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Consiglio Puglia approva bilancio previsione 2023 e pluriennale 23-25

BARI (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con 30 voti favorevoli e 15 contrari, del disegno di legge relativo alle disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2023 e pluriennale 2023-2025 della Regione.
Approvati altri emendamenti che costituiscono articoli aggiuntivi al testo.
Approvata una dotazione finanziaria di 200 mila euro finalizzata alla prevenzione e monitoraggio del tumore ai polmoni in aree maggiormente a rischio ambientale come Crispiano, Statte, Massafra, Taranto, Montemesola, rivolto alla popolazione maschile e femminile tra 40-60 anni.
Assegnata una somma di 300 mila euro per progetti sperimentali e innovativi rivolti a studenti con disabilità, al fine di favorire la socializzazione e l’integrazione degli studenti disabili con la comunità scolastica e locale, agevolando la loro partecipazione alle opportunità culturali, sportive, artistiche e forme di autonomia, inclusione e imprenditoria sociale.
Stanziati 300 mila euro come contributo straordinario per l’implementazione urgente della cartellonistica stradale di pericolo attraversamento cinghiali.
Assegnata una dotazione finanziaria di 50 mila euro al Centro di riproduzione equina presso il Dipartimento di veterinaria dell’Università di Bari.
Altri 50 mila euro come supporto alle iniziative di rievocazione storica.
Un contributo di 150 mila euro al Comune di Altamura per la messa in sicurezza di un edificio scolastico.
A partire dal 1° gennaio 2023 al personale Arif si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle funzioni locali.
Concesso un contributo di 500 mila euro alla parrocchia San Giovanni Bosco in Manduria per opere di manutenzione straordinaria ai fini della realizzazione di un progetto pilota di prevenzione e contrasto del disagio, che preveda la rifunzionalizzazione di campi sportivi, alloggi di prima accoglienza ed altre attività parrocchiali.
Previsto un commissario straordinario della Struttura speciale equiparata a direzione di servizio denominata “Avviamento del NUE e delle strutture territoriali di Protezione Civile”.
Modificata la norma relativa alla organizzazione e funzionamento del Co.re.com, nella parte della composizione e durata in carica. Più specificatamente, i componenti del Comitato restano in carica cinque anni e sono rieleggibili una sola volta.

– foto: agenziafotogramma.it

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Nel 2022 eseguiti 135 trapianti d’organo in Puglia, anno record

BARI (ITALPRESS) – Il 2022 è stato, ancora una volta, un anno record per i trapianti d’organo in Puglia. Al Policlinico di Bari sono stati eseguiti dal 1 gennaio al 22 dicembre 2022: 135 trapianti. Superati anche i 123 trapianti realizzati lo scorso anno, che già aveva fatto segnare un record dall’istituzione del Centro regionale trapianti nel 1992.
I dati sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui sono intervenuti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore; il coordinatore del Centro Regionale Trapianti professore Loreto Gesualdo.
In dettaglio sono stati eseguiti 25 trapianti di cuore, anche qui record assoluto in Puglia, che porta il Policlinico di Bari a essere il secondo centro in Italia per numero di trapianti di cuore eseguiti nell’ultimo anno, dietro solo all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. I trapianti di rene sono stati 80, dato più alto degli ultimi anni, 50 trapianti di rene singolo, 10 di rene doppio e 20 trapianti di rene da vivente, grazie anche al programma trapianto di rene AB0-incompatibile. Mente 30 sono stati i trapianti di fegato eseguiti.
“Il Policlinico di Bari, e in generale tutto il sistema sanitario pugliese – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – oggi registra una notizia straordinaria. Assieme all’Emilia Romagna siamo la prima regione italiana per trapianti di cuore. E’ la dimostrazione della maturità di un sistema complessivo, la dimostrazione di una grande disponibilità da parte delle famiglie dei donatori, che sono poi quelle che rendono possibili questi risultati. E soprattutto della determinazione con la quale il sistema sanitario pugliese, nonostante abbia meno soldi e meno personale a causa della spesa storica di altre regioni, riesce ad essere all’altezza dei propri compiti e dei propri doveri”.
“Dispiace – ha aggiunto Emiliano – che proprio oggi una fondazione che diffonde statistiche abbia rilevato che i dati relativi al 2019 vedono le regioni del Sud tutte confinate sotto il decimo posto. Invece diamo quest’altra notizia: con i dati aggiornati al 2022 la Puglia è la prima regione del Mezzogiorno anche nei Livelli Essenziali di Assistenza. Non meraviglia la fatica con la quale il Sud gestisce queste graduatorie, visto che non ci danno la possibilità di avere lo stesso personale, gli stessi soldi, gli stessi ospedali e le stesse strutture territoriali delle altre regioni a causa del fatto che è sempre andata così. Stiamo combattendo anche per riequilibrare questi dati e ottenere l’uguaglianza di tutti i cittadini italiani davanti alla legge, e in particolare in materia sanitaria”.
“E’ un grandissimo risultato del Policlinico di Bari e di tutta la Regione Puglia. L’attività trapiantologica è altamente specialistica, richiede un impegno multidisciplinare e collettivo che pochi centri possono assicurare”, ha spiegato il direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore. Che poi ha aggiunto: “Essere, come dimostra il numero dei trapianti di cuore, tra le prime strutture in Italia è qualcosa di veramente eccezionale. E’ la certificazione che il Servizio sanitario pugliese funziona. Grazie a coloro che hanno donato e grazie ai professionisti del Policlinico che si sono impegnati per restituire alla vita tanti pazienti in attesa di trapianto”.
“Io sono solo il portavoce di un grande team, un team di grandi professionisti, operatori sanitari che si sono messi a disposizione delle persone in attesa di un trapianto”, ha dichiarato il Coordinatore regionale Trapianti, prof. Loreto Gesualdo. “Siamo veramente orgogliosi di questi risultati. C’è ancora molto da fare. In Puglia abbiamo una lista d’attesa di 450 pazienti, per cui ne approfitto per lanciare veramente un invito alla sensibilizzazione alla cultura del dono. Donare è vita, quindi andiamo nei Comuni e sottoscriviamo la tessera d’identità e diamo il nostro sì alla donazione”, ha concluso Gesualdo.
Un record possibile anche grazie al numero in assoluto più elevato di donatori in Puglia. Sono stati 52 i donatori in Puglia, con un indice di 13,8 donatori effettivi per milione di popolazione, nel 2019 in pre pandemia erano stati 40 con un indice di 9,8 per milione di abitanti. Al primo posto la AslBt tra le province con 22 segnalazioni di donatori.
Grazie a tre nuovi dispositivi per la perfusione dinamica degli organi di cui si è dotato il Policlinico di Bari è stato possibile ridurre significativamente il rischio di rigetto e migliorare la ripresa funzionale nei riceventi.
Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle nuove facoltà di medicina, Emiliano ha aggiunto: “Le tre nuove facoltà di medicina sono quasi totalmente sostenute dalla Regione Puglia, assieme alle stesse Facoltà, senza alcun contributo statale. Vuol dire che stiamo cercando di rimediare alla strutturale mancanza di medici, facendo laureare e specializzando qui in Puglia quanti più professionisti possibile, per poi non perderli nel seguito della loro carriera”.

foto: ufficio stampa Policlinico Bari

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Po Fse Basilicata, Bardi “Raggiungeremo target nei tempi previsti”

POTENZA (ITALPRESS) – “Il Programma operativo del Fondo sociale europeo sta registrando un avanzamento positivo nonostante le problematiche emerse durante la pandemia, che hanno ridotto la capacità di operare dei soggetti beneficiari. Oltre a supportare i soggetti svantaggiati, il PO FSE è intervenuto per l’emergenza pandemia, supportando gli studenti fuorisede, assorbendo i costi della cassa integrazione e assicurando il necessario sostegno al sistema sanitario. Al 31 luglio 2022 lo stato di avanzamento si attesta al 65 per cento, e anche grazie all’attivazione di nuovi interventi il programma si concluderà entro i tempi previsti con il raggiungimento di tutti i target”. Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi che oggi a Potenza ha aperto i lavori del Comitato di sorveglianza del PO FSE 2014-2020, nel quale sono stati illustrati i risultati conseguiti dalla Regione in attuazione dei programmi comunitari finanziati con il Fondo sociale europeo.
La spesa effettivamente certificata della Regione Basilicata per il Fondo sociale europeo al 31 luglio 2022 è pari a circa 105,4 milioni di euro: è stato quindi ampiamente superato l’obiettivo del target n+3 di quota comunitaria fissato in 87 milioni di euro, per cui si è garantita al 31 dicembre 2022 una percentuale di raggiungimento del target al 121%, che copre già oggi parte dell’importo da certificare entro il 31 luglio 2024.
In applicazione dell’opzione di cofinanziamento al 100% delle spese dichiarate negli ultimi due anni contabili, messa in atto per rafforzare la capacità di risposta dei servizi sanitari alla pandemia, sommando le spese certificate con quelle da certificare, l’importo complessivo del Programma si attesta a circa 221,4 milioni di euro, di cui 144.8 di quota UE. Le principali allocazioni della spesa certificata al 31 luglio 2022 riguardano l’asse 1 (occupazione – 52,6 milioni di euro, pari al 65,67 %), l’asse 2 (inclusione sociale – 42,2 milioni di euro, pari al 68,92%) e l’asse 3 (istruzione e formazione – 30,8 milioni di euro, pari al 51,86 %).
I principali interventi attivati nel 2022 riguardano l’accesso all’occupazione delle persone inattive, la modernizzazione dei servizi del mercato del lavoro, le azioni di sostegno alla platea ex TIS, le spese per il personale sanitario nel periodo dell’emergenza covid – 19, gli interventi per prevenire l’abbandono scolastico, la formazione professionale. Al 30 ottobre 2022 risultano attivati 5.513 progetti, di cui 3.556 (64 %) sono stati conclusi. Le persone complessivamente coinvolte dal programma sono state 52.590, di cui circa il 50,72 % sono donne.
Nel corso della riunione, il rappresentante di Sviluppo Basilicata ha illustrato il funzionamento e le caratteristiche del Fondo Microcredito FSE 2014-2020, iniziativa che prevede uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro, attraverso l’attivazione di un fondo rotativo “a sportello” per l’erogazione di prestiti a tasso zero finalizzati alla creazione di nuove imprese e attività professionali: al 15 dicembre 2022 sono state istruite 374 domande di finanziamento, per complessivi 8,9 milioni di euro, e sono state ammesse a finanziamento 301 domande per 7,1 milioni di euro.
Sono state inoltre presentate le attività di comunicazione svolte nell’ultimo anno per promuovere nella comunità regionale la conoscenza delle iniziative finanziate con il Fondo sociale europeo, con particolare riferimento alle iniziative per l’anno europeo dei giovani, con incontri nelle scuole, la realizzazione di video e pubblicazioni. E’ stato inoltre assicurato un aggiornamento costante delle informazioni sul sito web dedicato ed è stato infine proiettato un videoart di 4 minuti che riassume tutte le iniziative svolte nel 2022.
Quanto al nuovo ciclo di programmazione 2021-2027, la Regione, come già annunciato, ha optato per un unico programma plurifondo FESR – FSE, per garantire una maggiore integrazione fra i fondi e per realizzare una semplificazione della struttura organizzativa e gestionale. Il Programma, definito nella cornice del Piano Strategico regionale ed approvato invia definitiva dall’UE nei giorni scorsi, prevede investimenti per circa 983 milioni di euro. Nel corso della riunione sono inoltre intervenuti i rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee che supportano la Regione per l’attuazione del Programma ed alcuni rappresentanti del partenariato che hanno collaborato all’attuazione delle diverse iniziative.

– foto: ufficio stampa Regione Basilicata

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Stroncato traffico internazionale di droga dall’Albania, 14 arrestati

BARI (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia, nell’ambito dell’operazione “Shefi”, ha eseguito 14 ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale di Bari. Gli indagati, residenti a Bari, Salerno e provincia, devono rispondere a vario titolo di traffico internazionale di ingentissimi quantitativi di sostanze stupefacenti. Oltre 40 unità della Dia, in collaborazione con personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno eseguito gli ordini di carcerazione nei confronti di 9 cittadini italiani e 5 di nazionalità albanese.
Nel complesso l’attività di indagine, già avviata nel maggio 2016, ha permesso di sequestrare oltre 2.300 chilogrammi di droga tra marijuana, cocaina ed eroina, sottraendo alle associazioni criminali proventi stimati in oltre 15 milioni di euro per un totale di circa 7 milioni di dosi singole ricavabili dallo spaccio al dettaglio.
All’indomani della sentenza della Corte d’Appello di Bari del 10 maggio 2021 sono state inflitte pene variabili da 2 a 20 anni essendo stata riconosciuta anche dalla Suprema Corte di Cassazione la sussistenza, per alcuni condannati, dell’aggravante della “transnazionalità” del reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
L’operazione, già nel marzo del 2018, aveva portato alla disarticolazione di due potenti e distinte organizzazioni criminali, operanti a Bari e provincia, con ramificazioni oltre che in Albania, in Sicilia, Campania, Calabria e Abruzzo dedite all’importazione dall’Albania, via mare di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. Entrambe le organizzazioni criminali avevano una comunanza di interessi in Italia con organizzazioni delinquenziali pugliesi deputate a compiti logistici ed in Albania con organizzazioni criminali di quello Stato deputate alla produzione, al confezionamento, allo smistamento ed al trasferimento dello stupefacente sull’asse Albania-Puglia-Territorio Nazionale.
Gli investigatori della Dia, infatti, hanno monitorato l’approvvigionamento di droga in Albania, il trasporto internazionale sempre avvenuto “via mare”, utilizzando natanti appositamente equipaggiati sull’asse “Albania-Puglia”, lo sbarco sempre avvenuto in stretta sinergia con le organizzazioni criminali pugliesi, i depositi ubicati in Bari e Provincia, il trasporto sull’asse “Puglia-territorio nazionale” effettuato “via terra” da corrieri italiani con “veicoli staffetta”, i destinatari identificati in soggetti domiciliati, oltre che in Puglia, in Sicilia, Campania, Calabria e Abruzzo.
Proprio nel quartiere Carrassi della città di Bari, la Direzione Investigativa Antimafia aveva localizzato un deposito per lo stoccaggio della droga e individuato un cittadino albanese considerato al vertice di una delle due organizzazioni criminali in grado di avvalersi di pluripregiudicati italiani, alcuni dei quali condannati per associazione di tipo mafioso, impiegati quali custodi e corrieri “all’ingrosso” della sostanza stupefacente proveniente dall’Albania.
Le complesse indagini, effettuate con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali, video-riprese e servizi di osservazione pedinamento e controllo, avevano permesso, tra l’altro, di arrestare “in mare” a Polignano due scafisti provenienti dall’Albania con oltre una tonnellata di stupefacente, un corriere italiano con oltre mille chili di marijuana, due corrieri italiani mentre trasportavano 13 chili di stupefacente destinato a Salerno ed a Tortoreto (Te), nonchè due corrieri albanesi con 8 chili di stupefacente a Scicli (Rg) e di individuare un altro deposito a Mola di Bari con oltre cinquanta chili di droga, ivi compreso un panetto di cocaina purissima.
L’operazione della Direzione Investigativa Antimafia è il risultato concreto dell’intenso lavoro svolto dalla Squadra Investigativa Comune, organismo di cooperazione giudiziaria e di polizia, istituita per la prima volta il 10 luglio 2017 a Tirana tra la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, la Procura per i Reati Gravi Albanese (SPAK) ed Eurojust (Organismo – con sede all’Aja – che sostiene la cooperazione giudiziaria nella lotta contro le forme gravi di criminalità trasnazionale). Proprio grazie alla costituzione della S.I.C. è stato consentito al personale della Direzione Investigativa Antimafia di Bari ed al personale della Polizia Albanese di approfondire indagini riguardanti i crimini transnazionali, in maniera coordinata direttamente all’estero e senza attivare le complesse procedure rogatoriali, nonchè di operare avvalendosi del fondamentale ruolo di coordinamento internazionale assicurato dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo.
foto ufficio stampa Dia
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Acquedotto Pugliese, nel 2022 pubblicati appalti per oltre 1 miliardo

BARI (ITALPRESS) – Acquedotto Pugliese (AQP) con la pubblicazione nel 2022 di appalti per oltre 1 miliardo di euro e l’aggiudicazione per 600 milioni di euro traguarda l’anno, ponendo le basi per realizzare gli impegni presi con il Piano Strategico al 2026. “Una cifra importante soprattutto se si pensa che ogni euro investito da AQP fa sviluppare altri 15 euro al sistema economico locale. Dimostriamo così concretamente – spiega il presidente di AQP, Domenico Laforgia – di aver cambiato il passo degli investimenti a tutto vantaggio del territorio servito”.
Tra le gare di maggiore rilievo per rilevanza economica attivate da Aqp, considerando solo quelle per lavori o progettazione e lavori, sono stati investiti 504 milioni di euro. Di questi sono 50 quelli rinvenienti dai fondi React-EU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), utilizzati per il recupero idrico. “Un programma d’interventi annunciato ad aprile scorso con il via libera dal Consiglio di Amministrazione di Acquedotto Pugliese che ha dimostrato – sottolinea Laforgia – di saper cogliere rapidamente le opportunità offerte dal Pnrr. Ricordo che nel giro di tre settimane, da quando l’Autorità idrica pugliese (AIP) ci ha informato sull’accoglimento del finanziamento, abbiamo predisposto il progetto, il bando e approvato nel CdA la determina a contrarre. La nostra reattività sta consentendo di portare avanti l’ulteriore risanamento delle reti e consentirà di completare le opere finanziate con i fondi React-EU entro il prossimo anno e, più in generale, di attuare il piano strategico al 2026 con investimenti per 2.031 milioni di euro, di cui oltre l’85% è dedicato a migliorare la qualità del servizio ai clienti ed alla mitigazione dell’impatto ambientale tramite la riduzione delle perdite e il raggiungimento di nuove frontiere tecnologiche nell’ambito del sistema di depurazione. Sugli investimenti, insomma, stiamo imprimendo un’accelerazione enorme che credo non abbia eguali”.
“La macchina sta accelerando velocemente, tanto che nell’ultimo trimestre di questo anno – aggiunge il direttore del Procurement AQP, Andrea Paschetto – abbiamo aggiudicato 250 milioni di euro, a fronte dei 350 milioni dei tre precedenti trimestri. Il nostro lavoro è propedeutico alla piena realizzazione del piano strategico ed i risultati che stiamo ottenendo non sono solo un merito del Procurement, ma il frutto di un gran bel lavoro di squadra di tutto Acquedotto Pugliese”.

– foto ufficio stampa Acquedotto Pugliese –
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Doni ai bambini bisognosi, a Napoli festa di Natale con Clementino

NAPOLI (ITALPRESS) – Festa di Natale nel cortile di Palazzo San Giacomo a Napoli. L’esibizione del baby coro della scuola Volino Croce Arcoleo del Rione Sanità ha fatto da cornice alla distribuzione dei primi doni raccolti con “Giocattolo Sospeso”, iniziativa promossa dal Comune che ha visto coinvolta una fitta rete di negozianti partenopei, i quali hanno aderito attraverso un’apposita piattaforma online. Sotto il grande albero addobbato è stato Babbo Natale a consegnare i regali non solo ai bambini delle educative territoriali cittadine, ma anche ai figli degli operai dell’ex Whirlpool e ad alcuni ragazzi ucraini costretti dalla guerra a passare per la prima volta le feste lontano da casa. Tanti sorrisi tra i più piccoli, poi impazziti di gioia quando al fianco del sindaco Gaetano Manfredi hanno visto apparire un ospite d’onore: il rapper Clementino che ha intrattenuto la platea con la sua simpatia prima di dedicarsi all’immancabile giro di selfie. La manifestazione, fortemente voluta dall’assessore comunale ai Giovani, Chiara Marciani e dall’assessore al Welfare Luca Trapanese, è stata anche l’occasione per premiare l’impegno civico di Genny Paradisone, bambino napoletano che si è distinto per le attività sociali svolte a favore dei suoi coetanei più bisognosi.
“Questo ovviamente è un momento simbolico per stare vicino a tanti bambini che vivono situazioni di difficoltà, tante famiglie che hanno problemi con il reddito, con il lavoro” spiega il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. “E’ il segnale di una Napoli solidale, vicina alle persone che hanno bisogno: sicuramente non risolve i problemi ma dimostra l’attenzione dell’amministrazione della città verso tutte le persone che soffrono, che hanno bisogno di un sostegno e che non saranno lasciate sole”.
“E’ un’iniziativa molto molto importante – sottolinea Clementino -. Noi cantanti, attori, calciatori, artisti, dobbiamo essere sempre in prima linea per il sociale e per queste cose molto belle. Natale vuol dire speranza, tanta speranza specialmente per tanti bambini. Napoli come al solito si fa trovare sempre pronta in queste cose e io mi rispecchio tanto in loro, da piccolo ero quello che suonava la chitarra nei saggi natalizi” racconta il rapper parlando del piccolo concerto che ha visto come protagonisti i giovanissimi alunni della Volino Croce Arcoleo.
“Sono sempre contento di stare con i bambini che hanno voglia di musica, la musica riesce a portare le persone in altre dimensioni. Tramite la musica, tramite un hobby, lo sport, l’arte in generale, una persona riesce ad allontanarsi dalle cose negative, è quello che ha aiutato me nella mia vita. Quindi viva Napoli e viva tutte queste manifestazioni che sono sempre importanti”.

foto: xc9/Italpress

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Confindustria Srm, inaspettata tenuta economica per il Mezzogiorno

ROMA (ITALPRESS) – Il Mezzogiorno, che aveva intrapreso un difficile percorso di recupero post pandemico cui si sono aggiunte le tensioni geopolitiche, economiche e commerciali associate al conflitto in Ucraina che si sono trasferite al sistema produttivo attraverso una serie di effetti, ha evidenziato la profonda eterogeneità del suo tessuto produttivo e le differenti esposizioni delle economie locali. E’ quanto emerge dall’analisi congiunturale dell’edizione 2022 del Check-Up Mezzogiorno, elaborato da Confindustria e Srm (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo). Ciò nonostante, dalle analisi emerge che l’economia meridionale sta mostrando una inaspettata tenuta, anche se su molti degli indicatori oggetto dell’analisi conserva e, anzi, a volte accresce, il divario rispetto al Centro-Nord. L’Indice sintetico dell’economia meridionale continua a crescere dopo il crollo registrato nel 2020. Per la prima volta negli ultimi 15 anni, si torna a superare il livello del 2007. Tutti i singoli indicatori sono in risalita e per tutti si è colmata la perdita legata agli ultimi eventi con dei valori superiori a quelli registrati nel 2019; unica eccezione è il dato sull’occupazione, comunque prossimo al traguardo. Le previsioni sull’andamento del Pil meridionale per il 2022 convergono su un +3,2%, a fronte di un +3,8% a livello nazionale. Invece, per quanto riguarda il 2023, le stesse prospettano un rallentamento sia in Italia che nel Mezzogiorno, ma confermando anche nel prossimo anno un differenziale di crescita tra le aree del Paese. Un dato legato soprattutto alle conseguenze degli eventi geopolitici più recenti, che hanno portato ad un persistente caro-energia e ad un’inflazione record. Al 3° trimestre 2022 le imprese attive nel Mezzogiorno sono più di 1 milione e settecentomila e in leggerissima crescita (+0,2%) rispetto all’anno precedente. Le imprese di capitali al Sud sono ormai più di 390 mila, con una crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che equivale a circa 16 mila nuove imprese di capitali in più. E’ evidente una maggiore dinamica imprenditoriale per le imprese di capitali nel Mezzogiorno per questa tipologia di imprese, soprattutto in Campania (+5,3%) e Sicilia (+4,8%). Nei primi 9 mesi del 2022 il Mezzogiorno ha realizzato un export totale pari a 48,6 miliardi di euro (il 10,7% del valore nazionale) e la quota principale è associata al manifatturiero (45,8 miliardi). Le variazioni tendenziali mostrano una ripresa a livello territoriale con una crescita del 31,8% a fronte di un +19,9% per il Centro-Nord. Se guardiamo al solo settore manifatturiero si registra per il Sud un +31,7% contro un +19,4% per il Centro-Nord. I settori merceologici del Mezzogiorno con le variazioni più rilevanti sono quello del coke e prodotti petroliferi raffinati (+104,3% al Sud e +92% al Centro-Nord) e quello dei prodotti chimici (+31,3% al Sud e +24,1% al Centro-Nord). Pur con alcune differenziazioni a carattere settoriale, l’export si conferma alla base dell’attuale processo di ripresa economica. Altalenante è l’andamento del credito erogato alle imprese del Mezzogiorno: i valori mostrano, infatti, per il Sud una lieve contrazione nell’ultimo trimestre dopo una, seppur breve, fase di crescita. Allo stesso tempo si evidenziano dinamiche differenti a livello nazionale, con gli impieghi per le imprese del Nord-Est in crescita negli ultimi due trimestri e quelli per le imprese del Centro in calo. Il ricorso alle varie forme di sostegno al reddito nel Mezzogiorno è aumentato in modo esponenziale a partire da aprile 2020, attestandosi su livelli mai registrati in precedenza. Per tutto il 2021 si sono registrati volumi notevolmente più alti rispetto al periodo pre-pandemico; mentre con il 2022 il trend mostra un calo verso volumi decisamente più bassi. Nel dettaglio, nei primi dieci mesi dell’anno in corso e nel complesso delle tre tipologie di ammortizzatori sociali (Cassa integrazione Ordinaria, Straordinaria e In Deroga), le ore autorizzate sono pari a meno di un terzo di quelle registrate per l’analogo periodo del 2021. I dati sull’occupazione mostrano che nel terzo trimestre 2022 nel Mezzogiorno è concentrato il 26% dell’occupazione totale nazionale e il 22% di quella femminile, quote decisamente più basse se rapportate alla quota della popolazione che vive al Sud. Guardando all’andamento del terzo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’occupazione al Sud diminuisce, seppur lievemente (-0,5%), in contrasto con l’andamento delle altre macroregioni che fanno registrare una variazione positiva (soprattutto il Centro, con +2,6%). Sono forti in questo momento le aspettative generate dalla ingente quantità di risorse messe a disposizione dai programmi europei e nazionali. Per consolidare i dati positivi dell’economia meridionale e superare le principali criticità risulterà fondamentale fare buon uso di tutte le risorse di cui si potrà contare ora e nei prossimi anni. A partire dal Pnrr e dagli investimenti complementari fino ad arrivare alla politica di coesione europea, il nostro Paese, e soprattutto il Mezzogiorno, ha a disposizione per i prossimi anni le risorse necessarie per consolidare il proprio percorso di crescita. Con riferimento al Pnrr, la maggior parte delle tappe ad oggi raggiunte è di tipo normativo ed il cambio di passo è atteso per il prossimo anno, con un incremento rilevante delle spese correlate ai nuovi progetti. (ITALPRESS).(ITALPRESS).

Photo Credits: ufficio stampa Confindustria

Ischia, De Luca “Evitare altri morti e risarcire attività produttive”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Bisogna dire con chiarezza che il ritorno nelle abitazioni precedenti presuppone un piano per la sicurezza ed una verifica delle condizioni di sicurezza. Non possiamo correre il rischio di avere altri morti ad Ischia”. Lo dice il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che parlando con i giornalisti a margine della presentazione dei nuovi treni della Regione, risponde a una domanda sugli sforzi per la messa in sicurezza e la ricostruzione dopo la tragedia dell’alluvione di Casamicciola. “Che dopo 10 giorni subentrasse un fenomeno di rimozione io lo davo per scontato” spiega il governatore riferendosi all’attenzione mediatica che è calata negli ultimi giorni. “Il lavoro è in corso, credo si debba fare di più per dare certezze rispetto alle attività produttive ma anche alle famiglie in relazione alla situazione che si è determinata. Dobbiamo prevedere dei risarcimenti per le attività produttive interrotte e dobbiamo prevedere, per la ricostruzione, anche la monetizzazione per chi dovesse scegliere di andarsene perchè la vecchia casa non è in sicurezza. E’ un tema complicatissimo che va affrontato sul piano tecnico: se c’è qualcuno che resta per strada, quale che sia il passato, va aiutato” spiega De Luca che invoca “misure nazionali di aiuto per Ischia”.
“Occorre sensibilità e serietà – prosegue ancora – per evitare che i cittadini che sono stati sgomberati vivano questa situazione con un senso di abbandono totale. Come Regione Campania siamo stati l’unica istituzione che ha stanziato subito il doppio di quanto ha stanziato il Governo nazionale per gli aiuti a Ischia. Cercheremo – conclude De Luca – nei prossimi mesi anche di dare un aiuto alle singole persone, alle singole famiglie, se da parte del governo non ci saranno gli stanziamenti necessari”.

– foto: xc9/Italpress

(ITALPRESS).