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Roma, al via sperimentazione piattaforma digitale mobilità pubblica

ROMA (ITALPRESS) – Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha presentato insieme all’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè la sperimentazione del MaaS (Mobility as a Service), la piattaforma digitale integrata che include tutte le informazioni sulla mobilità pubblica e condivisa, che partirà il prossimo 1° luglio e durerà fino a novembre. Dopo la fase di analisi dei risultati e l’individuazione delle azioni correttive, previste per dicembre, nel 2024 si darà il via all’attivazione della fase operativa MaaS. “E’ un progetto molto ambizioso che avevamo annunciato all’inizio del nostro mandato e per il quale abbiamo vinto il bando PNRR. Roma è la prima città italiana che inaugura la sperimentazione del MaaS e rispetta la tabella di marcia di uno dei progetti più importanti del Pnrr. Stiamo parlando di 5 milioni (i soldi stanziati, ndr)”, ha spiegato Gualtieri. Entrando nei dettagli delle cifre si tratta di oltre 2,42 milioni provenienti dai fondi Maas4Italy, il bando Pnrr che Roma Capitale si è aggiudicata nel 2022, 2 milioni dai fondi europei React-EU e 580mila euro dal Ministero dell’Ambiente. Il Sindaco ha continuato “E’ un progetto importante che ha un potenziale trasformativo enorme sul sistema dei trasporti. Il MaaS consente un’integrazione tariffaria dei diversi vettori del trasporto pubblico, non solo quelli tradizionali, ma anche i treni regionali, i taxi e tutto il sistema dello sharing. Consente di integrare e costruire dei percorsi personalizzati massimizzando l’efficienza e minimizzando i costi”. Questa fase sperimentale prevede la partecipazione di 10 mila utenti selezionati, tra cittadini, studenti e turisti. L’obiettivo è quello di promuovere la sostenibilità ambientale riducendo il ricorso all’utilizzo dei veicoli privati. Attraverso le App dei vari operatori integrate in un unico sistema, gli utenti potranno infatti accedere a una molteplicità di servizi: consultare i tempi di percorrenza del trasporto pubblico, noleggiare, prenotare e pagare un veicolo sharing, avere a disposizione soluzioni di mobilità che prevedono l’utilizzo del Tpl, dei taxi e/o quello di mezzi condivisi come monopattini o automobili. A breve dalla piattaforma Maas sarà anche possibile consultare il posizionamento delle colonnine di ricarica, la disponibilità di parcheggi e gli orari delle ferrovie regionali. Sempre durante la fase sperimentale, che servirà a testare l’efficacia degli applicativi anche in vista di uno sviluppo su scala nazionale, chi utilizzerà due o più mezzi integrati fra loro (ad esempio, il bus e il monopattino) beneficerà di incentivi economici cashback che saranno versati su una Carta virtuale dedicata. “Il MaaS è un moltiplicatore e generatore di efficienza combinatoria che deve poggiare, questo è il lavoro che stiamo facendo, sul potenziamento dei vari vettori, più metropolitane, più autobus, tranvie, più stazioni dei treni regionali, migliore efficienza dei vari operatori dello sharing” dunque un progetto per il quale ha precisato “Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a varare questa fase sperimentale”. L’Assessore Patanè ha spiegato che si tratta di uno “Strumento di innovazione tecnologica che da un lato mette insieme tutte le politiche sulla mobilità e lega la visione complessiva e dall’altro cambia la visuale dei trasporti e della mobilità. Per 150 anni siamo stati abituati a vedere la mobilità con gli occhi degli esercenti e dei gestori, cioè FS, Atac, Cotral, che mettevano a disposizione una linea del trasporto pubblico e poi l’utente si arrangiava. Oggi attraverso il MaaS costruiamo un vestito adattato alle esigenze di mobilità dell’utente, andiamo incontro alle sue necessità e al suo desiderio di spostamento”. Patanè ha continuato spiegando la mission del MaaS cioè “Un’App unica integrata che illustra le opportunità di viaggio per spostarsi nell’area voluta, individua la soluzione migliore, e dove si può prenotare e pagare la combinazione scelta”. L’ottica sarà quella di dare vita a un portale che “Sia della mobilità a 360 gradi”. Il sindaco ha poi raccontato le sue impressioni rispetto all’incontro avuto oggi con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha definito “Positivo” definendolo un’opportunità di confronto su “tanti temi che vedono Roma al centro. Abbiamo parlato del Giubileo, dell’Expo e delle varie questioni concrete che Roma ha davanti a sè, dell’ordinamento di Roma Capitale e delle questioni che riguardano le risorse rispetto al carico che supporta e sostiene rispetto agli abitanti e ai tanti city-users. E’ stato un incontro molto ampio con un’interlocuzione positiva che si dovrà tradurre sulle singole questioni con una soluzione a una serie di problemi che abbiamo individuato”.(ITALPRESS).

Photo Credits: xl5

Asl Roma 1, protocollo per l’inclusione sociale e la promozione della salute in ambito scolastico

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta presso il Salone del Commendatore di Borgo Santo Spirito la Conferenza Sanitaria Locale che ha visto il coinvolgimento della Asl Roma 1, dei vari distretti territoriali, dell’Assessore alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale Barbara Funari, dei Direttori e dei referenti politici dei municipi I, II, III, XIII, XIV e XV.
Il tavolo, presieduto da Corrado Bibbolino, delegato del Sindaco Gualtieri, ha avuto come argomenti all’ordine del giorno due punti fondamentali. Il primo ha visto coinvolti principalmente il Commissario della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle e l’Assessore Funari i quali hanno aggiornato i presenti sugli interventi previsti dal PNRR e lo stato di attuazione degli stessi. L’altro punto all’ordine del giorno era la firma del Protocollo d’Intesa per l’inclusione sociale e la promozione della salute in ambito scolastico. Il protocollo, che ha tra le sue finalità principali, quella di assicurare lo sviluppo dell’integrazione dei servizi e degli interventi educativi, sanitari e sociali al fine di incrementare l’inclusione e ridurre il disagio e la dispersione scolastica, è stato siglato dopo un ampio e articolato confronto. Seguiranno a breve dei tavoli tecnici territoriali per la predisposizione e l’esame del documento tecnico di applicazione.
Il Commissario Quintavalle, che appena insediato ha avviato subito un dialogo con i Municipi, ha sottolineato fortemente l’importanza della Conferenza e dei momenti di confronto con i diversi attori territoriali “Essere qui insieme, in questo incontro così partecipato – ha dichiarato il Dott. Quintavalle – è un segnale importante, non solo per condividere lo stato di avanzamento delle missioni 5 e 6 del PNRR e firmare il protocollo ma per condividere un percorso e creare sinergie per risolvere i problemi concreti dei nostri residenti. La Conferenza Sanitaria Locale è il luogo preposto affinché si possa collaborare per affrontare insieme le diverse problematiche socio sanitare che colpiscono soprattutto le persone più fragili. Dobbiamo quindi essere in grado di sfruttare al massimo questo organismo per una programmazione socio-sanitaria puntuale e in grado di rispondere alle esigenze della popolazione; dobbiamo cambiare passo per essere più incisivi sui determinanti della salute”.
Soddisfatta della firma l’Assessore Barbara Funari “Oggi si ratifica in Conferenza Sanitaria Locale un protocollo frutto di un lavoro fatto dal basso e di tanti anni di collaborazione tra municipi, scuole, servizi sociali e ASL. È importante essere arrivati a questo passaggio in Conferenza perché avviamo la cornice amministrativa con i contenuti su cui abbiamo lavorato in questi ultimi mesi per dare poi seguito alla parte operativa e permettere alle scuole di poter lavorare affinché si possa includere nel modo migliore possibile”.
Anche il delegato del Sindaco Corrado Bibbolino ha espresso la sua soddisfazione “Sono contento del parere favorevole che oggi è stato espresso in tutti gli interventi. È stato importante ascoltare anche tutti i suggerimenti, le integrazioni e le richieste di modifiche che saranno la base per il lavoro futuro. La Conferenza Sanitaria Locale, da almeno 13 anni a questa parte, è stata poco o del tutto inattiva. Oggi c’è stato un confronto e un colloquio serrato e convincente tra le diverse istituzioni presenti sul territorio con l’obiettivo di realizzare i necessari adeguamenti della società a quella che è l’evoluzione anagrafica, sociale, culturale della popolazione di riferimento. Un sistema complesso che potrebbe trovare nella conferenza un momento di confronto e di attuazione di tutti i programmi che sono attualmente all’attenzione del Governo, della Regione e del Comune, prescindendo dalle appartenenze politiche, verso l’obiettivo del fare”.
-foto ufficio stampa Asl Roma 1-
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Realtà virtuale immersiva al Pronto soccorso del Gemelli ed i bimbi non piangono più

ROMA (ITALPRESS) – “Somministrare” a un bambino la realtà virtuale sotto forma di giochi o storie interattive, durante un trattamento o una procedura invasiva, contribuisce a ridurre la sensazione di dolore e la reazione d’ansia che li accompagnano. E’ quanto stanno osservando i pediatri del Pronto Soccorso Pediatrico del Policlinico Gemelli: facendo indossare ai piccoli pazienti un visore da realtà virtuale, si riescono a rimuovere schegge da una manina imprudente o a mettere dei punti senza che il bambino avverta dolore o si stressi oltre misura (e con lui, i genitori), urlando a pieni polmoni.
“L’ansia dei bambini, in Pronto Soccorso – spiega il dottor David Korn, Dirigente Medico di I livello, Pronto Soccorso Pediatrico e Responsabile dei Progetti di Digital Health per la Salute della Donna e del Bambino, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – può essere causata da molti fattori, tra cui il dolore e la paura per la procedura, e spesso si manifesta con pianto, aggressività o il rifiuto a eseguire visite e procedure diagnostiche o terapeutiche necessarie. Questi comportamenti possono essere difficili da gestire, sia per i genitori, che per il personale sanitario. Il personale medico e infermieristico è abituato ad affrontare tali situazioni; ma oggi, attraverso l’utilizzo di tecniche innovative come la realtà virtuale, è possibile ridurre per il tempo necessario, attraverso il gioco, lo stress e l’ansia dei piccoli pazienti”.
“Distrarre” il bambino da quello che il medico sta facendo, immergendolo nella realtà virtuale di un gioco o del suo cartone preferito o di un video-gioco, aiuta a contenere la sua ansia e ad alzare la soglia del dolore.
“Abbiamo osservato – prosegue il dottor Korn – che i bambini durante una procedura (per esempio rimozione di un corpo estraneo, punti di sutura, prelievo venoso e arterioso), non ritraggono la mano per il dolore; non è dunque necessario tenerli bloccati, perchè con il visore indosso, sono del tutto distratti e tranquilli; i genitori si tranquillizzano a loro volta e contribuiscono a non alimentare un clima di ansia. E i vantaggi si estendono anche a medici e infermieri, perchè un ambiente tranquillo riduce di molto il loro burnout”.
“Nel nostro Pronto Soccorso Pediatrico – ricorda il professor Antonio Chiaretti, Direttore del Pronto Soccorso Pediatrico di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, docente di Pediatria Università Cattolica, campus di Roma – stiamo utilizzando, in collaborazione con il dottor Cyril Sahyoun (Urgences Pediatriques – Hòpitaux Universitaires de Genève, HUG), la realtà virtuale completamente immersiva, grazie a un visore donato dalla Onlus Lollo 10, che opera attivamente all’interno del nostro Policlinico. In pratica, al momento dell’esecuzione di una procedura dolorosa, facciamo indossare al bambino un visore in grado di creare un’esperienza immersiva e interattiva, creando ambienti e situazioni rassicuranti, che lo distraggono dall’ambiente che lo circonda. Tale sperimentazione ci permette di eseguire tutta una serie di procedure dolorose (suture di ferite, riduzione di fratture, rimozione di corpi estranei o prelievi) e invasive (esami radiografici e specialistici) nei bambini che accedono al nostro pronto soccorso, senza ricorrere all’uso di farmaci o sedativi per tranquillizzarli. Ovviamente, tale metodica offre molteplici vantaggi, sia in termini di stress parentale e personale, che in termini di risparmio di tempo e di risorse, abbattendo in maniera significativa i tempi di permanenza e di esecuzione di tali procedure nel nostro PS. I primi risultati – conclude il professor Chiaretti – sono davvero sorprendenti, perchè i bambini, quando iniziano a giocare e a interagire con il visore, si estraniano completamente dal mondo esterno; questo permette loro anche di rimuovere l’esperienza traumatica legata alla permanenza in PS e agli operatori sanitari di lavorare senza alcun tipo di stress”.
“Distrarre” i piccoli pazienti è una parola chiave, ben nota da sempre ai pediatri che, tra tutti i medici, si distinguono per il camice pieno di spillette colorate e di penne sormontate da buffi pupazzetti che spuntano dal taschino. E dunque, il visore per un’esperienza immersiva da realtà virtuale è solo un’evoluzione di questo concetto. Che, a giudicare dalle prime esperienze, sembra davvero molto efficace.
La realtà virtuale è costituita da un ambiente artificiale che viene sperimentato dal bambino attraverso stimoli sensoriali (come immagini e suoni) forniti da un computer e in cui le proprie azioni e movimenti determinano, in parte, ciò che accade nell’ambiente circostante. Può essere classificata, in base al livello di isolamento dal mondo reale in: non-immersiva (basata, cioè, su computer o tablet), semi-immersiva (quando si utilizzi un grande schermo 3D), e completamente immersiva (nel caso in cui si utilizzi un display montato su un visore che consente interazioni multiple attraverso più canali sensoriali). In tal modo, la realtà virtuale crea ambienti illusori in cui il senso delle azioni è definito dalle contingenze e dagli stimoli neurosensoriali. L’interazione attiva dei pazienti con il mondo virtuale è necessaria per un’immersione completa; questo fa sì che il bambino si distacchi, temporaneamente, dal mondo reale.
foto ufficio stampa Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS
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Maxi impianto fotovoltaico in autoconsumo all’aeroporto di Roma-Fiumicino

ROMA (ITALPRESS) – Enel X, a seguito dell’aggiudicazione di una gara pubblica europea bandita da Aeroporti di Roma, conferma il suo impegno nell’offrire ai partner soluzioni e tecnologie che integrano perfettamente innovazione e produzione di energia da fonti rinnovabili, accelerando il percorso di sostenibilità di Aeroporti di Roma. La società di Enel dedicata allo sviluppo di soluzioni e servizi innovativi di efficienza energetica, realizzerà per Aeroporti di Roma, in collaborazione con Circet, azienda leader nello sviluppo di infrastrutture, il più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in un aeroporto europeo. Situato parallelamente alla pista 3 del Leonardo da Vinci, l’impianto coprirà un’area di 340 mila metri quadrati con una potenza di 22 MWp producendo a regime circa 32 GWh di energia rinnovabile all’anno. Una volta operativo l’impianto eviterà l’immissione in atmosfera di oltre 11 mila tonnellate di CO2, equivalenti alla piantumazione di circa 100 mila alberi.
“La costruzione del nuovo impianto fotovoltaico, il più grande d’Europa, è un passaggio significativo della collaborazione ormai consolidata con Aeroporti di Roma”, ha dichiarato Francesco Venturini, Responsabile di Enel X, che ha aggiunto: “Siamo di fronte a un intervento in ambito aeroportuale mai visto prima che, grazie alla nostra leadership nella realizzazione di tecnologie avanzate nel settore energetico, contribuirà in larga parte a ridurre le emissioni dell’Aeroporto di Fiumicino rendendolo ancora di più un’eccellenza a livello mondiale”.
“Proseguiamo con una delle più ambiziose iniziative del nostro percorso di sviluppo sostenibile – ha commentato Marco Troncone, Amministratore Delegato di ADR – perchè questo progetto, con la collaborazione di Enel X, permetterà la generazione di oltre 32 GWh all’anno di energia rinnovabile grazie al più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo per un aeroporto europeo. Siamo convinti che le eccellenze italiane possano e debbano lavorare insieme per la trasformazione e il rilancio di un settore strategico per il nostro Paese e per contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico”.
Aeroporti di Roma, primo polo aeroportuale italiano e tra i migliori hub del mondo, si legge in una nota, come testimoniato dalle 5 stelle Skytrax, ha scelto di puntare su digitalizzazione, sicurezza, innovazione e sostenibilità ambientale e ha avviato da qualche anno un percorso volto all’azzeramento delle emissioni di CO2 nel 2030, in anticipo rispetto ai target prefissati dal comparto aeroportuale europeo, confermando la propria determinazione sul fronte della sostenibilità e in particolare nella lotta al cambiamento climatico.
L’innovativo impianto fotovoltaico, sottolinea la nota, sarà composto da circa 55 mila pannelli fotovoltaici di ultima generazione oltre alle strutture di alloggiamento, cabine e cavidotti ed è stato progettato considerando le tecnologie più avanzate del settore per un perfetto adattamento dei requisiti di installazione per strutture di questo tipo. I lavori inizieranno entro la fine del 2023 e si completeranno nel 2024. Il nuovo impianto solare sarà integrato con un sistema di accumulo basato su batterie di veicoli elettrici giunte al loro secondo ciclo di vita. Lo storage da 10 MWh è frutto del progetto Pioneer- airPort sustaInability secONd lifE battEry stoRage, primo passo della collaborazione tra Enel X e ADR, e contribuirà a coprire gli eventuali picchi serali di domanda energetica dell’aeroporto. Si tratta di due interventi che mostrano la continuità del percorso avviato da Enel X e ADR e consolidano la posizione della società di Enel come partner di riferimento per Aeroporti di Roma nel campo dell’efficienza energetica, conclude la nota.
immagine ufficio stampa Enel X – Aeroporti di Roma
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Al via a Roma i lavori per la “Stazione Venezia” della metro C

ROMA (ITALPRESS) – Aprono i lavori per la stazione Venezia nel cuore della capitale. I lavori della Linea C della metropolitana arrivano ai piedi del Vittoriano con una importante sfida ingegneristica per offrire a Roma un mezzo di potenziamento dell’infrastruttura trasportistica. Oggi l’avvio alla presenza del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, insieme al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il Commissario Straordinario Linea C, Maria Lucia Conti, l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patane, i vertici di Roma Metropolitane, l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, insieme ai vertici del Contraente Generale Metro C Sca, e di Vianini Lavori. “Stiamo pianificando una rivoluzione che ha pochi precedenti nella storia del Paese. Il bello è unire passato, presente e futuro”, afferma il ministro Matteo Salvini. “Questo 2032, diciamo che in 9 anni finiamo tutto, può essere rivoluzionario: la Tav, la prima auto sul Ponte di Messina, il primo treno a piazza Venezia. Non dobbiamo sederci sulle cose realizzate dai nostri padri. San Marco con il Mose, la Sicilia che senza il Ponte non è collegata all’Europa. Ci sarà qualche tifoso del no che dirà che non serve, costa troppo, che non si può fare come per il Ponte di Messina. Non ci sono opere che non servono”, conclude il ministro.
“E’ un’emozione grandissima, questo è forse il cantiere più sfidante e ambizioso, non solo in Italia ma a livello mondiale. Si tratta di una stazione unica e il valore aggiunto che l’opera darà alla città è senza precedenti, non solo perchè Roma ha bisogno come il pane di ferro, e la metro C è un asset strategico, ma perchè è una stazione nel cuore archeologico e storico in centro città, sarà un valore aggiunto rispetto alla conoscenza di questo patrimonio”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel sottolineare come “sarà una stazione metropolitana e un polo museale senza precedenti. Con quest’opera si fa un salto in avanti gigantesco”. La stazione Venezia si inserisce in un processo di rinnovamento della capitale che punta a offrire una maggiore sostenibilità per le generazioni presenti e future. Oltre a collegare le persone che attraverseranno la città dalla periferia al centro, la stazione Venezia sarà un elemento iconico grazie alla sua struttura di 8 livelli interrati raggiungendo una profondità pari a 45 metri da piano strada. Una sfida che mette in campo le migliori capacità ingegneristiche italiane a servizio di una stazione che oltre ad assolvere il suo compito trasportistico sarà un museo fra i musei. La stazione infatti si collocherà al centro della piazza tra il Vittoriano, Palazzo Venezia, il Foro di Traiano, il Palazzo delle Assicurazioni Generali, la Chiesa di Santa Maria di Loreto e il piano atrio ospiterà un allestimento espositivo che permetterà non solo di attraversare la piazza, attraverso i futuri tre ingressi, ma di fruire dei ritrovamenti che emergeranno durante gli scavi della stazione. Un lavoro importante che sarà svolto per fasi e che vedrà la realizzazione di diaframmi profondi 85 metri dal piano stradale, garantendo lo scavo in modalità archeologica attraverso il metodo cosiddetto top down. Durante ogni fase verrà garantita la circolazione viaria in Piazza Venezia.
foto xb1 Italpress
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Roma, Gualtieri accoglie il presidente del Brasile Lula

Roma (ITALPRESS) – Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha incontrato in Campidoglio il Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, giunto in Italia per una visita ufficiale.
“È un grandissimo piacere per me oggi aver incontrato qui in Campidoglio il Presidente Lula. Poterlo incontrare come nuovo presidente del Brasile per me era un sogno che si è avverato. Perché considero il suo ritorno alla presidenza del Brasile, dopo un periodo buio, un evento di importanza fondamentale per il Brasile, per il popolo brasiliano ma anche per tutta la comunità internazionale” ha esordito Gualtieri al termine dell’incontro con il presidente brasiliano.
“I segni di questo effetto positivo Lula sono evidenti già in Brasile, in una situazione di forte rilancio e miglioramento. A me preme molto sottolineare l’importanza del ruolo che il Brasile oggi può giocare a livello internazionale sui temi più importanti che sono le sfide del nostro tempo: la transizione ecologica, la lotta ai mutamenti climatici e l’esigenza di unire alla sostenibilità ambientale la lotta alle diseguaglianze e la battaglia per l’equità sociale per un governo del mondo più democratico e multilaterale. Sono temi cruciali per tutti, lo sono per Roma e il ruolo di guida che con Lula il Brasile può giocare su questi temi è fondamentale. Sono temi di cui abbiamo parlato”.
Lula ha fatto poi il suo intervento ricambiando gli apprezzamenti e i ringraziamenti “Dopo che Gualtieri è stato eletto, non potevo venire in Italia senza andare a trovarlo e senza visitare Roma. Domani ci sarà una conferenza stampa con tutti i giornalisti per parlare di questo mio viaggio, dell’incontro con il Papa, con il Presidente Mattarella e con il Primo Ministro Meloni e anche dell’incontro con alcuni compagni di partito. Il mio incontro con Gualtieri è una visita di ringraziamento per esprimere la mia gratitudine profonda per la solidarietà che lui ha dimostrato nei miei confronti, venendo a trovarmi anche in Brasile nei momenti difficili, avendo parlato anche con molte persone per chiedere la solidarietà durante tutti i processi che si sostenevano a mio carico”. “Sono stato ancora più felice quando ho saputo che aveva vinto le elezioni – ha continuato Lula – Oggi voglio dargli tutta la mia solidarietà, lo considero un amico e voglio anche congratularmi e sperare e fare gli auguri perché lui faccia un’ottima gestione della città di Roma. Questo mio viaggio è stato molto importante per rimettere il Brasile al centro della discussione sulle questioni climatiche a livello globale. Il Brasile è il paese la cui matrice energetica è la più pulita al mondo e ha assunto un impegno sulla deforestazione zero entro il 2030 e di questo ne ho parlato con il Primo Ministro e il Presidente Mattarella e anche con il Sindaco Gualtieri”.

Nel’incontro Gualtieri-Luca si è parlato anche di Expo2030: “Gli ho parlato della candidatura che sono certo sarà considerata e valutata dal Brasile con attenzione” ha detto il sindaco che ha poi ricordato le vicende passate che hanno coinvolto Lula “Ha subito una delle ingiustizie più grandi. È stato accusato ingiustamente, è riuscito a riscattarsi, credo che fosse doveroso sostenerlo perché vittima di una delle più grandi ingiustizie della storia della politica. E credo che sia stato gentile nelle parole che ha usato”.

– foto: ufficio stampa Gualtieri

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Inaugurato “Open Space”, primo polo interculturale di Roma

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato “Open Space” il primo polo interculturale di Roma per la creazione di reti e ponti con il mondo della cultura, dell’arte e del mondo produttivo, aperto alla cittadinanza. Lo spazio si trova in Corso Vittorio Emanuele II, al civico 343, ed è realizzato nell’ambito del progetto Psic – Percorsi Sanitari Integrati Complessi cofinanziato dalla Unione Europea attraverso il Fami, Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, e che vede capofila Roma Capitale, attraverso il dipartimento delle Politiche sociali, e il coinvolgimento delle 3 aziende sanitarie locali ASL Roma 1, 2 e 3.
“Open Space” è un luogo dove si incrociano linguaggi, competenze tecniche, arti, culture, e dove si incontrano anche persone con esperienze di esclusione e di traumi sociali connessi allo stigma e alle migrazioni. L’obiettivo di questo nuovo polo interculturale cittadino è di sostenere un nuovo modello di inserimento sociale di persone troppo spesso “confinate” negli specifici settori d’intervento dei relativi servizi o escluse dal mondo culturale, formativo e produttivo.
Alla inaugurazione, organizzata da Giancarlo Santone, Direttore del Centro di Salute per Migranti Forzati (SAMIFO) della ASL Roma 1, hanno partecipato tantissime persone, tra le quali Padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia e Barbara Funari, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma.
“Oggi inauguriamo uno spazio non sanitario ma che è strettamente collegato con la salute – ha dichiarato Santone -. Perchè la salute non è solo accertamenti, visite e medicinali ma è anche benessere che si può raggiungere attraverso la possibilità di esprimere ed esprimersi in diversi modi. Open Space sarà uno spazio aperto a tutti; un aeroporto di arrivi e partenze! Di arrivi perchè è un luogo di alta visibilità e qui ci sarà la possibilità, per chi fa delle cose belle inerenti il nostro progetto, di potersi far vedere; di partenze, invece, perchè qui vorremmo avviare diversi laboratori di attività multimediali, gioiello etico e tanto altro. Se gli altri partner saranno d’accordo – ha aggiunto Santone – vorrei che questo spazio fosse una sorta di mostra permanente dove organizzare tante altre iniziative nel corso dell’anno, una specie di museo moderno interattivo sulle migrazioni”.
foto ufficio stampa ASL Roma 1
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L’Intelligenza artificiale aiuterà i neurologi a gestire l’ictus

ROMA (ITALPRESS) – La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è risultata vincitrice del prestigioso bando Horizon della Commissione Europea, insieme ad altri 12 partner, con il progetto TRUSTroke, incentrato sull’uso dell’intelligenza artificiale nei pazienti con ictus; sarà finanziato per un ammontare complessivo di 6 milioni di euro. Il ruolo del Policlinico Gemelli sarà quello di coordinare il work package clinico (WP6) del progetto.
L’intelligenza artificiale al servizio di medici, pazienti e caregiver per la gestione delle fasi acute e croniche dell’ictus ischemico. Questo lo scopo del progetto TRUSTroke che avrà come output finale lo sviluppo di una nuova piattaforma basata appunto sull’intelligenza artificiale. Ma per arrivare a questo, è necessario ‘istruirè gli algoritmi di intelligenza artificiale per far loro imparare come evolve l’ictus in un vasto gruppo di pazienti. Completata la fase preparatoria, questi strumenti di intelligenza artificiale saranno validati su una serie di pazienti, per verificare se sono stati correttamente ‘addestratì, cioè per valutare se la previsione che l’algoritmo fa in termini di miglioramento o peggioramento clinico, di recidiva di ictus, di re-ospedalizzazione, di aderenza alla terapia di prevenzione secondaria, risulti affidabile o meno.
“L’intelligenza artificiale – spiega il dottor Pietro Caliandro, Dirigente Medico presso la Stroke Unit del Policlinico Gemelli, Docente di Neurologia presso l’Università Cattolica, campus di Roma e Coordinatore del Work Package clinico del progetto – ha un’enorme potenza di calcolo e potrebbe rivelarci, in fase molto precoce, una serie di informazioni che attualmente ci sfuggono. Questi algoritmi potrebbero cioè permetterci di prevedere con precisione, già nei primi 2-3 giorni dall’ictus, quale sarà l’evoluzione clinica di quel paziente a distanza di 10 giorni o a 3, 6, 12 mesi, in termini di sopravvivenza e di sviluppo di disabilità. Se gli algoritmi che stiamo costruendo si dimostreranno validi – prosegue il dottor Caliandro – questo ci consentirà di ottimizzare il percorso di cura del paziente, non solo in ospedale, migliorando la sua assistenza e i tempi di degenza, ma anche a domicilio, dove continuerà a essere seguito attraverso strumenti e applicazioni che faranno da interfaccia tra il paziente a casa e noi in ospedale”.
Il progetto TRUSTroke si articola in due grossi filoni: la parte tecnica, che si occuperà di sviluppare gli algoritmi, e la parte clinica, coordinata dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. I partner tecnici sono Eurecat, Josef Stefan Institute, Nora Health, Politecnico di Milano, CNR, NACAR; verrà inoltre sviluppata e utilizzata un’infrastruttura di apprendimento federato (ospitata dal CERN) per consentire una creazione collaborativa di modelli predittivi affidabili basati sull’IA, sfruttando i dati relativi all’ictus, senza compromettere la privacy (EATRIS, Stroke Alliance for Europe) e implementando i migliori protocolli di sicurezza.
La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e il Centro multidisciplinare Gemelli Generator diretto dal professor Vincenzo Valentini, Vice Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS – avrà il prestigioso ruolo di coordinare le attività cliniche, svolte in strutture ospedaliere di rilievo mondiale (Ospedale Universitario Vall D’Hebron di Barcellona, Università Cattolica di Lovanio, Policlinico Universitario di Ljubljana); si occuperà di definire le variabili cliniche su cui si baseranno i modelli predittivi, di promuovere gli studi clinici per verificare l’efficacia dei modelli predittivi sviluppati e di validarli clinicamente; contribuirà inoltre all’integrazione dei risultati nelle linee guida che a livello internazionale definiscono gli aspetti salienti della cura dei pazienti con ictus.
“Il progetto TRUSTroke – spiega il professor Paolo Calabresi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia del Policlinico Gemelli e Ordinario di Neurologia presso l’Università Cattolica – rappresenta una straordinaria opportunità di implementazione dei processi di gestione dei pazienti con ictus ischemico con importanti ricadute per il singolo paziente e la collettività”.
Il coordinamento generale del network è affidato all’Ospedale Universitario di Vall D’Hebron di Barcellona.
foto ufficio stampa Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Pietro Caliandro, Dirigente Medico presso la Stroke Unit del Policlinico Gemelli
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