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Invecchiamento attivo, da Bruxelles massima valutazione alla Lombardia

MILANO (ITALPRESS) – Regione Lombardia conferma il suo ranking di 4/4 stelle, che riconosce l’eccellenza delle strategie e delle politiche intersettoriali sul territorio per la promozione dell’invecchiamento attivo e in salute nella popolazione. L’importante riconoscimento è stato consegnato nel corso del ‘RSCN Award Ceremony’, la cerimonia dei ‘Reference Sitè europei per l’invecchiamento attivo.
Appuntamento che si è tenuto a Bruxelles, lunedì 10 ottobre, ed è l’esito della valutazione delle politiche messe in atto a livello regionale, con particolare riguardo all’area della prevenzione e della promozione della salute. In particolare sono state riconosciute a Regione Lombardia “buone pratiche validate e replicabili in altre regioni EU”.
“La promozione di uno stile di vita sano per favorire l’invecchiamento attivo – ha dichiarato la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti – è un nostro obiettivo. Abbiamo investito risorse e partecipato attivamente per garantire un approccio integrato alla cura e all’assistenza. Il prestigioso riconoscimento premia i nostri sforzi e le nostre politiche prese come modello per altri paesi dell’Unione Europea”.

– foto: ufficio stampa Regione Lombardia
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Tangenti sulle protesi dentali, tre nuovi arresti per corruzione a Milano

MILANO (ITALPRESS) – Sono finite agli arresti domiciliari tre persone indagate per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Il provvedimento, disposto dal gip presso il Tribunale di Milano, è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale, coordinati dalla locale Procura.
L’operazione si inserisce in una più ampia indagine, svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, e vede coinvolti complessivamente 11 indagati. Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un sistema di corruttela nell’ambito della produzione e distribuzione di manufatti odontoprotesici, perpetrato da un’azienda leader nel settore dell’odontotecnica, con la compiacenza di medici operanti presso molteplici Aziende Ospedaliere pubbliche lombarde.
In particolare, la società finita al centro delle indagini, tramite il suo legale rappresentante pro-tempore e fidati suoi collaboratori, avrebbe intrattenuto accordi corruttivi con odontoiatri in servizio presso ambulatori pubblici i quali
avrebbero prescritto protesi, accessori e manufatti ortodontici anche in eccesso e non necessari, maggiorando così i correlati prezzi poi direttamente pagati dall’inconsapevole paziente.
Nel dettaglio nell’ambito “ortodonzia”, il sistema illecito consisterebbe nel rilascio di una prescrizione medica per manufatti non necessari, non effettivamente impiantati o dai costi indebitamente raddoppiati; nell’ambito “protesi”, verrebbero rilasciate prescrizioni mediche e preventivi di spesa in cui si indicano voci accessorie, non corrispondenti ai trattamenti effettuati, al solo fine di aumentare artatamente il valore finale della prestazione per la successiva fatturazione e pagamento da parte dell’ignaro paziente. In cambio di tale impropria attività di collaborazione prestata, i medici compiacenti avrebbero ottenuto dalla società fornitrice delle protesi un compenso calcolato in percentuale sul fatturato procurato all’azienda mediante le prescrizioni mediche effettuate, dazione corruttiva erogata ai professionisti in contanti con consegne brevi manu o mediante sconti per i propri studi privati.
Nel corso delle attività investigative, sono poi emersi nuovi fatti coinvolgenti un medico già operante presso una
struttura privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale che avrebbe ottenuto circa 26 mila euro in contanti in più tranche, dal rappresentante legale pro-tempore dell’impresa, per il tramite di un suo dipendente, quale dazione corruttiva per l’attività svolta nel 2020 e nel 2021. Più nello specifico, all’odontoiatra sarebbe stata riconosciuta una percentuale pari al 10% sul fatturato annuo realizzato dalla società investigata, grazie alle prescrizioni mediche rilasciate presso la Clinica in cui operava il medico tratto in arresto.
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare personale, sono in corso perquisizioni nelle province di Brescia e Milano.
foto ufficio stampa Guardia di Finanza
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In Lombardia 8.671 nuovi casi di Covid e 18 decessi

MILANO (ITALPRESS) – Sono 8.671 i nuovi casi di Covid registrati in Lombardia nelle ultime 24 ore, a fronte di 38.067 tamponi effettuati, di cui è risultato positivo il 22,7%. Scende quindi il tasso di positività che ieri si attestava al 23,5%. E’ quanto emerge dal consueto bollettino sulla situazione epidemiologica regionale diffuso dal ministero della Salute. Crescono i ricoveri nei reparti ordinari, dove i degenti oggi sono 36 in più rispetto a ieri (totale posti letto occupati a livello regionale: 888). Mentre il numero dei ricoverati è stabile nelle terapie intensive (13, come ieri e giovedì). I decessi sono oggi 18, che portano il totale complessivo da inizio pandemia a 42.644.
credit photo agenziafotogramma.it
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Maran “Matrimonio Lega-lombardi è finito, Centrosinistra sia l’alternativa”

MILANO (ITALPRESS) – “Il matrimonio tra la Lega e i lombardi è finito da tempo. Però bisogna vedere se noi siamo in grado, abbiamo la forza e la capacità di essere un’alternativa. Io scommetto di sì”. Così Pierfrancesco Maran, Assessore Pd a Milano, a margine dell’evento che ha organizzato davanti a Fondazione Feltrinelli. Quella per le regionali, “è la sfida di tutti coloro che vogliono cambiare le cose: fare in modo che questa volta, che tra l’altro è la prima volta che non si vota insieme alle politiche e si può parlare di regione, che esiste un’alternativa vera” dice rispondendo ai cronisti che lo interpellano sulla sua disponibilità a correre come candidato alle regionali lombarde. “Io credo che non si venga candidati perchè qualcuno lo domanda – riflette ancora – ma perchè si vince una competizione in cui scelgono i cittadini. Siamo a un passaggio prima: i candidati li scelgono in un accordo le segreterie di partito, cosa che può succedere ma che secondo me non porta distante, o si apre alle persone, si ascoltano e si coinvolgono in una scelta? Se è così diventa una sfida affascinante a prescindere da chi sia il candidato”.

– foto: xa1/Italpress

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Operazione “Pettirosso” in Lombardia, Carabinieri a tutela dell’avifauna

ROMA (ITALPRESS) – Ci sarà anche il cane Africa, in grado di scoprire con l’olfatto armi e munizioni anche quando sono nascoste sotto terra, tra i protagonisti dell’Operazione Pettirosso 2022 che si svolgerà nelle province di Bergamo, Brescia e Mantova, a tutela dell’avifauna migratoria. Con Africa andranno sul campo 56 Carabinieri, di cui due Ufficiali, con l’obiettivo specifico di contrastare il bracconaggio nelle province. Giornalmente opereranno complessivamente sei pattuglie, mentre la Sala Operativa sarà costituita da sei militari di cui un Ufficiale che avrà il compito di coordinare i militari impegnati sul territorio.
L’operazione anti-bracconaggio denominata “Pettirosso” viene condotta da anni in particolare nelle Prealpi delle province di Brescia, Bergamo e Mantova ed è una delle operazioni più importanti a tutela dell’ambiente e della biodiversità. Tali province delle Prealpi Lombardo-Venete infatti rappresentano uno snodo fondamentale lungo le rotte dell’avifauna selvatica migratoria e allo stesso tempo sono considerate una delle aree critiche del bracconaggio italiano.
All’operazione collaborano in varie forme anche cittadini, cacciatori e associazioni ambientaliste quali WWF, LIPU, Legambiente, CABS, LAC, NOGEZ e Fare Ambiente, che volontariamente segnalano ai Carabinieri la localizzazione di eventuali strumenti o azioni di bracconaggio in cui si dovessero imbattere. In tale area ha ampia diffusione il fenomeno della caccia illegale, in particolare al Pettirosso (Erithacus rubecola) e, pertanto, rientra in uno dei sette black-spot (aree calde del bracconaggio italiano) individuati nel “Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”, che avviene sia tramite armi da fuoco che con vere e proprie trappole (reti e archetti) che infliggono all’animale sofferenze e una dolorosa morte. Al termine dell’operazione, gli esemplari provenienti da sequestro di esemplari ancora in vita verranno affidati ai centri di recupero animali selvatici per il successivo rilascio in natura non appena le condizioni fisiologiche degli stessi lo consentiranno. A questo scopo i Carabinieri collaborano con i centri di recupero animali selvatici (CRAS) “Il Pettirosso” di Modena e l'”Oasi WWF Valpredina” di Bergamo.

– foto: ufficio stampa Carabinieri
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Lombardia, 2 milioni a 60 distaccamenti volontari dei Vigili del Fuoco

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MILANO (ITALPRESS) – È stato pubblicato l’elenco dei beneficiari del contributo regionale rivolto alle Onlus che sostengono un distaccamento volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il bando espletato da Regione Lombardia assegna 2 milioni di euro di contributi a 60 distaccamenti volontari. “Delle 56 organizzazioni regolarmente iscritte nell’elenco regionale, sono pervenute 58 richieste di contributo e sono state tutte finanziate – ha commentato l’assessore lombardo alla Protezione Civile, Pietro Foroni -. Sono particolarmente orgoglioso di questa iniziativa, fortemente voluta da Regione Lombardia, che mette in luce l’impegno profuso della nostra istituzione nei confronti del sistema di volontariato lombardo”. “Siamo l’unica regione – ha aggiunto Foroni – a sostenere un progetto così strutturato nei confronti del nostro volontariato e dei Vigili del Fuoco; realtà che rappresentano un valore aggiunto per la nostra comunità durante le situazioni emergenziali, soprattutto quelle legate ai fenomeni calamitosi divenuti sempre più difficili da prevedere”. Il contributo assegnato permetterà ai distaccamenti volontari di dotarsi di nuovi mezzi e strumentazioni tecniche necessarie per migliorare le condizioni operative del personale dei distaccamenti.(ITALPRESS).

 

photo credits: Ufficio Stampa Vigili del Fuoco

Università Bocconi, Parte anno accademico. Spinta su scienze sociali

MILANO (ITALPRESS) – Calarsi, analizzare, comprendere la complessità. In un mondo dominato da shock economici e geopolitici che rendono ogni giorno più difficile fare previsioni, bisogna essere capaci di fare problem framing, prima ancora che problem solving. Adottare una visione ampia e un approccio diversificato ai problemi per essere in grado di ‘connettere i puntì. Proprio il tema della complessità e l’impegno della Bocconi nel consolidare il proprio ruolo di ‘research university’ nelle scienze sociali, così da fornire alla propria comunità gli strumenti per approcciarla, sono stati oggi al centro della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2022/23, il 121esimo dell’ateneo. La cerimonia, che ha visto gli interventi del presidente Mario Monti, del rettore Gianmario Verona e del premio Nobel per la pace 2018, Denis Mukwege, ginecologo congolese che nel 1998 fondò nel paese il Panzi Hospital attivo nella cura delle donne vittime di stupro, si è tenuta alla presenza del vice presidente Andrea Sironi e del consigliere delegato Riccardo Taranto. “La guerra in Europa con le conseguenti crisi energetica e alimentare, insieme alle tensioni geopolitiche tra i diversi blocchi stanno mettendo alla prova i valori europei e di democrazia”, dichiara il presidente Monti. “La ricerca di una società aperta, più solidale, attenta ad attenuare le disuguaglianze deve essere un impegno di tutti, leader e cittadini. In tale contesto il ruolo di un’istituzione universitaria come la Bocconi deve essere quello di analisi del contesto e stimolo verso risposte sostenibili. E’ stata questa una delle linee forti che hanno caratterizzato il lungo e fecondo rettorato di Gianmario Verona, al quale va il vivo ringraziamento del Consiglio di Amministrazione e mio personale. Il percorso di questi anni verso un ateneo sempre più attento alla diversità e all’inclusione sarà ulteriormente accelerato nel prossimo futuro, come indicato nel nostro piano strategico”. “Viviamo in un mondo di giorno in giorno più complesso, in cui è sempre più complicato predire gli scenari economici e geopolitici futuri”, ha sottolineato Gianmario Verona in quella che è la sua ultima relazione inaugurale da rettore: il suo terzo mandato si concluderà il 31 ottobre. “In questo contesto, il ruolo di un’università è di impostare un viaggio nel problema da affrontare ed immergervisi, unire i puntini analizzando i problemi da più angolazioni. Fare cioè problem framing, prima ancora che problem solving. Accettare e studiare la complessità, non banalizzarla attraverso la semplificazione. Affrontare la complessità significa cambiare la prospettiva semplicistica del ‘trovare la soluzione ottimalè. E per fare questo la Bocconi si è aperta a nuove competenze e collaborazioni che completassero la sua capacità di analizzare la complessità”. Da qui, la strategia di allargarsi all’insieme delle scienze sociali e di guardare in particolare alle scienze politiche e alla computer science, rafforzare in queste direzioni il corpo docente e completare l’offerta formativa puntando a un’innovazione costante nei programmi e nelle metodologie didattiche e aprendosi sempre di più alle collaborazioni con network e partner universitari d’eccellenza in Italia e nel mondo. Guardando alla didattica, dopo l’avvio quest’anno del Master of science in Transformative Sustainability in collaborazione con il Politecnico di Milano, oggi è stato annunciato il lancio del nuovo corso di laurea triennale in Global Law, il primo Bachelor in lingua inglese nel campo del diritto (che sarà attivo dall’anno accademico 2023/24) e che porta l’offerta Bocconi a 26 programmi (erano 20 all’inizio del rettorato Verona, nell’anno accademico 2016/17). La complessità dell’offerta di Bocconi è il risultato della sempre crescente attenzione al capitale umano e alla ricerca. Nel corso dell’ultimo anno accademico gli studiosi della Bocconi hanno vinto 5 nuovi Era (European Research Council) Grant, portando così a 25 quelli attualmente attivi nell’università (erano 17 nel 2016) e a 47 il totale dei progetti ospitati dall’avvio nel 2007. Bocconi oggi è diventata competitiva non solo nei campi disciplinari tradizionali ma anche nei nuovi ambiti a cui si è aperta: complessivamente, infatti, Bocconi ha vinto ERC Grant in 8 diversi settori dall’economia alla matematica, dalla storia economica alla computer science. Sempre sul fronte della ricerca, quest’anno, dopo il recente lancio dell’Algorand Fintench lab, sarà presentato lo Ion Management Science Lab, dedicato all’analisi delle strategie e dell’organizzazione aziendale alla luce della trasformazione digitale delle imprese che porterà a 10 il numero dei laboratori attivati negli ultimi sei anni. L’innovazione introdotta in questi anni è proceduta parallelamente alla continua spinta internazionale che da sempre caratterizza Bocconi. Oggi il 25% dei professori è internazionale e proviene da 32 paesi. Era il 15% nel 2016. Un risultato reso possibile dalle 167 assunzioni degli ultimi sei anni di cui 25 in questo anno accademico. La crescita del corpo docente ha puntato inoltre con determinazione anche a un maggior equilibrio di genere: oggi le professoresse sono 131 (+22.4% rispetto al 2016) e le full professor sono triplicate, passando da 8 a 24. E’ internazionale anche il 22.4% dei 15mila studenti (+46.7% rispetto al 2016, da 124 paesi del mondo), percentuale che sale al 42% se si considerano solo le classi con didattica in inglese. Un’università sempre più internazionale, ma anche selettiva, alla ricerca dei migliori talenti: alla crescita delle application per entrare in Bocconi fino alle 22.081 di quest’anno (il 54% in più rispetto a 6 anni fa) corrisponde un aumento del tasso di selezione che oggi vede ammessi al triennio il 17.6% degli studenti che fanno domanda, rispetto al 29,2% del 2016. La complessità va studiata e compresa, grazie alla ricerca ad ampio spettro e a una formazione il più possibile multidisciplinare, ma va anche affrontata con il sostegno economico là dove diventi un ostacolo al diritto allo studio. Nell’anno accademico 2021/22 la Bocconi ha destinato 37 milioni al sostegno dei propri studenti, tanto che, oggi, 1 studente su 4 beneficia di una delle forme di agevolazione. In questo percorso verso una sempre maggiore inclusione è stato fondamentale anche il ruolo dei donor (individui, aziende e fondazioni) che hanno sostenuto l’università: nel 2021 sono stati raccolti a favore di progetti di mobilità sociale 5.7 milioni, rispetto ai 2.6 milioni del 2016. Oggi si contano 14 fondi intitolati di sostegno agli studenti di cui sei dedicati esclusivamente alle studentesse. Ma il ruolo inclusivo e di solidarietà di Bocconi va oltre alle azioni rivolte alla propria comunità. Due in particolare le attività promosse all’indomani dello scoppio dell’invasione russa in Ucraina: il programma di sviluppo Ukrainian Community Empowering Program, rivolto in particolare alla comunità ucraina raccoltasi a Milano, e l’Uasi, l’unità di supporto giuridico nata in seno al Bocconi Lab in European Studies (Blest). Infine, la promozione e il sostegno all’imprenditoria, per contribuire a costruire un ecosistema di startup in grado di crescere e competere in Italia e all’estero. B4i – Bocconi for Innovation, l’acceleratore dell’università, ha appena dato il benvenuto a 6 nuove startup, portando così a 130 le startup ospitate in tre anni (è nato nel 2019), di cui 93 entrate nei programmi di pre-accelerazione e 37 di accelerazione. In questo modo, B4i supporta un ecosistema fatto di 427 imprenditori, di cui un quarto donne. Un ecosistema che fino a oggi è stato in grado di raccogliere 10 milioni di euro e di creare 60 nuovi posti di lavoro. Didattica, ricerca, sviluppo e inclusione del capitale umano e una visione multidisciplinare che sfida la complessità calandovisi dentro. Risultati che sono ben sintetizzati da due serie di numeri: il quarto posto della Bocconi in Europa e il decimo al mondo in Social sciences and management per il ranking QS e il quarto posto in Europa e il 17esimo al mondo per US News. (ITALPRESS).

Rissa alla movida di Milano, due trapper tra gli 11 indagati

MILANO (ITALPRESS) – La Polizia e i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e dalla Procura per i Minorenni di Milano, hanno eseguito due ordinanze cautelari nei confronti di 11 persone, tra le quali figurano due noti trapper, accusati di rissa, lesioni, rapina aggravata e porto abusivo di arma da sparo.
L’operazione di polizia giudiziaria ha avuto origine a seguito della violenta rissa che ha visto coinvolte più di dieci persone, con l’uso di armi da fuoco, la notte tra il 2 e il 3 luglio scorso in via Alessio di Tocqueville, luogo noto della movida milanese. In quella circostanza, il primo intervento della Polizia di Stato aveva consentito di sottoporre a fermo due senegalesi convolti attivamente nella rissa, entrambi raggiunti da colpi d’arma da fuoco alle gambe.
La successiva ricostruzione dell’episodio è stata il frutto di un’intensa e complessa attività d’indagine condotta dalla Compagnia dei Carabinieri “Duomo” e dalla Squadra Mobile, coordinate dalle due Procure, attraverso attività tecniche, analisi di numerosi filmati e acquisizione di dichiarazioni di persone informate sui fatti.
L’attività investigativa, attualmente nella fase delle indagini preliminari, ha consentito di individuare in modo puntuale le fasi salienti della violenta rissa e di ricondurre la stessa a pregressi contrasti tra bande di strada e a relativi interessi economici.
Alla rissa avrebbero partecipato almeno 13 persone, di cui 11 appartenenti ad una fazione (tra i quali due minorenni) e due a un’altra. Un ruolo attivo nella rissa sarebbe stato svolto proprio da due noti trapper milanesi, facenti parte del gruppo più nutrito, orbitante intorno a una casa discografica.
La violenta rissa, inizialmente caratterizzata da ripetuti calci e pugni tra i partecipi, si è conclusa come una vera e propria esecuzione nei confronti dei due senegalesi, colpiti alle gambe da colpi d’arma da fuoco e derubati del denaro ed atri effetti personali.
Negli scorsi mesi i Carabinieri avevano arrestato 9 persone, quattro delle quali destinatarie del provvedimento odierno, protagoniste di una spirale di aggressioni e ritorsioni tra le gang di “Simba La Rue” e “Baby Gang”, da un lato, e quella di “Baby Touchè”, dall’altro, per l’aspra conflittualità determinata dalle rivalità nella diffusione delle rispettive produzioni musicali.
L’ulteriore sviluppo delle indagini, documentando anche quest’ultimo episodio di violenza, ha consentito di svelare le dinamiche e le gerarchie interne alla gang di Piazza Prealpi, tuttora la più attiva sulla scena criminale e musicale milanese, nella quale si uniscono le gang di “Simba La Rue” e “Baby Gang” con regole di fedeltà reciproca e di omertà.
Numerose sono le perquisizioni effettuate a carico degli indagati.

– foto: polizia-Carabinieri

(ITALPRESS).