MILANO (ITALPRESS) – “Questa mattina ho avuto il piacere di inaugurare, insieme al sindaco di San Giuliano Milanese e all’assessore comunale alla Sicurezza e alla Polizia locale, l’opera dedicata ai giudici Borsellino e Falcone intitolata ‘Non Dimenticarè, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e di quelle sacrificatesi per il valore della legalità”. Lo ha detto l’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, Riccardo De Corato, a margine della cerimonia di inaugurazione della realizzazione artistica.
“Quest’opera – ha continuato – assume ancor più valore perchè installata all’interno del comando di Polizia locale di via Giolitti 24. La dedizione alla giustizia deve essere un valore per tutti gli agenti della Polizia locale”.
Quindi, De Corato ha ricordato una celebre dichiarazione di Borsellino: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
“Ecco – ha concluso l’assessore lombardo – mi auguro che due grandi eroi della nostra storia che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia siano continuo esempio per chi ogni giorno rappresenta l’Amministrazione comunale”.
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A San Giuliano Milanese un’opera dedicata a Falcone e Borsellino
Il ritratto di Patrick Zaki sulla facciata di Palazzo Marino a Milano
MILANO (ITALPRESS) – Un’opera artistica che raffigura il volto di Patrick Zaki è stata affissa questa mattina su una finestra della facciata di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Il volto dell’attivista per i diritti umani, detenuto nelle carceri egiziane e studente all’Alma Mater Studiorum di Bologna, è riprodotto con le parole di una lettera scritta a Zaki dai ragazzi dell’associazione InOltre – Alternativa progressista, tradotta in sedici lingue. L’opera, il cui titolo è “Ritratto di parole dedicato a Patrick Zaki”, è firmata dall’artista Francesca Grosso. Allo svelamento hanno preso parte, oltre ai rappresentanti di InOltre, il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè, a nome di tutta l’Aula, e il capogruppo del Pd Filippo Barberis, che ha proposto l’iniziativa al Consiglio.
“La presidenza del Consiglio comunale – ha detto il presidente Bertolè – ha accolto molto volentieri la proposta di esporre l’opera di Grosso, che riprende una delle tante lettera scritte a Zaki dai giovani italiani. Queste lettere, e queste iniziative, dicono che noi non dimentichiamo e che vogliamo tenere alta l’attenzione sulla vicenda di questo ragazzo, studente a Bologna, detenuto da sette mesi senza processo in carcerazione preventiva e in attesa di un’udienza che viene sistematicamente rinviata. Oggi anche dalla nostra città arriva forte la richiesta di liberare Patrick Zaki”. Sul caso del giovane egiziano il Consiglio comunale di Milano si era espresso nella seduta del 6 luglio approvando l’ordine del giorno sulla “Concessione della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki”.
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In Lombardia 11mila cooperative attive, -11% in 10 anni
MILANO (ITALPRESS) – Sono circa 11 mila le cooperative attive in Lombardia (erano quasi 19 mila nel 2018), di cui 1.820 sono le cooperative sociali (pari a circa il 16%). Costruzioni (3.461 cooperative, pari al 18%), trasporti e magazzinaggio (3.303, 17%) e servizi alle imprese (2.489, 13%) i settori dove si concentrano per lo più le attività cooperative. Questi i dati contenuti nella Relazione informativa circa l’attuazione della l.r. 6 novembre 2015, n. 36 “Nuove norme per la cooperazione in Lombardia”, esaminata oggi dal Comitato di controllo e valutazione, presieduto da Barbara Mazzali (FdI) e da Marco Degli Angeli (M5S).
Dal documento, illustrato da Angelo Orsenigo (PD), emergono informazioni dettagliate riguardo alla situazione in Lombardia che vede occupati nel settore 18.656 addetti, concentrati per il 60% nella Città Metropolitana di Milano. Dai dati emerge anche che, negli ultimi 10 anni, il settore ha visto una contrazione dell’11%.
“Con l’esame di questa Relazione oggi il Comitato ha avuto l’opportunità di occuparsi di un importante settore produttivo e sociale nella realtà lombarda – ha dichiarato la presidente Mazzali -. Le 11mila cooperative attive in Lombardia costituiscono infatti un segmento rilevante della nostra economia con quasi 19mila addetti. La relazione esaminata tuttavia ha fatto sorgere più domande rispetto alle risposte che fornisce. Non siamo quindi ancora in grado di capire e valutare l’attuazione della legge e auspichiamo che, con la prossima informativa, la Giunta possa approfondire aspetti importanti quali, ad esempio, il ruolo giocato del Fondo di sostegno al credito oppure le conseguenze che l’emergenza sanitaria in corso sta determinando per le imprese cooperative, soprattutto quelle che erogano servizi di welfare”.
Capitolo importante, quello che riguarda le cooperative sociali: 1.820 nel 2018, pari a circa il 16% delle cooperative attive, per lo più presenti nelle province di Milano (27%), Brescia (15%) e Bergamo (12%). Le cooperative sociali di tipo B, ovvero quelle che svolgono attività di varia natura (agricola, industriale, artigianale, commerciale o di servizi) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, si concentrano invece nelle province di Cremona e Brescia, con rispettivamente il 44% e il 40%.
In questo ambito, nel 2018, hanno trovato lavoro 793 persone con disabilità.
Più in generale, dal punto di vista dell’occupazione, in tutte le province lombarde la maggior parte delle cooperative impiega meno di 6 addetti, (il 54% a Brescia, il 74% a Lodi) e solo una piccola percentuale (al di sotto del 5% circa) ha oltre 50 addetti. Nelle province di Varese, Sondrio, Monza Brianza, Lecco, Lodi e Milano almeno un terzo delle cooperative non ha addetti; a Milano la percentuale sale al 42,5%, mentre nelle altre province – in particolare Bergamo, Brescia, Pavia e Mantova – le imprese senza addetti sono meno del 20%, ed è più alta la quota di cooperative che impiegano manodopera.
“Dalla relazione si evince che in questi anni sarà fondamentale sostenere interventi di sviluppo del sistema cooperativo – ha dichiarato il vicepresidente del Comitato, Marco Degli Angeli (M5S) -. Alcuni effetti del Covid si vedranno nei prossimi mesi. Proprio per questo sarà fondamentale puntare maggiormente sulle cooperative sociali e, in particolare, su quelle che si occupano di persone svantaggiate, o costituite da giovani o lavoratori espulsi dal mercato del lavoro o nate da aziende in crisi. Vanno elaborati strumenti e forme di sostegno mirate e distinte sia per sostenere lo sviluppo delle cooperative già esistenti sia per agevolare la nascita di nuove, prevedendo anche un sistema di premialità per gli enti locali che si appoggiano a cooperative sociali”.
Due i punti sottolineati anche dal consigliere Angelo Orsenigo (PD): valutare le conseguenze dell’emergenza Coronavirus sulle cooperative e un impegno da parte dell’Assemblea lombarda per quanto riguarda le cooperative sociali di tipo B.
“Dalla relazione che abbiamo esaminato emerge una indicazione forte e chiara sulla necessità di valutare gli effetti dell’emergenza Coronavirus sulle cooperative, soprattutto su quelle che erogano servizi di welfare – ha detto il consigliere Orsenigo -. Soprattutto abbiamo richiamato l’attenzione sugli ostacoli che impediscono una piena attuazione della legge regionale in materia. In particolare, auspichiamo che presto venga discussa una Risoluzione che riguarda l’accesso al lavoro da parte delle persone con disabilità”.
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Festa dei nonni, Fermi “Sono il vero pilastro del welfare familiare”
MILANO (ITALPRESS) – Li si festeggia il 2 ottobre, nel giorno che la Chiesa cattolica dedica agli Angeli Custodi. Sono i nonni, figure di riferimento per le famiglie che hanno la fortuna di averli, perchè aiutano ad accudire e a crescere nipoti con amore. In Lombardia ci sono oltre due milioni e mezzo di over 65, il 40% dei quali fa il nonno “a tempo pieno”.
Offrendo affetto, consigli, esperienze, sostegno, cura e aiuto, i nonni sono diventati sempre più importanti conquistando un ruolo educativo rilevante sia all’interno della famiglia che della società. Una presenza tanto significativa da decidere di dedicargli una giornata. Il primo impulso alla sua istituzione lo si deve alla nostra regione: nel 2004 fu infatti la Lombardia con l’approvazione di una apposita legge a lanciare come giorno di celebrazione dei nonni la data del 2 ottobre, in concomitanza con la liturgia ecclesiastica della Festa degli Angeli Custodi, resa obbligatoria nel 1670 da Papa Clemente X. Un anno dopo, il 31 luglio 2005, il Parlamento italiano istituì ufficialmente l’evento.
“Il ruolo educativo dei nonni è sempre più importante e per certi versi insostituibile – sottolinea il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi -. Nelle famiglie di oggi sono loro a trascorre la maggior parte della giornata con i bimbi, e questa loro funzione deve sempre più essere riconosciuta e tutelata anche dalle nostre istituzioni. Alcuni studi recenti hanno evidenziato come, se i nonni prendessero uno stipendio, porterebbero a casa mediamente 2.250 euro al mese, autentico pilastro del welfare italiano. Secondo la stessa indagine, il 37% delle nostre famiglie riceve proprio dai nonni un determinante contributo al reddito familiare, nonostante il 63,1% di loro prenda meno di 750 euro al mese. Il 35% guarda ai nonni come a un valido aiuto per i bambini fuori dall’orario scolastico, il 17% ne apprezza consigli ed esperienza. C’è poi un 4% che si avvantaggia del loro sostegno a livello domestico”.
“Ai figli e ai nipoti – prosegue Fermi – va però l’invito e la raccomandazione a non considerare i nonni solo una risorsa nel momento del bisogno, ma a ricordarsi di loro anche nella malattia e nel caso in cui dovessero manifestare necessità di cure e assistenza. La solitudine e l’abbandono di un nonno è la peggiore sconfitta di una famiglia, è quanto di peggio possano fare un figlio e un nipote. E’ soprattutto ai nonni soli e che vivono in una situazione di sofferenza e difficoltà – conclude il presidente del Consiglio regionale – che oggi rivolgiamo pertanto il nostro pensiero e il nostro affetto particolare, abbracciandoli tutti idealmente!”.
Anche quest’anno, sia pure con i limiti imposti dalla situazione legata all’emergenza Covid-19, il Pirellone non rinuncerà a “ringraziare” i nonni lombardi con uno spettacolo che si terrà domenica 4 ottobre all’Auditorium Gaber (ore 16) e sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina facebook del Consiglio Regionale.
Protagonisti saranno gli attori del gruppo culturale folkloristico “I Contadini della Brianza” con la loro celebre poetessa Mariuccia Brivio. Un gruppo nato quasi 15 anni fa nel Comune comasco di Albavilla con l’obiettivo di rievocare usi e costumi del passato attraverso canti, balli, poesie, barzellette, animazioni e scene tratte dal lavoro nei campi.
Lo spettacolo “Una giurnada di temp indree” durerà circa un’ora e mezza e proporrà, in un’atmosfera di allegria e sana baldoria, racconti semplici e genuini, momenti di vita tradizionale nelle campagne, nelle vecchie osterie, nelle spoglie abitazioni con donne impegnate nei più svariati lavori. Un quadro di arti e mestieri della Brianza del primo Novecento da tramandare ai più giovani.
Appuntamento dunque sulla pagina facebook del Consiglio regionale della Lombardia domenica 4 ottobre alle 16: nell’occasione, a fare gli onori di casa sarà il Vice Presidente Carlo Borghetti.
E per chi volesse fare un regalo ai propri nonni, perfetto è il “nontiscordardime”, fiore simbolo di questa giornata, ma anche e soprattutto di amore incrollabile ed eterno, quale è senz’altro quello donato dai nonni a figli e nipoti.
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Regioni Alpine, alla Lombardia la presidenza di Arge Alp
MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia ha assunto la presidenza di Arge Alp, la Comunità di lavoro delle regioni alpine di Italia, Germania, Austria e Svizzera. Si tratta di una realtà fondata nel 1972 con lo scopo di affrontare e risolvere in maniera coordinata e transnazionale le tematiche legate all’ambiente, all’economia, alla cultura e alla società. “Il nostro programma di presidenza – ha detto il sottosegretario regionale con delega ai rapporti con le delegazioni internazionali Alan Christian Rizzi, nel corso della cerimonia di passaggio di consegne avvenuta in Austria, a Salisburgo – prevede importanti direzioni di sviluppo destinate a cementare la cooperazione europea. Interesserà, infatti, l’economia, l’ambiente e la gestione post emergenza”.
Per un’Europa più forte e resiliente
La Comunità vede oggi la partecipazione di dieci fra Regioni, Provincie, Cantoni e Stati federali dei quattro Paesi firmatari: Alto Adige, Baviera, Grigioni, Lombardia, Salisburgo, San Gallo,Ticino, Tirolo, Trentino e Vorarlberg. In questi anni è stata motore di importanti iniziative che hanno influito positivamente sulle realtà territoriali che vi partecipano. La Lombardia raccoglie la guida di Arge Alp dal Salisburgo. “Nel dettaglio – ha spiegato il sottosegretario – nel nostro turno di presidenza puntiamo a realizzare azioni comuni per contribuire alla creazione di un’Europa post emergenza più forte e resiliente”.
“Nel complesso – ha spiegato – il nostro obiettivo sarà la valorizzazione dell’importanza della cooperazione nell’affrontare scenari di emergenza internazionale e nel contribuire alla fase di rilancio economico e sociale. Questo, senza tralasciare i temi da sempre nelle corde delle attività della rete interregionale. Per quello che nel dettaglio riguarda la sostenibilità ambientale, le nostre direttive – ha concluso Rizzi – punteranno alla lotta al cambiamento climatico e al miglioramento della qualità della vita. Per lo sport avremo come faro una visione in grado di amplificarne le opportunità di ripartenza, crescita, valorizzazione e interconnessione del territorio montano.
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Coronavirus, in Lombardia +4664% aziende metalmeccaniche in crisi
MILANO (ITALPRESS) – La pandemia ha impattato in modo inimmaginabile sulle situazioni di crisi dell’industria metalmeccanica lombarda. Da gennaio a fine giugno 2020 sono state colpite dalla crisi 18.673 aziende contro le 392 di fine 2019 (+4664%) e 382.885 lavoratori (+2115%; erano 17.288 nel periodo precedente). E’ quanto emerge dal 49esimo Rapporto sulle situazioni di crisi dell’Osservatorio della Fim Lombardia, relativo al 1^ semestre 2020.
“I dati dimostrano quanto l’impatto del Coronavirus sia stato profondo e quanto sia necessario che il piano per l’utilizzo del Recovery fund si concentri su: transizione tecnologica, formazione e politiche attive, investimenti a favore dei soggetti più deboli. Permanendo il divieto di licenziamento e gli ammortizzatori sociali, temiamo un contraccolpo occupazionale nel 2021”, commenta Andrea Donegà, segretario generale della Fim Cisl Lombardia, il sindacato dei lavoratori metalmeccanici.
Nel semestre aumenta il numero delle imprese coinvolte dalla cassa integrazione ordinaria (14.468 aziende contro le 359 del semestre precedente) e il numero di lavoratori coinvolti (339.248 contro i 15.343 del semestre precedente). Aumenta anche il numero delle imprese che hanno fatto ricorso alla cassa straordinaria intendendo, in questo caso, unicamente, la cassa integrazione in deroga, utilizzata da 4.195 aziende (24 nel semestre precedente) per un totale di 43.531 lavoratori coinvolti (1.762 nel semestre precedente).
La mobilità, anche e soprattutto per il divieto ai licenziamenti imposto per decreto, resta praticamente costante per quel che riguarda il numero di aziende interessate, ovvero 10 (9 aziende nel semestre precedente) fissando a 106 il numero di lavoratori coinvolti (183 nel semestre precedente).
“Temiamo che i lavoratori più colpiti, alla fine, saranno quelli a salario più basso, occupati in attività a bassi contenuto tecnologico e valore aggiunto, ai margini delle catene globali delle produzioni – sottolinea Donegà -. Il rischio è quello di aumentare le disuguaglianze e la forbice tra alte professionalità, che possono lavorare anche da remoto, e quelle più povere dal punto di vista dei contenuti professionali, con mansioni ripetitive o che necessitano di lavoro in presenza e in prossimità, una condizione resa difficile dal distanziamento. Sono questi i lavoratori che rischiano di pagare il prezzo più alto. Uno scenario a cui dobbiamo opporci con un investimento straordinario in formazione e riqualificazione per non lasciare indietro nessuno”.
I territori maggiormente coinvolti nel semestre sono quelli di Bergamo (il 23,88% sul totale dei lavoratori di aziende in crisi in Lombardia), Brescia (il 17,62%), Monza Brianza (il 15,36%) e Milano (il 13,36%). Seguono gli altri territori con sospensioni minori.
“Nella nostra Regione ci sono le filiere produttive maggiormente interessate dai processi di innovazione e al centro del cambiamento tecnologico in corso: automotive (componentistica), macchine utensili, nanotecnologie, sistema spazio e satelliti – conclude Donegà -. Sono alcune delle principali filiere di eccellenza italiana, che hanno bisogno di essere sostenute nella transizione tecnologica che le sta riguardando e che sono in grado di generare ulteriore occupazione”. “E’ fondamentale – aggiunge – anche l’impegno di Regione Lombardia sulle infrastrutture digitali, spingendo anche sul 5G, sulle politiche attive legate alle esigenze del territorio e delle imprese locali per favorire occupazione e competitività aziendale e sul sostegno all’internazionalizzazione delle produzioni”.
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In Lombardia 203 nuovi casi di coronavirus e 3 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Sono 203 i nuovi casi di Coronavirus in Lombardia, nelle ultime 24 ore, a fronte di 13.791 tamponi effettuati, su un totale di 2.090.140 da inizio emergenza. Il totale delle persone attualmente positive nella regione arriva a 9.099 (-235), e ci sono stati 3 decessi che portano il numero delle vittime complessive 16.951. I casi totali da inizio pandemia, invece, passano 106.526. Le persone ricoverate con sintomi sono 315, di cui 33 in terapia intensiva, mentre sono 8.751 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 80.476. Dei nuovi casi registrati 82 sono nella provincia di Milano, 14 a Brescia, 13 a Bergamo, 5 a Cremona, 13 a Monza e Brianza, 12 a Pavia, 26 a Varese, 23 a Como, 11 a Mantova, 1 a Lodi, 8 a Sondrio, 0 a Lecco.
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Gallera “In Lombardia vaccini anti-influenza da metà ottobre”
MILANO (ITALPRESS) – “Tutto prosegue secondo il programma, abbiamo acquistato l’80% dei vaccini in più, quindi abbiamo dosi adeguate per far fronte a una grossa crescita delle richieste per le categorie a rischio. Nella seconda metà di ottobre si inizierà” con la campagna vaccinale anti-influenzale. Lo conferma l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, parlando con la stampa a margine del convegno “Covid-19, il virus ignorante” organizzato dalla Fondazione The Bridge, dove scienziati esperti si confronteranno e faranno il punto sulla pandemia da coronavirus.
“Abbiamo sentito tutti i Comuni e dove vi era la necessità stanno mettendo a disposizione palestre, centri civici e altri luoghi ampi dove fare le vaccinazioni- spiega Gallera- Abbiamo coinvolto i medici di medicina generale e i piani sono pronti. Si inizia con le categorie di priorità, i fragili, coloro con patologie, gli anziani, partendo dalle Rsa, i bambini e gli operatori sanitari”. “Il nostro obiettivo è vaccinare le categorie a rischio, definite dal ministero della Salute, mentre il tema del libero mercato è un tema di cui si deve occupare il Governo in una strategia nazionale, non possiamo farci carico noi del cittadino ordinario” conclude.
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