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GENERALI, NEL 1^ TRIMESTRE UTILE NETTO +28%

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Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali, che si è riunito sotto la presidenza di Francesco Gaetano Caltagirone, ha approvato le Informazioni Finanziarie al 31 marzo 2019.

L’utile netto di Gruppo si attesta a 744 milioni di euro, evidenziando una crescita del 28,1%.

I premi lordi emessi del Gruppo evidenziano una crescita del 6,6% rispetto allo scorso anno, attestandosi a 18.874 milioni di euro, grazie agli andamenti positivi in entrambi i segmenti di attività.

Nel segmento Vita la raccolta netta si conferma a ottimi livelli, superando 4 miliardi di euro. La significativa crescita (+61,9%) è trainata principalmente dallo sviluppo registrato in Asia e Francia, che beneficiano dell’effetto combinato di minori riscatti e della crescita del volume premi, nonché in Italia, principalmente per effetto della crescita dei premi.

Il risultato operativo si attesta a 1.346 milioni, evidenziando un aumento del 6,9%, grazie al positivo contributo di tutti i segmenti di operatività del Gruppo.

“I risultati del primo trimestre confermano le ottime performance in termini di redditività e solidità patrimoniale del Gruppo. Prosegue lo sviluppo dei volumi, come dimostra la crescita della raccolta netta Vita, degli Asset Under Management e dei premi complessivi – commenta il Group CFO di Generali, Cristiano Borean -. Il focus sulla generazione di valore è testimoniato da un combined ratio e una redditività della nuova produzione Vita (New Business Margin) sempre a livelli di eccellenza. Il risultato netto, anche senza tener conto del positivo contributo delle dismissioni, evidenzia una forte crescita. Questi risultati dimostrano l’ottimo avvio dell’esecuzione della strategia Generali 2021, annunciata nel novembre 2018”.

 

INFLAZIONE AD APRILE +1.1%

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Ad aprile 2019 l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% su base annua (era +1% a marzo), confermando la stima preliminare.

La lieve accelerazione dell’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% a +2,8%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,9% a +1,6%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%). A contenere queste accelerazioni sono il netto rallentamento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +7,8% a +4,3%) cui si aggiunge quello più contenuto dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,9% a +1%) e lavorati (da +0,7% a -0,1%).

“La lieve accelerazione dell’inflazione ad aprile si deve a fattori transitori, per lo più stagionali e di calendario. La prossimità nel 2019 della Pasqua con la festa della Liberazione ha infatti favorito una crescita congiunturale molto più marcata di quella registrata nello stesso mese dello scorso anno (quando la Pasqua era caduta il primo aprile) dei prezzi sia dei servizi di trasporto sia di quelli legati alla filiera turistica (sostenuti anche da eventi come il salone del mobile di Milano), determinandone così l’accelerazione tendenziale – commenta l’Istat -. Agli aumenti dovuti a tali fattori si sono poi sommati quelli, seppur contenuti, dei prezzi da una parte dei carburanti, e in particolare della benzina, e dall’altra dell’energia elettrica sul mercato libero”.

 

INTESA SANPAOLO, A MILANO IL WOMEN VALUE COMPANY

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Dopo quello di Torino del 13 maggio scorso, si è svolto a Milano il secondo incontro dedicato alla fase conclusiva del Premio Women Value Company – Intesa Sanpaolo, realizzato dal gruppo bancario con la Fondazione Marisa Bellisario per sostenere e dare visibilità alle piccole e medie imprese al femminile in un Paese come l’Italia, che mostra tuttoggi un tasso di attività femminile tra i più bassi in Europa: il 56,2% sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni, contro una media del 68% dei Paesi dell’area euro. A livello continentale, solo la Macedonia con il 52,2% e la Turchia con il 38,3% fanno peggio.

Giunto alla terza edizione, il premio ha raccolto quest’anno la candidatura di 459 imprese, che vanno ad aggiungersi al migliaio delle due precedenti edizioni. All’incontro milanese hanno partecipato 24 aziende provenienti da Lombardia, Veneto e Friuli. Tre, in particolare, quelle scelte per rappresentare i valori espressi dal premio: NEP, media impresa di Camponogara (Venezia) che opera nel settore delle pulizie e dei servizi, Progetto 2000 Coop, media impresa di Milano leader nel Business Process Outsourcing che offre, fra gli altri, servizi per la digitalizzazione e la fatturazione elettronica e Sakura Italia, piccola impresa farmaceutica di prodotti naturali di Lonado del Garda (Brescia).

“Le piccole e medie imprese italiane sono un fattore chiave della competitività del nostro Paese”, spiega Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo. “Nei loro confronti – aggiunge – Intesa Sanpaolo ha intrapreso un impegno preciso: valorizzarle e accompagnarle alla crescita, dando voce alle specificità del territorio, attraverso un percorso che passa dalla valorizzazione delle eccellenze, all’accelerazione per le start up ad alto contenuto di innovazione, all’empowerment femminile. Il Premio Women Value Company è dunque una parte fondante del nostro progetto: le donne, la parità di genere e il welfare sono risorse su cui investire, vitali per lo sviluppo dell’occupazione e dell’economia. La piena sintonia d’intenti e la collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario ci consente di dare visibilità alle tante storie d’impresa il cui successo è nato anche dalla lungimiranza di aver compreso che l’eccellenza e il talento non hanno genere”.

Dopo Torino e Milano, le 86 imprese selezionate per la fase finale saranno coinvolte in un ultimo incontro il 23 maggio a Firenze e riceveranno un riconoscimento che attesta la loro capacità di valorizzare il merito e il talento femminili, dopodiché le due imprese vincitrici – una piccola e una di medie dimensioni – saranno proclamate nel corso della cerimonia di premiazione della 31ma edizione del Premio Marisa Bellisario “Donne ad alta quota”, il prossimo 14 giugno a Roma, durante la quale saranno chiamate sul palco per ritirare la speciale “Mela d’Oro – Women Value Company Intesa Sanpaolo”. La premiazione andrà in onda il 21 giugno sui Rai1.

GUZZETTI “FONDAZIONI MOTORE DI COESIONE”

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Si è tenuto a Roma il convegno “Esperienze di comunità, esercizi di democrazia. Il ruolo delle Fondazioni a vent’anni dalla Legge Ciampi”, organizzato da Acri in occasione della ricorrenza del ventennale dalla promulgazione della cosiddetta “Legge Ciampi” (legge n. 461/98 e d.lgs. n. 153/99), che regolamenta l’attività delle Fondazioni di origine bancaria. L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. 

Alla presenza di oltre 500 partecipanti, l’evento è stato aperto dalle relazioni introduttive di Alberto Quadrio Curzio, presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e di Franco Bassanini, presidente della Fondazione Astrid. A seguire, si è tenuta una tavola rotonda coordinata dal vicedirettore del Corriere della Sera Antonio Polito, a cui hanno partecipato: Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale; Stefano Cappiello, Dirigente generale della Direzione IV del Tesoro; Massimo Tononi, presidente della Cassa Depositi e Prestiti; Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. In conclusione, Antonio Polito ha intervistato il presidente di Acri Giuseppe Guzzetti.

Grazie all’impianto normativo della “Legge Ciampi” le Fondazioni di origine bancaria hanno acquisito “anima e corpo” e hanno avviato un processo evolutivo che le vede oggi protagoniste dello sviluppo culturale, sociale ed economico delle comunità di riferimento e dell’intero Paese. Dal 2000, anno di piena entrata in vigore della Legge, a oggi, le 87 Fondazioni di origine bancaria hanno erogato oltre 22 miliardi di euro attraverso più di 400mila iniziative e investito significative risorse per perseguire gli obiettivi di missione che la stessa normativa indica: l’utilità sociale e la promozione dello sviluppo economico.

«In una società in cui sembrano prevalere gli egoismi piuttosto che la solidarietà, in cui viene esaltato l’individuo a discapito della collettività, è fondamentale praticare e insegnare ancora il valore dello stare insieme. Le sfide di questi tempi, come quella sul clima, ce lo stanno insegnando: dobbiamo tener vivo il senso di comunità e valorizzare il protagonismo di chi si impegna per il bene comune per la propria comunità o per l’intero Pianeta – ha detto Guzzetti -. Qualcuno immagina il progresso come la capacità di produrre di più in un minor tempo, ma questo principio va messo in discussione in maniera radicale, per immaginare e rivendicare un futuro in cui la maggior parte delle persone possa vivere in dignità, sviluppando a pieno il proprio potenziale. Nei due decenni trascorsi dall’entrata in vigore della Legge Ciampi le Fondazioni di origine bancaria sono state motori di coesione e di innovazione sui loro territori, hanno stimolato e accompagnato la crescita del Terzo settore, la partecipazione e il protagonismo delle comunità, contribuendo così fattivamente alla vita democratica del Paese. Le Fondazioni non si fermano qui. Insieme alle comunità, continueranno a lavorare sui territori per uno sviluppo solidale e inclusivo».

DA MODA A FINANZA IMPRESE ITALIANE LEADER SOSTENIBILITÁ

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Secondo lo studio “Seize the change”, condotto nel 2017  da Dnv Gl e Ey con il supporto di Gfk Eurisko, oltre il 50% delle imprese italiane è dotato di una policy sulla sostenibilità e una percentuale simile ha investito per integrare la sostenibilità nel proprio core business. Sono numerosi i settori in cui la responsabilità ambientale si sta facendo sempre più strada. Nel mondo della moda, ad esempio, Gucci e in generale tutto il gruppo Kering, opera da anni in ottica sostenibilità con iniziative ambientali e sociali che riguardano investimenti in startup, utilizzo di un tessile eco-friendly , studio di nuove fibre. E’ nato così “Gucci Equilibrium”, un portale dedicato a illustrare e fornire aggiornamenti sulle pratiche sociali e ambientali del marchio con link diretti alle policy dell’azienda. Nel settore food, invece, è Eataly a farsi portabandiera di questa grande attenzione rivolta all’ambiente. L’azienda fondata da Oscar Farinetti, infatti ha scelto di commercializzare solo ed esclusivamente prodotti compostabili che evitano lo smaltimento in discarica e contribuiscono alla creazione di compost di qualità. 

Inoltre, Farinetti ha ideato il primo megastore della sostenibilità. Questo nuovo progetto si chiama Green Pea, la cui avventura partirà nell’autunno del 2020. Il negozio sarà dedicato esclusivamente alla vendita di prodotti “naturali”: capi di abbigliamento creati con tessuti derivati da coltivazioni ecosostenibili, mobili costruiti nel rispetto dell’ambiente e senza colle sintetiche, cosmetici bio, giocattoli eco-friendly, mezzi di trasporto a basso impatto.
Sempre in ambito food Ferrero, che ha lanciato già a partire dal 2013 una serie di programmi volti alla buona gestione della sostenibilità ambientale. Tutti questi progetti, hanno come obiettivo il miglioramento delle condizioni delle aree rurali e delle comunità dove nascono le materie prime fondamentali per l’azienda di Alba. Il programma Ferrero Farming Values mira a realizzare l’obiettivo di catene di fornitura sostenibili. Nell’industria energetica Enel sottolinea il suo impegno a rispettare l’ambiente con Enel Green Power, società dedicata allo sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia rinnovabile. 

Con oltre 1.200 impianti in esercizio sparsi in 5 continenti, è in grado di soddisfare i consumi di milioni di famiglie e contribuisce a ridurre le emissioni di anidride carbonica, contrastando i cambiamenti climatici e facilitando un nuovo modello di sviluppo che elimina il carbone. 
Gli investimenti sostenibili stanno quindi diventando un trend sempre più consistente sui mercati finanziari nell’interesse degli stessi investitori. Un trend tenuto in grande considerazione da Banca Generali che ha recentemente lanciato la propria “rivoluzione sostenibile” mettendo in campo una serie di nuovi strumenti per creare portafogli di investimento che si concentrino sulle sensibilità legate alle tematiche ESG (Environmental, Social and Governance). Il tutto in stretta collaborazione con famiglie e consulenti. Il processo di costruzione del portfolio e il confronto con gli investitori sono due attività che Banca Generali ha unito per realizzare una propria piattaforma online. Piattaforma che prende il nome di Personal Porfolio, uno strumento che fornisce al consulente modelli di portafogli predefiniti che potranno essere personalizzati in base al singolo risparmiatore e alle sue caratteristiche. La piattaforma è il risultato di una collaborazione dell’istituto con MainStreet Partners, società londinese specializzata negli investimenti sostenibili.

TRIA “MI ASPETTO CRESCITA MAGGIORE”

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“Abbiamo fatto una stima di crescita molto prudente… Io mi aspetto una crescita maggiore nella seconda metà dell’anno e soprattutto l’anno prossimo. Questo dipenderà molto dall’andamento dell’economia europea nel suo complesso ed in particolare dell’economia tedesca a cui siamo molto legati, soprattutto per la nostra manifattura, e dipenderà anche dalle tensioni sul commercio internazionale che tutti sapete”. Queste le parole di Giovanni Tria, ministro dell’Economia e delle Finanze, ad Agorà Rai Tre, condotto da Serena Bortone, sulle previsioni di crescita dell’economia italiana.

 

PER MANIFATTURIERO 2019 DIFFICILE MA PRESTO RIPRESA

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Il 2019 sarà ancora un anno difficile per l’industria manifatturiera italiana, ma anticiperà una fase di crescita nel triennio 2020-2023, che sarà caratterizzata da un pur lento recupero che riporterà la redditività ai livelli del 2017, grazie anche a una maggior forza competitiva sui mercati internazionali. E’ quanto emerge dai dati del Rapporto Analisi dei settori industriali di Intesa Sanpaolo-Prometeia.

A soffrire maggiormente nel 2019 saranno le filiere legate al ciclo degli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto, penalizzati dall’incertezza: Autoveicoli e moto, Meccanica, Metallurgia, Prodotti in metallo. Il manifatturiero italiano potrà ritrovare un ritmo espansivo già a partire dal 2020, anche se la crescita del fatturato a prezzi costanti si fermerà sotto l’1% e sarà alimentata soprattutto dalla domanda interna, attraverso il canale degli investimenti. In particolare, si assisterà ad una ripresa della componente macchinari e mezzi di trasporto, dopo la battuta d’arresto del 2019, e a un rafforzamento della componente costruzioni. 

I tassi di crescita degli investimenti si intensificheranno nel triennio 2021-23, trainati dalle sfide imposte dalla trasformazione tecnologica e da vincoli ambientali più stringenti. La manifattura, pertanto, potrà sperimentare un’accelerazione del tasso di crescita nell’orizzonte al 2023 (+1,5% in media d’anno). Il ranking settoriale di medio termine vede in testa l’automotive, che potrà recuperare dinamismo grazie al percorso di trasformazione del settore, che accompagna il passaggio alla tecnologia ibrida ed elettrica. Ritmi di espansione sostenuti caratterizzeranno anche Meccanica, Farmaceutica ed Elettrotecnica. Più contenuta la crescita dei settori produttori di beni di consumo. Il rafforzamento dei livelli di attività andrà di pari passo con un miglioramento della redditività nel manifatturiero.

ISTAT STIMA PIL +0-3% NEL 2019

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Nel 2019 il prodotto interno lordo (Pil) è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat.
Nell’anno corrente, la domanda interna al netto delle scorte fornirebbe l’unico contributo positivo alla crescita del Pil (0,3 punti percentuali), mentre l’apporto della domanda estera netta e quello della variazione delle scorte risulterebbero nulli.
Nel 2019, la spesa delle famiglie e delle ISP in termini reali è stimata crescere dello 0,5%, in lieve rallentamento rispetto all’anno precedente.
Nell’anno in corso, il processo di ricostituzione dello stock di capitale rallenterebbe in misura significativa. La riduzione coinvolgerebbe sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni. Nel complesso, gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere dello 0,3%.
La decelerazione dei ritmi produttivi inciderebbe anche sul mercato del lavoro. Nel 2019 si prevede che l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno precedente (+0,1%) mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%). Le retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente sono attese evolvere in linea con il deflatore della spesa delle famiglie residenti (+0,9%).
L’attuale scenario di previsione è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una ulteriore moderazione del commercio internazionale e da un possibile peggioramento delle condizioni creditizie legato all’aumento dell’incertezza e all’evoluzione negativa degli scenari politici ed economici internazionali.