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Accordo Confagricoltura e Confapi Taranto per l’imprenditoria ionica

TARANTO (ITALPRESS) – Promuovere l’innovazione, la transizione energetica, l’uso delle rinnovabili e valorizzare le opportunità del Pnrr sono alcuni dei punti alla base dell’accordo stipulato da Confapi Industria Taranto e Confagricoltura Taranto. A sottoscrivere il documento i presidenti provinciali Roberto Palasciano, per l’associazione delle piccole e medie imprese private, e Luca Lazzàro, per l’organizzazione di rappresentanza e di tutela dell’impresa agricola.
“L’accordo sottoscritto tra Confapi Industria Taranto e Confagricoltura Taranto rientra nel più ampio programma della nostra associazione di affiancare le imprese di Confapi Taranto nello scenario della competizione globale – ha detto Palasciano dopo la stipula – Il covid prima e l’attuale crisi Ucraina Russia hanno accelerato la necessità di riorganizzare la catena degli approvvigionamenti, evidenziando le maggiori criticità nel comparto energetico. Questo passo odierno aiuterà le eccellenze agricole locali a fare sinergia con l’industria per intercettare al meglio i fondi del Pnrr e contribuire allo sviluppo sostenibile del settore agricolo con un auspicabile effetto moltiplicatore per l’economia tarantina”
Per Luca Lazzàro “Abbiamo sottoscritto un documento importante, che apre a nuove collaborazioni sul territorio ionico. Fare sistema con altre associazioni il cui impegno va nella nostra stessa direzione di valorizzazione del lavoro, dell’economia e del territorio per noi di Confagricoltura è strategico. Grazie a questo intesa potremo sviluppare e promuovere azioni importanti nella transizione energetica, nell’uso di energie rinnovabili, nell’ecosostenibilità e delle risorse provenienti dal Pnrr a vantaggio dell’impresa agricola e, più in generale, di tutta l’imprenditoria ionica. Oggi più che mai – conclude il presidente di Confagricoltura Taranto – è impensabile ragionare per compartimenti stagni nell’impresa. L’agricoltura, come gli altri settori, hanno bisogno di dialogare e di ascoltare le reciproche visioni”.
Nello specifico con la stipula dell’accordo le due associazioni lavoreranno allo stimolo e promozione della domanda di innovazione del sistema produttivo; alla diffusione delle conoscenze sui temi della transizione energetica, dell’innovazione tecnologica dell’economia circolare; alla promozione presso gli associati delle attività di sviluppo di energia rinnovabile e della ecosostenibilità al fine di combattere il caro energia; alla realizzazione di un più accessibile utilizzo delle risorse del Pnrr (fotovoltaico agricolo, progetti di filiera) per aumentare la sostenibilità e l’efficienza energetica del settore; al sostegno agli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo; allo svolgimento di attività di sensibilizzazione attraverso l’organizzazione di seminari, workshop e visite aziendali.

foto: Confagricoltura Taranto
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Firmato a Nisida il Patto educativo per Napoli, dal ministero 41 mln

NAPOLI (ITALPRESS) – E’ stato firmato il Patto educativo per la Città metropolitana di Napoli. Il ministero dell’Istruzione unisce le forze con istituzioni territoriali, enti locali, Arcidiocesi e organizzazioni del volontariato e del Terzo settore: l’obiettivo è arginare la dispersione scolastica e il disagio formativo accompagnando studenti e studentesse nel loro percorso di crescita. Un accordo che arriva nel momento in cui c’è più necessità. Nell’area della Città metropolitana di Napoli ci sono infatti zone in cui si concentrano i tassi di abbandono scolastico più alti. Numeri che incidono anche sull’intera Campania la quale, secondo i recenti dati Istat, è al 16,4% sulla percentuale degli studenti che ha lasciato gli studi prima del conseguimento del diploma di secondo ciclo o della qualifica professionale triennale.
Non più incoraggianti le statistiche Invalsi: l’area della Città metropolitana di Napoli presenta, per ogni grado d’istruzione, percentuali due volte superiori alla media nazionale relativamente alla “fragilità negli apprendimenti”. Nello specifico sono 41,1 i milioni che saranno prelevati dai fondi del Pnrr e assegnati a 217 istituzioni scolastiche (78 nel solo Comune di Napoli) del territorio. Utilizzando queste risorse si punterà a rafforzare il ruolo della scuola come laboratorio sociale e di comunità, ampliando l’offerta formativa e le opportunità di apprendimento. E’ previsto il consolidamento di attività didattiche ed educative personalizzate (anche con programmi di mentoring e tutoring), e verranno favoriti il protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani e delle loro famiglie, promuovendo percorsi di cittadinanza attiva e di solidarietà.
“E’ il primo patto che facciamo in Italia e lo facciamo a Napoli che è una città che con tutte le difficoltà è riuscita a esprimere una capacità di sperimentazione e innovazione che è di riferimento per tutto il Paese”, spiega il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che sottoscrive l’intesa e annuncia anche un impegno ancora maggiore per tutta la Regione: “Con tutte le attività che stiamo svolgendo come ministero, le nuove scuole, gli asili nido, si mettono insieme qualcosa come 800 milioni per la Campania. Sono tante risorse che il Pnrr ci permette di investire per evitare che i ragazzi si disperdano”. Tornando sul Patto Bianchi spiega che l’accordo garantirà “l’apertura delle scuole per tutto il giorno, attività speciali per i ragazzi più a rischio, ma soprattutto farà quel tipo di scuola che permette l’integrazione anche dei tanti ragazzi che arrivano con un percorso di immigrazione. Una cosa concreta, precisa, con risorse che diamo direttamente alle scuole, alle quali si aggiungono quelle delle altre istituzioni”.
A procedere alla firma del Patto, avvenuta sul promontorio di Nisida, nel cortile antistante l’istituto penale minorile, ci sono anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore all’Istruzione della Campania Lucia Fortini, il Prefetto Claudio Palomba, l’Arcivescovo Metropolita Don Mimmo Battaglia (che è stato tra i primi a invocare un’intesa di questo spessore), il portavoce del Forum Terzo Settore Campania Giovanpaolo Gaudino e il presidente dell’Impresa Sociale “Con i bambini”, Marco Rossi Doria.
Presente per l’occasione anche la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che commenta con soddisfazione il raggiungimento dell’accordo: “La mia partecipazione qui è per testimoniare l’importanza che io ritengo debba avere questo Patto firmato oggi – spiega Lamorgese -. Ho sempre pensato che la cultura della legalità sia una precondizione per lo sviluppo armonico della società. Usciamo da un periodo di pandemia difficile per tutti, ma che ha visto i ragazzi chiusi in casa in mancanza di rapporti umani fondamentali a una certa età. Anche gli episodi di violenza hanno avuto un incremento del 14% circa, c’è stato un aumento del bullismo (7%) nei confronti dei minori da parte di altri minori”.
“Dietro questi numeri valutiamo iniziative che il governo locale e nazionale devono mettere in campo. Il futuro del nostro Paese è in mano ai giovani, bisogna costruire un percorso di vita che li veda protagonisti. La sfida che abbiamo lanciato con questo Patto venga raccolta da tutti, non solo da coloro che sono stati sottoscrittori. Un accordo importante – spiega il ministro dell’Interno – perchè mette al centro i giovani, che sono il futuro del Paese e devono avere un futuro”.

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Pnrr, Fico “82 miliardi per consolidare eccellenze del Mezzogiorno”

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SORRENTO (ITALPRESS) – “Bisogna rafforzare la cornice comune, europea ed internazionale, in cui si muovono le nostre relazioni con il Mediterraneo. Va data piena attuazione all’Agenda dell’Unione Europea per il Mediterraneo e al piano di investimenti economici che l’accompagna. Ma ciò non basta. Occorre che l’Unione, parlando con una sola voce, sappia sviluppare una strategia di pace, sicurezza, cooperazione, sviluppo sostenibile e gestione dei flussi migratori condivisa con tutta l’area mediterranea. Una strategia che deve partire dalle sfide comuni più urgenti, come il cambiamento climatico. Una risposta condivisa sarebbe più effettiva e darebbe a tutti i partner il senso della importanza della cooperazione multilaterale, esaltando la crescita del Mezzogiorno quale vettore di transizione climatica”. Lo dice il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico nel corso del suo intervento al forum “Verso Sud: la strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, iniziato questa mattina a Sorrento nella cornice di Villa Zagara.
Fico elenca ed esalta le grandi potenzialità che esistono nel Sud del Paese. Parla di decarbonizzazione e di nuovi corridoi energetici passando pure per eccellenze produttive e industriali e anche artistiche e culturali. E per sfruttare al meglio tutte queste potenzialità serve una strategia che consenta di “superare quelle carenze strutturali che hanno finora causato i divari di sviluppo”. In quest’ottica un ruolo decisivo lo rivestiranno i fondi del Pnrr: “Si tratta di circa 82 miliardi che possono, se utilizzati efficacemente, porre le basi per consolidare le specificità e le eccellenze del Mezzogiorno nel Mediterraneo allargato: dalla produzione di energie rinnovabili alla logistica portuale, dalle produzioni industriali di avanguardia al turismo ecosostenibile, dalla cultura alla ricerca” afferma il Presidente della Camera. “Non meno importanti – prosegue – sono poi le riforme contemplate dal Pnrr, tra cui la semplificazione e il potenziamento delle competenze amministrative dei comuni attraverso un reclutamento straordinario. Sono convinto che sarà possibile fare passi decisivi per rendere il Sud un volano di sviluppo sostenibile, in senso economico, sociale ed ambientale, per il nostro Paese e per l’Europa” dice Fico che fa appello alle altre istituzioni invitando tutti a lavorare nella stessa direzione, garantendo servizi e supportando chi fa impresa e i lavoratori. “Il nostro sud ha scritto e scrive pagine straordinarie per il nostro Paese in tanti campi. Storie di intuito imprenditoriale, di creatività, di bellezza. Ma, lo sappiamo tutti, il potenziale è ancora più ampio e per liberare ancora di più le energie positive nel Mezzogiorno servono il massimo impegno e una ferrea volontà politica. Portare investimenti al sud significa lavorare per azzerare i divari territoriali e far evolvere in modo strategico la visione stessa del Paese. Il sud – conclude il Presidente della Camera – deve avere un ruolo cruciale e centri decisionali fondamentali per la propria crescita e per quella di tutta l’Italia”.

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Intesa Sanpaolo, a Bari incontro con Pmi su sinergie Italia-Albania

BARI (ITALPRESS) – Si è svolto oggi a Bari l’incontro “Italia-Albania, una sinergia sempre più integrata”, organizzato da Intesa Sanpaolo e dedicato alle Pmi di Puglia, Basilicata e Molise per presentare e favorire le opportunità di business e investimento delle imprese operanti in Albania. Il gruppo torinese ha esposto alle Pmi partecipanti, propri clienti, le iniziative realizzate a supporto delle attività di internazionalizzazione. Fra le altre, la creazione di un plafond di Intesa Sanpaolo Bank Albania a sostegno degli investimenti nella green economy del valore di 20 milioni di Euro a favore delle imprese attive nel Paese delle Aquile. Nell’ambito del Programma di Sviluppo Filiere, Intesa Sanpaolo ha lanciato lo scorso anno la piattaforma “Confirming” internazionale che si estende all’Albania: si tratta di una soluzione digitale innovativa di finanza di filiera che consente alle imprese, sia italiane che estere, di raggiungere i propri partner commerciali in tutto il mondo.
Intesa Sanpaolo è il primo operatore bancario in Italia ad aver introdotto il sostegno del ciclo finanziario delle forniture tramite ‘Confirming’, grazie alla collaborazione tra la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese e dedicata alla clientela privata e alle imprese con fatturato fino a 350 milioni di Euro e la Divisione International Subsidiary Banks, guidata da Marco Elio Rottigni, che racchiude le banche estere del Gruppo presenti in Est Europa e nell’area del Mediterraneo. Attraverso questa sinergia il gruppo è in grado di supportare il ciclo finanziario delle forniture delle imprese italiane ed estere nelle attività di scambio commerciale. “Confirming” consente ai fornitori dei capo-filiera di ottenere liquidità immediata, smobilizzando direttamente online i propri crediti e offrendo la possibilità per i capo-filiera di allungare i termini di pagamento con il credito di fornitura, generando un vantaggio di liquidità complessivo per la filiera stessa. (ITALPRESS) – L’evento ha visto la partecipazione di Arben Ahmetaj, vice Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Anila Bitri, ambasciatrice della Repubblica d’Albania in Italia, Fabrizio Bucci, ambasciatore d’Italia a Tirana, Sergio Fontana, presidente Confindustria Puglia e Confindustria Albania, Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, Marco Elio Rottigni, responsabile Divisione International Subsidiary Banks Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, Chief Economist e Head of Research Intesa Sanpaolo, Alessandro D’Oria, CEO Intesa Sanpaolo Bank Albania, Alberto Pedroli, direttore regionale Basilicata, Puglia e Molise Intesa Sanpaolo e Giuseppe Ferraro, responsabile Direzione Commerciale Corporate SME per la Divisione International Subsidiary Banks Intesa Sanpaolo. “L’attenzione che Intesa Sanpaolo dedicata all’internazionalizzazione delle imprese del Sud – spiega Stefano Barrese – è ancora più visibile con l’estensione all’Albania, da oggi, della nostra piattaforma digitale Confirming. Le aziende meridionali, se ben impostate nel business, nella struttura formativa e nella governance, sono di assoluto livello. Le nostre PMI hanno mostrato grande capacità di differenziare le proprie produzioni e di inserirsi nei mercati esteri, seguendo una vocazione internazionale che è stata ed è tuttora vitale e vincente per il rilancio dell’economia del Paese e dei singoli territori”.
“L’Italia – aggiunge Marco Elio Rottigni – è un partner fondamentale per lo sviluppo dell’economia albanese: l’export italiano nel Paese, nel 2021, si attestava in oltre 1,6 Mld di euro, con una variazione del 28% rispetto al 2020. Italia ed Albania hanno forti legami culturali e commerciali che uniscono le nostre economie. L’Albania rappresenta per il Gruppo una piattaforma particolarmente importante per il rilancio dell’imprenditorialità del Mezzogiorno e un elemento centrale per la proiezione di Intesa Sanpaolo verso l’area del Mediterraneo allargato”. Gregorio De Felice ha evidenziato come nel 2021 l’economia albanese sia cresciuta dell’8,5% e abbia rapidamente recuperato i livelli pre-pandemia, sulla scia di una vivace attività di investimento. Il commercio internazionale ha raggiunto circa 11 Mld € con un incremento tendenziale dell’interscambio del 39% rispetto all’anno precedente. Gli scambi coinvolgono principalmente i paesi europei, tra i quali l’Italia è il principale partner commerciale con una quota di mercato di oltre il 31%, pari a 2,9 Mld € (+28,7% rispetto al 2020), segnando l’importo più elevato dal 2000.
La Puglia è la prima regione italiana per interscambio commerciale con l’Albania, con le relazioni commerciali che hanno toccato il loro record storico nel 2021, grazie al balzo dell’export pugliese di prodotti agro-alimentari (saliti a 48 milioni di euro lo scorso anno dai 35 milioni del 2019) e alla crescita dei flussi di import-export di moda, spinti dai processi di esternalizzazione produttiva attivati dagli operatori italiani in Albania. Intesa Sanpaolo Bank Albania, guidata da Alessandro D’Oria, è una realtà in crescita in termini di risultati, di innovazione e digitalizzazione, con un totale attivo di 1.621 milioni di Euro e 35 filiali, in grado di fornire la gamma completa di servizi finanziari e di consulenza alle imprese. Intesa Sanpaolo Bank Albania è impegnata in progetti e attività per concretizzare l’impegno del Gruppo verso la sostenibilità. E’ stata premiata con il riconoscimento ‘Bank of the Year for Banking in the Community’ 2021 assegnato da The Banker, testate di riferimento del Gruppo Financial Times.

– foto Xa2

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Draghi “Il Sud è al centro dell’azione del Governo”

SORRENTO (ITALPRESS) – “Dalla formazione di questo Governo, il Sud è al centro dell’azione dell’Esecutivo, delle nostre politiche di rilancio del Paese. Vogliamo che il Mezzogiorno torni ad avere la centralità che merita, in Italia e in Europa”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso del suo intervento al forum Verso Sud, organizzato da The European House – Ambrosetti. Il premier fissa l’obiettivo: far diventare il “Mezzogiorno protagonista delle grandi sfide dei nostri tempi. L’evoluzione delle politiche pubbliche per il Meridione è spesso rappresentata come una successione di inevitabili sprechi, fallimenti – spiega Draghi -. La storia economica del Sud nel secondo dopoguerra è però più complessa di come raccontano questi pigri pregiudizi. Dagli anni ’50 fino alla crisi petrolifera del ’73, sospinto anche dagli investimenti pubblici, il Sud è cresciuto a una velocità superiore al Nord”.
“In quel periodo il rapporto tra il prodotto interno lordo pro capite del Mezzogiorno e quello del Centro-Nord è migliorato di 10 punti percentuali, dal 55 al 65%. Tra la seconda metà degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, le politiche di investimento hanno contribuito a restringere la forbice tra Nord e Sud, con impatti positivi sull’occupazione. Il Sud non era, e non è, dunque destinato a rimanere indietro. Prenderne atto – afferma Draghi – non vuol dire cedere ‘all’inconsistente miraggio di un diverso corso della nostra storià, per citare il meridionalista Manlio Rossi-Doria. Vuol dire individuare come questo corso possa essere corretto, nell’interesse di tutti. Il Mezzogiorno ha tutto il potenziale per convergere rapidamente verso il Centro-Nord”.
“Serve prima di tutto la giusta collaborazione tra investimenti pubblici e privati – sottolinea il premier -. Serve rafforzare la capacità amministrativa, a partire dalla giustizia, formare le competenze necessarie. E serve puntare sui talenti troppo spesso lasciati ai margini, a partire dai giovani e dalle donne”.
“L’Italia e l’Unione Europea devono collaborare per agevolare questo processo”, prosegue Draghi, che cita i fondi del Pnrr (destinati per il 40% al Sud) come strumento per ridurre “i divari territoriali nei servizi, in particolare nell’istruzione, tramite investimenti mirati nella scuola, nella ricerca, nelle università”.

– foto agenziafotogramma.it –

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Puglia, Lopane “Alta Murgia e scorie nucleari sono incompatibili”

BARI (ITALPRESS) – “Credo che l’Alta Murgia, così come la terra delle Gravine, siano per definizione incompatibili con un progetto di sito di scorie nucleari”. Queste le parole dell’assessore al Turismo della Regione Puglia Gianfranco Lopane, intervenuto a Bari, nella sede del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione Territoriale regionale in Fiera del Levante, alla presentazione del volume de ‘Le Guide di Repubblica ai sapori e ai piacerì, dedicato proprio al Parco Nazionale dell’Alta Murgia. “Questi luoghi – ha aggiunto Lopane – hanno la necessità di essere conosciuti al grande pubblico per il valore che hanno e, in questo senso, questa guida sarà di aiuto”.

– foto xa2
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Franceschini “Investire su talenti e creatività del Mezzogiorno”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nel Mezzogiorno ci sono migliaia di intelligenze, di infinita creatività e di talento che spesso non trovano spazio per crescere e per esprimersi. Sostenere questi ragazzi è il più grande investimento che possiamo fare per tutto il Paese”. Lo ha detto questa mattina il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo in collegamento alla presentazione del progetto ‘Bella storia’ della fondazione Unipolis. “Questo progetto – ha aggiunto il ministro – lo trovo molto intelligente e proiettato verso il futuro e se funzionerà diventerà un modello da copiare: prendere i giovani della Campania e della Calabria e costruire loro un percorso di arricchimento professionale e di competenze, integrativo del percorso scolastico che i ragazzi che parteciperanno a questo bando continueranno a svolgere”.
Il ministro Franceschini ha concluso lanciando la proposta di “istituire una sorta di Erasmus interno tra le diverse Regioni italiane legato ai temi della cultura. Creare le condizioni, ovvero, per consentire ai giovani delle regioni meridionali di andare a conseguire una parte del loro ciclo di studi nelle regioni del Nord e di converso, consentire a una parte dei giovani che vivono e studiano al Nord di fare la stessa cosa nelle regioni del Sud. Un percorso che possa essere legato ai temi della cultura, alle Università e alla bellezza diffusa su tutto il territorio nazionale. La conoscenza arricchisce e i percorsi formativi si arricchiscono con la conoscenza. E questo progetto va esattamente in questa direzione”.

– Photo credit: agenziafotogramma.it

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Al Policlinico di Bari radioterapia pediatrica a misura di bambino

BARI (ITALPRESS) – Ci sono le maschere di Iron man e Spider man e due acceleratori lineari di ultima generazione. Ma non siamo in un film di fantascienza bensì all’interno del reparto di radioterapia oncologica del Policlinico di Bari e i veri supereroi sono i bambini che devono sottoporsi ai trattamenti radianti. Per il corretto posizionamento dei pazienti, fondamentale per garantire la massima accuratezza nell’esecuzione della terapia nelle diverse sedute e ridurne lo stress, vengono utilizzate delle maschere termoplastiche di immobilizzazione. Ma per i più piccoli comunque non è facile e allora i tecnici di radiologia del Policlinico di Bari per alleggerire i lunghi minuti del trattamento le hanno decorate con le immagini dei supereroi scelte dai bimbi.
“Nell’ultimo anno sono già stati sottoposti a trattamento bambini affetti da medulloblastomi, linfomi, rabdomiosarcomi, tumori di Ewings, ependimomi, rari tumori ovarici evitando alle famiglie lunghi e complicati viaggi per cure fuori regione”, spiega il dottor Michele Piombino, direttore dell’unità operativa di radioterapia del Policlinico di Bari.
Grazie alla disponibilità delle più moderne ed avanzate tecniche, la radioterapia dell’ospedale universitario barese si pone, ormai, come struttura di riferimento per i trattamenti oncologici pediatrici, al servizio delle regioni meridionali.
Tutti i trattamenti radianti pediatrici sono erogati con tecnica VMAT (Radioterapia volumetrica ad archi dinamici modulati), così chiamata perchè il trattamento viene eseguito con fasci di radiazione modulati, erogati dall’esterno ad archi, in grado di focalizzare con precisione millimetrica la massima dose sul volume tumorale, risparmiando gli organi sani circostanti.
“L’approccio terapeutico è multidisciplinare – aggiunge il dott. Piombino – discutiamo in equipe tutti i nuovi casi negli incontri settimanali con l’oncoematologia pediatrica e abbiamo una continua interazione con la radioterapia pediatrica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano”.
Scopo principale della complessa attività svolta dalla equipe radioterapica barese è ottimizzare il trattamento radiante in termini di incremento del controllo locale delle neoplasie, riducendo contemporaneamente le possibili sequele tardive, critiche in età pediatrica.
“Un percorso esaltante – afferma il dottor Piombino – che grazie all’impegno di tutto il gruppo di medici oncologi radioterapisti, tecnici, infermieri e grazie all’apporto della fisica sanitaria ha portato a superare tanti ostacoli, fino a disporre oggi di ogni opzione di trattamento esistente, perfezionando millimetricamente la precisione dell’irraggiamento e abbattendo drasticamente il rischio di colpire tessuti sani e organi contigui”. “Un encomio particolare va riservato alla dottoressa Loredana Lapadula (oncologa radioterapista) e al dottor Marco Favetta (fisico sanitario) per l’impegno, la dedizione assoluta e l’instancabile lavoro svolto con la determinazione di rendere disponibili tali trattamenti anche per i piccoli pazienti pugliesi e meridionali. Tutto ciò senza omettere di sottolineare l’ammirevole impegno dei giovani tecnici di radioterapia che hanno abbracciato i nuovi delicatissimi trattamenti pediatrici, unendo alle loro notevoli capacità professionali l’inventiva e la giocosità necessaria per conquistare la fiducia di questi piccoli pazienti” conclude.
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