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Energia, Bardi “Autosufficienza Basilicata è il nostro obiettivo”

POTENZA (ITALPRESS) – “Abbiamo cominciato a dare le prime risposte con il bonus gas, siamo soddisfatti di comunicare il dato di 20mila domande in meno di due giorni dall’avvio delle domande, stiamo intervenendo anche con i contributi ai non metanizzati, stiamo lavorando a nuove iniziative per le imprese, ridurre l’emissione di c02 e tendere all’autosufficienza energetica, è questo il nostro obiettivo. Abbiamo questa possibilità perchè il nostro territorio ha le risorse”.
Così il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi insieme all’assessore all’Ambiente Cosimo Latronico ha fatto il punto sulla visione che il governo regionale ha rispetto alle politiche energetiche.
Il presidente Vito Bardi ha sottolineato che questo governo ha messo nero su bianco il futuro delle politiche energetiche nel Piano strategico regionale che si riferisce al prossimo decennio. “Le politiche energetiche varate negli scorsi anni hanno dato risposte tangibili? Non abbiamo trovato risposte nel passato, sia per quanto riguarda gli accordi con le compagnie petrolifere, sull’eolico. Il nostro giudizio è critico circa le risposte che hanno dato i vecchi governi su molti problemi. Oggi – ha detto ancora Bardi – alcuni rivolgono toni sprezzanti all’azione di questo governo – quando abbiamo con tenacia lavorato al miglioramento degli accordi con le compagnie. Si tratta di 200 milioni per i prossimi 9 anni. Anche sul non oil abbiamo messo in campo progetti per 60 milioni, ricordiamo ancora il progetto Lucas che coinvolge 5 enti di ricerca e due università”.
Ancora il presidente della Regione si è soffermato sul cambio di passo e sulla necessità di cavalcare il processo di transizione energetica, nel quale la Basilicata può rappresentare un hub energetico, nel panorama nazionale con un ruolo per la produzione di energia alternativa nelle aree industriali, grazie agli strumenti del PNRR e le accelerazioni sui processi autorizzativi.
“Il bando sui contributi per l’energia alternativa rappresenta un disegno strategico nel medio e lungo periodo per l’autosufficienza energetica. Abbiamo dato risposte al rincaro del costo delle energie alle famiglie. Ci sono state delle polemiche, ma abbiamo mobilitato le istituzioni e soggetti che operano nel sociale, e ci sembra un avvio promettente il numero di domande già inoltratre”. Anche l’assessore all’Ambiente Cosimo Latronico ha sottolineato l’importanza della valorizzazione degli accordi con le compagnie petrolifere messo in piedi con la Giunta Bardi. “In nove anni, l’uso del gas a uso gratuito domestico per circa 250 mila famiglie. Tutti i sistemi potranno essere perfezionati, ma è un sistema di lungo periodo non abbiamo tralasciato nessuno grazie al bando per i non metanizzati, che prevede istallazioni nelle abitazioni che non hanno un metano che potranno fare impianti. Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese, si guarda allo scenario europeo, ma anche questo aspetto è fortemente all’attenzione del governo regionale”.

– foto: xc2/Italpress

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Covid, in Campania confermato l’obbligo delle mascherine in strutture sanitarie

NAPOLI (ITALPRESS) – La Regione Campania ha disposto la conferma dell’obbligo delle mascherine per il personale medico, sanitario e per i visitatori delle strutture ospedaliere e nelle Rsa.
L’ordinanza numero 4 del 31 ottobre 2022 entrerà in vigore da domani 1 novembre.
“La forte campagna di vaccinazione sviluppatasi grazie al senso di responsabilità dei cittadini – dichiara il Presidente Vincenzo De Luca – ha contenuto enormemente la situazione epidemica. Ma il permanere di livelli di contagio non marginali obbliga alla prudenza, in modo particolare rispetto a pazienti e fasce deboli negli ospedali e nelle Rsa.
Auspichiamo che il Governo decida anche l’obbligatorietà delle vaccinazioni per il personale medico e infermieristico. Sarebbe inaccettabile costringere pazienti magari allettati a farsi curare da personale non vaccinato.
Sarebbe – questa si – una forma di violenza verso i più fragili”.

– foto: xc9/Italpress

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Ponte sullo Stretto, la macchina si rimette in moto

ROMA (ITALPRESS) – Una lunghezza complessiva di 3.660 metri, una campata unica sospesa di 3.300 metri, una larghezza di 61 metri e due torri alte 399 metri. Sono i numeri che farebbero del Ponte sullo Stretto di Messina il ponte sospeso più lungo del mondo. Un’opera ingegneristica imponente, figlia di ambizioni che vengono da molto lontano, e che potrebbe concretizzarsi col nuovo governo di centrodestra intenzionato a fare sul serio.
Da oltre cinquant’anni studiosi, ingegneri e tecnici si occupano della fattibilità del Ponte sotto ogni profilo geologico, sismico, ambientale e paesaggistico, con tanto di iniziative politiche che nel 1981 portarono alla costituzione della società Stretto di Messina (SdM), in attuazione di una legge del 1971 finalizzata a progettare, realizzare e gestire il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente. Nel 1974, del resto, anche il Parlamento europeo si era pronunciato per la prima volta a favore dell’infrastruttura, definendola “opera di interesse comunitario”.
In quegli anni di importanti novità tecnologiche, fu accantonata definitivamente l’idea di costruire un ponte a più campate, a causa della profondità del mare che rischia di compromettere la stabilità dei piloni di sostegno. Campata unica, quindi, che porterebbe peraltro l’Italia a battere l’attuale record detenuto dal Giappone con un ponte analogo di poco meno di due chilometri. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, tuttavia, nonostante il progredire dei lavori della SdM, che nel 1986 presenta il “Rapporto di Fattibilità”, integrato l’anno successivo, l’opera fu trascurata dalla politica, se non abbandonata. Fino al 2001, quando il secondo governo Berlusconi la riporta in auge, al punto che nel 2005 il consorzio Eurolink vince l’appalto e l’anno dopo vengono firmati gli ultimi accordi per il perfezionamento del progetto. Seguono ulteriori alti e bassi di natura politica, e malgrado nel 2011 si arrivi all’approvazione definitiva del progetto, la delibera del Cipe n.6 del 2012 sancisce la non priorità dell’intervento e la messa in liquidazione della SdM, mandando in fumo centinaia di milioni di euro. Resta comunque sul tavolo la validità di analisi e studi approfonditi a sostegno di quel progetto. Dal punto di vista ambientale, per esempio, sono stati condotti studi specifici sull’avifauna migratoria e i flussi dei cetacei, sull’effetto ombra rispetto alla flora e alla fauna marina, sull’acustica e l’illuminazione e sulla riduzione dell’impatto dei cantieri.
In relazione alle problematiche geologiche e di natura sismica, le indagini geognostiche condotte attraverso numerosi sondaggi e carotaggi, nonchè il ricorso a tecniche innovative di analisi come il congelamento, hanno rilevato che i movimenti tettonici dell’area interessata non sarebbero in grado di provocare spostamenti superiori a qualche centimetro al di sotto delle torri poste sulle due sponde dello Stretto.
Quanto all’impatto economico e sociale, si stima che la realizzazione del Ponte possa rappresentare un importante volano di sviluppo prima di tutto per la Calabria e la Sicilia, che sarebbero interessate anche dalla costruzione di circa 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari. “Ho già fatto la prima riunione operativa con ingegneri ed esperti. C’è già un’ipotesi di costo e di tempistica”, ha annunciato il neo ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, in videocollegamento al 66° Congresso nazionale degli Ordini degli ingegneri d’Italia. Salvini inoltre ha contattato i governatori di Calabria e Sicilia Roberto Occhiuto e Renato Schifani: si sono accordati per organizzare un incontro al dicastero di Porta Pia proprio per fare il punto della situazione del progetto Ponte.
Potrebbero bastare pochi mesi per rimettere in moto la macchina, dalla revoca della liquidazione della società Stretto di Messina fino all’apertura del cantiere.
A quel punto tornerebbe d’attualità la copertina della “Domenica del Corriere” che nel marzo del 1965 fu dedicata al Ponte col titolo: “La Sicilia diventa continente”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Ucraina, Napoli in piazza per chiedere il “Cessate il fuoco”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Napoli, come accade spesso nella storia, riesce a essere capace di intuizioni formidabili. Qui c’è un cervello collettivo di popolo che ha intuito le insidie ma anche le speranze di tutta una generazione, c’è una piazza piena di giovani che hanno detto la loro su come cambiare il senso a questa guerra, che qualcuno sta cercando di utilizzare oltre la finalità di tutelare il popolo ucraino. E questo non è possibile”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, questa mattina a Napoli, in occasione della marcia per la pace promossa dalla Regione Campania con l’adesione di molte associazioni e comitati cittadini. La manifestazione si è svolta in piazza del Plebiscito dove erano presenti, oltre ai cittadini e agli studenti, moltissimi sindaci e amministratori.
Il presidente Emiliano, inoltre, rispondendo ai giornalisti ha aggiunto: “Sono venuto qui perchè mi ha invitato il presidente della Regione Campania, che ringrazio, e perchè ho intuito che era un momento importante. Farò la stessa cosa a novembre per la manifestazione prevista a Roma, appuntamento che è già nella mia
agenda”.
“Siamo la regione più giovane di Italia, vedete quante migliaia di ragazzi in questa piazza che è per loro perchè per loro dobbiamo arrivare al cessate il fuoco”. Sono le parole del governatore della Campania, Vincenzo De Luca in occasione della manifestazione per la pace organizzata a Napoli.
“In Ucraina – continua – ci sono migliaia di giovani che muoiono. Stop alla guerra e inseriamo nelle Nazioni Unite una conferenza di pace con la Cina per riaprire il dialogo. Fare questa manifestazione in occasione del centenario della Marcia su Roma è molto importante”.

– foto: ufficio stampa Regione Puglia

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Tre cantine pugliesi tra i migliori 100 vini d’italia 2023

BARI (ITALPRESS) – Un 2022 ricco di meritati riconoscimenti per la vitivinicoltura di Puglia. A pochi mesi dalla premiazione di tre cantine pugliesi, menzionate nella prestigiosa lista delle eccellenze enogastronomiche italiane 2022, la Puglia compare in un’altra importante Guida del Corriere della Sera. Si tratta dei “Migliori 100 vini e vignaioli d’Italia 2023” di Luciano Ferraro e Luca Gardini, con la prefazione del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo. Sono tre le aziende vinicole, Cantele di Guagnano (Le), Gianfranco Fino di Manduria (Ta) e Polvanera di Gioia del Colle (Ba), scelte dalla Guida per qualità delle loro etichette e sostenibilità dei processi produttivi.
“Li hanno definiti vignaioli coraggiosi, uomini e donne che con la loro lungimiranza, passione, intuito e perseveranza – commenta il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – hanno sfidato gli effetti di un difficile biennio pandemico e di una crisi climatica affatto favorevole per i raccolti. Ma che sono riusciti, nonostante tutto, a mantenere alta, anzi altissima, una qualità enologica che è un vanto per tutta la nostra regione. Tutto questo – prosegue – attraverso un approccio green della produzione che assicura un basso impatto ambientale. Non posso che ringraziare le tre cantine menzionate nella Guida, Cantele, Gianfranco Fino e Polvanera, perchè non solo danno visibilità a tutta la vitivinicoltura pugliese, tra i fiori all’occhiello del sistema agroalimentare regionale e nazionale. Ma anche perchè ricordano, a noi e a tutti gli appassionati del vino, agli esperti enologi, agli operatori del settore, che è possibile mantenere alta la qualità e rispettare, al contempo, le risorse naturali. E’ possibile offrire un prodotto straordinario da vitigni autoctoni riducendo quasi allo zero l’impatto della produzione su acqua, aria, suolo e biodiversità di cui è ricchissima il nostro territorio. La Guida del Corriere della Sera ci accompagna alla scoperta del buon bere ma nel pieno rispetto dell’ambiente. E ci ricorda altresì che la nostra Regione, le nostre cantine e gli imprenditori stanno facendo sforzi enormi per mantenere solide tradizioni millenarie e cogliere, al tempo stesso, la sfida dell’innovazione, a garanzia della sostenibilità economica e ambientale”.
La Guida a migliori 100 vini e vignaioli d’Italia edita dal Corriere della Sera racconta in questa edizione 2023 “l’impegno di chi non si arrende ai mutamenti climatici – come ha scritto lo stesso autore Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera – di coloro che si impegnano, tra le vigne e le cantine, a garantire la continuità del sistema di relazioni e di contatti umani, di fatturati e di crescita sociale legati al Vigneto Italia”.
“La presenza di tre importanti etichette all’interno di una prestigiosa Guida è certamente un’ulteriore attestazione del valore qualitativo delle nostre produzioni – sottolinea l’assessore regionale, Donato Pentassuglia – e una conferma delle straordinarie potenzialità della vitivinicoltura pugliese. Si tratta di tre cantine, quelle menzionate, che hanno alle spalle storie e tradizioni tramandate di generazione in generazione ma che hanno saputo investire idee, risorse, umane ed economiche, in innovazione di processo e di prodotto. Sono tanti i nostri imprenditori che hanno scelto oggi di coltivare in regime biologico, con impianti moderni e sostenibili di vinificazione e modalità di gestione dei vigneti senza all’uso indiscriminato di fitofarmaci ed erbicidi, al fine di mantenere elevata la fertilità del terreno a lungo termine”.
“I nostri vignaioli si stanno dotando della cosiddetta viticoltura di precisione, che attraverso un monitoraggio scientifico dello stato di salute delle piante e degli eventi atmosferici consente di prevenire o agire tempestivamente contro eventuali fitopatie riducendo, al contempo, il rischio di utilizzo di prodotti chimici. Sono queste alcune delle peculiarità della vitivinicoltura pugliese con le quali i nostri imprenditori riescono valorosamente a far fronte ad aventi climatici sempre più estremi, ora siccitosi ora connotati da violente piogge e grandinate. Sono molto fiero del nostro sistema d’impresa vitivinicolo e delle loro produzioni, dei riconoscimenti che le nostre cantine ricevono, non solo per qualità ma anche per l’amore, il rispetto, la cura che ci mettono verso noi consumatori e l’ambiente in cui viviamo, le sue inestimabili risorse naturali che sono la vera ipoteca per il futuro delle giovani generazioni”.

– foto: agenziafotogramma.it

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Enel Green Power, parco eolico da 29 Mw a Castelmauro in Molise

ROMA (ITALPRESS) – Prosegue l’impegno di Enel Green Power a favore della transizione energetica e per la crescita delle rinnovabili in Italia: la società ha messo in servizio il parco eolico di Castelmauro, in Molise. L’impianto si trova tra i comuni di Castelmauro e Roccavivara, nella provincia di Campobasso, ed è costituito da sette aerogeneratori da 4,2 MW ciascuno, per una potenza totale pari a 29,4 MW. Il nuovo parco eolico produrrà circa 70 GWh ogni anno da fonte rinnovabile, evitando l’emissione in atmosfera di circa 30mila tonnellate di CO2 all’anno e l’utilizzo di 15 milioni di metri cubi di gas, contribuendo con energia rinnovabile prodotta localmente alla riduzione della dipendenza energetica dell’Italia da fonti estere. Al taglio del nastro erano presenti Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power, il sindaco di Castelmauro Flavio Boccardo, l’assessore a Politiche Energetiche, Trasporti e Mobilità della Regione Molise Quintino Vincenzo Pallante, la deputata Elisabetta Christiana Lancellotta, il senatore Costanzo Della Porta e i rappresentanti dei comuni di Roccavivara e Trivento.
“Con l’entrata in esercizio del parco eolico di Castelmauro – commenta Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power – contribuiamo concretamente, anche grazie alla collaborazione con le istituzioni locali e il territorio, al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione per il Paese. Questo e gli altri nuovi impianti rinnovabili che intendiamo realizzare in Italia contribuiscono ad accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, a vantaggio dell’ambiente, delle persone e dell’economia”.
“In questo periodo storico in cui l’energia è diventato un argomento centrale delle cronache con riflessi sulla vita dei cittadini, – commenta il sindaco di Castelmauro Flavio Boccardo – siamo particolarmente orgogliosi di avere sul nostro territorio questo nuovo impianto da fonti rinnovabili, e quindi completamente sostenibile. Il dialogo con Enel Green Power ha portato a un coinvolgimento attivo del territorio nella realizzazione di questo progetto.”
“Sono molto contento di questo invito da parte di Enel Green Power e della presenza del suo amministratore delegato qui in Molise” commenta l’assessore a Politiche Energetiche, Trasporti e Mobilità della Regione Molise Quintino Vincenzo Pallante. “L’accensione di questo impianto a Castelmauro rappresenta un importante passo avanti in una zona che molto può offrire allo sviluppo delle energie rinnovabili, soprattutto in un momento in cui la strategicità dell’energia verde è più che mai evidente. La Regione offre sua massima disponibilità e continuerà a impegnarsi per proseguire su questa linea e offrire al Paese il suo contributo al raggiungimento dell’indipendenza dalle fonti fossili” conclude.
Nella realizzazione del nuovo impianto sono state coinvolte imprese del territorio, in particolare per opere civili, servizi e manutenzione.

– foto: ufficio stampa Enel Green Power

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Fondi Ue, approvato il “Programma Regionale Campania Fesr 2121-2027”

NAPOLI (ITALPRESS) – La Commissione europea ha approvato il Programma Regionale della Campania del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per il periodo 2021-2027.
Il Programma Campania FESR 21/27, con una dotazione di oltre 5,5 miliardi di euro è il primo programma di dimensioni plurimiliardarie ad essere stato approvato. Gli altri programmi regionali approvati (Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna e Lazio) sono tutti di entità molto inferiore.
Ciò consentirà alla Regione Campania di avviare un imponente programma di investimenti pubblici articolato in cinque “sfide prioritarie” per rendere la Campania: più competitiva, più verde, più connessa, più inclusiva e più vicina ai cittadini.
Definito in stretta coerenza con il quadro delle principali strategie europee, che individuano nella transizione ecologica e digitale i due pilastri su cui basare lo sviluppo economico e sociale dei territori, rafforzando la coesione, il Programma promuoverà azioni in grado di rafforzare il sistema socio-economico regionale rendendolo più resiliente, accompagnandolo nel processo di transizione digitale e verde e contribuendo a ridurre le diseguaglianze economiche, sociali, di genere, generazionali e territoriali.
L’attuazione delle sfide del programma coinciderà con la struttura di altrettanti assi di priorità di intervento, a loro volta organizzati in obiettivi specifici.

foto: ufficio stampa regione Campania

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Arrestato a Bari terrorista pronto a morire per la razza bianca

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia ha arrestato in provincia di Bari
un giovane pugliese, accusato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito delle risultanze di una complessa attività investigativa avviata nel 2021 dalla DIGOS della Questura di Bari e dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Ucigos – nell’ambito del monitoraggio di ambienti virtuali suprematisti e di estrema destra, collegati al canale “Sieg Heil”, utilizzato dal giovane per promuovere contenuti antisemiti, misogini e di matrice neonazista fino a dichiararsi pronto al sacrificio estremo e a compiere imprecisate azioni violente.
Gli ulteriori sviluppi investigativi tramite intercettazioni ambientali e nell’analisi telematica dei device sequestrati nel corso di perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione dell’indagato, hanno consentito di documentare l’appartenenza del ragazzo all’organizzazione terroristica suprematista statunitense “The Base”.
L’analisi dei supporti informatici ha evidenziato, inoltre, riferimenti alla volontà di procurarsi armi, nonchè la capacità di costruire ghost gun da realizzare in prospettiva attraverso l’acquisto di una stampante 3D.
L’indagine ha permesso di interrompere l’azione criminale del giovane suprematista radicalizzatosi attraverso il web, entrato in contatto con il leader dell’organizzazione terroristica che, considerandolo parte del disegno terroristico collettivo, lo ha indottrinato per diffondere valori, schemi ed obiettivi del sodalizio anche in Italia ed affinchè lo stesso proseguisse nell’attività di proselitismo sul territorio nazionale.
E’ stato riscontrato che l’indagato, agendo in Italia come “lone wolf”, era pronto al sacrificio estremo “a difesa della razza bianca”, presentandosi come unico referente del movimento sul territorio nazionale tanto da indurre gli aspiranti adepti a contattarlo come tale; aveva costruito la propria identità informatica come “Comandante della Base” – primo caso in Italia; diffondeva il materiale propagandistico del gruppo rimodulandolo e traducendolo in lingua italiana e aveva creato un’entità composta da 3-4 membri secondo i dettami del sodalizio organizzandone l’attività sul web e proponendosi in prima persona per l’esecuzione di azioni violente.
L’intenzione di costituire una cellula di tale associazione terroristica nel nostro Paese ha trovato conferma nella disponibilità da parte del giovane di armi, sequestrate nel corso della predetta perquisizione domiciliare. Su queste ultime nonchè sulle relative custodie sono state rinvenute iscrizioni riportanti caratteri dell’alfabeto runico – tra cui la “runa othala” – e i nomi di noti suprematisti responsabili di attacchi terroristici, Traini, Breivik e Tarrant.
Allarmanti sono le ricorrenze tra il materiale e quello utilizzato da Payton Gendron, statunitense di 18 anni, autore dell’attentato commesso a Buffalo (USA) il 14 maggio 2022, quando ha assassinato dieci persone ferendone tre sparando in pieno centro cittadino.

– foto: ufficio stampa Polizia

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