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Lavoro e Natalità, un piano straordinario per il Sud

POZZUOLI (ITALPRESS) – “Lavoro e natalità sono temi che vanno affrontati insieme soprattutto nel Mezzogiorno, con un Piano straordinario per il lavoro nel Sud, particolarmente per le donne e per i giovani, e con una strategia che punti su infrastrutture, fiscalità di vantaggio, aumento delle retribuzioni e lavoro stabile e di qualità”.
E’ quanto emerso dal convegno, promosso da “Sud Protagonista” e “Donna e”, con il patrocinio del Comune di Pozzuoli, tenutosi, oggi, al Rione Terra. Ai lavori, a cui ha portato il saluto istituzionale il Sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, sono stati conclusi dal Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.
Tra gli interventi, quelli di Salvatore Ronghi, Presidente di “Sud Protagonista” , di Gabriella Peluso, Vice responsabile di FdI delle Politiche per il Mezzogiorno, di Giuseppe Fontanarosa, Presidente del Centro Studi Europeo Po.l.a.ri.s., di Doriana Buonavita, Segretario Regionale Cisl della Campania, di Michele Raccuglia, Responsabile Macro Area Sud-Ionica di Anpal, di Carolina Varchi, deputata di FdI e Responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno, ed infine, le conclusioni del senatore Claudio Durigon, Sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali.
“Il divario tra Nord e Sud si è aggravato anche sul piano dell’emergenza demografica con le regioni meridionali che vedono ridurre sempre più la natalità e lo spopolamento dei territori – ha detto Ronghi -, basta pensare che, ogni anno, in Campania, si dissolve un Comune dalla densità abitativa di Mugnano di Napoli, con una media di 35 mila giovani campani che lasciano il territorio per cercare lavoro altrove. Anche se con quote ridotte, lo stesso accade in tutto il Sud. La connessione tra lavoro e natalità è totale – ha sottolineato Ronghi – e, per questo, urge adottare un Piano straordinario per il lavoro nel Sud che punti su un sistema di fiscalità di vantaggio che, in realtà, è di compensazione per i ritardi accumulati e che hanno penalizzato il Mezzogiorno”.
“L’indice medio della natalità è sceso da 9,4 nati per mille abitanti a 6,7 in Italia, con una maggiore riduzione del 6,1% nel Mezzogiorno” – ha sottolineato Peluso – per la quale “non è un caso che nel Sud Italia, dove si concentra la metà dei disoccupati italiani e l’occupazione giovanile è ferma al 29,8% e quella femminile al 29,9%, la denatalità sia maggiore e che il Sud abbia smesso di essere la riserva demografica del Paese. Il Governo Meloni è partito con il piede giusto perchè ha posto l’emergenza denatalità al centro dell’agenda di governo – ha sottolineato la Vice responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno di FdI – ma adesso occorre fare molto di più per il Mezzogiorno e mettere in campo una strategia per creare lavoro, soprattutto per donne e giovani, concretizzare le opere infrastrutturali del PNRR e creare i necessari “servizi” per le mamme lavoratrici”.
“Lavoro e natalità sono strettamente collegati” – ha sottolineato Buonavita – per la quale “l’inclussione dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro è una priorità che riguarda tutto il Paese ma soprattutto il Mezzogiorno. Per la Cisl Campania è fondamentale favorire le assunzioni con ulteriori decontribuzioni , nuovi meccanismi di apprendistato, con l’incremento dei congedi parentali, con servizi più efficienti per conciliare la vita e il lavoro. Nella missione 4 del Pnrr è fissato come obiettivo il miglioramento dell’offerta educativa fin dalla prima infanzia per invertore la tendenza negativa fotografata da “save the Children” dalla quale è emerso un territorio campano ma in generale meridionali non adeguato alle mamme lavoratrici”.
“Occorre puntare su un patto straordinario per il lavoro al Sud con l’ampia partecipazione delle imprese e puntare su un nuovo modello di formazione che tenga conto delle richieste del mercato e che venga espletata all’interno delle imprese”, ha detto Fontanarosa.
“Per contribuire a creare lavoro nel Sud, particolarmente per i giovani e per le donne, occorre puntare sulle politiche attive per il lavoro per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e soddisfare il fabbisogno delle aziende per rispondere alle ‘scarse competenze adeguatè. Anpal Servizi, agenzia del Ministero del Lavoro, può essere il soggetto che connette il mondo produttivo con il mondo del lavoro e dell’istruzione”, ha aggiunto Raccuglia.
Ai lavori del convegno hanno partecipato con i loro contributi anche Maria Flocco, dell’Associazione “Donna e”, componente della Consulta Regionale per la Condizione della Donna, Damiano Mendozza, Presidente dell’Associazione “Oltre”, Arianna Mocerino, consigliere di FdI della X Municipalità di Napoli, Antonio Ronghi, Segretario di Cnal.
“Il recente studio di “Save The Children evidenzia che le regioni meridionali non sono regioni per mamme e che è molto carente quella rete di servizi e di vivibilità che è indispensabile per guardare al futuro con speranza e per mettere al mondo i figli – ha evidenziato Flocco – a questo di aggiunge il dramma della disoccupazione, della precarietà e del lavoro povere, che impedisce ogni progetto di futuro. Il Governo deve dare risposte forti e chiare a questi problemi”.
“Il lavoro delle donne professioniste non ha alcuna tutela dal punto di vista della maternità – ha evidenziato Mocerino – per questo occorre un intervento del Governo che possa estendere anche a questa categoria le tutele delle lavoratrici dipendenti per consentire loro di conciliare lavoro e maternità”.
“Serve con urgenza una legge sulla rappresentatività dei sindacati per porre fine a quelle realtà sindacali che stipulano contratti gialli in danno delle lavoratrici e dei lavoratori e per garantire la copertura contrattuale a tutte le categorie di lavoratori e di lavoratrici anche a tutela della loro dimensione familiare”, ha aggiunto Antonio Ronghi.
“Il Mezzogiorno non può continuare sopportare la ‘fuga di cervellì – ha aggiunto Mendozza – , in questa parte del territorio nazionale occorre una strategia che valorizzi le competenze e le eccellenze e che, con strumenti fiscali a favore delle imprese, consenta di aprire loro una vera prospettiva di lavoro per restare sul territorio e creare una famiglia”.
In collegamento telefonico la Responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno, Carolina Varchi, che ha ricordato “i provvedimenti adottati dal Governo Meloni nella legge di Bilancio e nel Decreto Lavoro con i quali ha incrementato l’assegno unico per i figli, tagliato l’iva sui prodotti per l’infanzia, sostenuto la decontribuzione per le assunzioni di giovani e donne, tagliato il cuneo fiscale, sostenuto il welfare aziendale. Tutto ciò è fondamentale e costituisce la base della nostra azione di contrasto della denatalità”.
Infine, le conclusioni del Sottosegretario di Stato al Lavoro e Politiche Sociali, il senatore della Lega, Claudio Durigon: “condivido la necessità di un piano straordinario per il lavoro nel Sud che punti sulla fiscalità di vantaggio e che rilanci le politiche attive per il lavoro mettendo in sinergia domanda e offerta di lavoro creando nel Sud opportunità lavorative particolarmente per donne e giovani. Su questo grande progetto lavoreremo insieme con grande intensità”.

– foto: xc9/Italpress

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Maltempo, Bardi “In Basilicata situazione sotto controllo”

POTENZA (ITALPRESS) – “La Regione ha attivato tempestivamente, in seguito alle forti precipitazioni piovose registrate in particolare nei giorni 14 – 15 e 16 maggio, le azioni di monitoraggio degli invasi e dei corsi d’acqua, i sopralluoghi e la messa in sicurezza dei cittadini e della viabilità regionale a rischio frane e inondazioni, i sopralluoghi per la stima dei danni nel settore agricolo”. Lo dichiara il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“L’Ufficio per la Protezione Civile – spiega il Presidente – ha realizzato un report sulla situazione degli eventi pluviometrici, dei volumi scaricati dalle dighe (che si sommano agli afflussi idrici dovute alle precipitazioni) e le segnalazioni di criticità idrogeologiche pervenute in sala SOR da alcuni comuni e dalla provincia di Matera che, al momento, non registra segnalazioni tali da motivare una richiesta di stato di emergenza”.
“Sul fronte, invece, delle coltivazioni agricole, – sottolinea Bardi – a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dalle associazioni di categoria e dalle diverse Organizzazioni sindacali, l’Ufficio Sostegno alle Imprese della Direzione Generale per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con i suoi tecnici, ha già iniziato ad effettuare gli opportuni sopralluoghi in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. 102/2004 in previsione di una possibile richiesta al MASAF del riconoscimento della calamità naturale ‘alluvionè.
La calamità di cui trattasi, è inserita nell’elenco delle catastrofi per le quali il MASAF, riscontrata la gravità, potrebbe riconoscere il carattere di eccezionalità dell’evento.
Nei prossimi giorni l’Ufficio potrebbe attivare il modulo informatico di segnalazione dei danni sul portale SIARB come già avvenuto per altre calamità”.
Alla Regione Basilicata, rende noto l’Ufficio per la Protezione Civile, è arrivata la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale avanzata dal Comune di Pisticci per il proprio territorio “a causa dell’intensa e violenta perturbazione meteorologica del 16 e 17 maggio 2023”. Invece, sul fronte dello stoccaggio della riserva idrica nei bacini regionali, viene segnato un nuovo importante apporto con + 8 milioni di metri cubi in una settimana (fonte ANBI).

– foto: ufficio stampa Regione Basilicata

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All’aeroporto di Bari inaugurato il nuovo “Bike facility point”

BARI (ITALPRESS) – L’aeroporto internazionale di Bari-Karol Wojtyla è il primo aeroporto bike friendly d’Italia. E’ stato infatti presentato questa mattina nel capoluogo pugliese dall’assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile Anita Maurodinoia e dal presidente di AdP Antonio Vasile il nuovo servizio dedicato ai cicloviaggiatori in partenza e in arrivo dallo scalo, costituito dal “Bike facility point”. Un progetto di cui fanno parte un’area attrezzata per il montaggio e lo smontaggio delle bici, percorsi guidati e segnalati e informazioni su internet.
“L’iniziativa – afferma l’assessore – è stata finanziata dalla Regione con risorse del progetto Mimosa, un interreg Italia-Croazia 2014/2020 pari a quasi 500mila euro per l’aeroporto di Bari e, a breve, anche quello di Brindisi”.
“L’esperienza di viaggio – aggiunge il presidente Vasile – è un punto cardine che la Regione Puglia vuole offrire a tutti i passeggeri, ma anche ai propri cittadini: magari un giorno ci saranno dei pugliesi che verranno in aeroporto in bicicletta per partire. Più in generale, è fondamentale questa fortissima integrazione tra aeroporto, ferrovia e tutti i mezzi alternativi, comprese le biciclette”.

– foto: xa2/Italpress

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Fondazione Con il Sud, Stefano Consiglio nuovo presidente

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ROMA (ITALPRESS) – Il Collegio dei Fondatori della Fondazione Con il Sud ha nominato i nuovi organi. Il Consiglio di Amministrazione ha eletto Presidente Stefano Consiglio, che subentra a Carlo Borgomeo, alla guida della Fondazione da 14 anni.
Stefano Consiglio, 59 anni, napoletano, è professore ordinario di Organizzazione Aziendale, Presidente della Scuola delle Scienze Umane e componente del direttivo della School of Public Management e del centro Federica Web Learning dell’Università di Napoli Federico II. E’ stato il coordinatore del corso magistrale in Innovazione Sociale e in Management del Patrimonio Culturale e Ambientale. Consigliere di amministrazione del Parco Archeologico di Pompei, è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Castel Capuano e di IFEL Campania. I suoi interessi di ricerca, si legge in una nota, sono focalizzati sui temi del cambiamento organizzativo, del management del patrimonio culturale e dell’innovazione sociale applicati alla nascita di imprese sociali e culturali.
Selezionato tra una terna di candidati di alto profilo, da settembre Stefano Consiglio ha affiancato Borgomeo come presidente designato, “una originale formula individuata dal presidente e dagli organi e che ha permesso un passaggio fluido alla guida della Fondazione”, sottolinea la nota.
“Succedere a Carlo Borgomeo non è semplice – ha dichiarato il presidente Stefano Consiglio – cercherò di dare continuità al lavoro svolto, non gestendo lo status quo ma, nello spirito della Fondazione e di questi quattrodici anni di presidenza Borgomeo, continuando ad alzare l’asticella per cercare di fare sempre meglio. Per farlo ci sarà bisogno del supporto dei soci, dei consiglieri di amministrazione, dei membri del Comitato di indirizzo, del direttore generale e di tutto lo staff”.
Lo statuto della Fondazione Con il Sud prevede una struttura di governo duale, con un Consiglio di Amministrazione e un Comitato di Indirizzo, i cui membri, in carica per cinque anni, rappresentano in modo paritetico le Fondazioni di origine bancaria e il mondo del Terzo settore, e sono presieduti da una figura super partes.
Ecco la nuova composizione degli organi.
Consiglio di Amministrazione: Stefano Consiglio (presidente), Raffaele Bonsignore, Fondazione Sicilia; Simone Bucchi, CSVnet; Lamberto Cavallari, ANPAS; Francesca Coleti, Arci; Vincenzo De Bernardo, Confcooperative Federsolidarietà; Donato Nitti, Fondazione Cariparo; Cinzia Pagni, Fondazione Livorno; Ezio Raviola, Fondazione CR Cuneo.
Comitato d’Indirizzo: Stefano Consiglio (presidente), Franco Bagnarol, Mo.Vi.; Annunziato Cirino Groccia, Legambiente; Domenico Credendino, Fondazione CR Salernitana (coordinatore); Stefania Di Agostino, Fondazione CR Ascoli Piceno; Ilaria Fontanin, Anolf; Antonino La Spina, Unpli; Aldo Ligustro, Fondazione Monte Uniti Foggia; Vincenzo Manco, Uisp; Nicola Mattoscio, Fondazione Pescarabruzzo; Giancarlo Moretti, MCL (coordinatore); Maurizio Mumolo, Forum Nazionale del Terzo Settore (coordinatore); Valentina Pia Scala, Acli; Roberto Reggi, Fondazione Piacenza e Vigevano; Giorgio Righetti, Acri (coordinatore); Gabriella Sarracco, Fondazione CR Civitavecchia; Alessandro Seminati, CSVnet; Marzia Sica, Fondazione Compagnia di San Paolo; Elena Tonezzer, Fondazione Caritro; Monica Eleonora Vanni, Legacoopsociali; Monica Villa, Fondazione Cariplo.
Collegio Sindacale: Mariella Mendogni (presidente); Libero Mario Mari e Piero Petrecca (membri effettivi); Manuela Grandi e Giuseppe Merante (supplente).
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Aeroporti, Marchiello “In Campania in un anno risparmiate 11 tonnellate di Co2”

NAPOLI (ITALPRESS) – “I disagi dei residenti della zona nord di Napoli a causa dei frequenti passaggi degli aerei”, è il titolo dell’interrogazione proposta dal consigliere Pasquale Di Fenza, del Centro Democratico, nel corso del Question Time che si è svolto questa mattina nella sede del Consiglio regionale della Campania. Un’interrogazione che nasce “visto che nell’ultimo periodo c’è stato un cambio di rotta degli aerei, sia in fase di atterraggio che di decollo, che sorvolano tantissimo l’area nord di Napoli, già tantissimo penalizzata per la terra dei fuochi”. “Non era il caso – spiega Di Fenza – che si continuasse così, anche perchè nelle ore notturne c’è un’amplificazione dei rumori e un impatto di Co2 molto rilevante”. A replicare al consigliere è l’assessore alle Attività produttive, Antonio Marchiello: “I contenuti della risposta sono dettati direttamente da Gesac, la società che gestisce gli aeroporti, sia di Capodichino che di Costa d’Amalfi: in effetti – spiega Marchiello – c’è un modo di ridurre la Co2 riducendo i tempi di partenza degli aerei. Hanno calcolato che in un anno si risparmiano 11 tonnellate di Co2, il che significa risparmiare veleno per i nostri polmoni”. “L’altra cosa importante – prosegue l’assessore – è che finalmente l’anno prossimo dovremmo riaprire l’aeroporto Costa d’Amalfi il quale con la pista allungata sarà uno dei più belli, il secondo della Campania e uno dei più importanti per il sud perchè insieme a Capodichino darà all’utenza e ai nostri imprenditori la possibilità di confrontarsi con il resto del mondo”. Dopo la risposta della Giunta, commenta soddisfatto Di Fenza: “Ho avuto una bellissima notizia: bisogna aspettare pochi mesi ancora perchè c’è l’ampliamento in atto del Costa d’Amalfi-Salerno. Ci saranno dirottamenti importanti per quanto riguarda l’aeroporto di Capodichino e in più Gesac ha comunicato che con le nuove tecnologie ci sarà una grossa riduzione dell’impatto ambientale. Questa è una notizia che voglio dare all’area nord di Napoli che è quella più colpita e che più mi sta a cuore”.
foto xc9 Italpress
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In Campania progetto “Sii Saggio, Guida Sicuro”, Anas alla giornata di premiazione

NAPOLI (ITALPRESS) – Anche Anas, si legge in una nota, ha partecipato con un proprio stand al ‘Villaggiò allestito presso la Mostra d’Oltremare di Napoli – ed inaugurato, tra gli altri, dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – per la giornata conclusiva, di premiazione di studenti ed allievi del Concorso di idee ‘Inventa una soluzione per la sicurezza stradalè, nell’ambito del progetto ‘Sii Saggio, Guida Sicurò.
Giunto alla nona edizione – promosso, tra gli altri dalla Regione Campania e da altri Enti, in collaborazione con l’Associazione Meridiani – il progetto, in collaborazione con numerose Istituzioni, punta a stimolare la riflessione sui temi della sicurezza stradale, aprendo le porte al dibattito ed al confronto per sensibilizzare i giovani ai corretti comportamenti da assumere in strada.
E proprio in tema di sicurezza stradale, sottolinea la nota, Anas supporta questa come altre iniziative (che promuove in maniera diretta) già da anni poichè è fermamente convinta dell’importanza di trasmettere anche attraverso le scuole e le famiglie i principi e le regole fondamentali per stare in strada, anche in ragione dell’importanza che l’argomento riveste per la Comunità Europea e per il competente Ministero.
“Oltre a svolgere il proprio compito nella gestione e manutenzione delle arterie viarie di competenza – ha dichiarato il Responsabile di Anas Campania, Nicola Montesano – l’Azienda, che gestisce oltre 32mila km di strade ed autostrade su tutto il territorio nazionale, crede fermamente nell’importanza di educare i più piccoli al rispetto delle regole della strada, con l’obiettivo, tra gli altri, di contribuire alla riduzione della incidentalità stradale”.
Anas, infatti, prosegue la nota, oltre ad avere commissionato una ricerca sugli stili di guida degli utenti alla fine dello scorso anno (il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore – dati OCSE-ISTAT) porta avanti in prima persona la campagna sulla sicurezza stradale ‘Guida e Bastà, dedicata ai rischi che derivano dalla distrazione, dalle cattive abitudini alla guida e dal mancato rispetto delle regole del Codice della Strada.
Inoltre, sempre nell’ambito di questa campagna, ha sviluppato un’app per smartphone ‘Valentina – Guida e Bastà, che consente di impostare il proprio cellulare sulla modalità di guida, con la possibilità di inoltrare ad un gruppo di contatti ‘preferitì un messaggio per comunicare loro che ci si sta per mettere in viaggio e che per tutta la durata di tempo selezionata non sarà possibile rispondere al telefono.
Ultimo in ordine di tempo anche ‘Eroi sulla strada in viaggio con Nicò, un libro illustrato per bambini (sempre promosso da Anas) per sensibilizzare i ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, dal quale è nato un progetto, che ha già coinvolto oltre 5000 famiglie di tutta Italia con l’obiettivo di coinvolgere i più piccoli affinchè diventino protagonisti attivi di una sicurezza stradale consapevole; giunto alla premiazione dei piccoli “ambasciatori” in molte città Italiane (a Napoli lo scorso 27 aprile presso la sede Anas del capoluogo), in grado di portare in famiglia i temi che sono stati insegnati loro attraverso il libro e le sue illustrazioni.
“Siamo fermamente convinti – ha concluso Montesano – che una buona educazione stradale sia alla base di stili di guida consapevoli e comportamenti adeguati sulla strada, da tenere anche come ciclisti o pedoni poichè la sicurezza stradale – oltre che dalle condizioni della strada – dipende, soprattutto, da comportamenti responsabili di utenti consapevoli”.
foto ufficio stampa Anas
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Bimba salvata in una scuola a Marigliano, Viky riabbraccia i Carabinieri

NAPOLI (ITALPRESS) – Il 9 maggio scorso l’intervento dei carabinieri di Castello di Cisterna in una scuola di Marigliano fu determinante nel salvataggio di una bambina di 4 anni, in preda ad una crisi epilettica. Così, dopo una settimana da quel momento terribile ma dal lieto fine, i carabinieri hanno voluto riabbracciare la piccola Viky, donandole ancora un sorriso e un orsetto di peluche con un berretto personalizzato. La madre della bimba, commossa per la vicinanza dell’Arma, ha voluto ringraziare i militari con una lettera.
“Loro gli angeli custodi in terra, eccoli i volti… Si tratta di persone splendide, degne di ammirazione, che stimerò sempre – si legge nella missiva -. Negli occhi dei Carabinieri si leggeva lo spavento, la preoccupazione, le lacrime, non era difficile comprendere l’affetto quasi genitoriale che provavano per mia figlia; non è possibile dimenticare quegli sguardi, e io mai li dimenticherò. D’altronde, da parte mia non è possibile non stimare fortemente chi fa tanto per tua figlia. Per questo, mi sento in dovere di ringraziare l’intera Arma dei carabinieri, e soprattutto il nucleo di Castello di Cisterna… il generale Scandone, il colonnello De Tullio, il maggiore Barrel, il maresciallo Maione, il capitano Bianchin e i tanti Carabinieri presenti stasera alla festa per Viky; ormai divenuta mascotte di Castello di Cisterna”.
“In particolare ringrazio i Carabinieri, Raffaele, Clemente e Francesco che quel giorno hanno raggiunto la scuola con estrema rapidità, quasi volando. Per me si è trattato di tre angeli che sono stati vicini alla mia bambina come se fosse figlia loro, nella crisi epilettica la mia piccola (che da 1 ora aveva finito di mangiare), si stava soffocando con il suo stesso vomito e la manovra fatta dal carabiniere le ha salvato la vita. Magari l’8 maggio 2024 il Comune, coinvolgendo l’Arma dei Carabinieri di Castello di Cisterna, potrebbe istituire un evento a nome di Viky, per trasformare un caso traumatico in una ricorrenza civile significativa e utile”, conclude la lettera.
foto ufficio stampa Carabinieri
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Pompei, emergono nuove vittime dallo scavo dei Casti Amanti

POMPEI (ITALPRESS) – Subbuglio, confusione, tentativi di fuga e nel mentre terremoto, lapilli, correnti turbolente di cenere vulcanica e gas caldi. Fu l’inferno dell’eruzione del 79 d.C. Quello in cui si trovarono gli abitanti dell’antica città di Pompei, tra cui le ultime due vittime, di cui sono stati rinvenuti gli scheletri durante uno scavo nell’Insula dei Casti Amanti.
Vittime di un terremoto che ha accompagnato l’eruzione, ritrovate sotto il crollo di un muro avvenuto tra la fase finale di sedimentazione dei lapilli e prima dell’arrivo delle correnti piroclastiche che hanno definitivamente sepolto Pompei costituiscono la testimonianza sempre più chiara che, durante l’eruzione, non furono solo i crolli associati all’accumulo dei lapilli o l’impatto delle correnti piroclastiche gli unici pericoli per la vita degli abitanti dell’antica Pompei, come gli scavi degli ultimi decenni stanno sempre più investigando.
L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., inizia nella mattinata di un giorno autunnale, ma solo intorno alle 13:00 comincia la cosiddetta fase “Pliniana” durante la quale si forma una colonna eruttiva, alte decine di chilometri, dalla quale cadono pomici. Questa fase è seguita da una serie di correnti piroclastiche che sedimentano depositi di cenere e lapilli. I fenomeni vulcanici uccisero chiunque si fosse ancora rifugiato nell’antica città di Pompei, a sud dell’odierna Napoli, togliendo la vita ad almeno il 15-20% della popolazione, secondo le stime degli archeologi. Tra le cause di morte anche il crollo degli edifici, in alcuni casi dovuto a terremoti che accompagnarono l’eruzione, si rivelò una minaccia letale.
Gli scheletri sono stati ritrovati nel corso del cantiere di messa in sicurezza, rifacimento delle coperture e riprofilatura dei fronti di scavo dell’Insula dei Casti Amanti, che sta prevedendo anche degli interventi di scavo in alcuni ambienti. Giacevano riversi su un lato, in un ambiente di servizio, al tempo in dismissione per probabili interventi di riparazioni o ristrutturazione in corso nella casa, nel quale si erano rifugiati in cerca di protezione.
I dati delle prime analisi antropologiche sul campo – pubblicati nell’E-journal degli scavi di Pompei – indicano che entrambi gli individui sono morti verosimilmente a causa di traumi multipli causati dal crollo di parti dell’edificio.
Si trattava probabilmente di due individui di sesso maschile di almeno 55 anni.
Durante la rimozione delle vertebre cervicali e del cranio di uno dei due scheletri, sono emerse tracce di materiale organico, verosimilmente un involto di stoffa. All’interno sono state trovate, oltre a cinque elementi in pasta vitrea identificabili come vaghi di collana, sei monete. Due denari in argento: un denario repubblicano, databile alla metà del II sec. a.C., e un altro denario, più recente, da riferire alle produzioni di Vespasiano. Le restanti monete in bronzo (due sesterzi, un asse e un quadrante), erano anch’esse coniate durante il principato di Vespasiano e pertanto di recente conio.
“Il ritrovamento dei resti di due pompeiani avvenuto nel contesto del cantiere in opera nell’Insula dei Casti Amanti dimostra quanto ancora vi sia da scoprire riguardo la terribile eruzione del 79 d.C. e conferma l’opportunità di proseguire nelle attività scientifiche di indagine e di scavo. Pompei è un immenso laboratorio archeologico che negli ultimi anni ha ripreso vigore, stupendo il mondo con le continue scoperte portate alla luce e manifestando l’eccellenza italiana in questo settore”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Le tecniche dello scavo moderno ci aiutano a comprendere sempre meglio l’inferno che in due giorni distrusse interamente la città di Pompei, uccidendone molti abitanti: bambini, donne e uomini. Con le analisi e le metodologie riusciamo ad avvicinarci agli ultimi istanti di chi ha perso la vita – evidenzia il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel -. In una delle discussioni di cantiere, durante il recupero dei due scheletri, uno degli archeologi indicando le vittime che stavamo scavando, ha detto una frase che mi è rimasta impressa e che sintetizza forse la storia di Pompei, quando, ha dichiarato: ‘questo siamo noì. A Pompei, infatti, l’avanzamento delle tecniche non ci fa mai dimenticare la dimensione umana della tragedia, piuttosto ce la fa vedere con più chiarezza”.
Nella stanza in cui giacevano i corpi sono emersi anche alcuni oggetti, quali un’anfora verticale appoggiata alla parete nell’angolo vicino a uno dei corpi e una collezione di vasi, ciotole e brocche accatastata contro la parete di fondo. La cosa più impressionante è l’evidenza dei danni subiti da due pareti, probabilmente, a causa dei terremoti che hanno accompagnato l’eruzione. Parte della parete sud della stanza è crollata colpendo uno degli uomini, il cui braccio alzato rimanda forse alla tragica immagine di un vano tentativo di proteggersi dalla caduta della muratura. Le condizioni della parete ovest, invece, dimostrano la forza drammatica dei terremoti contestuali all’eruzione: l’intera sezione superiore si è staccata ed è caduta nella stanza, travolgendo e seppellendo l’altro individuo.
L’ambiente adiacente ospita un bancone da cucina in muratura, temporaneamente fuori uso nel 79 d.C.: sulla sua superficie si trova infatti un mucchio di calce in polvere in attesa di essere impiegata in attività edilizie, il che suggerisce che al momento dell’eruzione si stavano effettuando delle riparazioni nelle vicinanze. Lungo la parete della cucina si trova una serie di anfore cretesi, originariamente utilizzate per il trasporto del vino. Sopra il bancone della cucina, le tracce di un santuario domestico sotto forma di un affresco che sembra raffigurare i lares della casa e un vaso di ceramica parzialmente incassato nel muro che potrebbe essere stato utilizzato come ricettacolo di offerte religiose. Accanto alla cucina, inoltre, una stanza lunga e stretta con una latrina, il cui contenuto sarebbe defluito in un canale di scolo sotto la strada.
I dettagli scientifici dello scavo possono essere approfonditi attraverso gli articoli pubblicati sull’E-Journal di Pompei – scaricabile dal sito ufficiale del Parco www.pompeiisites.org – nuova piattaforma digitale rivolta alla comunità scientifica e al pubblico e finalizzata a fornire notizie e relazioni preliminari riguardanti progetti di scavo, di ricerca e di restauro nelle sedi del Parco.

– foto ufficio stampa Ministero della Cultura –

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