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Open Day del Gruppo Cap al via dal depuratore di Trezzano sul Naviglio

MILANO (ITALPRESS) – Dove finisce l’acqua del lavandino? Come si assicura che torni nell’ambiente pulita e sanificata? Cosa succede agli scarti della depurazione? Quali sono i processi e le attività che stanno dietro a uno dei gesti che maggiormente diamo per scontati, ovvero quello di aprire il rubinetto? Per scoprire tutto quel che avreste sempre voluto sapere sull’acqua, ma non avete mai osato chiedere, ci sono gli Open Day che Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, organizza presso i propri impianti. Il primo appuntamento sarà presso il depuratore di Trezzano sul Naviglio.
Studenti, bambini, cittadini e curiosi di ogni età potranno infatti partecipare alle visite guidate dai tecnici di Gruppo CAP che si terranno il 2 aprile presso l’impianto di via Darwin a partire dalle 9.45.
“Un vero e proprio viaggio al centro dell’economia circolare, alla scoperta dell’acqua come propulsore di innovazione in grado orientare consumi e dinamiche ambientali, facendo leva sulla cultura e sul valore della risorsa idrica – si legge nella nota –
Un depuratore è un sistema complesso e articolato, dove, attraverso moderne tecnologie, vengono depurate le acque reflue, cioè gli scarichi civili e industriali provenienti dal territorio, attraverso il sistema fognario. Non tutti sanno che il processo per depurare l’acqua comporta degli scarti, costituiti dalla parte solida che durante i trattamenti viene rimossa. Sono i fanghi da depurazione, sui quali oggi si gioca una delle più importanti sfide in ottica di economia circolare. CAP mira a ridurre entro il 2033 l’impatto di CO2 dei suoi processi industriali del 40% e il volume dei fanghi dell’87%. L’impiego di moderne tecnologie e la costante attività di innovazione, ricerca e sviluppo consentono infatti di trasformare quello che una volta era considerato scarto in materia prima. Biometano e fertilizzanti e altri sottoprodotti ad alto valore aggiunto per il settore dei chemicals, come fosforo e azoto, sono le nuove risorse nate dal processo di riconversione circolare”.
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Milano, Celebrato 90esimo anniversario dalla morte di Filippo Turati

MILANO (ITALPRESS) – Celebrata a Milano, al Cimitero Monumentale, il novantesimo anniversario della scomparsa di Filippo Turati.
“Persona importantissima per il nostro paese e per la nostra città, non ha solamente difeso dei valori ma è stato estremamente innovativo nel proporre un idea di politica” ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Chi fa politica – ha aggiunto- deve avere senso della sua azione nel lungo tempo. Ora ricordiamo le sue parole e i suoi insegnamenti: rimanere fedele a propri principi e continuare a fare la propria parte deve essere la fonte principale di ispirazione di un politico. Milano è stata felicemente condizionata non solo da Filippo Turati ma da molti sindaci socialisti. Non è pensabile che la stagione del socialismo che il nostro paese ha avuto possa essere non solo ricordata ma valorizzata”. Tra i giovani, “ci sono istanze di trasformazione ambientale ma anche di equità sociale e di ricerca di nuovi modelli. Il mondo è diviso quasi al 50% tra paesi democratici e paesi che in varia forma lo sono poco, o addirittura sono dittatoriali. La democrazia non è un bene che ci è concesso e che nessuno ci toglierà, va difesa e rinnovata” ha concluso.
“Filippo Turati è stata una figura che nella nostra storia deve essere ricordata con grande rispetto” ha detto la vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti. “E’ stata una persona con grande passione per la politica da quando era giovane fino alla sua morte – ha ricordato- una persona che ha vissuto momenti difficili nel paese e nel suo partito. Aveva una visione che ancora oggi è attuale, che deve portarci a capire l’importanza della democrazia che si conquista giorno per giorno con un processo che deve sempre più riguardare un percorso che tutti dobbiamo fare per sanare le diseguaglianze, che ancora oggi pesano sulle nostre democrazie. Solo così riusciremo a difendere la democrazia. Questa credo sia la battaglia vera del socialismo, un insegnamento ancora oggi per noi importantissimo. Turati fu sempre favorevole al dialogo tra paesi diversi, e alla condanna di ogni violenza. Anche questo è un insegnamento che dobbiamo tenere molto a cuore” ha concluso.
Alla commemorazione hanno partecipato Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne, Brando Benifei, del gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti al Parlamento europeo e il sindacalista Walter Galbusera, oltre alla pronipote di Anna Kuliscioff.
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Automotive, la Lombardia presenta “Manifesto” a sostegno filiera

MILANO (ITALPRESS) – Presentato questa mattina a Palazzo Lombardia il Manifesto Lombardo a sostegno della Filiera Automotive “per una mobilità sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale, da perseguire con una giusta e razionale transizione nell’ottica della neutralità tecnologica”, specifica l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi.
Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato “l’importanza di questo documento, nei contenuti e nel metodo, una proposta con cui costruire insieme una alternativa. Tutti vogliamo andare verso decarbonizzazione e sviluppo sostenibile – ha continuato Fontana – ma salvaguardando la Filiera automotive e le sue realtà produttive che sono assolutamente rilevanti”.
Il documento, redatto insieme al presidente del cluster Aerospazio Angelo Vallerani e al presidente del cluster lombardo per la Mobilità Saverio Gaboardi, contiene gli strumenti e le azioni per raggiungere gli obiettivi imposti dalla Commissione Europea sulla transizione ecologica, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica.
“Abbiamo utilizzato un metodo lombardo – ha sottolineato Guidesi – confrontandoci con associazioni e cluster: l’obiettivo che ci siamo dati è lanciare una proposta utile al governo nazionale e alla Commissione europea. Questo – ha concluso l’assessore – è un manifesto di rilancio che può dare alla Lombardia, e non solo, l’occasione di rilancio per aziende e filiere, per creare ulteriore occupazione ed innovazione. Il rilancio sta in termini di lavoro ed occupazione”.
La filiera automotive lombarda annovera oltre 1000 aziende, 50mila occupati, 20 miliardi di fatturato e alto tasso di esportazione ed innovazione; si piazza al secondo posto in Italia e stabilmente al quinto posto in Europa.
Il percorso presentato oggi inoltre è di interesse anche per le filiere strategiche dell’Industria Aerospaziale e le tecnologie ad essa collegate.
Le proposte presentate questa mattina prevedono l’adesione agli obiettivi di miglioramento climatico purchè condivisi e in linea con l’agenda 2030 delle Nazioni Unite, una conseguente rimodulazione del pacchetto climatico della Commissione europea, la definizione di un quadro normativo e regolamentare inclusivo, neutrale, chiaro e stabile; la focalizzazione nella definizione delle policy sui vettori energetici alternativi, l’introduzione di un traguardo intermedio al 2030 per valutare l’evoluzione delle tecnologie alternative disponibili.
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Maxi frode fiscale e riciclaggio, 12 arresti tra Lombardia e Piemonte

MONZA (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Monza ha smantellato un’associazione criminale, con sede operativa in Brianza, finita al centro di un’indagine per frode fiscale e riciclaggio transnazionale. Scoperto un giro di oltre 172 milioni di euro di fatture false, emesse ed utilizzate da 71 aziende. Dodici persone sono state raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Disposti dal gip anche sequestri per 57 milioni di euro.
L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Monza, coordinata dalla Procura brianzola, tra Lombardia e Piemonte. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità, emissione ed utilizzo di fatture false, appropriazione indebita, riciclaggio ed autoriciclaggio dei relativi proventi illeciti.
Contestualmente è in corso di esecuzione un provvedimento di sequestro preventivo di denaro e beni per circa 57 milioni euro, corrispondenti all’imposta evasa ed ai profitti illeciti riciclati/autoriciclati dagli indagati.
Le indagini, sviluppate dai Finanzieri della Compagnia di Seregno anche attraverso Ordini Investigativi Europei indirizzati alle autorità giudiziarie di vari Paesi comunitari, hanno tratto origine dall’esecuzione di una verifica fiscale nei confronti di una ditta individuale di Desio operante nel settore del recupero per il riciclaggio di cascami e rottami metallici, nell’ambito della quale sono emerse, da subito, anomalie contabili e finanziarie, avvalorate da una serie di segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema finanziario antiriciclaggio, a carico del titolare dell’impresa con la complicità di alcuni componenti del nucleo familiare, anche mediante il ricorso ad operazioni di addebito verso l’estero a favore di soggetti di diritto cinese.
Le successive investigazioni delegate dalla Procura della Repubblica di Monza – durate oltre 2 anni e sviluppatesi anche attraverso l’esecuzione di perquisizioni nei confronti di 123 obiettivi fra persone fisiche e giuridiche, di cui 107 in Italia e 16 all’estero (Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia, Spagna e Ungheria) a mezzo di un apposito “centro di coordinamento” dell’operazione tra le autorità giudiziarie italiana ed estere in ambito Eurojust all’Aia – hanno consentito di ricostruire, sulla base degli elementi raccolti, un sofisticato sistema di frode fiscale che sarebbe stato perpetrato ininterrottamente tra il 2013 e il 2019 – nel settore del commercio dei metalli ferrosi – da un sodalizio criminale con centro direzionale in Brianza, mediante il ricorso a false fatturazioni.
Gli investigatori hanno fatto luce su uno schema collaudato che, al fine di eludere il concomitante evolversi della normativa antiriciclaggio, si è evoluto nel corso degli anni per consentire ad una serie di imprese prevalentemente del Nord Italia di creare costi fittizi, ottenere un illecito risparmio d’imposta e creare fondi “in nero” extra bilancio.
Complessivamente, secondo le risultanze delle indagini delle Fiamme Gialle di Seregno ammonta a 172 milioni di euro il valore delle false fatture messe in circolazione nel sistema economico, con il coinvolgimento di 71 aziende, di cui 58 imprese italiane (39 con sede in varie province lombarde), 10 società comunitarie (Repubblica Ceca e Ungheria) e 3 soggetti giuridici ubicati fuori dal territorio dell’Unione Europea.
Sono 85 invece le persone sottoposte ad indagini dalla Procura.
A conferma del meccanismo di frode, nel corso delle indagini sono stati individuati e monitorati alcuni “spalloni” (operanti con un organizzato sistema di staffetta tra la Repubblica Ceca e l’Italia, con cadenza pressochè bisettimanale e consegna delle ingenti quantità di denaro contante in territorio austriaco), che in un’occasione sono stati intercettati in entrata del territorio nazionale nei pressi del valico di Ugovizza (UD), con conseguente sequestro preventivo di denaro contante per 245.000 euro, rinvenuto occultato in un’auto con targa Ceca con a bordo due corrieri di valuta appartenenti all’organizzazione.
Mediante tali condotte, gli imprenditori che si sarebbero assiduamente avvalsi delle fatture per operazioni inesistenti, oltre ad avere ottenuto un indebito risparmio d’imposta derivante dall’abbattimento della base imponibile mediante la contabilizzazione di costi fittizi, avrebbero autoriciclato denaro per oltre 41 milioni di euro complessivi, appropriandosi indebitamente di disponibilità economiche delle proprie aziende con relative ricadute su soci e creditori, creando riserve occulte anche in Paesi esteri.
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Milano, firmata la Carta dei Valori della Ristorazione Italiana

MILANO (ITALPRESS) – Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del Lavoro Alessia Cappello hanno sottoscritto a Palazzo Marino la Carta dei Valori della Ristorazione Italiana, il documento voluto dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi e ideata da Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero di Expo Milano 2015 e direttore artistico del Padiglione Italia a Expo Dubai.
La Carta dei Valori è stata portata all’attenzione del Sindaco da Epam (Associazione dei pubblici esercizi – Confcommercio Milano) per l’adesione, anche di Milano, ai suoi principi.
Alla firma erano presenti Lino Stoppani Presidente di Epam e i Vicepresidenti, Fabio Acampora (vicario) e Michele Berteramo e Claudio Sadler.
“Anche Milano sottoscrive questo importante documento di intenti – ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Sala – di cui condividiamo valori e finalità. Già con la candidatura a Expo 2015, Milano aveva scelto i temi della terra, del cibo e della buona alimentazione come valori universali intorno ai quali far nascere iniziative culturali e di comunità. Con la Carta dei Valori firmata oggi i medesimi temi diventano opportunità di crescita e caratterizzazione, culturale, sociale e ambientale, delle migliaia di imprese della ristorazione milanese”.
“La Ristorazione italiana, e milanese in particolare – ha detto il presidente di Epam, Lino Stoppani -, esprime un grande valore economico, identitario e attrattivo del Paese che la Carta dei Valori Fipe intende promuovere combinando eccellenze enogastronomiche con i valori della socialità, della convivialità e della tradizione, a cui sono connesse la qualificazione della nostra offerta turistica e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare. In particolare, l’adesione della città di Milano ha un profondo significato anche per il ruolo che Expo 2015 ha avuto nell’identificare il nostro Paese con l’idea della buona alimentazione, dal punto di vista qualitativo e, nondimeno, etico. La promozione della Carta dei Valori della Ristorazione è anche l’occasione per andare oltre i drammi e le preoccupazioni del momento, investendo sul rilancio di un settore strategico portatore di valori sociali, culturali, storici e qualitativi universalmente riconosciuti”.
La Carta dei Valori della Ristorazione è nata a livello nazionale dall’esigenza di stringere un patto di filiera tra ristoratori, produttori, agricoltori e città indicando le linee di azione per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche italiane. Vi sono indicati sei valori (Economia, Comunità, Cura, Cultura, Memoria, Ambiente) e due azioni (Festa e Formazione).
Tra i propositi indicati: realizzare la Festa dell’Ospitalità per la Cultura della Ristorazione Italiana e creare una accademia per la Cultura e l’Impresa della Ristorazione Italiana che possa garantire la più elevata formazione alle giovani generazioni di imprenditori preparandoli alla cultura di impresa, del fare rete, alla consapevolezza di essere parte di un sistema.
A Milano operano oltre 8.750 pubblici esercizi (di essi 4.100 ristoranti) con un giro d’affari 2021 complessivo superiore ai 3,2 miliardi di euro (fonte: Uff. studi Fipe).
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Milano, Ibm e MM insieme per la sostenibilità dei servizi al cittadino

mILANO (ITALPRESS) – MM e IBM Consulting stanno collaborando per accelerare il processo verso la trasformazione digitale dell’azienda grazie all’adozione della Piattaforma Beam IOT, realizzata dall’Hybrid Cloud Competence Center IBM Consulting di Bari e basata sulla tecnologia IBM Cloud.
MM S.p.A. è una delle più grandi e diversificate società d’ingegneria in Italia, con una crescente presenza internazionale, in grado di fornire soluzioni su misura nella progettazione e riqualificazione degli ecosistemi urbani che si occupa di tre principali aree di business: la gestione del ciclo idrico integrato nel Comune di Milano, la gestione del patrimonio edilizio residenziale popolare della città di Milano e di progetti di ingegneria e direzione lavori in ambito trasporti e infrastrutture.
La soluzione Beam IOT consentirà a MM di monitorare e gestire tutti i sensori di campo, siano essi della filiera idrica (smart meter o casette dell’acqua) o attinenti l’edilizia popolare (gestione degli impianti termici/caldaie, ascensori e rilevazione intrusioni) in linea con il principio delle smartcity e in ottica di sviluppo sostenibile.
E’ attualmente configurata per gestire 100.000 sensori, ma ha ampia scalabilità per sostenere la richiesta, ed è integrata con un Datalake aziendale IBM Cloud Object Storage per l’analisi avanzata dei dati a supporto delle funzioni di business.
“MM è una società multiservizi con una radicata presenza nel territorio della città di Milano. – ha dichiarato Stefano Cetti, Direttore Generale MM – Con il sistema Beam IoT MM si è finalmente dotata di una piattaforma enterprise trasversale e scalabile in grado di collezionare in tempo reale i dati provenienti dai sensori che controllano le proprie reti e i propri impianti. Grazie alla disponibilità di un Data Lake organizzato sarà in grado di analizzare i big data per creare efficienza, efficacia e sviluppo di nuovi servizi per i cittadini e gli utenti della città di Milano.”
“Risorse sempre più preziose come l’acqua – ha dichiarato Gianni Margutti, Managing Partner di IBM Consulting in Italia – hanno la necessità di essere gestite in modo ancora più efficace. L’innovazione e i percorsi di trasformazione digitale, possono dare un contributo sostanziale ad aziende virtuose che, come MM, intendono avvalersi di competenze e tecnologie per rendere migliori e più sostenibili i servizi erogati ai loro utenti. Non solo – conclude Margutti – grazie a intelligenza artificiale, cloud e internet delle cose, le aziende del settore idrico possono rendere sempre più efficiente il loro funzionamento e la gestione dei processi interni”.
La soluzione permetterà quindi a MM di ottimizzare i processi operativi, liberando così la forza lavoro da operazioni ripetitive in modo che possa dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto; effettuare la manutenzione predittiva della rete idrica grazie all’analisi dei dati e quella reattiva mediante la raccolta remota della diagnostica e degli allarmi il tutto allo scopo di ridurre ad esempio le perdite d’acqua e mantenere efficienti i dispositivi installati sul campo.
La piattaforma Beam IOT permetterà, inoltre, di migliorare la qualità del servizio al cittadino attraverso una raccolta automatica e completa delle informazioni di consumo con letture real-time , fornendo così agli utenti una maggiore consapevolezza sui propri consumi, in un’ottica di risparmio sostenibile.
Sono allo studio da parte di MM ulteriori iniziative, in linea con i principi di economia circolare con cui l’azienda potrà migliorare la gestione di alcuni processi aziendali quali quelli relativi alla depurazione delle acque reflue, al recupero e smaltimento dei fanghi prodotti dal processo di filtraggio dell’acqua, alla manutenzione degli spazi verdi e delle scuole del Comune di Milano, attraverso l’uso della piattaforma e di ulteriori sensori (per la sicurezza fisica, qualità dell’aria, rilevazione di fumi, allagamenti, ecc.).
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All’Autodromo di Monza il corso di Restauro Auto Storiche

MONZA (ITALPRESS) – Semaforo verde per il primo corso di Restauro Auto Storiche dell’Autodromo Nazionale Monza e di MTS Motorsport Technical School. Da oggi è possibile iscriversi alla novità formativa nata dalla collaborazione tra il Tempio della Velocità e la nota scuola di formazione per meccanici e ingegneri del motorsport che, da anni, ha sede nel circuito.
Il ciclo didattico, aperto a 15 studenti e svolto interamente in lingua italiana, è pensato per meccanici che desiderano apprendere le tecniche di restauro delle auto storiche ed è articolato su tre moduli con un approccio fortemente pratico.
I partecipanti potranno lavorare dal vivo su componenti e vetture d’annata, partendo dalle basi tecniche e arrivando alla più completa professionalità del settore. Gli studenti verranno introdotti alla pianificazione, alle metodologie e alle tecniche di restauro, dopo un primo approccio generale sulle lavorazioni meccaniche, per poi soffermarsi sulla manutenzione ordinaria di vetture reali.
Il primo modulo è strutturato in 104 ore e prenderà il via in estate. Le prime lezioni teoriche si terranno in contemporanea con il passaggio nel circuito della 1000 Miglia. Infatti le ore d’aula saranno tra il 17 e il 19 giugno e tra il 24 e il 26 giugno. Le attività pratiche sono programmate tra il 15 e il 17 luglio e tra il 21 e il 24 luglio. I corsi si svolgeranno dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14 alle 18.
Nello specifico verranno trattati i temi: introduzione al mondo delle auto storiche, tecnologie dei materiali, lavorazioni meccaniche, pianificazione di un restauro, metodologie e tecniche di un restauro, legislazione delle auto storiche, analisi dello stato di origine della vettura e ricerca delle informazioni tecniche, ricerca dei componenti, cenni di funzionamento dei principali organi meccanici ed elettrici di un veicolo, manutenzione ordinaria delle auto storiche, restauro di componenti di alcune auto storiche e lavorazioni di base su un’auto storica.
I partecipanti saranno guidati nel loro percorso da docenti di rilievo e con una grande esperienza nel mondo della meccanica e del motorsport. Le lezioni saranno infatti tenute da massimi esperti del settore tra cui Ivano Barletta, capo macchina di Michael Schumacher in Scuderia Ferrari, Claudio Papaleo, capo macchina di Rubens Barrichello in Scuderia Ferrari, Roberto Rettani, artigiano qualificato nel restauro di vetture del dopoguerra, e Alessandro Baldo, esperto restauratore di vetture degli anni 60/80.
I requisiti di accesso al percorso didattico prevedono che l’aspirante studente, oltre ad una forte passione per la meccanica, possieda già alcune nozioni relative alla riparazione di veicoli, oppure abbia partecipato al Corso di Meccanica Vasco Ferrante di MTS o a qualsiasi altro corso per Meccanico Racing di MTS. Sarà inoltre fondamentale aver maturato un’esperienza nell’utilizzo delle principali attrezzature da officina come strumenti di misura, attrezzi manuali per la riparazione dei veicoli e strumenti di misurazione elettronica.
Il corso è organizzato nel rispetto della normativa emergenziale Covid-19. Per iscriversi al primo modulo, è necessario compilare il form presente a questo link. Per ulteriori informazioni, è possibile inviare una mail a [email protected] oppure prenotare una chiamata con MTS a questo link. Le date dei due successivi moduli, aperti ai diplomati del primo modulo, saranno pianificate al termine della prima tranche del corso.
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Fontana compie 70 anni e si racconta, dalla nascita della Lega a oggi

MILANO (ITALPRESS) – “Ho vissuto la Lega fin dai suoi esordi, ben prima dell’anno di nascita della Lega Nord che ha federato i movimenti nati nelle regioni, come la Lega Lombarda. Ho iniziato come avvocato del partito, prima ancora che esso nascesse, ho avuto ottimi rapporti con Umberto Bossi, con Roberto Maroni, con Giuseppe Leoni. Ho preso parte, quindi, alla sua creazione e al percorso entusiasmante dei primi tempi, quasi pionieristicì. Si racconta così in un’intervista esclusiva all’agenzia Italpress il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che domani (lunedì) compirà 70 anni, un traguardo al quale arriva con una lunga carriera politica alle spalle, tra le file della Lega, partito fondato nel lontano 1991 con aspirazioni indipendentiste. “All’epoca – continua Fontana – il motore era quello della rappresentanza dei territori e delle comunità all’insegna delle identità. Questi principi restano saldi e mi hanno sempre guidato nella vita di amministratore. Sono principi che, faccio notare, si stanno dimostrando sempre più attuali e forti”.
In riferimento alla Lega ‘nazionalè plasmata, anche con un nuovo nome (senza il ‘Nord’), dall’attuale segretario della Lega Matteo Salvini, il governatore della Lombardia, seppur orgoglioso leghista della prima ora, non ha alcun dubbio. “L’evoluzione del partito è stato un percorso che ci ha portato ad essere una delle forze politiche più rilevanti a livello nazionale, e credo che stiamo raggiungendo quei risultati per i quali all’inizio ci battemmo con tanta determinazione. Ringrazio tutti quelli che hanno dato un loro contributo fondamentale e sostanziale a questa grande ‘storià”.
Ricordando quando, da sindaco di Varese (2006- 2016), scese in piazza contro i tagli ai Comuni voluti dal Governo Berlusconi-Bossi, e quindi in dissenso con il suo stesso partito a Roma, Fontana oggi commenta: “Ho sempre accettato i ruoli istituzionali per spirito di servizio, sia come sindaco di Varese che come presidente di Regione, credo sia l’unica ricetta che possa aiutare a sostenere il peso di responsabilità che sono davvero molto gravose. In quella occasione, gli interessi dei cittadini rappresentati dai sindaci erano in contrasto con le decisioni del Governo. Non potevamo accettare tagli indiscriminati che si sarebbero tradotti in meno servizi per i cittadini, dalla scuola, all’assistenza, al trasporto, alla capacità di investimento dei Comuni. Oggi paghiamo le conseguenze di quella stagione, che vide protagonisti governi di diverso colore”.
Eletto presidente della Lombardia il 26 marzo 2018, con il 49,7% dei voti di un centrodestra compatto, contro il 29% del candidato di centrosinistra, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, facendo un bilancio di quattro anni alla guida della Regione, Fontana è soddisfatto. “Si sono concretizzati – continua Fontana all’Italpress – tutti i progetti avviati prima del Covid: dalle infrastrutture, all’acquisto dei nuovi treni per migliorare la mobilità, l’impegno per abbattere le liste d’attesa di visite e prestazioni sanitarie che risale al 2019, alle azioni concrete per la semplificazione delle procedure e la sburocratizzazione a vantaggio di cittadini e imprese. Per non parlare della corsa vinta insieme al Veneto per portare le Olimpiadi invernali del 2026 nei nostri territori”.
Su questo punto il Presidente si sofferma volentieri. “L’iniziativa lombarda e veneta sembrava un ‘salto nel buiò, ricordo la telefonata fra me e il governatore del Veneto Luca Zaia per decidere: la nostra scelta fu quella di prenderci il grande rischio di finanziare quasi completamente come Regioni questo progetto. Senza quella decisione ‘azzardatà oggi non avremmo i Giochi Olimpici invernali 2026. Quella telefonata tra me e Zaia per decidere è rimasta, direi, nella nostra storia. Da lì è nata una proposta Olimpica e Paralimpica completamente innovativa: distribuita su più territori, con due città e non solo una come sempre avvenuto. A questa novità si è aggiunta l’idea di organizzare la prima Olimpiade completamente sostenibile, utilizzando strutture preesistenti e con infrastrutture legate ai bisogni complessivi e preesistenti dei territori, senza cattedrali nel deserto. La grande sfida è questa e il Cio (Comitato internazionale olimpico) di questo progetto innovativo si è innamorato subito. Furono giornate intense, faticose ma bellissime fino alla proclamazione di Losanna il 24 giugno del 2019. Tutta la delegazione ‘esplosè di gioia. Iniziavamo una sfida meravigliosa. Difficile dimenticare quei momenti. Ne sono orgoglioso”.
Otto mesi dopo scoppia la pandemia. “Nella prima ondata non avevamo istruzioni su come affrontare un virus sconosciuto al mondo, nè armi per combatterlo, ma ci siamo attrezzati, per primi”, torna a ricordare Fontana, che ora rivela “le angosce e le preoccupazioni delle lunghe notti trascorse a Palazzo Lombardia” perchè oltre alla salute pubblica, le risposte da mettere in campo riguardavano anche l’economia lombarda, colpita da virus e chiusure.
“Il nostro sistema economico ha reagito alla pandemia con straordinaria forza ed efficacia alle previsioni negative di quei mesi difficili. I dati economici lo evidenziano tuttora con chiarezza, sia sul fronte produttivo che occupazionale. Su entrambi gli ambiti abbiamo attivato, sin dall’estate 2020, molte iniziative, tra cui ristori integrativi a quelli del governo, sostegno al credito e, nella successiva fase di ripresa, lo straordinario piano di investimenti da 5 miliardi di euro – ‘il Piano Lombardià – per accelerare il rilancio della Locomotiva d’Italia”.
Guardando al futuro, il presidente della Lombardia, tiene a citare in particolare due temi: digitalizzazione e ambiente. “Il nostro obiettivo è costruire una Regione in cui tutti i territori sappiano attivare e far crescere i giovani talenti. Una Smartland in cui sia facile muoversi, in cui tutti abbiano connessioni materiali e digitali forti, che permettano di studiare, lavorare, vivere bene”. Obiettivi, che devono, tuttavia, fare i conti con “la crisi energetica iniziata lo scorso ottobre – sicuramente da carattere speculativo -, aggravata dall’invasione russa un Ucraina, che ci impone scelte strategiche nuove ed urgenti per l’autosufficienza. Bisogna accelerare con le politiche di transizione energetica. Sento molto questo tema che riguarda il nostro futuro, un futuro prossimo, non lontano. Abbiamo una grande responsabilità verso i giovani: siamo chiamati a decidere oggi, ad agire subito, a proporre scenari differenti e a lavorare concretamente ogni giorno”.
Insistendo sul tema della transizione ecologica, il governatore sottolinea come “i segnali d’allarme arrivavano da lontano, già dagli anni ’70, ma la politica non li ha colti. E ora non possiamo più inseguire slogan di comodo, dobbiamo diventare ‘rivoluzionarì nella quotidianità, ognuno deve portare il suo ‘mattonè per la costruzione di una ‘casa comunè sicura. L’avvio, qualche giorno fa, dell’impianto per il biometano di Marcallo con Casone è un pezzo concreto di questo impegno, così come il sostegno alle comunità energetiche rinnovabili e la creazione di una Hydrogen Valley di Val Camonica. Qui intendiamo anche realizzare in loco uno stabilimento per la produzione di idrogeno”.
Sul percorso di attuazione dell’autonomia, ancora inattuato dopo la ‘spintà seguita ai referendum lombardo-veneti del 2017, Fontana risponde: “Quello che è certo è che la strada è tracciata e non si torna indietro. Il governo sta studiando i meccanismi normativi per riprendere il cammino, coinvolgendo il Parlamento. Vedremo e valuteremo queste proposte. Non possiamo permetterci soluzioni annacquate e vigileremo”. A fronte di tutte queste sfide, il presidente della Regione Lombardia resta però ‘abbottonatò sulla sua possibile ricandidatura alle elezioni del 2023. “Posso dirle – conclude Fontana – che ho le energie per proseguire, ma questa decisione non l’ho ancora presa. Posso solo dire: riflessione in corso”.
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