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Eutanasia, Cappato si autodenuncia a Milano per suicidio assistito

MILANO (ITALPRESS) – Depositata l’autodenuncia di Marco Cappato, il tesorerie dell’associazione Luca Coscioni che ha accompagnato in Svizzera Elena, 69enne malata oncologica in fase terminale, determinata a ricorrere al suicidio assistito. “Abbiamo depositato l’autodenuncia di Marco Cappato – spiega ai cronisti uscendo dalla stazione di Milano Duomo l’avvocata Filomena Gallo – che evidenzia l’aiuto al suicidio fornito alla signora Elena sin dai primi contatti, l’accompagnamento in Svizzera, le fasi durante la permanenza presso la struttura a Basilea, anche di interpretariato della modulistica che la signora ha dovuto firmare a ulteriore conferma della sua volontà di voler preocedere. Ora è tutto in mano alle forze delle ordine e sarà trasmesso alla magistratura. Evidenziato nell’autodenuncia anche l’aiuto che Marco Cappato fornirà alle persone che vogliono decidere sul proprio fine vita”. “Nella dichiarazione che ho reso” ai Carabinieri “sono entrato nel dettaglio delle azioni concrete che ho fornito e del fatto che quelle azioni sono state indispensabili a che Elena potesse ottenere un aiuto”. Così Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, parlando con la stampa dopo essersi autodenunciato ai carabinieri di Milano per aver accompagnato in Svizzera la signora Elena, morta ieri mediante suicidio assistito. “Lunedì mattina – racconta – alle ore sette, con la mia auto, sono andato nel paese in Veneto di Elena, le ho citofonato, l’ho fatta accomodare in macchina e siamo partiti per Basilea”. Le azioni che l’associazione una Coscioni fornisce a chi la contatta, spiega ancora, sono di tre tipi: “una di supporto, consiglio e informazione”, poi “una molto più concreta” quale l’accompagnamento, infine “sul posto”, un aiuto a “interpretare i documenti” e a gestire le “conversazioni con il medico e il personale”. In definitiva, “far sentire” la persona malata “un pò meno in esilio, per quanto possibile”. E sottolinea: “Si tratta di un aiuto indispensabile per Elena perchè lei non avrebbe accettato di mettere a rischio il marito e la figlia”, aggiunge Cappato che ribadisce come “noi non siamo qui a chiedere tolleranza, che si chiuda un occhio, o a fare una dichiarazione pubblica” per “poi invece minimizzare i fatti”. “Per una persona che riesce ad andare in Svizzera, ce ne sono centinaia che non hanno i soldi, i tempi, le condizioni sanitarie per farlo e per sopportare quelle 8 ore abbondanti di viaggio che ha dovuto sopportare Elena”. Per questo, rimarca ancora di avere specificato ai Carabinieri, “continuerò a farlo, valuti l’autorità giudiziaria se si può configurare o meno il rischio di reiterazione del reato”. (ITALPRESS).

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In azienda brianzola i lavoratori sono (quasi) tutti non vedenti

MILANO (ITALPRESS) – Quella mattina dell’1 gennaio 2021 non la dimenticherà mai. Quando ha aperto gli occhi Davide non ci vedeva più: attorno a lui solo il buio e nel suo cuore tanta paura e sconforto. Che cosa ne sarebbe stato della sua vita, del suo lavoro, del suo futuro ormai avvolto per sempre nelle tenebre? Dopo un iniziale momento di sconforto Davide ha ripreso in mano la sua vita, e grazie ai corsi di autonomia e di informatica promossi dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Monza (Uici) ha ricominciato a vivere. Ma soprattutto a lavorare. Ha proseguito l’attività di responsabile tecnico di aziende specializzate nell’installazione di impianti fondando, insieme al collega (e oggi amico) Salvatore, dando vita a una nuova azienda (la SCR Tecnologies Srls). Un connubio particolare e unico dove gli occhi di Salvatore vedono al posto di quelli di Davide e gli spiegano quello che lui non può vedere; mentre l’esperienza di Davide trova le soluzioni per il problemi che Salvatore poi trasforma in progetti. Una storia di rinascita (“guai a chiamarla resilienza, è più corretto definirla resistenza a una situazione che non tornerà mai più come prima”, precisa Davide) quella che ha come protagonista Davide Rizzi e il suo collega Salvatore Scorrano. Insieme sono riusciti ad andare oltre i limiti e i pregiudizi e Davide – grazie ai corsi organizzati dall’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) di Monza – è tornato sui cantieri, ma anche alla sua vita normale. Anche se avvolta nel buio. Davide Rizzi ha 59 anni e vive a Pero. “Nel 2018 mi è stata diagnosticata una malattia neurologica- spiega-. Una malattia che mi ha cambiato radicalmente la vita”. Davide, libero professionista, appassionato di trekking e di viaggi ha dovuto fermarsi. “Facevo fatica anche a fare piccoli passi- prosegue-. E’ stato l’inizio di un calvario, dentro e fuori gli ospedali. Alla fine sono stato costretto anche a chiudere l’azienda”. Nel frattempo l’incontro con Salvatore che – malgrado i problemi di salute del collega – lo ha voluto fortemente nel suo nuovo progetto imprenditoriale. “Ho creduto fin da subito in lui – racconta Salvatore -. Non ci sono stati assolutamente problemi a dovermi adattare ai suoi tempi e alle sue esigenze, accettando la sua richiesta di lavorare mettendo però al primo posto la salute”. Poi, improvvisamente, quella notte dell’1 gennaio di un anno e mezzo fa sulla vita di Davide è calato per sempre il buio, ma tutto questo non ha scalfito quel connubio lavorativo tra Davide e Salvatore. Tutt’altro: si sono dovuti semplicemente riadattare a una situazione che non sarebbe potuta cambiare. “Non avrei più riacquistato la mia vista – precisa Davide -. Dovevo assolutamente fare qualcosa”. Non sono stati mesi facili e Davide non nasconde di aver pensato, nei momenti di maggiore rabbia e sconforto, anche di compiere un gesto estremo. Perchè non è facile, dall’oggi al domani, dover dipendere da qualcuno perchè non si è più autonomi neppure a casa propria. Uno tsunami di emozioni hanno travolto l’uomo che, oltre dover fare i conti con la nuova condizione, doveva anche rispondere alle telefonate dei clienti che, ignari dell’accaduto, si erano affidati al professionista. “Ma anche rispondere al telefono non era facile, inviare un’email era impossibile”, ricorda. A quel punto la rinascita. La decisione di rimettersi in pista e di ripartire, da una condizione diversa. “Ho accettato la proposta di Nicola Stilla, all’epoca commissario dell’Uici di Monza, di partecipare ai corsi di autonomia e di informatica – prosegue -. Sono stati la mia salvezza. Ho ricominciato a vivere, invece di sopravvivere sul divano di casa ad ascoltare la tv”. Davide è tornato a lavorare: si muove con il bastone, utilizza senza problemi i mezzi pubblici, in casa è autonomo, invia email e risponde al telefono. E intanto l’azienda va avanti: anzi ha aperto le porte anche a un’altra professionista non vedente. Anche Elena Cantù – 40 anni di Monza, non vedente da dieci anni – è appena entrata nel team dove si occupa di marketing e di comunicazione. Anche per lei la partecipazione ai corsi di autonomia sono stati la “salvezza” per rientrare nel mondo del lavoro. “Se io e Davide non avessimo partecipato ai corsi di informatica non saremmo qui a parlare oggi di lavoro e di autonomia – precisa Elena -. Lavoro da casa, mi sento utile, vedo un futuro”. Salvatore e Davide sono molto soddisfatti del lavoro di Elena. “Elena è stata assunta perchè brava, molto brava, nel proprio lavoro – ribadisce Salvatore -. La conoscenza delle problematiche relative alla disabilità visiva acquisita dall’esperienza di Davide ci ha permesso di non discriminare Elena per la sua disabilità e quindi di inserire in azienda una risorsa capace ed importante. Spesso chi è disabile non ha bisogno di favoritismi ma solo di non essere discriminato”. Nella presentazione dell’azienda che Davide e Salvatore inviano ai clienti, è scritto a chiare lettere che Davide è una persona non vedente. “Eppure questo non è un ostacolo – aggiunge -. Le persone neppure se ne accorgono. Guardano dritto al professionista, alle offerte e ai risultati”. Che Davide non veda non interessa: loro guardano ai risultati che quei due professionisti (ciascuno con le proprie peculiarità) riescono a offrire. “L’handicap c’è – precisa Davide -. Ma la competenza, agli occhi dei clienti, lo fa scomparire”. La Scr Tecnologies Srls ha assunto la struttura di azienda diffusa, ovvero senza una sede formale ma distribuita sul territorio. Ha piccoli depositi a Gorgonzola e a Brugherio, un ufficio a Pero ed uno a Monza. L’azienda conta su un gruppo di collaboratori sparsi nel territorio lombardo. (ITALPRESS).

Photo credits: UICI Lombardia

Alika, In piazza Scala a Milano presidio per “un Paese civile”

MILANO (ITALPRESS) – Al grido di “Giustizia per Alika”, “Alika vive” e “Say his name”, una cinquantina di persone si sono riunite di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per dire no al razzismo e all’indifferenza. Una reazione al brutale omicidio avvenuto a Civitanova Marche venerdì scorso quando Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, un operaio di 32 anni, ha pestato a morte l’ambulante nigeriano Alika Ogorchukwu a Civitanova in mezzo alla strada. A convocare il presidio è stata Europa Verde: “In un paese civile – spiega il capogruppo in consiglio comunale a Milano Carlo Monguzzi – di fronte a un episodio simile bisogna indignarsi, ribellarsi, in modo non violento e pacifico ma dire chiaramente che in Italia, come nel mondo, ci deve essere il rispetto reciproco”. “Noi ci battiamo per un paese civile”, prosegue mentre regge tra le mani un cartello che richiama proprio questo: “Voglio un paese civile”. “Quello che più spaventa è l’indifferenza”, dice poi, riferendosi a chi, assistendo alla scena, ha filmato senza intervenire nè chiamare i soccorsi. Ma “Milano c’è e non è disposta a sopportarla”. Dopodichè, in questa storia, aggiunge, ci sono responsabilità a cui lo Stato non può sottrarsi: “Una persona con problemi va tenuta sotto osservazione dallo Stato, una persona povera va aiuta dallo Stato. Ci vuole uno Stato che, attraverso la sua parte sociale, intervenga per impedire cose di questo tipo”. Sabato prossimo a Civitanova si terrà la manifestazione nazionale mentre per giovedì la rete ‘Milano senza frontierè ha annunciato un altro presidio per Alika Ogorchukwu ancora di fronte a Palazzo Marino. Intanto l’arresto di Ferlaazzo è stato convalidato dal gip di Macerata che ha escluso il movente razziale. L’omicida, infatti, un anno fa aveva subito un trattamento sanitario obbligatorio con la diagnosi di tossicodipendente aggressivo con disturbo di personalità, una sindrome bipolare, comportamenti psicotici. (ITALPRESS).

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Milano, Una recinzione potrebbe proteggere Loggia dei Mercanti

MILANO (ITALPRESS) – Loggia dei mercanti: la maggioranza è contro la cancellata, le opposizioni no, ma l’Anpi la vuole e il sindaco pure. Tanto che spunta un’ipotesi di recinzione per proteggere il luogo simbolo della Resistenza di Milano dai continui episodi di vandalismo che l’hanno colpita. Secondo la proposta a cui il Comune di Milano e Anpi stanno lavorando, la Loggia potrebbe essere presto protetta – ma nè i tempi nè la realizzazione sono certi dato che la Soprintendenza deve ancora pronunciarsi – da una recinzione “leggera”, di materiale trasparente, alta circa un metro. “Una cosa delicata ma che scoraggia eventuali trasgressori”, riferisce il presidente di Anpi Roberto Cenati intervenendo in commissione congiunta Cultura e Sicurezza. L’ipotesi è sorta durante un incontro dello scorso 18 luglio, in Comune, con il direttore generale e gli assessori alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e alla Cultura Tommaso Sacchi. Ma la recinzione non basterebbe. Cenati torna infatti a insistere sull’importanza di tutelare il luogo e le installazioni di Cini Boeri non solo dagli atti vandalici ma anche da “bivacchi” quotidiani e comportamenti di incuria ricorrenti. E se un presidio fisso di vigili non si può garantire, dice, almeno si potenzino illuminazioni e telecamere. Su questo risponde l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, garantendo che “il potenziamento dell’illuminazione è stato effettuato”, mentre “entro la fine di quest’anno contiamo di avere il posizionamento finale delle nuove telecamere digitali”. Lato cultura, invece, c’è l’impegno dell’assessore Sacchi di animare la Loggia ma anche la piazza adiacente con “iniziative divulgative coerenti” con la storia e l’identità del Broletto. Una richiesta che viene anche dai consiglieri comunali collegati, secondo molti dei quali se la Loggia è spesso danneggiata dipende anche dal fatto che forse non è abbastanza conosciuta: da qui, perciò, non solo l’idea di organizzare eventi pubblici ma anche quella di installare cartelli chiari “su dove si trovano le persone”, come peraltro “noi di Anpi abbiamo chiesto al Comune, che però non l’ha ancora fatto”, conclude Cenati. Ma, appunto, protesta la maggioranza di centrosinistra. Se infatti le opposizioni – con i consiglieri Alessandro De Chirico di Forza Italia e Samuele Piscina della Lega che si spingono sino a un “presidente Cenati non molli, non è solo” – confermano la loro posizione a favore dell’ipotetica soluzione, la maggioranza, Pd in testa, dice no. Alla guida dei contrari, i presidenti delle due commissioni Michele Albiani e Luca Costamagna, i Verdi e persino il Municipio 1. “Non basta certo un ringhiera di mezzo metro a evitare vandalismi – sintetizza Albiani – i ragazzi che si ritrovano alla Loggia non sono criminali ma ragazzi che fanno casino”. In linea col presidente della commissione Sicurezza si pone Francesca Ulivi, assessora municipale, secondo la quale la recinzione “risolve le conseguenze ma non le cause” del problema, dal momento che “lì c’è espressione di un disagio”. Per questo, tutti concordano, bisogna convogliare servizi sociali, educativa di strada e progetti culturali, con Costamagna che rincara: la cancellata sarebbe una triste risposta “tecnica e non politica”. Un’ipotesi operativa arriva dal consigliere dem Daniele Nahum, che suggerisce “un vigile a presidio fisso, visto che ne assumeremo un bel pò”. Ipotesi che piace al verde Carlo Monguzzi, il quale rilancia poi l’idea di mettere “foto di partigiani caduti” per comunicare “la sacralità” del luogo. Luogo che, aggiunge il suo collega di partito Tommaso Gorini, proprio perchè è un Broletto – da sempre e ovunque, nelle città di origine medievale, punti di accesso aperti ai cittadini – se venisse in qualche modo chiuso o in parte limitato, diventerebbe simbolo di “una sconfitta” della città. Albiani chiude la discussione con l’auspicio che la decisione finale sia rimandata al consiglio comunale. E chissà se all’aula arriverà anche la proposta di De Chirico di introdurre un biglietto simbolico di 50 centesimi. (ITALPRESS).

Photo credits: Xa1

Milano, Un treno della Metro Lilla per illustrare la città

MILANO (ITALPRESS) – Da oggi è in servizio un treno della Linea 5 che, con l’allestimento realizzato da YesMilano, presenterà ai viaggiatori della linea Lilla alcuni quartieri di Milano. Turisti e cittadini potranno ammirare le illustrazioni realizzate da una giovane artista italiana Azzurroscuro. Inoltre, negli allestimenti è stato inserito un QR Code che rimanda al sito yesmilano.it, dove si possono scoprire calendari di eventi sportivi e culturali, curiosità e approfondimenti riguardanti il quartiere di interesse. Metro 5, che attraversa la città da Nord a Ovest, porta i passeggeri a conoscere e vivere alcuni scorci di Milano, collegando punti d’interesse artistico e turistico con i luoghi dello sport. “Siamo molto soddisfatti della collaborazione stretta con YesMilano, con cui condividiamo l’entusiasmo di far conoscere e rappresentare artisticamente i quartieri di Milano, attraverso illustrazioni che suggeriscono ai viaggiatori della metro lilla luoghi ed eventi da vivere. Metro 5 è sempre orgogliosa di sostenere iniziative per la città, soprattutto quando favoriscono il turismo, da parte di chi viene da fuori, ma anche degli stessi milanesi alla riscoperta della propria città” afferma l’amministratore delegato di Metro 5 Serafino Lo Piano.(ITALPRESS).

Photo credits: ufficio stampa Metro 5

Assolombarda, Reskilling imprese contro la mancanza di candidati competenti

MILANO (ITALPRESS) – Le aziende investono sempre di più in formazione per aggiornare e riqualificare le proprie risorse, anche alla luce delle difficoltà di reperimento di candidati con le competenze necessarie nel mercato del lavoro. E’ questa la fotografia scattata dall’Osservatorio “Il lavoro a Milano”, realizzato da Assolombarda insieme alle sigle sindacali territoriali di CGIL, CISL e UIL, analizzando i piani formativi di oltre 800 imprese di Milano, Monza, Lodi e Pavia.
Il focus dell’edizione di quest’anno, che contiene dati riferiti al 2021, è dedicato alla formazione interna nelle aziende ed evidenzia i fabbisogni e i trend formativi delle imprese del territorio sul tema.
“L’analisi evidenzia la crescente attenzione riservata dalle aziende alla qualificazione del capitale umano – ha dichiarato Diego Andreis, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Politiche del lavoro, Sicurezza e Welfare -. L’obiettivo di questi investimenti è quello di rendere le imprese in grado di affrontare i cambiamenti e i nuovi equilibri generati dalla trasformazione digitalè.
‘Questa tendenza va, inoltre, nella direzione di valorizzare le risorse interne, anche per far fronte alle difficoltà di reperimento di competenze adeguate sul mercato del lavoro. Infatti, secondo le analisi più recenti, in Lombardia per il 40% delle assunzioni la reperibilità di candidati risulta difficile e tra gli operai specializzati la percentuale sale al 50%. Aumenta, del resto, la domanda di lavoro qualificato: ai lavoratori vengono richieste, in particolare, capacità di adattamento proattivo e capacità di leggere i fenomeni nella loro complessità con un approccio interdisciplinare. Le imprese che risulteranno più competitive in futuro saranno quelle che sapranno coniugare meglio innovazione digitale e investimenti strategici in formazione continua”.
“In un mercato del lavoro in rapida trasformazione come quello attuale, la formazione continua è sempre più importante. Le persone, nel corso della loro carriera professionale, a differenza di quanto avveniva un tempo, si troveranno a cambiare spesso sia azienda che mansioni e posizioni – hanno commentato i Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL di Milano, Massimo Bonini, Carlo Gerla, Enrico Vizza -. Le competenze, anche per i continui progressi tecnologici, diventano in fretta obsolete e per questo è fondamentale mantenerle aggiornate. Chi non si riqualifica rischia di perdere di ruolo all’interno dell’organizzazione aziendale, se non addirittura il posto di lavoro, e incontrerà maggiori difficoltà nella ricerca di nuove opportunità di impiego, soprattutto di qualità. L’indagine dice che le imprese chiedono capacità di adattamento e la formazione è fondamentale da questo punto di vista: un lavoratore ben preparato si abituerà più facilmente ad ogni contesto in cui si troverà ad operare. Dobbiamo agire insieme, sindacati e imprese, anche nei confronti delle istituzioni, per valorizzare la formazione-lavoro e superare qualche resistenza culturale che permane ancora oggi e ostacola una più capillare diffusione delle attività formative”.
Nel dettaglio, sono state 822 le aziende che hanno presentato piani di formazione (per un totale di 998 piani formativi) per accedere ai finanziamenti previsti. La gran parte (62%) appartiene alla classe dimensionale intermedia (26-249 dipendenti), mentre si conferma marginale la quota di imprese di grandi dimensioni (250 dipendenti e oltre) che utilizza questo canale.
Degli oltre 200mila dipendenti, quelli coinvolti in piani di formazione finanziata nel corso del 2021 risultano essere quasi 21mila, ovvero il 10,3% della forza in organico. Ai corsi pianificati hanno partecipato più di 23mila persone, per un numero di ore di formazione complessivamente pari a 1.185.878 (51,3 ore per partecipante).
Focalizzando l’attenzione sulla formazione relativa alle competenze professionali, nel 2021 le imprese hanno previsto interventi sul 19,3% dei propri organici. Nel periodo osservato la formazione è stata più intensa sul personale femminile (22,2%) rispetto a quello maschile (18,9%).
La formazione ha interessato principalmente figure impiegatizie (personale di front office, contabili, impiegati generici) e tecniche (tecnici specializzati in ingegneria e nel life science, tecnici informatici e amministrativi), ma anche operai specializzati, in particolare metalmeccanici. Non a caso si tratta di quelle figure, come tecnici informatici e operai specializzati metalmeccanici, per le quali le imprese manifestano difficoltà di reperimento a causa della mancanza di candidati con le competenze necessarie. Motivo per cui, le aziende puntano sull’aggiornamento professionale di tecnici e operai specializzati già in organico.
Per quanto riguarda le finalità della formazione, le ore dedicate al rafforzamento delle conoscenze si concentrano sulle materie amministrative (quasi 350mila, 38% delle circa 880 mila ore totali) e tecnologiche (210mila, 24%); seguono per importanza marketing ed economia (rispettivamente 200mila e 160mila ore). Le ore di formazione si concentrano anche su: team building (330mila, il 38% delle circa 880mila ore complessive), comunicazione e pubbliche relazioni (230mila, 26%), problem solving e controllo qualità (entrambe con circa 200mila ore).
Quanto alla riqualificazione digitale del personale, nel corso del 2021, sono state dedicate circa 90mila ore, quelle che rientrano nella categoria “competenze informatiche di base”.
Nel 2021 la capacità di adattamento è l’attitudine personale che più la formazione pianificata si propone di rafforzare: sono ben 350mila ore, quasi la metà delle 880mila complessivamente dedicate al consolidamento delle competenze. Segue per importanza l’indipendenza (240mila ore) e poi un gruppo di caratteristiche – tolleranza allo stress, responsabilità, affidabilità – per le quali sono stati previsti interventi formativi che generano tra le 150mila e le 175mila ore.
Lo studio delle attività di formazione effettuate ci fornisce informazioni anche sulle competenze che le imprese ritengono opportuno sviluppare o rafforzare attraverso investimenti in formazione continua e quelle che ricercano sul mercato esterno attraverso gli annunci di lavoro.
Le conoscenze economiche, oltre a essere oggetto di cospicui investimenti in formazione del personale in forza, sono anche molto ricercate dalle imprese nei candidati esterni, così come le conoscenze in scienza della comunicazione. Tra le competenze che le imprese hanno preferito cercare all’esterno ci sono quelle della gestione dei clienti e dell’informatica. Alcune caratteristiche – team building, indipendenza e autocontrollo – sono aspetti che le imprese preferiscono, invece, sviluppare attraverso la formazione interna. Altre, ad esempio leadership e senso di responsabilità, sono invece molto più ricercate dalle imprese in candidati esterni.
La conoscenza delle lingue risulta essere sempre centrale e oggetto di significativi interventi formativi, ma anche una delle competenze più richieste ai candidati ricercati esternamente. Lavoro di squadra, competenze informatiche di base e capacità amministrative sono, inoltre, abilità che le imprese hanno preferito ricercare esternamente.
Passando alle attitudini personali, anche l’indipendenza è una caratteristica che le imprese preferiscono sviluppare attraverso corsi formativi ad hoc piuttosto che richiederla negli annunci come tratto distintivo del candidato ideale. Considerazioni analoghe valgono per l’affidabilità. Molto più importante è trovare candidati già dotati di leadership e senso di responsabilità, tanto è vero che gli interventi formativi su queste caratteristiche sono relativamente ridotti.
Ma, soprattutto negli annunci di lavoro, si cerca la capacità di adattamento e la flessibilità, caratteristiche che – in un mondo in continua evoluzione e in una realtà sempre più complessa – sono particolarmente preziose nei candidati e che sono anche oggetto di consistenti investimenti in formazione interna.

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In Lombardia 4.549 nuovi casi di Covid e 24 decessi

MILANO (ITALPRESS) – Con 28.565 tamponi effettuati è di 4.549 il numero di nuovi positivi al Covid registrati in Lombardia, con un tasso di positività stabile al 15,9% (ieri era al 15,6%). Il numero dei ricoverati è in calo nelle terapie intensive (-2, 51) e nei reparti (-32, 1.416). Sono 24 i decessi che portano il totale da inizio pandemia a 41.559. E’ quanto emerge dal consueto bollettino sulla situazione epidemiologica regionale diffuso dal Ministero della Salute.
Per quanto riguarda le province, a Milano sono stati segnalati 1.232 contagi, a Bergamo 434, a Brescia 629, a Como 228, a Cremona 212, a Lecco 149, a Lodi 132, a Mantova 307, a Monza e Brianza 396, a Pavia 310, a Sondrio 76 e a Varese 337.
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Lombardia, Salvini “nome candidato dopo le lezioni, per me è Fontana”

MILANO (ITALPRESS) – Alla domanda su chi sarà il candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali in Lombardia, Matteo Salvini ha risposto “per me si chiama Attilio Fontana”. Lo ha affermato durante un punto stampa alla Stazione Centrale di Milano. “Ma siccome in queste settimane ho lavorato per un centrodestra unito, il centrodestra deve esprimere una candidatura unitaria in Lombardia e nelle altre regioni. Non voglio imporre Attilio Fontana, ma squadra che vince non si cambia – ha aggiunto -. L’importante è che il candidato sia uno e che non si divida il centrodestra. Si vota tra diversi mesi e quindi penso che se ne potrà parlare dal 26 settembre”. Incalzato dai giornalisti se qualcuno nel centrodestra stia frenando sulla ricandidatura di governatore lombardo, Salvini ha replicato “no, a me risulta nessuno. Il candidato si chiama Attilio di nome e Fontana di cognome”.(ITALPRESS).

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