7% al Sud e Isole. In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio registra sempre il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 22,2% del totale, seguito dalle attività professionali (12,8%) e dall’agricoltura (10,5%).
Rispetto al quarto trimestre del 2018, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+21,4%), nelle attività professionali (+14,5%) e in quelle finanziarie (+11,2%). Le flessioni, invece, riguardano l’agricoltura (-1,9%), i servizi d’informazione (-0,4%) e le attività manifatturiere (-0,3%). Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra che il 63% delle aperture è stata operata da maschi (dato stabile rispetto allo stesso trimestre del 2018). Il 42,5% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 33,1% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo del precedente anno, si osserva un incremento di aperture crescente al crescere dell’età degli avvianti (dal +0,8% della classe più giovane al +39,7% della più anziana). Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che circa il 20% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero. Nel periodo in esame 41.577 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 38,1% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 26,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (ITALPRESS).

Air Italy, azionisti mettono la società in liquidazione

OLBIA (ITALPRESS) – Gli azionisti – Alisarda e Qatar Airways – attraverso AQA Holding, “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato” hanno deciso all’unanimità di mettere la società Air Italy in liquidazione in bonis.
“In questa fase Air Italy lavorerà per ridurre al minimo il disagio per i passeggeri – si legge in una nota -: i voli sino al 25 febbraio saranno operati agli orari e nei giorni previsti da altri vettori, mentre i passeggeri che hanno prenotato voli in partenza in date successive al 25 febbraio saranno riprotetti o rimborsati integralmente”.
(ITALPRESS).

Pro Loco, un disegno di legge per ridurre il peso della burocrazia

ROMA (ITALPRESS) – Valorizzare il patrimonio culturale italiano. È questo l’obiettivo del disegno di legge “Disposizioni in materia di manifestazioni a carattere temporaneo e delle attività organizzate dagli enti aderenti alla Rete associativa nazionale del terzo settore dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia”, presentato al Senato dal senatore Antonio De Poli in collaborazione con l’Unpli, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.
Il ddl prevede il riconoscimento normativo delle Pro Loco, la riduzione del peso della burocrazia a favore delle amministrazioni locali e delle stesse associazioni, la semplificazione delle procedure per la realizzazione delle attività, la valorizzazione delle realtà territoriali attraverso le attività promosse dalle Pro Loco, la tutela dell’operato dei volontari.
“Alleggerire il carico burocratico che grava sulle manifestazioni organizzate dagli enti del Terzo Settore e sui 110 mila eventi organizzati dalle Pro Loco, nel corso di un anno, significa garantire un effetto moltiplicatore delle attività di promozione e salvaguardia dei territori, con tutte le ripercussioni positive facilmente intuibili”, ha commentato il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina. “Il ddl – ha aggiunto – prevede la semplificazione delle normative in tema di spettacolo o intrattenimento in luogo pubblico e in materia di manifestazioni temporanee, intervenendo su argomenti centrali per le attività quotidianamente compiute dalle Pro Loco”.

(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo, nasce Eurizon Capital Real Asset Sgr

Eurizon, società di asset management del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha presentato Eurizon Capital Real Asset SGR, la NewCo specializzata nell’investimento in asset class alternative, focalizzate sull’economia reale, operativa dal 31 dicembre scorso.
Il progetto prevede “lo sviluppo di un’offerta distintiva sugli investimenti alternativi di private market, per soddisfare i bisogni di extra-rendimento della clientela privata e istituzionale, supportando al contempo la crescita del sistema produttivo con investimenti a diretto beneficio delle imprese”. L’iniziativa si inserisce nella realizzazione del Piano di Impresa 2018-2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Eurizon Capital Real Asset e’ una joint venture partecipata al 51% da Eurizon Capital SGR e al 49% da Intesa Sanpaolo Vita.
Eurizon Capital Real Asset SGR istituirà e gestirà mandati e fondi di investimento alternativi (FIA) destinati alla Divisione Insurance, agli investitori istituzionali, ai family office e alla clientela privata della Divisione Private Banking e di Banca dei Territori. La nuova società ha competenze nel multimanager, attraverso la selezione di altri FIA e co-investimenti focalizzati sul private equity, sul debito corporate, sulle infrastrutture e sull’immobiliare.

(ITALPRESS).

Prosegue il calo della popolazione, soffre il Sud

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Secondo i dati provvisori dell’Istat, il 2019 si conferma un anno nel quale le tendenze demografiche risultano in linea con quelle mediamente espresse negli anni più recenti. Le evidenze documentano ancora una volta bassi livelli fecondità, un regolare quanto atteso aumento della speranza di vita, cui si accompagna, come ormai di consueto, una vivace dinamica delle migrazioni internazionali. Il riflesso di tali andamenti demografici comporta nel complesso un’ulteriore riduzione della popolazione residente, scesa al 1° gennaio 2020 a 60 milioni 317mila. La popolazione, che risulta ininterrottamente in calo da cinque anni consecutivi, registra nel 2019 una riduzione pari al -1,9 per mille residenti. Nel complesso la popolazione diminuisce di 116mila unità. Il calo della popolazione si concentra prevalentemente nel Mezzogiorno (-6,3 per mille) e in misura inferiore nel Centro (-2,2 per mille). Al contrario, prosegue il processo di crescita della popolazione nel Nord (+1,4 per mille). Nel 2019 si registra in Italia un saldo naturale pari a -212mila unità, frutto della differenza tra 435mila nascite e 647mila decessi. Si tratta del più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918. Il saldo migratorio con l’estero nel 2019 risulta positivo per 143mila unità. Nonostante l’ennesimo record negativo di nascite, la fecondità rimane costante al livello espresso nel 2018, ossia 1,29 figli per donna. L’età media al parto ha toccato i 32,1 anni. Circa un quinto delle nascite occorse nel 2019 è da parte di madre straniera. Al 1° gennaio 2020 gli stranieri residenti ammontano a 5 milioni 382mila, in crescita di 123mila unità (+2,3%) rispetto a un anno prima.
(ITALPRESS).

Frena la produzione industriale, nel 2019 -1,3%

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Frena la produzione industriale in Italia. Secondo quanto rilevato dall’Istat, nella media del 2019 è diminuita dell’1,3% sia in termini grezzi che al netto degli effetti di calendario (nell’anno 2019 i giorni lavorativi sono stati gli stessi del 2018).
A dicembre 2019 l’Istituto di Statistica stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 2,7% rispetto a novembre, mentre per l’indice corretto per gli effetti di calendario si stima una flessione, in termini tendenziali, del 4,3%. I giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di dicembre 2018.
Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell’1,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile mostra marcate diminuzioni congiunturali in tutti i comparti; pertanto variazioni negative segnano i beni intermedi (-2,8%), l’energia e i beni di consumo (-2,5% per entrambi i raggruppamenti) e i beni strumentali (-2,3%).
Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 4,3% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di dicembre 2018).
(ITALPRESS).