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Puglia, Emiliano “Felice per le prime 12 assunzioni lavoratori Ex Om”

BARI (ITALPRESS) – “Sono felice per le prime 12 assunzioni di
lavoratori ex Om operate stamattina da Selectika, l’azienda che ha
rilevato lo stabilimento per realizzare un primo impianto con due
linee di selezione dei rifiuti di plastica e di vetro.
L’investimento da parte di Selectika di 14,7 milioni di euro è
stato possibile grazie al cofinanziamento pubblico assicurato
dalla Regione Puglia per 5,6 milioni di euro. I neo assunti
saranno impegnati in attività di messa in sicurezza della
struttura, di portineria e guardiania. Nel frattempo, sono
partiti i lavori per la realizzazione dell’impianto industriale in
senso stretto. Entro 12 mesi saranno completate le assunzioni per
l’avvio definitivo di tutte le attività, saranno 98 a regime: 50
full time, 46 part time. Dopo anni di delusioni, gravi sofferenze
e forte capacità di resistenza dei lavoratori, grande impegno
della Regione Puglia siamo alla svolta”. Lo dichiara il presidente
della Regione Puglia Michele Emiliano.
“Si tratta di un segnale importante di positività, fiducia che
offriamo ai lavoratori che in questo momento stanno soffrendo per
altre crisi aziendali: reindustrializzare si può, la Puglia
dispone delle misure di sostegno allo sviluppo e di innovative
politiche attive che lo consentono. Ringrazio l’azienda per la
determinazione e coerenza con cui ha superato tutte le difficoltà
incontrare per strada, i sindacati, interlocutori preziosi per lo
sviluppo e filtro sociale indispensabile per la gestione delle
crisi, la task force guidata da Leo Caroli che ha anche in questa
occasione ha assicurato la costante operatività della Regione
Puglia e reso sostenibile il difficile percorso di
reindustrializzazione” conclude.
(ITALPRESS).

Gas, in Basilicata gli accordi di compensazione ambientale

POTENZA (ITALPRESS) – Per i lucani nel prossimo futuro la
cosiddetta “molecola gas”, voce presente in bolletta sarà
gratuita. E’ solo uno dei capisaldi dell’accordo di compensazione
firmato tra la Regione Basilicata, le compagnie Eni e Shell in
riferimento alla concessione Val d’Agri.
“L’accordo, di un milardo e trecentomila euro in dieci anni 1,3
miliardi di euro in dieci anni, porterà la Basilicata – ha detto
il presidente della Regione, Vito Bardi nel corso di una
conferenza stampa per spiegare i risultati dell’accordo – a
risultati tangibili”.
“Non è una iniziativa del presidente – ci ha tenuto a sottolineare
Bardi – ma dell’intero esecutivo, e dei consiglieri regionali di
maggioranza. Finalmente possiamo fare chiarezza sulle iniziative
prese, dal Protocollo di intenti tra Regione Eni e Shell, delle
misure compensative per la sostenibilità ambientale e per lo
sviluppo regionale con tali risorse.
“Il valore delle compensazioni – è stato detto nel corso della
conferenza – è pari alla somma di tre componenti declinati anche
in coerenza con altre compensazioni ambientali della concessione
Tempa Rossa. Gli accordi con le compagnie sono tre: un protocollo
di intenti corresponsione 1,05 per ogni barile estratto, va detto
che è prevista anche una formula di garanzia, cioè che anche se il barile dovesse avere un prezzo inferiore ai 45 dollari i
concessionari devono corrispondere almeno 0,85 centesimi a barile.
L’altro accordo per i progetti di sviluppo sostenibile prevede
190milioni nel decennio alle imprese. Ultimo accordo, quello del
gas mette in campo 160 milioni di gas naturale all’anno. La somma
– ha precisato il presidente Bardi – rispecchia i prezzi del gas
odierno e della capacità produttiva. Il nostro accordo è
sicuramente e notevolmente più vantaggioso per i lucani”.
Per quanto riguarda il contributo sul gas al contatore e
l’erogazione a titolo gratuito per i lucani, è pari a un milione e ottocentomila megawatt all’anno. “Siamo convinti che il gas può
essere anche il mezzo per arginare lo spopolamento e rendere
attrattivo il territorio e che le risorse della Basilicata devono
ritornare ai lucani, il nostro gas deve essere utile alla
transizione energetica di chi abita qui. E’ un cambio di
paradigma epocale. Mentre prima le compensazioni passavano
attraverso l’intermediazione politica oggi oggi vanno
direttamente ai cittadini è questo il cambiamento. Noi dobbiamo
dare quello che viene prodotto sul nostro territorio è giusto che
chi ha difficoltà in materia ambientale sociale e di carattere
medico compensazione tangibile”.
Sulla riduzione al 50 per cento della bolletta il governatore
lucano è stato chiaro, è rivolto alle famiglie, a scuole e a
ospedali. “La spesa del gas sarà pari a zero, la spesa per il
trasporto rimarrà, questa richiesta voglio che sia chiara che ho
personalmente fatto a De Scalzi che ringrazio pubblicamente per
averla accolta e ricevuta”. I lucani pagheranno quindi solo gli
oneri di sistema mentre il gas, prima voce della bolletta sarà
integralmente pagata dalla Regione ai lucani.
Su questo punto, Bardi ha sottolineato “Non si potranno commettere
abusi, saremo attenti ai consumi, il parametro sarà dato dalla
media degli ultimi tre anni. Alle imprese ciò non sarà possibile,
perchè si configurerebbe come aiuto di stato. Le imprese però,
godranno del beneficio di una popolazione interessata ad abitare
il nostro territorio regionale”.
Sono 190milioni in 10 anni le risorse previste alle imprese che
devono essere coinvolte nei progetti di sviluppo sostenibile.
“Lo faremo – ha detto il presidente della Regione Vito Bardi –
attraverso la grande esperienza di colossi come Eni e Shell che
possono importare valide esperienze. Si tratta di oltre cento
milioni per costruire nuove prospettive per i cittadini. Quello di cui si è discusso con De Scalzi a parte il gas, è l’impegno di
investire sulle professionalità, abbiamo la necessità di avere la
formazione dei nostri professionisti”. Tra gli ultimi punti
discussi, quello della costituzione di un tavolo di concertazione.
“E’ un impegno da condividere con tutti i lucani per definire
criteri e metodi per assegnazione delle risorse. Noi crediamo
nella comunicazione di idee e proposte questi tavoli non sono un
pro forma, vi parteciperà Anci, enti locali, organizzazioni
datoriali sindacati, in un lavoro di coesione su accordi e
progetti di sviluppo ambientale previsti dal ‘Non oil’ che
rispecchiano le esigenze del nostro territorio. Ci sono
opportunità per aree dismesse, per metter in atto iniziative per
la nostra regione a livello nazionale. Cosa che deve inorgoglire
tutti i lucani che si parli di noi a livello nazionale” conclude.

– foto: xc2

(ITALPRESS).

In Campania tornano i treni storici, 51 viaggi tra le bellezze regionali

NAPOLI (ITALPRESS) – Ripartono il prossimo 26 giugno i treni storici in Campania. Finito lo stop imposto dopo il 2019 dalla pandemia, si torna finalmente a viaggiare a bordo delle carrozze allestite dalla Fondazione FS Italiane che ha presentato oggi a Napoli, a Palazzo Santa Lucia, il programma turistico per il 2022. Un piano fortemente voluto dalla Regione che moltiplica i suoi sforzi rispetto al 2016, anno in cui è partita l’iniziativa. Saranno in totale 51 le corse messe a disposizione dalla Fondazione FS per un totale di 12mila posti a sedere, ai quali si aggiungono 2000 posti bici. Confermati tutti gli itinerari tanto apprezzati dai viaggiatori negli anni precedenti: dal più gettonato Reggia Express, per raggiungere la Reggia di Caserta da Napoli, all’altrettanto gradito Pietrarsa Express che, percorrendo il tracciato della prima ferrovia italiana, arriva direttamente nel noto museo di Portici. L’Archeotreno fa tappa a Pompei e Paestum mentre la splendida linea naturalistica Avellino-Rocchetta è coperta dall’Irpinia Express.
Per gli amanti del turismo religioso invece, il Sannio Express unisce Napoli, Benevento e Pietrelcina seguendo le orme di San Pio. Novità assoluta infine il treno storico alla scoperta del Festival Internazionale delle Mongolfiere, in programma nel fine settimana 8-9 ottobre: si partirà da Napoli e si arriverà a Fragneto Monforte, in provincia di Benevento, per assistere alla tradizionale esibizione del volo delle mongolfiere.
“Negli ultimi dieci anni si è consolidata in Italia questa attenzione per i treni storici. Si incrementerà perchè è un grande mercato, noi come Regione Campania ci stiamo avvicinando a una sensibilizzazione e stiamo facendo delle cose che la Fondazione FS, anche con rigore esegetico, ci continua a sollecitare a fare”, spiega l’assessore regionale al Turismo Felice Casucci il quale elenca le cifre dell’investimento che rientra nell’ambito del piano quinquennale da 10 milioni stanziati da Palazzo Santa Lucia per la mobilità turistica.
“Per i treni storici spendiamo poco meno di 2 milioni di euro nel quinquennio, quest’anno ci sono 300mila euro per le 51 corse programmate. Confidiamo che ci sia una promozione dei territori e che organizzazioni, agenzie di viaggio e tour operator si affezionino e divulghino questo progetto. L’obiettivo, pure alla luce dei finanziamenti che arriveranno dal Ministero del Turismo, è di renderlo stabile, anche con dei cospicui investimenti, tutto l’anno”.
Alla conferenza stampa tenuta nella Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia hanno preso parte, tra gli altri, anche il presidente della Commissione Trasporti, Urbanistica e Lavori Pubblici della Regione Campania Luca Cascone, e il direttore generale della Fondazione FS, Luigi Cantamessa, che ha curato nei dettagli l’iniziativa.
“E’ stata una intelligente intuizione – spiega -. Napoli è veramente scoppiata per il turismo, ma noi dobbiamo far conoscere le bellezze dell’entroterra campano a milioni di turisti. Quale miglior modo di caricarli su un viaggio esperienziale, fatto di carrozze dei primi del 900 e di vecchie littorine degli anni ’60, per fargli scoprire l’Irpinia, il paese natale di Padre Pio, per poi giungere alla Reggia di Caserta entrando con un unico biglietto nella meravigliosa e geniale produzione del Vanvitelli. Oppure arrivare al Museo di Pietrarsa evitando il traffico della città ed accedendo direttamente al più grande Museo ferroviario d’Europa. Tutto questo – afferma Cantamessa – sarà possibile a prezzi accessibili: poco più di un biglietto regionale (le tariffe vanno dai 10 ai 12 euro ndr) per la prossima programmazione che il governo della Regione Campania ha voluto garantire in continuità dal 2016”.

– foto xc9/Italpress –
(ITALPRESS).

Bankitalia, economia Puglia +6%. Sambati “Investire in capitale umano”

BARI (ITALPRESS) – Nel 2021 l’economia pugliese ha registrato una sensibile crescita, dopo il forte calo dell’anno precedente dovuto all’insorgere della pandemia. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione del documento “L’economia della Puglia”, che si è tenuta questa mattina proprio nella sede barese della Banca d’Italia. Secondo le stime dell’indicatore trimestrale delle economie regionali (ITER) sviluppato dalla Banca d’Italia, l’attività economica sarebbe aumentata di circa il 6%, in misura lievemente più contenuta rispetto alla media nazionale. La crescita, particolarmente intensa nel secondo trimestre, ha rallentato nella seconda metà dell’anno a causa soprattutto delle tensioni nelle catene di approvvigionamento e del rincaro dei beni energetici e di altre materie prime. “Le cause di questi ritardi – afferma Pietro Sambati, direttore della sede di Bari dell’istituto – sono spiegate con una bassa produttività e con una scarsa partecipazione al mercato del lavoro di donne e di uomini. Per il 2022 le imprese prevedono una flessione delle vendite e la guerra ha reso immediata la necessità di diversificare le fonti energetiche. La Puglia è il primo produttore in Italia di energia elettrica da eolico e solare, ma purtroppo questa produzione soddisfa solo una piccola parte dei consumi energetici”. “Guardiamo al Pnrr e non solo perchè da oggi e fino al 2030, nelle regioni meridionali, questi fondi, insieme a quelli complementari, quelli strutturali e quelli per le politiche di sviluppo e coesione ammontano nel complesso a circa 200 miliardi di euro, una cifra importante. Ovviamente – conclude Sambati – non basta avere i fondi, ma occorre progettare e realizzare. I tempi di progettazione e realizzazione sono da noi più alti rispetto alla media nazionale, quindi torna il tema delle competenze: è importante investire sulle dotazioni infrastrutturali, ma questo non può prescindere dal capitale umano. Mattoni sì, ma anche un Pnrr d’istruzione, che punti sulla cultura e sul coinvolgimento delle competenze”.
(ITALPRESS).

– foto xa2 –

Fs, Premio Ischia per la comunicazione territoriale alla Tgr Rai

ISCHIA (NAPOLI) (ITALPRESS) – Il Premio Ferrovie dello Stato per la comunicazione territoriale è stato assegnato alla TGR Rai. La giuria ha ritenuto all’unanimità di premiare la testata giornalistica per l’impegno profuso dando voce al Gruppo FS e raccontando giorno per giorno le tematiche dei territori legate alle infrastrutture, alla mobilità di persone e merci e alla rigenerazione urbana. Temi che, in questo periodo di emergenza sanitaria, hanno sostenuto lo sforzo di riadattare attività e convogliare energie per la tenuta del sistema produttivo e sociale del territorio intero. La testata, da sempre attenta alla molteplicità delle realtà locali, ha saputo cogliere i momenti di trasformazione e di espansione delle aziende del Paese. Fra queste il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, di cui ha seguito l’evoluzione nel tempo e gli sviluppi nelle capillarità territoriali che necessariamente interessano la vita quotidiana, l’ambiente, la sostenibilità e soprattutto il nostro futuro. Il Premio Fs per la comunicazione territoriale sarà consegnato al direttore Alessandro Casarin, durante le giornate del Premio Ischia internazionale di giornalismo in programma il 1 e 2 luglio. L’evento ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il contributo della Regione Campania. Media partner è Skytg24, in collaborazione con Siae.
(ITALPRESS).

– foto Ufficio Stampa Premio Ischia –

Sanità, Campania ricorre a Tar: pronta a chiedere nomina commissario

NAPOLI (ITALPRESS) – “Stiamo cercando di portare alla luce un vero e proprio scandalo, dal punto di vista istituzionale e democratico. E’ uno scandalo, io non trovo veramente altre parole: da 7 anni il ministero della Salute non definisce i criteri sulla base dei quali fare il riparto del fondo sanitario nazionale. E’ così da 7 anni, ma possiamo dire da 20 anni, la Regione Campania è la regione d’Italia che riceve meno risorse di tutte, è una cosa vergognosa”. Lo dice il Presidente della Campania Vincenzo De Luca che, a margine della sua partecipazione a Napoli alla presentazione del Programma di interventi della Regione per il miglioramento dell’offerta di servizi residenziali universitari per le aree urbane, parla del ricorso presentato dalla Regione al Tar della Lazio dopo aver incassato il silenzio delle amministrazioni intimate a provvedere sull’adozione del decreto per i criteri di ripartizione del fondo sanitario nazionale. “Abbiamo fatto la diffida presentata 3 giorni fa al Ministero della Salute, abbiamo impugnato l’inadempienza del Ministero della Salute e abbiamo fatto ricorso al Tar del Lazio. Chiameremo ovviamente a rispondere questi nostri amici. Chiediamo anche la nomina di un commissario se dovesse proseguire la latitanza del ministero della Salute” racconta De Luca. “Quello che è incredibile – prosegue – è che tutti in Italia sanno che c’è questa rapina a danno della Regione Campania, ma fanno finta tutti quanti di girare la testa dall’altra parte. Per un verso questo ci inorgoglisce, perchè abbiamo vinto la battaglia Covid in queste condizioni, avendo 10mila dipendenti in meno. Però questa storia non può durare all’infinito perchè poi, non avere queste risorse significa non avere altro personale, significa allungamento delle liste di attesa, significano altre emergenze. Non è possibile. Noi la battaglia l’abbiamo lanciata e non arretreremo di una virgola, sperando che anche l’opinione pubblica, il mondo dell’informazione e le forze politiche si sveglino e decidano di affermare in Italia criteri di civiltà democratica: le stesse risorse per ogni cittadino italiano, perlomeno quando parliamo della salute dei nostri concittadini”.
(ITALPRESS).

– foto agenziafotogramma.it –

Basilicata, Bardi “Cedia unicum nel centro Sud per diagnostica”

POTENZA (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato alll’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza CeDiA, la nuova centrale di diagnostica avanzata. Alla presentazione degli obiettivi e dei nuovi progetti, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, l’assessore regionale alla Salute Francesco Fanelli, la direzione strategica dell’Aor San Carlo di Potenza composta dal direttore generale Giuseppe Spera, dal direttore sanitario Angela Pia Bellettieri e dal direttore amministrativo Eufrasia Pesarini, e dal direttore del Laboratorio analisi e dai direttori delle altre strutture operative ospedaliere. Acquisizioni scientifiche e tecnologiche per una riduzione della tempistica sull’esecuzione degli esami. E’ questa una delle principali novità, sono quattro le principali attività di laboratorio: coagulazione, autoimmunità, allergologia e microbiologia. Per il direttore generale del San Carlo, Giuseppe Spera, la nuova Cedia è ‘un ulteriore tassello per il sistema sanitario nazionale, un unicum nel Centro-Sud’, ogni anno il laboratorio di analisi dell’azienda ospedaliera ha una media di circa tre milioni di esami, con seicento esami che si possono richiedere, sono 800mila gli esami all’anno nei laboratorio d’urgenzà. “Lo sforzo che e stato fatto in alta tecnologia, oltre che quello di consegnare spazi adeguati dando organicità e ottimizzando i percorsi di attività laboratoriale – ha dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi – nel corso del taglio del nastro del nuovo reparto- per velocizzare i processi sui campioni. E’ davvero un unicum nel centro sud, un’eccellenza. Ci siamo mossi per favorire la diagnosi precoce degli esami clinici per una medicina di laboratorio più efficiente, di cui beneficerà anche il personale medico, i numeri infatti, ci parlano di circa 3 milioni di esami l’anno, l’alta precisione diagnostica può servire a salbare vite umane, mi complimento per la professionalità e l’impegno di coloro che hanno reso possibile tutto questo”. “E’ la dimostrazione – ha concluso l’assessore alla Sanità Francesco Fanelli – che la sanità lucana si distingue in tutta Italia per qualità, numeri ed eccellenze”.
(ITALPRESS).

– foto xc2 –

Aeroporti, a Brindisi la prima torre di controllo gestita da remoto

BRINDISI (ITALPRESS) – Inaugurata da Enac a Brindisi la prima Torre di controllo gestita da remoto in Italia. La nuova Remote Digital Tower, grazie a sistemi sia hardware che software all’avanguardia, consente ai controllori del traffico aereo di gestire tutte le operazioni di decollo, atterraggio e movimentazione al suolo da un cosiddetto Remote Tower Module (RTM) che può essere posizionato anche a molti chilometri di distanza dall’aeroporto. All’interno della torre i controllori hanno una visuale migliore rispetto a quella che avrebbero dalla torre di controllo convenzionale e possono disporre di una serie di tool che li supportano nella gestione del traffico aereo, aumentando la sicurezza e l’efficienza operativa dell’aeroporto. La ricostruzione esatta dei 360° del panorama visibile da una Torre di controllo tradizionale è garantita da 18 telecamere fisse che riportano le immagini su 13 monitor ad alta definizione posizionati all’interno della Torre digitale. Grazie a sistemi basati su Intelligenza Artificiale e Machine Learning, è possibile integrare le immagini delle telecamere con altri dati che consentono la detezione e la tracciabilità di oggetti e mezzi in movimento direttamente nella presentazione visiva del panorama, con livelli di precisione e accuratezza superiori a quelle dell’occhio umano. “E’ il risultato del lavoro congiunto delle persone di Enav, dei nostri tecnici, operativi e manager, supportati da un Consiglio di Amministrazione che, fin dal giorno dell’insediamento, aveva ben chiaro l’importanza strategica dei progetti di sviluppo di Enav”, ha dichiarato la Presidente Francesca Isgrò di Enav. “Oggi non inauguriamo solo una struttura operativa – ha detto l’Amministratore delegato Paolo Simioni – ma diamo seguito e concretezza al processo di digitalizzazione e innovazione che Enav sta implementando per rinnovare completamente i servizi alla navigazione aerea”. “Questa torre italiana è di fondamentale importanza – ha detto il presidente della Regione Michele Emiliano – non solo per i livelli occupazionali ma anche per mantenere sul territorio di Brindisi quelle competenze tecnologiche che in futuro potrebbero servire ad altro”.
– Foto ufficio stampa Enav –
(ITALPRESS).