Home Lombardia Pagina 433

Lombardia

TASK FORCE PER IL RIUTILIZZO DEI BENI CONFISCATI

0

Costituire una task force regionale indirizzata allo sviluppo di progettualità di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Lombardia, attraverso la creazione di un team tematico e multidisciplinare, interno alla Giunta regionale e che investa più direzioni generali in modo da garantire progettualità e best practices che possano investire più ambiti. Lo chiede la risoluzione approvata all’unanimità in Consiglio regionale che impegna la Giunta lombarda e il presidente Fontana ad attivarsi in tale direzione.
L’auspicio contenuto nel documento approvato è che questa task force possa contribuire alla definizione di progettualità tematiche sul riutilizzo sociale dei beni confiscati e “possa impostare il lavoro di networking a livello nazionale ed europeo per condurre partenariati a presentare proposte progettuali alle prossime call comunitarie”.

Viene chiesto e raccomandato di definire già entro quest’anno la strutturazione fisica del team multidisciplinare e degli ambiti tematici strategici sui quali aggregare i funzionari dei diversi Assessorati, in modo da garantire un biennio di test e di laboratorio progettuale che possa, all’apertura delle call comunitarie 2021, rendere possibile la presentazione di progetti qualitativamente elevati in grado di concorrere al finanziamento europeo.
La risoluzione chiede infine di individuare subito la direzione generale a cui affidare il compito di promuovere, programmare e coordinare gli interventi necessari per la costituzione e l’implementazione della task force regionale.
“Con la creazione di questa task force – ha spiegato in Aula la relatrice Selene Pravettoni (Lega) – vogliamo in sostanza raggiungere due obiettivi prioritari: attraverso lo studio e la creazione di progetti pilota, ci proponiamo di indirizzare e incanalare parte delle risorse comunitarie proprio per finalità specifiche di riutilizzo, gestione e valorizzazione dei beni confiscati, e, in secondo luogo, vogliamo approfondire le necessità specifiche di un territorio per poi andare a verificare su quel territorio l’effettiva disponibilità di un bene confiscato che possa rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze manifestate”.

Regione Lombardia nel 2015 aveva approvato la legge regionale 17 che prevede “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità” e che, tra l’altro, punta alla realizzazione di interventi volti al finanziamento delle attività per il recupero e il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, anche mediante lo stanziamento di risorse sul fondo appositamente creato.
“Nel corso degli anni però – sottolinea la presidente della Commissione Antimafia Monica Forte (M5Stelle) – è emerso come, nonostante la dotazione finanziaria del fondo regionale finalizzato a ristrutturare e gestire i beni confiscati, esiste anche l’esigenza di ampliare l’ambito delle esperienze progettuali per accrescere le opportunità di riutilizzo. Queste, infatti, sono spesso indirizzate in via prevalente ad emergenze di carattere strutturale degli enti (emergenza abitativa su tutte), mentre risultano carenti i progetti più strettamente rispondenti alla valorizzazione del bene confiscato per il suo riutilizzo sociale”.

“Ecco perché in vista della nuova apertura di call europee sui nuovi programmi del prossimo settennato, è estremamente utile e opportuna – conclude Forte – la creazione di un team multidisciplinare interno alla Giunta regionale in grado di contribuire alla definizione di progettualità tematiche sul riutilizzo sociale dei beni confiscati e capace di impostare il lavoro di networking a livello nazionale ed europeo in vista delle prossime call comunitarie”.
Ogni anno in Europa il patrimonio confiscato in termini di beni immobili ammonta a circa 4 miliardi di euro. Nel solo 2014 il valore delle confische di patrimoni nelle sole Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito è stimabile in 2 miliardi di euro, con l’Italia primo Paese europeo con il 50% dell’intero patrimonio confiscato.
La Lombardia si posiziona al sesto posto su scala nazionale per numero di beni immobili confiscati dopo Sicilia, Campania, Calabria, Lazio e Puglia, come evidenziato dal rapporto 2017/2018 dell’ANBSC, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Per quanto riguarda i beni immobili confiscati, in Lombardia risultano 1.779 beni in gestione, dei quali 1.203 adibiti a unità abitativa e 219 con destinazione commerciale o industriale; per quanto riguarda le aziende confiscate, in Lombardia risultano 263 aziende in gestione delle quali 132 confiscate in via definitiva. La maggior parte dei beni si trova nella provincia di Milano, che registra più della metà del totale regionale degli immobili confiscati, seguita dalle province di Brescia, Monza-Brianza, Como, Lecco e Pavia, con presenze minoritarie nelle altre province lombarde.
Cinque anni fa il Consiglio europeo ha approvato una direttiva sul congelamento e la confisca di strumenti e patrimoni provenienti dalla criminalità all’interno dell’Unione che, in accordo con il Programma di Stoccolma e le conclusioni del Consiglio sulla Giustizia e gli Affari Interni, enfatizza l’importanza di un maggiore impegno nell’identificazione, nella confisca e nel riutilizzo dei patrimoni della criminalità organizzata. Le risorse finanziarie comunitarie utilizzabili per la valorizzazione ed il riutilizzo sociale dei beni confiscati sono molteplici (Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013 e 2014 – 2020, FESR e PON 2014-2020, FEASR) ed è tuttora in fase di definizione la dotazione dei fondi comunitari per il prossimo settennio 2021-2028.
(ITALPRESS).

Monza Brianza, segnali di rallentamento per l’economia

Un tessuto imprenditoriale che rimane ancora un’eccellenza del nostro Paese e uno tra i principali distretti manifatturieri d’Europa, ma che sta scontando il rallentamento globale, soprattutto sul fronte dell’export. E’ la fotografia del sistema imprenditoriale della provincia di Monza Brianza, fatta sui bilanci del 2018, scattata dal Centro Studi di Assolombarda.
mig/abr/red

CORECOM, SPARISCONO LE PICCOLE IMPRESE

0

Cambia pelle il mondo della comunicazione in Lombardia: spariscono le piccole imprese, aumentano le società di capitali. Lo certificano i dati di fine anno forniti e illustrati oggi da Marianna Sala, Presidente del Corecom Lombardia, in occasione dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio in Aula consiliare con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria Andrea Martella, al quale ha preso parte anche il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi.
All’incontro erano presenti i partecipanti ai tavoli tecnici istituiti dal Corecom all’interno del percorso conoscitivo del sistema informativo locale lombardo avviato nella primavera di quest’anno.
Al Sottosegretario all’Editoria e Informazione, la Presidente del Corecom Marianna Sala ha consegnato un dossier contenente le richieste, i contributi e le proposte maturate con l’apporto degli stessi operatori dell’informazione locale in Lombardia, “operatori che conoscono in prima persona le problematiche della dura crisi che ha messo in ginocchio molte aziende prestigiose della nostra Regione e che sono quindi in grado di fornire proposte adeguate”.

“Il Governo riconosce che le realtà editoriali locali costituiscono, per volumi e diffusione, una fondamentale infrastruttura informativa del nostro Paese e pertanto è determinato ad assicurare a questo settore adeguate misure di sostegno pubblico, anche diretto” ha replicato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria e all’Informazione Andrea Martella. Nel suo intervento, il Sottosegretario ha tracciato il quadro generale all’interno del quale si colloca la situazione delle stesse realtà editoriali della Lombardia, dove il sistema editoriale attraversa da almeno un decennio una crisi finanziaria profonda, che ha ormai assunto caratteri strutturali, soprattutto per la stampa quotidiana e periodica. A fronte di una diffusione dei quotidiani in Italia che si attestava a 5,5 milioni di copie nel 2007, sono oggi circa 2 milioni le copie giornaliere rilevate dagli ultimi dati FIEG. “In poco più di dieci anni -ha ricordato Martella- sono andate perdute quasi due copie su tre, con una tendenza che non mostra segni di inversione”.

“L’annuncio del Sottosegretario all’Editoria Martella che ha assicurato l’intervento del Governo per mezzo di adeguate misure di sostegno pubblico anche diretto dell’editoria locale in Lombardia – ha commentato il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi – rappresenta una prima risposta positiva alle preoccupazioni e alle richieste venute in questi mesi dal mondo della comunicazione locale della Lombardia. Un ringraziamento va al Corecom che ha lanciato l’allarme e che non si è limitato solo ad analisi e denunce, ma, chiamando a raccolta gli stessi operatori della comunicazione locale, ha predisposto contributi e proposte concrete. L’augurio -ha concluso Fermi- è che le misure di sostegno ora preannunciate non siano differite nel tempo, ma possano essere attuate a breve scadenza, per dare al più presto una boccata d’ossigeno al mondo della comunicazione locale lombarda”.
All’incontro sono intervenuti anche il capogruppo del Partito Democratico Fabio Pizzul, il capogruppo di +Europa Michele Usuelli e i Consiglieri regionali Federico Romani (Forza Italia) e Gregorio Mammì (M5Stelle).

I dati sulla crisi dell’editoria lombarda forniti oggi tengono conto delle emittenti radiofoniche e televisive, degli editori di giornali quotidiani e periodici, di agenzie di stampa, concessionarie di pubblicità, fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici iscritti al ROC (Registro Operatori Comunicazione), il Registro ufficiale delle società e delle aziende delle comunicazioni che hanno la sede legale in Lombardia e la cui gestione è affidata e delegata al Corecom direttamente da AGCOM.
In Lombardia il 2019 si chiude con una forza complessiva di 2791 imprese, 902 in meno rispetto all’anno precedente e solo il 25% di quelle che risultavano iscritte nel 2010, quando le aziende in piena attività erano 3693.
“A far le spese delle difficoltà del settore -ha sottolineato la Presidente Marianna Sala- sono state soprattutto le piccole aziende, in particolare le società di persone, che sono passate da 339 nel 2010 alle attuali 117 con una diminuzione di ben 222 società, e le imprese individuali, scese da 475 a 160, con l’eliminazione dal mercato di 315 imprese di questo tipo. Regge invece il fronte delle società di capitali che nello stesso periodo ha subito una leggera flessione, passando da 2274 a 2125 imprese registrate. A conferma che lo sviluppo del settore colpisce soprattutto le realtà più piccole, prive di strutture moderne e consolidate -ha aggiunto la presidente del Corecom Lombardia- sono le diminuzioni consistenti che si sono registrate anche per le associazioni (passate da 274 a 188), le cooperative (da 129 a 80), gli enti pubblici (da 48 a 16) e gli Enti morali (da 43 a 10)”.

Un’altra rilevazione fornita dal Corecom riguarda la distribuzione degli operatori per provincia. Considerando tutte le categorie, a far la parte del leone è la provincia di Milano, con 1914 aziende (pari al 68% del totale), seguita da Brescia con 185 (6,5%), e da Bergamo con 185 (pari al 5,6%), mentre più staccate seguono Varese con 115 aziende (4,09%), Pavia con 72 (2,56%) e Como con 66 (2,35%), mentre tutte le altre sono sotto la soglia del 2%.
I contributi e le richieste emerse dai tavoli tecnici
In occasione dell’incontro con il Sottosegretario Martella è stata presentata la pubblicazione con gli esiti del percorso di indagine avviato dal Corecom questa primavera, che ha visto la partecipazione degli operatori di settore rappresentativi delle componenti più direttamente interessate alla tematica dell’informazione (Ordine dei giornalisti, FNSI e Associazione Lombarda Giornalisti, Confindustria Radio e TV, Sede Rai di Milano, Aeranti-Corallo, Federazione Italiana Editori Giornali).
I tavoli tecnici istituiti nell’occasione, sono stati suddivisi su cinque aree tematiche: editoria locale cartacea; editoria locale online; edicole; emittenti radiofoniche locali; emittenti televisive locali.

“Come emerso dai confronti interni ai tavoli tecnici, la misura di sostegno che appare più praticabile -ha evidenziato Marianna Sala- è una forma di accompagnamento della innovazione tecnologica che supporti gli investimenti più rilevanti e le trasformazioni organizzative necessarie per adattarsi al nuovo contesto digitale. La seconda linea di intervento riguarda la formazione, soprattutto dei giornalisti, per favorire l’adozione di nuove tecnologie e stimolare l’acquisizione di nuove competenze”.
Un’altra iniziativa emersa con forza nei diversi tavoli lombardi è costituita dalle riserve a favore dei mezzi di informazione locali negli investimenti pubblicitari delle pubbliche amministrazioni, che spesso non rispettano questi obblighi e che hanno tagliato le attività di comunicazione istituzionale.
Meno promettenti appaiono invece le misure di sostegno correnti, che coprono parte dei costi di esercizio delle imprese in difficoltà. Si tratta di misure che per avere un qualche effetto richiedono infatti risorse importanti e che hanno una platea di riceventi potenzialmente troppo ampia.
Infine, altro appunto sollevato riguarda il problema dei centri media, che nelle dinamiche recenti del mercato pubblicitario sono riusciti a intercettare o intermediare gran parte degli investimenti pubblicitari, pianificandoli però sempre meno sulle emittenti e sui mezzi di informazione locale e orientandoli su altri mezzi e strumenti.
(ITALPRESS).

ECONOMIA CIRCOLARE, OK A CRITERI PROGETTI DELLE PMI

0

L’economia circolare, come evidenziato anche dal recente Terzo Forum Annuale di Eusalp, è uno dei temi fondamentali dell’agenda politica e ambientale. Per questo la Giunta della Regione Lombardia prosegue il suo impegno per favorirne lo sviluppo e ha approvato, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli, con il concerto dell’assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, la delibera con cui si fissano i criteri del ‘Bando per l’Innovazione delle Filiere di Economia circolare in Lombardia Fase 3’, che verrà attuato da Unioncamere Lombardia, finalizzato a promuovere e riqualificare le filiere lombarde, la loro innovazione e il riposizionamento competitivo di interi comparti rispetto ai mercati in ottica di economia circolare.
Dotazione economica e partecipanti
La dotazione finanziaria ammonta a 1.640.000 euro, di cui 820.000 a carico delle Camere di Commercio della Lombardia e 820.000 a carico della Regione. Vi possono partecipare le Micro Piccole e Medie imprese che hanno sede operativa in Lombardia al momento dell’erogazione, in forma singola o in aggregazione composta da almeno 3 imprese rappresentanti la filiera produttiva.

L’iniziativa fa seguito a due precedenti fasi già attuate con un primo bando nel 2019: Fase 1 (Candidature delle idee progettuali) e Fase 2 (Indirizzo e supporto alla presentazione dei progetti definitivi). La Fase 3 consiste nell’attuazione degli interventi, da realizzare con un secondo bando. Il bando – Fase 3 – sarà aperto anche alle imprese che non hanno partecipato alle Fasi 1 e 2.
Sono ammissibili interventi di: innovazione di prodotto e processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, riuso dei materiali e utilizzo di materiali riciclati; progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera produttiva; sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed Eco-design; implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali.

L’agevolazione viene concessa in regime ‘de minimis’ e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40 per cento delle spese sostenute, fino a un massimo concedibile di 80.000 euro, per un investimento minimo di 40.000. La selezione dei progetti verrà effettuata con procedura valutativa da parte di un Nucleo di valutazione. I progetti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dall’approvazione della graduatoria. Il termine di ultimazione scadrà nel 2021.

“Il tema dell’economia circolare non è qualcosa di astratto, ma un valore che crea valore oggi per il futuro – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico Mattinzoli -. Com’è nella tradizione del buon governo di Regione Lombardia, noi traduciamo questo concetto nella realtà. Il risultato di questo provvedimento dimostra il grande interesse del tessuto produttivo lombardo. Le nostre imprese, per essere competitive, devono continuamente poter aggiornarsi e innovarsi nell’ottica di una sostenibilità sempre più applicata. Ringrazio ancora una volta Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia, per la fattiva collaborazione e per la lungimiranza dimostrata”.

“L’economia circolare è la chiave dello sviluppo sostenibile – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente e Clima Cattaneo -: un percorso che Regione Lombardia ha intrapreso da tempo, confermando la propria leadership nell’individuazione di politiche innovative e di soluzioni concrete per l’economia circolare e la sostenibilità ambientale. La delibera approvata va in questa direzione, dando sostegno alle imprese che guardano a una produzione sempre più ‘green’. Inoltre, questi provvedimenti sono efficaci grazie alla presenza di norma nazionale sull’End of waste, ottenuta grazie al lavoro di Regione Lombardia e senza la quale non sarebbe possibile fare vera economia circolare”.
(ITALPRESS).

INAUGURATO A MILANO IL MERCATINO DI NATALE

0

È stato inaugurato il tradizionale mercatino di Natale di piazza Duomo. A tagliare il nastro davanti alle piccole casette in legno erano presenti il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, l’assessore comunale all’attività produttive e Commercio, Cristina Tajani, e il presidente dell’Associazione Ambulanti Confcommercio Milano (Apeca), Giacomo Errico. Un mercatino che non solo vede impegnate 65 imprese del commercio, ma che è anche un momento di grande solidarietà: Confcommercio, infatti devolverà 270mila euro in beneficienza. Di questi, 200mila saranno, come da tradizione, donati alla Veneranda Fabbrica del Duomo, per la manutenzione delle guglie (120mila euro) e dell’organo (80mila), 10mila saranno donati al Centro Aiuto alla Vita della Clinica Mangiagalli, altri 10mila all’asilo Mariuccia, altri 10mila alla Casa della Carità di Don Virginio Colmegna e 40mila all’Istituto dei Tumori di Milano. “La nostra ambizione è che questo mercatino diventi un brand – ha affermato Errico -. Ci dicono che sia molto bello, quindi l’ambizione è quella di continuare a migliorare”.

Soddisfazione anche per il presidente Sangalli, che ha sottolineato come “questa piccola fiera all’ombra della nostra madonnina, oltre che un ulteriore punto di attrattività per Milano, non dimentichi la solidarietà concreta. Il clima e lo stile nordico, inoltre, mi fa leggere questo evento come un passaggio benaugurante per i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026”. Il sindaco Sala ha invece sottolineato la questione della sicurezza, spiegando di porre “molta attenzione insieme al prefetto”, specificando che “piazza Duomo, nella sua centralità, è importante e quindi stiamo mettendo dei pilomat. Ovviamente una difesa ci deve essere, per cui solo nel momento in cui i pilomat saranno pronti, toglieremo i New Jersey”.
(ITALPRESS).

COMMISSIONE BILANCIO, OK A MANOVRA FINANZIARIA

0

Via libera a maggioranza in Commissione Bilancio al Bilancio di Previsione regionale 2020-2022, alla Legge di Stabilità e al Collegato che contiene le norme per gestire la programmazione e la contabilità regionale.
I provvedimenti, di cui è relatore il Presidente della Commissione Marco Alparone, andranno in Aula per il voto finale nella Sessione di Bilancio già calendarizzata per il 16 e 17 dicembre.
“Regione Lombardia prosegue nella politica di riduzione della pressione fiscale e, mantenendo tutte le agevolazioni già esistenti come l’esenzione Irap per le nuove imprese nei centri storici dei Comuni capoluogo, l’esenzione triennale del bollo per l’acquisto di auto ibride e lo sconto per la domiciliazione bancaria del bollo auto, garantisce continuità a provvedimenti strategici come le misure per il miglioramento della qualità dell’aria, gli investimenti per l’acquisto di nuovi treni e il potenziamento infrastrutturale, che rappresentano le vere priorità di questa manovra finanziaria” spiega Alparone, che aggiunge: “Grazie alla virtuosità della sua gestione, certificata anche dagli organismi contabili preposti, nei prossimi tre anni Regione Lombardia investirà 740 milioni, 80 in più rispetto al passato, ma la vera scommessa sarà quella di ottimizzare al meglio il ricorso e l’utilizzo dei contributi e dei finanziamenti comunitari, le cui opportunità dovranno essere colte appieno consentendo di recuperare e quindi di poter disporre di risorse economiche maggiori in ambiti e settori strategici, dall’agricoltura all’innovazione tecnologica”.

In questa manovra finanziaria particolare attenzione viene data agli interventi di carattere sociale con il mantenimento della misura “Nidigratis” (17,2 milioni nel 2020, 35 milioni annui sia per il 2021 che per il 2022) e della misura “DoteSport” (19 milioni), e con la misura che garantisce i fondi necessari per il sostegno scolastico degli alunni disabili (12 milioni nel 2020, altrettanti nel 2021 e ulteriori 12 nel 2022, per un totale di 36 milioni nel triennio).
Nel suo intervento di illustrazione dei provvedimenti in Commissione, l’Assessore al Bilancio Davide Caparini aveva evidenziato investimenti aggiuntivi per un valore di circa 159 milioni nel 2020 e di circa 181 annui nel 2021 e 2022, annunciando anche la possibilità di nuovi incentivi fiscali su bollo auto e su altre entrate regionali per ridurre ulteriormente il carico fiscale dei lombardi. Questo grazie anche ai risultati ottenuti dopo il confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni, che ha consentito di ottenere nuove risorse in particolare per le politiche ambientali, per le quali il prossimo anno saranno disponibili 39 milioni e 400mila euro.
Da sottolineare inoltre l’attenzione alle attività produttive con 85 milioni di euro nel triennio per incentivi alle imprese e 33 milioni, sempre nel triennio, per il sostegno nel settore del commercio.

Tra i temi centrali, anche la messa in sicurezza del territorio (47milioni nel 2020, 45 milioni nel 2021 e 33 milioni nel 2022), con particolare attenzione ai Piccoli Comuni e a quelli di montagna: per interventi a favore della montagna stanziati 21 milioni di euro. Riveste carattere di priorità il sostegno a interventi di ordine pubblico e sicurezza urbana (8,2 milioni nel triennio di risorse correnti), il sostegno ai grandi eventi sportivi come il Gran Premio di Monza (15 milioni) e le Olimpiadi invernali 2026, e la conferma delle risorse necessarie per le ratifiche delle intese interregionali delle ciclovie.
Nel motivare il voto contrario del suo gruppo, Marco Fumagalli (M5Stelle) ha sottolineato come “ci poteva stare che il primo bilancio di previsione di Regione Lombardia fosse privo di grandi contenuti. Ma se anche il secondo bilancio di previsione di questa legislatura è piatto e sciatto, significa che c’è un problema di fondo a livello di progettualità politica. Non ci sono idee e il bilancio risente di queste incertezze”.
“Nonostante le risorse messe a disposizione dal Governo nazionale, soprattutto per gli investimenti -ha ribadito il capogruppo del Partito Democratico Fabio Pizzul- Regione Lombardia non riesce a sviluppare progetti e visioni ambiziose e coraggiose e pertanto il nostro giudizio non può che essere negativo”.

Collegato 2020
Per assicurare la continuità delle funzioni amministrative delle Province e della Città metropolitana di Milano, Regione Lombardia ha posto le condizioni necessarie per consentire da parte di questi enti le assunzioni necessarie fino al raggiungimento delle 374 unità di fabbisogno minimo stimato per garantire i servizi primari: attualmente in numero di dipendenti in funzione presso questi enti è sceso a sole 339 unità.
Vengono quindi definiti gli atti e i passaggi amministrativi e finanziari necessari per l’entrata in vigore del Protocollo d’Intesa con la Provincia autonoma di Bolzano per lo sviluppo turistico dell’area del Passo dello Stelvio, in cui si prefigura la costituzione di una società partecipata dagli attori istituzionali coinvolti, Regione Lombardia compresa, con lo scopo di sviluppare una serie di servizi turistici comuni.
Per quanto concerne le linee guida che regolano l’attività di polizia idraulica, viene definita la possibilità che un soggetto subentri ad altri nel godimento della concessione, ma solo previa richiesta di autorizzazione all’autorità concedente. Il concessionario dunque non può mai sostituire a sé stesso un altro soggetto o “sub concedere” a sua volta senza avere prima acquisito l’espresso consenso dell’amministrazione (in questo caso l’Ufficio Territoriale Regionale) che è tenuta a verificare che tutti i canoni arretrati siano stati corrisposti.

Al fine di incamerare gli importi dei canoni arretrati, le attuali procedure prevedono che Regione provveda all’emissione di ordinanze di ingiunzione nei confronti del titolare della concessione: in mancanza del pagamento è prevista la riscossione coattiva del credito.
In materia di servizi di collegamento al sistema aeroportuale, saranno trasferite alle Agenzie per il trasporto pubblico locale, a cui fa già capo il rilascio del nulla osta per la sicurezza del percorso e delle fermate, anche le funzioni, attualmente svolte dalla Regione, relative alla verifica dei requisiti a seguito della presentazione della SCIA, al monitoraggio e controllo del servizio di trasporto espletato e all’adozione dei provvedimenti sanzionatori (richiamo, sospensione e divieto di prosecuzione).
Non sarà più riconosciuto infine nel prossimo biennio il contributo annuo di 500mila euro destinato alla Fondazione Minoprio di Vertemate (CO) per la sua attività florovivaistica e ortofrutticola: sarà riconosciuto solo un rimborso delle spese sostenute debitamente documentato fino a 350mila euro nel 2020 e 250 mila euro nel 2021.

Legge di Stabilità
A garanzia delle risorse necessarie per finanziare le opere di manutenzione straordinaria di ponti stradali, loro pertinenze e opere connesse con l’obiettivo di migliorarne le condizioni di sicurezza, Regione Lombardia stanzierà 54 milioni di euro che si aggiungono ai 150 milioni di euro già deliberati dal Governo, così da coprire la spesa complessiva di tutti gli interventi individuati nel censimento delle opere classificate a rischio, nell’ambito della cabina di regia “Lombardia sicura”. In Lombardia sono presenti circa 10mila ponti che insistono su 11mila chilometri di strade di vario ordine e livello, il 4% dei quali (411 ponti) sono stati individuati come bisognosi di interventi.
Saranno infine finanziate con uno stanziamento di 200mila euro specifiche analisi e indagini tecniche dirette a verificare la stabilità delle alzaie e dei manufatti (ponti, ponti-canali e strutture similari) situati lungo i Navigli lombardi appartenenti sia al demanio statale (Naviglio Grande e Naviglio di Paderno) che al demanio regionale (Naviglio Pavese, Naviglio Martesana e Naviglio di Bereguardo): beneficiario del contributo sarà il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi quale soggetto preposto alla gestione del demanio della navigazione sul sistema dei Navigli lombardi.
(ITALPRESS).

EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE, IN ARRIVO 47 MILIONI

0

Con una delibera proposta dall’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità, Stefano Bolognini, la Giunta regionale ha approvato, secondo quanto previsto dal Cipe, i criteri per la definizione della manifestazione di interesse finalizzata alla selezione dei soggetti attuatori (Comuni e Aler) di programmi integrati di edilizia residenziale sociale.
Il provvedimento, attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit), prevede per la Lombardia risorse pari a 47.700.000 euro.
“Per quanto ci riguarda – ha spiegato l’assessore Bolognini – puntiamo a incrementare l’offerta abitativa pubblica tramite il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, a potenziare l’offerta abitativa sociale attraverso programmi di housing sociale, di recupero e di riuso del patrimonio edilizio privato non utilizzato, alla rigenerazione urbana delle periferie e delle aree urbane degradate e alla promozione della coesione sociale e della legalità nei quartieri per contrastare il disagio abitativo e l’abusivismo”.

Il Cipe ha incluso, tra i soggetti proponenti delle proposte di intervento dei programmi di edilizia residenziale sociale, anche le Aler e ha stabilito che le Regioni, assegnatarie di risorse superiori ai 10 milioni di euro, possono individuare più di due proposte di intervento il cui contributo statale non deve essere inferiore a 5 milioni di euro per ciascuna proposta.
Regione Lombardia deve, quindi, individuare e comunicare al Mit i soggetti attuatori dei programmi e attribuire i relativi importi. Così si avvia il procedimento finalizzato a selezionare i soggetti attuatori.
Il provvedimento interessa i 53 Comuni appartenenti alle prime 4 classi del fabbisogno abitativo stabilito dal Prerp 2014-2016 e cinque aziende Aler.
Sono ammissibili al finanziamento le proposte di intervento che saranno presentate da Milano, Brescia, Como, Mantova, Bergamo, Pavia, Monza, Cremona, Lodi, Lecco, Sondrio, Varese, Bresso, Sesto San Giovanni, Cesano Boscone, Corsico, Cinisello Balsamo, Rozzano, Cologno Monzese, Nova Milanese, Baranzate, Cusano Milanino, Assago, Lissone, Desenzano del Garda, Gallarate, Seregno, Saronno, Crema, Cantù, Cesano Maderno, Vigevano, Garbagnate Milanese, Rho, Limbiate, Bollate, Desio, Cernusco sul Naviglio, Treviglio, Legnano, Pioltello, Brugherio, Paderno Dugnano, Abbiategrasso, Vimercate, Voghera, San Giuliano Milanese, Parabiago, Busto Arsizio, San Donato Milanese, Segrate, Lainate, Buccinasco.
(ITALPRESS).

CAMBIAGHI “LAVORIAMO PER MIGLIORARE IMPIANTI SPORTIVI”

0

“Lo stato di salute degli impianti sportivi della Lombardia, e in particolare di Milano, è buono ma dobbiamo sicuramente lavorare per renderlo ancora migliore”.
Lo ha detto l’assessore allo Sport di Regione Lombardia Martina Cambiaghi nel corso del suo intervento al convegno “Lo Sport oltre lo Sport” organizzato da Il Foglio al Palazzo delle Federazioni di Milano.
“La Lombardia anche in materia di sport di riconferma un’eccellenza, ma proprio per questo motivo l’impegno deve essere doppio: non solo continuare a garantire questi standard, ma
pianificare le politiche sportive in vista di Milano-Cortina 2026 – ha aggiunto l’assessore-. Come per la candidatura non possiamo farcela da soli, dobbiamo fare sistema e giocare di squadra per essere vincenti.

L’obiettivo e’ collaborare per offrire il meglio durante i Giochi, ma soprattutto per lasciare un’eredita’ infrastrutturale, sportiva e culturale agli atleti del domani”.

(ITALPRESS).