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Al Policlinico Bari primo caso pediatrico in Italia di “Carcinoma Nut”

BARI (ITALPRESS) – Diagnosticato presso l’Unità operativa complessa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari diretta dal dottor Nicola Santoro il primo caso pediatrico in Italia di “carcinoma NUT”. Il “carcinoma NUT” è un tumore eccezionalmente raro e a prognosi quasi invariabilmente infausta, con pochissimi casi descritti nel mondo.
Il paziente, un ragazzino di 13 anni della provincia di Bari, aveva una evidente tumefazione della parete toracica a sinistra. Dopo l’accurata caratterizzazione istologico-molecolare, cui si è giunti anche grazie alla collaborazione con la prof.ssa Rita Alaggio (direttrice del Servizio di Anatomia Patologia dell’Ospedale “Bambin Gesù” di Roma), il piccolo è stato sottoposto ad un intervento chirurgico multidisciplinare durato circa 10 ore.
Le equipe del professore Giuseppe Marulli (Chirurgia toracica) e dei professoe Giuseppe Giudice e professore Michele Maruccia (Chirurgia plastica), coadiuvati dall’anestesista pediatrica Giovanna Primiceri (servizio di Anestesia ospedaliera diretto da Anna Protopapa) sono riusciti nel difficile intento di asportare in maniera ampia e microscopicamente radicale la neoplasia; la parete toracica è stata quindi ricostruita con protesi in titanio ed un lembo miocutaneo microchirurgico.
Successivamente il ragazzo è stato sottoposto a trattamento radiante con tecnica Vmat, una sofisticata tecnica radioterapica, somministrato da Loredana Lapadula (servizio di Radioterapia diretto da Michele Piombino) ed ha quindi iniziato un trattamento chemio-immunoterapico intensivo. L’intero complesso programma diagnostico-terapeutico è stato coordinato da Francesco De Leonardis, medico dell’unità operativa di Oncoematologia pediatrica e condiviso con i colleghi del “Dana Farber Cancer Institute” di Boston (USA). La collaborazione con l’istituto americano è stata preziosa nell’individuare e condividere la strategia di cura del piccolo paziente. I medici di Boston, infatti, hanno per primi identificato il rarissimo tipo di tumore circa una decina di anni fa e il “Dana Farber Cancer Institute”, un grosso e rinomato centro di ricerca e cura oncologica, possiede un registro di questo raro tumore e ha maturato esperienza nel disegnare la strategia di trattamento. Grazie a questo considerevole impiego di risorse e professionalità oggi il piccolo ha ottime probabilità di guarire, dimostrando quale livello di eccellenza abbia oggi raggiunto il Policlinico barese nel panorama internazionale.
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Numero Unico di Emergenza, firmato a Napoli l’accordo per la Campania

ROMA (ITALPRESS) – Sottoscritto in Prefettura a Napoli, il protocollo di intesa per l’attivazione del Numero Unico di Emergenza Europeo 1.1.2. nella regione Campania.
L’accordo è stato firmato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. Il ministro Lamorgese, dopo aver illustrato alcuni dei vantaggi che presenta il sistema NUE 112, ha ricordato il recente caso di un gruppo di cittadini sordi che sono stati soccorsi proprio grazie al numero unico di emergenza.
“Un sistema che mettendo a fattor comune tecnologia e buone pratiche, consentirà a breve di offrire un importante servizio ai cittadini campani”. La regione Campania si unisce ad altre 11 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana, Marche, Umbria, Sicilia e Province autonome di Trento e Bolzano), con 15 Centrali uniche di risposta (Cur) che garantiscono la copertura del 65 per cento della popolazione italiana, pari a circa 35 milioni di abitanti.
Nella Regione Campania il servizio verrà erogato tramite la realizzazione di due Centrali uniche di risposta aventi sede a SARNO (SA) e a NAPOLI (NA).
Nel 2021 le Cur hanno gestito quasi 19 milioni di telefonate assicurando la ricezione anche di quelle generate direttamente da autovetture in caso di incidente automobilistico, grazie al sistema e-Call. Il servizio, anche grazie al modello organizzativo imperniato sulle Cur, ha fatto fronte all’emergenza Covid-19 senza criticità di funzionamento.
Chiamando il numero 1.1.2. il cittadino potrà richiedere l’intervento delle Forze di polizia, dei Vigili del fuoco, delle strutture sanitarie e dell’assistenza in mare.
Il servizio è multilingue, e assicura diverse funzionalità: una grandissima rapidità di risposta (circa 5 secondi) nonchè un’azione di filtro delle chiamate improprie; le chiamate possono essere localizzate in caso di bisogno ed instradate rapidamente verso l’Ente più appropriato; i cittadini disabili, grazie al sistema 1.1.2. sordi, possono anche loro accedere al servizio di emergenza.
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A Reggio Calabria il primo treno ibrido di Trenitalia

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Green, sostenibile e con un’attenzione rivolta anche ai più piccoli. E’ il nuovo “Blues”, il primo treno ibrido di Trenitalia a tripla alimentazione (elettrica, diesel e a batterie). Il nuovo convoglio è stato presentato sul lungomare di Reggio Calabria nella prima tappa al Sud del road show previsto nelle principali piazze italiane e che poi si sposterà a Palermo, Catania, Cagliari, Trieste e Roma.
Blues è un treno a tripla alimentazione della flotta regionale di Trenitalia, progettato e costruito da Hitachi Rail, che si affianca ai treni Rock e Pop e che dall’anno prossimo arriverà anche in Calabria. “Siamo nel pieno di una grande rivoluzione nel trasporto regionale di tutta Italia ma anche in Calabria”, ha detto Sabrina De Filippis, direttore della Direzione Business regionale di Trenitalia. “Oggi è una tappa storica”, ha aggiunto, spiegando che si tratta di un treno ibrido a “tripla alimentazione” in quanto può spostarsi “su linea elettrica, su quella diesel e anche a batteria”.
“Può entrare nei centri urbani – ha continuato – a emissione zero. E’ una vera rivoluzione: siamo tra i primi in Europa a presentare un treno con questa altissima tecnologia”. Per De Filippis, però, il punto di forza non è solo l’alta tecnologia che “consentirà viaggi e performance migliori” ma soprattutto il fatto di essere “pensato per tutte le persone, per tutti i target: da chi lo utilizza per motivi di pendolarismo – ha spiegato – a chi lo utilizza per motivi di svago. Abbiamo per la prima volta anche un’area dedicata ai bambini e, quindi, alle famiglie”. Le consegne del treno regionale Blues in Calabria sono previste a partire dal 2023. “Questa regione – ha sottolineato De Filippis – ne beneficerà in modo sicuramente importante. Arriveranno ben tredici Blues che, uniti ai quattordici Pop, riusciranno a cambiare notevolmente il trasporto regionale in Calabria”. I tredici nuovi treni sono destinati a percorrere la linea ionica tra Reggio Calabria e Sibari e la trasversale tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme. Si tratta di territori, ha evidenziato De Filippis, che “hanno treni molto datati”.
“L’età media di questi treni – ha detto – scenderà dai 30 anni attuali a otto anni. E’ veramente una rivoluzione qualitativa per la Calabria”. Inoltre, la regione “si presta tantissimo – ha affermato – anche dal punto di vista del turismo” in quanto “il 44% dei viaggiatori utilizza i treni regionali per motivi turistici”.
In totale in Italia sono previsti 110 treni Blues in Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna. La tecnologia ibrida alla base del nuovo convoglio consente di ridurre del 50% il consumo di carburante e permette una forte diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto agli attuali convogli diesel.
Si tratta di un’altra tappa nel percorso di rivoluzione della flotta del Regionale di Trenitalia che, secondo le previsioni, sarà rinnovata dell’80% entro i prossimi quattro anni.
“Stiamo lavorando per cambiare la Calabria”, ha detto Fausto Orsomarso, assessore alla Mobilità della Regione Calabria, durante l’incontro.
“Oggi, con questo grande strumento, andiamo a lenire un problema di trasporti”, ha aggiunto Orsomarso, menzionando la fascia ionica e parlando della regione come “una grande città da due milioni di abitanti”. Carmelo Versace, sindaco facente funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria, da parte sua, si è soffermato sul “lavoro di squadra” utile a “dare ai cittadini una speranza in più di poter viaggiare su treni all’avanguardia e green”. Per il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, si tratta di un “treno innovativo che concilia efficienza, innovazione e tutela dell’ambiente” e sarà “messo in rete per la prima volta sulla provincia di Reggio Calabria”.
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Amministrative Barletta, Meloni “Cannito capace di buon governo”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo scelto Cannito perchè il suo è un buon governo. Barletta ha una storia, una tradizione e una centralità molto importante e ha bisogno non di piantare la bandierina, ma di qualcuno che sia conosciuto, amato dai cittadini e capace nel dare a questa città ciò che merita”. Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, a margine della conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco Mino Cannito a Barletta. E ha aggiunto: “Mino ha ampiamente dimostrato le sue capacità come amministratore e professionista, penso sia la persona giusta. Il fatto che FDI e il centrodestra scelgano di sostenerlo è la dimostrazione del fatto che a noi interessa la persona migliore. Non ci interessa la spartizione cencelliana dei candidati a sindaco perchè poi perdono o se vincono governano male. Ci interessa sostenere chi ha dimostrato la propria qualità”. “Anche in queste elezioni amministrative benchè ci siano delle incomprensioni a livello nazionale, ogni qual volta ci sono delle proposte serie e vincenti del centrodestra noi le sosteniamo. Non siamo disposti a fare il gioco dei veti contrapposti o il gioco della bandierine – continua Meloni – “Non ho cose particolari da dire a Mino Cannito, ha dimostrato di sapere cosa fare, sono contenta che si sia liberato di alcune scorie per meglio governare e sono certa che i cittadini gli confermeranno la loro fiducia per fare ancora meglio nei prossimi 5 anni”.
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Imprese, la svolta green delle misure regionali pugliesi

BARI (ITALPRESS) – Più energia pulita autoprodotta, più economia circolare e maggiore intensità di aiuto per le piccole e medie imprese. E’ la svolta green delle misure di agevolazione regionali con un obiettivo preciso: l’autonomia energetica delle imprese.
Così la giunta modifica gli aiuti per rispondere al fabbisogno delle aziende, messe in ginocchio dai costi sempre più insostenibili dell’energia. L’intervento regionale ha riguardato alcuni tra i più importanti avvisi gestiti dalla Sezione Competitività e da Puglia Sviluppo, in qualità di organismo intermedio: i Contratti di Programma, i Pia (Programmi integrati di agevolazione) Medie imprese, Piccole imprese e Turismo e il Titolo II Capo 3 (rivolto alle Pmi del commercio, dell’artigianato e del manifatturiero) e Capo 6 (per le Pmi del settore turistico-alberghiero). Si tratta di un pacchetto di nuove linee di indirizzo reso necessario dalla crisi energetica determinata dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina e dalla lunga congiuntura economica negativa, legata alla pandemia prima e alla guerra poi. Le novità, approvate dalla Giunta regionale nella seduta dello scorso 28 marzo, sono state presentate alla stampa dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci, da Gianna Elisa Berlingerio, direttore del Dipartimento Sviluppo economico e dal direttore generale di Puglia Sviluppo, Antonio De Vito.
In particolare, lo strumento agevolativo rivolto alle imprese micro, piccole e medie noto col nome di Titolo II Capo 3 e Capo 6 che favorisce lo sviluppo delle attività economiche delle Pmi facilitandone l’accesso al credito, grazie alle modifiche, per la prima volta, darà alle imprese la possibilità di presentare un programma di investimenti che preveda la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile, come unico intervento. Sarà possibile installare all’interno dell’azienda impianti eolici, solari (con tutte le tecnologie), macchine frigorifere a fonte geotermica (refrigeratori o pompe di calore) e impianti di produzione di energia termica o elettrica a biomasse (liquide, solide o gassose). Una novità di grande rilievo rispetto al passato quando una simile iniziativa era ammissibile solo se inserita all’interno di un più ampio progetto organico e funzionale ed era finanziabile quale impianto generale assimilato alle opere murarie e pertanto prevedeva solo un contributo calcolato sul montante interessi.
Oggi si aggiunge anche la sovvenzione diretta: il 35% di premialità per le piccole imprese e il 30% sulle medie. Si tratta di un sostegno a fondo perduto calcolato sul costo degli impianti.
La premialità aggiunta al contributo sul montante interessi consentirebbe di raggiungere il 45% di agevolazione per le piccole imprese e il 35% per le medie. Tra le altre, sono agevolabili anche le spese per i sistemi di accumulo integrati dell’energia (storage) e per la realizzazione di stazioni di ricarica di veicoli elettrici e ibridi ad uso esclusivo delle imprese che propongono il progetto.
Ma c’è anche un’altra novità che riguarda sia Titolo II Capo 3 e Capo 6 che Contratti di Programma (per le sole Pmi) e Pia: nella precedente versione degli avvisi le agevolazioni non potevano superare complessivamente il 45% dei costi ammissibili del progetto (il 35% per le medie imprese), adesso se le imprese dovessero aver bisogno anche di un aiuto per il finanziamento del rischio in forma di garanzie (erogato da Mediocredito Centrale o dai Confidi) questo verrebbe considerato e valutato oltre i limiti del 35% per le medie imprese e del 45% per le piccole.
Le percentuali del contributo totale aumentano, infatti, di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 15 punti per le piccole imprese. Quindi la sovvenzione complessiva raggiunge il 45% per le medie imprese e il 60% per le piccole. Tutto ciò è possibile perchè, per le agevolazioni in forma di garanzie, si applica la nuova Carta degli Aiuti approvata dalla Commissione Europea per la programmazione 2021-2027, che ha innalzato i massimali. L’attenzione per l’economia circolare è garantita poi dall’inserimento tra le categorie dei beneficiari anche delle imprese impegnate nella produzione di compost o nel trattamento di rifiuti speciali.
In particolare per il Titolo II Capo 3 possono essere agevolate le Pmi che si occupano del “trattamento che precede lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi speciali solidi o non solidi” e dello smaltimento dei rifiuti di amianto;
per i Contratti di Programma e i Pia sono ammissibili anche le imprese impegnate nella produzione di compost oltre che nel “trattamento che precede lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi speciali solidi o non solidi”. “Le modifiche agli avvisi approvate dalla giunta regionale – ha dichiarato a margine il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – sono strettamente legate alla situazione che stiamo vivendo. La Puglia produce da tutte le fonti di energia, rinnovabili e non, il 64,5% di energia in più rispetto alla quantità richiesta dalle sue necessità, siamo i primi per energia eolica e fotovoltaica tant’è che il 34% della nostra energia proviene da fonti rinnovabili. Eppure nel contesto difficilissimo nel quale stiamo vivendo occorre un ulteriore passo avanti. E’ necessario che le imprese e in particolare quelle energivore, che sono in enormi difficoltà per l’aumento dei prezzi, diventino autosufficienti. Questo è il senso delle ultime modifiche agli avvisi. La nostra dipendenza da altri Paesi per l’approvvigionamento di energia è una limitazione all’autonomia dell’Italia e della Puglia non solo nella sfera economica ma anche nella vita quotidiana. Non è più possibile sostenerla anche per una regione virtuosa nella produzione di energia come la nostra”.
“La transizione energetica e l’economia circolare sono due obiettivi della nostra amministrazione”, ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci. “La nuova versione delle misure regionali di agevolazioni per le Pmi mira ad abbattere i costi permettendo ad una piccola o media impresa di realizzare con l’incentivo del Titolo II Capo 3 e Capo 6 un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile per il proprio consumo, senza dover compiere altri lavori, e di ricevere per questo un’agevolazione che può arrivare al 45% dei costi e addirittura al 60% nel caso vengano richiesti anche aiuti sotto forma di garanzie. Le piccole e medie imprese avranno così un sostegno concreto per produrre da sè una parte rilevante dell’energia che consumano. La versatilità degli strumenti regionali di incentivazione ci consente di adattarli alle esigenze contingenti, quella dell’energia è diventata una priorità non più procrastinabile. Col partenariato e con i Distretti produttivi abbiamo condiviso questa scelta, chiediamo alle imprese di coglierne le opportunità. L’aumento dei costi in bolletta si può abbattere unicamente attraverso la produzione di energia che passa da fonti rinnovabili, in questo caso all’interno delle proprie aziende”.
“L’intervento odierno – ha aggiunto Gianna Elisa Berlingerio, che dirige il Dipartimento Sviluppo economico della Regione Puglia – si inserisce in un disegno complessivo regionale che traguarda gli obiettivi di transizione verso l’ecosostenibilità in uno con le comunità energetiche, il reddito energetico, l’efficientamento, le hydrogen valley e gli strumenti che verranno messi a disposizione di aziende, Pubblica Amministrazione e comunità territoriali”. “In questi anni Puglia Sviluppo – ha detto Antonio de Vito, direttore della Società in house e finanziaria regionale – ha assicurato un sostegno commisurato alle esigenze manifestate dalle imprese. Gli strumenti di agevolazione più volte sono stati adattati al mutamento del contesto generato dalla crisi economica globale, dagli effetti della pandemia, dalla transizione digitale ed energetica. E’ stato possibile perchè il catalogo delle misure è inclusivo, strutturale e flessibile. La prossima sfida, l’autonomia energetica, permetterà alle imprese di restare sul mercato e competere”.
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Campania,”Sport di tutti”, 32 progetti di inclusione e solidarietà

NAPOLI (ITALPRESS) – Un colpo d’occhio spettacolare nella periferia est di Napoli. Il tatami della palestra Nippon Club di Ponticelli animato dagli allenamenti di ragazzi di età diversa. Gioco, divertimento, integrazione, relazioni, rispetto delle regole, valori, attività fisica per tutti sono i cardini del progetto Sport di tutti “Inclusione” e “Quartieri” che Sport e Salute S.p.A., la Società dello Stato per la promozione dello sport, vuole far crescere in Campania. Presso la storica palestra dei fratelli Raffaele e Massimo Parlati sono stati illustrati i 32 progetti di Sport per tutti, “Inclusione” e “Quartieri” che in Campania hanno già coinvolto 14 mila praticanti. Si tratta di iniziative volte a favorire una maggiore inclusione, integrazione, apertura, verso tanti soggetti fragili che abitano in quartieri disagiati o in zone meno centrali, con l’obiettivo di far crescere il mondo sportivo e i suoi praticanti. Presenti il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore allo Sport e alle Pari opportunità Emanuela Ferrante, il presidente e amministratore delegato di Sport e Salute S.p.A Vito Cozzoli e due grandi campioni come Manuela Di Centa e Sandro Cuomo.
Vito Cozzoli, visibilmente colpito dall’accoglienza ha così commentato: “La bellezza di questa giornata siete voi ragazzi. Questa è la festa di Sport e Salute e questi sono i valori che vogliamo veicolare”. Anche il Sindaco Manfredi ha voluto lanciare un forte messaggio di rinascita attraverso lo sport: “Ci impegneremo al massimo per sviluppare l’attività sportiva a Napoli, per far crescere giovani campioni, e sicuramente non possiamo farlo da soli, dobbiamo farlo insieme a Sport e Salute ora. E’ solo lavorando insieme che si costruisce qualcosa di buono. Da soli non si diventa campioni”. Sorridono i fratelli Raffaele e Massimo Parlati, rispettivamente tecnici della nazionale italiana olimpica e quella universitaria di judo, che operano da un quarto di secolo nell’impianto di via Argine. “Le medaglie vinte in campo Mondiale sono state tante ma la medaglia più bella è togliere i ragazzi dalla strada. Tutti insieme per progredire”. Il motto giapponese che ben si adatta alla realtà napoletana.
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Basilicata, Bardi “Continuità amministrativa per il prossimo biennio”

POTENZA (ITALPRESS) – La nuova giunta regionale, è stata presentata ufficialmente nella Sala Verrastro della Regione Basilicata, dal presidente Vito Bardi. Il rimpasto, con il rientro nell’esecutivo di due nomi per Fratelli d’Italia. Si tratta di Alessandro Galella, con delega alle Attività produttive, formazione, lavoro e sport (proviene dal Comune di Potenza) e di Cosimo Latronico ( ex parlamentare e consigliere regionale) alla guida del dipartimento Ambiente ed Energia. Il rientro di Francesco Cupparo (nella prima giunta alla Formazione) questa volta all’Agricoltura. Riconfermati Donatella Merra alle infrastrutture e Francesco Fanelli alla vicepresidenza e confermato anche per lui le deleghe alla Sanità e alle politiche sociali. Con il primo azzeramento di Giunta Bardi e il Bardi bis del 12 marzo scorso senza assessori di Fratelli d’Italia, si sono alimentate forti tensioni nel centrodestra e con la reazione dei consiglieri di opposizione (Pd e M5s) che hanno presentato una mozione di sfiducia, discussa in Consiglio regionale due giorni fa e respinta durante il quale il presidente della Giunta regionale aveva espresso soddisfazione per la confermata fiducia, al termine di giorni caratterizzati da “un dibattito interno franco e diretto, con momenti di analisi duri ma conclusi con una sintesi virtuosa”. In particolare, secondo Bardi, il rientro in giunta di Fratelli d’Italia garantirà continuità amministrativa per le numerose cose da mettere in campo nei prossimi due anni e mezzo.
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Bari, restituite alla Basilica di San Nicola gli oggetti sacri rubati

BARI (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Bari ha proceduto, a seguito della celebrazione della Santa Messa presso la Basilica di San Nicola, alla presenza del Sindaco della città metropolitana di Bari, del Prefetto, del Procuratore Capo e del Questore di Bari, alla restituzione dei gioielli e della reliquia della Santa Manna, trafugati nella notte tra il 21 ed il 22 marzo. I preziosi oggetti sacri erano stati ritrovati dagli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volanti della Questura di Bari nel primo pomeriggio del 26 marzo scorso, occultati all’interno di uno zaino coperto da terra ed erba selvatica. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono focalizzate sulla figura del presunto colpevole, il cinquantenne tunisino che aveva lasciato la propria impronta digitale sul luogo del furto, rintracciato presso un casolare alla periferia della città ed arrestato dalla Polizia la mattina del 23 marzo. Decisiva, ai fini del ritrovamento, è stata la ricostruzione degli spostamenti che l’uomo avrebbe effettuato la notte del furto.
Gli investigatori, analizzando le tracce digitali e fisiche lasciate dietro di sè dal tunisino, sono riusciti ad accertare che questi, subito dopo il colpo, avrebbe trascorso il resto della notte in una sala scommesse ubicata nel quartiere Madonnella, giocando alle slot machines con le monete trafugate poco prima dalle cassette delle offerte della Basilica. Con le offerte al Santo, l’uomo avrebbe vinto oltre 1600 euro, lasciando la sala scommesse nelle prime ore del mattino, con al seguito uno zaino. Insospettiti da tale comportamento, gli agenti hanno deciso di ritornare presso il casolare ove si era rifugiato il tunisino, alla ricerca proprio di quello zaino. Dopo alcune ore di assidue ricerche, uno degli agenti, camminando lungo il terreno adiacente il casolare, ha calpestato una porzione di terreno, nascosta dalle erbacce, che ha subito ceduto sotto il suo peso. I poliziotti, utilizzando strumenti di fortuna presenti sul luogo, hanno iniziato a spostare la vegetazione e la terra, rinvenendo uno zaino sporco e logoro.
Una volta aperto, i riflessi dorati ed argentati degli oggetti sacri non hanno lasciato dubbi ai poliziotti in merito al contenuto dello zaino: l’evangelario, l’anello ed il medaglione con all’interno la Sacra Manna erano appena stati ritrovati.
I beni sono stati repertati e posti sotto sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ne ha successivamente disposto la restituzione alla Basilica di San Nicola.
Proseguono le indagini finalizzate ad accertare la motivazione del gesto e la presenza di eventuali complici.
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