Home Mezzogiorno Pagina 164

Mezzogiorno

Open Fiber spinge la transazione digitale, al Sud investiti 1.7 miliardi

0

NAPOLI (ITALPRESS) – Il rilancio del Mezzogiorno passa inevitabilmente dalla digitalizzazione, partendo dal completamento delle infrastrutture telematiche di ultima generazione fino all’imprescindibile obiettivo di accrescere le competenze digitali dei cittadini. Questi i temi al centro dell’incontro “Futuro Digitale – Rete unica per lo sviluppo del Sud” organizzato dalla SLC Cgil a Napoli, dei veri e propri Stati generali delle telecomunicazioni nel Sud Italia. Tra i relatori anche Francesco Nonno, Direttore Regolamentazione e Affari Europei di Open Fiber.
“Open Fiber – ha dichiarato il manager – oggi conta 14,7 milioni di unità immobiliari coperte dalla sua rete a banda ultralarga in tutto il Paese grazie a un investimento complessivo di 14 miliardi di euro. L’azienda sta dando un contributo importante al rilancio del Sud Italia: in termini di offerta di posti di lavoro (sono oltre mille le persone impiegate tra dipendenti diretti e indotto ma ce ne servirebbero molti di più) ma anche per quanto riguarda la costruzione di una infrastruttura a banda ultralarga in fibra ottica, di ultima generazione, che consenta a cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese di sfruttare tutte le opportunità offerte dal digitale”.
Quello di Open Fiber è del resto un piano che nelle sole Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia mobilita circa 1,7 miliardi di investimenti di cui 1,1 miliardi già spesi per cablare 4,6 milioni di unità immobiliari. I servizi di connettività di ultima generazione sono già aperti in 53 città di medie e grandi dimensioni delle aree nere in oltre mille comuni più piccoli e remoti delle aree bianche.
“Le principali città del Mezzogiorno sono coperte – ha proseguito Nonno – basti pensare a Napoli, Lecce, Palermo o Catania, dove i tassi di penetrazione della rete ultrabroadband sono di gran lunga superiori alla media italiana. Il nostro obiettivo è realizzare città intelligenti e borghi connessi, restituendo al Sud un ruolo di primissimo piano anche sul piano tecnologico per attrarre nuovi investimenti, nuove professionalità e opportunità di lavoro”.
La Campania ricopre un ruolo di tutto rilievo nel piano di Open Fiber: al 30 settembre scorso, l’azienda guidata dall’amministratore delegato Mario Rossetti ha coperto nelle principali città della regione circa 740mila unità immobiliari per un investimento complessivo di 210 milioni di euro. A Napoli, in particolare, la copertura raggiunge 414mila unità immobiliari con un tasso di conversione del 38% (sono oltre 157mila gli utenti attivi) grazie a un investimento diretto di 120 milioni di euro. Le unità immobiliari partenopee raggiunte dalla fibra ottica FTTH di Open Fiber rappresentano oltre il 95% delle case, uffici e insediamenti produttivi dell’intera città.
Procedono anche i cantieri nelle aree bianche: sempre al 30 settembre 2022 si contano circa 270mila unità immobiliari connesse con 259 comuni chiusi e 70 attualmente in lavorazione. Il Piano BUL interessa complessivamente 449 comuni campani con l’investimento attestato su 131 milioni di euro.
Il Mezzogiorno è peraltro oggetto di un nuovo intervento di infrastrutturazione tecnologica, il Piano Italia a 1 Giga varato dal Ministero della Transizione digitale: Open Fiber – tra i 9 lotti del bando che le sono stati aggiudicati per un totale di 3,3 milioni di unità immobiliari da cablare in fibra ottica da Nord a Sud – è già partita con il grande progetto legato al PNRR proprio in Campania oltre che in Puglia e Sicilia.
Piani pubblici e privati che mirano a rinnovare completamente le infrastrutture di telecomunicazioni per restituire a tutta la popolazione, senza distinzioni, un servizio di connettività sempre più efficiente. Le connessioni in fibra ottica sono del resto più stabili e produttive perché meno soggette a interruzioni e inconvenienti tecnici rispetto al rame. Hanno costi di manutenzione più bassi e garantiscono un servizio di maggiore qualità per i clienti finali. La fibra è poi più sostenibile del rame, poiché consente un’efficienza energetica maggiore garantendo emissioni di CO2 di gran lunga inferiori per bit di dati trasferito.
Anche dal punto di vista del raffreddamento degli apparati la fibra risulta più efficiente, poiché utilizza meno componenti elettronici rispetto ad altre tecnologie. L’Unione Europea ha varato il piano Digital Compass al 2030 che prevede la possibilità di accedere alla velocità di connessione di 1 Gigabit in tutto il continente. Una velocità che è impossibile raggiungere con le reti in rame (ADSL) o miste fibra-rame (FTTC). L’Italia, dal canto suo, ha deciso di anticipare il traguardo della connettività Gigabit al 2026 con il Piano Italia 1 Giga.

– foto: ufficio stampa Open Fiber

(ITALPRESS).

Milite ignoto, tappa a Bari per il “Treno della Memoria”

ROMA (ITALPRESS) – E’ giunto oggi presso la Stazione ferroviaria di Bari Centrale il “Treno della Memoria”, riedizione dello storico convoglio speciale che nel 1921 trasportò la salma del “Milite Ignoto”, scelta da Maria Bergamas tra quelle di 11 Caduti italiani non identificati, da Aquilea a Roma, per la tumulazione nel sacello dell’Altare della Patria.
Il Ministero della Difesa, in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il supporto della Fondazione FS e la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni – torna così a commemorare l’anniversario della traslazione del Milite Ignoto per mantenere vivo il ricordo di tutti i Caduti che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a costruire l’unità nazionale e il concetto di Patria.
In apertura dell’evento si è svolta la cerimonia commemorativa ed inaugurale alla presenza delle massime autorità civili e militari del territorio, di rappresentanze del personale del Presidio Militare di Bari, delle locali Associazioni Combattentistiche e d’Arma e della Fanfara del Comando Scuole dell’Aeronautica Militare di Bari che ha intonato “Il Canto del Piave”.
Numerose scolaresche, cittadini e cittadine hanno visitato durante la giornata la mostra tradizionale e multimediale allestita all’interno delle carrozze del Treno della Memoria, un’esperienza che ha suscitato forte emozioni e ha contribuito alla formazione di una coscienza civile, ripercorrendo tappe cruciali della storia patria.
Con queste parole il Contrammiraglio Vincenzo Leone – Comandante della Direzione Marittima della Puglia e Basilicata Jonica – intervenuto alla cerimonia inaugurale in rappresentanza del Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio – Comandante del Presidio militare di Bari e Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea – ha voluto rimarcare l’importanza di questo evento: “…Ricordare il Milite Ignoto significa ricordare i caduti italiani in tutte le guerre e in tutte le missioni di pace; ricordare significa rendere loro omaggio, testimoniare a loro la riconoscenza di tutto il Paese… Oggi come allora, il viaggio del treno unisce idealmente tutta l’Italia e tutti gli Italiani, coinvolgendo le diverse generazioni non per celebrare il mito della guerra ma per ricordare il sacrificio di chi è caduto, di chi ha donato la propria vita per il Paese e di chi anche oggi, come i militari, è impegnato nelle missioni in tante parti del mondo…”.
Partito da Trieste il 6 ottobre, il convoglio ha attraversato tutti i capoluoghi di Regione e le maggiori città italiane non coinvolte nel percorso storico del 1921/2021 e, nello specifico le città di Trento, Milano, Torino, Aosta, Genova, Ancona, Perugia, L’Aquila, Campobasso e, dopo la sosta a Bari, proseguirà per Potenza, Catanzaro, Cagliari, Palermo e Napoli, fino ad arrivare il 4 novembre a Roma, in concomitanza con le celebrazioni del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Allestito da Fondazione FS Italiane e dal Reggimento Genio Ferrovieri, il treno storico è composto da una locomotiva a vapore Gr. 740, un bagagliaio 1926, un carro K, due carrozze “Centoporte”, una carrozza “Centoporte a salone”, un carro “Carnera”, una carrozza prima classe Az 10.000, una carrozza “Grillo”, una carrozza cuccette tipo “1957 T” e una locomotiva diesel.

– foto. ufficio stampa Ministero della Difesa
(ITALPRESS).

Basilicata, Bardi “Bene le parole di Tavares a Parigi su Melfi”

POTENZA (ITALPRESS) – “Leggo con grande attenzione le parole di Carlos Tavares di ieri al Mondial de l’auto di Parigi, in particolare il riferimento allo stabilimento di Melfi, su cui sono in corso nostre interlocuzioni ai massimi livelli con Stellantis, rispetto al quale resta alta la prospettiva di sviluppo dell’azienda. Ho apprezzato, però, soprattutto le parole di Tavares sulla non strategia della UE sull’automotive, che sta creando ‘confusionè e soprattutto danneggia il mercato europeo rispetto a quello cinese e americano, come avevo denunciato a giugno scorso, dopo il voto dell’europarlamento sullo stop ai motori a benzina e diesel dal 2035, che di fatto regala il mercato europeo ai cinesi”. Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“Come ha detto giustamente Tavares, ‘Non possiamo permettere che succeda al settore dell’auto quello che per esempio è accaduto nelle compagnie aereè. Lo ha detto anche il Ministro Cingolani: si rischia un vero ‘bagno di sanguè sociale e occupazionale. Chiederò al nuovo Governo di mettere in campo da subito una moratoria e una strategia a livello europeo per favorire una transizione ecologica che non colpisca solo i lavoratori e le fasce più deboli. Dobbiamo sempre tenere presente che il nuovo mercato delle rinnovabili e dell’elettrico non garantisce gli stessi posti di lavoro dell’industria ‘tradizionalè. Serve realismo e non ideologia, dobbiamo difendere i posti di lavoro sul territorio e le produzioni italiane ed europee” conclude.

– foto: xc2/Italpress
(ITALPRESS).

Terna incontra i Comuni per l’elettrodotto “Montecorvino-Benevento III”

BENEVENTO (ITALPRESS) – Un nuovo elettrodotto di circa 90 km e 29 Comuni interessati tra le province di Avellino, Benevento e Salerno. Sono questi i numeri che Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha presentato a Benevento, durante il primo di una serie di incontri previsti tra il 17 e il 20 ottobre con i comuni campani interessati dall’opera.
L’incontro, aperto cittadini, associazioni e amministrazioni locali, nasce con l’obiettivo di proseguire nel percorso di “progettazione partecipata e volontaria” con il territorio già avviata nei mesi scorsi, in coordinamento con la Regione Campania e tutti gli enti coinvolti.
In particolare, i “Terna Incontra” saranno l’occasione per presentare i criteri attraverso i quali Terna individua e analizza le caratteristiche paesaggistiche, ambientali, urbanistiche e sociali del territorio in cui sorgerà l’opera garantendo la massima sostenibilità dell’intervento.
“Quest’opera è strategica per la rete di trasmissione nazionale perchè consentirà di immettere in rete la produzione da fonti rinnovabili che proviene dal sud – ha dichiarato Chiara Pietraggi, responsabile Gestione processi autorizzativi Centro Sud Area Tirrenica di Terna, a margine dell’incontro -. In linea con l’approccio di Terna questa nuova esigenza di sviluppo è stata presentata alla Regione e alle amministrazioni locali, anche e soprattutto ai fini della raccolta di indicazioni. Il nostro obiettivo è quello di calare sul territorio un progetto che sia il più sostenibile possibile, e per fare questo non possiamo non tenere conto delle esigenze espresse dai territori e da chi li abita”, ha concluso Pietraggi.
Il nuovo elettrodotto, lungo circa 90 km, sarà realizzato seguendo in parte il tracciato della linea esistente e comunque assicurando il passaggio al di fuori dei centri urbani. Una volta entrato in esercizio, saranno demoliti circa 80 km di rete aerea esistente e, allo stesso tempo, saranno interrati oltre 60 km di linee aeree.
La realizzazione dell’opera favorirà l’integrazione dell’energia rinnovabile prodotta dai numerosi impianti eolici e fotovoltaici presenti nelle province interessate, con benefici diretti per cittadini e imprese dell’area. In aggiunta, il nuovo collegamento potenzierà la magliatura della rete regionale aumentandone la sicurezza e l’affidabilità, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di efficienza e produttività delineati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima.
“Con Terna c’è un rapporto di lunga durata, siamo già alla seconda convenzione – ha detto Mario Pasquariello, assessore comunale ai Lavori pubblici a Benevento -. Abbiamo sempre incontrato la massima disponibilità rispetto alle esigenze dei territori. Infatti ci è stato assicurato che saranno eliminati alcuni tratti delle vecchie linee e ci sarà anche un ristoro compensativo. Inoltre abbiamo chiesto e ottenuto tutte le rassicurazioni necessarie per tutto ciò che riguarda la sicurezza”, ha concluso l’assessore.

– foto ufficio stampa Terna –

(ITALPRESS).

Nuovo crollo al cimitero di Poggioreale a Napoli, bare sospese nel vuoto

NAPOLI (ITALPRESS) – Un nuovo crollo si è verificato nel primo pomeriggio al Cimitero di Poggioreale, dove l’edificio di tre piani della Cappella della Resurrezione denominata ‘Gesù Risorto 1’ ha avuto un parziale cedimento. L’edificio, di quattro piani fuori terra, si trova a Porta Balestrieri, in Via S. Maria del Pianto, nei pressi del Forno Crematorio. Non è posto, quindi, nelle immediate vicinanze dell’area in cui di verificarono i crolli il 4 e 5 gennaio scorsi. Al momento tutta l’area del Monumentale è interdetta e si sta predisponendo un’ordinanza di chiusura del cimitero.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale ed i Servizi comunali con l’Assessore ai Cimiteri Vincenzo Santagada.
“Al momento del crollo non vi erano parenti dei defunti – ha spiegato l’Assessore, fra i primi ad accorrere sul posto – in quanto la chiusura è prevista alle 13,30. Il crollo è stato preceduto da un boato secco e dalle telecamere, poste lateralmente all’area interessata, è stata rilevata una fitta nube di polvere. Come Amministrazione stiamo provvedendo a tutti gli adempimenti necessari”.

– foto: ufficio stampa Comune Napoli

(ITALPRESS).

Si alza il sipario sulla sede dell’Università Federico II di Napoli a Scampia

NAPOLI (ITALPRESS) – Dal degrado alla riqualificazione, dalle Vele all’ateneo federiciano con la grande voglia di eliminare le immagini di Gomorra, scardinare i pregiudizi negativi e far emergere le tante realtà ed esperienze positive che in questi anni hanno preso piede nel quartiere: è una giornata da ricordare per Scampia che da stamattina ospita il nuovo polo universitario della Federico II di Napoli, sarà la casa dei corsi di laurea triennale e magistrale delle professioni sanitarie. Un viaggio lungo e pieno di ostacoli, iniziato 25 anni fa, quando si iniziò a parlare per la prima volta di portare l’ateneo più antico d’Europa nella periferia nord del capoluogo campano. Nel 2006 l’approvazione del progetto dell’architetto Vittorio Gregotti e la firma del primo protocollo d’intesa tra istituzioni e università, un atto fortemente voluto dall’ex Presidente della Regione, Antonio Bassolino (oggi presente all’inaugurazione), che ha dato il via al lungo iter dei lavori.
Questa mattina alle 11 il taglio del nastro con il ministro uscente dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, il sindaco partenopeo Gaetano Manfredi, il governatore Vincenzo De Luca, il rettore della Federico II Matteo Lorito, l’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia e la bellissima Zeudi Di Palma, la ragazza partita da Scampia e diventata Miss Italia: altro simbolo di un quartiere che sta facendo di tutto per mostrare al mondo un’altra immagine di sè. La cerimonia d’apertura, preceduta all’esterno da un piccolo momento di protesta pacifica da parte dei disoccupati, si è conclusa con il battesimo dell’Aula Magna da 500 posti dove le istituzioni hanno accolto gli studenti (già da oggi il via alle lezioni) e illustrato funzioni e caratteristiche della struttura di 7 piani (di cui uno interrato) che si estende su una superficie di oltre 21mila metri quadri. Sono 32 e 32 le aule e i laboratori, 50 gli uffici e 2263 i posti a sedere, ma ci sono anche 5 sale operatorie, stanze di degenza, sale per fisioterapia e riabilitazioni, studi e ambulatori medici. Ben 16 i corsi di laurea triennale e 6 di laurea magistrale: si parte con 665 studenti, ma a pieno regime si arriverà a quota 2.660. Oltre alla didattica, si farà ricerca con innovativi sistemi tecnologici per una sanità digitale e connessa e si farà assistenza con ambulatori e day surgery che saranno a servizio della comunità.
“Ho fiducia perchè l’Università Federico II ha dimostrato di saper aprire in altre aree territoriali con successo: può farlo anche qui” dice il ministro Messa. “Per me è la prima volta che vengo, è un quartiere bello, ha molte possibilità di crescita. Conoscendo cos’è la vita di periferia, perchè anche io vengo da un’università di periferia, so che va mantenuta l’attenzione molto alta e bisogna essere molto determinati. Abbiamo cercato di dare tutti gli strumenti necessari per far sì che questa sia una struttura dinamica. Essere dinamici vuol dire includere i giovani, saper attrarre i ricercatori, creare una mobilità che non sia solo dall’Italia verso l’estero ma anche dall’estero all’Italia”.
“E’ sicuramente una giornata importante” afferma invece il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca. “Non c’è alcuna connessione – sostiene il governatore – fra questa immagine di quartiere bellissimo, dal punto di vista urbanistico oltre che della manutenzione, e l’auto rappresentazione che ci siamo dati di Scampia e quindi di Napoli. Non è che qui la camorra sia scomparsa, abbiamo radicamento di delinquenza organizzata pesante, ma sappiamo anche che la realtà è talmente complessa e ricca che merita di essere descritta in tutti i suoi aspetti, in maniera onesta ed equilibrata, anche con le migliaia di persone per bene e famiglie normali che vivono a Scampia e che ci presentano l’immagine di una grande, bella e moderna città del nostro Paese”.
“Scriviamo un pezzo importante per la città e per la Federico II che dopo 800 anni di storia apre anche a Scampia – dice il rettore Lorito – Oggi lo posso dire, è stato difficilissimo, abbiamo pensato di non farcela ma ci abbiamo creduto fino alla fine e adesso si parte veramente: i ragazzi sono in aula. Porteremo le associazioni all’interno, useremo l’Aula Magna per fare eventi, concerti, una struttura per un quartiere dove c’era un’attesa spasmodica, volevano tutti questa università e da oggi si viene qui per studiare. Qualcuno ha parlato del pericolo di una cattedrale abbandonata nel deserto, ma non sarà così: la Federico II di cattedrali abbandonate non ne ha e Scampia non è un deserto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Napoli, Manfredi, che mette l’accento sulla volontà degli abitanti del quartiere: “La tensione e la spinta data dal territorio, che ha sempre fortemente rivendicato il completamento dell’opera e l’insediamento concreto dell’università, è stata la vera chiave di volta. Questa struttura rappresenta un punto di arrivo ma anche di partenza di una nuova fase per Scampia. Intorno alla facoltà possono nascere tante iniziative sull’innovazione tecnologica come è successo in altri quartieri della città. Scampia è un bel quartiere, c’è una bella realtà dal punto di vista anche architettonico, bisogna lavorare molto sulla qualità dei servizi. C’è ancora tanto da fare ma sono fiducioso: con l’abbattimento delle Vele si creano spazi importanti e lì dobbiamo immaginare un grande progetto di rilancio anche produttivo e di sviluppo del quartiere”.

– foto: xc9/Italpress

(ITALPRESS).

Screening oncologici in Puglia, insediato il comitato regionale

BARI (ITALPRESS) – Apertura in Fiera degli Stati Generali della prevenzione oncologica, con l’insediamento del comitato regionale per gli screening oncologici, alla presenza dell’assessore alla Sanità Rocco Palese.
L’obiettivo è il potenziamento e la qualificazione degli screening oncologici in Puglia, in concerto con la Rete oncologica regionale. Il comitato è previsto dalla legge regionale che ha istituito il piano degli screening.
“Gli screening – ha detto Nek Albano, dirigente del Servizio Promozione della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro – non sono solo semplici adempimenti, ma obiettivi previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza”.
“Abbiamo la Rete oncologica che sta funzionando su tutto il territorio regionale – ha spiegato l’assessore Palese – e ora vogliamo essere all’avanguardia per gli screening oncologici, sia per la cervice uterina che per il carcinoma della mammella e per il colon retto. Abbiamo aumentato le fasce di età come richiesto dell’Organizzazione mondiale della sanità e dalle società scientifiche. La strada da intraprendere è quella di inserire ulteriori elementi di rafforzamento degli screening perchè la prevenzione per la Regione è fondamentale per arrivare prima nel contesto generale della cura e della prevenzione contro i tumori”.
Secondo il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, “Siamo a buon punto con gli screening in Puglia, nella misura in cui sappiamo quali sono i risultati raggiunti e quali sono gli obiettivi che bisogna collocare nei piani operativi. E’ un momento di svolta, è un momento nel quale si deve recuperare il terreno perso soprattutto a causa del covid e della carenza di risorse umane. Nel prossimo piano operativo uno dei punti fondamentali sarà la riorganizzazione dei modelli operativi anche nell’ambito degli screening perchè si possano raggiungere gli obiettivi sia quantitativi che qualitativi”.
Per Paola Mantellini, Coordinatrice Osservatorio Nazionale Screening oncologici, “La Puglia, tra le regioni del sud, è particolarmente vivace e attiva nel mettere mano nell’organizzazione strategica degli screening. Rispetto agli anni scorsi c’è stato un cambiamento radicale: si vede in quello che si sta facendo e anche i numeri pian piano stanno cominciando a dare ragione. Fra le regioni del sud la Puglia senz’altro sta dimostrando di essere determinata e con le idee chiare rispetto a quello che si deve fare, con la corretta allocazione delle risorse, sia umane che tecnologiche”.

– foto: ufficio stampa Regione Puglia

(ITALPRESS).

Covid, 2.193 i nuovi positivi in Campania, due decessi

NAPOLI (ITALPRESS) – Sono 2.193 i nuovi positivi al Coronavirus in Campania, a fronte di 13.315 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore nella regione. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino emesso dalla Giunta Regionale della Campania. Sono due le vittime, mentre a livello di ospedalizzazioni, sono 274 i letti occupati nei reparti di degenza, 14 quelli in terapia intensiva. (ITALPRESS).

Photo credits: ufficio stampa Regione Campania