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Nasce Napoli Obiettivo Valore, la gestione dei tributi diventa smart

NAPOLI (ITALPRESS) – Palazzo San Giacomo mette al suo posto un nuovo tassello del Patto per Napoli, l’accordo sottoscritto nel marzo dello scorso anno tra il sindaco Gaetano Manfredi e l’ex Presidente del Consiglio, Mario Draghi, per risanare il disavanzo della città. Tra le basi dell’intesa c’era una più efficace e continua riscossione delle tasse e in quest’ottica nasce Napoli Obiettivo Valore, la nuova Società di Progetto che affiancherà il Comune nella gestione delle entrate tributarie. Presieduta da Luca Bianchi, già direttore di Svimez, Napoli Obiettivo Valore affronterà concretamente il tema del debito pubblico: un rosso che deriva in gran parte da tasse, multe e canoni non riscossi negli anni scorsi e che la neo costituita società si impegna a recuperare grazie un’infrastruttura altamente tecnologica. Dall’attuazione del progetto che inizierà concretamente il prossimo 1 maggio, ci si attende un incremento cumulato delle entrate per il Comune di oltre 1 miliardo di euro e un incremento strutturale della sola riscossione ordinaria di Imu e Tari per più di 70 milioni di euro. Il partner privato porterà investimenti per oltre 13 milioni di euro finalizzati, tra l’altro, alla trasformazione delle piattaforme digitali del Comune di back-office, di front-end per abilitare nuovi servizi proattivi di cittadinanza digitale, a fornire strumenti di data analysis a supporto delle decisioni dell’ente.
Napoli Obiettivo Valore è frutto di un contratto di partenariato pubblico-privato di durata decennale con Municipia SpA, società del Gruppo Engineering, leader nella digitalizzazione dei processi per Pubbliche Amministrazioni e aziende. Una società innovativa per l’alto valore tecnologico, come innovativo sarà anche l’approccio: verrà introdotto un sistema vicino ai cittadini, facile da usare, intuitivo e sicuro grazie a una rete diffusa di canali di contatto con il pubblico tra sportelli fisici presso le Municipalità e ben 600 tabaccherie associate. Per la prima volta, infine, verrà effettuata una mappatura nuova e completa della città grazie ad un partner tecnologico di livello internazionale. La nuova gestione smart dei tributi partenopei è stata presentata in mattinata a Palazzo San Giacomo, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Manfredi, l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta e Luca Bianchi per Napoli Obiettivo Valore.
Proprio Bianchi spiega alcuni caratteri della partnership: “L’operazione che la società vuole mettere in campo è quella di creare gli spazi per migliorare i livelli dei servizi della città, quindi diciamo che la conoscenza del territorio è fondamentale: su questo faremo grandi investimenti soprattutto nei primi anni, questo ci permetterà anche di identificare nuovi contribuenti e chi realmente deve pagare. L’obiettivo principale è costruire un patto con la cittadinanza, con cittadini e imprese, e le risorse ottenute serviranno per migliorare la qualità dei servizi: è tutto un meccanismo che si tiene all’interno di un progetto di rigenerazione della città”.
“Noi abbiamo un grande deficit nella riscossione. Poter avere un sistema più efficace ed efficiente significa poter incassare più tributi locali, essere più equi perchè chiaramente c’è chi paga e chi non paga, e avere più risorse per la gestione quotidiana della città, più manutenzione, più qualità dei servizi” spiega invece il sindaco Manfredi che indica nelle multe e nella tassa dei rifiuti i due settori da cui arrivano i più bassi risultati in termini di riscossione. “In città non esiste una banca dati della base imponibile e ci sono moltissime persone e società che sono sconosciute: non è che non pagano, è che non gli viene nemmeno chiesto di pagare le tasse. Questo è un grande sforzo che va fatto, noi siamo molto indietro. C’è una strada lunga e fondamentale da percorrere”.
Infine l’assessore Baretta indica che sono “2,2 i miliardi di mancate entrate”, ma garantisce che da parte del Comune “non ci sarà un atteggiamento vessatorio, ma una richiesta di collaborazione ai cittadini e di partecipazione al miglioramento complessivo della città”. Nei confronti di chi non potrà pagare, il titolare del Bilancio di Napoli spiega: “La città vive di molte contraddizioni, basti pensare al dato sulla povertà è del 10% ed è molto superiore alla media nazionale. Quindi adesso la società farà una ricognizione generale per capire qual è lo stato del grande mare dell’evasione, poi affronteremo i lati dove il fondo è più “pescoso”, ma le differenze reddituali saranno tenute in considerazione. Le tasse devono pagarle tutti però il principio costituzionale è che ciascuno deve pagarle in proporzione al proprio reddito e noi terremo conto di questo nell’azione che faremo”.
foto xc9 Italpress
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Napoli, Sangiuliano “Risorse aggiuntive di 33 milioni per Palazzo Fuga”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Ho firmato un decreto per portare sul progetto di Palazzo Fuga, Albergo dei Poveri, altri 33 milioni di risorse aggiuntive. Ai 100 che ci sono se ne aggiungono altri 33”. Lo annuncia il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, parlando a Napoli nel corso del suo intervento alla presentazione della nuova sezione “Campania Romana” del Museo Mann.
Parlando del progetto di Palazzo Fuga il Ministro, a margine dell’appuntamento, spiega che “è tra le cose più importanti alle quali sto lavorando”. “Ho già firmato un protocollo tra Ministero della Cultura e Comune di Napoli e oggi insediamo a Palazzo San Giacomo il tavolo tecnico di esperti che dovrà seguire questo progetto che è già pieno di contenuti: a Palazzo Fuga ci sarà la Federico II con le scuole di specializzazione in ambito storico e archeologico e ci sarà il “Mann due” che potrà esporre collezioni che al momento oggi sono solo nei depositi. Poi – prosegue Sangiuliano – ci sarà una grande biblioteca che sarà spazio vitale per i giovani, avrà sale con eventi multimediali e forse ci saranno anche i privati con la ristorazione o cose del genere”.
Il progetto per Palazzo Fuga “è molto importante perchè ai 100 milioni del Pnrr trasferiti al Comune di Napoli se ne sommano altri 33 del Ministero: una cifra congrua per poter pensare a un grande istituto culturale presso Palazzo Fuga dove il Mann, che è uno dei firmatari, potrà depositare molte collezioni che in questo momento non sono visitabili” aggiunge Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “Penso alla grande raccolta di vasi attici a figure rosse, ce ne sono oltre 10mila che potranno far diventare quel centro uno dei principali punti di riferimento della ceramica antica nel Mediterraneo” dice Giulierini che ipotizza “un collegamento in verticale con la Galleria e con l’Istituto Colosimo mentre in orizzontale si percorre via Foria e si arriva all’Orto botanico e a Palazzo Fuga”. “Attenuando il traffico – dice Giulierini – saremmo di fronte a un vero e proprio viale come quello che a Parigi conduce all’Arco di Trionfo. Si tratta di decidere se diventare veramente una città di livello europeo come Napoli peraltro lo è stata nel ‘700”.

– foto: xc9/Italpress

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Giannola “Con l’autonomia forte rischio diseguaglianze”

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ROMA (ITALPRESS) – Con l’autonomia “il rischio è che si cristallizzi una situazione di diseguaglianza nei diritti civili e sociali del Paese”. Così Adriano Giannola, presidente di Svimez, Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, intervistato da Gianni Lepre per “Focus Sud”, il nuovo format televisivo dell’agenzia Italpress. “L’Italia non sarà più quella di prima, è uno spartiacque abbastanza significativo che viene interpretato in modo diverso e per questo credo sia importante confrontarsi con pacatezza. C’è chi pensa che il Paese con l’autonomia starà meglio e chi pensa che starà peggio, io credo che qualcuno si illuda di stare meglio di prima ma, a conti fatti, il rischio è che tutti staranno peggio”. Giannola poi sottolinea che la prospettiva dell’autonomia “è prevista dalla Costituzione; quindi, non c’è nessuna contrarietà in linea di principio, la Costituzione però suggerisce una procedura molto chiara a mio avviso, ed è su quella procedura che si appuntano le critiche e si evidenziano i rischi per il Paese nel suo complesso. Già nel 2018 il governo Gentiloni aveva siglato le pre-intese con Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, successivamente – spiega – queste tre Regioni con il governo M5S-Lega replicarono questa richiesta formalizzata e iniziarono i colloqui che però non arrivarono a buon fine. Oggi con il nuovo governo di centrodestra questa è la prima cosa significativa che viene messa sul tappeto, è molto importante visti i numeri che questo governo ha”.
Il presidente di Svimez spiega che il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge Calderoli che “non attua l’autonomia ma si fa carico di proporre un percorso. Il disegno di legge prevede che la Regione faccia domanda di autonomia con un elenco di materie che chiede di acquisire, si contratta e si arriva a una pre-intesa che va portata in Consiglio dei ministri, c’è poi una richiesta di parere alla Conferenza Stato-Regioni che si deve esprimere in 30 giorni, contemporaneamente c’è una richiesta alla Commissione interparlamentare delle Regioni, quindi queste pre-intese tornano in Cdm con i pareri, entro 30 giorni il Cdm le approva e quella approvazione è un disegno di legge che va portato in Parlamento che però non può fare emendamenti. Questa procedura – osserva – si chiama legge rafforzata che non può essere emendata né posta a referendum, in più nel disegno di legge Calderoli si prevede che le intese possano durare 10 anni. La cosa che sarebbe necessaria per essere corretti è che il Parlamento sia libero di esprimersi e modificare le intese, c’è un disegno di legge in iniziativa popolare che in base ai regolamenti nuovi del Senato se si arriva a 50mila firme deve essere discusso in Parlamento che avrà la responsabilità di modificare o accettare. Questa cosa responsabilizza tutti i parlamentari rispetto alle prospettive che incidono pesantemente sulla situazione oggettiva dello Stato italiano”.
Giannola, inoltre, chiarisce cosa sono i Lep: “la Costituzione prevede che siano fissati dei Livelli essenziali delle prestazioni come sanità, scuola e mobilità che garantiscono a tutti i cittadini italiani parità di diritti, questi famosi Lep definiscono i livelli essenziali delle prestazioni, ma cosa è essenziale? Io dico che questa essenzialità è un concetto metafisico che dipende dalla quantità di risorse che hai, ovvero, più risorse hai e più l’essenziale aumenta. Allora sarebbe bene dire che in base alle risorse i livelli delle prestazioni devono essere uniformi per tutti i cittadini, lo Stato deve essere garante di questo diritto di cittadinanza. Ci sono tante funzioni, una ventina, le Regioni le hanno chieste tutte” con il rischio e l’ipotesi che “lo Stato diventi un fantasma. Le Regioni – conclude Giannola – diventano autonome rispetto al governo centrale, lo Stato viene via via svuotato di sovranità, questo per un governo che chiede il presidenzialismo mi sembra una follia; quindi, una contraddizione implicita fortissima tra chi vuole un presidenzialismo e chi vuole una autonomia che riduce drasticamente la possibilità di incisività del governo centrale”.

– foto Italpress –

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Focus Sud, nasce il nuovo format tv dell’agenzia Italpress

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ROMA (ITALPRESS) – Prende il via “Focus Sud”, il nuovo format tv dell’Agenzia di Stampa Italpress dedicato al Mezzogiorno e alle criticità economiche e sociali del meridione. Focus Sud sarà condotto dall’economista Gianni Lepre.
“Focus Sud, è una lente speciale rivolta al Mezzogiorno e alle questioni legate all’economia dei territori, con un occhio di riguardo alle strategie per risollevare il tessuto produttivo delle aree più depresse del nostro Paese”, spiega Lepre.
“Il Sud visto dal Sud. Per la prima volta le complesse questioni legate al meridione vengono affrontate in un format tv da una prospettiva diversa. Vogliamo affrontare tutti i nodi del gap che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese e dell’Europa, e vogliamo farlo – come dicevamo – partendo da una prospettiva diversa, visto che proprio l’agenzia Italpress è nata ed è poi orgogliosamente cresciuta al Sud e dal Sud e oggi ha redazioni e studi tv nelle principali città italiane”, afferma il fondatore e direttore responsabile Gaspare Borsellino.
Ospite della prima puntata di Focus Sud, il presidente della Svimez, Adriano Giannola.
Focus Sud è disponibile sulle piattaforme multimediali dell’Italpress e sull’ampio network dell’agenzia, che ha superato i 400 siti e portali e oltre 120 emittenti TV in tutta Italia.

-foto Italpress-
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Aeroporti, in Puglia i primi bike friendly d’Italia

BARI (ITALPRESS) – E’ pronta, e sarà a disposizione dei viaggiatori con bici al seguito nei prossimi giorni, la prima postazione attrezzata per il montaggio e lo smontaggio delle biciclette nell’aeroporto di Brindisi. Anche la postazione realizzata nell’aeroporto di Bari sarà pronta tra qualche giorno. Finanziata dalla Regione Puglia nell’ambito del progetto MIMOSA – Programma Interreg Italia Croazia 2014-2020, l’iniziativa renderà gli aeroporti pugliesi di Brindisi e Bari i primi bike friendly d’Italia.
“La Puglia è sempre più attenta alla mobilità ciclistica – ha dichiarato l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile, Anita Maurodinoia -. Ringrazio Aeroporti di Puglia per aver sposato il progetto e aver reso accessibili i due aeroporti ai cicloturisti in arrivo e in partenza. In questo modo promuoveremo l’intermodalità bici-aereo e la Puglia potrà diventare più attrattiva per quelle forme di turismo lento e sostenibile oggi molto apprezzate. Come individuato nel Piano regionale della Mobilità Ciclistica, approvato dalla Giunta in settimana, la nostra regione ha da offrire 16 ciclovie di grandissimo interesse. I tracciati messi a punto dal gruppo di lavoro coordinato dall’Asset permetteranno, infatti, di valorizzare ogni provincia e il ricco patrimonio naturalistico e storico-culturale che la Puglia può offrire”.
foto ufficio stampa Aeroporti Puglia
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Donazione e trapianto, a Matera manifestazione “Insieme per la vita”

MATERA (ITALPRESS) – Sensibilizzare il pubblico al tema della donazione di organi, tessuti e cellule per il trapianto. E’ stato questo lo scopo della manifestazione svoltasi al Circolo Tennis di Matera alla quale ha partecipato ufficialmente anche l’Azienda Sanitaria Locale di Matera e il Coordinamento Regionale Trapianti della Basilicata. L’evento dal titolo “Insieme per la vita, tennis e solidarietà” è stato organizzato dall’Associazione “Giovanni Manicone” e dal “Circolo Tennis Matera” con il patrocinio dell’ASM e del Comune di Matera e con la partecipazione dell’Associazione italiana donatori organi e dell’Associazione Italiana Donatori di Midollo Osseo .
“Essere presenti a questa iniziativa dando il nostro concreto sostegno nell’informare – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Asm, Sabrina Pulvirenti- è il modo migliore per raccontare le possibilità offerte dall’atto del donare. La presenza dell’atleta Francesco Fiore che dopo il trapianto è tornato alla sua vita di sempre, anche grazie allo sport, rafforza la convinzione che tutti insieme possiamo riuscire nell’intento di promuovere la donazione come atto di gratitudine nei confronti del futuro e dell’essere umano”.
“La storia di Francesco è la prova tangibile – sostiene Maria Grazia Schievenin, Coordinatrice Regionale Trapianti della Basilicata – che la donazione è vita. La sua è una straordinaria testimonianza di forza coraggio e speranza. Scegliere di donare significa dare alla propria vita un valore straordinario, partendo dalla convinzione che dire sì alla donazione sia un’occasione unica di responsabilità sociale, ma anche una garanzia che le nostre scelte vengano rispettate sollevando i nostri affetti più vicini, la famiglia e i parenti, dalla responsabilità di dovere decidere per noi”.
foto ufficio stampa Azienda Sanitaria Locale Matera
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Centro storico Napoli, Associazioni culturali “Cancellare osservatorio”

NAPOLI (ITALPRESS) – “L’Osservatorio Centro Storico – Sito Unesco risulta essere un organismo pletorico ed inefficace. Occorre procedere con urgenza alla sua cancellazione e sostituzione con un Comitato di Gestione del Centro Storico, guidato dal Sindaco di Napoli e con la partecipazione del Ministero della Cultura, per dare finalmente slancio e concretezza al Piano di Gestione del Centro Storico Sito Unesco che, ad oggi, è lettera morta”.
E’ quanto affermano le Associazioni culturali “Nuove Socialità”, “Informazioni Giovani Europa”, “Portosalvo” e “I sedili di Napoli” che, stamani, con i loro rispettivi Presidenti Salvatore Ronghi, Luigi Rispoli, Antonio Pariante e Giuseppe Serroni, hanno tenuto una conferenza stampa presso l’ingresso di Port’Alba da Piazza Dante, a Napoli.
“L’Osservatorio non può fare altro che prendere atto che il Piano di gestione del Centro Storico Sito Unesco è sostanzialmente inattuato e fallimentare” – ha sottolineato Ronghi – che ha evidenziato: ” l’Amministrazione Comunale di Napoli, in questi ultimi dieci anni, è stata incapace di spendere 261 milioni di euro vanificando, di fatto, l’importante progetto. E’ urgente che ci sia una vera svolta e il Sindaco Manfredi, che ne è responsabile, deve imprimerla”.
“Inoltre – ha proseguito Ronghi – De Magistris è il vero responsabile politico dello sfascio di Napoli: è sua la colpa dell’abbandono del Centro Storico e della incapacità di spesa. La sua idea di ricandidarsi a Napoli è una sterile ‘minaccià che va respinta con la costruzione di un ampio progetto di aggregazioni delle forze sane della città, con un candidato Sindaco che sappia rappresentare il Centro Storico che, di fatto, rappresenta l’intera città, e a questo progetto stiamo lavorando per dare un futuro alla nostra Napoli”.
“Il Piano di Gestione, finora è stato considerato un mero adempimento burocratico per evitare di perdere il riconoscimento Unesco mentre potrebbe essere un reale strumento per gestire il centro storico preservando i monumenti e per fissare le regole necessarie per avere un turismo di qualità e sostenibile” – ha sottolineato Rispoli, che ha aggiunto: “mentre nelle altre città d’arte si è già al terzo/quarto aggiornamento del piano di gestione, a Napoli esso non è stato aggiornato nè tantomeno applicato. Per questo chiediamo che il Comune istituisca un Comitato di gestione che possa attuarlo”.
“Il problema del centro storico è fuori controllo perchè l’anarchia governa questo prezioso territorio, il sito Unesco più importante d’Europa – ha rimarcato Pariante – per questo lanciamo un appello al Ministro della Cultura Sangiuliano affinchè intervenga per rendere effettivo il Piano di gestione del Centro Storico Sito Unesco e, se il Comune resterà immobile, indicando un commissario straordinario”.
“La mancata attuazione del Piano di gestione del Centro Storico Sito Unesco aggrava problemi atavici di questo territorio che vede edifici antichi e preziosi abbandonati a se stessi , come il Pio Monte di Pietà in via san Biagio dei Librai e La Scorziata in Piazza San Gaetano, che potrebbero, invece, essere destinati ad attività culturali ed artigianali, nonchè a punti di accoglienza religiosi e per il terzo settore e rilancio della memoria storica della città”, ha concluso Serroni.

– foto: ufficio stampa Peluso
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Pnrr, Occhiuto “I soldi del Sud devono restare al Sud”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Dall’interlocuzione con il governo capisco che il presidente Meloni e tutti i ministri, Fitto in testa, stanno facendo il massimo per accelerare sul Pnrr. Da due anni si parla di questi 191 miliardi di euro che arriveranno entro il 2026 nel nostro Paese, ma è stato fatto davvero poco per costruire il software di riforme necessario per spendere presto e bene questi soldi. Però al momento, anche secondo l’Ue, i progressi dell’Italia sono stati positivi. Quindi restiamo ottimisti e lavoriamo per raggiungere gli obiettivi prefissati”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista ad “Avvenire”.
“L’Italia – aggiunge – ha storicamente delle difficoltà nell’utilizzo dei fondi Ue, raramente riusciamo a spendere più del 50% dei soldi che ci arrivano da Bruxelles. Con il Pnrr, dunque, dobbiamo assolutamente fare un salto di qualità.
Non giudico un’eresia la possibilità di spostare finanziamenti da un progetto ad un altro: meglio finire bene e per tempo una cosa, piuttosto che avere due opere incompiute. Diverso, invece, sarebbe cambiare il territorio di destinazione. A mio avviso i soldi stanziati per la Calabria, ad esempio, devono restare in Calabria, così come quelli assegnati ad ogni Regione”.
“Le guerre di campanile in questo momento sono l’ultima cosa della quale abbiamo bisogno – sottolinea Occhiuto -. L’Italia ha ottenuto oltre 191 miliardi di euro dall’Europa proprio perchè è stata riconosciuta anche da Bruxelles una certa fragilità del nostro Sud. Ma i problemi vanno risolti, non acuiti. Se il Mezzogiorno è in difficoltà occorre lavorare per supportarlo: le risorse stanziate per il Sud devono restare al Sud. Il Nord porti avanti i suoi progetti e si metta in testa che il Paese deve correre insieme e unito: con un’Italia a due velocità perdiamo tutti”.
credit photo agenziafotogramma.it
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